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Girgenti Acque comunica che, considerata l’Ordinanza Sindacale n. 11 del 24 febbraio 2017, con la quale viene revocata l’Ordinanza n. 1 del 20/01/2017, si ripristina l’utilizzo dell’acqua ad uso potabile nel Comune di Montevago.
Si rileva che il Gestore in data 21/02/2017 ha comunicato, agli Enti preposti, che i campioni d’acqua prelevati ed analizzati avevano evidenziato parametri conformi al D.lgs. 31/01, chiedendo già in quella data la revoca dell’Ordinanza n.1 del 20/01/2017.

C’è tempo fino al 12 marzo per raggiungere la Sicilia, più precisamente nella suggestiva cornice del l’ex Collegio dei Filippini di Agrigento, e godere di una mostra che conta di venticinque tele “I colori della mia vita” di Francesco Toraldo, pittore calabrese che da molti anni vive in Sicilia.
Francesco è avviato dal genitore ai primi rudimenti dell’arte. Nella sua pittura vi sono alcuni fondamentali insegnamenti, e non solo i cromatismi della pittura Fauve, che appare qui subito come primo e ovvio riferimento stilistico, ma anche gli approfondimenti visivi dell’Espressionismo tedesco del primo dopoguerra.
(Se con l’impressionismo il problema era ancora quello della visione, seppure una visione condizionata dalle regole della percezione, con l’espressionismo tutto cambia, un dettaglio può corrispondere all’insieme, le gerarchie e le proporzioni non sono più rispettate, i colori sono antinaturalistici, la realtà oggettiva non esiste ma esiste soltanto il modo interiore. Una nuova idea, moderna, di complessità che investe anche le altre arti, dal cinema alla letteratura, dal teatro alla musica.)
La sua passione per la musica jazz è un tema ricorrente nelle sue opere. Nel 2008 comincia ad occuparsi di nuove tematiche sportive (come il basket, lo sci, il tennis, il surf, la vela), che arricchiscono l’opera di Toraldo. Sono diverse le sue collaborazioni con gallerie d’arte italiane ed estere. La sua opera è essa stessa la panacea e la sublimazione dei suoi tumulti interiori. Ma è soprattutto l’incontro con Rosanna, sua attuale compagna, ad avergli suggerito nuove linee prospettiche che animano di una luce nuova la sua vita, mentre l’artista matura la decisione di risiedere stabilmente in Sicilia ad Agrigento.
“Amore istintivo per una figurazione forte e calibrata. Le capacità espressive di Francesco Toraldo si effondono nelle sue opere con gli effetti vibrati di colori primari e pur movimentato da larghe campiture, elemento che costituisce la costante di un linguaggio poetico di grande densità e di un’enunciazione narrativa nitida e sintetica”; scrive di Toraldo e della sua tecnica pittorica Vittorio Sgarbi in una sua recensione.

La gestualità di Toraldo agisce con forti colpi di spatola praticando giochi di contrappunto cromatico, che si risolvono in rapporti di limpida purezza fra le masse di colore, nelle raffigurazioni di suonatori di jazz, di corpi femminili nudi, hanno l’essenzialità e l’immediatezza segnica di una pittura che sembra nascere direttamente dal colore, senza la necessità di un disegno preparatorio.
Interiorità, colore, echi musicali viaggiano ad unisono nelle tele dell’artista attraverso vele tormentate dal vento, mari tempestosi, cavalli che galoppano…

Originalità, colori accesi, accentuati e brillanti. La ricerca di nuove forme, il movimento e il pathos. Un linguaggio a confine con la pittura classica neoromantica che si immerge nella riflessione sull’uomo.
Al centro non c’è l’uomo in generale, ma l’Io: l’uomo singolo che osserva e interpreta la realtà a suo modo, manifestando le proprie pulsioni interiori, l’alienazione delle città, per esempio, ma anche l’idillio naturale del paesaggio incontaminato. Il corpo umano, il nudo, i ritratti sono soggetti affrontati stravolgendo la visione accademica consolidata, una rivoluzione paragonabile a quella dei Fauves francesi, in cui il colore non ricerca armonie tonali o resa oggettiva del reale, ma è segno di qualcosa di più profondo.
Toraldo ‘espressionista’ è del tutto attuale, oggi più che mai, nelle sue opere, in un momento storico di grandi capovolgimenti sociali e con l’imporsi di una cultura di massa che schiaccia il singolo individuo, l’artista trova rifugio nell’individualismo, nell’espressione libera, ricercando i valori autentici e primordiali nella natura e nell’indagine interiore.

Una mostra che l’artista dedica agli agrigentini: “Questa mostra è stata preparata appositamente per la Città di Agrigento. Ha i colori della sicilianità. Quelli che mi hanno incantato sin da ragazzo, quando ho conosciuto questa terra nobile e generosa.  Colori che adesso, che abito qui, continuano ad essere tutta la mia vita, specie il giallo e il rosso che in qualunque forma mi attraggono più degli altri, per ragioni a me stesso piuttosto misteriose”.

Una occasione unica ad Agrigento, all’interno di un museo che è unico nel suo genere, in mostra Francesco Toraldo al Collegio dei Filippini, in via Atenea, ad Agrigento dal lunedi al sabato dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 17,30 sino al 18 marzo.

