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Unlimited 200 Special, questa la nuova offerta di WindTre vuole indiscutibilmente essere una delle campagne promozionali più interessanti ed intriganti dell’anno, a partire dal bundle che l’azienda ha deciso di inserire al suo interno, oltre 200 giga di internet a “caro prezzo”.

La novità più grande non riguarda tanto i contenuti offerti, quanto la possibilità di accedervi indistintamente dalla provenienza, in altre parole l’attivazione sarà accettata da qualunque operatore telefonico, se non addirittura dai già clienti di WindTre. L’unica differenza riguarderà il costo di attivazione, coloro che già possiedono un numero dell’azienda dovranno pagare 19,99 euro, tutti gli altri si limiteranno a 9,99 euro.

Lo scoglio più grande che limita l’avvicinamento alla Unlimited 200 Special, è sicuramente rappresentato dal costo fisso mensile, corrispondente nello specifico a 29,99 euro al mese. Il canone deve essere versato tramite credito residuo, ma se richiesta è presente anche la versione Easy Pay con pagamento tramite conto corrente o carta di credito. Oltre a questo non possiamo sicuramente trascurare la presenza del vincolo contrattuale di durata, pari a 24 mesi, entro il quale il cliente che richiederà la portabilità sarà costretto a pagare una penale.

Passa a WindTre: le offerte sono davvero incredibili

La promozione dimostra comunque tutta la sua bontà e qualità generale, offrendosi come più valida alternativa alle proposte delle dirette concorrenti. Nello specifico il consumatore si ritrova a poter fruire di 200 giga di internet alla velocità del 4.5G, passando anche per illimitati minuti verso ogni numero di telefono, finendo sugli ormai classici 200 SMS da inviare a chiunque si desideri.

La navigazione non presenta limitazioni particolari alla massima velocità raggiungibile.

 

Fonte: Tecnoblog

Con il dl Rilancio in Gazzetta Ufficiale, sono in vigore anche tutti gli incentivi in esso contenuti. Uno di questi, ribatezzato “bonus bici” o “bonus mobilità”, permette di ricevere «un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad esempio monopattini, hoverboard e segway) o per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture». Così recita la dicitura ufficiale, pubblicata anche in una serie di Faq, di domande frequenti, sul sito del ministero dell’Ambiente, a cui è in carico l’erogazione del bonus. Ecco tutte le domande e le risposte per capire meglio.

Come funziona e come posso ottenere il bonus?

Il buono mobilità può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web o piattaforma che è in via di predisposizione e sarà accessibile, anche dal sito istituzionale del ministero dell’Ambiente, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all’applicazione è necessario disporre delle credenziali Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Nella prima fase (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.

Nella seconda fase (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

 

 

Quali requisiti per chiedere il bonus?

Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti (con riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019 ) e nei comuni delle 14 Città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Agrigento, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni (anche al di sotto dei 50.000 abitanti) appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali.

Cosa si può acquistare?

Biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita; handbike (cioè bici che si muovono usando le braccia) nuove o usate; veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33- bis del Dl 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (esempio: monopattini, hoverboard, segway); servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Che caratteristiche deve avere il monopattino?

Innanzitutto, deve essere elettrico. I monopattini a spinta non sembrano essere contemplati. Il riferimento normativo specifico è infatti l’ultimo decreto “Milleproroghe”, che ha permesso l’equiparazione dei monopattini elettrici alle bici.

Fonte: Tecnoblog.cloud

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La Guardia di Finanza di Milano impegnata a sgominare ben 222 pagine web di false compagnie.

Dopo un biennio 2018-2019 fatto di arresti e migliaia di automobilisti truffati da falsi siti di assicurazioni online, una nuova ondata di raggiri ha portato la Guardia di Finanza di Milano a sgominare ben 222 pagine web truffaldine.

In base allo schema ricostruito dagli inquirenti, i criminali hanno circuito le vittime convincendole di aver ottenuto il risparmio della vita con la copertura assicurativa appena acquistata. In realtà le assicurazioni online attraverso questi siti non avevano il benché minimo requisito e certificazione per garantire una reale copertura.

Truffa Assicurazioni online: oltre 200 siti denunciati per false Rc Auto

Nell’inchiesta sono coinvolte 74 persone, le quali sono accusate di aver incassato indebitamente i premi dei contratti di assicurazione senza rilasciare agli utenti alcunché. Come spiega la Procura di Milano che ha coordinato l’indagine:gli utenti, convinti di sottoscrivere assicurazioni vantaggiose per le proprie autovetture, le proprie case o i propri natanti, si sono in realtà ritrovati senza alcuna copertura assicurativa“.

