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“E’ assolutamente impensabile che Agrigento continui a ricevere proclami su chiusure di strade per renderle ciclabili che nulla hanno a che vedere con la fruibilità della città da parte dei suoi abitanti. Agrigento appartiene ai suoi cittadini”.
Lo afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, riferendosi alla paventata chiusura al traffico veicolare di via Passeggiata Archeologica e viale Enrico La Loggia.
“Il progetto – prosegue Cimino – di chiudere viale La Loggia, utilizzando un concorso di idee, per trasformarlo in pista ciclabile e area pedonale, è irrealizzabile. La chiusura al traffico veicolare, di fatto, congestionerebbe la circolazione stradale urbana senza pensare che, attualmente, la città è isolata dal resto della provincia. Così come è impensabile ed inattuabile, pedonalizzare via Passeggiata Archeologica. Ci siamo opposti, già negli anni precedenti, a questi progetti e continueremo a farlo perché il rischio è di isolare la città dai suoi quartieri satelliti. E questo, è un processo inverso rispetto all’avvicinamento dei quartieri satelliti e della Valle dei Templi alla città. Agrigento appartiene ai suoi cittadini. Invece di pensare a chiudere le strade, occorre intervenire per il ripristino di tutte le strade carrabili urbane. Gli Architetti di Agrigento, lo chiedono con forza. Inoltre, siamo contrari all’utilizzo dei concorsi di idee che servono solo a far lavorare inutilmente i colleghi senza poi ricevere l’incarico di progettazione”.
La paventata chiusura delle due importanti arterie, non è l’unico argomento di interesse sulla viabilità.
“Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, l’onda emozionale e la paura hanno fatto sì che diventasse pressante l’abbattimento del nostro ponte Morandi – dichiara Alfonso Cimino – Ora, è necessario comprendere, a prescindere da quale siano le risultanze delle riunioni in programma tra il Comune e gli enti preposti, che il Ponte può essere abbattuto soltanto se, attraverso opportune indagini e diagnosi, si accerta effettivamente la non appropriatezza di interventi di manutenzione straordinaria. Viceversa, non possiamo pensare di abbattere il Ponte se, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, questo può essere ancora utilizzato. La demolizione ha, forse, un costo superiore alla manutenzione straordinaria e, tra l’altro, non potremmo mai riportare il paesaggio così come era prima della sua realizzazione, il danno ambientale è stato già commesso e non potrà essere recuperato. L’eventuale abbattimento del ponte Morandi, deve dipendere da valutazioni tecniche e non sentimentali. Per quanto riguarda le infrastrutture, occorre un progetto generale, non singole idee e proclami che poco si legano con una pianificazione urbanistica e di rigenerazione della nostra città. Il ruolo della pianificazione urbana è quello di far stare bene i propri cittadini e rendere vivibile e fruibile la propria città. Oggi, seguiamo onde emozionali che ci allontanano dai veri problemi di Agrigento partendo dal ripavimentare le strade, dal decoro urbano, dal ricongiungere la Valle dei Templi a tutta la città e ai suoi cittadini, rigenerare il centro storico partendo dalla via Atenea come luogo naturale e commerciale della nostra città, ripensare al fronte a mare di San Leone e tante altre emergenze che riteniamo siano state per troppo tempo dimenticate a scapito dei cittadini”.

Modificati i requisiti degli operatori aventi specifiche competenze nel campo dell’handicap

 

Pubblicata l’integrazione relativa ai requisiti in possesso degli operatori aventi specifiche competenze nel campo dell’handicap che lavorano negli Enti, già iscritti all’albo regionale, autorizzati allo svolgimento dei servizi in favore dei portatori di handicap.
Gli operatori per le attività di assistenza all’autonomia (cat. C3/D1 C.C.N.L., Cooperative del settore socio-sanitario ed assistenziale-educativo in vigore) devono possedere almeno i seguenti titoli di studio: Laurea triennale in: Scienze dell’Educazione e della Formazione, Scienze della Formazione Primaria, Scienze e Tecniche Psicologiche, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, Terapia della Neuro-psicomotricità dell’età evolutiva, Logopedia, ovvero diplomi di laurea equipollenti.
In alternativa devono possedere il Diploma di Scuola Secondaria di II grado, unitamente al titolo specifico di Assistente all’Autonomia e Comunicazione, conseguito al termine di un corso di formazione professionale biennale o di almeno 900 ore di lezione, riconosciuto valido dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, accompagnato da una esperienza professionale certificata, almeno triennale, con disabili neuro-psico-motori maturata a seguito di attività svolta presso enti pubblici.
L’aggiornamento del registro è finalizzato a determinare gli enti del privato sociale autorizzati allo svolgimento dei servizi in favore degli alunni con disabilità, iscritti nelle scuole secondarie di II grado, secondo il sistema cosiddetto dell’accreditamento.

