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Parola d’ordine “Area 51“, la Off limits Zone, una base militare e operativa, grande quanto tutta la Sicilia, situata a sud del Nevada, sulla quale gravano elevatissimi livelli di segretezza, divenuta da tempo protagonista del folklore ufologico. Che cosa ci sia davvero in quel luogo, in pochi lo sanno. Fatto sta che un bel giorno, in un caldo giorno estivo, precisamente il 27 giugno, qualcuno decide di lanciare un evento sul famoso social network, invitando quanta più gente possibile ad invadere l’Area 51. Una goliardata, sembrava sul nascere, un evento innocuo dal titolo “Storm Area 51. They can’t stop all of us”, che tradotto significa “Assaltiamo l’Area 51. Non possono fermarci tutti”. 

Un invito in piena regola mosso agli utenti, per il 20 settembre p.v.
Un invito a ritrovarsi tutti nel deserto del Nevada, forzare il blocco e fare irruzione nella famosa zona;  famosa per essere – così si pensa – la base dove il governo americano effettuerebbe esperimenti segreti su cadaveri di extraterrestri, atterrati (o precipitati da chissà dove) proprio in quell’area.

A questo invito – creato dall’australiano Jackson Barnes  – hanno risposto oltre 2 milioni di invasati, che avevano accettato di ritrovarsi in quel luogo nella data e nell’ora stabilita. L’evento divenuto virale in pochissimo tempo, ha entusiasmato i “cacciatori di alieni”, che non vedevano l’ora di mettere gli occhi (e i piedi) su quella zona proibita.

Questo singolare “Flash mob” nato come “innocuo”, ha messo in allarme l’Aeronautica degli Stati Uniti d’America che attraverso un portavoce ha dichiarato che quella zona è proibita e che sarebbe stata difesa a tutti i costi e con qualunque mezzo, e non avrebbero esitato ad aprire il fuoco nei confronti di coloro che avessero violato le proprietà.

Compreso il serio rischio di disastro umano, l’organizzatore ha provveduto ad annullare l’evento, anche se si era cercato di svoltarlo a festival per gli appassionati di alieni. Coloro che avevano aderito all’evento erano davvero disposti a tutto, anche a forzare la off limits zone, in massa. Nessuno aveva pensato a come sarebbe stato comunque difficile la sicurezza con tutta quella gente, come sarebbe stato difficile sfamare e dare da bere a 2 milioni di persone in mezzo al deserto. Fatto sta che molti di loro, da ogni parte del mondo avevano già fatto i biglietti, e non è detto che qualcuno non si presenti all’appuntamento malgrado l’evento annullato, e quasi certamente in quella data il sistema di sorveglianza dell’Area 51, sarà in ogni caso ai massimi livelli.

Ma la riflessione che nasce spontanea, verte su come il web – mondo virtuale – sia capace di influenzare la vita reale delle persone che si lasciano suggestionare, plagiare, controllare da qualcosa che in realtà non esiste, da una persona sconosciuta che “invita” ad un comportamento fuori da ogni logica, da ogni regola e da ogni norma comportamentale.

Barnes li aveva incitati con un “non possono fermarci tutti” e 2 milioni di persone si sono entusiasmate, hanno immaginato possibile forzare l’Area 51 per andare a “vedere” gli extraterrestri.

La forza di un social network, la forza di un’idea assurda e deleteria, spacciata per goliardata, accolta come plausibile da 2 milioni di persone, disposte a tutto. Questa situazione ha dell’incredibile, perché ci sarebbe da chiedersi come è cambiata la percezione del reale, quanto siano scivolati via la lucidità, il raziocinio, il buonsenso. Basta davvero un “pronti, partenza, via …” dato da chissà chi, per perdere il lume della ragione, per lasciarsi andare a slanci del genere? Perché qui siamo distanti anni luce da una passione, che nasce per essere coltivata.

A me personalmente spaventa sapere che ci sono milioni di persone disposte a tutto pur di fare qualcosa che va contro uno stato di fatto, che è pronto a fare irruzione pur di soddisfare un capriccio, che è pronto a lanciarsi contro un mondo virtuale, bendato e senza rete, sperando di restare indenne.

 

 

 

 

 

Una formazione d’eccellenza, la possibilità di debuttare al Teatro Greco di Siracusa e di lavorare con alcuni tra i più grandi registi nel mondo.

La Fondazione Inda ha prorogato i termini per la presentazione delle domande di partecipazione alle selezioni per il primo anno dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa. Tutti coloro che intendono partecipare ai provini per il triennio accademico 2019/2022 avranno tempo fino al 20 settembre per inviare i documenti previsti dal bando pubblicato sul sito dell’Istituto, www.indafondazione.org

Il percorso di formazione a Siracusa consente agli allievi di partecipare a laboratori e stage con alcuni tra i più importanti registi e attori della scena nazionale e internazionale e di seguire un percorso di crescita umana e professionale che si snoda attraverso oltre 3 mila ore di lezione tra corsi di recitazione, dizione, regia, canto, scherma scenica, teatro-danza, danza e storia del teatro.

Punto di forza che rende unica in Italia l’Accademia d’Arte del Dramma Antico è la possibilità per gli allievi di debuttare al Teatro Greco di Siracusa nelle rappresentazioni classiche che ogni anno richiamano migliaia di persone da tutto il mondo; un inizio di carriera di grande impegno per i giovani che possono così misurarsi con il grande pubblico diretti da registi di fama o emergenti.