Purtroppo si segnalano diversi clienti vittime della rete criminale, poiché la Guardia di Finanza ha ammesso che gli stessi finti siti web erano stati costruiti davvero ad arte. A tal proposito la nota della Procura recita:il modus operandi, comune a gran parte dei portali individuati ed utilizzato per trarre in inganno gli utenti che si imbattevano nei siti internet, prevedeva l’utilizzo indebito dei loghi delle più note compagnie di assicurazione operanti in Italia e l’indicazione di un numero RUI, registro unico degli intermediari assicurativi contraffatto, funzionale al raggiro“.

Le 74 persone fermate e identificate come autori delle truffe sono state ritenute responsabili dei reati di “esercizio abusivo dell’attività di intermediazioni assicurativa e truffa aggravata”. Speriamo che l’ondata di raggiri con questa operazione si sia fermata.

 


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Una rivoluzione tecnologica che sta investendo tutto il Ministero. Avverrà lo stesso per le Graduatorie di Istituto?

Il Ministero dell’Istruzione accelera sulla digitalizzazione dei processi: per la prima volta l’inserimento delle domande per le graduatorie permanenti ATA sarà digitalizzato.
La procedura avverrà attraverso la piattaforma POLIS (Presentazione On Line delle Istanze), velocizzando la procedura per gli utenti e per gli Uffici territoriali chiamati a verificare il contenuto delle domande.Basterà quindi collegarsi sul sito Istanze Online, accedere tramite Spid oppure un account valido registrato con il proprio indirizzo email.
​​​​​​​Il processo di digitalizzazione è stato presentato alle Organizzazioni sindacali il 28 aprile, in un incontro in videoconferenza, durante il quale è stata fatta una simulazione del funzionamento della nuova piattaforma.

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Nulla esclude che questo nuovo processo tecnologico possa fungere la locomotiva tecnologica per la completa digitalizzazione di tutte le dinamiche del Ministero. In una intervista il Ministro Azzolina, annunciava la possibilità di predisporre le condizioni per eliminare il cartaceo sulle procedure di aggiornamento delle graduatorie di istituto a favore di una procedura web snella e senza fronzoli.
La procedura per l’inserimento delle domande ATA partirà il 5 maggio e si chiuderà il prossimo 3 giugno.

Per le altre novità in merito, vi aggiorneremo quanto prima.

Fonte: tecnoblog.cloud

“L’App per il contact tracing farà scattare l’alert quando ad esempio il signor Rossi avrà avuto un contatto stretto per più di 15 minuti con una persona positiva”. Lo ha spiegato il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri spiegando quando scatterà l’alert della app Immuni operativa da maggio.”La distanza di rischio per noi è oscillante tra un metro e due metri, io penso che sia cosa buona e giusta considerare il limite massimo di questo intervallo e cioè una quantità di metri più vicina ai due che non all’uno”, ha spiegato poi.

 

 

“Noi abbiamo lavorato per perseguire un obiettivo giusto, il server della App è pubblico e italiano, al momento dello sviluppo, e lo faremo prima di introdurla sul mercato, si potrà decidere se lasciare i dati sul telefonino e-o sul server, la modalità non cambia e anche se i dati fossero sul server pubblico comunque sarebbero criptati. Inoltre al momento l’alert arriverà alla persona e non al Servizio Sanitario nazionale, sarà quindi l’utente a diventare protagonista del percorso sanitario”, prosegue il commissario ricordando che “mancano sei giorni al 4 maggio, inizia un graduale alleggerimento delle misure di contenimento, io resto un convinto assertore della prudenza e della cautela. Inoltre voglio sottolineare che le critiche al governo sono il segno che le decisioni sono state ispirate da equilibrio e prudenza. Non possiamo illuderci di uscire dal lockdown ignorando i rischi che corriamo”.

“Ovviamente se la relazione tra la tempestività che il contact tracing garantisce e il fatto che tu ti sottoponga tempestivamente a un tampone salta noi non abbiamo raggiunto l’obiettivo, quindi sarà anche necessario che in un tempo molto ravvicinato ci si possa sottoporre al tampone”, ha proseguito Arcuri parlando ancora della app Immuni.

“Gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio di contagio sia 15 minuti – ha precisato ancora Arcuri – La App sarà collegata ai tamponi, noi ne abbiamo distribuiti 2,5 mln fino a ieri, ne abbiamo eseguiti 1,7 mln, debbo immaginare che le regioni abbiano in magazzino almeno 800 mila tamponi, continueremo con una massiccia distribuzione per essere certi che ce ne sia sempre una quantità sufficiente”.

