Home / Articoli pubblicati daSimona Stammelluti (Pagina 51)


La lista si allunga sempre più, e sono sempre più anche i “perché” che tutte le volte ci domandiamo, come se qualcuno potesse consegnarci una risposta togliendoci dall’imbarazzo di dover azzardare a darla noi, una risposta, mentre passiamo in rassegna tutti i motivi per i quali, noi, quel gesto così estremo, non l’avremmo mai fatto.
Passiamo ogni volta in rassegna tutte le cose belle che appartengono a coloro che hanno osato, hanno scommesso ed hanno vinto una vita patinata fatta di successo, di soldi…e di solitudine. Passiamo ogni volta in rassegna tutte le cose che a noi, comuni mortali sembrano belle, ma che alla fine appartengono – forse meno belle di quanto ci possano apparire – a chi ha scommesso tutto e poi ha perso, perché non sempre ciò che sembra appagante, poi lo è per davvero.
Loro … quelli che hanno scommesso e poi alla fine hanno perso, rispondono ad un appello fatto nella classe delle star, di chi ha scritto il proprio nome tra quelli delle stelle del rock, della musica, dello spettacolo; Che hanno calcato centinaia di palcoscenici, hanno cantato davanti a migliaia e migliaia e migliaia di persone, che è così appagante chiamare fans; Che hanno guadagnato cifre a tanti zeri e che forse non hanno mai saputo neanche cosa farsene per davvero; Che hanno mostrato al mondo solo una faccia della loro esistenza, come se avessero in un preciso momento perduto la proprio tridimensionalità, come se fossero diventati una figura che si può osservare ed anche ammirare da una parte sola…quella del successo, del sudore che cade dalla fronte, della nota messa al posto giusto, del pezzo che passerà alla storia.
Loro … dei quali a volte ci domandiamo quanto pesi l’anima, perché a fare due conti, un’anima sola forse non basta, per arginare qualche “peso di troppo”, e che a tirar dritto, quando le luci si spengono siam bravi tutti. E in quei tutti, non ci siamo solo noi, comuni mortali che comprano i dischi, che piangono davanti ad un live, che imparano ad amare una star; in quei tutti ci sono anche compagni, compagne, amici, familiari, manager e chissà quanta altra gente che gravita nelle vite patinate delle star, che pesano i loro bagagli negli aeroporti di tutto il mondo, ma che in mano la loro anima, forse, non l’hanno mai pesata.
Loro, che rispondono al nome di Kurt Cobain, Janis Jopelin, Ian Curtis, Keit Emerson, Whitney Hoston, Bobbi Kristina, Amy Winehouse, Chris Cornell, e pochi giorni fa, Chester Bennington.
Difficile azzardare se avessero o meno qualcosa in comune, a parte il successo e qualche delusione di troppo. Perché ogni dolore è a se, soprattutto se corre lungo una linea sottile, che collega una silente disperazione ad un passato fintamente remoto, che crea mostri così enormi, che per zittirli mentre urlano e spaventano, servono litri di alcool, barbiturici, pillole per dormire, sostante stupefacenti che però di “stupefacente” hanno ben poco, perché quando fa giorno è tutto ancora lì solo un po’ più sbiadito, con contorni meno netti, tanto che non li riconosci, quei mostri, ma sai che sono lì, che non se ne sono andati, che ti respirano ancora sul collo.
Ogni star ha una sua storia ed anche un suo destino. Un destino che ci prova a volte a toglierti di dosso il segno del dolore, ma se anche una cicatrice la sottoponi a chirurgia estetica, sotto, resta tutto com’era e fa male come sempre, anche se nessuno vede più nulla.
Amori finiti o mai iniziati, insoddisfazione, perdita della percezione della realtà, una responsabilità troppo grossa a volte, quella di dover essere sempre al top, perché se cadi dal piedistallo è come se non fossi mai esistito. E poi c’è quel po’ di personale, che è tuo, solo tuo, fin quando i telegiornali non lo rivelano a tutti. Come nel caso del cantante dei Linking Park, Chester Bennington, che qualcuno ha osato chiamare “codardo”, per essere uscito di scena così. Un suicidio non è un atto di coraggio, direbbe qualcuno. Sì che lo è, replicherebbe qualche altro.
Ma che ne sappiamo noi, di quel dolore sottile che Bennington (che amava prendersi le carezze del suo pubblico) si portava dietro da una vita intera, quel dolore di violenze subite da piccolo, di paure ingigantite dal domani che dell’oggi non ha che il sapore amaro di una piccola letale sconfitta. Quel domani che si è sbiadito giorno dopo giorno, che ha perduto i dettagli, i contorni e le aspirazioni, che è diventato piccolo quanto un granello di polvere, che ti finisce in un occhio e te lo fa lacrimare, che ti porta via la voglia di vivere e di chiedere. Perché ormai non sappiamo chiedere più nulla, ci arrocchiamo nella presunzione di sapercela cavare sempre da soli, che siamo invincibili, che tanto poi passa … ma poi non passa, non passa e non passa. E quando passa, è troppo tardi anche per poter dire addio.
E’ che non sappiamo più osservare, non sappiamo più pesare l’anima di chi abbiamo al nostro fianco. Non sappiamo domandare più “come stai?” prestando poi attenzione a quel che ci viene risposto, anche con un silenzio.
Goditi la vita” – gli diceva suo figlio, poco più di un mese fa.
E chissà cosa ne era già di Chester, un mese fa.
E poi il mondo dimentica, dimentica tutto troppo in fretta. Perché tanto siamo diventati immuni anche al dolore, e quel che ci rendeva umani, lo abbiamo barattato con un mondo in cui, ci accontentiamo di essere terrestri.
Simona Stammelluti


