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La rappresentativa siciliana di Ginnastica Artistica Femminile ha vinto il primo posto alla 22esima edizione dei Giochi delle Isole, in corso di svolgimento a Catania dal 22 al 27 maggio. La squadra siciliana, capitanata dalla giovane ginnasta di Porto Empedocle, Laura Sicurelli, reduce dal recente prestigioso quarto posto alle Finali Nazionali di Specialità della Federazione Ginnastica d’Italia, ha preceduto nell’ordine la rappresentativa dell’isola di Corsica e quella dell’isola di Martinica. Determinante è stato il contributo di Laura Sicurelli nella conquista del brillante risultato di squadra, in considerazione del suo secondo posto ottenuto nella classifica individuale. I Giochi delle Isole rappresentano una manifestazione internazionale che annualmente coinvolge giovanissimi atleti provenienti da isole di diversi continenti; nell’edizione catanese in svolgimento, sono quasi 1000 gli atleti e gli accompagnatori, 12 le rappresentative, 13 gli impianti utilizzati e 16 le discipline sportive praticate.

Un pensionato di Pozzallo ha sparato oggi alla badante della moglie, una venezuelana di 36 anni. La donna è stata colpita al fianco e al braccio, per fortuna non mortalmente, da due colpi di pistola sparati dall’ottantenne pozzallese. Il fragore degli spari ha fatto scattare l’allarme: è arrivato il figlio dell’uomo chiamato dalla stessa badante ferita, dopo una breve colluttazione, è riuscito a disarmare l’anziano padre e a calmarlo. Sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza. L’uomo e la donna sono stati trasportati nell’ospedale Maggiore: il primo per contusioni e ferite dopo lo scontro col figlio per disarmarlo, mentre, la donna è stata operata. Il pensionato è in stato di fermo e piantonato in ospedale da due carabinieri.
   

Con grande soddisfazione e vivo piacere  il Sindaco Mimmo Gueli e la Giunta,   il Presidente del Consiglio Liborio Gaziano ed i Consiglieri, comunicano che sono stati  finanziati da parte  dell’Assessorato delle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana,  due interventi finalizzati al recupero del centro storico, precisamente  i “Lavori di Manutenzione Straordinaria e Risanamento della Chiesa di Sant’Antonio e dei locali della canonica annessi”  ed i  Lavori di Recupero funzionale e di riconversione dell’ambito urbano del Vicolo Maio da destinare a centro di servizi ed assistenza turistica”.  

Sono stati trasmessi  proprio in questi giorni al Comune di Santa Elisabetta  da parte del Dipartimento delle Infrastrutture, Servizio 7, i D.D.G. n. 918 e 920 del 18/04/2018,  con i quali sono stati ammessi a finanziamento  i progetti esecutivi delle opere per gli importi rispettivamente di €. 488.000,00 per la Chiesa ed                           €. 1.099.526,68 per il Vicolo Maio, autorizzando gli uffici comunali preposti, che hanno dimostrato  per l’occasione, professionalità ed impegno a procedere agli adempimenti di gara per l’aggiudicazione dei lavori  e la consegna degli stessi entro 180 giorni.

“Sicuramente un gran bel risultato “hanno dichiarato il Sindaco ed il Presidente del Consiglio, “che valorizza e mette a riparo e salvaguardia il centro storico con il recupero del caratteristico e suggestivo Vicolo Maio e  della ottocentesca chiesa di Sant’Antonio, un piccolo scrigno che custodisce diverse opere artistiche  di valore, patrimonio  devozionale e spirituale  della intera comunità ecclesiale  che, con a capo l’Arciprete Don Giuseppe Gelo esprime grande soddisfazione e compiacimento….

 

Tutto ciò, ha dimostrazione  della capacità  propositiva dell’Amministrazione di questo comune, una squadra.. motivata  che con l’impegno continuo e l’azione innovativa e progettuale è riuscita  in questi anni a mettere in atto una valida azione programmatica e  cambiare al meglio il nostro paese, con l’affermazione di una nuova  e seria idea di governo fatta di “confronto, condivisione e coinvolgimento nelle scelte”….  Il lavoro continua….

