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“Se mio padre Giuseppe Alessi fosse vivo voterebbe per Nello Musumeci alla presidenza della Regione». Lo ha dichiarato l’on. Alberto Alessi, leader della Democrazia cristiana e figlio di uno dei padri fondatori dello Statuto siciliano, nel corso di un cordiale incontro con Musumeci avvenuto al Palazzo dei Normanni. Alessi, accompagnato da una delegazione di dirigenti dc, ha espresso all’esponente di #DiventeràBellissima il pieno sostegno della sua formazione politica nella campagna elettorale del 5 novembre per la presidenza  «senza se e senza ma e senza quando e senza quanto». Nel corso del colloquio, Alessi ha proposto a Musumeci un «Piano quinquennale per la Sicilia, un nuovo “rinascimento” con il richiamo ai valori ed al coraggio dei costituenti» ed ha assicurato un «appello a tutti i democristiani dell’Isola perchè uniscano le loro forze a favore della candidatura di Musumeci. Noi siamo autonomisti perchè unitari – ha concluso Alessi – ed unitari perchè autonomisti».

Il presidente dell’Ordine provinciale degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, ha proposto al sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, di essere parte della cabina di regia che sarà pilota del progetto “Agrigento 2020”, finalizzato alla candidatura di Agrigento a capitale della Cultura e alle celebrazioni dei 2600 anni di storia. Il sindaco Firetto ha accolto con soddisfazione tale proposta, e afferma: “L’idea di una Commissione specifica interna all’Ordine degli Architetti, per contribuire alla nostra proposta progettuale, è la dimostrazione di una volontà precisa di contribuire fattivamente mettendo a disposizione della città risorse umane altamente qualificate”.

C’erano tutti i Dirigenti generali dei Dipartimenti regionali, e il Commissario dell’ Irsap Sicilia , alla riunione convocata ieri dal Vice Presidente della Regione Siciliana Mariella Lo Bello, presente l’ Assessore Regionale per le infrastrutture Luigi Bosco per stabilire fasi e modalità finalizzate a dare corso, in tempi brevissimi al Decreto Legge del Presidente della Repubblica 20 giugno 2017, n. 91  che prevede ” disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno”.
” Dobbiamo accelerare al massimo e sfruttare questa grande opportunità che ci offre una ulteriore fonte di sostegno al mondo dell’impresa e ai territori della nostra Sicilia – ha detto il Vice Presidente Lo Bello – . In questo D.L. ci sono delle misure davvero straordinarie. Resto al Sud – continua – prevede agevolazioni per i giovani che vogliono fare impresa e ai quali viene offerta, la possibilità di restare al Sud, mantenendo dunque  le nostre eccellenze sul nostro territorio e permettendo a quest’ultimo di giovarsi di nuove idee, nuova linfa e nuova crescita.
Resto al Sud è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che potranno fruire di finanziamenti e prestiti a tasso zero. Questo Decreto – spiega ancora Lo Bello – ci permetterà di avere anche le Zone Economiche Speciali che offriranno particolari condizioni in merito ad investimenti e sviluppo di impresa. Ma non solo – afferma Mariella Lo Bello – all’ Art. 3  tramite la Banca delle Terre abbandonate o incolte e i beni non utilizzati, sarà possibile fare impresa recuperando terreni e beni che si trovano in una situazione di abbandono e marginalità“.
I massimi vertici della burocrazia regionale , hanno confermato il loro supporto a quanto chiesto da Mariella Lo Bello: tempi brevi e efficacia e semplificazione dei processi amministrativi.
Quanto abbiamo più volte affermato sul grande flusso di risorse e provvidenze per il quale abbiamo lavorato, per cinque lunghi anni, è una realtà. Siamo soddisfatti, di poter offrire anche questa nuova opportunità alle nostre imprese, e ai nostri giovani in  particolare. Adesso – conclude il Vice Presidente Lo Bello, abbiamo veramente creato le condizioni perché l’economia possa risvegliarsi, l’occupazione dei nostri giovani sia uno strumento a supporto della Sicilia, e le idee degli imprenditori siciliani, trovino un terreno sul quale radicarsi ed edificare un nuovo corso di riscatto e ricchezza

Ancora Monte San Calogero di Termini Imerese protagonista di un nuovo incendio ma.con direzione di folata diversa  è cioe quella del versante del bosco di Sciara. Oggi le fiamme si sono prodigate nel primo pomeriggio è pian piano hanno preso di mira il territorio rio termitano rimarcato da un fitta schiera di alberi. Mentre brucia il bosco, gli operai forestali della manutenzione stanno per essere licenziati dal governo regionale, dopo aver effettuato la metà delle giornate di garanzia occupazionale e parliamo dei lavoratori a 151 e 101 giornate. In un periodo in cui dovrebbero essere presenti sul territorio, gli operai rimangono fermi , a solo presenza dei colleghi dell’antincendio che possono soltanto intervenire sui luoghi appena chiamati in causa.
Gli operai della manutenzione nei boschi, a salvaguardia per il territorio possono essere risolutivi anche in ottica di custodia, visto che in questi giorni sta succedendo ciò che nessuno pensava che potesse accadere. Gli incendi di questa estate sono sconcertante nei numeri, in ultimo quella di Casaboli, ove il danno è stato catastrofico. Così, come il fatto che, il governo poteva avviare gli operai 78sti per arginare il problema in tempo e anticipare e/o velocizzare i viali parafuoco, ove proprio nel distretto 4 sono stati fatti in parte, visto la poca presenza di operai, con sola forza specializzata che ha limitato il lavoro nel solo lavoro di decespugliamento.
Operai licenziati a breve che stanno per consegnare le “armi” per mettersi a riposo in attesa del prossimo avviamento, ma che poteva essere evitato se si pensasse un po’ alle situazioni attuali e ai benefici che si potrebbero avere con la solo presenza degli operai, in ottica piromani !