Un’altra aggressione a sfondo razzista in Sicilia. La vittima, questa volta, è un tunisino di sedici anni, preso a calci e pugni a Raffadali, piccolo centro dell’agrigentino. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale con contusioni e ferite su tutto il corpo. Come ricostruito dagli inquirenti, il giovane, che vive a Raffadali da un anno in una struttura che si occupa dell’accoglienza dei minori, ha prima ricevuto una sportellata da un minorenne e poi è stato picchiato con calci e pugni al grido di ‘torna nel tuo paese’, come racconta sui social Giovanni Mossuto, il responsabile del centro.

Una sportellata in faccia, una ginocchiata nei testicoli, pugni e schiaffi e la minaccia: «Bastardo, ora tornatene al tuo paese». La vittima dell’aggressione è un 16enne tunisino ospite di una comunità per minori di Raffadali, giunto circa un anno fa sulle coste dell’Agrigentino. A denunciare ai carabinieri e pubblicamente l’episodio, avvenuto ieri pomeriggio intorno alle quattro nei pressi della struttura di accoglienza, è stato Giovanni Mossuto, responsabile della cooperativa La mano di Francesco che gestisce il centro ed ex vicesindaco della vicina Favara, secondo cui all’origine del gesto c’è un movente razzista

«L’aggressore – racconta a MeridioNews – ha avvicinato il ragazzo con l’auto, e quando è stato alla sua portata gli ha sferrato un colpo di sportello in faccia, poi è sceso e lo ha preso a calci e pugni, minacciandolo di tornare al suo Paese». La prognosi indicata dai medici del pronto soccorso è di cinque giorni. Indagano i carabinieri di Raffadali che sui motivi dell’aggressione vogliono fare chiarezza, perché al momento «escludono l’odio razziale».

L’aggressore è Silvio Cuffaro, pregiudicato 46enne che in passato è scampato a un agguato ed è stato a processo, poi assolto, per l’omicidio di Maurizio Giglione. Uno dei fratelli di Cuffaro (solo omonimo dell’attuale sindaco di Raffadali, fratello di Totò Cuffaro) è stato vittima di lupara bianca. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il giovane tunisino avrebbe avuto «una diatriba per futili motivi»con uno dei figli dell’aggressore. Da questo episodio, che i carabinieri definiscono «piccolo litigio tra ragazzini», sarebbe maturata la reazione del genitore che sarebbe andato a cercare il migrante. 

«Dieci giorni fa – racconta un operatore della comunità che era presente ieri pomeriggio – i ragazzi si sono lamentati con l’uomo e con la figlia perché spesso lasciano liberi in strada due grossi pitbull di cui hanno paura. Questo è l’unico recente episodio che ci risulta». Non sarebbe invece la prima volta che l’uomo, che lavora prestando un servizio di pubblica utilità e abita nei pressi della comunità di accoglienza, se la prende con i minori ospiti della struttura. 

«Ci sono stati nel recente passato episodi di aggressione verbale, insulti razzisti da parte di questa persona a diversi giovani migranti – racconta Mossuto – e li abbiamo segnalati oralmente ai carabinieri di Raffadali, al sindaco e ai tutori». Il primo cittadino Silvio Cuffaro conferma gli episodi precedenti, ma precisa che «ha aggredito verbalmente diversi concittadini, anche non stranieri. È un soggetto difficile e riceviamo molte lamentele sul suo conto». Recentemente a farne le spese sarebbe stato anche un barista, colpevole di aver venduto una birra al fratello, affetto da una malattia, del 46enne. 

Intanto nel centro di accoglienza che ospita nove minori stranieri regna un clima di paura. «Quello che è successo – continua il responsabile – è figlio del clima di odio generale che, nei soggetti meno attrezzati dal punto di vista culturale, fa scattare reazioni ingiustificabili. I ragazzi avvertono questa atmosfera e, a maggior ragione dopo quanto successo ieri, hanno paura. Nelle ultime ore – conclude – stiamo valutando se trasferire altrove la comunità, anche se Raffadali, al di là di questo episodio, ha sempre dimostrato grande accoglienza».