“L’eredità dello zio buonanima” divertente commedia al Teatro San Francesco di Favara-
Sabato 25 febbraio 2017- ore 21.00
Continua a mietere successo e applausi “RASSEGNAti”, la prima rassegna teatrale creata dalla Cioppy Group Events. A calcare il palcoscenico del Teatro San Francesco di Favara, sabato 25 febbraio a partire dalle ore 21.00, sarà la volta del Collettivo “Piccolo Teatro” Città di Aragona, con la commedia “L’eredità dello zio buonanima”. La compagnia teatrale aragonese, costituitosi nel 1986, ha portato sulle scene diversi lavori teatrali che portano la firma di Nino Martoglio, Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo, Eduardo Scarpetta, Antonino Russo Giusti, Hannequin ed altri. Tali lavori hanno tenuto presente come tematica la Sicilia con i suoi tratti umani e culturali più significativi e caratterizzanti, una Sicilia rappresentata come metafora del mondo. Le attività del “Piccolo Teatro” hanno toccato le scene non solo locali e provinciali, ma anche quelle internazionali: l’ultimo lavoro rappresentato in Belgio, nel dicembre 2016, è stato un percorso storico-letterario sulle miniere e sui carusi, con l’opera “Ciaula e la luna”.
“L’eredità dello zio buonanima”, brillante commedia in tre atti di Antonino Russo Giusti- per la regia di Federico Marotta, ci presenta una Sicilia schietta, fatta di personaggi veri, reali e semplici, ma soprattutto vittime della miseria e del bisogno. L’azione scenica si sviluppa sulle vicende di vita di Antonio Favazza, modesto sensale con moglie e figli da sfamare, con un oneroso affitto da pagare, il quale subisce improvvisamente un radicale sconvolgimento per la morte di uno zio canonico, ricco proprietario di palazzi e terreni, che lo dichiara erede universale. Questa inaspettata notizia può finalmente porre fine alla miseria della famiglia Favazza e può alimentare sogni e speranze. Ma a contrastare questa felicità intervengono i cugini Mariantonia e Santo, pronti a mettere a tutti costi le mani su questo ricco bottino ereditario. La vicenda si evolve in una serie di contingenze comiche ed umoristiche, che disilludono il povero erede universale e gli lasciano solo “gli occhi per piangere”. Tutto sembra precipitare quanto arriva la Provvidenza per un finale tutto da scoprire. Come finirà per il povero Antonio Favazza e la sua famiglia…? Per scoprirlo non vi resta che essere presenti sabato 25 febbraio alle ore 21.00 al Teatro San Francesco. Servizio navetta disponibile; locale riscaldato. Prezzo del biglietto euro 6,00. Per maggiori dettagli chiamare i numeri 3289514586 oppure 3282847828.

Proseguiamo il nostro “Viaggio in Sicilia” alla ricerca delle impressioni sul Sud Italia riferite da viaggiatori molto “speciali” nei loro ‘cahiers de voyage’, riportando quelle sulla Sicilia del giornalista e scrittore Carmelo Pagano, originario di Pachino, che le affida all’opera “Le Ricette di ieri e di oggi”, (dopo la terza edizione della guida “Sicilia da Gustare”, realizzata girando per tutta la Trinacria).
Il libro è particolarmente interessante in quanto concepito come una sequenza di impressioni e di immagini, di gusto, una visione oleografica attraverso le descrizioni dei piatti e le immagini fotografiche, un volume di gastronomia siciliana che esordisce così:
«Pagatemi queste righe a peso d’oro, non per la loro straordinaria bellezza ma perché io stesso le devo pagare così care. Se stimo ogni piccola stella dieci centesimi e un centesimo ogni profondo mormorio del mare, dieci lire il fuocherello rosso sulla cima dell’Etna e mezza lira ogni ora dell’aria balsamica – come vedete, non tengo conto né dei riflessi del mare, né delle palme, né del vecchio castello, e nemmeno del teatro greco che di notte non ha niente con cui attirare l’attenzione – allora, veramente ne vale la pena e sia lodato Dio che mi ha mandato in questa parte del mondo» (K.Capek)


