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Dopo l’ultimo emendamento del Presidente della Regione, in molti ci state chiedendo dei consigli su quale tablet utilizzare per fare didattica a distanza in tutta tranquillità. Abbiamo provato alcuni dispositivi e li vogliamo recensire per dare una mano a tutti i colleghi impegnati nello smartworking. Abbiamo inserito per ogni prodotto un link di acquisto su Amazon per tutti quelli che vogliano vedere le recensioni del singolo prodotto e acquistarlo.

Tutti i dispositivi elencati sono perfetti per inviare email, navigare su internet, compilare il registro elettronico, caricare file su piattaforme come Classroom e svolgere lezioni online attraverso la didattica a distanza utilizzando servizi per videochiamare come Google Meet, Microsoft Teams, ecc…

Quali caratteristiche deve avere un tablet adatto alla scuola?

-La connettività è sicuramente un aspetto molto importante. Avere un dispositivo obsoleto causa spesso una scarsa velocità di connessione ad internet e a volte l’interruzione del segnale. Inoltre in questa classifica ho inserito alcuni tablet che dispongono dello slot per l’inserimento della SIM, in grado quindi di collegarsi ad internet anche in assenza di Wifi o quando si hanno problemi con l’adsl di casa.

-Per svolgere videochiamate senza riscontrare alcun problema e avere una conversazione con i propri studenti chiara e fluida, il tablet adatto ad un insegnate deve garantire a tutti i costi un ottimo microfono e dei buoni altoparlanti.

L’autonomia è un altro aspetto che bisogna tenere in considerazione. Certo, possiamo sempre tenere collegato il tablet alla presa ma personalmente è alquanto scomodo: un buon tablet deve offrirti la possibilità di correggere compiti, navigare online, guardare video e scrivere note anche quando si è fuori casa!

Penna touch per scrivereOptional fantastico che alcuni dei tablet che ti mostro di seguito supportano. Non so se lo sapevi già ma esistono “penne/matite” comodissime che permettono di scrivere sul display in modo fluido e preciso e solitamente chi le prova non ne può fare più a meno!

Quali sono i migliori tablet per la scuola?

Microsoft Surface Pro 7 – Top di gamma

Partiamo dal top di gamma per eccellenza: il Microsoft Surface Pro 7. L’unico della lista che non può essere definito solo un tablet ma bensì un computer dotato di touchscreen. Infatti il software di sistema non è il classico android ma Windows 10. Permette quindi di installare le applicazioni di un normalissimo pc e avere moltissime funzioni in più rispetto a un comune tablet, rimanendo un dispositivo sottile e soprattutto touch! Microsoft offre un’ampia gamma di scelta. Il Surface Pro 7 è infatti configurabile con processori Intel Core i5 e i7 (sempre di decima generazione), la RAM può spingersi fino a 16 Gigabyte e la memoria interna può arrivare a un 1 Terabyte.

Caratteristiche principali: Windows 10 (64bit), display con una risoluzione di 2736 x 1824 pixel, batteria con una durata fino a 10,5 oreporta USB-A, USB-C, jack delle cuffie e supporto della tastiera rimovibile e della Microsoft Pen.

Cosa lo rende uno dei migliori tablet per docenti? É un computer a tutti gli effetti con addirittura specifiche tecniche elevate, essendo di casa Microsoft software e hardware sono ottimizzati al meglio, il touchscreen lo rende un dispositivo completo e a mio parere migliore di un computer di fascia media.
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Samsung Galaxy Tab S7/S7+

tablet-docenti

Samsung Galaxy Tab S7 e Samsung Galaxy Tab S7+ sono i top di gamma Android di questa guida all’acquisto. Premettiamo subito che i due modelli si differiscono quasi esclusivamente per le dimensioni. Samsung Galaxy Tab S7 ha un display LCD da 11″ con una risoluzione di 2560×1600 pixel, Galaxy Tab S7+ invece un fantastico Super AMOLED da 12.4″ con risoluzione 2700×1752 pixel (leggermente superiore). Entrambi i display hanno frequenza di aggiornamento di 120Hz offrendo di conseguenza una fluidità elevata per quanto riguarda il gaming e la visione di filmati. Il più piccolo monta una batteria da 8.000mAh mentre quello più grande da 10.090 mAh, tutti e due dotati di ricarica rapida da 45W (utile quando si è sempre di fretta). Per quanto riguarda le componenti interne abbiamo 6 / 8 GB di RAM e uno spazio di archiviazione interno da 128 a 512GB(espandibile). Questi modelli hanno due fotocamere posteriori, fra cui una grandangolare e una ultra grandangolare, usano un sensore di impronte sotto il vetro del display e hanno quattro altoparlanti stereo integrati. Non da meno è la presenza in confezione della S Pen che non obbliga l’acquisto di accessori separatamente a differenza degli altri tablet.
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iPad Air 2020

