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“Si intervenga subito, prima che il disordine diventi dannoso per l’incolumità di chi decide di raggiungere e vivere la movida ed il relax della zona turistico balneare della città di Agrigento”.

Lo afferma il consigliere comunale di Agrigento, Alessia Bongiovì, che prosegue: “Ripongo sempre fiducia sul sindaco Miccichè, ma bisogna sottolineare il fatto che il Lido di San Leone, è un quartiere a vocazione turistica, e lo testimonia l’affluenza che si registra in questo periodo e le tante strutture ricettive presenti. Migliaia di persone raggiungono San Leone, ma, a causa di un’assenza totale del controllo del territorio, ciò che vivono è un disagio notevole, che potrebbe generare rischi anche per la sicurezza delle persone. I vigili urbani ci sono in presenza massiccia solo in alcuni orari della sera, quando invece basterebbe una turnazione durante la giornata. Da questo ne consegue che il traffico si paralizza, a causa di auto posteggiate ovunque, anche sui marciapiedi. Persone che sostano pericolosamente a gruppi consistenti in mezzo alla strada, con il traffico veicolare che non viene assolutamente controllato e moderato. Non ci sono parcheggi per i ciclomotori e il piano traffico non tiene conto di eventuali vie di fuga. I mezzi di soccorso non possono transitare nelle vie interne e nemmeno sulle strade principali. Un vero collasso sull’ordine pubblico”, – prosegue la Bongiovì – , “che non può e non deve essere gestito con la solita superficialità, senza governarle, senza orientarle e senza ordinarle. Bisogna cambiare pagina, bisogna guardare oltre, e per questo occorre una mente imprenditoriale ed una caparbietà di politica sana, dura e costante, quella che spero di riscontrare sempre di più in questa nuova amministrazione”.

“Ancora nel 2021, manca la comunicazione, spuntano mercatini che occupano zone di parcheggi e creano solo disagio. La vendita di merce contraffatta è sempre tollerata. Servono i vigili urbani, che in realtà dovrebbero esserci quotidianamente visto il notevole disagio e disordine che si vive nel quartiere ogni giorno della settimana. Ricordo solo un’azione di collaborazione tra il comune, nella persona dell’assessore Picarella, e le forze dell’ordine, per lo sgombero degli abusivi, ma ribadisco che occorre costanza.

Inoltre c’è carenza di pattumiere, e mancano i servizi igienici. Su questo ultimo punto, ribadisco sulla mia note di qualche mese fa, sui bandi pubblici per la privatizzazione e l’affidamento delle strutture pubbliche. E faccio fede per rafforzare il servizio di spazzamento e pulizia in generale, si CUP proposti dall’assessore Vullo che già sono stati approvati dalla giunta.”

Conclude la consigliera Bongiovì:

“San Leone è abbandonato a se stesso. Confidando nell’amministrazione, mi auguro che provveda subito e non rinvii all’anno prossimo. E’ nei suoi obblighi, lo deve fare e deve farlo subito”.

La Guardia di Finanza, in occasione di un blitz nel cimitero di Giarre, in provincia di Catania, ha trovato 71 chili tra marijuana, hashish e cocaina. Due persone, entrambe originarie di Acireale, sono state arrestate in flagranza di reato: A T sono le iniziali del nome, di 55 anni, custode del cimitero a titolo di volontario, ed F S, 43 anni. Più in particolare, 20 chili di marijuana ‘skunk’ e 1 di hashish sono stati nascosti in un loculo vuoto collocato a circa 3 metri di altezza. Altri 20 chili di marijuana sono stati scoperti in possesso del 43enne. Poi 30 chili in un deposito. E, nascosti addosso ai due arrestati, 300 grammi di cocaina. Le indagini sono scattate a seguito di segnalazioni su movimenti sospetti nella zona del cimitero, soprattutto di notte.

Nella notte dell’ultimo di luglio, vandali ancora senza nome e, sicuramente, senza alcuna dignità, hanno sfregiato con della vernice rossa la marna bianca del suggestivo sperone roccioso.

Lo sfregio, incomprensibile ed esecrabile, ha fatto volare alto il grido di indignazione unitamente a quello di aiuto per il ripristino dei luoghi da parte della nota associazione ecologico scientifica di protezione ambientale MareAmico Delegazione di Agrigento e del suo responsabile, Claudio Lombardo.

 

L’ “SOS aiutateci a pulire la marna di punta bianca! lanciato dall’associazione è stato subito accolto dai diportisti di “Porto San Leone” tramite il portavoce Adriano Varisano.

I volontari si sono dati appuntamento alle 8:00 e armati di spazzole d’acciaio e di buona volontà hanno eliminato la vernice rossa usata per sfregiare le bianche rocce calcaree del Promontorio del Caprione.