Il giornalista Pagano, come il collega ceco (appena citato), fa un ‘diario’ di viaggio, nonché una elegante e completa raccolta di ricette proposte e interpretate dai migliori chef dei ristoranti siciliani. Un viaggio nella Sicilia del gusto, delle eccellenze enogastronomiche e delle tradizioni culinarie, scritto anche per i “non addetti ai lavori”, motivo per cui il volume è corredato di un glossario che chiarisce i termini tecnici del linguaggio degli chef e centri l’attenzione sui prodotti tipici e sulle materie prime che ricorrono spesso nelle preparazioni.
Percorsi siciliani di cultura, natura e gastronomia: la cucina sembra quasi il pretesto alla base del libro … La cucina non è un luogo dove si prepara il cibo, o meglio, non solo … Come nasce l’interesse per la cucina.
“Sono per natura un curioso” – risponde l’autore, “amo quello che faccio! Non è mai monotono, viaggiare in lungo e in largo per scoprire posti sempre nuovi, tutti diversi, conoscere la cultura di quei luoghi, anche, attraverso la loro tradizione culinaria. La Sicilia è una regione estremamente ricca, ‘un giardino in mezzo al mare’, come recita il testo di una famosa canzone dialettale siciliana, o meglio, un giardino al centro del mare di mezzo (il Mediterraneo), che tocca con le sue acque le rive di Europa, Africa e Asia. Per secoli, è stata luogo d’incontro, e di scontro, di popoli, crocevia di scambi commerciali e di culture lontane, terra di dominazioni che si sono alternate, lasciandole in eredità conoscenze, contaminazioni linguistiche e usi, le cui tracce sono chiaramente individuabili nel modo in cui, ancora oggi, si vive, si parla e ci si accosta al cibo. La Sicilia è come un piccolo continente dove storia, arte e cultura sono figlie di una fruttuosa e ininterrotta commistione tra gli elementi autoctoni e i contributi delle civiltà che ne sono venute a contatto, poi metabolizzati e fatti propri dagli isolani. Retaggio di questa grande ricettività, acquisita un po’ per amore, un po’ per necessità, è la grande apertura dei Siciliani all’ospitalità, alla conoscenza del nuovo e alla condivisione.”
Sei venuto a contatto con diverse realtà siciliane quindi altrettante gastronomie, ognuna differente dall’altra. Se dovessi sintetizzare, come era il cibo ieri e come si presenta oggi …
“Ieri, la gastronomia era, per lo più, costituita da una cucina povera, basata su ciò che la terra e il mare potevano offrire, ma senza trascurare mai i fattori di gusto o nutritivi. Quando non si poteva comprare formaggio da grattugiare sulla pasta, perché troppo caro, lo si sostituiva degnamente con la mollica ‘atturrata’, cioè il pan grattato tostato che condisce la celebre pasta con le sarde. Oppure, quando non c’era disponibilità di carne, si preparava una succulenta parmigiana con le melanzane dell’orto. A questa cucina, in cui si ovviava con creatività alla scarsità di materie prime, si contrapponeva quella aristocratica ed opulenta dei Monsù, che attingeva a piene mani da un territorio prodigo di varietà gastronomiche.
L’universo culinario in Sicilia, oggi, affonda le sue radici in queste due realtà socialmente ed economicamente distanti tra loro. Ne fanno parte i cibi di strada, la cucina rustica, quella barocca – in cui i sapori esplodono tutti insieme sorprendendo il palato – e quella gourmet, raffinata e resa sempre più preziosa dal talento degli chef”.

Ogni ricetta racchiude una storia, un contributo di idee e di conoscenze, e nasce dai ricordi e dalle esperienze di vita degli chef. Protagonisti principali di un settore che ai profani può apparire inaccessibile e carico di mistero, hanno concesso l’accesso alle grandi cucine e svelato alcuni di quei segreti che rendono un piatto indimenticabile. Parlaci dell’iter che, insieme ai ristoratori ed agli chef, ti ha portato alla costruzione del volume, delle motivazioni e a chi dedichi questo volume.
Queste pagine sono il frutto di una ricerca durata più di un anno di viaggio per la Sicilia e per le sue isole minori, e di un attento lavoro di cernita e sistemazione del materiale raccolto. Nasce l’idea del volume, quasi contemporaneamente, alla messa in onda, su video mediterraneo, su sky (canale823), e sat sicilia ed alcune emittenti regionali, ma visibili anche in altre regioni italiane, di una serie di puntate, in cui io presentavo degli chef conosciuti (molti presenti nel libro), che cucinavano in diretta ricette siciliane e stagionali (a secondo della materia prima che il piatto presupponeva). Il primo vero motivo, per me e per gli addetti ai lavori (ristoratori e chef), che ha favorito la collaborazione, prima, e la pubblicazione, poi, è la volontà comune di dare dignità alle ricette. Potrei dire che attraverso il libro, (a differenza della guida dove davo più rilevanza alle strutture), l’accento cade sugli chef, che vedono così cristallizzate le loro ricette all’interno della cultura gastronomica siciliana odierna. E infine, ma non per importanza, questa pubblicazione può essere una traccia dell’esperienza provata a tavola, di conseguenza acquistata come un souvenir di viaggio, che il turista può portare con sé nel viaggio di ritorno dalla Sicilia. Dedico queste pagine, anzitutto, agli chef, ambasciatori del gusto e delle tradizioni siciliane, e agli amanti della buona cucina, espressione autentica dell’anima di un territorio, ed ai turisti dell’isola.
Una tradizione gastronomica ricchissima e varia, un’isola da scoprire ogni giorno, quando un amico ci dice che vuole conoscere un pezzo di Sicilia, proviamo un sincero imbarazzo nello scoprire di non saper da dove cominciare” cito una frase del tuo libro.
Ho scelto tenendo conto della particolarità dei piatti tra 59 luoghi di gusto, in base a ciò che più mi ha impressionato e che, nonostante le variazioni, mantiene un legame con la storia. Vedi ad es. la caponata ‘leggera’… tra i ristoranti voglio citarne uno, l’unico ad essere fuori dall’isola, anche se lo chef è siciliano di Catania, Massimo Riccioli, forte degli insegnamenti familiari e della sua lunga esperienza internazionale, dirige il locale dal 1981. la Rosetta, così si chiama il suo Ristorante Oyster Bar (al centro di Roma, vicino al Pantheon, via della Rosetta 8). Curioso è nella storia del luogo che sia il locale a dare il nome alla strada, quando solitamente avviene il contrario, questo a testimoniare che il ristorante è storico e di rilievo, (anche premiato come migliore ristorante di pesce nell’ultima guida 2016 del Gambero Rosso).
Le ricette spaziano dalla varietà dei ventidue antipasti – a volte leggeri e stuzzicanti, come le crudità di pesce, a volte sostanziosi e consistenti, – alle molteplici declinazioni di pasta, spesso preparate con farine di grani siciliani antichi, fino ad arrivare alla carrellata di dolci che ricomprende le tradizionali ‘mpanatigghie e l’innovativo tartufo dolce di fagiolo cosaruciaru, passando attraverso i trentanove secondi di carne e di pesce. Il piatto che preferisci, e quello che più hai apprezzato, tra quelli riportati in “Le Ricette di ieri e di oggi”.
“Sono una buona forchetta, -ci confessa l’autore sorridendo- “magio di tutto! Del libro invece sceglierei la focaccia di Modica, che non è un piatto gourmet, ma della tradizione siciliana da sempre.”
Tutte testimonianze di una cucina vissuta, sentita ed interpretata con amore e passione. Perché sono questi gli ingredienti nascosti che fanno di ogni piatto, al di là del valore conferito dalla qualità delle materie prime e dalla tecnica di esecuzione, qualcosa di unico ed irripetibile. L’amore e la passione.
La mia benzina è l’entusiasmo, ancora non riesco a vedere i ‘contro’ di questo lavoro, di questo girovagare. Più tardi partirò per Malta, dove mi aspetta un ministro, sinceramente non so neppure cosa mi proporrà, ma sono sicuro delle potenzialità di un prodotto editoriale come questo!
Progetto futuro…
Continuerò con la guida. Che potrebbe racchiudere anche un viaggio lungo quanto tutta la penisola. È uno strumento piccolo, ma molto apprezzato, se vado orgoglioso. Nella guida non c’è, volutamente, nessun tipo di giudizio o valutazione, non mi sento di farlo, ma è solo una utile fonte di informazione. Probabilmente ci sarà anche un’altra edizione del libro in questione, arricchito di altre ricette e di dettagli circa le materie prime usate dagli chef.
Ringrazio e ricordo Daniela Sammito, che mi ha collaborato coi testi, e l’architetto Rosa Cerruto, che ha ideato i bellissimi disegni che vedete in copertina.
Sicilia24h ringrazia l’autore per la disponibilità di tempo e per la dovizia di dettagli, porgendogli un sincero in bocca al lupo per il prosieguo dei suoi prossimi progetti.