Deceduto tra le fiamme Massimo Pizzuti, classe ’48, in località San Benedetto nel comune di San Pietro in Guarano (Cs)
Erano circa le ore 15 di oggi 13 luglio 2017, quando Massimo Pizzuti 69 anni, è morto avvolto dalle fiamme che lo hanno raggiunto, mentre tentava di salvare il suo appezzamento agricolo attiguo alla sua abitazione, investito da un incendio. Le fiamme e il denso fumo acre, non gli hanno concesso scampo.

Le cause precise della morte dell’uomo sono ancora in corso di accertamento. Il corpo dell’uomo è stato rivenuto a poche centinaia di metri dalla sua abitazione, completamente bruciato.  Inutile l’intervento del personale del 118 che non ho potuto far altro che constatarne il decesso.
L’area in questione è interessata da svariate ore da un vasto incendio, che ha in parte bloccato l’acceso ad alcune vie che conducono al piccolo centro del cosentino. Alcune famiglie sono state allontanate dalle proprie abitazioni ad opera della Protezione Civile, mentre sul posto proseguono le attività da parte dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, anche mediante l’ausilio di elicotteri antincendio e di Canadair.
Le indagini sono coordinate dalla Dott.ssa Donatella Donato, Sost. Proc. presso il Tribunale di Cosenza che, nelle ultime ore, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia.
Simona Stammelluti

Montalto Uffugo (Cs) – Nel piccolo borgo in provincia di Cosenza, dall’idea di una giovane e talentuosa imprenditrice-filosofa, Roberta Caruso, è nato un anno fa “Home 4 Creativity“, un progetto di coliving che ha come sede un casolare di campagna, e come obiettivo quello di mettere a disposizione un luogo non solo per soggiornarvi, ma anche per fare una vera e propria esperienza di scambio culturale, utilizzando un luogo per nutrire ispirazione, per condividere il proprio talento, per imparare ad utilizzare uno spazio fatto non solo di cose, ma anche di persone che ti invitano a provare e a godere di un luogo, della sua storia, della sua intrinseca energia.

Oggi quel progetto si evolve, con l’obiettivo di convertire altre case private in residenze condivise creative. Propone coliving, coworking e viaggi esperienziali all’interno di case che si trovano in aree decentrate rispetto alle grandi città, per conciliare l’identità dei luoghi con quella dei proprietari delle strutture che possono trasformare i propri interessi e le proprie passioni in attività lavorativa sostenibile e in linea con la propria filosofia di vita.

Il 15 e 16 luglio “Home 4 Creativity” organizza il weekend dell’Abitare ispirato.

In un’epoca in cui l’utilizzo delle cose si preferisce al loro possesso, che valore assume il concetto di casa, che nella storia umana rappresenta il simbolo della proprietà e della stanzialità? Lo si potrà scoprire in un weekend dedicato al tema dell’abitare ispirato. Affrontiamo un viaggio attraverso la casa interiore, le varie forme che assume la casa come luogo privato e le diverse prospettive da cui ripensare ciò che è bene pubblico come casa comune. Alla base di tutto c’è la valorizzazione del concetto di Economia, nella sua accezione ed etimologia profonda – oikos + nomos – di “prendersi cura della casa”, che apre alla dimensione che definiamo di “libertà responsabile” dell’uomo verso se stesso e verso il territorio in cui ha o trova le proprie radici.

I Protagonisti

SABATO 15 LUGLIO

Dalle 16:00 ALLE 20:00: Conversazione sul prato sull’ ABITARE SE STESSI e I PROPRI LUOGHIPresentazione del progetto HOME 4 CREATIVITY

Alberto Mattei, fondatore di NOMADI DIGITALI, ci racconta il fenomeno del nomadismo moderno e “il non aver casa” al di là di se stessi.

Maria Scalese, fondatrice di ZAGREUS, associazione di promozione sociale che lavora a progetti di teatro, enogastronomia, musica e arti performative all’interno delle case private, per presentare i vantaggi e le opportunità dell’educazione non formale.

Erminia Greco, rappresentante dell’associazione TAGERSMUTTER Cosenza, che da qualche anno offre alle mamme l’opportunità di diventare tutrici dei figli altrui, incentivando una formazione casalinga che aumenta l’empatia dei ragazzi e diventa opportunità lavorativa.

