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L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in foto e video, che alla Scala dei Turchi, a Realmonte, chiusa e recintata da circa due settimane, i turisti continuano ad ignorare l’ordinanza del sindaco di Realmonte, e, in mancanza di controlli, entrano pericolosamente nell’area vietata scavalcando o rompendo la recinzione.

La Capitaneria di Porto Empedocle, capitanata da Gennaro Fusco, a contrasto della pesca illegale del novellame, ha sorpreso in flagranza di reato, nel mare di Ribera in località Seccagrande, alcuni pescatori di frodo intenti a gettare le reti illegali detenute a bordo. I militari della Guardia costiera hanno sequestrato 4 reti da pesca di tipo tremaglio da 150 metri ciascuna, ed una rete combinata di 250 metri. Multa da 1000 euro per detenzione di attrezzi non consentiti.

Tra poco più di una settimana in Parlamento si vota la richiesta di autorizzazione a procedere a carico di Matteo Salvini per il caso “Gregoretti”. Adesso un’altra richiesta di autorizzazione a procedere incombe a carico di Salvini per il caso “Open Arms” dello scorso agosto. Salvini commenta: “Ormai le provano tutte per fermare me e impaurire voi cittadini: vi prometto che non mollo e non mollerò, mai, perché sono tutti processi politici che non mi spaventano”. Il Tribunale dei ministri di Palermo, sulla base di un’inchiesta della Procura di Agrigento, contesta a Salvini il sequestro di persona e l’omissione di atti d’ufficio. Secondo i magistrati, infatti, non sono ricorre l’obbligo di prestare soccorso ma, per vietare lo sbarco, nel caso della “Open Arms” sono mancati i presupposti previsti dal decreto sicurezza bis firmato dallo stesso Salvini, ovvero non vi è stato motivo di ritenere che l’approdo potesse rappresentare un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. La decisione di vietare lo sbarco – ancora seconda gli inquirenti – è stata assunta individualmente dal ministro degli Interni, Salvini.

A Pozzallo in provincia di Ragusa dalla nave della Ong spagnola sono sbarcati 363 migranti soccorsi in cinque diverse operazioni di salvataggio. In ragione della emergenza coronavirus, i migranti sono stati controllati dai sanitari in modo più serrato con un doppio controllo della temperatura corporea. Le prime verifiche a bordo della nave sono state effettuate da parte di quattro medici. Poi in banchina dagli operatori dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Nel dettaglio, a Pozzallo sono approdati 363 migranti, di cui 298 uomini, 8 donne e 57 minori. Tre uomini sono stati ricoverati in ospedale, ma nessuno per gravi motivi. Sono stati trasferiti tutti nell’hot spot di Pozzallo e vi resteranno in attesa della re-distribuzione su scala europea, in base al pre-accordo di Malta. Sono migranti da 21 differenti Paesi, in maggioranza provenienti da Sudan e Bangladesh. Il bambino più piccolo, accompagnato da una donna, ha 5 anni. I gruppi sono partiti da diverse città costiere della Libia: Garabulli, Al Khoms, Al Zawiya, Sabratha.

Altro che salotto cittadino, ormai la via Atenea, sede ufficiale della movida agrigentina, è diventata un vero e proprio ring.

Anche durante la notte tra sabato e domenica scorsi si è registrata l’ennesima scazzottata che ha visto coinvolti gruppi di giovani agrigentini (una decina in tutto) durante la quale se le sono date di santa ragione e dove, purtroppo, ancora una volta sono state tirate fuori cocci aguzzi di bottiglie.

Subito chiamate le Forze dell’Ordine che hanno non senza difficoltà ripristinato l’ordine e fermato alcuni dei componenti della rissa.

La situazione ad Agrigento comincia a farsi davvero insopportabile e pericolosa, anche perché episodi del genere ormai hanno una cadenza temporale troppo ristretta.

La festa dell’insignito, che annualmente viene celebrata dalla delegazione agrigentina dell’Anioc, è stata arricchita con un premio per gli studenti delle scuole medie superiori che dovranno comporre un tema sulla figura di San Giovanni Bosco. Nella serata del prossimo 31 gennaio, quando appunto sarà celebrato l’avvenimento, sarà consegnato il pre,mio allo studente che avrà realizzato il miglior lavoro sull’argomento assegnato.