Gli “short forms” organizzati dal Medex, Musée éphémère de l’exil, e da un folto numero di artisti ed amici, sono fondamentalmente degli eventi/spettacolo che si svolgono nel pieno centro di Agrigento, a due passi dalla chiesa di S. Maria dei Greci, ad es. quello di sabato scorso, durante i quali vengono create una serie di scene eterogenee per temi e/o stili di recitazione, musica… e di durata variabile.

Un tuffo, senza tempo, tra arte e intrattenimento, allestimenti e “trovate” che permettono allo spettatore di immergersi in un’atmosfera da film.

Le attività culturali, artistiche, ricreative, contribuiscono in tal modo, giorno dopo giorno, alla crescita culturale e all’integrazione dei partecipanti attraverso la compartecipazione alle esperienze culturali e ai sentimenti locali, alla costruzione integrale di un ambiente in legame dinamico con esperienze di comportamento.

L’ obiettivo di questi eventi è quello di trattare argomenti seri, attuali, mantenendo un clima leggero e sereno, attraverso, soprattutto, un menù di letture, scelte di volta in volta, di spessore e dense di senso.

Anche questo sabato, 11 febbraio ’17, è previsto un appuntamento con i ragazzi del “Medex”, ci saranno gli artisti, i ragazzi delle comunità: i migranti, ci saranno storie, e condivisione. Forse ci sarà la voce di G. Vivacqua o la teatralità di D. Moretto, forse la musica di S. Sciarratta o le letture di F. Riggio.. Forse! Perché tutto è lasciato alla casualità, “le cose accadono perché devono accadere” qualcuno ha detto, ed il Medex col velato situationnisme di molti dei ragazzi, di Daniele Manno (il leader del gruppo) per tutti, è anche questo: partecipazione volontaria e improvvisa, voglia di esserci e di fare parte del proprio tempo. Come dice Fossati “c’è tempo” per fare, per cambiare, c’è sempre “un altro giorno per ritrovarsi … in questo mare infinito di gente, … che si tende la mano”.

