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A Petralia Sottana, in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato un agrigentino di 37 anni. Si tratta di Fabio Bellanca, residente a Joppolo Giancaxio. L’uomo è indagato di estorsione perché, tra giugno ed agosto, avrebbe indotto una donna di 57 anni a versare denaro su vaglia postali e ricariche su postepay per circa 30mila euro. La stessa donna ha presentato denuncia ai Carabinieri perché esasperata dalle sempre più pressanti richieste di denaro ricevute dall’uomo, con relative minacce tanto da indurla a temere per la propria incolumità. Più nel dettaglio, Fabio Bellanca, con cui la donna ha inizialmente intrapreso un normale rapporto amichevole, avrebbe costretto la malcapitata a versare, attraverso 77 vaglia postali, la somma di 23.910 euro e ad effettuare in suo favore 22 ricariche postepay, pari a circa 2.736 euro. Il 37enne è recluso nel carcere “Burrafato” a Termini Imerese, ed è assistito dall’avvocato Daniele Re.

A Favara, domenica prossima, 2 settembre, si svolgerà il Trofeo Podistico “Città di Favara” 2018. L’associazione A.E.L, che raggruppa numerosi ferrovieri agrigentini, parteciperà con una propria squadra alla 16esima prova Gran Prix Interprovinciale Agrigento-Caltanissetta-Enna Senior /Master 2018. L’appuntamento è alle ore 8 in Piazza Cavour. Sarà assegnato il premio AEL – Stazione di Agrigento Centrale in memoria dei ferrovieri Antonio, Enzo e Luigi caduti sul lavoro, unitamente ad altri colleghi scomparsi recentemente.

 
 
 

Successo dei due eventi organizzati da MardiLibri di Portoferraio e dal Borgo degli Artisti di Capoliveri

Isola d’Elba, l’appello del sociologo Francesco Pira:

“Guerra alle Fake News, una piaga globale”

Il professore dell’Università di Messina ha partecipato a due presentazioni del suo ultimo libro GIORNALISMI

scritto con Andrea Altinier.  Molta interazione con le persone presenti anche straniere sul tema di grande attualità

 

La soddisfazione più grande avere tra il pubblico due simpatici turisti tedeschi che studiano italiano. Mi hanno chiesto la dedica sul libro per la loro insegnante della nostra lingua. Erano certi di fare un regalo utile”.  E’ soddisfatto il sociologo e docente universitario Francesco Pira al termine della due giorni all’Isola d’Elba per presentare la sua ultima opera di estrema attualità

 

Francesco Pira, professore di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina è tornato con grande gioia all’Isola d’Elba per presentare  a Portoferraio pressoMardiLibri lunedì 27 agosto  e a Capoliveri martedì 28 agosto 2018 ,  il libro, recensito anche da testate straniere, scritto a quattro mani con Andrea Altinier, “GIORNALISMI – La difficile convivenza con Fake News e Misiformation” (LibreriaUniversitaria.it pagg 152 euro 12,90).

Gli eventi sono organizzati dalla nota libreria elbana e dal Borgo degli Artisti con il Patrocinio del Comune di Capoliveri . Ha conversato nel corso dei due eventi con le giornaliste Antonella Danesi e Lucia Soppelsa.

“La guerra alle Fake news è un fatto di civiltà. Anche nel nostro Paese la disinformazione dilaga. Dobbiamo combattere – ha detto con molta convinzione il sociologo della comunicazione – questa piaga mondiale che ha una forte incidenza sulla vita politica, sociale, economica. L’impegno deve essere massimo ogni giorno. Dobbiamo recuperare il nostro diritto dovere di cittadinanza. Un uso consapevole delle nuove tecnologie è la chiave per vincere questa guerra”.

Dal pubblico in entrambi gli eventi la domanda d’obbligo è: perché lo Stato non emana una legge per bloccare il fenomeno? La risposta del docente universitario è secca e puntuale: “Il buon giornalismo può vincere sulle Fake News, il giornalismo d’inchiesta , quello di qualità. E poi bisogna lavorare molto sulla formazione e sull’educazione all’uso dei media e per i più giovani anche alle emozioni. Difficile far passare il messaggio – sottolinea Pira – quando negli Stati Uniti il Presidente Trump via Twitter ha annunciato una battaglia contro il motore di ricerca Google che a suo parere trucca i risultati di ricerca”.

