Home / Articoli pubblicati daSimona Stammelluti (Pagina 49)

Un po’ come nei film romantici, sul più bello arriva la proposta di matrimonio. Ma in questo preciso caso è tutto vero. Mentre la cinese He Zi è sul podio, con al collo la medaglia che spetta al secondo classificato, le arriva, inattesa, una proposta di matrimonio con tanto di anello

Una giornata proprio fuori dal comune per la cinesina. Chiusa con un secondo posto la finale del trampolino di 3 metri, vede arrivare il suo fidanzato Qin Kai, tuffatore anch’egli, campione olimpico a Pechino.

La scena, in mondovisione, è quella di un uomo innamorato che in ginocchio, pronuncia il discorso alla sua amata, che tra gli applausi compatti, risponde che “sì, vuole sposarlo”, e poi si slancia in un abbraccio, senza però baciarlo.

Dopo aver ricevuto l’anello, pegno di un amore che sfocerà presto in un “e vissero felici e contenti”, He Zi è scoppiata a piangere, lasciando così andare l’incontenibile emozione. Subito dopo sono state le sue colleghe atlete ad abbracciare lei, congratulandosi con la stessa, in un momento per lei “doppiamente” felice.

Un fuorionda emozionante anche per chi era sul posto o davanti alla Tv, considerato che dalla scatola infernale escono molto spesso notizie che fanno sì piangere, ma non certo di gioia e di contentezza. Per cui vedere due ragazzi che si promettono “amore eterno” davanti al mondo, lascia ben sperare in un futuro nel quale l’affetto e le cose “sane” come lo sport, possano spazzar via un odio che sta riducendo a brandelli un paradiso terrestre, ormai perduto.

Simona Stammelluti

Non so che faccia abbia Giuseppe Tassi, il direttore del QS Quotidiano Sportivo, sollevato dall’incarico – per “giustissima causa” con effetto immediato – per aver titolato in quella maniera così offensiva, la performance delle arciere italiane, conclusasi con un quarto posto alle Olimpiadi di Rio 2016.

Non so che faccia abbia e nemmeno voglio saperlo. Come non voglio sapere se è magro o “cicciottello”. Mi basta sapere che in quei suoi panni, che siano taglia Small o Extra Large, proprio non vorrei stare. Perché essere licenziati per il pessimo gusto, per aver “offeso” delle persone e non semplicemente delle atlete, ti mette addosso un marchio che non te lo togli più; Ed un giornalista ci mette una vita intera, a volte, per acquisire credibilità, serietà, utilizzando il garbo, prima ancora che la notizia.

L’editore chiede scusa alla federazione e alle atlete, oltre che ai lettori della testata. Ma basta davvero? Ha anche licenziato il direttore a cui forse non piacciono abbastanza le cicciottelle, direte. Sì, certo, ma a mio avviso non basta. Bisogna fermare la libertà di offendere senza pensarci su, perché la libertà di ognuno, finisce dove inizia quella dell’altro. E poi le scuse a Claudia Mandia, Lucilla BoariGuendalina Sartori, sul Resto del Carlino andrebbero fatte a “Tutta Pagina”.

Il web si è ribellato a quel titolo di cattivo gusto, ha scritto al presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Mario Scarzella e allo stesso direttore del Resto del Carlino, Giuseppe Tassi. Le ragazze cercavano nella stampa un sostegno, dopo aver sfiorato quell’impresa, ed invece allo sconforto della sconfitta si è aggiunta l’offesa per quel titolo: “il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo“. Ma che non c’era un altro modo per definirlo quel trio, che non fosse l’apoteosi del cattivo gusto?

Forse una visione fin troppo maschilista nei confronti della donne brave, nei confronti di atlete che praticano sport a livelli così alti e che aspirano a medaglie e non a coroncine da miss, o a sculettare sui tavoli da velina.