Una giornata piena di iniziative quella che si svolgerà venerdì 3 febbraio all’Istituto “Ambrosini” di Favara. Dalle ore 9.30 in poi, la cucina dimostrativa in dotazione allo storico istituto, vedrà gli alunni più meritevoli, aspiranti chef, cimentarsi nella preparazione di piatti ricercati sotto gli occhi attenti del raffinato e “blasonato” Chef Salvatore Gambuzza. Le brigate dei giovani cuochi saranno coordinate dai professori Filippo Fallea e Angelo Trupia.
Il pomeriggio verrà dedicato ad un evento culturale. Sarà infatti l’aula magna “G. Liotta” dell’istituto “Ambrosini” dalle ore 16 di venerdì 3 febbraio, ad ospitare la presentazione del libro “Le Ricette di ieri e di oggi”. Una cornice quanto mai azzeccata quella dello storico istituto alberghiero, diretto dalla Professoressa Milena Siracusa, che da sempre si è distinto per l’eccellenza nel settore dell’enogastronomia. Ed è proprio dell’identità gastronomica siciliana di oggi che parla il libro scritto da Carmelo Pagano e Daniela Sammito. Una sorta di “diario di bordo” gastronomico in cui i due autori hanno ricostruito un itinerario di eccellenze enogastronomiche siciliane rappresentate appieno da 59 luoghi del gusto. Il libro racchiude ricette provenienti dai ristoranti, dalle osterie e dalle pasticcerie visitate dagli stessi autori. La presentazione del libro “Le Ricette di ieri e di oggi”, moderata dalla giornalista Gianna Bozzali, sarà anche l’occasione per parlare e dibattere con gli esperti del settore che interverranno, di Sicilia e di ciò che questa meravigliosa e variegata regione può offrire sul piano turistico, imprenditoriale, ricettivo enogastronomico.


LE PAGELLE DEL MERCATO DI GENNAIO

ATALANTA –  6,5

Sicuramente dal punto di vista finanziario è la società che chiude nel modo migliore, piazzando il 22enne Gagliardini, dopo meno di un girone d’andata, all’Inter per una cifra superiore ai 25 milioni (cifra ancora da incassare) Percassi fà il vero colpo del mercato di riparazione sul fronte dei movimenti in uscita. Potenzialmente fruttifera anche la cessione di Sportiello a Firenze.

Dal punto di vista tattico e tecnico cambia ben poco per Gasperini, che continuerà a puntare sul gruppo che lo sta ben ripagando tra giovani scoperte e gli sprazzi di classe pura del “papu” Gomez, il mix che fino ad ora ha fatto dell’Atalanta la più grande sorpresa della stagione in corso.

BOLOGNA – S.V.

Mercato di solo “smaltimento” per mister Donadoni che ha già le idee molto chiare sulle potenzialità del suo gruppo ed evidentemente non ha avuto bisogno di fare richieste di rinforzi particolari al suo presidente.

CAGLIARI – 6

Porte girevoli in Sardegna : scambio di portieri in prestito con il Milan tra l’esperto Storari (difficilmente ne sentiranno la mancanza nello spogliatoio rossoblu) con l’arrivo del giovane brasiliano Gabriel, che comunque al momento non sembra scalzare l’altro Brasiliano Rafael promosso a titolare da mister Rastelli.

Nelle ultime ore di trattative si è concluso l’ennesimo ritorno “in patria” del figliol prodigo Ibarbo, operazione che sembra più “romantica” che calcisticamente utile, ma ovviamente sarà solo il campo a definire meglio le potenzialità del contributo dell’attaccante colombiano.

CROTONE – 5,5

Difficile dire se gli attaccanti semi-sconosciuti Acosty e Kotnik possano alimentare le piccole speranze di salvezza dei calabresi. L’unica cosa certa è che Palladino, uno degli eroi della promozione in serie A, saluta lo Scida e riabbraccia mister Juric al Genoa.

CHIEVO VERONA – S.V.

L’arrivo di Gakpè dal Genoa e la partenza di Floro Flores per Bari sembrano oggettivamente ininfluenti per uno gruppo che Maran gestisce alla perfezione, a fronte di una salvezza che sembra già raggiunta con ampio anticipo per la compagine del “re del pandoro” Campedelli.

EMPOLI – 6

Gilardino è passato per Empoli come una rapidissima stella cometa senza lasciare traccia, quindi difficilmente per la sua partenza per Pescara si verseranno lacrime. Quello di Saponara è invece un probabile addio dolce-amaro, il grande amore con la tifoseria si è progressivamente sgretolato ed il commiato è pieno di amarezza con tifosi traditi da quello che sembrava “il ragazzo giusto” che si lascia Empoli alle spalle raggiungendo le sponde viola dell’Arno.

Al marocchino El Kaddouri, in uscita dal Napoli, l’intrigante compito di farlo presto dimenticare.

FIORENTINA – 7

Liberati della zavorra Zarate, che torna in Premier League, sulle sponde dell’Arno arrivano Sportiello e Saponara, 2 giovani italiani con un enorme potenziale sicuramente vogliosi di rivalsa e di dimostrare che c’è ancora margine per la loro esplosione e consacrazione definitiva.

Non è chiaro se mister Sousa darà loro subito spazio, ma è indubbio che si tratti di 2 investimenti assolutamente interessanti e di prospettive promettenti, starà a loro dimostrare che è il viola il colore del loro successo.

GENOA – 6

Le sessioni di mercato del Grifone non si rivelano mai noiose, ma quando si tratta di calciomercato il non annoiarsi non sempre è garanzia di qualità.

Salutano la lanterna Pavoletti e Rincon, pilastri prima di mister Gasperini e per qualche mese anche di Juric, ed il giovane promettente Ocampos che terminerà il suo prestito dall’Olympique Marsiglia al Milan agli ordini di Montella.

In entrata giovani prospetti come Beghetto e Morosini, i rientranti Pinilla e Palladino, i giovani più “esperti” Cataldi e Hiljemark e il redivivo Taarabt. A mister Juric il compito di portar a termine la stagione in maniera dignitosa, tirando fuori da un mazzo molto variopinto le carte più vincenti.

