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A Siculiana giovedì prossimo, 4 giugno, si svolgerà una seduta straordinaria del Consiglio comunale con all’ordine del giorno l’emergenza immigrazione e accoglienza sul territorio comunale, con particolare riferimento alla situazione dell’ex hotel Villa Sikania, adibito da tempo dal ministero dell’Interno a centro d’accoglienza, e adesso anche di quarantena, dei migranti. Recentemente dallo stesso centro sono fuggiti numerosi migranti, soprattutto tunisini. E ciò ha sollevato la protesta dei cittadini residenti e dell’amministrazione comunale, che hanno manifestato in piazza. Nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale sarà redatto un documento ufficiale da inviare ai vertici del Governo nazionale affinchè il centro d’accoglienza sia chiuso.

Al mattino di oggi, ad Agrigento, a San Leone, come in altre 100 piazze Italiane, Fratelli d’Italia, tra bandiere tricolori e striscioni, in sicurezza, con l’uso dei dispositivi di protezione e nel rispetto delle distanze previste, ha voluto rappresentare il dissenso nei confronti dell’operato del Governo Conte “in rappresentanza – sottolineano i dirigenti locali del partito di Giorgia Meloni – di milioni di italiani dimenticati dall’esecutivo giallorosso. E’ stato – aggiungono – un flash mob particolarmente significativo anche perchè in concomitanza con le celebrazioni odierne per la festa della Repubblica italiana”.

Lutto ad Agrigento nel settore del giornalismo. E’ morto infatti, all’età di 72 anni, Vittorio Alfieri, uno dei decani della categoria in provincia di Agrigento. Vittorio Alfieri, insieme ad altri colleghi, ha raccontato per tanti anni avvenimenti di ogni genere, soffermandosi in particolare negli approfondimenti riguardanti la scuola. E’ stato anche molto impegnato anche nel sociale, tanto apprezzato non solo tra i colleghi di lavoro. Ha collaborato con i maggiori quotidiani regionali, ed anche con emittenti televisive e radiofoniche. Condoglianze alla famiglia da parte degli editori e dello staff di sicilia24h.it.

Dopo anni di attesa, finalmente al via i lavori di pulizia ed il ripristino della sezione idraulica del Fiume Sosio Verdura.

Il Genio Civile ha rispettato l’impegno assunto nei confronti del Presidente Musumeci e dei Sindaci del bacino del Verdura, riuscendo, nell’arco di un anno, a redigere il progetto esecutivo, acquisire tutti i pareri necessari, approvare il progetto ed appaltare i lavori.

“Siamo riusciti ad intercettare le risorse necessarie ed a superare una serie di difficoltà dovute ai vincoli ambientali che gravano sulla zona, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola, grazie all’impegno del Presidente Musumeci ed alla proficua sinergia tra il Dipartimento Tecnico ed i Dipartimenti Regionali della Protezione Civile e dell’Ambiente.”

I lavori riguardano la pulizia ed il ripristino degli argini e della sezione idraulica del Fiume SosioVerdura, per uno sviluppo complessivo di circa 20 chilometri, compreso tra la dismessa linea ferroviaria, in contrada Verdura del territorio dei Comuni di Sciacca e Ribera, ed il ponte sulla SS.386, a cavallo del confine tra i Comuni di Burgio e di Chiusa Sclafani, interessando anche il territorio dei Comuni di Calamonaci, Caltabellotta e Villafranca Sicula.

“Il progetto, aggiunge il Responsabile Unico del Procedimento Arch. Alfonso Micciché, impegna complessivamente 6 milioni e mezzo di euro ed è stato suddiviso in cinque lotti, al fine di consentire alle imprese affidatarie di lavorare contemporaneamente, accelerando l’esecuzione dei lavori, che speriamo di concludere, almeno per la zona più esposta ad esondazioni, prima delle piogge invernali.”

“Sono ben tredici, conclude La Mendola, gli interventi di sistemazione idraulica di corsi d’acqua che avvieremo entro il mese di giugno, in attuazione alle politiche di tutela del territorio promosse dal Governo Regionale ed in particolare dal Presidente Musumeci e dall’Assessore al ramo Falcone.”

“Dobbiamo avere fiducia nel nostro futuro”. Ci piace augurare un buon 2 Giugno a tutti gli agrigentini ricordando le parole con cui l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno 2001, annunciava il ripristino della Festa con cui gli italiani alle urne diedero vita alla Repubblica Italiana.

