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Sono comparsi, davanti al gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, Davide Bruccoleri, 31 anni, di Agrigento, e la compagna Sharon Trupia, 22 anni, di Agrigento, ma residente a Porto Empedocle, accusati di diversi quattro diversi episodi di scippi e rapine, commessi fra Grotte, Racalmuto e Castrofilippo, ai danni di anziani. Secondo le indagini svolte i due sarebbero stati gli autori dei seguenti colpi:
Grotte 17 agosto ore 20.00 circa via Buonarroti avvicinavano signora 69enne appena uscita dalla Chiesa Madre che si stava recando presso quella piazza Marconi ove era posteggiata la propria autovettura, veniva avvicinata dall’autovettura dei due giovani, i quali attirata l’attenzione della donna con la scusa della fatidica domanda la Trupia gli afferrava il collier al collo, facendo cadere la signora rovinosamente a terra.

“Col tempo il Partito Democratico si è trasformato in qualcosa che non mi appartiene”. Con questa motivazione, riportata in una lettera inviata al segretario provinciale, Giuseppe Zambito, la consigliera comunale di Agrigento, Angela Galvano, ha comunicato l’abbandono del Pd. “Ho assistito negli ultimi tempi a scelte politiche non condivisibili da un animo di sinistra come il mio”. Sempre nella lettera la Galvano fa sapere che andrà “laddove ‘batte il cuore’, cioè in un partito di sinistra come il MDP. Un movimento che può ridare speranza ed entusiasmo agli italiani per ritornare attivi e presenti su temi centrali per un paese veramente democratico»

Il gupo del Tribunale di Palermo, accogliendo le istanze della difesa, ha disposto la misura degli arresti domiciliari per Pietro Bono, 68 anni, pescatore di Menfi, finito in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a seguito dell’operazione Scorpion Fish. Ieri, dunque, l’uomo ha lasciato il carcere per essere tradotto presso la sua residenza. La richiesta è stata accolta in considerazione delle condizioni di salute del menfitano, condizioni che non sono state ritenute idonee alla detenzione in carcere. Oggi il Tribunale del Riesame deciderà circa la misura cautelare del Bono. Secondo gli avvocati difensori nessun indizio vi è a carico del pescatore che possa giustificare esigenze cautelari. Anche Felice Montalbano, 58 anni, operaio, coinvolto anche lui nell’operazione e  arrestato si rivolge al Riesame. I due sono accusati di aver dato assistenza logistica a due tunisini che secondo gli investigatori fanno parte di una organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.


Salvatore Gambino, 46 anni, di Agrigento, titolare di una impresa di impianti elettrici, esce dall’inchiesta su una tentata estorsione ai danni di un imprenditore agrigentino, tenta estorsione di cui sono accusati  Antonio Massimino, 49 anni di Agrigento, ritenuto dagli inquirenti il boss di Agrigento, e da un suo fedelissimo Liborio Militello, 50 anni, agrigentino anche lui. Massimino e Militello per la vicenda furono arrestati nel dicembre del 2016.
Il gup del Tribunale di Palermo, Nicola Aiello, esaminati gli atti a carico di questi ultimi due ha archiviato la posizione di Gambino accogliendo le istanze della difesa dell’imprenditore, istanze peraltro condivise dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che nei giorni scorsi aveva avanzato richiesta di archiviazione per Gambino. Il nome di quest’ultimo era stato tirato in ballo da Militello nel corso di una telefonata con l’imprenditore “taglieggiato”.
Sotto il video dell’arresto di Massimino e Militello.
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Il comandante dei vigili urbani di Cattolica Eraclea, Pasquale Campisi e il suo vice, Pietro Campisi, sono stati assolti dal Tribunale di Agrigento dall’accusa di omissione di atti di ufficio. I due erano finiti coinvolti in alcune intercettazioni riguardanti Antonio Grimaldi, 50 anni, ritenuto dagli inquirenti il presunto boss di Cattolica, e arrestato qualche anno dopo con l’accusa di associazione mafiosa, che chiamò l’ufficiale dopo che il figlio era stato multato perchè viaggiava in motorino senza casco e senza assicurazione, multa che venne tolta.  Il pm chiedeva la condanna a 8 mesi per i due mentre gli avvocati difensori hanno sostenuto che “la mancata contravvenzione non integra una delle ipotesi previste dalla legge come omissione di atti di ufficio”.