iPad Air docenti

Il 2020 è stato un anno di molti cambiamenti in casa Apple e sono stati presentati anche i nuovi iPad Air. La linea Air si trova a metà strada fra gli iPad tradizionali e quelli della linea Pro ed è per questo un ottimo compromesso per chi vuole spendere poco ma allo stesso tempo godere di tutte le funzionalità che un buon iPad offre. Ti elenco in breve le caratteristiche di questo tablet: display Liquid Retina da 10,9″ con True Tone, chip 14 Bionic, memoria interna da 64GB o 256GB, fotocamera posteriore da 12 MP, fotocamera frontale FaceTime HD da 7 MP e un’ autonomia media superiore a 9 ore. Inoltre ha la possibilità di essere abbinato all’Apple Pencil (indubbiamente la migliore penna smart) e alla Smart Keyboard. Tutti gli iPad sono presenti in due versioni: quella Wifi e quella Wifi +Cellular; essenzialmente la seconda ha lo slot per inserire la SIM di un qualsiasi operatore e quindi la possibilità di connettersi ad internet anche fuori casa. Sono disponibili ben 4 colorazioni differenti: grigio siderale, oro rosa, argento, verde e celeste.
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Perché l’iPad Air è il tablet perfetto per i docenti?

Questo tablet soddisfa a pieno le esigenze di ogni insegnante: iPadOS rende l’esperienza di utilizzo semplice e veloce, ha un’ottima connettività, il modello Wifi + Cellular consente di collegarsi anche in assenza di rete wireless, le due fotocamere sono superiori a quasi tutti i tablet presenti in questa classifica e infine il supporto dell’Apple Pencil è qualcosa di unico.

Samsung Galaxy Tab S6 Lite

galaxy tab

Il tablet che si avvicina all’iPad Air 2020 è il Samsung Galaxy Tab S6 Lite. Design elegante con bordi sottili e un display da 10.4 pollici ad alta risoluzione. La batteria da 7040 mAh garantisce un’autonomia per un utilizzo continuativo di circa 13 ore e con una ricarica rapida da 15W tramite USB-C.

Pur essendo un tablet abbastanza economico il Samsung Galaxy Tab S6 ha ben 4 GB di RAM, una memoria interna da 64 GB espandibile mediante l’inserimento di una scheda micro-SD, fotocamera posteriore da 8MP e una anteriore da 5MP con tecnologia per il riconoscimento facciale e anche un sensore di impronta digitale.

Samsung, come nel Samsung Galaxy Tab S7, include nel prezzo del prodotto anche la maneggevole e precisa S Pen: adatta per prendere appunti, correggere compiti e anche per disegnare. Sicuramente non possiamo comparare la S Pen con ad esempio l’Apple Pencil e la tecnologia all’avanguardia di iPad, ma è comunque un buon prodotto.

Se si preferisce l’ecosistema Android e non hai intenzione di spendere grandi sommeSamsung Galaxy Tab S6 Lite è perfetto sia per l’utilizzo scolastico sia per un utilizzo di svago. Qui sotto ti ho inserito i rispettivi link Amazon per la versione Wifi e quella Wifi + LTE (SIM).
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Lenovo Tab M10 Plus Tablet

lenovo tab

Sotto i 300€ la scelta ricade sul Lenovo Tab M10 Plus: tablet compatto, con un display FullHD da 10,3 pollici e bordi sottili. La versione base offre già la possibilità di utilizzare una Sim per la connessione ad internet mediante 4g. All’interno presenta uno spazio di archiviazione espandibile da 64 GB, 4GB di RAM e il processore MediaTek Helio P22T. Pur avendo altoparlanti e microfono di discreta qualità non consigliamo questo tablet per le videochiamate in quanto le fotocamere non sono adatte a gli standard di risoluzione attuali, tuttavia se non si hanno grandi pretese rimane un dispositivo adatto anche a questo. Unica pecca che fa storcere un po’ il naso è l’autonomia da molti criticata in quanto le componenti performanti di questo tablet scaricano velocemente la batteria.
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Samsung Galaxy Tab A 7

tablet samsung

Ad un prezzo ancora più vantaggioso abbiamo il Samsung Galaxy Tab A 7. Samsung anche questa volta è riuscita ad accontentare anche chi non necessita di un dispositivo performante e vuole risparmiare il più possibile pur comprando un prodotto di qualità.