 

La CGIL Agrigentina ha scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico per chiedere che si “faccia il punto della situazione” sugli edifici scolastici della nostra provincia.

“Nei giorni scorsi abbiamo letto sgomenti che il 60 per cento degli edifici scolastici in Sicilia, (2.614 su 4.358) non è in regola con le certificazioni antisismiche, mentre il 70 per cento (3.050) non ha l’agibilità.
Il Presidente Musumeci e l’Assessore Lagalla, buoni ultimi, hanno annunciato l’intenzione di mettere in campo nei prossimi mesi 272,5 milioni di euro. Fondi che derivano in parte dal Po Fesr 2014/2020, 82 milioni dal Piano per le infrastrutture previste dall’Unione europea, mentre la restante parte, circa 190 milioni, sono fondi dello Stato, e coprono interamente la progettazione degli interventi.
Ma ogni anno sentiamo annunciare la destinazione di somme e di milioni disponibili: dal progetto “scuole sicure” ai Fond MIUR per l’Edilizia Scolastica del D.M. 607/2017, da quelli annunciati dal Libero Consorzio di Agrigento.
Riteniamo utile ricevere ufficialmente, in una riunione presenti le OO.SS. del settore della Scuola e quello del comparto Edile, il quadro riassuntivo degli interventi previsti, la loro effettiva cantierabilità e lo stato della situazione e della sicurezza dei nostri edifici scolastici.
Su queste questioni sarebbe grave se agli annunci non seguissero gli interventi di messa in sicurezza, riteniamo che i genitori ed i lavoratori della Scuola abbiano il diritto alla serenità di lavorare in ambienti sicuri”

 

“Sui 45 milioni di euro, sbloccati con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, inspiegabile l’esclusione della nostra provincia. Siamo la cenerentola della Sicilia.”

La Uil di Agrigento interviene sul nodo strade provinciali e rimane basita dopo l’annuncio del governo regionale sulla distribuzione dei 45 milioni di euro con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, che vede a oggi esclusa la nostra provincia che su questa tematica necessita interventi da cavallo.

“Siamo a dir poco sconcertati avendo appreso che, dopo la conferenza stampa del Presidente Musumeci, dell’Assessore regionale alle infrastrutture Falcone e del dirigente generale Bellomo, dei 45 milioni di euro del Patto per il Sud per opere di migliorie e messa in sicurezza delle strade provinciali per Agrigento e la sua provincia sono stati accantonati zero euro.
Riteniamo questa distribuzione delle risorse ancora una volta iniqua e offensiva per il territorio. Non è possibile, in un momento drammatico per i nostri paesi, sia dell’entroterra che della fascia costiera, ritrovarsi a mani vuote, quando dei primi segnali sarebbero potuti ripartire.
Abbiamo sentito dalle parole del governatore Musumeci in quale situazione drammatica versa la provincia ennese sulla viabilità secondaria e delle difficilissime condizioni di mobilità per i residenti nel territorio che è completamente isolato; nondimeno vogliamo ricordare al governatore che la nostra organizzazione sindacale è da tre anni che sollecita in tutti i modi il governo regionale ad intervenire, senza avere finora risposte concrete per la provincia agrigentina. Non è possibile negare l’evidenza, qui, da Santa Margherita Belice a Campobello di Licata, il livello di sicurezza di queste strade è pari a zero. In molti casi si è andati avanti con ordinanze di chiusura o interdizioni di alcuni tratti. Nel mese di luglio in una conferenza stampa il commissario del Libero Consorzio di Agrigento aveva illustrato il piano di interventi sulla viabilità provinciale, non riusciamo a capire cosa sia successo adesso.
Escluso qualche deputato regionale che è intervenuto sulla vicenda con un tour capillare sulla provincia, i parlamentari nazionali e regionali sono stati distratti in altre tematiche; noi li sollecitiamo ancora una volta, e la Uil è disponibile ad incontrarsi con chiunque sia realmente interessato a correggere queste storture che ricadono sui cittadini e sulla normale circolazione e sulla sicurezza di chi ogni giorno non sa neanche come tornare a casa.
Non possiamo rimanere più inermi e silenziosi, Agrigento non può continuare ad essere una provincia di serie b assieme ai suoi coprovinciali, il dato più emblematico è che moltissimi giovani stanno emigrando e che i livelli economici, occupazionali e di vita si sono abbassati, anche per un certo disinteresse ormai conclamato dei governi e della classe politica che non è più accettabile.”