 

Nella giornata di giovedì 24 maggio 2018, preso gli uffici della Prefettura di Agrigento, su richiesta del

Presidente della sede territoriale di Agrigento di Confcooperative Sicilia, si è tenuto un incontro di lavoro
per discutere sulla difficile situazione in cui versano le Cooperative Sociali, e che operano su
committenza degli Enti locali nel campo dei servizi socio assistenziali a favore di Anziani, disabili e
minori.
Erano presenti Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento Dott. Dario Caputo, la Dott.ssa Lea
Passalacqua Dirigente dell’area I e Vice Prefetto di Agrigento, Calogero Sardo Presidente della sede
territoriale di Agrigento di Confcooperative Sicilia e Diego Guadagnino Coordinatore di Confcooperative
Sicilia.
Il Presidente Sardo ha rappresentato le varie problematiche che riguardano gli operatori del terzo
settore nella Provincia, dove 113 cooperative associate, con una base sociale di 1.100 soci ed un
volume di affare di oltre 38.000.000,00 impiegano una forza lavoro di circa 1.200 lavoratori dipendenti,
rappresentando di fatto, in un contesto generale di crisi occupazionale diffusa, una realtà socio
economica non indifferente.
Sono state ribadite le problematiche che, quotidianamente, devono affrontare nella gestione dei
servizi.
Primo fra tutti le conseguenze di natura finanziaria causate dall’annoso ritardo del trasferimento dei
fondi ai Comuni per le prestazioni a favore di soggetti svantaggiato quali disabili, anziani e minori,
ritardi che superano ormai i dieci mesi !
Il conseguente ritardo nei pagamenti, per crediti complessivamente vantati arrivati ormai alla
astronomica cifra di € 20.000.000,00, li obbligano inevitabilmente a ricorrere a fonti di finanziamento
esterne, tra le innegabili difficoltà ad accedere al sistema bancario, con un aggravio di costi non
indifferente per oneri finanziari che devono corrispondere.
Non diverse sono le problematiche affrontate dalle Cooperative che gestiscono il servizio di accoglienza
dei MSNA, a causa dei ritardi da parte della degli Enti Locali nelle varie fasi di adempimenti burocratici
previste dalle leggi in materia :
Le cooperative infatti pur avendo attivato le procedure per il trasferimento del MSNA diventati adulti in
struttura, subiscono le conseguenze degli intempestivi trasferimenti da parte della Prefettura, con un
aggravio di costi, certamente non imputabile alle strutture che li accolgono;
I ritardi nei pagamenti a causa delle difficoltà di rendicontazione da parte dei Comuni delle somme
ricevute dalla Prefettura, con conseguente blocco dei successivi trasferimenti da parte del Ministero;
Il mancato monitoraggio della permanenza degli utenti nelle strutture di primissima accoglienza che
secondo le norme vigenti dovrebbero essere trasferiti entro 30 giorni nelle strutture di seconda
accoglienza.

Per le problematiche esposte, è stato richiesto un autorevole intervento presso gli Enti locali al fine di
potere regolamentare tutte le modalità operative per una corretta applicazione delle norme in materia e
Sede Territoriale di AGRIGENTO
Via L. Sciascia, 36 – 92100 Agrigento – Tel. 0922 608121 – Fax 0922 608113
e mail: agrigento@confcooperative.it
Confcooperative Sicilia – Via Roma, 457 – 90139 PALERMO – Codice Fiscale 80017800824 – E-Mail: Sicilia@confcooperative.it
normalizzare le procedure finalizzare al pagamento delle spettanze agli Enti gestori dei servizi,
nell’interesse delle centinaia di lavoratori del settore, che soffrono degli inevitabili ritardi di pagamento
degli stipendi, e delle loro famiglie che subiscono nella quotidianità il disagio di una precaria economia
ormai endemica.
Sua Eccellenza il Prefetto, consapevole dei risvolti di carattere sociale di tali problematiche, che
coinvolgono a vario titolo sia le Cooperative con i loro dipendenti, ma anche gli utenti di tali importanti
servizi primari, condividendo in pieno le richieste, si è impegnato a monitorare l’attività degli Enti Locali
per ottemperare agli adempimenti in materia, sensibilizzando i Sindaci ed i responsabili del servizio
presso i Comuni, al fine di ottimizzare l’organizzazione e la tempistica per l’espletamento delle
procedure di rendicontazione,
Chiaro è stato, l’impegno formale di S.E. il Prefetto a rappresentare al Presidente della Regione
Sicilia le problematiche che investono tutto il settore sociale e più in generale tutto il movimento
Cooperativo, con problematiche che certamente accomunano la Provincia di Agrigento alle altre
Province della Sicilia.

