Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 986)

I registi e sceneggiatori siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza hanno inaugurato la 56esima edizione della Semaine de la Critique a Cannes con il film Sicilian Ghost Story, sostenuto dalla Sicilia Film Commission e interamente girato tra i laghi e le foreste del Parco dei Nebrodi.
“Un grande riconoscimento internazionale che ci riempie di orgoglio” – afferma Anthony Barbagallo, assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana che ha cofinanziato il film attraverso la Sicilia Film Commission, nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei” – perché oltre a confermare il talento di due registi straordinari, che avevamo già avuto modo di sostenere, presenta al mondo scenari siciliani di rara e inconsueta bellezza naturalistica come quelli del Parco regionale dei Nebrodi dove, tra laghi e foreste, il film è stato girato”.
“Non era mai accaduto che un film italiano inaugurasse la Semaine de la Critique, la sezione del Festival dedicata alla scoperta di nuovi talenti e al rinnovamento del linguaggio cinematografico”, aggiunge da Cannes Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission. “Questo successo dimostra la vitalità e l’originalità degli autori siciliani che trovano sempre più spesso ribalte internazionali, ma rafforza anche il senso e la funzione dei nostri uffici per la ricerca e la valorizzazione dei migliori talenti siciliani. Per celebrare il film di Antonio e Fabio abbiamo deciso di pubblicare una preview del nuovo portale web della Sicilia Film Commission, – www.siciliafilmcommission.org – interamente dedicata a “Sicilian Ghost Story”. Prevediamo il lancio del portale, operativo in tutte le sue funzionalità, entro la fine del prossimo mese di giugno”.
Fonte ANSA

Panico e corpi a terra al termine dello show di Ariana Grande

Paura e sangue in Gran Bretagna, nella Manchester Arena, dove una potente esplosione ha causato morti e feriti. L’episodio è trattato dagli inquirenti come un fatto di terrorismo. Alcune testimonianze fanno riferimento ad almeno “20-30 persone” viste a terra.
L’episodio, descritto subito dagli investigatori come “un serio incidente”, ha tutta l’aria di essere un attacco compiuto con un ordigno, anche se al momento non vi sono conferme. E’ avvenuto ieri sera subito dopo la fine di un concerto di Ariana Grande – pop star americana 24enne, rimasta illesa secondo una sua portavoce – e ha scatenato il panico fra la gente.
La struttura, la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi. Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale. Mentre la polizia accorreva in forze e così pure i mezzi di soccorso.


