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Il Sig. G. Di. T. (sono le iniziali del nome), assistito dagli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi impugnava innanzi al T.A.R. Palermo il silenzio formatosi sull’istanza di accesso, presentata al Comune di Agrigento in data 19 ottobre 2018, avente ad oggetto gli atti di una selezione pubblica indetta dall ’ ente locale.
Con il medesimo ricorso, il Sig. G. Di. T. chiedeva altresì l’emanazione di un ordine di esibizione della documentazione richiesta.
Successivamente alla instaurazione del giudizio, il Comune di Agrigento consentiva al Sig. Di. T. di prendere visione ed estrarre copia dei documenti in questione.
Pertanto, con istanza depositata in data 08 marzo 2019, lo stesso Sig. Di T. chiedeva che venisse dichiarata la cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna delle spese di giudizio a carico dell’ Amministrazione Comunale.
Con sentenza il Tar Sicilia Palermo – Sezione III, preso atto della completa soddisfazione della pretesa vantata da parte ricorrente, dichiarava cessata la materia del contendere; con la medesima pronuncia il Giudice Amministrativo, in applicazione del “principio di soccombenza virtuale”, condannava il Comune di Agrigento al pagamento delle spese processuali in favore del ricorrente.
L’Amministrazione Comunale, tuttavia, non provvedeva al pagamento delle spese processuali in favore del Sig. Di. T.; quest’ultimo dunque, con il patrocinio degli Avvocati Rubino e De Marco Capizzi, presentava un nuovo ricorso innanzi al T.A.R. Palermo, ai sensi dell’art. 112 c.p.a., a mezzo del quale veniva richiesta l’esecuzione del giudicato.
In sede di ricorso, il Sig. Di. T. richiedeva inoltre la nomina di un commissario ad acta al fine di ottenere la integrale esecuzione del giudicato, nell’ipotesi di mancato pagamento delle spese processuali da parte del Comune di Agrigento entro il termine assegnato dal Giudice.
Infine, ai sensi dell’art.ex art. 114, comma 4 lett. e) c.p.a., parte ricorrente richiedeva l’applicazione della c.d. penalità di mora”, ovverosia la condanna del Comune di Agrigento al pagamento di una ulteriore somma di denaro in caso di “ violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’ esecuzione del giudicato”. Con successiva sentenza, in accoglimento delle tesi difensive sviluppate dagli Avv.ti Rubino e De Marco Capizzi, il T.A.R. Sicilia – Palermo, sez. III, ha ordinato al Comune di Agrigento di provvedere al pagamento delle spese processuali entro il termine di 60 giorni dalla comunicazione o
dalla notificazione della sentenza in parola; inoltre, nell’ipotesi di perdurante inottemperanza da parte dell’ente locale, ha nominato quale commissario ad acta il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali dell’Assessorato Enti Locali della Regione
Siciliana.​ Infine, in accoglimento della domanda formulata ex art. 114, comma 4 lett. e) c.p.a., il T.A.R. Palermo ha determinato l’importo dovuto dal Comune di Agrigento “per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato”, somma determinata
in misura pari agli interessi legali sull’importo liquidato nella sentenza rimasta ineseguita.

E’ il secondo caso ad Agrigento. Si tratta di un emodinamista in servizio presso l’unita operativa del nosocomio agrigentino.

E’ doveroso sottolineare, in questo caso, che il risultato positivo del medico in questione non è riconducibile al primo evento di positività (la 74 enne di Favara) accaduto nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale agrigentino, in quanto lo stesso non ha mai avuto contatti diretti con la donna favarese.

Tra l’altro, i tamponi effettuati al personale sanitario della cardiologia risultano essere tutti negativi.

Il medico agrigentino è in autoisolamento.

Sul nuovo caso di coronavirus ad Agrigento, si è espresso il sindaco Calogero Firetto che dichiara:

Abbiamo nella nostra città un secondo caso accertato di positività al Covid 19. Si tratta di un valente e scrupoloso medico in forza al San Giovanni di Dio di Agrigento. Si trova in isolamento. Non ha al momento alcun sintomo” 

 

La guardia di finanza di Trento ha sequestrato vigneti e fabbricati, per un valore complessivo di 70 milioni di euro, della Cantina Feudo Arancio di proprietà del gruppo trentino Mezzacorona. L’azienda si trova a Sambuca di Sicilia. Il provvedimento, eseguito dal Nucleo di polizia economica e finanziaria di Trento, è stato emesso dal gip su richiesta della Dda e sotto il coordinamento con la Procura nazionale antimafia

Gli investigatori del Gico ritengono che dietro la Feudo Arancio ci sia un’operazione di riciclaggio dei soldi della mafia. La Guardia di Finanza ha sequestrato anche i vignetinel Ragusano per complessivi 900 ettari..