Display da 7″ con una risoluzione dello schermo di 1920×1200(superiore al Full HD), una memoria interna standard da 32GB (espandibile), 2 GB di RAM e un processore Octa Core da 1.8 GHz. La batteria di questo dispositivo da 6150 mAh garantisce un’autonomia di circa 9 ore effettive di utilizzo continuativo.

Come già detto il Samsung Galaxy Tab A 7 è un tablet normalissimo adatto a qualsiasi tipo di utilizzo sia in ambito lavorativo sia domestico. Anche lui è presente in due versioni: Wifi e Wifi+LTE!
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Qual è il tablet migliore per la scuola?

Non c’è una vera e propria risposta a questa domanda. Spesso consigliamo di acquistare un tablet in base anche a ciò che si è abituati. Se non si ha una grande dimestichezza con la tecnologia, non si vuole rischiare di prendere virus nel vostro dispositivo scolastico e si ha un buon budget, noi consigliamo di scegliere un iPad. Se volete un tablet che sia anche un PC su cui poter installare programmi e gestire file, scegliete un Surface. Se invece utilizzate molto la Gsuite con tutto l’ecosistema Google, allora vi consigliamo un tablet Android.

In tempi di coronavirus, Google migliora e amplia il sistema che permette di stimare quanto affollati siano negozi e luoghi pubblici, in modo da poter evitare gli orari di punta al supermercato o scegliere il parco meno frequentato. L’annuncio è arrivato nel corso dell’evento online “Search On 2020”, in cui la società californiana ha presentato alcune novità legate alla Ricerca Google.

Google riesce a stimare l’affollamento utilizzando i dati – anonimi – sulla posizione degli utenti che hanno acconsentito all’uso nelle impostazioni del proprio account. Queste informazioni sui giorni e le ore di maggiore e minore affollamento sono fornite dal 2016 ma adesso, spiega Big G, con la pandemia il loro utilizzo è aumentato, con un +50% tra marzo e maggio.

Per questa ragione “abbiamo ampliato le informazioni sull’affollamento in tempo reale a milioni di luoghi in tutto il mondo e siamo sulla buona strada per aumentare la copertura globale di cinque volte rispetto a giugno 2020, sottolinea Google. L’ampliamento include più aree all’aperto come spiagge e parchi, e attività essenziali come alimentari, distributori di benzina e farmacie.

Per ottenere le informazioni sugli orari con il maggior numero di visite, inoltre, non sarà più necessario cercare il luogo specifico. A breve, infatti, i dati compariranno nelle indicazioni stradali e direttamente sulla mappa. La novità, assicura Google, sarà disponibile “presto” per gli utenti Android, iOS e desktop in tutto il mondo

Fonte: https://www.tecnoblog.cloud/2020/10/19/covidgoogle-maps-dice-quanto-sono-affollati-luoghi-e-locali/

Unlimited 200 Special, questa la nuova offerta di WindTre vuole indiscutibilmente essere una delle campagne promozionali più interessanti ed intriganti dell’anno, a partire dal bundle che l’azienda ha deciso di inserire al suo interno, oltre 200 giga di internet a “caro prezzo”.

La novità più grande non riguarda tanto i contenuti offerti, quanto la possibilità di accedervi indistintamente dalla provenienza, in altre parole l’attivazione sarà accettata da qualunque operatore telefonico, se non addirittura dai già clienti di WindTre. L’unica differenza riguarderà il costo di attivazione, coloro che già possiedono un numero dell’azienda dovranno pagare 19,99 euro, tutti gli altri si limiteranno a 9,99 euro.

Lo scoglio più grande che limita l’avvicinamento alla Unlimited 200 Special, è sicuramente rappresentato dal costo fisso mensile, corrispondente nello specifico a 29,99 euro al mese. Il canone deve essere versato tramite credito residuo, ma se richiesta è presente anche la versione Easy Pay con pagamento tramite conto corrente o carta di credito. Oltre a questo non possiamo sicuramente trascurare la presenza del vincolo contrattuale di durata, pari a 24 mesi, entro il quale il cliente che richiederà la portabilità sarà costretto a pagare una penale.