Ponti e, adesso anche, gallerie interdetti. «La città è isolata, gran parte dei collegamenti stradali, per diversi motivi, sono inibiti al traffico. Siamo tornati indietro di 50 anni e nel caso in cui si rendesse necessaria, a causa di eventi catastrofici, l’evacuazione ci ritroveremmo con le vie di fuga chiuse» – ha sbottato, ieri, il segretario della Cisl Maurizio Saia.

Poche ore prima, l’annuncio dell’Anas: fino al 30 settembre – per verifiche ed eventuali interventi all’interno della canna in direzione Nord – la galleria Spinasanta sulla statale 118, in direzione Raffadali, resterà chiusa.

Episodi del genere sono la conseguenza del clima di odio ed intolleranza, che cresce nel nostro paese e quotidianamente ha come protagonisti, diversi balordi che sfogano la propria rabbia attraverso i social e con la violenza fisica e che purtroppo nell’ultimo periodo, ha visto anche diversi esponenti del governo nazionale, assumere atteggiamenti razzisti.

La comunità raffadalese si è sempre contraddistinta per la grande capacità di accoglienza ed integrazione, prova ne sono le diverse comunità, presenti nel nostro territorio e purtroppo fatti del genere, anche se compiuti da isolati individui, ci rattristano.

Un forte grido di NO al Razzismo ed ogni forma di odio ed intolleranza, era stato lanciato durante l’iniziativa organizzata dal nostro circolo, intitolata “Ripartiamo dai principi”.

Il Partito Democratico, assieme alle diverse associazioni ed organizzazioni, sosterrà sempre le politiche che mirano alla tutela e all’integrazione dei più deboli e contrasterà con ogni mezzo, tutti quei tentativi che rappresentano una deriva per il nostro paese.

Sono di questi giorni, due delibere del Comune di Floresta che danno il via a due importanti collaborazioni, al fine di fornire efficaci e nuovi spazi di crescita e di consenso, innanzitutto attraverso la piena consapevolezza delle prassi e dei codici della rappresentanza degli interessi, che tali figure rappresentano, ed attraverso la capacità di definire e mettere in atto le più efficaci strategie di comunicazione.
Attesa la necessità per il Comune di Floresta di ricorrere a tali professionalità esterne e competenti per sviluppare una conoscenza approfondita dei processi che presiedono alle attività decisionali dell’Amministrazione stessa, il sindaco Antonino Cappadona ha voluto entrambe le due nuove figure professionali che hanno alle spalle quell’esperienza che li qualifica nell’ambito delle attività di programmazione per gli Enti Locali avendo svolto diversi incarichi in enti a supporto sia della comunicazione che dei processi di programmazione progettazione e attuazione di interventi di finanziamento.
Il dott Piero Ridolfo, il primo ad essere nominato come consulente esterno dell’amministrazione per le relazioni istituzionali della rappresentanza, degli interessi e della comunicazione esterna dell’ente locale, che curerà, inoltre, le attività di relazione e network istituzionale a livello locale, regionale, nazionale e internazionale e le attività di comunicazione. Originario di Ficarra, comune messinese non molto lontano da Floresta, ha un curriculum di tutto rispetto in tal ambito come ad esempio l’incarico dal sindaco della sua città, Basilio Ridolfo, dal 2007 al 2016, come responsabile delle relazioni esterne e della formazione per lo sviluppo sociale, economico e culturale.
“Adesso accetto di buon grado questa nuova avventura, a titolo gratuito ed a tempo determinato per la durata del mandato elettorale del sindaco Antonino Cappadona e della sua Amministrazione”, dichiara Ridolfo, e dà appuntamento al prossimo mese con la rinominata manifestazione annuale a Floresta Ottobrando, a cui sta già lavorando.

Il secondo esperto è Giuseppe Mazzullo, classe 1975, di San Fratello, che ha avuto anche lui un incarico, a titolo gratuito e a tempo determinato coincidente con questo mandato amministrativo del primo cittadino di Floresta, curerà l’attività di rafforzamento dei processi di programmazione, progettazione, controllo e sorveglianza degli interventi cofinanziati a valere sui fondi strutturali e di investimenti europei, dei fondi FSC. Curerà gli interventi dei programmi tematici per il ciclo programmatorio 2014\2020.

