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E’ già arrivata a Lampedusa la Moby Zaza partita ieri sera da Porto Empedocle per andare ad imbarcare il nuovo flusso di migranti che nel frattempo ieri è ha toccato terra nell’ennesimo sbarco.

Sono una settantina i migranti arrivati ieri e adesso verranno trasferiti sulla Moby per effettuare la quarantena, così come previsto dagli ultimi decreti.

Si pensa che entro la giornata odierna la Moby Zaza possa fare rientro a Porto Empedocle.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Oggi sono stati riscontrati in tutta la Sicilia 8 casi positivi. Attualmente i contagiati sono 1.659 (-101 rispetto a ieri), di questi 171 pazienti (-38 rispetto a ieri) sono ricoverati – di cui 12 in terapia intensiva (+1 rispetto a ieri) – mentre 1.488 (-63 rispetto a ieri ) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 114.963 (+2.034 rispetto a ieri), su 103.103 persone: di queste dall’inizio dell’epidemia  sono risultate positive 3.382.

Ancora un nuovo sbarco a Lampedusa. Sono approdati in 70 con un barcone di legno giunto a riva. Esattamente nella zona di Cala Madonna.  Tra loro numerose donne e diversi bambini che provengono da Tunisia, Gambia e Costa D’Avorio.

I nuovi migranti dovrebbero essere trasferiti in motovedetta fino a Porto Empedocle. Il sindaco Totò Martello lancia un appello: “Chiedo al Governo nazionale un intervento urgente e determinato in questo senso altrimenti non si comprende, anche gli occhi dell’opinione pubblica, a cosa serve aver fatto un bando per una nave per la quarantena se poi viene lasciata a Porto Empedolce e non a Lampedusa, dove i migranti arrivano”.

“È indispensabile- prosegue il sindaco- che la nave Moby Zazà destinata alla quarantena dei migranti, che attualmente è ancora a Porto Empedocle in attesa di alcune verifiche tecniche, venga al più presto fatta arrivare a Lampedusa”.

Secondo gli inquirenti, l’azienda avrebbe prodotto materie plastiche in assenza di regolari autorizzazioni, sia dal punto di vista edilizio e urbanistico che amministrativo e produttivo, in una struttura di circa 20.000 mq di cui 4.500 mq coperti, a pochi metri dal fiume Belìce e dalle Terme Acqua Pia.

La struttura inizialmente era destinata all’imbottigliamento di acqua minerale.  I sigilli sono stati apposti nei giorni scorsi, la notizia si è appresa ieri sera durante una seduta del consiglio comunale alla quale hanno partecipato anche una dozzina di lavoratori della System Group Sicilia provenienti da Castelvetrano e Partanna.

Il consiglio comunale di Montevago ha espresso parere contrario in ordine alla proposta preliminare di variante urbanistica per l’avvio di un’attività di lavorazione industriale di materie plastiche per la produzione di tubi in politelene e pvc a poche centinaia di metri dallo stabilimento termale Acqua Pia.

La zona rientrerebbe nella zona tutela 2-3 nella quale non è prevista nessuna variazione alla destinazione d’uso.

Il tutto è successo nella notte, in pieno centro nel  Comune di Palma di Montechiaro.

A fuoco due barche tirate  a secco in attesa di essere ricollocate al mare in vista della stagione estiva.

Il proprietario delle due imbarcazioni è un commerciante di 60 anni di Palma di Montechiaro il quale, al momento non ha saputo fornire alcuna dichiarazione sull’accaduto.

Ad intervenire i Vigili del Fuoco del distaccamento di Licata i quali hanno dovuto faticare non poco per spegnere l’enorme rogo che si era creato.

Il Commissariato di Polizia sta cercando di fornire notizie utili per chiudere il cerchio sulle relative indagini.

Il mare, purtroppo, ha restituito il secondo cadavere del motopeschereccio “Nuova Iside” scomparso da alcuni giorni e che ieri mattina aveva restituito un altro componente dell’equipaggio.

Si tratta di Matteo Lo Iacono, 53 anni. Non ancora trovato il corpo del cugino di questo ultimo, Vito, di 27 anni.

Il cadavere è stati avvistato da alcuni uomini componenti l’equipaggio della nave Antonello da Messina che collega il capoluogo siciliano con l’Isola di Ustica, nello specchio antistante San Vito Lo Capo.