Io mi schiero con le arciere azzurre, e con tutti coloro che non ci hanno visto nulla di “simpatico” né di goliardico, in quel titolo, perché ci sono situazioni nelle quali la serietà è d’obbligo e soprattutto il garbo, è d’obbligo. Forse neanche se a gareggiare ci fosse stata sua sorella, il signor Tassi si sarebbe dovuto permettere.

Non vorrei proprio essere nei suoi panni, che siano small o estralarge…perché da colei che conosce bene gli effetti a volte taglienti di una penna, mi meraviglio di come si sia potuto commettere un errore così imperdonabile, quasi ingenuo, pensando che “nessuno si offendesse”.

L’estate manda in vacanza gente che poi torna al proprio posto.
Qualcuno a quel suo posto non tornerà, per fortuna, perché in vacanza nella valigia, avrebbe dovuto mettere anche il buon gusto, che invece è stato dimenticato dietro una porta tirata alle spalle, con le chiavi dentro.

Simona Stammelluti

Si chiamano Rossella Fiamingo, di Catania e Vincenzo Nibali, messinese, fiori all’occhiello di un’Italia che conta e che vince, malgrado tutto

Medaglia d’argento alle olimpiadi Rio 2016, nella specialità “Individual Epee” per Rossella Fiamingo, classe 1991, schermitrice, specializzata nella spada, vincitrice della medaglia d’oro, per due volte consecutive, nella spada individuale ai mondiali di scherma di Kazan 2014 e Mosca 2015. Malgrado un piccolo rammarico – così come lei stessa dichiara a caldo – ha di che sentirsi orgogliosa Rossella, e tutta la Sicilia e l’Italia con lei, considerato che quello vinto è un argento storico, poiché è la prima italiana di sempre, a vincere una medaglia olimpica nella spada individuale, e con le due vittorie consecutive ai mondiali, entra di diritto nella storia della scherma mondiale.

Sfortunata purtroppo l’avventura dell’altro siciliano a Rio, Vincenzo Nibali, classe 1984, ciclista su strada, scalatore, discesista, corridore di corsa a tappe, che dice addio alla sua avventura olimpica dopo la rovinosa caduta, avvenuta in discesa ad 11 km dall’arrivo, riportando una doppia frattura a clavicola e polso. Sfuma così la sua medaglia d’oro e la sua vittoria praticamente “certa”, considerato che era rimasto in fuga con il colombiano Henao ed il polacco Rafal Majika.

Non termina dunque sul podio l’esperienza olimpica di Rio per Nibali, ma in ospedale, in attesa di intervento chirurgico. Il morale del Capitano dell’Italia, soprannominato Squalo, è a terra, com’è giusto che sia, in questo momento, ma resta la consapevolezza di avere in Italia, atleti da medaglia d’oro, figli della sud, che possono e sanno mostrare al mondo, di cosa sono capaci.

Ma le gare continuano.
Continueremo a seguire gli italiani, per capire cosa porteranno a casa, come premio per anni di sacrificio e se sapranno sfruttare a meglio le proprie capacità a dispetto di sfortuna ed errori che magari, sono concessi sono in gioventù.

Simona Stammelluti

Aggiornamento: Agostino Siciliano, ha confessato di aver ucciso la donna

Erano le 15 circa quando gli investigatori del Comando Provinciale di Cosenza, hanno rintracciato e posto in fermo il presunto assassino della donna di Catania, Marina Zuccarelli, mentre presumibilmente cercava di far rientro a Taranto, la sua città natale

Si sta indagando per raccogliere tutti gli elementi utili per cercare di accertare la responsabilità dell’uomo fermato a Torano in provincia di Cosenza poche ore fa.

Lo stesso si era recato in Sicilia, per la precisione a Catania, per cercare una sorta di riappacificazione con la sua ex compagna, conosciuta sul web e con la quale aveva intrattenuto una relazione fin quando la stessa non aveva deciso di troncarla.

Giunto presso l’abitazione della donna, l’uomo 28enne, tarantino, laureato,  è verosimilmente entrato in litigio con la mamma della sua ex, litigio poi degenerato con la morte della donna a seguito di accoltellamento.

