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La Ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza, attuativa del decreto legge del 6 aprile su Esami e valutazione, che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede, per quest’anno, una commissione formata da 6 commissari interni e dal presidente esterno.

I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.

In questo modo – spiega la Ministra – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un Esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”.

Lo scrive il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia nel parere che ha trasmesso al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, al termine di un inteso confronto durato oltre 48 ore.

Del Comitato, coordinato da Antonio Candela, fanno parte: Luigi Aprea (igiene e sanità pubblica), Bruno Cacopardo (malattie infettive e tropicali), Salvatore Corrao (medicina interna), Francesco Dieli (immunologia), Agostino Massimo Geraci (medicina e chirurgia d’urgenza), Antonello Giarratano (rianimazione e terapia intensiva), Gioè Santi Mauro (ranimazione e terapia intensiva), Cristoforo Pomara (medicina legale), Nicola Scichilone (pneumologia), Stefania Stefani (microbiologia), Francesco Vitale (virologia) e Toti Amato, (presidente Ordine dei medici).

Il documento redatto dagli esperti siciliani è stato da subito condiviso dal governatore siciliano con il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e nel corso della videoconferenza con la ‘Cabina di regia nazionale’ presieduta dal premier Giuseppe Conte, è stato inviato a Palazzo Chigi.

Siamo in un periodo dell’emergenza coronavirus nel quale, superata la fase virulenta della diffusione del contagio, ci apprestiamo, considerato l’andamento epidemiologico in corso che registra una curva decrescente di casi, a prospettare la fase cosiddetta 2. Cioè quella fase che lascia alle spalle l’estrema emergenza sanitaria per intravedere una ripresa graduale del tessuto produttivo, commerciale e anche sociale del Paese.

L’ingegnere Bruno Neri, di Sciacca ma da anni a Pisa dove è docente di Elettronica presso Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, ci spiega a che punto siamo, sia a livello della nostra Regione, sia nazionale, con la pandemia coronavirus prospettando la fase 2. Tra l’altro, l’ingegnere Neri è impegnato in un complesso studio che riguarda gli effetti della meditazione tibetana sulle attività cerebrali con la partecipazione di meditatori in ritiro da diversi anni all’interno dei monasteri tibetani in India. L’ingegnere Neri è stato componente dello staff di tecnici sul disastro della nave Concordia per la parte civile.

Le famiglie Liotta-Guardino-Porrello-Scarpato in queste ore stanno ringraziando tutti coloro che hanno voluto unirsi al loro dolore per la prematura scomparsa di Lidia Liotta, l’infermiera saccense di 55 anni uccisa dal coronavirus che ha contratto durante la sua attività lavorativa in una casa di riposo per anziani in provincia di Bergamo.

Una messa verrà celebrata in suo ricordo domani, lunedì 20 Aprile, alle ore 18.00, sulla pagina Facebook “Frati Minori Cappuccini BMV di Fatima di Sciacca”.

Sarà un’occasione anche per la comunità di Sciacca, oltre che per quella di Predore, dove lei abitava con la sua famiglia, per ricordare Lidia, donna, madre e professionista che tutti ricordano con affetto.

Un nuovo quantitativo di generi alimentari a lunga conservazione è stato consegnato questa mattina dal responsabile della Fondazione “Agireinsieme” al Gruppo di Protezione del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Un ulteriore gesto di solidarietà che permetterà allo staff della Protezione civile di destinare questi beni ai Comuni che ne hanno già fatto richiesta per sostenere le famiglie in difficoltà economica. Nei prossimi giorni saranno effettuate le consegne.

Per l’occasione lo staff di Protezione Civile coordinato dal funzionario dr. Marzio Tuttolomondo ha rivolto un sentito ringraziamento alla Fondazione “Agireinsieme” e all’Associazione dei Dipendenti “Paolo Palmisano” del Libero Consorzio per aver contribuito con le loro donazioni ad alleviare le sofferenze economiche di molte famiglie della provincia, e ai volontari delle associazioni di protezione civile che si sono prodigati per permettere la distribuzione dei beni di prima necessità ai vari Centri Operativi Comunali.