Passa a WindTre: le offerte sono davvero incredibili

La promozione dimostra comunque tutta la sua bontà e qualità generale, offrendosi come più valida alternativa alle proposte delle dirette concorrenti. Nello specifico il consumatore si ritrova a poter fruire di 200 giga di internet alla velocità del 4.5G, passando anche per illimitati minuti verso ogni numero di telefono, finendo sugli ormai classici 200 SMS da inviare a chiunque si desideri.

La navigazione non presenta limitazioni particolari alla massima velocità raggiungibile.

 

Fonte: Tecnoblog

Con il dl Rilancio in Gazzetta Ufficiale, sono in vigore anche tutti gli incentivi in esso contenuti. Uno di questi, ribatezzato “bonus bici” o “bonus mobilità”, permette di ricevere «un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad esempio monopattini, hoverboard e segway) o per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture». Così recita la dicitura ufficiale, pubblicata anche in una serie di Faq, di domande frequenti, sul sito del ministero dell’Ambiente, a cui è in carico l’erogazione del bonus. Ecco tutte le domande e le risposte per capire meglio.

Come funziona e come posso ottenere il bonus?

Il buono mobilità può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web o piattaforma che è in via di predisposizione e sarà accessibile, anche dal sito istituzionale del ministero dell’Ambiente, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all’applicazione è necessario disporre delle credenziali Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Nella prima fase (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.

Nella seconda fase (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

 

 

Quali requisiti per chiedere il bonus?

Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti (con riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019 ) e nei comuni delle 14 Città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Agrigento, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni (anche al di sotto dei 50.000 abitanti) appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali.

Cosa si può acquistare?

Biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita; handbike (cioè bici che si muovono usando le braccia) nuove o usate; veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33- bis del Dl 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (esempio: monopattini, hoverboard, segway); servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Che caratteristiche deve avere il monopattino?

Innanzitutto, deve essere elettrico. I monopattini a spinta non sembrano essere contemplati. Il riferimento normativo specifico è infatti l’ultimo decreto “Milleproroghe”, che ha permesso l’equiparazione dei monopattini elettrici alle bici.

Fonte: Tecnoblog.cloud

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La Guardia di Finanza di Milano impegnata a sgominare ben 222 pagine web di false compagnie.

Dopo un biennio 2018-2019 fatto di arresti e migliaia di automobilisti truffati da falsi siti di assicurazioni online, una nuova ondata di raggiri ha portato la Guardia di Finanza di Milano a sgominare ben 222 pagine web truffaldine.

In base allo schema ricostruito dagli inquirenti, i criminali hanno circuito le vittime convincendole di aver ottenuto il risparmio della vita con la copertura assicurativa appena acquistata. In realtà le assicurazioni online attraverso questi siti non avevano il benché minimo requisito e certificazione per garantire una reale copertura.

Truffa Assicurazioni online: oltre 200 siti denunciati per false Rc Auto

Nell’inchiesta sono coinvolte 74 persone, le quali sono accusate di aver incassato indebitamente i premi dei contratti di assicurazione senza rilasciare agli utenti alcunché. Come spiega la Procura di Milano che ha coordinato l’indagine:gli utenti, convinti di sottoscrivere assicurazioni vantaggiose per le proprie autovetture, le proprie case o i propri natanti, si sono in realtà ritrovati senza alcuna copertura assicurativa“.

Purtroppo si segnalano diversi clienti vittime della rete criminale, poiché la Guardia di Finanza ha ammesso che gli stessi finti siti web erano stati costruiti davvero ad arte. A tal proposito la nota della Procura recita:il modus operandi, comune a gran parte dei portali individuati ed utilizzato per trarre in inganno gli utenti che si imbattevano nei siti internet, prevedeva l’utilizzo indebito dei loghi delle più note compagnie di assicurazione operanti in Italia e l’indicazione di un numero RUI, registro unico degli intermediari assicurativi contraffatto, funzionale al raggiro“.

Le 74 persone fermate e identificate come autori delle truffe sono state ritenute responsabili dei reati di “esercizio abusivo dell’attività di intermediazioni assicurativa e truffa aggravata”. Speriamo che l’ondata di raggiri con questa operazione si sia fermata.