A poche ore dal delitto, i Carabinieri sono all’opera incessante al fine di concludere in breve tempo il caso.

Simona Stammelluti

Era così ironica, che scherzava anche sulla morte: “è una cosa che prima o poi accade a tutti”. Ad annunciare la sua morte suo fratello Giovanni, dalle pagine del social: “lo faccio io, prima che lo faccia il tritacarne dell’informazione”. I funerali lunedì nella sua Orvieto

La sua fama è arrivata in Trio, con Tullio Solenghi e Massimo Lopez, ma le tante facce di una grande attrice di teatro, oggi rieccheggiano nei ricordi di tutti coloro che l’hanno apprezzata nelle sue tante ed ironiche parodie: Le signorine del TG, la Lucia manzoniana, la sessuologa, la Sora Flora. Eppure la Marchesini è nata come attrice di prosa.

Era malata da tempo, Anna Marchesini. Era malata di artrite reumatoide – una malattia infiammatoria che l’aveva ridotta come uno scricciolo  – ma viveva con così tanta sensibilità la vita, con pienezza e consapevolezza, che anche l’esperienza della malattia, meritava la sua sottile ironia. “E’ una cosa che accade – diceva – e va vissuta”. Queste le parole di una donna che amava tremendamente la vita.

Tanti gli amici che la ricordano e che oggi la piangono. Tra questi Fabio Fazio, che della Marchesini ne ammirava la sensibilità, l’intelligenza e la bravura oltre che l’ironia, una delle più alte forme che la stessa possedeva per esprimersi. Di lei dice: “Mi mancherà tantissimo l’amica che mi faceva ridere; in fondo è il grande privilegio dei comici, quello di lasciare una risata nel ricordo”.

Era riuscita a vedere sua figlia Virginia, laurearsi. Era quello uno dei suoi ultimi desideri. Intanto il suo ex marito, padre di sua figlia, ha usato il social per esprimere il suo dispiacere nell’aver appreso della morte della ex moglie, della quale non sapeva che le condizioni erano andate peggiorando.

Era riuscita a recitare in teatro fino allo scorso marzo, e le era anche capitato di cadere dal palco del teatro Rossini di Pesaro al termine dello psettacolo, mentre stava salutando il suo pubblico, che le aveva tributato una standin ovation, proprio come quello che oggi, idealmente, stiamo facendo tutti, ringraziandola per quei sorrisi che ci ha regalato nel tempo.

Simona Stammelluti

Jazz & Vento è uno degli appuntamenti più attesi e ricchi dell’estate calabrese “in musica”, per tradizione e alto profilo del cartellone artistico, ed è diretto da Maria Teresa Marzano, che nei prossimi giorni avrò il piacere di intervistare