Quattro persone sono indagate: Fabio Rizzoli, ex amministratore delegato di Mezzacorona, Luci Rigotti, presidente del consiglio di amministrazione, Gian Luigi Caradonna e Giuseppe Maragioglio.

Secondo l’accusa, fra il 2000 e il 2005 sarebbero stati acquistati i vigneti un tempo di proprietà dei cugini Nino e Ignazio Salvo, i potenti esattori di Salemi, già arrestati per mafia dal giudice Giovanni Falcone. Dopo la morte dei due cugini Salvo la gestione formale dei beni era stata affidata a prestanome mentre quella reale, su “delega” di Cosa Nostra, ad un uomo d’onore palermitano e all’allora capo mandamento di Sambuca di Sicilia, su autorizzazione di boss latitante.

“Pochi giorni per organizzarci e prevenire situazioni di emergenza.

Abbiamo visto, non in tutte le vie, i mezzi per la sanificazione. Alcuni cittadini lamentano, vista l’emergenza globale, disparità di trattamento tra le vie e vorrebbero essere rassicurati sugli interventi.

I trattamenti sono stati di due tipi e, mi dicono dall’amministrazione, uno dei due curato direttamente le aziende dell’appalto rifiuti. Adesso è l’ordinanza regionale a richiedere gli interventi di sanificazione,  il parere dell’Istituto Superiore di Sanità è quello di effettuare l’ordinaria pulizia con saponi/detergenti convenzionali ma che soluzioni con ipoclorito di sodio sparse sulla sede stradale, oltre che di non provata efficacia per la prevenzione dal virus su superfici continuamente contaminate, porterebbero a  problemi di irritazioni e inquinamento diretto o attraverso forme di degradazione.

Un problema sollevato dai cittadini è quello della potenziale contaminazione attraverso i mastelli riportati in casa, che molti non voglio più utilizzare. L’amministrazione dovrebbe valutare e dare indicazioni ai cittadini che, nonostante adottino tutte le precauzioni, temono il contagio da mastello.

Per non trovarsi ad affrontare una dolorosa e pericolosa emergenza nell’emergenza bisogna trovare e definire soluzioni per la situazione dei cimiteri agrigentini.

C’è il timore per l’emergenza e il semplice cittadino non sa come verrà affrontata.  Abbiamo tutti perplessità sull’ospedale senza un reparto malattie infettive e pneumologia, dove non ci sono DPI per tutti. L’amministrazione ha denunciato il gap sanitario del territorio, bisogna fare presto ad acquistare attrezzature e presidi che sono già introvabili nell’emergenza globale.

Il nostro è un territorio fragile, la popolazione è distribuita in diversi quartieri distanti l’uno dall’altro, ci sono campagne e spiagge . Dobbiamo stare a casa perché se tutti ci prendessimo il diritto di fare una passeggiata sarebbe difficile avere un isolamento efficace.

I comportamenti  diventano “primordiali” quando la tensione e la preoccupazione sale. La guardia non deve essere abbassata da nessuno, dobbiamo mantenere le distanze consigliate nei negozi e collaborare perché si mantengano condizioni di sicurezza, non dobbiamo farci prendere dal panico e comprare tutte le confezioni a disposizioni ma lasciare anche agli altri possibilità di approvvigionamento.

Questa disavventura globale speriamo sia possibilità di crescita e di autoeducazione come singoli e come comunità”.

Lo dichiara Marcella Carlisi, consigliere comunale Movimento 5Stelle

Plauso ai carabinieri, del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, per la brillante operazione che ha portato all’arresto di un uomo che nella notte aveva rubato un’autovettura ad Agrigento. “In questi giorni in cui i carabinieri sono impegnati nel far rispettare le norme per prevenire il contagio, – ha detto Firetto – ci sono delinquenti che approfittano delle strade deserte per compiere reati. L’inseguimento e l’arresto di stanotte siano un monito per altri malviventi. Non la farete franca!”.