A Favara, in una palazzina in via Che Guevara, otto persone, tutte residenti nello stesso immobile, si sono scambiate “affettuosità”, tra virgolette. Calci e pugni hanno alimentato una violenta rissa. I Carabinieri della locale Tenenza sono intervenuti sul posto per restituire ordine, e hanno denunciato a piede libero gli otto rissanti. Ignoto il movente della contesa.

“La sicurezza sul lavoro è il punto cardine delle nostre attività, per questo ci sentiamo di esprimere un doveroso plauso al Prefetto di Agrigento Dario Caputo, per essersi fatto, insieme agli uffici della Prefettura, il promotore di mettere attorno ad un tavolo tutte quelle parti, come, Inps, Inail, Ispettorato territoriale, Unione Industriale, associazioni di categoria, sindacati, forze dell’ordine e Vigili del fuoco, che a vario titolo sono sentinelle della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Da parte nostra abbiamo offerto al Prefetto la massima disponibilità, perché, come ha lui stesso ricordato, è fondamentale la necessità di creare collaborazioni e sinergie per far emergere le situazioni di irregolarità e di violazione delle norme”.

Ad affermarlo il vicepresidente Vicario di Confcommercio Alfonso Valenza, che ieri, giovedì 24 maggio, ha preso parte all’incontro che si è tenuto in prefettura.

 

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà una raccolta , sabato 26 maggio a Palma di Montechiaro in Piazza Bonfiglio dalle ore 8.00 alle ore 12.30. A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche effettuate in occasione della donazione.
Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

Il Comune di Agrigento tra i protagonisti  della Seconda Conferenza Nazionale sui PUMS (Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile) a Bologna. La città è stata invitata a presentare il proprio Piano assieme alle buone prassi di Budapest, Manchester, Brescia, Perugia, Rosignano Marittimo e Roma. 
Ad intervenire sono stati chiamati Tito Berti Nulli di Sintagma srl, che ha redatto il Piano, e il consulente del sindaco per Programmazione e Sviluppo, Enzo Camilleri. “Tra gli esempi virtuosi delle altre città – spiega il sindaco Lillo Firetto – Agrigento si è distinta per aver già adottato il Piano e per aver concluso da tempo le fasi di partecipazione, ascolto e confronto con gli organi di indirizzo, gli ordini professionali, le associazioni e i cittadini. La città peraltro ha dovuto affrontare i problemi connessi con un’estensione territoriale notevole, una serie di dislivelli da Girgenti all’area balneare, il rapporto con l’area del Parco archeologico della Valle dei Templi e i flussi di visitatori, la necessità di aree di sosta. Un nuovo sistema di tpl circolare, un sistema di bike e car sharing e sistemi automatizzati di risalita, aree di sosta periferiche e parcheggi di cintura al centro storico sono alcune delle soluzioni individuate per poter affrontare le sfide del futuro.” 

I piani urbani di mobilità sono piani strategici che tengono conto dei principi di integrazione, partecipazione, monitoraggio e valutazione per soddisfare le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città e nei dintorni. Avere un Piano significa dare priorità alle persone più che ai veicoli, diffondere la cultura della mobilità, essere pronti ad affrontare le sfide future. Agrigento ha iniziato a dare concreta esecuzione al PUM grazie ai finanziamenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione e dei privati.

Nella mattinata odierna, il Commissario Straordinario Maria Elena Volpes, ha ricevuto al Palazzo di Città, una visita istituzionale del Comandante della Direzione Marittima della Sicilia Occidentale, Ammiraglio Salvatore Gravante, per l’occasione accompagnato dal Capo Dipartimento di Porto Empedocle Capitano di Fregata Filippo Maria Parisi, dal Comandante dell’ufficio Circondariale Marittimo di Licata, T.V. Giuseppe Maggio, e dal Capo Cerimoniale dell’Ufficio delle Reazioni Esterne della Direzione Marittima I° Maresciallo Maurizio Giglio.