Emilio Leo e Florindo Rubbettino, ci raccontano un territorio, quello di Soveria Mannelli, in cui arti, mestieri e letteratura vestono le tradizioni di innovazione e modernità

Francesco Biacca & Festival dell’ospitalita’: L’accoglienza e la ricettività in tutte le forme già esistenti e possibili

Barbara Rosanò, rappresentante dell’Associazione culturale Kinema di Girifalco (CZ), ci presenta “Uscirai Sano”, il film documentario sulle storie dei pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Girifalco (CZ), attraverso cui scoprire la contaminazione tra il mondo interno dell’ospedale e quello esterno della comunità.

IN CONTEMPORANEA: Momenti creativi: musica, fotografia e ceramica con ArtisLab e il progetto “The sound iseverywhere”, Angela Zwingauer e Arianna Samà. (Tutto tornerà utile la domenica mattina)

Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione del film “Uscirai sano” e serata musicale con Fabio Cinque e Pino Turco.

DOMENICA 16 LUGLIO

9:30-12:00: Abitiamo il centro storico. Invasione creativa del centro storico di Montalto Uffugo e camminata filosofica sul tema dell’abitare con Roberta Caruso

PIC NIC IN MONTAGNA: abitiamo la montagna

Dalle 16:00 alle 20:00Conversazione sul prato sull’ABITARE I LUOGHI PUBBLICI COME LUOGHI COMUNI

Vincenzo Rizzuto, rappresentante e fondatore del progetto CASA LAMBANDA di Bologna, uno dei più importanti esempi di condominio sociale italiano. Ci racconta una nuova idea di condominio, la ricerca che porta avanti con la sua associazione da qualche anno e le prospettive della sharing economy applicata al mondo dell’housing sociale.

Donata Marrazzo, giornalista del Sole 24 ore e fondatrice di CALABRIA CULT, che racconta l’abitare attraverso lo storytelling, la narrazione della parte più intima di un territorio, i suoi volti, le sue esperienze positive, i suoi esempi

I ragazzi dello SPRAR di Montalto Uffugoinsieme a Angela Zwingauer e Fabio Cinque ci raccontano il progetto Suoni erranti perportare un esempio concreto di contaminazione tra culture diverse in un territorio comune.

Ivan Arella e Giulio Vita, rappresentanti del CLETO FESTIVAL E della GUARIMBA FILM FESTIVAL, ci guidano alla scoperta della valorizzazione di due centri storici, Cleto e Amantea, attraverso l’arte, il lavoro di comunità e il cinema indipendente.

Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione di uno dei corti del progetto MigrArti curato dalla Guarimba Film Festivale osservazione delle stelle in compagnia del Circolo Astrofili Luigi Lilio Torretta

DOVE
Home 4 CreativityHub- via Caparroni, 15 Montalto Uffugo (CS)
INFO
info@home4creativity.com/

tel. 3476062341
tel. 347606234

www.homeforcreativity.com


Montalto Uffugo (Cs) – Nel piccolo borgo in provincia di Cosenza, dall’idea di una giovane e talentuosa imprenditrice-filosofa, Roberta Caruso, è nato un anno fa “Home 4 Creativity“, un progetto di coliving che ha come sede un casolare di campagna, e come obiettivo quello di mettere a disposizione un luogo non solo per soggiornarvi, ma anche per fare una vera e propria esperienza di scambio culturale, utilizzando un luogo per nutrire ispirazione, per condividere il proprio talento, per imparare ad utilizzare uno spazio fatto non solo di cose, ma anche di persone che ti invitano a provare e a godere di un luogo, della sua storia, della sua intrinseca energia.
Oggi quel progetto si evolve, con l’obiettivo di convertire altre case private in residenze condivise creative. Propone coliving, coworking e viaggi esperienziali all’interno di case che si trovano in aree decentrate rispetto alle grandi città, per conciliare l’identità dei luoghi con quella dei proprietari delle strutture che possono trasformare i propri interessi e le proprie passioni in attività lavorativa sostenibile e in linea con la propria filosofia di vita.
Il 15 e 16 luglio “Home 4 Creativity” organizza il weekend dell’Abitare ispirato.
In un’epoca in cui l’utilizzo delle cose si preferisce al loro possesso, che valore assume il concetto di casa, che nella storia umana rappresenta il simbolo della proprietà e della stanzialità? Lo si potrà scoprire in un weekend dedicato al tema dell’abitare ispirato. Affrontiamo un viaggio attraverso la casa interiore, le varie forme che assume la casa come luogo privato e le diverse prospettive da cui ripensare ciò che è bene pubblico come casa comune. Alla base di tutto c’è la valorizzazione del concetto di Economia, nella sua accezione ed etimologia profonda – oikos + nomos – di “prendersi cura della casa”, che apre alla dimensione che definiamo di “libertà responsabile” dell’uomo verso se stesso e verso il territorio in cui ha o trova le proprie radici.