Rimane attivo il numero telefonico per le emergenze: 3336141869 dell’Ufficio di Protezione Civile, al quale possono rivolgersi tutti coloro che vorranno effettuare le ulteriori, auspicate donazioni (solo beni di prima necessità, sopratutto prodotti alimentari non deperibili).

Alcuni quotidiani e siti internet continuano ad attribuire l’erogazione dell’indennità di 600 euro a favore dei professionisti iscritti alle Casse previdenziali private all’Inps.

Si ribadisce che l’Inps non ha nulla a che vedere con le competenze delle Casse private dei professionisti, alle quali il Governo ha assegnato dei fondi per la gestione delle indennità, che sono gestite in maniera completamente autonoma.

Si tratta, in altri termini, di una indennità regolata da specifiche norme di legge e affidata alla competenza delle Casse private di previdenza e non all’Istituto.

Continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di cittadini rientrati in Sicilia durante l’emergenza coronavirus e che, nel perfetto rispetto delle norme si sono posti in quarantena ottemperando a tutti gli adempimenti imposti dalla legge. Contattati via PEC o in altra forma dall’ASP nei primi giorni di isolamento, gli è stato comunicato che in prossimità della fine della quarantena (che dovrebbe durare 14 gg.) avrebbero dovuto essere sottoposti a tampone prima di uscire. Parliamo di persone assolutamente asintomatiche e che non avevano né hanno avvertito alcun sintomo di Covid19”.

A sottolinearlo è il commissario provinciale del partito di Salvini a Palermo, Antonio Triolo.

Ho notizie, fra queste – spiega – di persone tornate per assistere parenti invalidi o per ragioni di lavoro, persino di persone che dovrebbero ripartire perché altrimenti a rischio licenziamento, e che non hanno più alcuna notizia dall’ASP da 20 o addirittura 25 giorni. Nessun tampone né alcuna indicazione. I medici di famiglia non sanno che rispondergli e i numeri di emergenza della Regione e dello Stato (1500) cadono dalle nuvole”.

       “Chiediamo che l’Assessorato alla Sanità ed i vertici dell’ASP intervengano immediatamente. La limitazione della libertà personale è un vulnus accettabile in situazioni straordinarie come quelle che stiamo vivendo, nei limiti delle norme, dello strettamente necessario a garantire salute e sicurezza e del buon senso ma ci sembra che, in questi casi, ci troviamo molto oltre questi limiti. Se non si fosse in grado nei tempi previsti, per motivi che non sappiamo, di fare i tamponi che la stessa Regione ha imposto, si proceda a lasciare uscire queste vittime di un bug nel sistema anche al limite autocertificando che, a seguito del congruo tempo trascorso, non hanno mai avuto sintomi di alcun tipo e risultano a tutt’oggi asintomatici”.

L’emergenza COVID-19 ha evidenziato limiti e debolezze di assoluta grandezza, tutti abbiamo capito quanto fragile era il sistema della vita che, come ha detto giustamente il Papa, ritenevamo sano in un mondo malato. Stiamo cambiando modo di vivere, ma è opportuno incominciare a guardare al futuro.

Nella nostra città abbiamo bisogno un piano per ricominciare, con l’assoluta necessità di proposte e progettazione. L’amministrazione comunale, così come tutti noi, non può fermarsi solo alla conta dei danni, ma capire come affrontare il drammatico disagio sociale che ancora di più ha colpito tante fasce deboli, attenuate solo in parte da buoni spesa elargiti dallo stato, sicuramente non bastevoli per una emergenza che ancora continuerà a lungo. Un aumento del tasso della povertà che rischia di diventare ordinarietà.

