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A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, accogliendo la richiesta della pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Alessia Sinatra, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Lorenzo Matassa, ha condannato a 20 anni di reclusione il collaboratore della Giustizia, Daniele Sciabica, 54 anni, di Agrigento, già affiliato al clan della Stidda di Porto Empedocle, che si è auto – accusato di 4 omicidi e la morte di: Gerlando Messina, zio di Gerlandino, ucciso il 27 agosto del 1985, Giuseppe Messina, padre di Gerlandino, assassinato l’8 luglio del 1986, Antonio Messina, nonno di Gerlandino, ucciso a Realmonte il 5 agosto 1986, e Pietro Gambino, ucciso il primo ottobre del 1988.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Castelvetrano, in provincia di Trapani, per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata. Castelvetrano, peraltro, è la città natale del boss di Cosa nostra latitante, Matteo Messina Denaro. La gestione dell’ente, già sciolto per cause amministrative, è pertanto affidata per un periodo di 18 mesi a un’apposita commissione prefettizia, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

Un pensionato di 80 anni, Carmelo Bennici, di Porto Empedocle, è stato arrestato dalla Polizia in esecuzione di un provvedimento dell’ufficio Esecuzioni penali della Procura di Agrigento. Bennici sconterà 20 giorni di carcere per una costruzione abusiva ad Agrigento in contrada Maddalusa risalente al 2012. Il provvedimento di carcerazione segue l’ordinanza emessa dal tribunale di sorveglianza di Palermo che ha rigettato l’istanza di affidamento in prova dell’anziano, condannato con sentenza definitiva. L’ottantenne è stato dunque trasferito nel carcere Petrusa ad Agrigento.

A Menfi, in provincia di Agrigento, un militare della Guardia di Finanza, di 27 anni, in servizio al Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, impegnato insieme ai colleghi nell’inseguimento di due tunisini, destinatari di un ordine di arresto, è precipitato da un’impalcatura in via Boccaccio e ha subito gravi ferite. E’ stato prima soccorso a Sciacca e poi trasportato in elisoccorso a Palermo, all’ospedale Villa Sofia, al Trauma Center. I due tunisini, un uomo e una donna, sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo cosiddetta “Skorpions” per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi.

Il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Gioacchino Giomi ha visitato ieri il Distaccamento del Corpo dei Vigili del Fuoco di Lampedusa, consegnando anche una onorificenza la personale di Lampedusa che si è distinto in occasione del naufragio di un
peschereccio egiziano. Subito dopo ha incontrato il sindaco di Lampedusa e Linosa. “Il Distaccamento dell’isola più a Sud d’Europa”, ha dichiarato Giusi Nicolini, “deve essere motivo di orgoglio per il Corpo nazionale, perché svolge quotidianamente un ruolo molto
importante in un avamposto di frontiera come l’isola di Lampedusa. Qui i Vigili del Fuoco offrono un contributo fondamentale come presidio per la sicurezza aeroportuale e di tutta la comunità isolana, e come riferimento ineludibile per ogni emergenza sul territorio,
compresa quella dell’immigrazione”.
Proprio per queste ragioni, il sindaco Nicolini ha ribadito al Capo del Corpo Giomi le richieste che ha avanzato al Sottosegretario Bocci: “Occorre potenziare e articolare la presenza dei Vigili del Fuoco sul territorio, oltre che col Distaccamento volontario di
Linosa, anche con un presidio portuale. Ma soprattutto la prima cosa da fare è coprire la carenza di organico con un concorso che preveda una riserva di posti per i residenti nelle isole (Lampedusa, Linosa e Pantelleria)”. Ciò al fine di evitare di coprire i vuoti di organico con l’utilizzo di personale pendolare che spesso si assenta, depotenziando il Corpo.

A seguito di numerose istanze da parte dei cittadini residenti lo scrivente ha effettuato sopralluoghi nella zona balneare Cannatello riscontrando una pessima situazione igienico-sanitaria del litorale; Atteso che si rende assolutamente necessaria ed indifferibile un’azione propositiva e risolutiva; Per quanto sopra,al fine di rimuovere tale situazione di nocumento alla Pubblica e Privata incolumità; Ravvisata l’importanza che la questione riveste; Viste le argomentazioni sopra citate; Con la presente lo scrivente ai sensi dell’Art.30 comma 2°, nell’esercizio delle funzioni di sindacato e di controllo che interessano l’attività dell’Ente chiede l’adozione di tutti i provvedimenti di competenze al fine di consentire ai residenti e ai tanti turisti di poter usufruire delle spiagge in località Cannatello in condizioni dignitose.