I Protagonisti
SABATO 15 LUGLIO

Dalle 16:00 ALLE 20:00: Conversazione sul prato sull’ ABITARE SE STESSI e I PROPRI LUOGHIPresentazione del progetto HOME 4 CREATIVITY
Alberto Mattei, fondatore di NOMADI DIGITALI, ci racconta il fenomeno del nomadismo moderno e “il non aver casa” al di là di se stessi.
Maria Scalese, fondatrice di ZAGREUS, associazione di promozione sociale che lavora a progetti di teatro, enogastronomia, musica e arti performative all’interno delle case private, per presentare i vantaggi e le opportunità dell’educazione non formale.
Erminia Greco, rappresentante dell’associazione TAGERSMUTTER Cosenza, che da qualche anno offre alle mamme l’opportunità di diventare tutrici dei figli altrui, incentivando una formazione casalinga che aumenta l’empatia dei ragazzi e diventa opportunità lavorativa.
Emilio Leo e Florindo Rubbettino, ci raccontano un territorio, quello di Soveria Mannelli, in cui arti, mestieri e letteratura vestono le tradizioni di innovazione e modernità
Francesco Biacca & Festival dell’ospitalita’: L’accoglienza e la ricettività in tutte le forme già esistenti e possibili
Barbara Rosanò, rappresentante dell’Associazione culturale Kinema di Girifalco (CZ), ci presenta “Uscirai Sano”, il film documentario sulle storie dei pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Girifalco (CZ), attraverso cui scoprire la contaminazione tra il mondo interno dell’ospedale e quello esterno della comunità.
IN CONTEMPORANEA: Momenti creativi: musica, fotografia e ceramica con ArtisLab e il progetto “The sound iseverywhere”, Angela Zwingauer e Arianna Samà. (Tutto tornerà utile la domenica mattina)
Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione del film “Uscirai sano” e serata musicale con Fabio Cinque e Pino Turco.
DOMENICA 16 LUGLIO
9:30-12:00: Abitiamo il centro storico. Invasione creativa del centro storico di Montalto Uffugo e camminata filosofica sul tema dell’abitare con Roberta Caruso
PIC NIC IN MONTAGNA: abitiamo la montagna
Dalle 16:00 alle 20:00Conversazione sul prato sull’ABITARE I LUOGHI PUBBLICI COME LUOGHI COMUNI
Vincenzo Rizzuto, rappresentante e fondatore del progetto CASA LAMBANDA di Bologna, uno dei più importanti esempi di condominio sociale italiano. Ci racconta una nuova idea di condominio, la ricerca che porta avanti con la sua associazione da qualche anno e le prospettive della sharing economy applicata al mondo dell’housing sociale.
Donata Marrazzo, giornalista del Sole 24 ore e fondatrice di CALABRIA CULT, che racconta l’abitare attraverso lo storytelling, la narrazione della parte più intima di un territorio, i suoi volti, le sue esperienze positive, i suoi esempi
I ragazzi dello SPRAR di Montalto Uffugoinsieme a Angela Zwingauer e Fabio Cinque ci raccontano il progetto Suoni erranti perportare un esempio concreto di contaminazione tra culture diverse in un territorio comune.
Ivan Arella e Giulio Vita, rappresentanti del CLETO FESTIVAL E della GUARIMBA FILM FESTIVAL, ci guidano alla scoperta della valorizzazione di due centri storici, Cleto e Amantea, attraverso l’arte, il lavoro di comunità e il cinema indipendente.
Degustazione dei prodotti della Valle del Crati con Homer Roberto, proiezione di uno dei corti del progetto MigrArti curato dalla Guarimba Film Festivale osservazione delle stelle in compagnia del Circolo Astrofili Luigi Lilio Torretta
DOVE
Home 4 CreativityHub- via Caparroni, 15 Montalto Uffugo (CS)
INFO
info@home4creativity.com/
tel. 3476062341
tel. 347606234
www.homeforcreativity.com

Era uno di quei casi destinati a chiudersi senza un reale perché, senza una verità inoppugnabile, ed invece la vicenda della morte di Vincenzo Sapia, il giovane di 29 anni di Mirto Crosia, morto il 24 maggio del 2015 è destinata ad avere un prosieguo, che condurrà alla verità.

La notizia importante risiede nella richiesta del Pubblico Ministero Sostituto Procuratore Dott.ssa Valentina Draetta della Procura di Castrovillari, di procedere con l’incidente probatorio, considerata la necessità di avere con urgenza un accertamento peritale.

Secondo il Pm “appare estremamente rilevante per la decisione dibattimentale, procedere ad espletamento di perizia, in quanto dall’esito della stessa, potrebbero ricavarsi elementi fondamentali all’esercizio dell’azione penale e per sostenere l’accusa in giudizio delle persone sottoposte ad indagine in ordine al fatto-reato“.

Per gli indagati dunque, secondo la tesi della procura, si prospettano responsabilità in merito alla loro condotta indipendente “con eccesso colposo” – così come si evince dagli atti della Procura – attuata durante l’intervento operato nel calmare il giovane Vincenzo Sapia, e quindi alle cause alla cui base si ipotizza il decesso dello stesso.

La perizia pertanto sarà mirata a verificare i danni sul corpo del Sapia, e se l’ipotetica morte cardiaca, possa avere avuto quale fattore concausale la condotta dei militari che operarono in quel frangente.