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Fonte: Tecnoblog.cloud >> https://www.tecnoblog.cloud/2020/04/28/coronavirus-arcuri-app-immuni-operativa-da-maggio/

Il boom dei servizi per la teleconferenza ha messo sotto il mirino piattaforme e tecnologie che stanno vivendo un successo insperato, almeno prima dell’arrivo della pandemia. Le azioni di Zoom, l’app per videoconferenze hanno raddoppiato valore dall’inizio dell’anno. E proprio Zoom da alcuni giorni è nella bufera. Space X, la compagnia spaziale di Elon Musk, vieta ai dipendenti di usare l’app che più di ogni altra sta registrando un boom di download post-coronavirus. Secondo il sito Reuters, alla base del divieto ci sarebbero “importanti problemi di privacy e sicurezza”. “Comprendiamo che in molti stanno usando questo strumento per conferenze e riunioni, ma si prega di utilizzare e-mail, messaggi o il telefono come mezzo di comunicazione alternativo”, scrive l’azienda Space X in una email rivolta i dipendenti, il 28 marzo, giorno in cui ha disabilitato l’uso di Zoom.

Lunedì l’Fbi ha lanciato un servizio di “allerta” su Zoom dopo aver ricevuto segnalazioni di individui non identificati che invadono le sessioni scolastiche, un fenomeno noto come “zoombombing”. L’indagine è partita dopo la segnalazione del procuratore generale di New York, Letitia James, che ha intimato alla società di risolvere il problema, impedendo ai pirati informatici di “ottenere accesso furtivo alle webcam dei consumatori”.

I problemi per Zoom erano però iniziati una settimana prima quando il sito The Intercept aveva scritto che l’app non era crittografata e che la società potrebbe visualizzare le sessioni. Si è scoperto cioè che le riunioni di Zoom non avvengono utilizzando la crittografia end-to-end tra i partecipanti, nonostante la società indichi questa sicurezza sul proprio sito. Si tratta invece di una più semplice crittografia TLS, attraverso la quale Zoom può, potenzialmente, vedere e sentire tutto.

Domenica scorsa Zoom ha aggiornato la sua policy sulla privacy. Ma, come da giorni sostengono gli esperti di cybersecurity, sono moltissime le nuove piattaforme a rischio di intrusione da parte di criminali informatici.

In questo periodo così particolare è veramente difficile capire come sfruttare al meglio le nostre “lunghe” giornate. Il DPCM adottato il 9 marzo ha esteso a tutta l’Italia le zone soggette a restrizione per contrastare la diffusione del Coronavirus. Per supportare la popolazione in questa difficile fase, il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha coinvolto diversi attori economici del nostro Paese che hanno messo a disposizione diversi servizi in modo del tutto gratuito per un tempo determinato.

Tutte i servizi gratuiti sono riportati nel sito ufficiale dedicato all’iniziativa Solidarietà Digitale. A seguire ne indichiamo una selezione più strettamente legata all’utenza consumer e ai servizi degli operatori telefonici:

TUTTI I SERVIZI GRATIS CON L’INIZIATIVA SOLIDARIETA’ DIGITALE

FASTWEB

  • dalla seconda metà di marzo saranno disponibili 1 milione di Giga gratuiti da condividere sino all’esaurimento del plafond. Terminato il plafond, i clienti riprenderanno ad utilizzare i dati inclusi nella loro offerta

Come aderire:

  • I clienti non dovranno fare nulla: il plafond dati a disposizione nel loro piano si fermerà e potranno utilizzare il traffico dati condiviso

 

 

ILIAD

  • tutti gli utenti che hanno sottoscritto l’offerta Voce fino all’11 marzo hanno a disposizione gratuitamente 10GB di traffico per navigare su internet e chiamate illimitate verso fissi in più di 60 destinazioni internazionali e verso mobili in USA e Canada

Come aderire:

  • Il servizio si attiva e si disattiva in automatico. Gli utenti interessati verranno contattati tramite SMS

TIM

  • Giga illimitati da mobile per 1 mese per tutti i clienti con un bundle dati attivo
  • Chiamate illimitate da fisso sino ad aprile per tutti i clienti con un profilo voce a consumo

Come aderire:

  • E’ possibile attivare l’offerta per il mobile scaricando l’app My TIM, accedendo alla sezione TIM Party o dalla pagina dedicata
  • Le chiamate illimitate da fisso possono essere attivate chiamando il 187

WIND TRE

  • Dalla seconda metà di marzo saranno disponibili progressivamente per tutti i clienti mobili voce ricaricabili 100 Giga gratuiti per 7 giorni
    • Gli altri utenti interessati verranno informati direttamente con un SMS

VODAFONE

  • Giga illimitati grati per 1 mese agli studenti tra i 14 e i 26 anni
  • Per imprese e partite iva: 1 mese di utilizzo illimitato della connessione dati su tutte le SIM voce

Come si attiva:

  • I Giga illimitati per gli studenti si attivano chiamando il numero 42100. Dopo un mese si disattivano in automatico
  • Offerta imprese/partite iva: attivazione automatica, il mese decorre dalla ricezione dell’SMS di avvenuta attivazione
  • Tutti i giga dell’offerta nazionale sono disponibili anche in roaming fino al 3 aprile, salvo ulteriori proroghe. Iniziativa valida per tutti i profili tariffari, maggiori dettagli sulla pagina ufficiale a questo link.