Crocetta


Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, si è recato al palazzo di Giustizia, a Palermo, e si è seduto innanzi ai magistrati titolari dell’inchiesta cosiddetta “Mare Monstrum”, che avrebbe svelato presunti casi di corruzione nell’ambito del trasporto marittimo in Sicilia. L’interrogatorio, coordinato dal procuratore aggiunto, Bernardo Petralia, si è protratto 4 ore, dalle 16,30 fino alle 20,30. Poi, a conclusione, riassunta la veste del politico, il governatore ha annunciato un atto politico: fuori dalla giunta l’assessore Giovanni Pistorio. E Crocetta spiega perché: “Perché dopo le frasi nei miei confronti che le intercettazioni di questa indagine hanno reso note, e i riferimenti alla mia vita privata, l’assessore Giovanni Pistorio non può più rimanere in giunta. Non mi ha chiesto scusa, né in privato né con una nota pubblica”. Poi, Crocetta, indagato per concorso in corruzione, ancora soffermandosi con la stampa, affiancato dal suo difensore, l’avvocato Vincenzo Lo Re, ha raccontato dell’interrogatorio, così, in sintesi: “L’ipotesi del magistrati è che io abbia fatto pressioni per prolungare le corse degli aliscafi di Ettore Morace con le Egadi fino al prossimo settembre in cambio di un finanziamento da 5mila euro per il mio movimento ‘Ripartesicilia’. Anzitutto i magistrati non hanno contestato nulla sul mio presunto interessamento ‘personale’ per avere collegamenti in più con le Eolie. Quello che alcuni giornali hanno pubblicato sulla mia vita privata, e sui gossip alimentati da qualcuno, anche dall’assessore Pistorio, su miei innamoramenti nei confronti di un abitante di Filicudi, è spazzatura senza alcuna rilevanza giudiziaria. Lo tenga a mente anche il leader dei 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, che ha usato queste dicerie infamanti per chiedere le mie dimissioni: ne risponderà in tribunale. Ho confermato di aver chiesto nel marzo scorso ai burocrati di prolungare le corse veloci per le Egadi e le isole minori, perché mi sembrava assurdo che il 3 settembre già finissero. I 5mila euro sono un contributo al Movimento ‘RiparteSicilia’, registrato regolarmente e fatto attraverso un bonifico.”
Fonte Teleacras

In Sicilia otto sigle sindacali hanno proclamato giovedì prossimo, 8 giugno, a Palermo, in piazza Indipendenza, innanzi a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, dalle ore 8 e fino al termine dei lavori, un’assemblea – sit-in di tutto il personale regionale, degli enti e delle società che ne adottano i contratti di lavoro. “La ragione dell’iniziativa – spiegano i sindacati in modo unitario – è, tra l’altro, il mancato rinnovo dei contratti di lavoro, giuridici ed economici, del comparto e della dirigenza, scaduti da oltre 10 anni, e il mancato riconoscimento delle professionalità del personale dipendente in stallo da oltre 26 anni e che sta causando una paralisi irreversibile della macchina amministrativa”.

Carmelo Nicotra, il 35enne di Favara, vittima un paio di settimane fa, di un agguato in via Torino, agguato in cui è stato ferito, è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, il terzo in ordine cronologico, eseguito dai medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove si trova ricoverato dalla sera del 23 maggio scorso. Nicotra ha avuto in questi giorni la febbre molto alta e la nuova operazione si è resa necessaria per evitare complicazioni. Intanto proseguono le indagini dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo titoloari del fascicolo d’inchiesta per tentato omicidio verso ignoti che si occupando di dare un volto ai killers che hanno agito con lo scopo di uccidere il 35enne ferendolo ad un femore e verso cui hanno sparato una quantità impressionante di colpi di kalashnikov. Nicotra si trova, dicevamo, ancora ricoverato presso la struttura ospedaliera di Contrada Consolida con un servizio di sorveglianza continuo.

Secondo i tecnici dell’Arpa che hanno eseguito le verifiche il rumore prodotto era superiore ai limiti consentiti dalla legge e, dunque, il Tribunale di Sciacca ha disposto il sequestro preventivo degli impianti sonori di riproduzione e di amplificazione di un locale di Menfi. Gli stessi impianti sono stati dati in affidamento in custodia al proprietario del “Wood wine pub”, il locale oggetto della vicenda. La misurazinoe sarebbe stata effettuata da mezzanotte all’una e lì si sarebbe verificato il superamento del limite in orario notturno.