 


Fonte:

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Una rivoluzione tecnologica che sta investendo tutto il Ministero. Avverrà lo stesso per le Graduatorie di Istituto?

Il Ministero dell’Istruzione accelera sulla digitalizzazione dei processi: per la prima volta l’inserimento delle domande per le graduatorie permanenti ATA sarà digitalizzato.
La procedura avverrà attraverso la piattaforma POLIS (Presentazione On Line delle Istanze), velocizzando la procedura per gli utenti e per gli Uffici territoriali chiamati a verificare il contenuto delle domande.Basterà quindi collegarsi sul sito Istanze Online, accedere tramite Spid oppure un account valido registrato con il proprio indirizzo email.
​​​​​​​Il processo di digitalizzazione è stato presentato alle Organizzazioni sindacali il 28 aprile, in un incontro in videoconferenza, durante il quale è stata fatta una simulazione del funzionamento della nuova piattaforma.

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Nulla esclude che questo nuovo processo tecnologico possa fungere la locomotiva tecnologica per la completa digitalizzazione di tutte le dinamiche del Ministero. In una intervista il Ministro Azzolina, annunciava la possibilità di predisporre le condizioni per eliminare il cartaceo sulle procedure di aggiornamento delle graduatorie di istituto a favore di una procedura web snella e senza fronzoli.
La procedura per l’inserimento delle domande ATA partirà il 5 maggio e si chiuderà il prossimo 3 giugno.

Per le altre novità in merito, vi aggiorneremo quanto prima.

Fonte: tecnoblog.cloud

“L’App per il contact tracing farà scattare l’alert quando ad esempio il signor Rossi avrà avuto un contatto stretto per più di 15 minuti con una persona positiva”. Lo ha spiegato il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri spiegando quando scatterà l’alert della app Immuni operativa da maggio.”La distanza di rischio per noi è oscillante tra un metro e due metri, io penso che sia cosa buona e giusta considerare il limite massimo di questo intervallo e cioè una quantità di metri più vicina ai due che non all’uno”, ha spiegato poi.

 

 

“Noi abbiamo lavorato per perseguire un obiettivo giusto, il server della App è pubblico e italiano, al momento dello sviluppo, e lo faremo prima di introdurla sul mercato, si potrà decidere se lasciare i dati sul telefonino e-o sul server, la modalità non cambia e anche se i dati fossero sul server pubblico comunque sarebbero criptati. Inoltre al momento l’alert arriverà alla persona e non al Servizio Sanitario nazionale, sarà quindi l’utente a diventare protagonista del percorso sanitario”, prosegue il commissario ricordando che “mancano sei giorni al 4 maggio, inizia un graduale alleggerimento delle misure di contenimento, io resto un convinto assertore della prudenza e della cautela. Inoltre voglio sottolineare che le critiche al governo sono il segno che le decisioni sono state ispirate da equilibrio e prudenza. Non possiamo illuderci di uscire dal lockdown ignorando i rischi che corriamo”.

“Ovviamente se la relazione tra la tempestività che il contact tracing garantisce e il fatto che tu ti sottoponga tempestivamente a un tampone salta noi non abbiamo raggiunto l’obiettivo, quindi sarà anche necessario che in un tempo molto ravvicinato ci si possa sottoporre al tampone”, ha proseguito Arcuri parlando ancora della app Immuni.

“Gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio di contagio sia 15 minuti – ha precisato ancora Arcuri – La App sarà collegata ai tamponi, noi ne abbiamo distribuiti 2,5 mln fino a ieri, ne abbiamo eseguiti 1,7 mln, debbo immaginare che le regioni abbiano in magazzino almeno 800 mila tamponi, continueremo con una massiccia distribuzione per essere certi che ce ne sia sempre una quantità sufficiente”.

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Fonte: Tecnoblog.cloud >> https://www.tecnoblog.cloud/2020/04/28/coronavirus-arcuri-app-immuni-operativa-da-maggio/

Il boom dei servizi per la teleconferenza ha messo sotto il mirino piattaforme e tecnologie che stanno vivendo un successo insperato, almeno prima dell’arrivo della pandemia. Le azioni di Zoom, l’app per videoconferenze hanno raddoppiato valore dall’inizio dell’anno. E proprio Zoom da alcuni giorni è nella bufera. Space X, la compagnia spaziale di Elon Musk, vieta ai dipendenti di usare l’app che più di ogni altra sta registrando un boom di download post-coronavirus. Secondo il sito Reuters, alla base del divieto ci sarebbero “importanti problemi di privacy e sicurezza”. “Comprendiamo che in molti stanno usando questo strumento per conferenze e riunioni, ma si prega di utilizzare e-mail, messaggi o il telefono come mezzo di comunicazione alternativo”, scrive l’azienda Space X in una email rivolta i dipendenti, il 28 marzo, giorno in cui ha disabilitato l’uso di Zoom.