Per celebrare la Festa della Repubblica, il FAI, Fondo Ambiente Italiano, per questo motivo, ha deciso di aprire i suoi beni rinunciando al biglietto d’ingresso e affidandosi alla generosità dei visitatori. Un’occasione per festeggiare tutti insieme, dopo la lunga chiusura, anche la forza dell’Italia che inizia a guardare al domani.

È, infatti, nuovamente visitabile l’incantevole Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento.

Le  visite, però, saranno solo su prenotazione sul sito www.ibenidelfai.it

Da oggi, inoltre, medici, infermieri e personale sanitario che visiteranno i beni o parteciperanno agli eventi nazionali organizzati dalla Fondazione potranno ricevere in omaggio la tessera di iscrizione annuale al Fai, presentando in loco i documenti attestanti la propria professione.

Un gesto di gratitudine nei confronti di chi ha operato in prima linea per la salvezza di tutti durante l’emergenza sanitaria, con lo stesso valore di chi in passato ha combattuto per la difesa del Paese.
Il FAI, così, offre agli italiani una “giornata speciale”, in una occasione così solenne, nei Luoghi di cui si prende cura in tutto il Bel Paese.

È, dunque, il momento di ripartire all’insegna dei valori dei nostri beni storici, artistico – monumentali e paesaggistici. Valori, sottolineiamo, in cui la Nazione  intera si riconosce e si ritrova.

Ma non dimentichiamo il censimento “I Luoghi del Cuore”, come ci ricorda il presidente del Fai Andrea Carandini : “Un suffragio universale spontaneo –  dice – per votare  i luoghi che rappresentano il volto della Patria che oggi prediligiamo e che intendiamo risanare e redimere”.

Lanciata il 6 maggio 2020, la X edizione de I Luoghi del Cuore ha già superato i 270 mila voti e a partire dal 2 giugno si potrà votare anche nei beni del Fai, oltre che online.

Quale migliore occasione della Festa della Repubblica, quindi, per ricordare che un voto può fare la differenza, contribuendo a una grande e virtuosa azione collettiva.

“Bentornata Italia”.

E’ stata rinviata al 24 luglio la requisitoria del procuratore generale nel processo d’Appello per la tragedia accaduta nella riserva naturale delle Macalube ad Aragona, dove il 27 settembre del 2014 morirono i fratellini Carmelo e Laura Mulone di 9 e 7 anni, travolti da un’ondata di fango mentre facevano una passeggiata insieme al padre Rosario, appuntato dei carabinieri. Il rinvio è stato causato da intoppi nella fissazione dell’udienza a causa dei disagi dovuti all’emergenza Coronavirus.

In primo grado, il 30 gennaio del 2018, il giudice del Tribunale di Agrigento Giancarlo Caruso aveva inflitto sei anni di reclusione al direttore della riserva, l’architetto Domenico Fontana, e 5 anni e 3 mesi all’operatore del sito Daniele Gucciardo, entrambi esponenti di Legambiente, associazione che gestisce la riserva sulla base di un contratto con la Regione. Assoluzione, invece, “perché il fatto non costituisce reato”, per il funzionario della Regione Francesco Gendusa. Il procuratore Luigi Patronaggio impugnò il verdetto di assoluzione e lo stesso hanno fatto i difensori dei due condannati.

In occasione della Festa della Repubblica, la Provincia di Agrigento, in collaborazione con la Prefettura e i Vigili del Fuoco, ha esposto due lunghi festoni con i colori della bandiera italiana ed una coccarda tricolore, adornando così il prospetto principale del palazzo che ospita oltre agli uffici dell’ex Provincia, anche la Prefettura di Agrigento. Il commissario della Provincia, Alberto Di Pisa, commenta: “In questo modo intendiamo ricordare l’anniversario della Repubblica, che per gli italiani rappresenta una delle feste istituzionali più importanti del nostro Paese”.

E’ ufficiale. I secondi tamponi rino-faringei effettuati alle 6 persone,un medico e 5 infermieri dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata sono tutti negativi. Non c’è dunque nessun caso di Coronavirus nella città marinara.