Da oggi, domenica 2 a mercoledì 5 settembre, la Sicilia ospiterà il Progetto Rete siti Unesco, elaborato dall’associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia). Dopo la presentazione ufficiale a Matera, in Basilicata, lo scorso 18 luglio, e le tappe in Puglia, Campania e Sardegna, è la volta della Sicilia accogliere il progetto nato con l’obiettivo di dar vita ad una rete tra i territori del Sud Italia che ospitano un sito Unesco, per promuovere, a partire dalla capacità attrattiva del brand Unesco, e attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territori in un’offerta turistica unica e integrata.

Interessati 14 siti Unesco del Meridione: i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera (MT), la Costiera Amalfitana (SA), il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (SA), il Complesso monumentale di Santa Sofia (BN), la Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l'acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio (CE), Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (PA), Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica (SR), le Città tardo barocche del Val di Noto (SR), la villa romana del Casale di Piazza Armerina (EN), l’Area Archeologica su Nuraxi di Barumini (SU), i trulli di Alberobello (BA), Castel del Monte (BT), il santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG), la Foresta Umbra (FG).

Elemento fondamentale del progetto è il Festival Experience, la cui direzione artistica è stata affidata a Gaetano Stella, con la direzione organizzativa di Elena Salzano. Protagonisti i siti del Patrimonio mondiale dell’umanità del Sud Italia della Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ad ogni spettacolo (tutti ad ingresso gratuito) è stato abbinato un tema, in base anche al luogo in cui sono state ambientate le scene. Si parte, dunque, dal passato di un luogo, dalla sua storia, dalle sue leggende e tradizioni, per poi raccontare il viaggio della civiltà in chiave moderna. Il viaggio della civiltà non viene cristallizzato in una storia già scritta e raccontata, ma prende vita e forma da un presente mutevole e da vivere. 

Dieci i temi trattati all’interno degli spettacoli del Festival: la fede, la festa, il potere, il mito, l’amore, l’orgoglio, l’arte, la memoria, la libertà e l’origine. Tutti temi legati indissolubilmente alla storia della civiltà, con le sue battaglie, le sue rovinose cadute e le sue coraggiose risalite, con i suoi personaggi storici e mitologici che, in un modo o nell’altro, hanno creato l’uomo di oggi. In ogni tappa, dunque, protagonisti i siti Unesco presenti sul territorio, con seminari inerenti lo sviluppo turistico e culturale delle aree coinvolte, spettacoli di teatromusica, concerti, convegni, eventi collaterali, invasioni digitali, oltre ad un tour di blogger dell’associazione italiana travel blogger che raccontano queste cinque regioni italiane attraverso la loro storia, ma con uno sguardo sempre rivolto al presente e al futuro. All’interno del Progetto si avranno, quindi, delle vere e proprie “invasioni” digitali che riguarderanno le visite guidate di gruppo ai siti Unesco con invito ai partecipanti di scattare foto e video e diffonderle in maniera virale sui social, con l’utilizzo dell’# ufficiale dell’evento #patrimonidelsud.

Questa sera, alle ore 20.30, nella Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, si terrà lo spettacolo di teatromusica dal tema “L’orgoglio”. Protagonista “Il siciliano che inventò il jazz”, ovvero l’affascinante e suggestiva storia di Nick La Rocca, tra parole e musica. Per la tappa siciliana del progetto, domani, 3 settembre, alle ore 18, le “invasioni digitali” saranno ambientate nell’antica Siracusa. Armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere, i visitatori potranno condividere la propria passione per far conoscere, attraverso il web, il nostro immenso patrimonio. Un social tour utile a fornire una visione differente e collettivamente costruita dei luoghi della cultura, regalando loro nuova vita. Sempre il 3 settembre, alle ore 21, spettacolo di teatromusica nel Convitto delle Arti di Noto (Sr) con “BaroccoJazz”, Concerto di poesia barocca e musica jazz, un suggestivo spazio senza tempo dove passato e futuro si uniscono; la musica e la poesia, nell’universalità del loro linguaggio, travalicano stili, periodi storici e geografici per parlare al cuore degli uomini di ogni tempo.