E allora ci chiediamo: esiste una proposta amministrativa in tal senso? Cosa e come si vuole affrontare tale dramma? Ad esempio, non sarebbe opportuno a determinate fasce con reddito basso o nullo che non percepiscono il reddito di cittadinanza, posticipare oppure eliminare la tassazione dei tributi locali per l’anno in corso? Esite un BONUS idrico, perché non crearne anche uno per la TARI?. Bisogna uscire fuori dalla logica della partita di giro.

Va rivista nella sua essenza la politica della solidarietà sociale, vanno fatte scelte attente ed oculate, in direzione del miglioramento sociale, che non può essere contestualizzato da atteggiamenti impropri ed illusori, talvolta messi in campi da taluni soggetti che ricoprono cariche di responsabilità.

Riteniamo che avere rispetto della povertà debba significare pensare alla bisogno.

È questo il momento di donare idee e progetti, magari senza scomodare Madre Teresa di Calcutta.

La nostra formazione politica e culturale ci ha imposto in modo naturale di eliminare steccati e stare accanto alle istituzioni, alla Sindaca in particolare, a cui chiediamo di stigmatizzare le posizioni di alcuni suoi collaboratori, curare personalmente l’Assessorato alla Solidarietà Sociale, per potere meglio capire quanti soldi ci sono nei vari capitoli di spesa e verificarne la corretta distribuzione, vista la crisi ora sempre più vasta.

Così come chiediamo alla Sindaca Alba di aprire un osservatorio permanente con le tante realtà locali, vedi parrocchie e associazioni varie, che meglio di altri conoscono il problema della dilagante povertà, oggi una vera e propria pandemia sociale. Non possiamo stare solo a contare i danni, bisogna capire cosa dobbiamo fare domani, tutti insieme per il bene della città di Favara.

Michele Montalbano

Giuseppe Lentini

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, si dice dice “sconcertato dalle polemiche sull’ospedale di Sciacca”. Lo fa in una dichiarazione in cui precisa che il “Giovanni Paolo II è oggetto di investimenti e attenzioni come non mai, da quando è in carica il governo Musumeci”.

Razza considera “molto grave  che vengano riferite notizie scientificamente infondate, che rischiano di mettere in allarme la popolazione e non è più tollerabile l’istigazione continua dell’opinione pubblica soprattutto da parte di chi riveste ruoli istituzionali”. Appare fin troppo evidente il riferimento ai sindaci del territorio che chiedono chiarezza e trasparenza sulla trasformazione dell’ospedale di Sciacca.

” Quella adottata da Firenze- stando a quanto riferisce l’assessore Razza- è una prassi attuata anche nei principali ospedali italiani, dove si opera in altissima complessità-. E’ la rigidità delle procedure e dei comportamenti a fare la differenza, questo dovrebbe essere noto a tutti proprio a Sciacca, dove si è registrato il primo focolaio ospedaliero non per la presenza di un’area Covid, ma per comportamenti poco ortodossi e fuori dalle linee guida”.

L’ospedale di Sciacca – dice Razza – è la stessa struttura destinataria di importanti interventi strutturali e del potenziamento della terapia intensiva che questa polemica pretestuosa rischia di privare. Occorre, invece, continuare a lavorare in sicurezza e rendere un servizio pubblico degno ai cittadini che è l’obiettivo affidato al servizio sanitario agrigentino”.

L’Assessore Razza dimentica che a chiedere lumi, spiegazioni, trasparenza, sono diversi sindaci del territorio, sindacati, comitati, amministratori e politici locali, compresi deputati regionali e nazionali del territorio.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 113 (14, 15, 10);

Catania, 612 (107, 78, 68);

Enna, 311 (171, 29, 25);

Messina, 389 (128, 52, 40);

Palermo, 342 (74, 45, 25);

Ragusa, 58 (4, 6, 5);

Siracusa, 105 (63, 60, 17);

Trapani, 112 (7, 18, 5).