Lunedì l’Fbi ha lanciato un servizio di “allerta” su Zoom dopo aver ricevuto segnalazioni di individui non identificati che invadono le sessioni scolastiche, un fenomeno noto come “zoombombing”. L’indagine è partita dopo la segnalazione del procuratore generale di New York, Letitia James, che ha intimato alla società di risolvere il problema, impedendo ai pirati informatici di “ottenere accesso furtivo alle webcam dei consumatori”.

I problemi per Zoom erano però iniziati una settimana prima quando il sito The Intercept aveva scritto che l’app non era crittografata e che la società potrebbe visualizzare le sessioni. Si è scoperto cioè che le riunioni di Zoom non avvengono utilizzando la crittografia end-to-end tra i partecipanti, nonostante la società indichi questa sicurezza sul proprio sito. Si tratta invece di una più semplice crittografia TLS, attraverso la quale Zoom può, potenzialmente, vedere e sentire tutto.

Domenica scorsa Zoom ha aggiornato la sua policy sulla privacy. Ma, come da giorni sostengono gli esperti di cybersecurity, sono moltissime le nuove piattaforme a rischio di intrusione da parte di criminali informatici.

In questo periodo così particolare è veramente difficile capire come sfruttare al meglio le nostre “lunghe” giornate. Il DPCM adottato il 9 marzo ha esteso a tutta l’Italia le zone soggette a restrizione per contrastare la diffusione del Coronavirus. Per supportare la popolazione in questa difficile fase, il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha coinvolto diversi attori economici del nostro Paese che hanno messo a disposizione diversi servizi in modo del tutto gratuito per un tempo determinato.

Tutte i servizi gratuiti sono riportati nel sito ufficiale dedicato all’iniziativa Solidarietà Digitale. A seguire ne indichiamo una selezione più strettamente legata all’utenza consumer e ai servizi degli operatori telefonici:

TUTTI I SERVIZI GRATIS CON L’INIZIATIVA SOLIDARIETA’ DIGITALE

FASTWEB

  • dalla seconda metà di marzo saranno disponibili 1 milione di Giga gratuiti da condividere sino all’esaurimento del plafond. Terminato il plafond, i clienti riprenderanno ad utilizzare i dati inclusi nella loro offerta

Come aderire:

  • I clienti non dovranno fare nulla: il plafond dati a disposizione nel loro piano si fermerà e potranno utilizzare il traffico dati condiviso

 

 

ILIAD

  • tutti gli utenti che hanno sottoscritto l’offerta Voce fino all’11 marzo hanno a disposizione gratuitamente 10GB di traffico per navigare su internet e chiamate illimitate verso fissi in più di 60 destinazioni internazionali e verso mobili in USA e Canada

Come aderire:

  • Il servizio si attiva e si disattiva in automatico. Gli utenti interessati verranno contattati tramite SMS

TIM

  • Giga illimitati da mobile per 1 mese per tutti i clienti con un bundle dati attivo
  • Chiamate illimitate da fisso sino ad aprile per tutti i clienti con un profilo voce a consumo

Come aderire:

  • E’ possibile attivare l’offerta per il mobile scaricando l’app My TIM, accedendo alla sezione TIM Party o dalla pagina dedicata
  • Le chiamate illimitate da fisso possono essere attivate chiamando il 187

WIND TRE

  • Dalla seconda metà di marzo saranno disponibili progressivamente per tutti i clienti mobili voce ricaricabili 100 Giga gratuiti per 7 giorni
    • Gli altri utenti interessati verranno informati direttamente con un SMS

VODAFONE

  • Giga illimitati grati per 1 mese agli studenti tra i 14 e i 26 anni
  • Per imprese e partite iva: 1 mese di utilizzo illimitato della connessione dati su tutte le SIM voce

Come si attiva:

  • I Giga illimitati per gli studenti si attivano chiamando il numero 42100. Dopo un mese si disattivano in automatico
  • Offerta imprese/partite iva: attivazione automatica, il mese decorre dalla ricezione dell’SMS di avvenuta attivazione
  • Tutti i giga dell’offerta nazionale sono disponibili anche in roaming fino al 3 aprile, salvo ulteriori proroghe. Iniziativa valida per tutti i profili tariffari, maggiori dettagli sulla pagina ufficiale a questo link.