INTER – 6,5

Gagliardini è dal punto di vista delle cifre il “botto” di questa sessione di mercato, ma rimane pur sempre un 22enne con meno di 20 presenze in serie A che ancora tutto deve dimostrare, prima di tutto di valere l’esorbitante cifra che la società ha promesso di versare nelle casse dell’Atalanta. Inoltre arriva in una rosa dove il centrocampo è già piuttosto affollato da giocatori pagati parecchio nel recente passato ancora in cerca di piena affermazione, a Pioli quindi il compito di trovare la quadratura e non scontentare nessuno.

Smaltiti Ranocchia, Melo e Jovetic, sagome che ormai non rientravano più nel cono visivo di mister Pioli.

JUVENTUS – 6,5

I pluri-campioni d’Italia investono più sul futuro (Caldara e Orsolini, e anche per loro vale il discorso fatto per Gagliardini, giovani interessanti che ancora devono dimostrare il loro effettivo valore) che sul presente, e d’altronde visti i numeri e la classifica se lo possono permettere.

Rincon arriva a rinfoltire la batteria dei centrocampisti con la sua grinta e temperamento, ma oggettivamente non si può definire un rinforzo significativo, soprattutto se si considera chi sono i compagni di reparto con cui divide gli spogliatoi dopo aver lasciato il Genoa.

LAZIO – S.V.

A questo giro la coppia Lotito-Tare resta a guardare, godendosi i frutti dell’ottimo lavoro di mister Inzaghi con una rosa che non è sembrata al momento bisognosa di ritocchi.

MILAN – 6

In attesa di un closing alla Godot (aspettando aspettando…arriverà davvero ?) il Milan cambia parzialmente i connotati del suo attacco.

Partono Luiz Adriano (un allegro separato in casa da almeno un anno) definitivamente ed il tormentato Niang che raggiunge Mazzarri al Watford, se a tempo indeterminato è ancora presto per saperlo. In entrata gli intriganti prestiti dello spagnolo Deulofeu e dell’argentino Ocampos, 2 giovani esterni d’attacco estremamente interessanti che avranno sicuramente la grande opportunità di mettersi in mostra sul palcoscenico italiano. A mister Montella ancora l’annoso compito di tirar fuori il meglio da una rosa ancora complessivamente non all’altezza.

NAPOLI – 6,5

La faccia triste di Manolo Gabbiadini trova casa a Southampton, il suo armadietto negli spogliatoi di Castel Volturno viene preso da Pavoletti che saluta con affetto Marassi e il Genoa.

Resta da capire una cosa sola : Sarri punterà sul suo nuovo bomber o all’attaccante 28enne livornese toccherà scaldare lo stesso pezzo di panchina di Gabbiadini ? Ai posteri l’ardua sentenza.

PALERMO – 5

Ancora una volta il presidente Zamparini sembra guardare più alla salute delle casse che non alla salvezza sportiva della sua squadra : cede Hiljemark al Genoa in prestito e Quaison in Germania e cambia l’ennesimo allenatore. La città di Palermo merita più rispetto.

PESCARA – 5

Anche sulle sponde abruzzesi dell’Adriatico non sembra esserci voglia di sperare in una salvezza miracolosa, se i tifosi del Delfino si aspettavano segnali incoraggianti da questa sessione di mercato, di certo saranno rimasti molto delusi alimentando una certa rassegnazione al prossimo ritorno in serie B.

Partono Aquilani, Zuparic, Manaj e Cristante, entrano Gilardino, Stendardo, Bovo, Cerri e Muntari…lecito chiedersi se possa avere un senso sperare in un finale di stagione abbastanza dignitoso.

ROMA – S.V.

I giallorossi confermano che gennaio è un mese freddo per il mercato nella capitale.

Iturbe in prestito al Toro (ormai colonia di esterni giallorossi) e sempre in prestito, dal Lione arriva il centrocampista francese Grenier.

SAMPDORIA – 5,5

Con gli arrivi di Bereszynski e Simic il presidente Ferrero vince il premio per la categoria “Chi li conosce ?”, questi difensori semi-sconosciuti saranno d’aiuto per mister Giampaolo ? Staremo a vedere.

SASSUOLO – S.V.

Aquilani difficilmente cambierà le sorti del centrocampo di Di Francesco, per il resto il presidente Squinzi è rimasto a guardare lasciando nelle mani del suo allenatore il compito di risollevare le sorti di una stagione cominciata peggio di quanto ci si poteva aspettare.

TORINO – 5,5

L’arrivo di Iturbe dà a Mihajlovic un’alternativa sulle fasce a Ljajic e Iago Falque, ma l’argentino sembra da troppo tempo aver perso la via maestra e quindi viene difficile vederlo come un innesto realmente incisivo. Il difensore Carlao è al momento un oggetto misterioso, il destino di questa stagione sembra restare nelle mani di Sinisa e nei gol del gallo Belotti.

UDINESE – S.V.

Il presidente Pozzo dà l’impressione di esser sempre più distratto dal fronte britannico, e il suo Watford riceve più attenzioni della compagine friulana.