FILM TV

  • abbonamento trimestrale gratuito alla rivista settimanale Film TV

Come aderire:

  • è necessario scaricare l’app “Film TV rivista” (QUI per Android e QUI per iOS), registrarsi e riscattare il coupon FTV3SOLDIG

IL SAGGIATORE

  • ogni 2 giorni un ebook in regalo distribuito tramite il sito della casa editrice

Come aderire:

ITALIAONLINE

  • 1 anno di Libero Mail Pec da 1 GIGA per chi vive nella zona rossa
    • attivabile dal 9 al 30 marzo QUI

MONDADORI

  • 50.000 abbonamenti gratuiti per 3 mesi ai magazine del gruppo Mondadori. La promozione riguarda le riviste in formato digitale. Si potrà scegliere tra: CasaFacile, Chi, Donna Moderna, Focus, Focus Junior, Focus Storia, GialloZafferano, Grazia, Icon, Icon Design e Tv Sorrisi e Canzoni

Come aderire:

  • Modalità di accesso in fase di aggiornamento al 13/03

REPUBBLICA, LA STAMPA

  • Repubblica: 25.000 abbonamenti gratuiti a La Repubblica versione digitale
  • La Stampa: 25.000 abbonamenti gratuiti a La Stampa versione digitale

Come aderire:

  • Modalità di accesso in fase di aggiornamento al 13/03

RIVISTE DIGITALI GRUPPO CONDE’ NAST

  • Dal 13 marzo, in omaggio per 3 mesi le copie digitali di tutte le riviste del gruppo:
    • Vanity Fair, Vogue, Wired, GQ, La Cucina Italiana, AD, Traveller

Come aderire:

  • Scaricare la copia digitale della rivista rispettive app per Android e iOS, cliccare su “Free Pass”, registrare l’account e inserire i seguenti codici:
    • VF4YOU per Vanity Fair
    • VOGUE4YOU per Vogue
    • WIRED4YOU per Wired
    • GQ4YOU per GQ
    • LCI4YOU per La Cucina Italiana
    • AD4YOU per AD
    • ​TRAVELLER4YOU per Traveller

TRECCANI SCUOLA

  • a disposizione gratuitamente i contenuti e gli strumenti della piattaforma didattica digitale Treccani Scuola

Come aderire:

MYMOVIES

  • 50 film, 5 prime visioni disponibili gratuitamente per 25.000 “posti digitali nelle sale web”
  • valido dal 17 marzo al 5 aprile in occasione della campagna #iorestoacasa
  • link disponibile QUI
  • come funziona: accedere al link di cui sopra, selezionare i film da vedere e prenotare il posto. Gli streaming hanno un orario predefinito

COOPVOCE

  • 100 GIGA in 4G per 30 giorni dalla data di attivazione
  • per attivarla è sufficiente inviare un SMS al 4243688 con il testo “SI 100 GIGA”

INFINITY

  • Infinity, la piattaforma di video streaming on demand del Gruppo Mediaset, offre due mesi gratuiti di prova del servizio. Il catalogo di Infinity comprende: titoli in prima visione e in 4K, film, cartoni e serie per tutta la famiglia.

Come aderire:

  • A partire dal 7 marzo, chi si registrerà su infinitytv.it potrà usufruire del servizio gratuitamente per due mesi.

Non ci rimane che augurarvi buona visione.

Fonte:

 

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Il telelavoro è improvvisamente diventato una necessità e molte aziende hanno provveduto a organizzarsi per far lavorare i propri dipendenti da casa. Nella gran maggioranza dei casi bastano un computer portatile e una connessione internet per essere operativi, ma non dobbiamo dimenticare che si maneggiano a distanza dati sensibili, proprietà intellettuali, documenti riservati.

Il problema non è da sottovalutare sia per le grandi aziende sia per quelle medio/piccole. «I tradizionali sistemi di enterprise identity management – fa presente Rich Turner, Emea Vp di CyberArk – e le soluzioni di controllo degli accessi sono progettati per autenticare i dipendenti e i dispositivi di proprietà dell’azienda e non sono adatti a garantire la sicurezza del personale di terze parti e dei dispositivi esterni».