Le imprese di costruzioni edili dell’Ance Sicilia (L’Associazione nazionale costruttori edili) si mobilitano per sostenere il sistema sanitario della Sicilia pesantemente provato dall’epidemia di covid 19 e che si appresta ad affrontare il picco. L’associazione regionale dei costruttori già nei primi giorni dell’emergenza ha acquistato 9 ventilatori polmonari non invasivi, uno per ogni provincia, con l’impegno assunto dall’azienda fornitrice di consegnarli entro la fine di marzo. Adesso, in anticipo sui tempi contrattuali, sono giunti i primi due apparecchi, che l’Ance Sicilia ha deciso di assegnare subito alle due province che in atto registrano il più elevato numero di ricoveri, ovvero Palermo e Catania. Il presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi, consegnerà il primo apparecchio all’ospedale pediatrico “Di Cristina” di Palermo, e il presidente di Ance Catania, Giuseppe Piana, consegnerà il secondo all’ospedale “San Marco” della città etnea. Gli altri sette ventilatori, la cui fornitura è prevista entro il prossimo 31 marzo, saranno tempestivamente assegnati ad altrettante strutture sanitarie delle restanti province.

I Carabinieri della Stazione di Realmonte hanno arrestato un uomo di 33 anni immigrato dalla Tunisia sorpreso alla guida di un’automobile appena rubata ad Agrigento. Intorno alla mezzanotte una telefonata al 112: “Sono il responsabile di una società, mi hanno rubato l’automobile, in pieno centro cittadino”. Immediato è scattato il rastrellamento dei Carabinieri nel territorio. Il ladro è incappato in uno dei numerosi posti di controllo. Ha invertito la marcia ed è scappato. E’ stato inseguito, bloccato, lui ha opposto resistenza. Risponderà all’autorità giudiziaria di furto e resistenza a pubblico ufficiale. E’ recluso in carcere. L’automobile è stata restituita al legittimo proprietario, che ha ringraziato i Carabinieri per la tempestività del loro intervento.

Ieri lo ha anticipato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e adesso lo conferma la ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina: la chiusura delle scuole sarà prorogata oltre il 3 aprile. E l’Azzolina ha commentato: “Al momento non è possibile fornire una data per l’apertura delle scuole, tutto dipende dall’evoluzione dei prossimi giorni dello scenario epidemiologico. Riapriremo lo scuole solo quando avremo la certezza dell’assoluta sicurezza”. E sull’esame di maturità, che da metà giugno dovrebbe interessare circa 500 mila studenti delle scuole superiori, Lucia Azzolina ha affermato: “Saranno prese misure che dipendono da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diversi scenari possibili, apprezzo molto i documenti che le consulte e il Forum degli studenti mi hanno presentato. Gli studenti stanno mostrando grande maturità, terrò in seria considerazione le loro proposte. Escludo il 6 politico. E al momento escludo anche che l’anno scolastico sia prolungato perché, se la didattica a distanza funziona, non abbiamo motivo di allungarlo, sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane”.

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Agrigento, presieduto da Giovanni Vento (nella foto), si è appena riunito in video conferenza, e, a fronte dello stato di emergenza sanitaria e delle difficoltà di approvvigionamento del materiale di protezione individuale che obbligatoriamente deve essere garantito a tutti i medici, ha deliberato l’acquisto con urgenza di 3.000 mascherine modello FFP3 e di 1.000 tute di protezione. Il materiale acquistato, non appena in possesso dell’Ordine dei Medici, sarà distribuito nel più breve tempo possibile a tutti i medici ospedalieri e del territorio della provincia di Agrigento.

l presidente della Regione, Nello Musumeci, ha emesso una nuova ordinanza anti – coronavirus, che limita ancora di più gli spostamenti. In particolare è in vigore il divieto di pratica per ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale, e gli spostamenti con gli animali sono consentiti solamente in prossimità della propria abitazione. Anche in tale caso, le sanzioni a carico dei trasgressori sono previste dall’articolo 650 del codice penale, ovvero fino a tre mesi di arresto o multa. E poi, tutti i negozi attualmente autorizzati dai precedenti provvedimenti, a eccezione di farmacie di turno ed edicole, dovranno restare chiusi la domenica. I sindaci inoltre potranno disporre la riduzione dell’orario di apertura al pubblico nel corso della settimana, ma non per generi alimentari e farmacie. Le uscite dalla propria abitazione per gli acquisti essenziali, a eccezione dei farmaci, sono limitate a una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. Non sarà ammesso, inoltre, l’ingresso nel territorio comunale dei venditori ambulanti al dettaglio provenienti da altri Comuni. Indicazioni stringenti anche per i mezzi di trasporto pubblico urbano: l’accesso agli utenti sarà consentito nella misura massima del 40 per cento dei posti omologati e, comunque, garantendo la distanza minima di un metro. Lo spazio riservato ai conducenti dei mezzi dovrà essere opportunamente delimitato.