Si è trattato di un incontro cordiale, nel corso del quale le parti hanno sottolineato l’importanza dei rapporti di collaborazione tra le varie istituzioni, per la sicurezza e la crescita sociale, ed economica del territorio, nel rispetto della storia, delle tradizioni e delle risorse naturali, paesaggistiche, monumentali ed architettoniche.

L’Ammiraglio Gravante, ha colto l’occasione per rinverdire i ricordi della sua partentesi professionale a Licata alla guida del locale Ufficio Circondariale Marittimo, registrata nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio del decennio successivo.

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Su richiesta della CGIL si è svolto ieri in Prefettura un incontro per discutere della sicurezza sul lavoro nella provincia di Agrigento.
Il Prefetto Dario Caputo ha convocato oltre alle Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL, anche le Organizzazioni dei Datori di Lavoro dei settori industria, commercio ed artigianato ma, soprattutto, i vertici degli Enti che, a vario titolo si occupano di sicurezza sul lavoro e di leggi in materia di lavoro: INAIL, Ispettorato del Lavoro, SPRESAL, INPS, Vigili del Fuoco ed inoltre i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

La richiesta di questo incontro è nata dopo l’ultimo infortunio mortale sul lavoro in questa provincia (a Castrofilippo morto un operaio di 29 caduto da un traliccio di telefonia mobile) che seguono i 2 lavoratori morti dell’ Ottobre 2017 di Naro nella diga Furore.
“Malgrado i morti e gli infortuni gravi, in questa provincia – dice Massimo RASO – nulla è cambiato sul terreno della prevenzione e della crescita di una cultura della sicurezza
In Italia, malgrado la crisi che ha fatto diminuire anche il numero complessivo degli infortuni, abbiamo numeri da guerra: 3 morti al giorno!
Come CGIL riteniamo che vada ripristinato in questa provincia il “tavolo/osservatorio” da tenere in Prefettura per capire come i vari Enti lavorano nell’opera di formazione, informazione e repressione del fenomeno.
Anche le OO. Sindacali e Datoriali devono/possono fare la loro parte per far crescere la cultura della sicurezza e facendo funzionare meglio di Enti Bilaterali e dispiegando appieno i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza Territoriali (RLST) da affiancare agli RLS delle singole Aziende.
Occorre uscire dalla “cultura” tutta agrigentina secondo cui l’importante sia “mettersi le carte a posto”… ma occorre farlo veramente!”
Anche usando meglio i fondi che pure esistono (vedi, ad esempio, il bando ISI dell’INAIL).
“La cosa più grave emerse ieri è lo stato degli apparati che devono fronteggiare questa situazione Il Direttore Ispettorato Provinciale del Lavoro Arch. Vincenzo Sciarrabba ha detto che dei 50 dipendenti dell’Ispettorato solo 12 hanno la qualifica di Ispettori e di questi solo 7 sono effettivamente utilizzati, ma -ovviamente – non si occupano solo di sicurezza ma di tutto (da quello che devono fare su delega della Magistratura all’attività di controllo dei Patronati…
Questa situazione deve finire, abbiamo bisogno di accrescere e migliorare l’attività ispettiva, non solo in funzione repressiva ma anche di prevenzione ed informazione e la Regione deve assumersi per intero le proprie responsabilità riconnettendo l’intera gestione dei servizi che riguardano il lavoro”.
L’incontro si è concluso con l’impegno a rivedersi entro giugno per sottoscrivere un “protocollo” tra le parti che condensi gli impegni di ognuno.
“Devo dare atto al Prefetto – conclude Massimo RASO – di avere raccolto il nostro invito e dato impulso ad un lavoro che sarà utile, abbiamo l’esigenza di dare risposte concrete ed efficaci per la piena attuazione delle normative e che passa per il rafforzamento dei servizi ispettivi, il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti per rafforzare il sistema di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro”.