Il medico e gli infermieri del nosocomio erano stati posti precauzionalmente quarantena, con avvio dell’indagine epidemiologica, necessaria a stabilire gli ultimi contatti diretti. Emergenza rientrata dunque, l’attenzione rinane comunque alta.

di Maria Angela Arancio

In genere quando ti propongono di visitare un piccolo centro, borgo o cittadina della tua provincia, solitamente sei restio, pensi: “Cosa vado a vedere un paesello di 3.000 anime?”. Poni subito un diniego o, se dici si, vai, ma lo fai per non dispiacere chi te lo propone, quasi annoiato e sicuro di trovare: “IL NULLA”. Un paesello arroccato su un altopiano di quasi 500 m. sul livello del mare, vicino ad un fiume, ormai quasi privo d’acqua. Pensi che il massimo che può offrirti è solo aria buona e pulita. Allora vai…Quando ci sei dentro ci vogliono pochi minuti per ricrederti e tornare indietro nel tempo, quando a scuola studiavi: castelli, piazze, feudalesimo, feudatari, plebe etc. etc. e le bellezze di quelle genti e di quei posti, che non esistono più per via della globalizzazione. Pensi alle bellezze che quelle genti hanno lasciato all’Italia tutta, con piccoli castelli, palazzotti, piccole piazze, sempre colme di gente che si raduna per fare e cercare affari, per chiacchierare amabilmente, passeggiare facendo le famose “Vasche” avanti e indietro per la strada principale. Ci si ritrova per il ”PIACERE di RITROVARSI”….Non c’entrano nulla i moderni Centri Commerciali ( per carità  li frequento anch’io), ma hanno depauperato l’identità delle piazze italiane. Centri che offrono tanta mercanzia e nessuno scambio di “Odore di Umanità”!!!

A parte il Borgo anche il paesaggio intorno è meraviglioso, prati verdi, come grandi tappeti di velluto, che il vento scompone, l’erba ondeggia dandoti l’impressione di trovarti in mezzo alle onde di un mare agitato. Prati verdi inframezzati da grandi chiazze di fiori di un rosso intenso, quasi violaceo, chiamati “Sulla”, che vengono raccolti e utilizzati come foraggio per i cavalli. Salendo su per le stradine ripide e scoscese, per raggiungere San Biagio, vieni invaso dall’odore dell’erba appena tagliata, dai profumi dei frutti che stanno nascendo, dalle margherite gialle spontanee, dal mentastro, tanto decantato da Pirandello ( Ritorno. Da quel sentieruolo tra gli ulivi, di mentastro, di salvia profumato….). Mentre cammini, con i finestrini aperti per godere dell’aria pulita e profumata, senti lo scrosciare dell’acqua di un fiume. “In Sicilia, di questi tempi?”, mi è sembrato quasi un “miraggio” ed una “visione” si, una “visione” per le orecchie, se così si può dire (licenza poetica). Infatti ci siamo fermati perché anche il fiume Platani ci ha graziati di una sua vera e propria eccezionalità: “ERA QUASI COLMO D’ACQUA!”, una vera rarità per le nostre terre.

San Biagio Platani è un piccolo comune dell’entroterra Siciliano, in provincia di Agrigento. Conta circa 3.200 abitanti. Situato su un altopiano che culmina in contrada Garipi e degrada verso il fiume Platani.

Gaetano Di Giovanni attribuisce a Mariano Gianguercio, nel 1648, la fondazione dell’insediamento urbano. Il Centro abitato si sviluppò, fin da principio, intorno alla Chiesa Madre e al Palazzo Ducale: venne stabilito un tracciato ed un impianto ortogonale, il cui asse principale è ancora oggi costituito dal corso principale: Viale della Vittoria e dalla Sua CHIESA MADRE.

Nel XVII secolo la crisi produttiva, varie carestie, determinarono il grave decremento demografico del paese. Per fare fronte a tali gravi problemi fu chiamato Agesilao Bonanno che sarebbe divenuto Signore di San Biagio, ma egli stesso non riuscì a far riprendere l’economia e l’aumento demografico di San Biagio, così cedette in gabella l’intero territorio per tornarsene a Palermo.

Il 1812 segnò così la fine della feudalità.

Appena entri in paese ti attende una ripida salita. Finita la salita entri nella piazza antistante la Chiesa Madre e vieni irrimediabilmente rapito da uno splendido quadro, quasi surreale, del piccolo Borgo. Vieni investito da un meraviglioso miscuglio, un “ARCOBALENO” di odori, colori, sapori, ma soprattutto dimentichi le tue ritrosie a percorrere quelle stradine tortuose di montagna per raggiungere il paese.

La manifestazione più importante è legata ancora oggi alla coltivazione dei prodotti locali della terra (legumi nella maggior parte dei casi). Infatti durante il fiorire della Primavera, precisamente nel periodo Pasquale, si svolge a San Biagio una manifestazione detta degli “ARCHI DI PASQUA”, festa pseudocattolica/folkloristica, che richiama numerosi turisti locali e stranieri. Ogni anno gli Archi vengono composti in modo sempre diverso, rispetto a quelli degli anni precedenti. Essi sono composti da strutture tanto alte da coprire l’intero caseggiato della via principale. Visitare il Borgo è stata una grande sorpresa e una gioia per gli occhi, per la mente e il cuore.