Molta attenzione nelle linee guida per la riapertura del 18 maggio viene ovviamente riservata al settore della cura della persona: servizi degli acconciatori, barbieri ed estetisti. Ecco come si devono organizzare queste aziende che nei primi giorni sulla carta dovrebbero essere oggetto di numerosi accessi.

Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.

Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg.

Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.

La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento. Consentire la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale.

Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.

L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.

L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).

In particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti. I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.

Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.

Favorire il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.

Sono inibiti, dove presenti, l’uso della sauna, il bagno turco e le vasche idromassaggio.

La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.

Nel 2018 è stato pubblicato il bando per il conferimento dell’ufficio direttivo di Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Torino.

La V Commissione del CSM ha avanzato al Plenum una prima proposta di delibera, assunta a maggioranza (con quattro voti favorevoli), per il conferimento del suddetto ufficio al dott. Salvatore Vitello attuale Procuratore della Repubblica di Siena.

La medesima Commissione ha avanzato una seconda proposta di minoranza (a favore della quale sono stati espressi due voti), per il conferimento del suddetto ufficio alla dr.ssa Anna Maria Loreto.

Il Plenum del CSM, con deliberazione del 18 dicembre 2019, accogliendo la suddetta proposta di minoranza, ha disposto la nomina della dott.ssa Anna Maria Loreto a Procuratore presso il Tribunale di Torino.

Il dott. Salvatore Vitello, originario di Grotte (AG), con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, ha impugnato innanzi al TAR Lazio Roma i provvedimenti con i quali la dott.ssa Loreto è stata nominata Procuratore della Repubblica di Torno.

Con il ricorso, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che il CSM avrebbe valorizzato – in modo decisivo -il radicamento territoriale della dott.ssa Loreto e non avrebbe correttamente condotto il giudizio comparativo omettendo di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal dott. Vitello e relativi anche ad incarichi fuori ruolo presso il Miniestero della Giustizia  quale componente della Direzione generale dell’Organizzazione giudiziaria e quale vice-capo di gabinetto del Ministro della Giustizia.

Inoltre, con il ricorso si è sostenuto che il CSM avrebbe errato nel ritenere prevalente il profilo della dott.ssa Loreto nonostante la stessa avesse svolto solo funzioni semidirettive (Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino) a fronte delle funzioni direttive svolte dal dott. Vitello (che è stato Procuratore della Repubblica a Lamezia Terme ed è attualmente Procuratore della Repubblica a Siena).

La dottoressa Anna Maria Loreto si è costituita in giudizio con il patrocinio degli avv.ti Vittorio Barosio, Serena Dentico e  Stefania Contaldi.

Con successivi motivi aggiunti, il dott. Vitello ha impugnato ulteriori provvedimenti (inerenti alla medesima  procedura) esibiti dall’Amministrazione a seguito di apposita istanza di accesso e relativi ai lavori del Plenum del CSM.

Nei prossimi mesi si terrà innanzi al TAR Lazio l’udienza di discussione del suddetto ricorso come integrato dai motivi aggiunti e in quella sede il Giudice Amministrativo si pronuncerà sulla richiesta di annullamento della nomina della dott.ssa Anna Maria Loreto.

La lettera di perdono e di scuse, ma soprattutto il fatto di “non essere più cattivo” inviata al Gip del Tribunale di Agrigento Luisa Turco, che ha accolto la richiesta del PM Emiliana Busto, ha consentito ad un rumeno di 57 anni residente ad Aragona di poter ritornare a casa e “riabbracciare” la propria moglie.

L’uomo, sin dal 2007, è stato indagato per maltrattamenti alla moglie, più volte insultata, picchiata e anche minacciata con un coltello.

Dopo l’ultima denuncia, avvenuta qualche mese addietro, adesso il rientro a casa da parte dell’uomo.

Attualmente sono ancora contagiate 1.760 persone (-94 rispetto a ieri). Degli attuali 1.760 positivi, 209 pazienti (-6) sono ricoverati – di cui 11 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.551 (-88) sono in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 112.929 (+1.792 rispetto a ieri), su 101.487 persone: di queste sono risultate positive, dall’inizio della pandemia 3.374 persone.

Per un errore, ieri, è stato comunicato un decesso in provincia di Palermo, mai avvenuto. Oggi, invece, l’unico morto è nella provincia di Siracusa, quindi il totale dall’inizio dell’epidemia è sempre di 263.