Lo street food non è solo una semplice moda, ma un vero e proprio modo di unire antichi sapori della nostra tradizione culinaria con l’innovazione proveniente da paesi stranieri. Il trend è in crescita, ogni giorno il cibo da strada raggiunge quartieri e aree più o meno frequentate delle nostre città e non solo. La cucina “on the road” è diventata un vero e proprio format se si pensa a chef stellati come Chef Rubio, James Oliver e Koldo Royo, che hanno consacrato l’arte del cibo da strada tramite le loro trasmissioni televisive.
Secondo gli ultimi dati della Coldiretti, un italiano su due acquista alimenti mentre si trova in giro per la città (52%). Le occasioni di gustare il cibo di strada si moltiplicano sempre di più grazie alla presenza di “Food Truck” o “Api”, appositamente modificati per il commercio itinerante. Il business dello street food è in continua crescita soprattutto nelle località balneari, turistiche e nelle grandi città. Sempre la Coldiretti ha analizzato che tra gli amanti dello street food più del 69% preferisce il cibo locale (arrosticini, arancini, piadine, fritture di pesce…), il 17% opta per specialità internazionali (hamburger e hot dog), mentre il 14% predilige cibi etnici come falafel e kebab.
Hundredrooms suggerisce alcuni piatti tipici considerati i capisaldi dello street food, presentando anche alcuni dei luoghi dov’è possibile riscoprire sapori antichi che si uniscono con l’innovazione di tendenze bio, vegan, gluten-free.
Pani ca’ Meusa (Palermo). Uno dei must della cucina siciliana insieme al pane e panelle. Il famoso pani ca’ meusa, ovvero il pane con la milza, vede due variabili: il classico, chiamato “schittu”, con una spruzzata di limone che serve per sgrassare la milza, e l’altro “maritatu” che in aggiunta prevede caciocavallo o ricotta. Luogo di culto dello street food italiano è Nino U’ Ballerino, piccolo chiosco che nasce nel 1802 e che propone anche arancini, cazzilli e insalate di polpo.
I Covaccini (Firenze). La tipica schiacciata toscana è uno dei piatti più ricercati dagli amanti dello street food. Uno dei migliori luoghi per gustare questa delizia a Firenze è Amici di Ponte Vecchio, posto proprio a lato del famoso ponte fiorentino, la cui specialità è il covaccino con stracchino e salsiccia, prodotto con ingredienti a Km 0.
La porchetta (Luco de Marsi, L’Aquila). La porchetta è un piatto tipicamente romano, ma in un piccolo chiosco dell’Aquila è possibile mangiare la migliore in assoluto, premiata Campione d’Italia per ben due anni consecutivi. Il Venditti Porchetta, piccolo luogo a conduzione familiare, oltre alla famosa porchetta propone varie specialità tra cui l’Abruzzese, un panino alla piastra con salsiccia, peperoni, cipolla e salsa di Tartufo.
Focaccia di Recco (Genova). Quando si parla di cibo da strada specialmente in Liguria si pensa subito alla Focaccia di Recco. Con la sua pasta sottilissima che sprigiona un sapore paradisiaco grazie al suo formaggio fresco, è infatti generalmente piena di stracchino. Una delle più richieste è anche la focaccia con le cipolle.
Piadina Salentina (Lecce). Se si pensa alla piadina, viene in mente sicuramente la piadina romagnola. Ma anche a Lecce ci sono luoghi dove si può degustare una piadina artigianale preparata con differenti tipi di farina fra cui anche quella gluten-free. Nei ripieni si uniscono i sapori della cucina pugliese come la barbabietola e le cime di rapa, con l’innovazione di sapori diversi quali avocado, azuki zenzero.
La frittatina di pasta (Napoli). “Du frittur” la famosa frase citata più volte nella serie di successo Gomorra incarna perfettamente la cucina napoletana. Non solo la patria della pizza, ma anche delle friggitorie dove è possibile assaporare le famose zeppole, i panzarotti, la frittura di pesce e la pizza fritta. Di indubbio gusto è la frittatina di pasta, uno dei fiori all’occhiello dello street food napoletano, ricchissima di bucatini, piselli, prosciutto cotto, provola e besciamella.
I folpetti (Padova). Delizia della cucina veneta, questi moscardini non eviscerati lessati nell’acqua bollente e serviti in salsa verde, sono una delle specialità padovane. Luogo di culto è il food truck chiamato La Folperia, dove oltre allo squisito piatto si possono degustare altri sapori della tradizione veneziana come Bovoetti, Masenette, Moeche fritte e tartare con pesce sempre fresco proveniente dai mercati di pesce della vicina Venezia.
Arrosticini (Pescara). Uno dei piatti più conosciuti della tradizione abruzzese sono gli spiedini di carne di pecora chiamati anche rustelle, che in alcune zone dell’Italia vengono realizzati con la variante della carne di capra. Nelle zone del pescarese è possibile trovare moltissime eco-bike, ovvero carretti dove, rispettando l’ambiente, si cucinano prodotti a km 0 con carni provenienti dai rilievi abruzzesi.
Frutti di Bosco (Milano). Il capoluogo lombardo sembra non essere il luogo ideale per trovare fragole, mirtilli, more e lamponi, e invece non è così. La tendenza bio che invade Milano con “Api” e furgoncini di varie dimensioni è una delle realtà più in voga. Nella città è possibile comprare frullati, macedonie, frutta fresca e bevande rinfrescanti. Esempio è Straberry, un’Ape che gira per la città vendendo frutti prodotti a km 0 e coltivati nel pieno rispetto dell’ambiente, utilizzando l’energia solare di ultima generazione.
Granita messinese (Messina). Ricca di zuccheri, calorica , ma rinfrescante, è la colazione ideale soprattutto nel periodo estivo, e a volte può anche sostituire il pasto. I gusti sono svariati, si va dalla fragola al limone, dai gelsi alla mandorla, dai fichi alla cioccolata. La più celebre e rinomata, però, è la “menza ca’ panna”, servita in un bicchiere per metà con granita al caffè e per metà con panna . La granita si mangia rigorosamente accompagnata dalla brioche con la “coppola”, una sorta di panino al burro dalla forma e dal gusto particolare. La più conosciuta a Messina è quella di “u Tedescu”, considerata una tra le migliori della Sicilia, infatti è possibile trovare api e furgoni in giro per la città, dove si può acquistare questa prelibatezza.


La Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci è arrivata a Taormina e, da domani, sarà visitata dalle delegazioni del G7.
L’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo annuncia: “dopo il G7 l’autoritratto di Leonardo Da Vinci sarà in mostra a Catania”.
La Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci è arrivata questa mattina a Taormina ed è stata accolta dall’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo, dall’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone e dal Sindaco di Taormina Eligio Giardina. L’autoritratto del grande artista italiano sarà esposto all’interno della Chiesa del Carmine e sarà visitato dalle delegazioni internazionali presenti al G7. La Tavola Lucana sarà fruibile al pubblico dal 28 maggio fino al 4 giugno.
“La grande vetrina internazionale offerta dal G7 – commenta l’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo – deve fare da base a molte altre iniziative che vedono la Sicilia al centro degli itinerari turistici. Per questo abbiamo deciso di tenere in Sicilia la Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci e di esporla, finito il G7, al Museo Diocesano di Catania. E’ un onore per la Sicilia ospitare un’opera di questa importanza che va ad incrementare l’offerta turistica regionale”. L’elemento più prezioso del ritratto lucano è rappresentato dalla soluzione del problema sull’aspetto fisico di Leonardo che, nonostante le più antiche indicazioni, risulta ancora oggi un problema aperto; dopo circa cinque secoli, col recupero di questo dipinto, si è finalmente ricostruito il volto del genio che nulla sembrerebbe a che fare col celebre ritratto di vecchio della Biblioteca Reale di Torino.
L’iniziativa culturale, prodotta da Fenice Company Ideas grazie all’intervento dell’art promoter Gianni Filippini e del curatore Prof. Nicola Barbatelli, è stata posizionata al centro dello spazio espositivo della Chiesa del Carmine, all’interno di “Il Futuro sopravvenuto” un evento internazionale che mette in mostra le opere degli artisti di spicco del futurismo italiano. Curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira espone 70 opere importanti della Collezione Futur-Ism, della Collezione Ventura, della Collezione Trust Aletta e Fondazione Cirulli, Fondazione Evola e Collezione Luce Marinetti alcune delle quali esposte nelle mostre storiche organizzate dal movimento futurista in grandi rassegne internazionali dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930 e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.
All’interno della mostra sarà possibile visitare un’installazione dell’artista innovatore Geo Florenti che per sensibilizzare le delegazioni mondiali ai problemi ambientali ha illuminato senza consumo d’energia l’opera di Giacomo Balla, “Complesso Plastico colorato di frastuono + velocità” del 1910 e contestualmente anche l’ambiente che la ospita. L’idea lungimirante di Geo è quella di creare nuove tecnologie innovative nel campo dell’energia, applicando queste per illuminare, come in questo caso, le opere d’arte e gli spazi espositivi. L’istallazione, che ha la valenza di un vero e proprio impianto di illuminazione, ha una composizione e un funzionamento relativamente semplici. Per generare l’energia necessaria all’accensione istantanea delle proprie luci, il sistema utilizza piccole celle di silicio che riciclano la luce emessa da altre fonti luminose e la convertono in altra energia utile. Da qui l’illuminazione a consumo zero.
Dal 28 maggio al 4 giugno la “Tavola Lucana” di Leonardo Da Vinci, la mostra “Il Futuro Sopravvenuto” e l’installazione luminosa di Geo Florenti saranno visibili al pubblico nei locali dell’ex Chiesa del Carmine (tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 22,00). Domenica 28 maggio i residenti a Taormina avranno la possibilità di visitare il Museo al prezzo speciale di 6 euro.

Il consigliere comunale di Porto Empedocle, Gero Sanfilippo, con la presente interrogazione riferisce che lo scorso 6 maggio 2017, è apparso l’articolo sul quotidiano sicilia24h.it, attraverso il quale il giornalista invitava gli uffici preposti del Comune, a verificare se sono stati commessi abusi edilizi nella casa sita in via Ugo La Malfa n°16, civile abitazione dell’assessore Stefania La Porta.

Il consigliere Sanfilippo chiede di sapere, se ad oggi, sono state effettuate le opportune verifiche.

Autrici: Eugenia Nicolosi - Alessia Rotolo Titolo: La notte porta scompiglio Prefazione di Leoluca Orlando Editore: Dario Flaccovio Anno: 2016 Pagine: 192 Prezzo: 18,00 euro Isbn: 978-88-579-0632-4