In una nota stampa il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene sulla vicenda del servizio mandato in onda su La7. “Gli agrigentini usano lavarsi in bagno e a casa propria. Sembra un’ovvia affermazione ma non lo è per certa stampa, a quanto pare: quella degli show tv che ben poco somigliano al giornalismo d’inchiesta. Ancora una volta siamo costretti a ribadire che la Città dei Templi e di Luigi Pirandello non è più disposta ad accettare di finire nel calderone televisivo delle falsità e delle infamie. Il servizio de” L’aria che tira”, mandato in onda ieri su La7, danneggia la città e l’intero comparto turistico nel clou della stagione e offende perfino l’intelligenza degli italiani. A fronte del duro lavoro e del serio impegno di tante piccole imprese che si sforzano con orgoglio di invertire una rotta, in barba ai lusinghieri riconoscimenti nazionali e internazionali per le iniziative culturali e per il paesaggio, esistono ancora siciliani e agrigentini che sprecano il fiato per screditare, mettere in ridicolo o infangare una comunità intera. Il comportamento indecoroso di un paio di ambulanti forestieri nel pieno della calura estiva e dei festeggiamenti di San Calogero non può prestarsi a facili speculazioni che ricadono pesantemente sull’intera città. Unanime è in queste ore l’ indignazione dei cittadini, che sentono il bisogno di difendere con orgoglio l’immagine di una città piena di storia e di tesori che si accinge a celebrare nel 2020 i suoi 2600 anni di storia. Gli agrigentini amano la città e non sono disposti più ad accettare che se ne infanghi il nome o che si cancelli con poche parole al vento anni di lavoro e di piccoli grandi investimenti per un futuro che guarda al turismo come principale risorsa”.


“Innovazione & Imprese -Focus sulle azioni 1.1.2; 1.1.3; 1.1.5” sarà il tema del primo degli incontri territoriali del PO Fesr 2014-2020, che toccheranno varie città siciliane, a partire da Catania.
Le azioni che verranno illustrate sono tese all’incremento dell’attività di innovazione delle imprese e ad una più ampia collaborazione tra le imprese stesse e il sistema della ricerca.
L’obiettivo è finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie, prodotti e servizi, nonché l’avanzamento tecnologico delle aziende siciliane attraverso il finanziamento di linee pilota e azioni di validazione precoce dei prodotti e di dimostrazione su larga scala.
L’appuntamento è per oggi, venerdì 14 luglio presso il Palazzo della Cultura di Catania, alle 9.30.
Di seguito il programma della giornata:
SALUTI ISTITUZIONALI 9:30- 9:40  Sindaco di Catania Enzo Bianco
APERTURA LAVORI 9:40- 10:00 Introduzione a cura del moderatore Mario Barresi
Interventi previsti:
Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione (AcAdG) FESR Sicilia 2014-2020 Dipartimento        della Programmazione – Vincenzo Falgares
Commissione Europea – DG REGIO Lucio Paderi
Dirigente generale Dipartimento Attività Produttive Alessandro Ferrara
PRESENTAZIONE BANDI AREA TEMATICA 10:15 -12:00
Il Responsabile dell’Ufficio Competente per le Operazioni (UCO) Dario Tornabene
Tematiche trattate:
Descrizione mission singolo avviso/incentivazione
Illustrazione degli avvisi/incentivi oggetto dell’iniziativa e informazione su quelli in programmazione.
QUESTION TIME & DIBATTITO 12-00- 13.00
KEYNOTE SPEECH FINALE 13.00 -13.30
Assessore regionale alle Attività Produttive Maria Lo Bello
CONCLUSIONI
Presidente della Regione Rosario Crocetta
Gli incontri territoriali proseguiranno il 18 luglio ad Agrigento (Nuove Imprese; Azioni 3.5.1 e 1.4.1 Po Fesr), il 21 a Siracusa (Imprese; Azione 3.1.1), il 24 a Messina (Ambiente, rischio idrogeologico; Ot5 e Ot6), il 26 a Palermo (Agenda digitale; Ot2), il 28 a Trapani (Ricerca e Innovazione; Azioni 1.2.1 e 1.2.3), il 31 a Palermo (Ambiente, rischio idrogeologico; Ot5 e Ot6).
Il 4 agosto è poi prevista a Caltanissetta un’iniziativa sull’internazionalizzazione delle imprese (Azioni 3.4.1 e 3.4.2), mentre a settembre gli incontri si terranno il 4 a Catania (Trasporti e infrastrutture; Ot4 e Ot7) e il 7 a Piazza Armerina (EN) dove saranno illustrati gli interventi relativi a turismo e cultura (Ot6).