Il programma in cartellone per il prestigioso festival, si svolgerà dall’8 al 10 agosto a Cortale, splendido borgo in provincia di Catanzaro, la cui amministrazione guidata dal sindaco Francesco Scalfaro, ha previsto un agosto denso di appuntamenti tutti fa godere.
L’attenzione resta alta proprio per quanto riguarda il festival che allieterà lunghi e appassionati con un canto propiziatorio a Eolo nelle immediate pendici del paese a cura del trombettista Franco Suppa, quindi una prosecuzione in jam presso il centro storico.
Quindi il giorno 9 agosto il festival entrerà nel vivo con il progetto “Parientes” a cura del trio  Servillo, Girotto e Mangalavite. Peppe Servillo – che ho avuto il piacere di intervistare lo scorso anno proprio in occasione di una sua performance in trio – è un artista dal talento versatile, già voce degli Avion Travel, al centro di innumerevoli progetti di spessore anche al fianco del fratello Toni. Con lui in tour, due musicisti di grande caratura artistica,  Javier Girotto sassofonista, arrangiatore, compositore e flautista argentino, uno dei più versatili e talentuosi tra i contemporanei, e Natalio Luis Mangalavite, pianista eclettico anch’egli argentino, di Cordoba che ha all’arrivo innumerevoli collaborazioni con il mondo del jazz, del pop e della musica etnica e contemporanea.
Il progetto in cartellone ricordiamo si intitola “Parientes”, terzo capitolo discografico di un rapporto ultradecennale,  un viaggio nei ricordi, nelle persone, nell’immaginario di un popolo migrante che ha dato vita ad un’altra cultura e, nel contempo, ha preservato la propria, portandovi nuova linfa. Nascono, così, avventure d’amore, ricordi, intrecci sentimentali, e tra una milonga, un tango, una cumbia, emergono storie di vita vissuta, di fatiche quotidiane e voglia di riscatto, di legalità e delinquenza, e, perché no, di tradizioni culinarie da esportare e mantenere come tratto imprescindibile e distintivo di una comunità in movimento. In altre parole si tratta di un lungo e stimolante ponte tra l’Italia e l’Argentina , dove non c’è solo il tango, ma una ricca tradizione folclorica piena di ritmi e suggestioni. ‪
Il 10 agosto‬ invece dapprima la Takabum Street Band, quindi la superstar Bireli Lagrene, l’unico erede legittimo della grande tradizione manouche propria a Django Reinhardt e già al fianco di autentiche icone del jazz come Jaco Pastorius, John Mc Laughlin e Paco De Lucia, noto per il suo fluido virtuosismo alla chitarra che suona con irrisoria facilità nelle sua complesse trame. Enfant prodige con una prima apparizione in pubblico a soli 4 anni, Lagrene  a 11 anni aveva già vinto un premio  importante prima di spiccare il volo verso una carriera di grandi riconoscimenti, in cui ha inciso grandi album per etichette di prestigio come Blue Note, Universal e Dreyfus.
Con il suo nuovo quartetto, Bireli Lagrene ha scelto di presentare un tributo alle sue radici non solamente tzigane, riproponendo la formazione, con due chitarre, violino e sax, che rimanda ai giorni ruggenti dell’ Hot Club de France.
Inizio fissato per le ore 22 con ingresso rigorosamente gratuito, grazie al sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Scalfaro e dall’Assessore alla Cultura Simona Papaleo.
Un’estate in musica, lì dove le notti sono cornice di progetti validi e di possibilità di crescita culturale per un territorio che ha bisogno di “vivere” attraverso iniziative come queste.
Simona Stammelluti

Il posto è dei più incantevoli d’Italia e gli artisti sono protagonisti della scena jazz internazionale

Al parco archeologico “Scolarum” di Roccelletta di Borgia, si terrà domani 30 luglio, un concerto di straordinario valore per il mondo del jazz: Il chitarrista John Abercrombie con il suo strepitoso quartetto che vede al pianoforte Marc Copland, al basso Drew Gress e alla batteria Joey Baron.

L’estate è uno dei momenti più propizi per godersi concerti di spessore, di musica “fatta bene”. A proporre un cartellone ricco di straordinario valore per gli appassionati di jazz, il Festival Armonied’arte – diretto da Chiara Giordano –  che propone per domani 30 luglio alle ore 22, un concerto che porta al sud, in Calabria per la precisione, musicisti di grande caratura artistica ed uno spettacolo di musica raffinata ma al contempo ricca di pulsioni oblique e trasversali al linguaggio jazzistico.

John Abercrombie - foto Guy Fonck

Ospite nella serata di domani sera a Roccelletta di Borgia, John Abercrombie, definito uno dei chitarristi jazz e “post jazz” più indispensabili del ‘900 e tutt’ora uno dei più significativi sulla scena internazionale. Strumentista musicalmente versatile, legato alla tradizione jazz – di cui ha esteso e ampliato i confini seguendo il suo istinto di fine improvvisatore – oltre che creatore di emozionanti melodie, ma anche di spigolose e argute composizioni. Abercrombie riesce a coniugare l’evoluzione delle tecniche sonore e strumentali con il significato più autentico dell’espressione jazzistica da lui attraversata con sapienza.