Questo significa che una cosa è fare telelavoro se la dotazione informatica viene fornita e magari anche gestita dall’azienda, un’altra è se si è costretti a usare macchine proprie che non sono state preparate per questo compito.

Utilizzo di dispositivi personali per scopi aziendali
«Il lavoro da casa – dice Gastone Nencini di Trend Micro – apre delle nuove problematiche non contemplate dal lavoro svolto in ufficio, come ad esempio l’utilizzo di VPN, il controllo della navigazione web, l’utilizzo di pc e device personali per scopi aziendali. Tutto questo, se non protetto in maniera corretta può compromettere la protezione dei dati dell’azienda».

Cosa bisogna fare, allora, per evitare rischi? Innanzitutto, preparare il pc per connessioni sicure e poi usare nella maniera corretta una serie di programmi perché non mancano i criminali che sperano di trarre grande vantaggio da questa situazione.

David Emm, principal security researcher di Kaspersky, infatti dichiara: «Abbiamo rilevato anche diversi casi di criminali informatici che cercano di sfruttare il virus (per i loro scopi). Considerato l’aumento di accessi da remoto da parte dei dipendenti, le aziende dovrebbero prestare molta più attenzione alla sicurezza della propria rete».

Cinque consigli
In concreto questo si può tradurre in cinque macro-azioni da intraprendere:

1. Mettere in sicurezza i computer che si collegheranno alla rete aziendale.
Molti dei computer casalinghi dei dipendenti non hanno una suite di sicurezza informatica e usano la protezione di base di Windows 10 e sicuramente alcuni avranno ancora delle macchine basate su Windows 7. L’azienda deve fornire un prodotto di sicurezza adeguato e assicurarsi che il sistema operativo sia aggiornato. Gli antivirus gratuiti non sono sufficienti per garantire la sicurezza.

2. Mettere in sicurezza i collegamenti tra il computer remoto e l’azienda.
Le aziende devono prevedere un modo sicuro per far accedere i dipendenti dall’esterno. Il minimo da fare è configurare una VPN interna all’azienda in modo che i dati che transitano siano non intercettabili anche se il computer remoto viene usato su reti Wi-Fi poco sicure. Anche il router di casa dovrebbe essere aggiornato, una operazione non alla portata di tutti, ma per la quale le aziende dovrebbero prevedere un supporto tecnico al dipendente.

3. Limitare il numero di persone che può accedere alla rete dall’esterno.
La cosa migliore da fare sarebbe quella di predisporre tutta una serie di accessi dedicati per chi non usa abitualmente la rete da remoto. In questo modo si possono identificare eventuali compromissioni e intrusioni informatiche se si dovessero verificare due accessi contemporanei con le stesse credenziali o se chi accede cambia l’ip di riferimento o la sua posizione geografica o il dispositivo usato.

4. Fare almeno un breve corso ai dipendenti in cui si spiegano le basi della sicurezza nel lavoro da remoto.
Gianluca Varisco, Chief Information Security Officer presso Arduino, ha postato su Internet un appello che rende perfettamente l’idea di quali siano i problemi: «Vi prego – rimuovete ogni tipo di dato sensibile quando condividete screenshot e selfie della vostra attrezzatura per il telelavoro. Finora ho visto schermate di Trello configurate male, senza password e a libero accesso tramite il solo url, ovviamente visibile; post-it con credenziali di accesso e indirizzi di server attaccati allo schermo del portatile o segnati nei widget a schermo; block notes con appunti (a volte dati finanziari, altri chi promuovere o licenziare); conference call con i dettagli per entrare (senza password). Per favore, smettetela».

5. Scegliete con attenzione il software da usare in remoto.
Non affidatevi ad App sconosciute che scaricate al momento per far fronte all’emergenza. Nei mesi passati sono emersi molti casi di software VPN che spiavano gli utilizzatori o di programmi per videoconferenza con scarsa attenzione alla sicurezza. Fate una ricerca attenta prima di scegliere gli strumenti da usare.

Fontehttps://www.tecnoblog.cloud/2020/03/22/smart-working-ecco-cosa-bisogna-sapere-per-tenere-al-sicuro-i-dati/

È disponibile, sul sito Cliclavoro, la procedura che permette i datori di lavoro di comunicare, con la modalità emergenziale, i dati dei dipendenti che svolgono le mansioni in smart working (lavoro agile).

L’obbligo di comunicazione ex articolo 23 della legge 81/2017, in piena emergenza COVID-19, è snellito dall’articolo 4 del Dpcm 1° marzo 2020, applicabile in tutta Italia ex articolo 1, comma 1, lettera n) del Dpcm 4 marzo 2020.