E’ motivo di grande soddisfazione per la Fondazione Inda il successo ottenuto in questi anni da molti degli allievi che si sono diplomati nella scuola di teatro dell’Istituto nazionale del dramma antico. Le attività dell’Accademia, nella prestigiosa sede dell’ex convento di San Francesco, prenderanno il via tra ottobre e novembre dopo le selezioni che si terranno sia a Siracusa sia a Roma. Tutte le informazioni per l’iscrizione alle selezioni e il bando sono disponibili su www.indafondazione.org, nella sezione Inda giovani.

Speravo di restare sorpresa.

Perché le sorprese sono sempre belle e perché non ho perso il vizio di sorprendermi, io.

Ed invece tutto è stato come da programma … il mio, però. Perché il loro di programma, tutto è stato, tranne che il racconto dettagliato di un evento che avrebbe dovuto celebrare il centenario di Ruggiero Leoncavallo, in quella che fu per un po’ la sua Montalto.

In tutta Italia ed anche in diverse e prestigiose località calabresi si è celebrato e festeggiato il grande compositore che visse solo pochi anni della sua infanzia nella cittadina di Montalto Uffugo, dove suo padre era magistrato e che ispirò l’opera “I pagliacci” scritta circa un delitto realmente accaduto.

Sarebbe stato bello se una sera – magari proprio il 9 agosto – qualcuno avesse raccontato la storia di Leoncavallo, proiettando le immagini di repertorio di alcune esecuzioni celebri, considerato che non tutti conoscono questi dettagli per come si dovrebbe, e sarebbe anche stato appropriato aprire le porte del bellissimo museo sul compositore che la città di Montalto dovrebbe fregiarsi di avere.

Ma esiste ancora quel Museo? Forse è il caso che io provveda a scoprirlo.

Ma torniamo al Festival.

Il centenario è caduto il giorno 9 agosto quando nella bellissima cornice del parco Scolacium di Borgia, è stata portata in scena – all’interno del Festival ArmonieD’Arte”-  l’opera “I Pagliacci” con un cast d’eccezione, con un allestimento poetico ed evocativo, e con l’intenzione da parte del direttore artistico, di porre una riflessione etica ed estetica sull’arte e sulla cultura.

Che il centenario cadesse quest’anno lo si sapeva da un po’ e chissà se questo programmino era già pronto il 9 di agosto; proprio non saprei.

Da giornalista tra l’altro residente da un ventennio nella città di Montalto Uffugo, mi sarei aspettata almeno un invito per la conferenza stampa, o anche un semplice comunicato nel quale leggere i dettagli circa questo Festival.

Ma non avendo ricevuto nulla, ho atteso di  leggere il programma da qualche parte. Programma che, devo dire, è apparso su un sito discretamente realizzato.

Quello che non si è capito da questo programma – che a questo punto dovrebbe essere stato scritto e realizzato al direttore artistico – è il contenuto delle serate.

Tralasciando le serate prima del festival, che sinceramente penso abbiamo molto poco a che fare con l’evento in sé, mi concentrerei sulle serate in cartellone.

Mi domandavo perché una persona appassionata di lirica e di Ruggiero Leoncavallo sarebbe dovuto venire a Montalto il giorno 28 agosto, giorno di aperta della kermesse se sul programma non era indicato che opera sarebbe stata eseguita, cosa avrebbero cantato i soprani ed i tenori (più o meno noti) invitati per la manifestazione.

A proposito, se qualcuno vi ha assistito e vuole renderci edotti, saremo loro grati,  considerato che fino a ieri 31 agosto, nessun giornale ha realizzato mezza notizia in merito.

Io non ho assistito neanche a quella che sembrerebbe essere stata – così come si evince da note scritte sul sito – una serata esilarante con Pippo Franco regista de “I pagliacci” e il cane di Fioretta Mari intento involontariamente a mettere in scena una show.

Ma ieri sera incuriosita, sono andata in piazza per capire cosa fosse “la notte dell’opera”. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse cosa intendessero a monte, con questo titolo riferito alla serata. Perché io non avendo indicazione alcuna dal programma, mi sono avviata a piedi su per via Roma, incontrando postazioni dove intervistavano persone (chi fossero non me lo chiedere perché non lo so) dei banchetti per la degustazione di vini sui quali non mi esprimo perché non è questo il momento, e un camioncino che preparava panini con la porchetta (buoni, devo dire!)

Davanti al cannone un pianoforte suonato random non so da chi (chissà se il direttore artistico sapesse chi fosse seduto a quel piano) e poi in piazza E. Bianco un gruppo (a me sconosciuto, non so agli altri) che suonava la tarantella.

Se c’era dell’altro non lo so; sul programma non era scritto nulla.

Sinceramente non so cosa c’entri tutto (?) questo con il festival, so però che non si può neanche far assomigliare la serata ad una sagra della porchetta, perché la serata sarebbe stata indegna anche se avesse portato quel nome.

Confidiamo nella serata di chiusura, cioè stasera  quando – tempo permettendo – sarà Alessandro Haber che recita Leoncavallo, a chiudere l’evento.

Haber che sarà in compagnia di due musicisti che penso suoneranno qualcosa in maniera contestualizzata.