È notte, è Palermo. Dentro e fuori le mura si aggirano artisti, viveur, baristi, amanti della notte e semplici esseri umani di passaggio. In loro compagnia ci si ambienta per le strade e i locali della città notturna e si compie un viaggio attraverso ricordi, confessioni, goliardate e storie d’amore che la raccontano nelle sue mille facce. Ed è incastrando tra il tramonto e l’alba momenti di realtà e altri di fantasia in un mosaico composto da milioni di tessere che Palermo si manifesta in uno spazio e in un tempo unico e sfumato, diventando cartolina di se stessa, vera e strabiliante protagonista di ogni storia.
Sulle autrici:
Alessia Rotolo è giornalista dal 2010. Scrive per il quotidiano MeridioNews e l’agenzia di stampa Italpress. Collabora con associazioni che si occupano di crescita e integrazione sociale e culturale. Gira con la sua vespa rossa PK dell’83 per Palermo e quando non lavora frequenta le peggiori taverne e locali notturni del centro storico. Adora leggere poesie d’amore e il suo gruppo preferito sono i Radiodervish.
Eugenia Nicolosi è giornalista dal 2014. Ha iniziato come autrice di racconti brevi sul quotidiano Livesicilia, oggi collabora con La Repubblica e dice la sua sui blog diPalermo e Rosalio. Sostiene alcune associazioni cittadine che si occupano di turismo, cultura e discriminazione sessuale dando una mano quando serve. Ruba piante grasse e ascolta i Beatles.

Dieci giorni dedicati al formato di pasta che più rappresenta Palermo: gli Anelletti. Dall’1 al 10 giugno arriva “Anelletti Days”, l’evento di Cronache di Gusto per valorizzare questo tipo di pasta che, per quanto sia quello che più si identifica con Palermo e i palermitani, è poco diffuso nei ristoranti e gode generalmente di poca considerazione tra gli chef. Per questo dall’1 al 10 giugno i ristoranti che aderiscono all’iniziativa avranno nei propri menù un piatto realizzato con gli anelletti, declinato in modo creativo e originale. E per ogni piatto venduto, 50 centesimi saranno donati all’Ospedale dei bambini di Palermo.
L’iniziativa sarà presentata alla stampa mercoledì 24 maggio alle 15 a Villa Niscemi. Interverranno il direttore di Cronache di Gusto Fabrizio Carrera, il sindaco Leoluca Orlando, l’antropologa Selima Giuliano e i tre chef stellati che sono i testimonial dell’iniziativa, e quindi, Giuseppe Costa de Il Bavaglino di Terrasini, Patrizia Di Benedetto del Bye Bye Blues di Palermo e Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria.
“Anelletti days è il nostro gesto d’attenzione verso Palermo che riflette il nostro modo di essere – spiega il direttore Fabrizio Carrera – Cronache di Gusto è un giornale glocal, che racconta dei migliori vini del mondo ma non dimentica il legame con le proprie radici. Palermo ha un primato storico sulla pasta, è qui che nacque più di mille anni fa, che con questa nostra iniziativa vogliamo riscoprire”.
Mercoledì 24 maggio la presentazione dell’iniziativa a Villa Niscemi con gli chef stellati Tony L.

Un grande e raro evento artistico verrà presentato, mercoledì 24 maggio, alle ore 12.00, nella sede dell’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia: “GUIDO RENI E LA MAGNIFICENTE BELLEZZA – Capolavori da Ascoli Piceno”.

L’Assessore regionale Anthony Barbagallo presiederà l’appuntamento insieme a Luigi Bonelli e a Ivan Bonomo, rispettivamente Sindaco di Nicosia (Sicilia, Enna) e Assessore alla Cultura. Interverranno anche Charlie La Motta e Antonio Insinga, Presidenti della Pro Loco e della Confcommercio – sezione di Nicosia.

La mostra, che verrà inaugurata il prossimo 30 maggio a Nicosia, è letteralmente un evento storico in quanto per la prima volta arriverà in Sicilia l’Annunciazione dipinta da Guido Reni, un capolavoro assoluto dell’arte del Seicento, “da tutti i virtuosi ammirata per una delle più belle, se non la più bella delle sue bellissime dipinture. L’evento artistico nasce per sostenere un grande progetto solidale ed è promosso dal Comune di Nicosia, insieme alla Pro Loco, alla Confcommercio, alla Diocesi di Nicosia e alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno. L’obiettivo della mostra, infatti, è quello di finanziare il restauro di un’opera d’arte custodita nel territorio ascolano, danneggiata dal terremoto che ha devastato il centro Italia.

La magnificente bellezza dell’arte “senza tempo” di Guido Reni approda a Nicosia insieme ad altre due tele pendant che il pittore caravaggesco Giacinto Brandi ha realizzato nel 1662, ovvero il Beato Bernardo Abate e San Benedetto Abate, provenienti dalla chiesa ascolana di Sant’Angelo Magno, da dove sono state rimosse in seguito ai danni riportati dal terremoto del 30 ottobre 2016.

Le opere marchigiane trovano una location d’eccezione all’interno della Chiesa di San Calogero, un gioiello da riscoprire del barocco siciliano edificato alla fine del Seicento dalla Confraternita di Santa Maria degli agonizzanti di Nicosia.