“E’ il primo appuntamento del 2020 – sottolinea il delegato provinciale comm. Gaetano Marongiu – e noi speriamo che anche quello appena cominciato sia un anno ricco di attività e di appuntamenti come lo è stato il 2019. Voglio ricordare nel mese di gennaio dello scorso anno la visita di alcuni componenti del direttivo alla mensa della solidarietà per offrire generi alimentari e di prima necessità. L’iniziativa fu nel contesto della festa dell’insignito celebrata nella chiesa di San Leone con una Messa, officiata dal nostro consulente spirituale don Pippo Matraxia, alla presenza del prefetto Dario Caputo e di altre autorità civili e militari. Di grande interesse il 27 febbraio fu la conferenza, nella sala briefing del comando provinciale dei carabinieri, sul calendario dell’Arma che nello scorso anno venne dedicato ai siti Unesco ed alla Valle dei templi. Il 10 maggio abbiamo presentato il libro del nostro socio Giuseppe Crapanzano, mentre il successivo giorno 21 abbiamo tenuto una conferenza ed un incontro con i docenti ed una  classe di alunni extracomunitari presso il centro provinciale di istruzione per gli adulti, presieduto dal dirigente scolastico cav. Ing. Santino lo Presti. Il 30 luglio abbiamo festeggiato, nel corso di una conviviale in un ristorante di San Leone, i 50 anni di sacerdozio di don Matraxia ed il novantasettesimo compleanno del nostro socio veterano cav. Uff. Nino Bellomo”.

“Il 22 ottobre – alla ripresa dopo la pausa estiva – abbiamo presentato il libro scritto a quattro mani del nostri soci Grand’ufficiale Paolo Cilona e cav. Salvatore Fucà sulla storia dei prefetti della provincia di Agrigento, mentre il 14 novembre è stata la volta della presentazione del libro “C’era una volta… il guardiano del faro” del cavaliere di gran croce avv. Gaetano Allotta. La manifestazione si è tenuta nella torrte di Carlo V di Porto Empedocle ed è stata organizzata di concerto con il comando della Capitaneria di porto. Infine il 7 dicembre la presentazione del libro del socio Rosario D’Ottavio su “I Savoia del novecento”.

Rappresentanze della delegazione agrigentina Anioc hanno presenziato ovviamente a tutte le manifestazioni istituzionali, dal 25 aprile al 2 giugno ed al 4 novembre, nonché a tutte le cerimonie cui l’associazione è stata invitata: feste delle varie istituzioni (polizia, carabinieri, capitaneria, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, guardia di finanza, ecc.) il raduno interregionale dell’Associazione bersaglieri ed ha sponsorizzato infine il premio Livatino in detto dalla sezione Aia (Associazione italiana arbitri) della Federcalcio e il premio Telamone.

La presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, esprime la propria solidarietà al giornalista Totò Arancio, disabile in carrozzina da anni al seguito di diverse squadre di calcio, che oggi è stato fatto uscire dall’arbitro dal terreno di gioco dello stadio “Bruccoleri” di Favara (Agrigento) dove si era posizionato, come di consueto, per seguire la partita.

“Al giornalista Totò Arancio esprimo tutta la mia solidarietà e la mia stima. L’augurio – dichiara La Rocca Ruvolo – è che dopo questo spiacevole episodio, a quanto pare dovuto a un’applicazione molto rigida del regolamento da parte dell’arbitro, Totò Arancio possa continuare a seguire le prossime gare sportive senza problemi e a poterle raccontare con la passione, la professionalità e la competenza che lo hanno sempre contraddistinto”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, lunedì prossimo, 3 febbraio, sarà a Palermo, e interverrà alle ore 18:30 al Teatro Massimo, in piazza Verdi, luogo nel quale il “Carroccio” ha già svolto diverse iniziative politiche. Si tratta dell’unico appuntamento in Sicilia del tour nazionale di Salvini, che a Palermo sarà affiancato, tra gli altri, dal commissario regionale Stefano Candiani.

Non è escluso che la presenza di Salvini in Sicilia sia stata dettata anche dal fatto che alle prossime amministrative di Agrigento la Lega ancora non ha deciso sul da farsi. Così come non si esclude che già da domani il quadro possa essere assolutamente più chiaro.

La segreteria provinciale di Agrigento dell’Associazione Siciliana della Stampa, esprime solidarietà al collega Totò Arancio.