Ecco, ho fatto anche un po’ di pubblicità all’evento, che mi sarebbe piaciuto raccontare se solo qualcuno mi avesse invitata, come giornalista di settore ed esperta di musica e non come comune cittadina che, a dirla tutta, ama questo paese malgrado tutto.

Viva l’arte, viva la cultura e chi sa come renderla disponibile a tutti

 

Simona Stammelluti

Dopo la positiva esperienza delle due precedenti edizioni (con Sette contro Tebe, regia di Marco Baliani e Eracle, regia di Emma Dante), ritorna anche quest’anno la collaborazione tra l’Istituto Italiano del Dramma Antico e l’Estate Teatrale Veronese. Sul palco del Teatro Romano di Verona, andrà in scena – il 13 e 14 settembre 2019 – Elena di Euripide con protagonista Laura Marinoni, diretta dal regista di fama internazionale Davide Livermore, che oltre aver aperto la stagione teatrale del Teatro Greco di Siracusa 2019, ha inaugurato la stagione operistica del Teatro alla Scala di Milano con Attila di Verdi.

Livermore – che per il suo allestimento ha immaginato una Elena anziana che fa riaffiorare i suoi ricordi in uno Stige nero, luogo concreto e insieme visionario, nel quale gli stessi ricordi sprofonderanno nuovamente – ama profondamente questo testo perché, come dichiara: “ Elena è tragedia atipica da contorni che sfumano in un giuoco ironico; il finale poi sembra irridere coloro che cercano di fare dell’arte un elenco di “categorie” che debbano pedantemente rispondere a regole fisse. In Elena non si muore. E si sorride come nelle tragedie elisabettiane, che in fondo ci risultano sempre un pò lontane nonostante i nostri sforzi intellettuali, perché capaci di lasciare convivere le componenti del tragico e del comico, capaci di non vivisezionare la vita e le sue componenti in un modo un pò troppo laico, libero…inglese. Forse anche per questo Elena non viene rappresentata da oltre quattro decenni, perché non risponde a nessuna aspettativa della critica che etichetta, ma chiede a chi critica di essere libero da attese, aperto ad accettare un altro livello, forse semplicemente moderno… la verità è talmente improbabile che ci accosta al mondo del ricordo e al modo in cui ognuno di noi, in questo tempo post freudiano, gioca con la vita e la sua rappresentazione … “la negacion de la evidencia” diceva Calderon, che spesso è un meccanismo dove ricadiamo per lasciare svaporare verità inaccettabili o insostenibili, fatti dolorosi. Esiste una colpa più pesante di quella di aver generato il più grande conflitto armato della storia antica? … Elena ci costringe al confronto con un alto e altro livello di menzogna, quella giocata in modo consapevole, ironicissimo e amaro al contempo, quel livello di sofisticazione proprio di donne e uomini che fanno i conti con la vita; persone illuminate di consapevolezza che con la vita stessa e la sua rappresentazione giuocano con arte, disponendo i ricordi nello spazio della memoria. Questo vedremo: uno spazio dove affiorano i tanti naufragi di un’esistenza, e vedremo Elena vecchia alla fine della sua vita che dispone dei suoi ricordi e crea questa “immagine fatta di cielo che respira” con le sue fattezze per cambiare almeno per un pò la memoria, per giocare con essa, per immaginare un’altra possibilità, sognarla, un altro finale, come per tutti noi il desiderio di un happy ending”.

Elena è uno spettacolo che si avvale di una potente architettura visiva (al cui effetto concorrono la superficie nera d’acqua che occupa interamente il palco, il fascino dei costumi di Gianluca Falaschi, lo schermo che avvolge e abbraccia il retro della scena) e una coinvolgente e seducente drammaturgia sonora, creata ad arte da Andrea Chenna che intreccia perfettamente molti generi musicali miscelati tra loro.

Paride non ha rapito Elena, ma un fantasma con le sembianze di Elena. La vera Elena si trova in Egitto, dove il re Teoclimeno intende sposarla a forza. Per sfuggirgli, Elena si rifugia in un luogo sacro. Qui incontra il naufrago Menelao, reduce da Troia con pochi soldati. Riconosciutisi, i due mettono a punto un piano di fuga.

Fingendo di aver saputo da un viandante (Menelao stesso) che il marito è morto, Elena ottiene dal re una nave per fare un rito funebre in mare. Imbarcatosi con Elena, Menelao e i suoi soldati, eliminano la ciurma e fuggono. Il re, gabbato, vorrebbe uccidere la sorella, l’indovina Teloneo, che con il suo silenzio ha favorito la fuga dei Greci. Ma i Dioscuri lo frenano, convincendolo ad accettare la volontà degli Dèi.

Nel cast di Elena, oltre la protagonista, una carismatica, affascinate, travolgente (come è stata definita dalla critica) Laura Marinoni, anche Sax Nicosia (Menelao), Giancarlo Judica Cordiglia (Teoclimeno), Viola Marietti (Teucro), Maria Grazia Solano (la Vecchia), Simonetta Cartia (Teonoe), Linda Gennari e Maria Chiara Centorami (messaggeri), Federica Quartana (la corifea), Bruno Di Chiara, Marcello Gravina, Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca, Vladimir Randazzo, Marouane Zotti (coro di Dioscuri). La traduzione è di Walter Lapini, le scene di Davide Livermore, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche di Andrea Chenna, le luci di Antonio Castro, videomaker è Paolo Jep Cucco.