FILM TV

  • abbonamento trimestrale gratuito alla rivista settimanale Film TV

Come aderire:

  • è necessario scaricare l’app “Film TV rivista” (QUI per Android e QUI per iOS), registrarsi e riscattare il coupon FTV3SOLDIG

IL SAGGIATORE

  • ogni 2 giorni un ebook in regalo distribuito tramite il sito della casa editrice

Come aderire:

ITALIAONLINE

  • 1 anno di Libero Mail Pec da 1 GIGA per chi vive nella zona rossa
    • attivabile dal 9 al 30 marzo QUI

MONDADORI

  • 50.000 abbonamenti gratuiti per 3 mesi ai magazine del gruppo Mondadori. La promozione riguarda le riviste in formato digitale. Si potrà scegliere tra: CasaFacile, Chi, Donna Moderna, Focus, Focus Junior, Focus Storia, GialloZafferano, Grazia, Icon, Icon Design e Tv Sorrisi e Canzoni

Come aderire:

  • Modalità di accesso in fase di aggiornamento al 13/03

REPUBBLICA, LA STAMPA

  • Repubblica: 25.000 abbonamenti gratuiti a La Repubblica versione digitale
  • La Stampa: 25.000 abbonamenti gratuiti a La Stampa versione digitale

Come aderire:

  • Modalità di accesso in fase di aggiornamento al 13/03

RIVISTE DIGITALI GRUPPO CONDE’ NAST

  • Dal 13 marzo, in omaggio per 3 mesi le copie digitali di tutte le riviste del gruppo:
    • Vanity Fair, Vogue, Wired, GQ, La Cucina Italiana, AD, Traveller

Come aderire:

  • Scaricare la copia digitale della rivista rispettive app per Android e iOS, cliccare su “Free Pass”, registrare l’account e inserire i seguenti codici:
    • VF4YOU per Vanity Fair
    • VOGUE4YOU per Vogue
    • WIRED4YOU per Wired
    • GQ4YOU per GQ
    • LCI4YOU per La Cucina Italiana
    • AD4YOU per AD
    • ​TRAVELLER4YOU per Traveller

TRECCANI SCUOLA

  • a disposizione gratuitamente i contenuti e gli strumenti della piattaforma didattica digitale Treccani Scuola

Come aderire:

MYMOVIES

  • 50 film, 5 prime visioni disponibili gratuitamente per 25.000 “posti digitali nelle sale web”
  • valido dal 17 marzo al 5 aprile in occasione della campagna #iorestoacasa
  • link disponibile QUI
  • come funziona: accedere al link di cui sopra, selezionare i film da vedere e prenotare il posto. Gli streaming hanno un orario predefinito

COOPVOCE

  • 100 GIGA in 4G per 30 giorni dalla data di attivazione
  • per attivarla è sufficiente inviare un SMS al 4243688 con il testo “SI 100 GIGA”

INFINITY

  • Infinity, la piattaforma di video streaming on demand del Gruppo Mediaset, offre due mesi gratuiti di prova del servizio. Il catalogo di Infinity comprende: titoli in prima visione e in 4K, film, cartoni e serie per tutta la famiglia.

Come aderire:

  • A partire dal 7 marzo, chi si registrerà su infinitytv.it potrà usufruire del servizio gratuitamente per due mesi.

Non ci rimane che augurarvi buona visione.

Fonte:

 

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Il telelavoro è improvvisamente diventato una necessità e molte aziende hanno provveduto a organizzarsi per far lavorare i propri dipendenti da casa. Nella gran maggioranza dei casi bastano un computer portatile e una connessione internet per essere operativi, ma non dobbiamo dimenticare che si maneggiano a distanza dati sensibili, proprietà intellettuali, documenti riservati.