Secondo il professor Pira le fake news hanno alcune peculiarità che le rendono uno strumento molto potente. Il libro ricerca individua un esagono per rappresentare la forza di questo fenomeno: appeal viralità, velocità, crossmedialità, flusso e forza.

Alla domanda rivolto dal pubblico e dalle due giornaliste che hanno conversato con l’autore Pira, Antonella Danesi e Lucia Soppelsa, se si può comunque essere ottimisti il sociologo ha risposto: “Le guerre che si combattono per una giusta causa possono sempre dare dei risultati. Ma dobbiamo recuperare soprattutto il rispetto per l’altro. Troppo odio sul web, troppa violenza. I social possono essere un grande strumento di divulgazione e sono diventati dei luoghi virtuali di vetrinizzazione e scontro, dove si consumano ogni giorno cannibalismi mediatici”.

 

Operatori ecologici Iseda e Sea impegnati periodicamente per bonificare interi quartieri e strade ormai “meta” degli incivili.

 

E’ un lavoro incessante quello che svolgono gli operatori ecologici di Iseda e Sea, impegnati quotidianamente, oltre che nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti differenziati, nella bonifica di intere aree di territorio urbano e periferico ormai preda di incivili che hanno scelto di non fare il porta a porta e di non pagare la Tari.
Gli operai Iseda e Sea, devono fronteggiare l’abbandono indiscriminato di rifiuti in zone assolutamente centrali del tessuto urbano di Agrigento dove vengono lasciati sacchetti di spazzatura contenenti rifiuti di ogni tipo. Le bonifiche riguardano, ormai ciclicamente, via Acrone, la via Petrarca e via Toniolo nella zona del campo sportivo, la parte a valle della via Gioieni, la via Manzoni, via Europa nei pressi della Villa del sole ma anche la via Crispi, piazza Ravanusella e la via don Sturzo.
Gli incivili si sono comunque appropriati anche di intere aree periferiche dove vengono lanciati sacchetti di rifiuti dalle auto, come accade a Fondacazzo e lungo tutta la strada che conduce a Porto Empedocle, lungo via Rocco Serafina e via Farag a Cannatello, nel quartiere Cugno Vela di Villaseta, la passeggiata del Caos che conduce alla Casa di Pirandello, l’eliporto di San Leone e Maddalusa. “E’ veramente una cosa vergognosa – ribadisce l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – che ci sia gente che continuamente e senza alcun rispetto per il bene comune, continui a lasciare i rifiuti dove ritiene più opportuno. Noi facciamo il nostro lavoro ogni giorno e questo la gente lo vede con i propri occhi ma possiamo ben poco contro l’inciviltà di pochi a danno di molti. Chi non fa il porta a porta molto spesso non paga la Tari e anche questo è, ovviamente un danno per l’intera collettività e una beffa per chi rispetta le regole e paga le tasse”.

A Porto Empedocle, domani, giovedì 30 agosto, nei locali della Torre Carlo Quinto, su iniziativa del Sil Sindacato italiano librai, in collaborazione con il Comune, alle ore 18:30, sarà presentato il libro “San Calogero, il Santo Nero”, di Eduardo Cicala e Peppe Cumbo. Alla manifestazione, compresa negli eventi dell’Estate Empedoclina, interverranno Eduardo Cicala, Alessandro Accurso Tagano, e l’assessore alla Cultura Stefania La Porta.

Consegnati i lavori per l’allargamento e la bitumatura della strada che, costeggiando la ferrovia, condurrà da Via Suor Cecilia Basarocco in c.da Roveto. “È  con grande soddisfazione che diamo il via all’ultima opera finanziata con i fondi Anas – dichiara il sindaco Emilio Messana. Durante questo mandato amministrativo siamo riusciti ad appaltare tutti i lavori che al nostro insediamento abbiamo programmato con quei fondi: il prospetto della Fondazione Sciascia, i marciapiedi del Viale della Vittoria, la strada del Raffo, la piazza Barona, l’atrio del Castello Chiaramontano, i muri del parco Filippo Villa, la separazione dell’area della piscina e il rifacimento di parte della pavimentazione, il campetto Fra’ Diego La Matina, lo stadio Mantia, l’ìluminazione con impianto fotovoltaico di un tratto della zona industriale, la piazza Crispi e la via Vittorio Emanuele davanti al Municipio e al Teatro Comunale. Nella progettazione delle diverse opere abbiamo coinvolto tutti i professionisti locali e l’ufficio tecnico. La strada che costeggia la ferrovia servira una zona residenziale e contribuirà ad alleggerire il traffico sulla circonvallazione.” L’impresa che eseguirà i lavori è la CS Costruzioni srl di Mussomeli, rup, progettista e direttore dei lavori l’ing. Francesco Puma.