Le due serate veronesi sono per l’INDA, il coronamento di quella che è stata una stagione da record nell’anno del rinnovamento, con la fine del commissariamento e l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Francesco Italia, del Consigliere Delegato Mariarita Sgarlata e del Sovrintendente Antonio Calbi. L’annata straordinaria vissuta dalla Fondazione Inda è testimoniata dai numeri con 163.000 spettatori in 50 serate, (25 mila in più rispetto al 2018), e incassi assai significativi; un record assoluto in 105 anni di storia dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Per la 56ª stagione della Fondazione Inda che andrà in scena nel 2020, gli spettacoli programmati saranno: Le Baccanti di Euripide, Ifigenia in Tauride di Euripide e la commedia Le Nuvole di Aristofane.

 

Dopo il successo delle edizioni precedenti, “Il Jazz italiano per le terre del sisma” torna il 31 agosto e il 1 settembre a L’Aquila con un’edizione rinnovata in prima linea nelle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – confermando l’impegno e l’organizzazione della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibac, il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici coinvolti.

Confermata, quindi, la nuova edizione 2019 della grande maratona musicale all’Aquila, quest’anno dedicata alla creatività femminile, che avrà inizio nella serata di sabato 31 agosto, per proseguire, a partire dalla mattina e per tutta la giornata, con altri concerti in molteplici location della città, domenica 1° settembre.

La due giorni a L’Aquila è stata preceduta da una settimana di concerti e trekking, iniziata il 24 agosto) nel cuore delle Terre del Sisma tra le regioni citate (organizzata da I-Jazz attraverso i propri soci Musicamdo, Young Jazz e Fara Music in collaborazione con Associazione Movimento Tellurico, Trekking, ecologia e Solidarietà).

 Per il quinto anno consecutivo la grande famiglia del jazz italiano torna all’Aquila e lo fa con un nuovo corso progettuale che pone al centro della manifestazione la creatività femminile.

Due giorni di concerti (31 agosto e 1 settembre), oltre cento musicisti coinvolte18 diverse postazioni nel centro storico dell’Aquila con alcune location d’eccezione che verranno impiegate per la prima volta, come l’interno della Basilica di Collemaggio e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, grandi nomi della musica pop italiana e un programma complessivo che vede una netta maggioranza di donne sui vari palchi studiato e ideato da Paolo Fresu e dalle associazioni che compongono la Federazione Il Jazz Italiano: sono questi i punti di forza della parte conclusiva de “Il jazz italiano per le terre del sisma” che, come da tradizione, conclude nel capoluogo abruzzese la propria marcia in una festa musicale per la città e per tutto il jazz italiano. Sul Palco di Piazza Duomo sabato 31 agosto a partire dalle ore 21:00, con la conduzione di Lella Costa, “L’altra metà del jazz”: Ornella VanoniKarima, Agata Garbin, Nicky Nicolai e Stefano, Cristina Zavalloni.

Domenica 1 settembre, sempre a ‘Aquila, Maratona del jazz italiano con Laboratori per i bimbi gattonanti a cura dell’Associazione “Nati nelle Note”, il Concerto di apertura all’interno della Basilica di Collemaggio con I Virtuosi Italiani ospiti Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura.

Alla Casa dello Studente, Emanuela Di Benedetto “Human Emotions”, nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano si alterneranno, Stefania Tallini, piano solo, Leila e Sara Shirvani duo, violoncello e pianforte, Perla Cozzoni piano solo. Nel Centro storico la Girlesque Street Band. All’interno della Basilica di San Bernardino, il Quartetto Alborada special guest Maria Pia De Vito, il Quartetto Pessoa.Nell’Emiciclo/Palazzo del Governo la Conspe Big Band del Conservatorio di Pescara,direttore Mike Applebaum), la Big Band del Conservatorio de l’Aquila, direttore Massimiliano Caporale e l’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori Italiani direttore, Pino Iodice, direttore ospite, Giuliana Soscia. Nell’Auditorium del parco – Spazio Infanzia, Laboratori musicali Orchestra e Coro Scuola Secondaria di I°grado “Dante Alighieri” dell’Aquila a cura di Catia Gori, Mario Piatti, Enrico Strobino e Tullio Visioli, l’Orchestra della Scuola Secondaria di I°grado G.Carducci di Brescia diretta da Carmelo Coglitore. A Palazzo Lucentini-Bonanni, Ludovica Manzo e Alessandra Bossa “O-Janà”, Anna Lauvergnac Quartet, Franca Masu e Sade Mangiaracina duo, Les Scat Noir. A Palazzo Cappa-Cappelli,Eleonora Strino trio,Rosa Brunello “Los fermentos – Shuffle mode”, Tencofamiglia,Federica Michisanti “Horn Trio”. A Palazzo Carli, Simona Severini, Evita Polidoro “Nerovivo”, Cristina Renzetti e Federico Casagrande. In Piazza Chiarino, Lilac for People, Anais Drago “Jellyfish”, Ada Montellanico feat. Giovanni Falzone “Abbey’s Road”,Gaia Mattiuzzi Trio. A Largo Tunisia, Roberta Brighi Trio, Camilla Battaglia “EMIT”, Zoe Pia “Shardana”, Lumină. Nella Piazzetta dei Novi Martiri, Marcella Carboni solo arpa, al Palazzetto dei Nobili, Caterina Palazzi solo “Zaleska”, progetto multimediale. Infine, in Piazza Duomo il concerto finale con Fabio Concato.