Si ricorda che la decisione del Pm, segue alla richiesta di opposizione all’archiviazione fatta dall’Avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Sapia e sulla quale si era già espressa il Gip Dott.ssa Letizia Benigno, che aveva rigettato la richiesta di archiviazione e aveva chiesto al Pm di “rivisitare i quesiti medico-legali affidandoli ad un medico-legale specialista nella branca della cardiologia”.
Leggi qui la notizia caso sapia, il gip accoglie la richiesta di opposizione all\’archiviazione

Ed è Caterina Sapia, sorella di Vincenzo che risponde in esclusiva al Sicilia24h.it, circa questa decisione presa dal Pm: “Grande fiducia oggi più che mai nel nostro legale Avv. Fabio Anselmo e grande fiducia nella giustizia. Abbiamo atteso in silenzio, con grande dignità e rispetto verso tutti questa decisione del Pubblico Ministero, sicuri che questo caso non potesse e non dovesse essere chiuso, perché è giusto che si sappia come è morto nostro fratello e se ci sono delle responsabilità, è giusto che si accertino. La morte di Vincenzo forse poteva essere evitata, adesso saranno le perizie approfondite a dircelo, una volta per sempre, perché la verità spetta a tutti

Simona Stammelluti


Era uno di quei casi destinati a chiudersi senza un reale perché, senza una verità inoppugnabile, ed invece la vicenda della morte di Vincenzo Sapia, il giovane di 29 anni di Mirto Crosia, morto il 24 maggio del 2015 è destinata ad avere un prosieguo, che condurrà alla verità.
La notizia importante risiede nella richiesta del Pubblico Ministero Sostituto Procuratore Dott.ssa Valentina Draetta della Procura di Castrovillari, di procedere con l’incidente probatorio, considerata la necessità di avere con urgenza un accertamento peritale.
Secondo il Pm “appare estremamente rilevante per la decisione dibattimentale, procedere ad espletamento di perizia, in quanto dall’esito della stessa, potrebbero ricavarsi elementi fondamentali all’esercizio dell’azione penale e per sostenere l’accusa in giudizio delle persone sottoposte ad indagine in ordine al fatto-reato“.
Per gli indagati dunque, secondo la tesi della procura, si prospettano responsabilità in merito alla loro condotta indipendente “con eccesso colposo” – così come si evince dagli atti della Procura – attuata durante l’intervento operato nel calmare il giovane Vincenzo Sapia, e quindi alle cause alla cui base si ipotizza il decesso dello stesso.
La perizia pertanto sarà mirata a verificare i danni sul corpo del Sapia, e se l’ipotetica morte cardiaca, possa avere avuto quale fattore concausale la condotta dei militari che operarono in quel frangente.
Si ricorda che la decisione del Pm, segue alla richiesta di opposizione all’archiviazione fatta dall’Avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Sapia e sulla quale si era già espressa il Gip Dott.ssa Letizia Benigno, che aveva rigettato la richiesta di archiviazione e aveva chiesto al Pm di “rivisitare i quesiti medico-legali affidandoli ad un medico-legale specialista nella branca della cardiologia”.
Leggi qui la notizia caso sapia, il gip accoglie la richiesta di opposizione all\’archiviazione
Ed è Caterina Sapia, sorella di Vincenzo che risponde in esclusiva al Sicilia24h.it, circa questa decisione presa dal Pm: “Grande fiducia oggi più che mai nel nostro legale Avv. Fabio Anselmo e grande fiducia nella giustizia. Abbiamo atteso in silenzio, con grande dignità e rispetto verso tutti questa decisione del Pubblico Ministero, sicuri che questo caso non potesse e non dovesse essere chiuso, perché è giusto che si sappia come è morto nostro fratello e se ci sono delle responsabilità, è giusto che si accertino. La morte di Vincenzo forse poteva essere evitata, adesso saranno le perizie approfondite a dircelo, una volta per sempre, perché la verità spetta a tutti
Simona Stammelluti


Le emozioni.
Sono quelle a volte a pesare tanto, anche durante un concerto.
Un concerto che chi come me ne ha visti un po’, sa bene essere carichi di tanti dettagli, oltre che di tante note.
Il concerto di eri sera nella splendida cornice del Castel Sant’Elmo di Napoli, ospitava uno dei cantanti partenopei più conosciuti al mondo. I suo dischi si vendono anche in Giappone, ma lui resta quello di sempre e si chiede ancora come facciano in così tanti a rovesciargli addosso dosi enormi di affetto, concerto dopo concerto, tanto che ringrazia un gruppo che nasce dall’ammirazione per la sua musica e che porta il nome di Maravilhiosi, dal nome di quello che – a mio parere – resta il miglior album di quel cantautore che conosce l’arte di “cantare piano”.