Non ci si immagina nemmeno lontanamente cosa questi bravi artigiani sono capaci di costruire con materiale, commestibile della dieta mediterranea, che ogni giorno è sulle nostre tavole.

Ci si trova dinnanzi a vere e proprie architetture: portali e cattedrali, di stile a volte barocco, rococò, spesso somigliante al gotico, giganteschi lampadari e quadri dedicati a Santi, alla Madonna e Gesù Cristo e alle stagioni. Appena entri nella piazza principale del Paese, ti trovi innanzi la Chiesa Madre, l’unica a non essere coperta dagli archi, poiché funge da spartitraffico tra le opere delle due Confraternite che si contendono, amorevolmente, ogni anno il primato: i “Madunnara e i Signurara”: cioè i primi devoti alla Madonna e i secondi devoti del Cristo. Ciascuno allestisce solamente il territorio che gli compete: a sinistra o a destra della Chiesa Madre.

Gli Archi vengono costruiti con strutture di canne e addobbati finemente con tutti i prodotti della terra: chicchi di grano, spighe intere, fagioli secchi, bianchi e colorati, ceci, fave secche sgusciate, lenticchie decorticate, piselli decorticati, mais, mandorle, datteri e perfino conchiglie. Gli archi sono altresì decorati da pane di tutte le fogge a volte ricoperto da un velo di zucchero bianco. Più ti avvicini a certi quadri e meno ti rendi conto che NON SONO dipinti di grandi autori, ma opere composte da personaggi dalla grande manualità, maestria e intelligenza. Un lavoro magnifico, non da artigiani o contadini, ma da veri artisti.

La costruzione degli Archi è lunga e laboriosa e dura quasi un anno. Gli artisti appena smontate le strutture della Pasqua in corso, già cominciano a progettare quelli per la Pasqua successiva. Bisogna altresì evidenziare che nulla va perduto degli Archi, essi sono, infatti, conservati in apposito museo.

I componenti delle Confraternite ci hanno raccontato che nel 2018 addirittura 4 dei quadri, in posa, sarebbero andati in dono al Vaticano e sarebbero stati donati dalle Confraternite direttamente al Papa.

Bisogna evidenziare anche che le Confraternite lavorano, per la realizzazione degli Archi, completamente gratis, solo per devozione, senza nessun contributo da Enti vari.

Durante la manifestazione, lungo la via principale, le bancarelle espongono artigianato locale, piatti in ceramica decorati a mano, dolcetti e pasticcini locali, odore di torrone di mandorle (Cubaita, in siciliano) appena fatto, scialli ricamati dalle donne del posto, etc…. Mentre guardi i maestosi lampadari, cuciti con filo e addobbati con datteri, frutti che sembrano coralli e pietre preziose, non puoi fare a mano di visitare la Chiesa Madre: semplice nel suo biancore, abbagliante, restaurata da poco, con due volte a vela, di colore azzurro, decorate con stucchi bianchi, da non perdere.

La cittadina si presenta al turista pulita e ben tenuta. Tutto sembra funzionare bene, grazie all’Amministrazione e alla collaborazione dei cittadini. Tutti i locali aperti al pubblico, bar, pub come usa adesso, molti ristoranti dove si mangia molto bene. Soprattutto prodotti locali a Km 0: formaggi, ricotta, salumi squisiti, dovuti certamente ai verdi pascoli delle vallate circostanti.                                                             Insomma una meraviglia da non perdere, anche il clima il primo maggio è stato generoso, infatti c’erano 28 gradi.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Chi non ha mai visto San Biagio Platani, si fidi del mio profano giudizio, nel periodo di Pasqua, ma anche nel resto dell’anno, non si può perdere una simile bellezza, ben custodita e, purtroppo, misconosciuta ai più.

MARIA ANGELA ARANCIO

Foto Alessandro Barbagallo

 

I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento, diretti da Francesco Sammartino, hanno identificato gli autori del violento pestaggio di un cinquantenne avvenuto in via Atenea, nei pressi del circolo Empedocleo.

Dopo aver visionato minuziosamente un video, divenuto virale sui social network, sono stati denunciati a piede libero i due aggressori, che sono padre e figlio. Risponderanno all’Autorità giudiziaria del reato di lesioni personali aggravate in concorso.