Il problema non è da sottovalutare sia per le grandi aziende sia per quelle medio/piccole. «I tradizionali sistemi di enterprise identity management – fa presente Rich Turner, Emea Vp di CyberArk – e le soluzioni di controllo degli accessi sono progettati per autenticare i dipendenti e i dispositivi di proprietà dell’azienda e non sono adatti a garantire la sicurezza del personale di terze parti e dei dispositivi esterni».

Questo significa che una cosa è fare telelavoro se la dotazione informatica viene fornita e magari anche gestita dall’azienda, un’altra è se si è costretti a usare macchine proprie che non sono state preparate per questo compito.

Utilizzo di dispositivi personali per scopi aziendali
«Il lavoro da casa – dice Gastone Nencini di Trend Micro – apre delle nuove problematiche non contemplate dal lavoro svolto in ufficio, come ad esempio l’utilizzo di VPN, il controllo della navigazione web, l’utilizzo di pc e device personali per scopi aziendali. Tutto questo, se non protetto in maniera corretta può compromettere la protezione dei dati dell’azienda».

Cosa bisogna fare, allora, per evitare rischi? Innanzitutto, preparare il pc per connessioni sicure e poi usare nella maniera corretta una serie di programmi perché non mancano i criminali che sperano di trarre grande vantaggio da questa situazione.

David Emm, principal security researcher di Kaspersky, infatti dichiara: «Abbiamo rilevato anche diversi casi di criminali informatici che cercano di sfruttare il virus (per i loro scopi). Considerato l’aumento di accessi da remoto da parte dei dipendenti, le aziende dovrebbero prestare molta più attenzione alla sicurezza della propria rete».

Cinque consigli
In concreto questo si può tradurre in cinque macro-azioni da intraprendere:

1. Mettere in sicurezza i computer che si collegheranno alla rete aziendale.
Molti dei computer casalinghi dei dipendenti non hanno una suite di sicurezza informatica e usano la protezione di base di Windows 10 e sicuramente alcuni avranno ancora delle macchine basate su Windows 7. L’azienda deve fornire un prodotto di sicurezza adeguato e assicurarsi che il sistema operativo sia aggiornato. Gli antivirus gratuiti non sono sufficienti per garantire la sicurezza.

2. Mettere in sicurezza i collegamenti tra il computer remoto e l’azienda.
Le aziende devono prevedere un modo sicuro per far accedere i dipendenti dall’esterno. Il minimo da fare è configurare una VPN interna all’azienda in modo che i dati che transitano siano non intercettabili anche se il computer remoto viene usato su reti Wi-Fi poco sicure. Anche il router di casa dovrebbe essere aggiornato, una operazione non alla portata di tutti, ma per la quale le aziende dovrebbero prevedere un supporto tecnico al dipendente.

3. Limitare il numero di persone che può accedere alla rete dall’esterno.
La cosa migliore da fare sarebbe quella di predisporre tutta una serie di accessi dedicati per chi non usa abitualmente la rete da remoto. In questo modo si possono identificare eventuali compromissioni e intrusioni informatiche se si dovessero verificare due accessi contemporanei con le stesse credenziali o se chi accede cambia l’ip di riferimento o la sua posizione geografica o il dispositivo usato.

4. Fare almeno un breve corso ai dipendenti in cui si spiegano le basi della sicurezza nel lavoro da remoto.
Gianluca Varisco, Chief Information Security Officer presso Arduino, ha postato su Internet un appello che rende perfettamente l’idea di quali siano i problemi: «Vi prego – rimuovete ogni tipo di dato sensibile quando condividete screenshot e selfie della vostra attrezzatura per il telelavoro. Finora ho visto schermate di Trello configurate male, senza password e a libero accesso tramite il solo url, ovviamente visibile; post-it con credenziali di accesso e indirizzi di server attaccati allo schermo del portatile o segnati nei widget a schermo; block notes con appunti (a volte dati finanziari, altri chi promuovere o licenziare); conference call con i dettagli per entrare (senza password). Per favore, smettetela».

5. Scegliete con attenzione il software da usare in remoto.
Non affidatevi ad App sconosciute che scaricate al momento per far fronte all’emergenza. Nei mesi passati sono emersi molti casi di software VPN che spiavano gli utilizzatori o di programmi per videoconferenza con scarsa attenzione alla sicurezza. Fate una ricerca attenta prima di scegliere gli strumenti da usare.

Fontehttps://www.tecnoblog.cloud/2020/03/22/smart-working-ecco-cosa-bisogna-sapere-per-tenere-al-sicuro-i-dati/