Se per il momento i tifosi bianconeri restano a digiuno, a luglio potranno rifarsi con “l’appetitoso” arrivo di Lasagna, il talentuoso attaccante mancino che al momento resta in B inseguendo un’altra promozione con il suo Carpi. VB

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Stasera gara tra Juve e Milan, per andare in semifinale di Coppa Italia e trovare il Napoli che ha superato ieri sera la Fiorentina al San Paolo. Allegri dopo le sconfitte con i rossoneri in campionato e nella finale di Supercoppa cerca la prima vittoria stagionale. Il Napoli di Sarri, ieri sera, batte 1-0 la Fiorentina con Callejon, ma lontano dai primi 20 minuti giocati nella partita del 21.01 con il Milan, (probabilmente perchè Sarri ha poi rinunciato sia a Mertens che alla regia di Jorginho.)
25.01.2017 allo Stadium ritmi lenti nei primissimi minuti di gioco.Poi il gol del 10’’ di Dybala e quello del raddoppio (al 21’’) di Pjanic, la Juve è in netto vantaggio.  A metà del primo tempo c’è un clima confuso tra i giocatori del Milan, che non riesce a rendersi pericoloso; la Juve fa un pressing asfissiante sui rossoneri che, pur avendo goduto per il 60% del possesso palla, non ha mai tirato in porta, ma si è limitata a lunghi e sterili palleggi! 45′-Finisce il primo tempo: bianconeri padroni del campo, soprattutto sulla sinistra, con Asamoah protagonista di una grande partita. Si apre il secondo tempo, e nessun cambio rispetto al primo tempo. La Juve è più rigida, ma reagiscono gli uomini di Montella, che prendono fiducia ed avanzano, ecco che arriva il primo gol: Bacca capitalizza con un dx al volo “imparabile” che sorprende persino Neto da distanza ravvicinata. Col colombiano il Milan recupera. 54’- Arriva il secondo giallo per Locatelli, lasciando i rossoneri con un uomo in meno. La partita/scontro (copiosa di falli, punizioni), si riapre. La Juve vanifica qualche buona azione (i passaggi al limite dell’area, due colpi di testa del croato Mandzukic al 58’ e al 61’ su cross di Asamoa) e si salva il Milan.  Tanti ammoniti, qualche punizione e un fuorigioco (di Alex Sandro Lobo Silva della Juve) .. all’80’ – esce Bacca, dentro il nuovo acquisto Deulofeu della casa rossonera. Quest’ultimo da subito difende, poi si infila in area, ma Neto è pronto a parare. 90’ – Tre minuti di recupero che presto passano e proclamano la superiorità della Juventus sul Milan per 2-1 in questa partita dei quarti di finale di Coppa Italia.
I bianconeri in certi momenti sono stati imbarazzanti (Inter-primo tempo con il Genoa-in parte con il Milan-primo tempo con la Fiorentina) ,ma in altri momenti hanno fatto molto bene, al di là della moda che la addita come “corrotta o fortunata” la Signora resta un esempio straordinario di calcio italiano e di programmazione di gioco.

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Comunicato Stampa del 20/01/2017
IN SICILIA DISABILI SENZA POSSIBILITÀ DI SCELTA, SCHIAVI DEL SISTEMA.
INUTILI GLI INCONTRI E LE PROMESSE FATTE DAL GOVERNO CROCETTA RESTA TUTTO COME PRIMA.
LA REGIONE SICILIA ABBANDONA LE PERSONE DISABILI. POTERE ASSOLUTO AI SINDACI. UN SISTEMA CHE NON CAMBIA.
Le Associazioni di famiglie e persone disabili:
Associazione Amici di Agrigento ONLUS; Associazione Vitautismo ONLUS; Associazione Lottiamo Insieme ONLUS; Associazione Nuove Ali di Agrigento ONLUS; Associazione Senza Limiti di Favara; Associazione Famiglie Persone Down Delegazione Agrigento; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS di Agrigento; nonché familiari di persone disabili,
Giorno 11 novembre 2016 hanno inoltrato al Distretto socio sanitario D1, richiesta urgente d’avvio del progetto gravissimi anno 2015 con metodo d’attuazione “trasferimento monetario per la fornitura diretta dell’assistenza domiciliare da parte di familiari e vicinato sulla base del piano personalizzato”, cosi come previsto dell’avviso emanato dall’assessorato alla famiglia della regione Sicilia il 04/02/2016 prot. n.3246, dopo vari incontri avuti con l’amministrazione Comunale di Agrigento nella qualità di Comune Capofila verso la metà del mese di dicembre i familiare venivano contattati telefonicamente dagli uffici competente per richiedere il codice IBAN, poiché era stata accolta la richiesta fatta dalle associazioni.
Il 19 gennaio l’amara notizia , si riunisce il Comitato dei Sindaci del distretto Socio Sanitario D1 presso il comune capofila Agrigento dove decidono che ,per il progetto gravissimi anno 2015, dovrà essere utilizzato il Voucher spendibile presso Enti accreditati metodo utilizzato già nel progetto gravissimi anno 2013, ancora oggi sospeso , con gravi conseguenze , segnalate più volte , quali: attese lunghe per l’avvio del servizio a causa delle procedure propedeutiche per l’accreditamento delle cooperative e distribuzione dei voucher ; costi di gestione delle cooperative a carico dell’utente; sospensione del servizio per rendicontazione; imposizione all’utilizzo delle cooperative senza possibilità di scelta. Quello dell’utilizzo dei voucher, fu anche scelto dal Distretto Socio Sanitario D1 anche per il progetto gravissimi anno 2014 ad oggi ancora non avviatosi.
Obbligare alla persona disabile all’utilizzo della cooperativa per beneficiare del progetto gravissimi anno 2015 costituisce per la persona disabile una negata libertà di scelta e un costo ingiustificato cioè quello delle spese di gestione della cooperativa, infatti, ogni Voucher di valore lordo pari ad € 18,50 per un’ora di servizio , è compreso di costi di gestione.
Il Distretto Socio Sanitario D1 ad oggi ha 4 servizi a favore di persone disabili sospesi , solo per una volontà ripetuta nel tempo , che è quella di utilizzare le cooperative per l’espletamento dei servizi.
Oggi le persone disabili residenti nei comuni appartenenti al distretto socio sanitario D1 vivono schiavi di un sistema reso forte dal silenzio impenetrabile di quella fascia di persone più debole, che va protetta dalle nostre amministrazioni , invece gli stessi approfittano della loro debolezza per rendere il sistema più forte.
Inutili gli incontri con il Governo Crocetta, promesse non mantenute, eppure a cuore aperto più volte famiglie di persone disabili hanno raccontato, dimostrato e manifestato i gravi disagi e disservizi presenti sul nostro territorio a causa di un sistema che rende la persona disabile schiavo.
Le Associazioni di famiglie e persone disabili vogliono ricordare che il Fondo per la Non Autosufficienza ha lo scopo di rendere la persona disabile libera di scegliere dove andare, cosa fare e da chi farsi assistere ,al fine di permettere allo stesso una vita libera , con pari opportunità e uguaglianza tra gli uomini , ma tali comportamenti assunti dal distretto socio sanitari D1, Comune Capofila Agrigento, calpestano ogni diritto riconosciuto dalla costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU a favore delle persone disabili .