Nella sua lunga carriera  ha collaborato con innumerevoli straordinari musicisti: dagli inizi  jazz-rock del gruppo Dreams, a Gil Evans, Gato Barbieri, Billy Cobham, Ralph Towner, al GATEWAY co-diretto con Dave Holland e Jack De Johnette, per finire ai gruppi con Peter Erskine, Kenny Wheeler e Joe Lovano.

Arriva al festival Armonied’arte con grandissimi compagni di viaggio: Marc Copland, billevansiano, al pianoforte, Drew Gress, fondamentale al contrabbasso e quel gigante di Joey Baron alla batteria.

Si prospetta una serata di grande valore artistico, che merita di essere vissuta tutta, fino in fondo, per poi portare con se, nel tempo, l’esperienza di un concerto da ricordare.

Per gli appassionati, ma anche per i curiosi ricordiamo anche la data del 7 AGOSTO “Napoli trip”, con Stefano Bollani, Daniele Sepe, Nico Gori, Manu Katche.

Simona Stammelluti

A parlare con me, circa quella che è stata definita “la guerra del libro”, Michele Falco, editore quarantenne, pieno di talento e con lo sguardo puntato su un futuro di successi e di solidità imprenditoriale. Uno di quelli che pensa, e poi realizza, che usa l’intuito per riuscire e che verso il futuro ci va con passione. Lui, figlio di un grande intellettuale ed editore, della cultura parla come di una “virtù familiare” poi divenuta vizio.

Mi interessava sapere come un editore di quelli affermati nel settore, vedesse l’attuale situazione che ha diviso il mondo dell’editoria, circa la famosa – e storica – fiera del libro.

D: Dott. Falco, è notizia delle ultime ore che gli editori hanno rotto gli indugi e hanno detto di volere la fiera del libro a Milano. Lei è della stessa opinione? Se no, ci dica perché difende la fiera di Torino.

Gli editori che vogliono che la fiera si sposti a Milano, che hanno deciso sia meglio così, sono solo “alcuni editori” dell’Aie(Associazione Editori Italiana), sono pochi. La fiera del libro di Torino raccoglie da sempre tantissimi piccoli, medi e grandi editori italiani e internazionali, e ritengo in questi anni abbiano avuto –  pur nelle critiche che rivolgo a singoli aspetti organizzativi –  ospitalità e opportunità di rendersi visibile e soprattutto di rendere visibile la propria azione editoriale. Questo è accaduto anche a me, sono proprio testimone di questo.

D: Il presidente della regione Piemonte rilancia; dice che salTo 2017 si rifarà e che ci sono anche nuovi progetti in cantiere. Ci racconta le sue 10 edizioni delle 30, del salone del libro e cose porta, ad una casa editrice “artigianale” come la sua, in termini di visibilità e concretezza, essere a quella specifica fiera del libro.

Le polemiche degli ultimi anni –  che non hanno toccato l’organizzazione interna della Fiera del libro di Torino ma La Fondazione che ne gestisce il funzionamento e soprattutto i finanziamenti a disposizione – non hanno aiutato la credibilità della Kermesse torinese, ma ripeto riguarda questioni interne e politiche, non di rapporto con noi editori. Tutto ciò ha creato le condizioni perchè Milano avesse le motivazioni per farsi avanti. Certo che una fiera con a capo degli Editori – se mi posso permettere – è la pre-condizione del proprio fallimento. Una sorta di “conflitto di interessi”; chi gestisce una Fiera rivolta a tutte Le Case editrici “deve essere” super partes. Galassia Gutenberg, la fiera del libro di Napoli, fallita miseramente, insegna.
Non boccio a priori la fiera di Milano, attendo con ansia quelli che saranno i programmi dei miei colleghi per poter valutare e decidere. Certo, per un editore romantico come me, metà maggio è da oltre dieci anni, dedicato alla città di Torino.