Su disposizione del Ministero dell’Interno – Servizio Polizia Stradale, dal 24 al 27 agosto si è svolta in tutta Italia un’operazione a contrasto del mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini a bordo dei veicoli nell’ambito della campagna “Bimbi sicuri in auto”, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Salute, e le società ed associazioni scientifiche pediatriche. Anche la Polizia Stradale di Agrigento, con i Distaccamenti di Canicattì e Sciacca, ha partecipato all’operazione, accertando in 4 giorni ben 43 violazioni dell’articolo 172 del codice della strada, sanzionando sia conducenti che passeggeri senza cinture, oltre ad un paio di genitori che non hanno provveduto a sistemare i propri figli a bordo del veicolo negli specifici sistemi di ritenuta. Durante il servizio sono state accertate complessivamente 78 infrazioni, ritirate 6 patenti di guida e 4 carte di circolazione, e decurtati 212 punti dalla patente.

Pochi giorni addietro, allarmati non solo da quanto di tragico accaduto recentemente a Genova ma anche dalle reiterate e documentate richieste di intervento da parte dell’associazione MareAmico di Claudio Lombardo, i tecnici dell’Anas hanno compiuto un sopralluogo sul viadotto “Salsetto”, lungo la statale 115, tra contrada Ciuccafa e l’Hotel Africa. La condizione del ponte solleva preoccupazione perché, tra l’altro, nella strada sottostante al viadotto, che non è trafficata, vi sono calcinacci, pietre e pezzi d’intonaco con ferro arrugginito che, verosimilmente, si sono distaccati dal ponte soprastante. Ebbene, al mattino di oggi l’Anas ha provveduto alla chiusura parziale al transito del viadotto “Salsetto” per indifferibili opere di manutenzione.

Galleria foto: https://drive.google.com/open?id=1SXpOmQ56cljFD7j9uEvReqMOE7dqow-9

Deferiti alla Magistratura agrigentina cinque soggetti, tutti residenti a Favara, per le ipotesi di reato di ricettazione di fauna selvatica appartenente allo Stato e di maltrattamento di animali; sequestrati 29 esemplari di Cardellino, reimmessi in natura a seguito di vista medica del
Dirigente Veterinario dell’ASP. All’operazione di polizia giudiziaria ambientale hanno
partecipato le Guardie Giurate zoofile e venatorie del WWF Sicilia, che avevano avviato precedenti indagini per individuare i commercianti abusivi di fauna protetta

Nella mattina dello scorso 15 agosto a Favara (Agrigento) è stata condotta un’importante operazione di polizia giudiziaria ambientale da parte dei Carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo e Agrigento – Nucleo CITES e delle Guardie Giurate zoofile e venatorie del WWF Sicilia, che ha avuto come finalità la tutela del patrimonio faunistico, qualificato dalla legge come bene indisponibile dello Stato.

In occasione della tradizionale “Fiera dell’agricoltura” che ogni anno si tiene a ferragosto nella cittadina, i militari dell’Arma e le Guardie WWF hanno scoperto ben cinque postazioni abusive, tutte presidiate da altrettanti soggetti successivamente identificati e denunciati a piede libero, ove si offrivano in vendita diversi esemplari di avifauna selvatica protetta, rinchiusi in gabbiette piccole o comunque in condizioni di grave sovraffollamento. Attorno a queste postazioni le Guardie WWF notavano un insolito concentramento di passanti che si fermavano presso le gabbie (alcune seminascoste dalle bancarelle, altre poste sui marciapiedi o sulle automobili), piene di uccellini; alcuni passanti, incuriositi, si fermavano per guardarli e per conoscere il prezzo dei poveri uccelli che si dibattevano tra le sbarre nel tentativo di scappare. Quindi è scattato immediatamente il blitz con il sequestro degli uccelli, tutti appartenenti alla specie “Cardellino” (Carduelis carduelis), un fringillide del quale è rigorosamente vietata la cattura e la detenzione in quanto specie tutelata sia a livello nazionale che internazionale.