La terrazza belvedere è piena di appassionati, di amici. E’ piena di persone giunte da tutto il mondo, anche dall’Inghilterra per ascoltare il suo nuovo lavoro discografico che reca il titolo di Origami, ed è proprio Joe Barbieri — figlio di una Napoli che non si stanca mai di regalare piccoli diamanti grezzi che poi riescono ad incastonarsi al meglio nel mondo dell’arte – a spiegare il perché di quel nome.
Il destino ci consegna ai nastri di partenza tutti uguali – dice – poi è la vita che costringe verso delle pieghe, e dunque ci costringe a scegliere come piegarci, verso che forma, e quindi cosa diventare.  E si può mutare fino ad arrivare ad essere dei capolavori“.
Ed ecco allora Origami, che rispecchia la leggerezza impalpabile di quei fogli di carta, che non sembrano avere nulla di speciale, fin quando non diventano capolavori.
E così inizia un concerto nel quale il cantautore, come sempre, non si risparmia. Aspetta che il tramonto completi la sua corsa, per salire sul palco. Preferisce cantare e suonare, anziché parlare. Anche perché lui resta un emotivo e per chi lo conosce bene, non si fa fatica a scorgere quel leggero tremore nella sua voce in apertura di concerto. Poi lui si scalda, così come la sua voce, e allora lascia andare quella che è una delle sue caratteristiche principali, ossia la capacità di cantare innumerevoli “fioriture”, senza forzare mai il suo timbro. Joe Barbieri ha una voce unica, riconoscibile tra mille, uguale a nessuna e – cosa importante – conosce bene la tecnica del “cantare in levare“, caratteristica che di questi tempi, in cui le voci seguono fin troppo la base ritmica, sa divenire un virtuosismo.

Dicevamo che un concerto è fatto di tante cose. Una delle più importanti è senza dubbio l’Interplay, quell’affiatamento e quella complicità che nasce tra i musicisti e che si affina sempre più come nel caso di coloro che ormai da anni, accompagnano Joe Barbieri durante le sue tournée e che – è proprio il caso di sottolinearlo – sanno essere il “complemento di modo” di ogni suo progetto.
Con lui sul palco, che imbraccia la chitarra seduto su uno sgabello, Antonio Fresa al pianoforte, Giacomo Pedicini al basso elettrico, Sergio di Natale alla batteria e Stefano Iorio al violoncello. Un quintetto raffinato e moderno, capace di nuance jazzistiche e di ritmi latini che si sposano benissimo con alcuni testi del cantautore che da sempre parla di amore e di vita, usando però delle similitudini fortunate. Parla di amore che a volte finisce, ma che alla fine riesce a trovare un modo per restare. Melanconia, sì, ma mai tristezza.
Il concerto si apre con “Un posto qualunque“, tratto proprio da Origami e l’atmosfera si fa subito accattivante. Le luci soffuse che vengono fuori da abat-jour che illuminano il palco, sciolgono ogni premessa e si entra così nel vivo del concerto.
La scaletta Joe la sceglie sapientemente e non è un caso che scelga di mischiare i pezzi del nuovo album a quelli passati. I suoi fans infatti apprezzano e applaudono sin dall’intro i pezzi dell’ormai famoso e straordinario “Maison Maravilha“, così come accade quanto intona “Fammi tremare i polsi“.

Durante il concerto Antonio Fresa, che ormai da qualche tempo ha detto addio ai suoi famosi dread, conserva una spiccata capacità di ricamare i pezzi, con il suo modo snello e dinamico di suonare il pianoforte e che durante il concerto di ieri sera, ha regalato la chicca di soffiare in una diamonica, dando un tocco di veracità alla serata.
Molto ben arrangiata, in chiave bossanova, “Belle speranze“, che Barbieri ha scritto per i suoi nipoti, dedicandola alla loro purezza d’animo. Mostra la lettera che suo nipote Massimo ha scritto per lui, e poi canta.
La serata ormai ha preso il via, Joe Barbieri suona la sua chitarra, poi si alza, accenna qualche passo di danza a tempo di beguin.  Non cambia gli arrangiamenti dei suoi vecchi pezzi che però a vedere il pubblico che canta, sono sempre fin troppo attuali, e lo sono perché le sue canzoni diventano di tutti; ognuno si ruba un pezzetto, lo porta via dopo ogni concerto e poi lo riporta al successivo, ricostruendo il puzzle collettivo delle emozioni che solo alcuni artisti riescono a dare.
Dal nuovo album arriva “Scusi signorina“. Joe canta a casa sua, come se fosse affacciato al balcone e regalasse la sua musica alla sua gente, a chi l’ha visto crescere non solo artisticamente. Dedica una canzone a sua moglie, presenta al concerto.
Racconta dettagli di se, del suo modo di fare musica, di come nascono le canzoni. Racconta della sua passione per i viaggi, che sanno essere sogno ed anche utopia, che sono tanto belli, proprio perché alla fine sai dove tornare. Canta al suo pubblico “Itaca“, e poi ancora in chiave samba, “Cosmonauta da Appartamento“. Ci sono contaminazioni nella sua musica, questo è indubbio. Ci sono tracce di Jobim, nel suo “concertare”.Ci sono dettagli che arrivano da “altrove” come se fosse davvero un mix di profumi e sapori, oltre che di suoni. “Zenzero e Cannella“, la dice lunga sul suo modo di miscelare nuance di vita e di sentimenti, di cose da dire e emozioni da provare.