D: Era necessaria secondo lei una tale spaccatura in un momento in cui l’editoria sconta un numero storicamente bassissimo di lettori?

Probabilmente no, ma aspettiamo nel dettaglio cosa propone Milano e se possibile invito formalmente tutti gli operatori a un maggior coinvolgimento di tutti gli editori, che immagino possano solo arricchire di idee e iniziative la fiera del libro che verrà. In fondo il risultato finale deve essere il rispetto del lettore e delle sue esigenze.

D: Feltrinelli ha votato contro, lo spostamento della fiera a Milano. Se dovesse azzardare le loro motivazioni, cosa pensa abbiano detto?

Probabilmente perché in questo momento serve lungimiranza e non gioco di forza.

D: Perché secondo lei Milano non ha proposto una edizione complementare e non sostitutiva? Mi spiego. Torino, Roma…ed anche Milano. Una porta in più dalla quale far passare i lettori, non una decisione sul dove.

E’ proprio quello che invece si dovrebbe fare. Proporre, ingrandendo, integrando e non certo dividendo, o usando soluzioni rigide. I lettori si aspettano un mondo da attraversare e siamo noi, tutti insieme, a dover dar loro questa chance.

D: Si dice che il cambiamento porti in se cose buone. Non se ne comprende il perché in questo preciso caso. Ci spiega le motivazioni che solo un editore come lei, può comprendere anche non condividendole?

I cambiamenti dovrebbero sempre essere considerati in virtù di un processo di miglioramento, e se vige una sorta di caos, difficilmente il cambiamento può portare cose buone, soprattutto in un settore nel quale la costanza, genera il successo.

Michele Falco con suo padre Pasquale

Voglio ricordare a me stesso un antico adagio: “chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova”.

Simona Stammelluti

Policoro – Partirà tra pochi giorni sul lungomare di Policoro e durerà dal 3 al 7 di agosto, il Festival musicale Blues in Town giunto alla sua 13esima edizione e che anche quest’anno si impreziosirà di tante attività compreso il Workshop di fotografia musicale “Uno scatto in Blues” tenuto da uno dei più stimati ed eclettici fotografi dello stivale, Carlo Terenzi, dotato di spiccato senso artistico, oltre alla capacità di mostrare il miglior volto della musica, attraverso i suoi scatti ormai celebri

Un festival di musica Blues, dunque che anno dopo anno, ha saputo essere un contenitore a 360 gradi, all’interno del quale si possono scoprire innumerevoli attività: Seminari musicali gratuiti, Book crossing, vinile blues, mostre fotografiche, motoraduno e poi tanti ospiti.

Quest’anno a chiudere il festival, il 7 agosto alle 23 ci sarà Eugenio Finardi.

Nei giorni di sabato 6 e domenica 7 agosto, il fotografo Carlo Terenzi terrà per gli appassionati e gli addetti ai lavori un workshop sul mondo della musica, su come la si fotografa. Un mondo da analizzare con cura, grazie all’esperienza pluriennale del fotografo proprio nell’ambito dei più prestigiosi festival jazz e musicali d’Italia. Così partendo dalle regole di base sulla fotografia, il lavoro si dipanerà sino a come si effettua uno shooting, come si realizza un reportage, ed un ritratto fotografico.

Un festival dunque dinamico e colto, che permetterà a residenti e turisti di scegliere il momento che preferisce in base alle proprie personalissime inclinazioni e dunque anche di partecipare ad un laboratorio tenuto da un grande professionista della fotografia.

Le iscrizioni al workshop sono aperte sino al prossimo 30 luglio, e per ogni informazione si può visitare il sito www.carloterenzi.com o telefonare al 3387575625

Non resta che attendere l’apertura dei battenti del festival Blues in Town che anche quest’anno promette ottima musica ed emozioni frizzanti, quanto l’estate nella quale si entra ormai nel vivo.

Simona Stammelluti