A causa della presenza di barriere architettoniche allo stadio “Bruccoleri” di Favara, Arancio, costretto su una sedia a rotelle per la sua disabilità, ha sempre svolto la sua attività giornalistica, da oltre trenta anni, dall’interno del terreno di gioco.

Oggi, il sig. Niccolò Melodia di Trapani, direttore di gara di Pro Favara-Sporting Vallone, applicando in maniera rigida il regolamento, ha invitato il collega ad uscire dal rettangolo di gioco perché “non inserito in distinta”.

Ovviamente il collega non poteva essere inserito in distinta, che comprende dirigenti e calciatori,

ma è stato sempre autorizzato a seguire le partite da zone adiacenti al rettangolo di gioco.

A volte, come avviene nelle altre sfere del “vivere civile”, le migliori regole da applicare provengono dal buon senso.

Chiederemo conto di questo comportamento alla Lega Nazionale Dilettanti e dell’Associazione Italiana Arbitri.

L’intera categoria dei giornalisti agrigentini, è vicina al collega Totò Arancio che siamo sicuri, grazie alla sua passione e professionalità, non si farà condizionare e proseguirà a raccontarci bellissime pagine di cronaca sportiva.

 

Conosciuto in tutti i campi della Sicilia, non solo di calcio ma anche di pallavolo, pallacanestro e di altri sport, il collega giornalista Totò Arancio, costretto a stare su una sedia a rotelle per la sua disabilità, non ha mai trovato difficoltà a svolgere il suo lavoro di qualificato cronista sportivo.

Molto spesso non c’è nemmeno bisogno di presentarsi o mostrare il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti, tanto è noto è conosciuto. In quasi tutti i campi le tribune  sono inaccessibili per i disabili, gli stadi non sono dotati di una tribuna stampa dove un giornalista disabile può fare il suo lavoro, e proprio per questa presenza di barriere architettoniche Totò Arancio, che è anche direttore dell’emittente radiofonica Rete 94, viene fatto accomodare a bordo campo per seguire l’incontro e fare il suo lavoro, non un  capriccio quindi a voler vedere la partita da quella postazione, ma una necessità. Mai nessuno ha avuto niente da ridire, sia proprio per la sua condizione di disabilità di persona in carrozzina sia anche per il fatto di essere un giornalista conosciuto ripetiamo in tutti i campi della Sicilia che  è li solo ed esclusivamente per lavorare.

Ma questa volta ad impedire che Totò facesse il suo lavoro non sono state le barriere architettoniche e fisiche, ma le barriere mentali, per non definirla ottusaggine, dell’arbitro Niccolò Melodia di Trapani chiamato a dirigere l’incontro di calcio Pro Favara – Sporting Vallone che si è disputato oggi pomeriggio al “comunale”  di Favara dove Totò, senza tanti giri di parole, è veramente il padrone di casa. Ma per lo “schematico”, usiamo a caso questo aggettivo, arbitro quel signore in carrozzina a bordo campo non ci doveva  stare. A  nulla sono valsi gli interventi degli stessi collaboratori, Dario Ricchiari e Gabriele Valenti della Sezione di Palermo, ma anche dei dirigenti e dei giocatori della Pro Favara e financo della squadra avversaria. L’arbitro è stato irremovibile, quell’uomo in carrozzina da disabile, nonostante fosse un giornalista, li a bordo campo non ci poteva stare “perché non era inserito in distinta”. Ma quale distinta! La distinta è l’elenco dei giocatori e dei dirigenti non certo dei giornalisti, che eventualmente vengono soltanto riconosciuti mostrando il tesserino dell’Ordine.

Si vedono in tutti i campi del mondo, con la casacca presenti a fotografare, a riprendere, a prendere appunti, insomma a fare il proprio lavoro in tutti i campi del mondo tranne che a Favara, ma solo quando c’è  l’arbitro Melodia di Trapani a dirigere. Senza andare troppo lontano proprio recentemente qualche giorno  fa in occasione della finale di Coppa Italia d’eccellenza  Sicilia, Totò Arancio era lì, a fare il proprio lavoro proprio accanto al presidente regionale della FIGC professor Santino Lo Presti, senza tante preoccupazioni e senza tante schematismi inutili ma con tanta cortesia, sensibilità, collaborazione e rispetto dei ruoli.

Giuseppe Moscato