Il 4 settembre, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Cefalù (Pa), si terrà il seminario dal tema “I presidi Unesco: quali fattori di sviluppo turistico e culturale”, durante il quale verrà presentata anche la rete PatrimonidelSud, mirata a costruire il circuito di servizi nel territorio siciliano interessato dai siti Unesco. Interverranno: il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina, il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente dell’Associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora.

Alle ore 21.30, nell’atrio della scuola elementare via Giglio Cefalù (Pa), spettacolo di teatromusica dal titolo “Si cunta e s’arricunta…”, dove il tema portante è “La memoria”. Protagonisti, infatti, antichi cunti siciliani per raccontare, tra storia e leggenda, la memoria di un popolo. Ultimo appuntamento in Sicilia il 5 settembre, alle ore 21, nel Palazzo del Governo del Libero Consorzio di Siracusa con lo spettacolo di teatromusica dal titolo “Uomini, idee e musica” – un viaggio verso il nuovo mondo fra sogni, speranze e arte – che rientra nel fitto calendario del Festival Experience. Per tutti gli spettacoli di teatromusica inerenti il Festival Experience, in Sicilia, protagonisti gli attori Elena Parmense e Gaetano Stella, e l’Acustic swing trio con Mauro Carpi (violino), Michele Pantaleo (chitarra), Giacomo Bertuglia (contrabbasso), Antonella Parnasso (voce). 

Tra le attività messe in campo per la valorizzazione dei siti Unesco e dei territori ad essi collegati, meritano particolare attenzione anche il portale www.unesconet.eu e la virtual app card. Il portale è un contenitore di servizi e di informazioni che rispondono concretamente alle esigenze del turista; consente la visita virtuale ai luoghi Unesco, la conoscenza delle caratteristiche e peculiarità dei territori, la costruzione di itinerari personalizzati e l’accesso ad altri servizi. La virtual app card, invece, è una card turistica virtuale integrata che dà diritto a un sistema integrato di agevolazioni, quali sconti, promozioni, e dà visibilità agli operatori che hanno aderito alla rete. In tal modo il turista potrà optare per soluzioni integrate (ricettività, tempo libero, trasporto locale, acquisto di prodotti tipici, visite ai siti) con la possibilità di predeterminare in anticipo le risorse di cui vuole godere e la migliore combinazione di agevolazioni per l’accesso.

Il progetto, dopo il ricco calendario in Sicilia, si concluderà in Basilicata il prossimo 14 settembre. «Desidero, anche, in qualità di responsabile della comunicazione, – sottolinea Filippo Spallina, responsabile attività operative comunicazione e disseminazione del progetto Rete siti Unesco – ringraziare preliminarmente tutti coloro che hanno contribuito fattivamente sia a livello istituzionale che come società aggiudicatrici delle relative gare previste dal Progetto per aver consentito in tempi ristretti l’espletamento di un progetto la cui attuazione era prevista originariamente nell’arco di due anni e che invece si sta realizzando in pochi mesi. Il progetto ha avuto la preziosa quanto sinergica collaborazione di associazioni di categoria degli imprenditori e in particolare del settore turistico, alberghiero, della ristorazione, della cultura e dei servizi commerciali in genere. Un segmento fondamentale del progetto è il Festival Experience che in questi giorni vedrà protagonisti i siti Unesco proprio della regione Sicilia». Infatti, si svolgeranno diverse manifestazioni/eventi presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, il Comune di Noto e il Libero Consorzio Comunale di Enna. L’organizzazione degli eventi è avvenuta di concerto con la Società Ediguida Srl. Tanti gli appuntamenti che si terranno in questa tappa siciliana. 

Tra gli altri, a Cefalù, il 4 settembre, si svolgerà il seminario “I presidi Unesco quali fattori di sviluppo turistico e culturale”. Saranno presenti i sindaci dell’Itinerario Arabo Normanno: il sindaco metropolitano, Leoluca Orlando, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, il sindaco Monreale, Piero Capizzi, il presidente dell’associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora e altri sindaci del territorio della città metropolitana di Palermo. Sono stati, altresì, invitati l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Sandro Pappalardo, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, il prefetto, Antonella De Miro, il vescovo di Cefalù e altre autorità e rappresentanti delle associazioni di categoria sia dell’Imprese che dei consumatori.