Grazie al pronto intervento dei Carabinieri Forestali e delle Guardie WWF, è stato così stroncato un vero e proprio mercato clandestino di uccelli protetti che, verosimilmente, erano stati catturati illecitamente nei giorni precedenti dai bracconieri attraverso attività vietate di uccellagione e prelievo in danno del patrimonio pubblico statale. Dagli elementi raccolti in precedenti indagini effettuate nel corso delle edizioni degli anni scorsi della Fiera di Favara, le Guardie WWF ritengono che l’operazione abbia permesso di stroncare un grave sistema organizzato e strutturato che prevedeva un florido commercio abusivo di animali protetti. Questo crudele commercio, infatti, avrebbe fruttato considerevoli introiti ai venditori: è noto che gli esemplari più giovani o di recente cattura (cosiddetti “presicci”) vengono venduti per alcune decine di euro, ma per gli esemplari adulti e più “pregiati” si può arrivare anche a centinaia o migliaia di euro.

Al termine dell’operazione i 29 cardellini sequestrati dall’Arma, dopo l’esame clinico da parte del Dirigente Veterinario del Servizio sanità animale dell’ASP di Agrigento, sono stati reimmessi in natura in un luogo idoneo, d’intesa con l’Autorità giudiziaria che ne ha autorizzato la liberazione. A carico dei 5 favaresi denunciati sono state contestate le ipotesi di reato di cui agli articoli 648 (ricettazione di cose provenienti da delitto, punito con la reclusione fino ad otto anni e la multa fino a 10.329 euro) e 727 (detenzione di animali in condizioni incompatibili, punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda fino a 10.000 euro) del Codice penale.

“L’uccellagione, ossia la cattura di uccelli vivi con reti e trappole, è purtroppo una pratica diffusissima in tutta la Sicilia – spiega Ennio Bonfanti, coordinatore regionale delle Guardie giurate WWF – ed è la fonte di rifornimento di questi “mercanti” di fauna. Di solito vengono utilizzate grosse reti sistemate sul terreno, vicino una pozza d’acqua, e circondate dai richiami (altri cardellini rinchiusi in gabbiette) i quali, con i loro canti, attirano altri uccelli che per abbeverarsi finiscono in trappola. Sono soprattutto i cardellini ad essere sottratti al loro naturale stato di libertà mediante tali delittuose azioni di uccellagione, perché ricercati dai cosiddetti “appassionati” (allevatori e collezionisti) per la bellezza del variopinto piumaggio e per il melodioso canto. Altri metodi illegali di cattura prevedono l’uso di trappole o bacchette intrise di colla dove gli uccellini rimangono invischiati; con tutti questi sistemi vengono presi anche centinaia di uccelli al giorno, per un giro d’affari di notevoli dimensioni. I cardellini e tutti gli altri uccelli canori selvatici – conclude Bonfanti – rientrano tra le specie protette dalla normativa statale e comunitaria sulla tutela della fauna, per cui la loro cattura, detenzione o commercio costituisce reato”.

Il WWF esprime vivo apprezzamento per l’ottima azione condotta dai Carabinieri del Centro Anticrimine Natura – Nucleo CITES, i cui uomini si sono prodigati non poco per salvare questi animali ed affermare la legalità. L’operazione della Fiera di Favara rientra tra le attività previste nell’accordo siglato nel marzo 2017 tra WWF Italia e Arma dei Carabinieri, con cui si impegnano per una reciproca attività di collaborazione nella realizzazione di progetti, studi, ricerche sulla fauna e sull’ambiente, per la diffusione della legalità ambientale e per la lotta agli ecoreati. Per non alimentare il bracconaggio e la distruzione del patrimonio faunistico, le Guardie WWF invitano la cittadinanza a non acquistare cardellini od altri uccelli selvatici e li incoraggia a segnalare casi di vendita o detenzione di uccelli protetti alle Forze dell’Ordine o direttamente al WWF, via email all’indirizzo guardiewwf-sicilia@wwf.it.