 

Non è la prima volta che  Punta Bianca, vero e proprio paradiso tropicale, viene presa di mira da vandali deturpatori infatti, in un passato recente, sulla scogliera erano apparse delle scritte realizzate sempre con della vernice rossa e, allora, le indagini hanno consentito di dare un nome e un volto alla mano dell’autore.

In tutta evidenza, non è solo il paesaggio in cui è immersa Punta Bianca, ad essere selvaggio!

Qualche mese fa è stato avviato l’iter per istituire una riserva naturale atta a tutelare tutta la costa, ci si augura che giunga a positiva conclusione in tempi rapidi perché non si può fare affidamento sempre e solo sulla buona volontà di volontari.

 

Sono 33 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 2 agosto. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Si registrano anche due nuove vittime: a Canicatti, la venticinquesima da inizio pandemia, e Porto Empedocle, nono decesso da inizio pandemia. Aumentano anche i ricoveri in ospedale: sono 7. I guariti sono invece 66.

Sono 32 le persone ricoverate negli ospedali: 29 a Ribera e 3 ad Agrigento. Due persone si trovano in terapia intensiva all’ospedale di Ribera. Una persona si trova ricoverato all’hotel covid di Sciacca.

Agrigento 105; Alessandria della Rocca 11; Aragona 15; Bivona 1 ; Burgio 2; Calamonaci 0; Caltabellotta 65; Camastra 4; Cammarata 35; Campobello di Licata 21; Canicattì 79; Casteltermini 15; Castrofilippo 1; Cattolica Eraclea 0; Cianciana 1; Comitini 1; Favara 283; Grotte 1; Joppolo Giancaxio 12; Licata 29; Lucca Sicula 1; Menfi 6; Montallegro 1; Montevago 1; Naro 25; Palma di Montechiaro 79; Porto Empedocle 89; Racalmuto 15; Raffadali 49; Ravanusa 25; Realmonte 15; Ribera 7; Sambuca di Sicilia 5; San Biagio Platani 1; San Giovanni Gemini 39; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 2; Santa Margherita di Belìce 8; Santo Stefano Quisquina 7; Sciacca 26; Siculiana 36 (32 migranti a Villa Sikania) e Villafranca Sicula: 0. Navi accoglienza 109.

I poliziotti del Commissariato di Licata hanno deferito all’autorità giudiziaria un quarantenne per abbandono e maltrattamento di animali.

Nell’ambito   dei   servizi   istituzionali,  gli   agenti del   Commissariato di P.S. apprendevano che all’interno di un magazzino sito in un quartiere periferico ed in uso all’uomo vi erano custoditi, in maniera precaria e non consona degli animali domestici.

In particolare, si veniva a conoscenza che gli animali si sarebbero trovati all’interno del predetto immobile senza essere accuditi e alimentati quotidianamente dai proprietari.

Il personale del Commissariato intervenuto, unitamente   al personale   veterinario   del   Dipartimento   di   Prevenzione Veterinaria   dell’A.S.P  di  Agrigento,   effettuava   un   tempestivo   sopralluogo   di   polizia   sui   luoghi segnalati che permetteva di constatare la veridicità della notizia ed acclarare l’ipotesi delittuosa.

Invero, all’interno di un piccolo magazzino, vi era la presenza di alcune gabbie all’interno delle quali vi erano rinchiusi furetti e cani, verosimilmente addestrati uso caccia. Gli agenti constatavano che gli animali si trovavano in “condizioni incompatibili con la loro natura, tali da arrecare loro gravi sofferenze”.

Infatti,   dalla   valutazione   dei   veterinari   intervenuti,   si   accertava   che   le   gabbie   non   avevano dimensioni idonee a soddisfare le caratteristiche etologiche degli animali ed erano prive di quegli “arricchimenti ambientali” volte a ricrearne l’habitat.

Inoltre all’interno delle predette gabbie si trovava anche un cane che non risultava di proprietà dell’uomo e che, da approfonditi accertamenti, risultava essersi allontanato nel settembre del 2019 dal legittimo proprietario che ne aveva denunciato l’allontanamento dal luogo ove lo custodiva. Il cane, pertanto, veniva tempestivamente riconsegnato al reale proprietario.

Al termine delle attività, il personale operante ha proceduto al sequestro sanitario preventivo degli animali finalizzato alla interruzione delle condizioni di incompatibilità cui erano sottoposti.

Il sindaco Franco Miccichè ha ricevuto nella sala giunta di Palazzo di Città una rappresentanza del Consiglio Provinciale dell’Ordine degli Ingegneri guidata dal neo presidente Achille Furioso, costituita dalla consigliere segretaria Jennifer D’Anna, dal tesoriere Michele Zambuto, Francesco Di Mino, Roberto Mistretta, Salvatore Inguanta, Giuseppe Sorce e Maurizio Simone.