Oggi 14 luglio alle ore 17, presso il Centro Balneare della Polizia di Stato, a San Leone, Viale delle Dune n. 2, si terrà un incontro con Don Luigi Ciotti.
Sarà l’occasione per condividere – con quanti sentono la necessità e l’urgenza di un cambiamento – idee, esperienze e proposte per costruire insieme dei percorsi di partecipazione, cittadinanza attiva e giustizia sociale.
Il nostro territorio ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane – tanti sono gli innocenti che hanno perso la vita a causa della violenza mafiosa – ma anche in termini di opportunità di sviluppo, di occasioni di lavoro, di povertà materiale ed immateriale determinate dal condizionamento mafioso. Sappiamo bene che la mafia non è solo un fenomeno criminale e che la funzione repressiva – puntualmente ed efficacemente attuata dalla magistratura e dalle forze dell’ordine – non può bastare.
Tocca alla società civile interrogarsi, organizzarsi e assumersi la corresponsabilità di intervenire sugli aspetti culturali che garantiscono alle mafie quel consenso sociale che le rende ancora forti ed estremamente attuali.
Ecco perché è importante incontrarsi, parlarne e fare in modo che le tante energie belle e positive su cui il territorio agrigentino può contare, possano diventare sinergie.
CORRUZIONE E’ PECCATO:
L’IMPEGNO DELLA CHIESA CONTRO CORROTTI E CORRUTTORI
Dalle ore 20, Don Luigi sarà a Raffadali – Chiesa Madre,Via Nazionale 99 – per un incontro promosso dalla Parrocchia Sant’Oliva, il Servizio Diocesano di Pastorale Sociale e Problemi del Lavoro e dal Presidio di Libera “Vincenzo Mulè” di Raffadali.
Per la prima volta la Chiesa decide di utilizzare lo strumento della scomunica per punire le attivit corruttive, a partire da questa importante novità, si esploreranno le posizioni della Chiesa nell’ambito del contrasto alla corruzione e alle mafie.

Slitta al prossimo tre ottobre la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo chiamato a decidere sulle sorti dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone alle prese con una condanna definitiva per calunnia (1 anno e 4 mesi di reclusione) e che vuole scontare, come prevede la legge, nella forma dell’affidamento ai servizi sociali.
In tal senso, Arnone ha già presentato richiesta e sarà proprio il Tribunale di sorveglianza a valutare e poi decidere se affidare Arnone ai servizi socialmente utili piuttosto che disporre la detenzione.
Intanto, la decisione prevista per ieri è stata ancora una volta rinviata al prossimo 3 ottobre.

Ad Agrigento, nel centro cittadino, in via De Gasperi, quattro migranti, del tutto sconosciuti agli organi di controllo, tra foto – segnaletiche e identificazione, sono entrati in un condominio. I residenti hanno telefonato al 113 e una pattuglia della Volanti ha intercettato i quattro e li ha condotti nell’Ufficio Immigrazione della Questura, dove sono risultati del tutto “fantasmi”, e, prima di essere condotti in un Centro d’accoglienza, sono stati denunciati, a piede libero, alla Procura della Repubblica per ingresso clandestino in territorio italiano.