«La costituzione del progetto Rete siti Unesco e la promozione del Festival Experience all’interno delle sue bellezze – sostiene il sindaco di Ventimiglia di Sicilia, Antonio Rini – è la conferma di un cammino dei territori che costruiscono il proprio futuro in ragione dello sviluppo economico culturale e sociale, partendo dalle proprie radici. L’inserimento dell’itinerario Palermo Arabo Normanno come Patrimonio dell’umanità, ha aiutato cittadini e operatori ad una sana presa di coscienza prestando attenzione ai crescenti flussi turistici che costituiscono la conferma che, partendo dalla propria storia, è possibile coniugare cultura, futuro e sviluppo economico». 

«Con il riconoscimento della World Heritage List dell’Unesco – sottolinea Andrea Cusumano, assessore alla Cultura, Beni culturali del Comune di Palermo – l’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale è diventato ancor più fortemente simbolo di quell’ideale di bellezza che unisce i popoli e sollecita la costruzione di un mondo di pace. La dimensione sincretica del nostro patrimonio monumentale ha consentito di ricostruire una narrazione su Palermo come città dell’accoglienza e del dialogo tra le culture, riportandoci al centro dell’attenzione internazionale. Capitale della Cultura e Manifesta, proseguendo in questo solco, rappresentano l’impegno che la città sta sostenendo per imporre autorevolmente la propria voce su temi d’importanza globale come la mobilità internazionale ed i cambiamenti climatici. Questo il senso più profondo del cambiamento culturale a cui ha contribuito il riconoscimento Unesco, a cui va certamente aggiunto una maggior attenzione alla cura del nostro patrimonio materiale ed una crescita significativa del settore turistico».  

«L’equilibrio tra protezione della natura e tutela dei beni culturali – illustra Antonella Fucile, capo settore pubblica istruzione, servizi sociali, cultura e sport Libero Consorzio Comunale di Siracusa – rappresenta una continua interazione tra l’uomo e la natura, spesso in antitesi e conflitto. Le cronache quotidiane ci raccontano di quanto difficile sia il mantenimento di questa armonia ed evidenziano come sia importante conoscere ogni bene rispettandone la cornice civile e politica. Con il progetto Rete siti Unesco i territori del Sud Italia hanno messo al centro i loro gioielli di famiglia, i siti Unesco, portatori di esperienza di vita, costumi, linguaggi diversi, per creare, attraverso la passione della civiltà del passato, occasioni di incontro e di dialogo, superando le differenze e diffondendo una cultura comune nell’unicità che i siti rappresentano».

«Il Festival Experience – sottolinea Vincenzo Garbo, assessore alle Politiche culturali del Comune di Cefalù – può essere una opportunità per analizzare l’importanza dei siti Unesco come fattore di sviluppo dei territori. Elemento assai importante, specialmente in Sicilia e nel Meridione d’Italia. La sfida che ci attende è fare del riconoscimento Unesco dei nostri siti, tra i quali “Palermo arabo- normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale” una occasione per incrementare il turismo culturale, in maniera tale da puntare su un target che consenta la progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. L’auspicio è che si possano incrementare le sinergie tra gli Enti di governance del territorio, istituzioni culturali e operatori del settore della ricettività turistica. In tal senso i segnali sono incoraggianti. Occorre continuare a lavorare in questa direzione».

«Siamo molto contenti – dice l’assessore al Turismo del Comune di Noto, Giusi Solerte – che la nostra città sia stata scelta per ospitare la tappa di un appuntamento che coinvolge tutto il Sud Italia, zona che ospita un grande numero di siti Unesco. Sarà l’occasione per uno scambio culturale e per la creazione di un sistema di rete per la valorizzazione dell’enorme patrimonio artistico che accomuna i territori coinvolti, guardando anche alle ricadute in termini economici e all’indotto portato da politiche che puntano sul turismo esperienziale e culturale. È una straordinaria opportunità per la nostra città, di confronto ma anche e soprattutto di messa in campo delle best practice in tema di turismo esperienziale e valorizzazione delle risorse artistiche e architettoniche, accompagnato dalla matura consapevolezza che la sinergia tra i diversi siti Unesco, possa realizzare compiutamente la virtuosa promozione di un vasto territorio, senza perdersi in sterili campanilismi, con una offerta variegata ed esaustiva in grado di soddisfare la richiesta del viaggiatore esigente, che vuole immergersi nel territorio e sentirsi parte della storia di esso, respirare le sensazioni ed emozioni della tradizione locale, segno di un genius loci che va preservato, tutelato e diffuso».