Una fonia impeccabile  sottolinea con i giusti volumi il suono del violoncello di Iorio, che è senza dubbio la scelta migliore che Barbieri fa, quando sceglie i musicisti per il suo modo di fare musica. E’ un quintetto molto esaustivo e musicalmente convincente. Il suono rotondo e ben realizzato, capace di mettere insieme i segnali armonici degli altri strumenti, mentre la base ritmica non manca mai di andare incontro alle necessità del cantautore.
Normalmente, Lacrime di Coccodrillo, Diamoci del tu, Una tempesta in un bicchier d’acqua, Subaffitto; Tutte storie da godere e musica da ascoltare, sentendosi parte integrante di quel momento, che come spesso accade, diventa irripetibile.
Lui non è mai stanco, quando canta e suona. Il bis lo regala perché lo vuole, non solo perché glielo si chiede.
Nel bis arrivano “In questo preciso momento“, “Scusami“,  e sulla splendida “Microcosmo“, lascia ai musicisti lo spazio per un assolo che mostra tutta la bravura e la versatilità di chi della musica ne ha saputo fare un Mondo così piccolo che lo si può mettere in tasca per poi tiralro fuori e goderne in ogni istante. Il pubblico sottolinea il refrain a voce, ed è festa.
Poi accade quel che accade sempre nei concerti del bravissimo Joe Barbieri, e cioè che “finge” di dimenticare le parole di una canzone, il pubblico si infiamma, applaude e si consumano emozioni.
Prima di terminare, Barbieri ringrazia Antonio Meola, amico fraterno, socio e manager, capace di gestire questo artista e il suo mondo nella maniera migliore.
Grazie per avermi concesso la vostra piega, per far diventare questa serata perfetta” – dice Joe prima di congedarsi.
Grazie a te, dico io, per aver cantato anche ieri sera “Pura Ambra”:
“In sere come queste preferisco non pensarti,
mi fa male sapere già solo che esist
i”
Si ferma con i suoi fans, che poi sono i suoi amici, dopo il concerto. Firma i Cd e ringrazia tutti. Resta quel che è Joe Barbieri, un uomo con un cuore pieno di battiti in più, che regala mettendo insieme musica e parole, senza scordare mai che quando arrivi, devi sapere bene, da dove sei partito.
Si ringrazia Carlo Terenzi, per le foto e per essere stato fotografo ufficiale per il Sicilia24h.it
© vietata la riproduzione
Simona Stammelluti


Ennesimo dramma familiare finito in tragedia, questa mattina intorno alle 9,30 in una villetta in Contrada Santa Rita a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza, dove Giovanni Petrasso, 53 anni, agente della Polizia Peniteniaria, ha ucciso sua moglie Maria Grazia Russo 48 anni, con la sua pistola d’ordinanza, sotto gli occhi della figlia Alessia, 18enne.
Sul luogo il medico legale Dott. Cavalcanti e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Cosenza, che stanno in questo momento effettuando i rilievi del caso.
Sembrerebbe che sia stata la stessa ragazza ad allertare il 118 e il 112 su quanto appena successo sotto i suoi occhi. I sanitari una volta sul posto hanno accertato la morte dei due, nulla dunque è stato possibile fare.

Da quanto emerge dalle dichiarazioni delle Forze dell’Ordine, l’omicidio della Russo sarebbe stato consumato nel bagno dell’abitazione, mentre il suicidio poco distante, sarebbe avvenuto fuori dal bagno. Sarebbero stati sparati più colpi.
Come spesso accade, sembra che nessuno abbia sentito niente- malgrado stamane ci sarebbe stata una lite tra i due – come nessuno sostiene nulla di diverso da quello che spesso di ascolta dai vicini di casa in situazioni come queste. A dire dei vicini e di chi li conosceva bene, erano una coppia modello, senza nessun problema apparente. La vittima Maria Grazia Russo, avrebbe fatto questa mattina intorno alle 8.30 una telefonata ad un’amica per mettersi d’accordo circa uno spettacolo che avrebbero dovuto vedere insieme questa sera.
La coppia, aveva anche un altro figlio, Mario, ventiduenne che lavora in Toscana, che ha già ricevuto la notizia dalla sorella della morte dei suoi genitori.
Probabilmente il tutto scaturito da un’ennesima lite, derivante da problemi di coppia, legati forse alla gelosia, che duravano da tempo. Sarebbero state le urla ad allertare la ragazza che è corsa sul posto vedendo la mamma già riversa a terra e suo padre mentre compiva il tragico gesto.
Singolare il post che la vittima Maria Grazia Russo ha pubblicato appena che 20 ore fa, sul famoso social network. Che non fosse che la stessa, aveva un peso sul cuore?
“prega sempre di avere occhi per vedere il meglio
un cuore che perdoni il peggio
una mente che dimentica il male
e un’anima che non perde mai la fede”

AGGIORNAMENTO
Giovanni Petrasso era in concedo dal lavoro da diverso tempo, a causa di uno stato ansioso che perdurava, tanto che gli era stata anche tolta l’arma d’ordinanza, restituitagli solo ieri. Con la stessa, l’omicida-suicida, ha sparato sei colpi, l’ultimo contro di se, alla tempia.
I corpi per i quali è stata disposta l’autopsia, dal magistrato Dott. Tridico,  sono adesso presso l’obitorio di Cosenza.