COVID-19. Smart working per gli insegnanti
La Gazzetta Ufficiale, n. 55 del 4 marzo 2020, ospita il Dpcm del 4 marzo 2020, con “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

Le nuove disposizioni sono valide fino al 3 aprile 2020.

Cessano di produrre effetti gli articoli 3 e 4 del Dpcm 1° marzo 2020.

L’esigenza di evitare il collasso degli ospedali ha obbligato il Governo a chiudere le scuole in tutta Italia fino al 15 marzo 2020.

Sul punto, la ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti, ed il ministro Mef, Gualtieri, hanno annunciato misure di sostegno e aiuto alle famiglie. In particolare, spiega la ministra, attraverso il sostegno economico per le spese di babysitting e l’estensione dei congedi parentali per le lavoratrici e i lavoratori.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, invece, punta a “far sì che il servizio pubblico essenziale, seppur a distanza, venga fornito a tutti i nostri studenti”, invitando le scuole ad attrezzarsi per lavorare da remoto.

COVID-19. Smart working. Procedura su cliclavoro: indicazione dei soli dati dell’azienda
Si ricorda che dal 13 marzo 2020 si accederà a tutti i servizi online del Ministero del Lavoro esclusivamente tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Quindi, non sarà più possibile utilizzare le credenziali del portale Cliclavoro.

Dal sito apprendiamo che è disponibile la procedura telematica (“Comunicazioni di smart working ai sensi del DPCM del 1° marzo 2020”) per il caricamento massivo delle comunicazioni di smart working in versione snella. Per i quesiti sull’utilizzo è possibile visitare l’URP e inviare una richiesta di assistenza.

Dunque, la prima differenza con la comunicazione ordinaria: è effettuata dall’impresa con modalità massiva, e non per singolo dipendente.

La modalità semplificata prevede l’indicazione dei soli dati anagrafici dell’azienda, molti precompilati dalla procedura informatica dopo che l’utente inserisce il codice fiscale della società.

Sono da allegare alla comunicazione:

l’autocertificazione aziendale in formato Pdf/A;
l’elenco in formato Excel dei lavoratori ai quali è richiesto lo svolgimento della prestazione in smart working.
Per la lista dei dipendenti, da fornire in allegato, è da utilizzare un modello Excel in cui indicare i dati individuali dei lavoratori: dati anagrafici, compreso il codice fiscale; dati Inail; durata del periodo in lavoro agile.

La procedura semplificata ex Dpcm 1° marzo 2020 – lavoro agile senza accordo individuale e informativa con modello Inail ad hoc in via telematica – può essere adottata in tutto il territorio nazionale (l’estensione viene dal Dpcm del 4 marzo 2020).

 

Fonte: https://www.tecnoblog.cloud/2020/03/09/covid-19-smart-working-da-cliclavoro-procedura-snella/

Larry Tesler, informatico e matematico statunitense, è morto il 17 febbraio scorso a 74 anni. Se potete copiare e incollare le frasi di questo articolo è merito suo: insieme al collega Timothy Mott, nel 1973 ideò il sistema del copia-incolla per trasferire parti di testo nei programmi per computer, eliminando la necessità di riscriverle ogni volta. Sebbene poco conosciuto al grande pubblico, Tesler può essere considerato tra i pionieri dell’informatica moderna: partecipò all’ideazione di uno dei primi programmi con interfaccia grafica per scrivere testi, fu il primo a usare un computer portatile su un aeroplano e a dimostrare a Steve Jobs un sistema grafico di simboli e icone che avrebbe cambiato per sempre l’informatica.

Tesler era nato il 24 aprile del 1945 a New York e aveva poi frequentato la Stanford University, interessandosi all’informatica, in un’epoca in cui i computer erano ancora macchine ingombranti e pesanti. Dopo la laurea non faticò a trovare più di un lavoro da consulente: nella zona di Palo Alto (California) dove viveva era tra i pochi a essersi segnato come “programmatore di computer” negli elenchi telefonici.

Xerox PARC
Nei primi anni Settanta, Tesler lasciò il Laboratorio di Intelligenza Artificiale di Stanford, con il quale aveva avviato una collaborazione qualche anno prima, trasferendosi in Oregon con la figlia (aveva da poco divorziato). Dopo avere faticato a trovare un nuovo impiego, Tesler entrò in contatto per la prima volta con lo Xerox Palo Alto Research Center (PARC), un centro di ricerca che sarebbe diventato leggendario nella storia dell’informatica. Fondato da Xerox, azienda produttrice di fotocopiatrici, il centro di ricerca era stato concepito come uno spazio in cui sviluppare nuove e avveniristiche idee per sfruttare le opportunità offerte dall’informatica.