Gli Ingegneri hanno voluto ricambiare la visita di cortesia che l’Amministrazione comunale aveva rivolto al momento del suo insediamento. Nel corso dell’incontro, a cui hanno preso parte anche gli assessori Gerlando Principato e Francesco Picarella, il presidente Furioso ha ribadito l’importanza degli appuntamenti organizzati ad Agrigento sul ruolo degli Ordini professionali e la massima disponibilità alla collaborazione con l’amministrazione comunale.

“Sappiamo – ha detto Furioso – delle difficoltà con cui questa amministrazione è costretta a misurarsi, che vanno dalla carenza di organico alla complessità delle pratiche burocratiche. Siamo qui per offrire massima apertura alla collaborazione, soprattutto per conseguire obiettivi più ambiziosi nell’interesse sia della collettività sia di tutti i professionisti”.

Tra questi, stanno particolarmente a cuore agli ingegneri, lo snellimento delle procedure burocratiche e la “Partecipazione Attiva” alle scelte strategiche del territorio, il “Monitoraggio costante dei bandi di gara per i servizi di ingegneria”.

 In particolare gli ingegneri hanno chiesto all’Amministrazione di affidare quanti più servizi possibili di ingegneria ed architettura all’esterno utilizzando il decreto dell’equo compenso; di sensibilizzare il Governo Nazionale e Regionale (dopo il flop del concorso Brunetta) per assumere temporaneamente sempre più giovani professionisti per supportare gli Enti Locali nella redazione di progettazione preliminare (i cui livelli successivi potrebbero essere affidati all’esterno a seconda della complessità degli stessi) ed esecutivi per non perdere la storica opportunità dei fondi stanziati con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e, più in generale, con i Fondi Europei. Per far ciò è indispensabile invertire il paradigma che ha spesso immaginato contrapposti i professionisti puri ai dipendenti pubblici.

Proprio grazie ad una rinnovata e stretta sinergia tra pubblica amministrazione e liberi professionisti sarà possibile far ripartire l’Italia e l’Europa. A tal proposito il Presidente Furioso ha, inoltre, ricordato un’importante iniziativa legislativa proposta dal precedente Consiglio dell’Ordine di Agrigento, apprezzata dalla Consulta Regionale Siciliana degli Ingegneri, e attualmente in fase di esame da parte dall’Avvocatura dello Stato che prevede un maggiore sviluppo delle competenze professionali degli ingegneri dipendenti pubblici mediante la somministrazione di formazione di alta qualità.

Furioso ha, inoltre, sottolineato l’importanza del protagonismo delle categorie professionali e, in particolare, dell’Ordine degli Ingegneri per favorire una nuova cultura dello sviluppo ed una moderna visione del futuro. Un’azione di particolare importanza –ha aggiunto- soprattutto nel Mezzogiorno: “non possiamo immaginare di delegare solo alla politica ed alle istituzioni pubbliche il ruolo di soggetti autonomi nei percorsi di crescita e sviluppo delle comunità.”

L’Ordine ha poi accolto la proposta del Sindaco Miccichè e dell’Assessore ingegnere Principato di stilare un protocollo di intesa per avviare una serie di percorsi formativi destinati ai tecnici del comune sulle tematiche più attuali, finalizzati allo snellimento delle procedure burocratiche del rilascio di pareri ed autorizzazioni. In tal modo si vuole contribuire a rilanciare l’edilizia e più in generale l’economia locale.

Ada Arcuri, amministratrice della società editoriale del Corriere di Sciacca e consorte del direttore Filippo Cardinale, e’ deceduta  la scorsa notte accanto al suo caro Filippo e alla sua famiglia.

Donna di eccezionali virtù, è stata una straordinaria moglie e madre.
Il direttore Lelio Castaldo e la redazione di sicilia24h.it sono vicini al dolore della famiglia e del grande amico Filippo.

I funerali saranno celebrati domani alle ore 10 nella chiesa di San Domenico a Sciacca.