La Partita del Cuore e la mostra fotografica a cura di AFIJ

Il 31 agosto alle ore 10:00 presso lo Stadio nuovo di Amatrice sarà disputata l’attesa Partita del Cuore che vedrà impegnate in campo la Nazionale Italiana Jazzisti Onlus e la Nazionale Terremotati.

Per la Nazionale Jazzisti scenderanno in campo tra gli altri Paolo Fresu, Max De Tomassi, voce storica di Rai Radio 1 nonché Amatriciano doc, Costantino Ladisa, Max Paiella, Fabrizio Salvatore, Lucrezio De Seta mentre la Nazionale terremotati sarà capitanata da Francesco Pastorella, Presidente della Nazionale Terremotati e allenata dal mister Sergio Pirozzi.

Il ricavato della partita andrà per la ricostruzione della casa della musica di Amatrice.

Una novità che caratterizza la prossima edizione è la realizzazione della mostra fotografica allestita e curata dall’Associazione Fotografi Italiani di Jazz (costituitasi a inizio 2019 e membro della Federazione) in una location all’Aquila (con molta probabilità sarà il Ridotto del Teatro Comunale).

La Mostra “I fotografi italiani per le terre del sisma” è solo una piccola parte dell’immenso lavoro di oltre 50 fotografi coordinati negli anni da Paolo Soriani, Andrea Rotili ed Emanuela Corazziari per il volume realizzato da MIdJ dedicato al progetto.

Alcuni di questi fotografi sono confluiti nella neonata Associazione Fotografi Italiani di Jazz e sono stati invitati a partecipare con i loro scatti più rappresentativi a questa mostra. L’AFIJ quest’anno con il patrocinio della Federazione del Jazz Italiano coordinerà il lavoro di 5 fotografi intorno a singoli progetti autoriali dedicati a questa edizione 2019. I materiali realizzati saranno poi raccolti e diventeranno una mostra e un libro.

Gli scatti che saranno esposti nella mostra del 2019 sono a cura di: Pino Ninfa, Paolo Soriani, Andrea Rotili, Pino Passarelli, Paolo di Pietro, Costantino Idini, Roberto Manzi, Daniela Franceschelli, Mario Catuogno, Gianluigi Iovino, Riccardo Crimi, Gabriele Lugli, Michele Bordoni.

La manifestazione è promossa da Mibac – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Comune dell’Aquila, sostenuta dai Comuni di Accumoli, Amatrice, Camerino, Fiastra, Norcia, Usssita e da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, in qualità di main sponsor, con il supporto di NUOVO IMAIE e il contributo tecnico di CAFIM, Associazione Movimento Tellurico e organizzata dalla Federazione con il coordiamento dell’Associazione I-Jazz e il contributo di Casa del Jazz. Da segnalare, per la Marcia Solidale, l’organizzazione e il sostegno di Musicamdo Jazz e TAM-Tutta un’Altra Musica (Marche), Young Jazz (Umbria), Fara Music (Lazio), il contributo tecnico di Cotram.

Ieri 23 agosto, nell’ambito della rassegna estiva ArmonieD’ArteFestival guidata dall’eccellente direttore artistico Chiara Giordano, si è assistito a Tosca,  melodramma in tre atti di Giacomo Puccini, nella strepitosa cornice del Parco Archeologico Scolacium a Borgia (Cz)

L’evento, inserito nella sezione “non solo spettacolo“, con temi e personaggi che raccontano le problematiche che ancora oggi suonano come disagio, ha fornito innumerevoli spunti, dalla centralità della donna rispetto ad un mondo spiccatamente maschile, il ricatto, la molestia, la tortura e quell’amore che non sempre vince su tutto.  Temi intramontabili e facili da incastonare ancora nei nostri tempi e in quasi tutti i contesti sociali.

Tosca, è stata una produzione pensata per il Parco Scolacium, capace di diventare un pulsante laboratorio di ricerca registica e  produttiva, capace di far convivere grandi artisti con giovani talenti, oltre alle risorse del territorio che possono così confrontarsi, condividendo competenza e passioni.

Una splendida orchestra di 50 elementi diretta dal Maestro Leonardo Quadrini, che ha lavorato con artisti di fama internazionale come Cecilia Gasdia,  che ha diretto quasi tutte le opere liriche e che ieri sera è stato impeccabile anche nella direzione della soprano Dimitra Theodossiou (Tosca), e del tenore Francesco Anile (Mario Cavaradossi).

La regia è stata affidata a Marco Gandini che ha concepito l’installazione artistica sul palcoscenico, suddiviso in tre isole distinte per ognuna delle azioni sceniche, visiva e di art action, per ciascuno dei tre atti di Tosca. L’allestimento è stato pensato in modo che comprendesse la pittura, la scultura e la luce.

I tre atti dell’opera, suddivisi lungo un percorso nel tempo, che prevede la gelosia e la felicità che lascia il posto alla corruzione, per giungere a quella dimensione psichica e illusoria di Tosca, che vive un confine drammatico tra speranza e la spietata realtà.

Il sacrificio-suicidio, tema cardine dell’opera, sono legati al senso di fuga, che attraversa spesso l’animo umano rispetto al potere travolgente della vita.