Nel 1973 al PARC era a buon punto lo sviluppo di Xerox Alto, un computer monoutente (“workstation”) che secondo l’azienda avrebbe dovuto fare da prototipo per i computer del futuro. Il progetto non era l’unico di questo tipo nel panorama delle aziende informatiche, ma era sicuramente quello con maggiori potenzialità, legate soprattutto allo sviluppo di soluzioni software innovative, pensate per rendere più pratico e semplice l’utilizzo dei programmi.

Xerox Alto (Heinz Nixdorf MuseumsForum / Jan Braun)

Copia e incolla
Insieme a Mott, nel 1975 Tesler progettò e sviluppò Gypsy, il primo programma di videoscrittura (“word processor”) basato sull’utilizzo di un puntatore mosso da un mouse, per selezionare opzioni e impostazioni da un’interfaccia grafica. Era stato realizzato con l’intenzione di migliorare e arricchire Bravo, altro software di videoscrittura ideato l’anno prima da alcuni colleghi di Tesler sempre al PARC.

Tesler e Mott seguivano un approccio molto creativo, passando ore a immaginare come sarebbero stati i programmi del futuro, pensando a quali accorgimenti si potessero adottare per migliorare l’esperienza degli utenti. Oggi ci sembra scontato che sullo schermo di un computer, o dei nostri smartphone, ci siano immagini e icone, e che cliccandoci sopra con il mouse o toccandoli con un dito succeda qualcosa. Circa cinquant’anni fa un computer mostrava uno schermo in bianco e nero (o verde e nero) e aveva bisogno di comandi testuali per svolgere i propri compiti, piuttosto rudimentali.

Fu pensando alla complicazione di dover riscrivere ogni volta i comandi, o di dover utilizzare complicate combinazioni per richiamarli, che Tesler inventò un modo più semplice per copiare porzioni di testo. Fu lui a proporre che fossero utilizzate le parole “copia” e “taglia” per copiare un testo (o copiarlo rimuovendolo) e “incolla” per il passaggio successivo, nel quale il testo viene riprodotto altrove. La nuova funzione fu introdotto nei sistemi di videoscrittura realizzati al PARC a partire dal 1974, senza che i loro ideatori avessero una chiara idea della portata dell’invenzione.

WYSIWYG
Tesler negli anni avrebbe dimostrato di avere una grande attenzione per lo sviluppo delle interfacce, cioè dei sistemi tra il software e gli utenti, che permettono a questi ultimi di utilizzare i programmi, idealmente nel modo più accessibile possibile. Per tutta la vita avrebbe condotto una sorta di crociata personale contro i sistemi modali, come ad esempio le finestre che si aprono mentre si utilizza un programma e che richiedono per forza un’azione prima di poter tornare alla finestra precedente dove si stava lavorando.

In alcuni casi le finestre modali sono utili, per esempio per consentire al programma di chiedere se si voglia davvero chiudere un file senza salvarlo, ma in altre circostanze interrompono il flusso di lavoro confondendo troppo gli utenti, e portandoli a commettere errori. Tesler era così fissato sul “modeless” da avere la targa personalizzata della sua automobile che diceva “NO MODES”. (Anche il suo sito si chiama nomodes.com così come il suo account Twitter.)

Lavorando al PARC, Tesler cercò di promuovere il più possibile il concetto di interfacce facili da usare, sostenendo che questa caratteristica dovesse essere sempre presente nella valutazione dell’usabilità di un sistema informatico. Fu tra i primi a utilizzare l’espressione “What You See Is What You Get” (WYSIWYG, “ciò che vedi è ciò che è”), per indicare il fatto che un testo sullo schermo debba avere le stesse caratteristiche di impaginazione una volta che viene stampato. In seguito il significato sarebbe stato esteso ad altri ambiti, per esempio a quello della creazione delle pagine web.

Un portatile di peso
Se la storia di Tesler è intrecciata a molte delle evoluzioni dell’informatica, che avrebbero portato i computer a essere personal computer, è per via della sua collaborazione con il PARC. Sempre negli anni Settanta, partecipò alla realizzazione dello Xerox NoteTaker, uno dei primi computer portatili. All’epoca l’idea di potersene andare in giro con un computer sembrava un po’ matta, e forse per questo Tesler e colleghi cercarono di perseguirla con una certa ostinazione.

Uno dei primi prototipi del NoteTaker pesava 16 chilogrammi, circa 10 volte il peso di un odierno laptop. Insieme al collega Douglas Fairbairn, Tesler partecipò a un tour tra le sedi di Xerox negli Stati Uniti per alcune dimostrazioni del nuovo computer portatile. Un giorno, mentre erano in viaggio, ne provarono alcune funzionalità in aeroporto e successivamente durante un volo. Era probabilmente la prima volta che qualcuno si portava su un aereo un computer e lo utilizzava, avrebbe ricordato in seguito Tesler. Nonostante le potenzialità, il NoteTaker non ottenne molto interesse e Xerox decise che fosse più saggio proseguire con gli sviluppi dello Xerox Alto, accantonando l’altro progetto.