Le inadempienze contrattuali del raggruppamento temporaneo d’imprese capofila ISEDA, relativamente al servizio di spazzamento, raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti sono sotto gli occhi attoniti dei favaresi e degli agrigentini. Dopo le proteste delle mamme favaresi e soprattutto dopo che sono passati in maniera soft le criticità rilevate (come se nulla fosse accaduto) nessun politico ha espresso rabbia e rammarico. Nessun politico – a parte la nota dell’On. Di Caro – ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco la “GRANDE SCHIFEZZA” che attanaglia Favara. Nessun politico ha espresso, durante la campagna elettorale appena iniziata, la propria solidarietà, il proprio appoggio, il proprio interessamento alla GRANDE VERTENZA DELLA MUNNIZZA DI FAVARA. Eppure, durante gli incontri, dove si sono prospettati grandi scenari futuristici per Favara, il fetore dei rifiuti passava sotto il loro naso. RTI capofila ISEDA dal canto suo non ha mai ammesso la disorganizzazione totale. Guai ad ammetterlo, specialmente dopo il rinnovato vertice organizzativo. RTI ha solo lamentato – soltanto ora – l’impossibilità del conferimento in discarica. Per gli stipendi dei lavoratori ? ”poi si vede”, la speranza è ultima a morire. Politici – Regione – RTI – Sindaca – ASP – hanno determinato uno stato di incertezza, di confusione, facendo trasparire un solo colpevole: “I favaresi” rei –Tutti ?  di non avere pagato la tassa sui rifiuti. Colpevoli di tutto.

Progettazione, tutela e gestione, e non solo, del patrimonio verde delle città. L’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali di Agrigento al lavoro per stipulare protocolli d’intesa con le amministrazioni comunali.

“La conservazione e la gestione del verde urbano, extra urbano e dell’ambiente, che sono parte fondamentale dell’identità territoriale – spiega Maria Giovanna Mangione, presidente dell’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali di Agrigento – richiede sinergie tra istituzioni ed è quello che intendiamo fare. I Comuni sono consapevoli della grande importanza che il verde riveste sia per i benefici che apporta alla vita dei cittadini, sia come elemento cardine della qualità urbana e come la presenza di aree verdi abbia assunto il ruolo di indicatore di sviluppo urbano sostenibile sotto l’aspetto ambientale, sociale ed economico non tralasciando che è ampiamente condiviso come gli spazi verdi contribuiscano a migliorare la salute pubblica, la qualità della vita e il benessere dei cittadini attraverso lo svago, la ricreazione e l’attività fisica”.

Le convenzioni avranno una durata triennale, saranno a titolo gratuito per le amministrazioni comunali e consentiranno lo sviluppo di percorsi didattici e culturali finalizzati alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio verde delle città. 

Questo permetterà di sviluppare attività di studio e ricerca nel settore ambientale e avviare iniziative per la diffusione della cultura della difesa del patrimonio paesaggistico, ambientale e forestale anche attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi e di approfondimento.

“È fondamentale riconoscere un ruolo particolarmente significativo non solo a parchi e giardini – conclude Maria Giovanna Mangione – ma anche a tutte quelle aree che a diverso titolo concorrono a comporre la rete verde locale della città. Il verde, dunque, da intendere come elemento qualificante del contesto urbano e come fattore qualificante della qualità della vita, oltre a essere attrattore di iniziative economiche e turistiche nel territorio cittadino”.

Nelle prossime settimane diverse amministrazioni comunali sono già pronte alla stipula di questi accordi con l’Ordine per avviare un percorso virtuoso di tutela e valorizzazione del nostro “oro” verde.

L’assessore Alberto Samonà ieri è stato in visita istituzionale a Licata, dove al Palazzo di Città è stato accolto dal sindaco Giuseppe Galanti. Presenti alla visita l’assessore comunale alla Cultura Violletta Callea, il direttore del parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta e la parlamentare europea Annalisa Tardino.

Samonà si è poi recato al Teatro Re Grillo, dove nei prossimi mesi inizieranno i lavori di ristrutturazione, finanziati dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Quindi, l’assessore Samonà ha visitato il Chiostro di San Francesco e il Chiostro di Sant’ Angelo. Qui, si è recato nel luogo che ospita il Museo dello Sbarco, sottolineando l’intenzione del governo regionale di dar vita a un museo che racconti gli eventi del 1943 in una sede prestigiosa che venga interamente adibita a sede museale: nel progetto su cui si lavorerà, è previsto, infatti, un itinerario comprendente anche i rifugi antiaerei presenti a Licata. A questo proposito, l’assessore ha visitato il rifugio di via Marconi accompagnato dai volontari dell’associazione Memento e dalla professoressa Carmela Zangara, che ha dedicato diversi libri allo sbarco a Licata.

Infine, l’assessore ha visitato il Castel Sant’Angelo, di proprietà della Regione Siciliana, sottolineando l’intenzione di valorizzarlo quale luogo di incontri culturali.

“È stata una prima visita – sottolinea l’assessore Alberto Samonà – per la quale ringrazio il sindaco Galanti e l’on. Annalisa Tardino, che hanno voluto fortemente la mia presenza in città. Ho visitato luoghi densi di storia, che meritano di essere fatti conoscere e inseriti in un circuito turistico-culturale adeguato. Al termine della visita ci siamo dati tempi e priorità, per valorizzare al massimo i beni culturali licatesi”.