Ottima e dinamica presenza scenica dei protagonisti, bravi nella performance. Vi è stata una scelta di modernizzare un po’ la scena, i carabinieri al posto dei gendarmi e poi la presenza in scena oltre ai protagonisti principali di figure estemporanee che – a mio avviso – avevano il compito di “mimare” in qualche modo i temi centrali dei tre atti.

I passaggi più famosi della Tosca di Puccini – pensiamo ad esempio alle arie come “E lucevan le stelle” – hanno inevitabilmente portato gli appassionati a ricordare la straordinaria interpretazione di Pavarotti. Ma mi preme dire che l’interpretazione di Francesco Anile è stata egregia.

Emozionante in diversi momenti, la performance della Theodossiou, che sul finale diventa struggente, in quell’attimo prima di scoprire che l’uomo che ama è morto per davvero, e non come le avevano fatto credere; in quel momento in cui invoca Mario di restare giù ancora un po’, fino a che i suoi esecutori fossero andati via. Quella speranza di riscatto totale, quel momento di altissimo valore, che precipita, collassa in una realtà spietata che a volte non lascia scampo.

Una realtà vecchia di 119 anni, eppure così attuale, così tagliente, così sfacciata.

E’ stato ancora un successo per la rassegna, che da 19 anni regala alla terra di Calabria, una opportunità di respirare la cultura e la bellezza dell’arte e noi esperti del settore, per questo, li ringraziamo ancora una volta.

 

Simona Stammelluti 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Acquaroli è tra gli interpreti di Adults in the Room, film del regista francese di origine greca Costa-Gavras. Il film, con Christos Loulis, Valeria Golino, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur e Francesco Acquaroli sarà presentato il 31 agosto alla Mostra del Cinema di Venezia (Sala Grande – Palazzo del Cinema – ore 22)

In “Adults in the room”, tratto dal libro omonimo di Yanis Varoufakis, si svolge una tragedia umana. Un tema universale: una storia di persone intrappolate in una rete di potere. La cerchia degli incontri dell’Eurogruppo, che impongono alla Grecia l’austerità. Una trappola claustrofobica senza via d’uscita, che esercita pressioni sui protagonisti e che alla fine li divide. Una tragedia greca nel senso antico. I personaggi non sono buoni o diabolici, ma guidati dalle conseguenze della loro stessa concezione di ciò che è bene fare. In questa tragedia dei nostri tempi, Francesco Acquaroli interpreta il ruolo di Mario Draghi, il governatore della Banca Centrale Europea.

Periodo molto intenso e gratificante per l’attore romano, che sarà anche tra gli interpreti di I migliori anni di Gabriele Muccino e Il mio nome è Mohammed di Goran Paskaljevic.

“Nel film di Pascaljevich sono Luciano – dichiara Francesco Acquaroli – il fratello del protagonista, che esprime quella diffidenza e repulsione per lo straniero che, purtroppo, va tanto di moda in questi tempi. Invece nel film di Gabriele Muccino, I Migliori Anni, sono un senatore di destra coinvolto nello scandalo “Mani pulite”.

Francesco Acquaroli sarà anche tra i protagonisti della quarta stagione dell acclamata serie americanaFargo, nella quale interpreterà il ruolo di Ebal Violante, il consigliere della famiglia mafiosa italiana Fadda. Le riprese cominceranno a metà ottobre. La serie è ambientata negli anni ’50 a Kansas City. Le riprese vedranno impegnato l’attore a Chicago per sei/sette mesi. 

Inoltre tornerà nel 2020 la terza stagione di Suburra, serie di successo di Netflix, in cui FrancescoAcquaroli ha riscosso un grandissimo successo personale interpretando il ruolo del “Samurai”, un criminale ossessionato da un progetto ambizioso: concludere l’acquisto di alcuni terreni del lungomare di Ostia, passo obbligatorio per la costruzione del Porto Turistico, strategico per il traffico di droga. L’uomo, con un passato nelle file dell’estrema destra eversiva e le conoscenze politiche giuste è una sorta di Deus ex machina di tutta la vicenda.

Torna dal 4 all’ 8 settembre 2019 – presso il parco Anna Bracci –  Primavalle…mica l’ultima: la manifestazione, giunta all’ottava edizione. Alberto Laurenti, Luciano Lembo, Ariele Vincenti, Emilio Stella, Rino Gaetano Band, Orchestraccia, Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, Maurizio Fortini e I Musici Romani, Daniele Coccia, The Raggae Circus di Adriano Bono saranno solo alcuni dei protagonisti dell’evento.

La festa, torna finalmente in scena dopo un anno sabbatico e si riprende lo spazio che merita.

“Dodici mesi di pausa racconta Simone Conte dell’associazione Vengo da Primavalle – utili per ricaricare le pile e ripartire dalle belle motivazioni che ci hanno accompagnato in questi anni. Organizzare un appuntamento di questa portata non è semplice, soprattutto se si vuole garantire il massimo della qualità e contemporaneamente offrire alla cittadinanza circa quaranta ore di eventi live a ingresso gratuito. Il nostro obiettivo è duplice: riqualificare le zone degradate e portare cultura in un quartiere considerato, troppo spesso, dormitorio. A distanza di tempo sono ancora le stesse finalità a darci la carica e a motivarci a crescere. Noi, non molliamo”.