I grandi artisti rubano
Nel 1979 Steve Jobs, che tre anni prima aveva fondato Apple con Steve Wozniak, fece un paio di visite al PARC, considerato all’epoca uno dei punti di riferimento per l’informatica a Palo Alto. Durante la sua prima visita, fu Tesler a condurre una dimostrazione dello Xerox Alto e della sua interfaccia grafica, sorprendendo Jobs per il modo innovativo di gestire l’interazione tra la macchina e l’utente. Come avrebbe raccontato in seguito Tesler, Jobs ne fu entusiasta: “Siete seduti su una miniera d’oro! Non ci posso credere che Xerox non se ne sia avvantaggiata”.

Le due visite di Jobs – durante le quali gli fu anche mostrato uno dei primi mouse per computer – sarebbero state definite da alcuni “la più grande rapina nella storia dell’informatica”. Apple riprese buona parte delle idee viste al PARC per progettare i suoi primi computer, rendendo un successo commerciale le interfacce grafiche e il mouse. Negli anni seguenti Jobs avrebbe ammesso più volte, scherzosamente o più seriamente, di avere tratto grande ispirazione dal lavoro di Tesler e dei suoi colleghi: “Picasso ripeteva che: ‘I buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano’ e non ci siamo mai vergognati di rubare grandi idee”. (Le visite di Jobs erano state comunque concordate anche in seguito a un investimento da parte di Xerox in Apple.)

È bene ricordare che nei primi anni di transizione dell’informatica verso una dimensione personale c’era in California un grandissimo fermento: aziende piccole e grandi sperimentavano hardware e software, con appassionati e impallinati che facevano altrettanto in una dimensione più piccola, nei loro garage di casa. Jobs copiò sicuramente alcune idee nate al PARC, ma ebbe le giuste intuizioni per migliorarle e per renderle un successo commerciale.

Una volta, ricordando la sorpresa con cui scoprì i progressi fatti al PARC, Jobs commentò ricordando che i dirigenti di Xerox: “Erano fissati con le fotocopiatrici e non avevano idea di che cosa potesse fare un computer. Rimediarono una sconfitta dalla più grande vittoria ottenuta dall’industria informatica. Xerox avrebbe potuto disporre dell’intera industria dei computer”.

Con Apple
Tesler si rese conto che Jobs aveva ragione, con Xerox che non stava sfruttando le sue idee e non sapeva bene che farsene: decise di lasciare l’azienda e di andare a lavorare per Apple nel 1980, insieme ad alcuni altri suoi colleghi. Collaborò allo sviluppo di Lisa, uno dei primi computer di Apple e ampiamente basato sulle innovazioni pensate per lo Xerox Alto.

Apple Lisa (Alan Light via Flickr)

Negli anni Novanta, Tesler fu una delle figure centrali nello sviluppo di Newton, una sorta di palmare considerato l’antenato dei tablet che usiamo oggi. Per il nuovo prodotto furono pensate innovazioni di vario tipo, alcune delle quali troppo avanti e ambiziose per essere facilmente realizzate con i componenti disponibili all’epoca. Newton non ottenne un particolare successo e, per stessa ammissione di Tesler, finì per sottrarre risorse importanti ad Apple che iniziava ad avere seri problemi a sostenersi economicamente.

Nel 1997, Tesler lasciò Apple e fondò una piccola azienda di software specializzata nello sviluppo di sistemi per diffondere i linguaggi di programmazione nelle scuole. La società durò poco meno di dieci anni, ma nel frattempo Tesler aveva firmato un contratto con Amazon, dando un importante contributo nel miglioramento dell’interfaccia del sito per fare acquisti online. Dopo avere lasciato Amazon nel 2005, avrebbe lavorato brevemente in altre società della Silicon Valley, come quella del motore di ricerca Yahoo!. Piuttosto schivo e concentrato sui suoi progetti, nell’ultimo decennio Tesler lavorò come consulente esterno per diverse aziende.

Riflettendo sull’idea di rendere i computer più facili da usare in un momento in cui nemmeno si sapeva bene cosa farsene di un PC, una volta Tesler disse: “Ero nato per quella cosa ed è stata una fortuna essere al posto giusto nel momento giusto”.

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“Ero nato per quella cosa ed è stata una fortuna essere al posto giusto nel momento giusto”.

 

Fonte: tecnoblog.cloud