Tutta Italia è incollata alla notizia, alla voglia di verità che ancora latita dopo 28 lunghi anni, ma che sembra sempre più vicina, soprattutto dopo ciò che è accaduto ieri, quando è stata disposta dal Gip di Castrovillari la riesumazione del corpo di Denis BERGAMINI, morto in circostanze ancora ignote, malgrado la sua morte fosse all’epoca passata come un suicidio.
Leggi qui la notizia
Caso Bergamini. si procede alla riesumazione del corpo
Tutta Italia aspetta la verità, non solo i tifosi, il mondo del calcio che aveva imparato ad amare quel bel ragazzo che si era fatto volere bene da tutti. Aspettiamo tutti di capire cosa sia realmente successo quel 18 novembre del 1989, perché molte cose ancora non tornano, ma presto “torneranno”, al loro preciso posto.
E’ di oggi, la lettera scritta che Donata Bergamini –  presente ieri in aula, quando sono stati anche nominati i periti che effettueranno gli accertamenti tecnico-biologici sul corpo del calciatore – ha scritto a suo fratello.
Ciao Denis,
Come va?
Ieri ho conosciuto quasi tutti coloro che guarderanno e studieranno ogni parte di te rimasta, per scrivere quella verità offuscata per 28 anni.
28 anni di viaggi dall’Emilia alla Calabria, 28 anni di battaglia, 28 anni di ferie alle quali ho rinunciato per utilizzare ogni risorsa economica per una giustizia negata; è vero che sono tua sorella, ma anche per un amico/a se fosse stato necessario mi sarei privata per una volta di un pezzo di pane per contribuire alla ricerca della verità se mi fosse stato chiesto, così come tanti hanno fatto e avrebbero fatto … ma non tutti siamo uguali!
Ricordi Denis che ti dicevo?
Hai sentito ieri, perché tu eri li con me.

Sai che ti dico Dè, ora con il nostro legale Fabio Anselmo in prima linea, pretendiamo che ogni cosa venga analizzata come si deve, basta con le incertezze, questi 28 anni massacranti non sono stati sufficienti per chiudermi la bocca, bastava poco per farmi tacere ….. scrivere la vera verità.
Ehi Denis per la prima volta in un aula di giustizia ho sentito parlare il PM Facciolla, un PM alla ricerca della vera verità come altri avrebbero dovuto fare.
Denis stai tranquillo, perché con l’avvocato Fabio Anselmo non ci sarà fine senza verità.
Hanno ucciso te, ma non chiuderanno la bocca a me.
Ciao Dè

Tutta Italia è incollata alla notizia, alla voglia di verità che ancora latita dopo 28 lunghi anni, ma che sembra sempre più vicina, soprattutto dopo ciò che è accaduto ieri, quando è stata disposta dal Gip di Castrovillari la riesumazione del corpo di Denis BERGAMINI, morto in circostanze ancora ignote, malgrado la sua morte fosse all’epoca passata come un suicidio.
Leggi qui la notizia
Caso Bergamini. si procede alla riesumazione del corpo

Tutta Italia aspetta la verità, non solo i tifosi, il mondo del calcio che aveva imparato ad amare quel bel ragazzo che si era fatto volere bene da tutti. Aspettiamo tutti di capire cosa sia realmente successo quel 18 novembre del 1989, perché molte cose ancora non tornano, ma presto “torneranno”, al loro preciso posto.

E’ di oggi, la lettera scritta che Donata Bergamini –  presente ieri in aula, quando sono stati anche nominati i periti che effettueranno gli accertamenti tecnico-biologici sul corpo del calciatore – ha scritto a suo fratello.

Ciao Denis,
Come va?
Ieri ho conosciuto quasi tutti coloro che guarderanno e studieranno ogni parte di te rimasta, per scrivere quella verità offuscata per 28 anni.
28 anni di viaggi dall’Emilia alla Calabria, 28 anni di battaglia, 28 anni di ferie alle quali ho rinunciato per utilizzare ogni risorsa economica per una giustizia negata; è vero che sono tua sorella, ma anche per un amico/a se fosse stato necessario mi sarei privata per una volta di un pezzo di pane per contribuire alla ricerca della verità se mi fosse stato chiesto, così come tanti hanno fatto e avrebbero fatto … ma non tutti siamo uguali!
Ricordi Denis che ti dicevo?
Hai sentito ieri, perché tu eri li con me.

Sai che ti dico Dè, ora con il nostro legale Fabio Anselmo in prima linea, pretendiamo che ogni cosa venga analizzata come si deve, basta con le incertezze, questi 28 anni massacranti non sono stati sufficienti per chiudermi la bocca, bastava poco per farmi tacere ….. scrivere la vera verità.

Ehi Denis per la prima volta in un aula di giustizia ho sentito parlare il PM Facciolla, un PM alla ricerca della vera verità come altri avrebbero dovuto fare.

Denis stai tranquillo, perché con l’avvocato Fabio Anselmo non ci sarà fine senza verità.

Hanno ucciso te, ma non chiuderanno la bocca a me.
Ciao Dè