L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

Primavalle … mica l’ultima! – che ha il patrocinio gratuito di ATER ROMA E ASL ROMA 1è la festa promossa dall’associazione “Vengo da Primavalle”, associazione nata da un gruppo di cittadini uniti dalla voglia di mostrare il volto migliore di Primavalle. 40 ore di programmazione live tra teatro, danza, comicità, concerti, dibattiti, e artisti di strada per rendere questa ottava edizione indimenticabile.L’elemento che rende la festa Primavalle…mica l’ultima! un appuntamento atteso dalla cittadinanza (avvicinando al parco Anna Bracci e agli eventi culturali le diverse fasce d’età) è senza dubbio la fitta programmazione di spettacoli dal vivo di generi diversi. Uno ricco spazio multidisciplinare di alta qualità. La scelta stessa del nome dell’evento rappresenta il desiderio di risvegliare l’orgoglio di una periferia troppe volte raccontata solo con immagini di degrado, che invece dimostra di essere luogo di produzione culturale, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto.

Si parte in bellezza il 4 settembre con Mezzo Pieno Mezzo Vòto Maurizio Fortini e I Musici Romani in concerto con la partecipazione straordinaria di Daniele Coccia Paifelman, Cristiana Polegri e Rude MC. Grande appuntamento giovedì 5 settembre con  Tutte le strade portano ar core! di e con Ariele Vincenti, Er Pinto, Emilio Stella e a seguire Improvvisando di e con Alberto Laurenti e Luciano Lembo. Venerdì 6 settembre serata ricca di musica con Civico 33 e a seguire la Rino Gaetano Band. Sabato 7 protagonisti Bim Bum Band e subito dopo The Raggae Circus di Adriano Bono. Gran finale domenica 8: alle 20.00 andrà in scena Fino alle stelle scalata in musica lungo lo stivale di e con Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, per la regia di Raffaele Latagliata; a seguire l’imperdibile concerto dell’Orchestraccia. 

 

PROGRAMMA GIORNALIERO DETTAGLIATO

Tutti i giorni dalle ore 18:00: Apertura stand. Laboratori artistici a cura dell’Associazione Cantieri dello Spettacolo. Animazione e intrattenimento a cura di CreatoriDiSorrisi.net. Concerti a cura di musicisti itineranti.​​​​

Da mercoledì a venerdì sarà presente la Asl Roma 1 per attività informative, di controllo e prevenzione

Presenteranno le serate: Claudia Portale, Chiara De Felice, Athenea Borgel e Silvano Passamonti

Mercoledì 4 settembre

19:00 Akuna Malata – I tamburi di strada in concerto

19:30 “Verano” di Armando Ottaiano e “Il decimo giorno” di Alberto Ventimiglia, a cura delle Edizioni Ponte Sisto. Intervista a cura di Marco Della Porta

20:30 Verrospia in concerto

22:00. “Mezzo Pieno Mezzo Vòto” Maurizio Fortini e I MUSICI ROMANI in concerto con la partecipazione straordinaria di Daniele Coccia Paifelman, Cristiana Polegri e Rude MC

Durante la serata lezione di bachata e animazione latina con i maestri Riccardo e Rebecca Rossi, scuola Salsa Easy

 

Giovedì 5 settembre

19:00 Accademia de I MUSICI in concerto

19:30 “C’è un fiume che passa” di Emanuela Sanna, a cura delle Edizioni Ponte Sisto. Intervista a cura di Marco Della Porta

20:30 “Tutte le strade portano ar core!” di e con Ariele Vincenti, Er Pinto, Emilio Stella

22:00. Il Puff presenta “Improvvisando” di e con Alberto Laurenti e Luciano Lembo

Durante la serata esibizioni di danze orientali con la maestra Ilaria Iajaa e di danze caraibiche con il maestro Fabio Locatelli, scuola Eleish Dance Academy

Venerdì 6 settembre

18:00 Passeggiata tra i murales guidata dai ragazzi del laboratorio “Street Art Trip” con il supporto del collettivo artistico “Invisibile – Ex Muracci Nostri”

19:00 Presentazione del progetto “RelAzioni a catena – comunità educante in movimento”. Dibattito sui temi della dispersione scolastica e valorizzazione del territorio, a cura di Associazione AIM. “RelAzioni a catena” è un progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

19:30 “Il pozzo delle nebbie” di Roberto Morassut e “Five” di Carmelo Lavorino, a cura delle Edizioni Ponte Sisto. Intervista a cura di Marco Della Porta

20:30 Civico 33 in concerto

22:00. Rino Gaetano Band

Durante la serata:

– esibizione di spettacolo del fuoco a cura di Le Khaleesi;

– show di Burlesque con Agnes V. Julie.

Sabato 7 settembre

19:00 “Note libere”, spettacolo musicale di teatro di figura a cura di Federica Mancini, Teatro La Casetta, Cantieri dello Spettacolo

19:30 “Battito di ciglia” di Giorgio Cameli, a cura delle Edizioni Ponte Sisto. Intervista a cura di Marco Della Porta

20:00 Dimostrazione di Boxe controllata a cura della Marco Aurelio Boxe

20:30 Bim Bum Band in concerto

22:00. The Raggae Circus di Adriano Bono

Durante la serata:

– esibizioni di danze orientali a cura dell’Accademia Bollywood Club. Direzione artistica Gabriella Singh;

– show di Burlesque con Agnes V. Julie

Domenica 8 settembre

19:00 GEO (Gift Economy Orchestra) di Primavalle. L’originale orchestra di quartiere in concerto