Obiettivo è diffondere nel territorio locale l’idea che l’arte sia un collante tra culture diverse.
Molto si è discusso, in ambito antropologico e sociologico sulle dinamiche della immigrazione e sulla presenza di inadeguate misure socio-politiche da parte della comunità locale. Al centro del dibattito è stata, e continua ad essere, la questione dell’integrazione come «fenomeno strutturale», l’incontro possibile o meno tra culture e identità socio-culturali poste in una dimensione di diversità etnica e politica.
«[…] grazie ai meccanismi sociali di etichettamento e di esclusione impliciti ed espliciti, l’umanità viene divisa tra persone-non persone» (Dal Lago, 1996).
La contrapposizione dicotomica tra person–nonperson focalizza l’attenzione sul processo disumanizzante degli “stranieri”. Ed ecco quindi contrapporsi al binomio iniziale un secondo: sicurezza e integrazione. Desiderio di instaurare una relazione tra Noi e gli Altri e nello stesso tempo l’attuazione di misure restrittive e di difesa. Avanza in questo modo il paradosso della postmodernità: da un lato il bisogno di controllo, di allarmismi, dall’altro l’impulso alla solidarietà, alla promiscuità. Se è vero che la cultura è un processo in fieri, una pratica che gli uomini “fanno” e non un semplice bagaglio di tradizioni che ci si porta appresso, allora è necessario porre l’alterità in una dimensione attiva e non passiva, soggetto pensante che conosce e interroga, e non meramente oggetto ricettore passivo di misure politiche. In poche parole bisogna considerare gli immigrati come attori sociali, individui che tentano, attraverso un viaggio, di ricollocare le proprie radici, i luoghi pensati per trovare una definizione di sé, la storia condivisa, quell’insieme di riferimenti culturali associati alla propria terra, ai processi politici ed economici attraverso cui ne emerge il senso per chi la abita. Allora da dove iniziare? Come fare in modo che queste riflessioni non muoiano sulla carta e prenda forma quella rivoluzione culturale che deve necessariamente partire da un cambiamento di prospettiva nei confronti dell’alterità e quindi di noi stessi?
Domani, sabato 21 gennaio alle ore 19:00, presso lo Spazio Il Funduk, in Via Santa Maria Dei Greci 38, il MEDEX – Musée éphémère de l’exil presenta il primo di una serie di appuntamenti socio-culturali. Non è un vero e proprio museo, ma è un gruppo di giovani creativi, sopraggiunti ad Agrigento, da ogni parte del mondo (Belgio, Francia, Spagna…), con l’intenzione di restare un mese e organizzare eventi itineranti, di tutti e per tutti, attraverso un modulo d’adesione. Per creare una “città parallela”, ma più sana, benevola verso il prossimo e soprattutto unita! Ecco che l’arte diviene tramite, non solo culturale, ma mezzo costruttivo di integrazione. Il “museo” e gli eventi organizzati per tutta la città, diventano qualcosa di associativo, in cui ciò che sta cambiando, non è il tema, ma aspetto e modi per affrontare questo argomento “urgente”, sia a livello nazionale che locale, e che sono mutevoli ogni qual volta si proporrà una diversa collaborazione tra i membri/partecipanti. L’obiettivo è quello di presentare contestualmente le relazioni e i “risultati materiali” che sono scaturiti da esse, attraverso eventi culturali mobili.
http://www.medexmuseum.com/

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