L’esclusiva mostra di Nicosia, nel cuore della Sicilia in provincia di Enna, è dunque un importante e significativo appuntamento da non perdere perché l’arte aiuta l’arte ferita a risorgere dalle ceneri di un sisma che ha devastato il nostro patrimonio culturale che rappresenta un’identità di cui andar fieri.


Informazioni:

GUIDO RENI E LA MAGNIFICENTE BELLEZZA, Capolavori da Ascoli Piceno

A CURA di : Stefano Papetti e Antonio D’Amico

SEDE DELLA MOSTRA: Nicosia, Chiesa di San Calogero

DURATA DELLA MOSTRA: 30 maggio – 5 novembre 2017

INAUGURAZIONE: 30 maggio ore 18,00

APERTURA AL PUBBLICO: 31 maggio

ORARI DI APERTURA: Da martedì a domenica 10 | 13 – 16 | 20 e Lunedì chiuso

PREZZO DEL BIGLIETTO: 3,00 (Riduzione solo per le scuole di 2,00 a studente)

SITO INTERNET: www.guidorenianicosia.it

PER INFO E PRENOTAZIONI: 320/2727339

CATALOGO DEDICATO ALL’ANNUNCIAZIONE IN VENDITA PER RACCOLTA FONDI DA DEVOLVERE AL RESTAURODI UN’OPERA DANNEGGIATA DAL TERREMOTO

E’ tutto pronto per l’atteso appuntamento con  il treno storico di Fondazione FS Italiane e Ferrovie Kaos  “Scala dei Turchi Express”.  La partenza è fissata per domenica  prossima, 28 maggio 2017 alle ore 9.40 dalla stazione di Palermo Centrale. Il convoglio, trainato da una locomotiva diesel storica e composto da carrozze d’epoca, percorrerà tutto l’entroterra, fino ad arrivare al capolinea, presso la storica stazione di Porto Empedocle, alle 12 circa, da dove poi sarà possibile raggiungere con un breve trasbordo in bus la celebre spiaggia della Scala dei Turchi.
Chi non volesse approfittarne per il primo bagno della stagione, potrà optare per una valida alternativa: una intera giornata nella Valle dei Templi di Agrigento, tra arte, storia, natura e la possibilità di visitare anche lo splendido Giardino della Kolymbethra, incastonato nella parte più affascinante del parco archeologico.
Dunque, ce n’è per tutti i gusti: tutte le info relative al viaggio in treno storico sono reperibili sul sito istituzionale dell’ Associazione Ferrovie Kaos, all’indirizzo www.ferroviekaos.it , comprese preziose informazioni sulle modalità di partecipazione, sulla possibilità di pranzo ed escursioni alternative.
Il treno storico “Scala dei turchi Express”, come detto, partirà da Palermo Centrale, ed effettuerà numerose fermate: Bagheria (9.56), Termini Imerese (10.12), Roccapalumba (10.37), Cammarata/San Giovanni Gemini (11.00), Campofranco (11.20), Aragona Caldare (11.35), Agrigento Bassa (11.45), Tempio Vulcano (11.53), Porto Empedocle (12.05).
Il ritorno da Porto Empedocle è invece programmato per le ore 18.10. Il contributo di partecipazione è di  25 euro per gli adulti e 15 euro i ragazzi di età compresa tra i 4 ed 12 anni. I passeggeri che saliranno dalle stazioni di Cammarata/S.Giovanni Gemini, Campofranco e Aragona pagheranno 15 euro (adulti) e 10 euro (ragazzi); da Agrigento Bassa solo 10 euro (adulti) e 5 euro (bambini) ma senza garanzia del posto a sedere.
L’organizzazione informa, infine, che una parte del ricavato sarà devoluta alla AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica di Palermo: insomma, un motivo in più per partecipare ad una iniziativa che punta a valorizzare le bellezze paesaggistiche della Sicilia e sostiene la solidarietà.
Per tutte le info è possibile contattare i numeri  0912732357 o 3471024853
Foto Simone Cusumano

Siamo ad Agrigento, nel centro direzionale che ha ospitato in passato il vecchio ospedale della città e dove insistono:soprintendenza, forestale, motorizzazione, protezione civile e asp, da pochi minuti inagibili. Il disagio di stamattina è stato causato dalla rottura della palla di una autoclave che ha allagato tutti gli uffici e fatto crollare all’entrata dell’edificio buona parte del controsoffitto. Rischio alto per i lavoratori. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno interdetto tutto il personale di entrare nello stabile. Attualmente si lavora per capire cosa è successo.