19:30 “Ordinaria diversità” di Elena Improta, a cura delle Edizioni Ponte Sisto. Intervista a cura di Marco Della Porta

20:00 “Fino alle stelle – scalata in musica lungo lo stivale” di Tiziano Caputo e Agnese Fallongo Regia di Raffaele Latagliata

22:00. Orchestraccia

23:30 Chiusura festa, Fuochi d’artificio

Durante la serata:

– esibizioni di danze orientali con la maestra Helena e di hip hop con la maestra Mary Neri, scuola Stile Danza e Fitness Center;

– show di Burlesque con Agnes V. Julie

 

Compie 80 anni, domani 20 agosto, Enrico Rava, sicuramente il jazzista italiano più conosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Annunciata per il 6 settembre, l’uscita del suo nuovo albumper ECM, intitolato “Roma” e registrato dal vivo lo scorso novembre con Joe Lovano, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, Enrico Rava è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni.

La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggentesempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Nella sua lunga carriera, Rava ha collaborato, non solo con i più grandi jazzisti mondiali, ma anche con personaggi di caratura come Andrea Camilleri, Michelangelo Pistoletto, Francesco Tullio Altane Bernardo Bertolucci.

 I festeggiamenti per l’ottantesimo compleannodi Enrico Rava sono cominciati ad aprile, con l’inizio del tour mondiale  Enrico Rava 80th Anniversary – Special Edition che toccherà, oltre l’Italia, anche gli Stati Uniti e l’Argentinain autunno, paesi dove Rava ha vissuto diversi anni alla fine degli anni ‘60. In questo tour, Rava ha voluto raggruppare i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni, per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna e interpretare nuove composizioni scritte per questa occasione.

Dopo aver conquistato con questo tour le platee di tutta Europa e i principali Festival Jazz italiani, Enrico Ravasarà nuovamente in concertoad agosto, anche con altre formazioni, il 24 agosto a Geadara (PU), il 27 Eilat in Israele; a settembre, il 15 ad Alghero (SS), il 25 a Pisa; a ottobre, il 10 a Ingolstadt in Germania, il 20 a Soriano (VT), il 31 ottobrel’1 e il 2 novembre a New York per i 50 anni di Ecm, il 5 novembre a Milano, dal 15 al 17 novembre in Argentina, il 22 novembrein Belgio, il 4 dicembre a Bari e il 10 dicembre a Roma.

 Il nuovo album “Romadocumenta l’incontro tra il decano del jazz, Enrico Rava e Joe Lovano, magistrale sax tenore statunitense dalle origini siciliane, in occasione del loro penultimo concerto del tour europeo, avvenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel novembre 2018. Qui, Rava e Lovano hanno alle spalle un vivace quintetto che comprende il pianista Giovanni Guidi, il batterista Gerard Cleaver, e il bassista Dezron Douglas (al suo esordio per ECM). L’album “Roma” suggella il rapporto con ECM, con cui Rava collabora e incide dal 1975.

 Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico Rava apparve, dapprima sulla scena italiana e poi in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbierie Steve Lacy, con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sudafricani Johnny Dyani e Louis Moholo.

Poi venne il lungo soggiorno a New York dove incontrò e collaborò con artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Negli anni settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera, da lui rivisitata in due splendidi album e quello con il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati, etc., e le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Cecil Taylor, Miroslav Vitous, Philip Caterine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, John Abercrombie, Joe Lovano.

Enrico Rava, ha pubblicato anche due libri autobiografici: “Note Necessarie. Come un’autobiografia” in collaborazione con il giornalista Alberto Riva, edito da Minimum Fax nel 2004 e “Incontri con musicisti straordinari. La storia del mio jazz”, pubblicato nel 2011 da Feltrinelli. Infine, è del 2015 il film documentario“Enrico Rava. Note Necessarie” della regista Monica Affatato.

 Nel 2019 Enrico Rava è  stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. L’Onorificenza italiana si aggiunge ad altre ricevute negli anni passati all’estero. Infatti, Enrico Rava è stato nominato anche Chevalier des Arts et des Lettresdal Ministero della Cultura francese e Doctor in Music Honoris Causaalla Barkleee School of Music di Boston. Inoltre, è cittadino onorariodella città di Atlanta in Georgia.

 

Bella l’estate, bello lo svago, belle le festività. Ma mentre in tanti si sono divertiti sulle spiagge dell’agrigentino e negli agriturismo dell’hinterland, c’e chi ha lavorato per la collettività.

E così dopo le dichiarazioni di compiacimento del sindaco circa l’efficienze a la celerità con la quale sono stati ripristinati i luoghi, viene da lodare  il lavoro impeccabile degli operatori ecologici della Iseda che non solo hanno lavorato alacremente nel giorno di ferragosto ritirando la spazzatura sin dalle prime ore del mattino, non lasciando dunque i cittadini con la spazzatura davanti le proprie abitazioni in un giorno di festa, ma sono stati in grado di riportare allo stato di decoro e pulizia i luoghi nel post festività, dimostrando quanto ben  organizzato ed efficiente sia il lavoro svolto con competenza ed abnegazione, al servizio della collettività.

Ci piace sottolineare come un servizio del genere possa costituire un fiore all’occhiello per la città e che l’esempio di efficienza consumatosi in queste ore piene di eccessi, possa essere applicato anche ad altri ambiti, non ancora così ben organizzati.

 

Simona Stammelluti