Ancora Monte San Calogero di Termini Imerese protagonista di un nuovo incendio ma.con direzione di folata diversa  è cioe quella del versante del bosco di Sciara. Oggi le fiamme si sono prodigate nel primo pomeriggio è pian piano hanno preso di mira il territorio rio termitano rimarcato da un fitta schiera di alberi. Mentre brucia il bosco, gli operai forestali della manutenzione stanno per essere licenziati dal governo regionale, dopo aver effettuato la metà delle giornate di garanzia occupazionale e parliamo dei lavoratori a 151 e 101 giornate. In un periodo in cui dovrebbero essere presenti sul territorio, gli operai rimangono fermi , a solo presenza dei colleghi dell’antincendio che possono soltanto intervenire sui luoghi appena chiamati in causa.Gli operai della manutenzione nei boschi, a salvaguardia per il territorio possono essere risolutivi anche in ottica di custodia, visto che in questi giorni sta succedendo ciò che nessuno pensava che potesse accadere. Gli incendi di questa estate sono sconcertante nei numeri, in ultimo quella di Casaboli, ove il danno è stato catastrofico. Così, come il fatto che, il governo poteva avviare gli operai 78sti per arginare il problema in tempo e anticipare e/o velocizzare i viali parafuoco, ove proprio nel distretto 4 sono stati fatti in parte, visto la poca presenza di operai, con sola forza specializzata che ha limitato il lavoro nel solo lavoro di decespugliamento. Operai licenziati a breve che stanno per consegnare le “armi” per mettersi a riposo in attesa del prossimo avviamento, ma che poteva essere evitato se si pensasse un po’ alle situazioni attuali e ai benefici che si potrebbero avere con la solo presenza degli operai, in ottica piromani !

La forza dei numeri contro la ragione politica. Le parole contro i fatti. Il nulla della mozione di sfiducia contro l’amministrazione della città.
Passa la sfiducia al sindaco di Licata Angelo Cambiano presentata da sedici consiglieri dell’opposizione e votata stasera da ventuno consiglieri compreso il voto della presidente del Consiglio comunale che non ha rispettato il proprio ruolo super partes.
Il risultato di tutto questo, come si temeva da una parte e ci si augurava dall’altra, è che il sindaco e il Consiglio vanno a casa, la democrazia sospesa, la città affidata per l’ennesima volta a un commissario straordinario e chiamata al voto per la quarta volta in dieci anni.
Una mozione di sfiducia che, quantunque priva di motivazioni serie, condanna Licata in questa torrida estate che nessuno mai dimenticherà, a un destino d’incertezza amministrativa dal quale può vedere soltanto peggiorate le sue condizioni reali.
Sullo sfondo c’è infatti la sua crisi economica e ora anche istituzionale. Ci sono le sue contraddizioni irrisolte: mare, bellezze naturali e artistiche e cani randagi per le strade piene di buche, a malapena pulite (se non proprio sporche); l’acqua pubblica distribuita col contagocce, un ospedale depotenziato di giorno in giorno, viadotti crollati e mai più ricostruiti.
C’è l’incapacità della sua classe politica di trovare un punto d’incontro sugli interessi generali.
Ebbene, questo ha avuto scarsa importanza per la maggioranza dei consiglieri che hanno votato la sfiducia al termine di un dibattito infuocato in cui non sono mancati scontri tra il sindaco e la Presidente del consiglio. Sia di carattere politico che procedurale.
Angelo Cambiano nel suo discorso, a questo punto, di commiato ha rivendicato più volte il lavoro svolto dalla sua Giunta in questi due anni. E si è detto fiero di aver amministrato la città. Ha toccato il tema dolente delle demolizioni ritenendolo la vera ragione della sfiducia politica nei suoi confronti.
Licata resta con i problemi di sempre e ancora una volta deve rinunciare a un esecutivo e a un Consiglio comunale democraticamente eletti.
È la sola città d’Italia in cui si vota a ogni cambio di luna.
Con le conseguenze – già visibili – che questo comporta.


La Presidente Calderone a colloquio con il direttore Ruffini su proposte di semplificazione degli adempimenti e di “tregua fiscale”
“La generale riorganizzazione del sistema tributario nel suo complesso rappresenta per professionisti ed imprese un’esigenza assolutamente necessaria e non più procrastinabile”.
Così la Presidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, durante un incontro con il neo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha rappresentato lo stato di disagio e di stress che vivono i Consulenti del Lavoro quali intermediari fiscali. “Gli intermediari fiscali – ha sottolineato la Presidente – sono in affanno per le molteplici scadenze concentrate e periodicamente in attesa di una proroga che, quando c’è, arriva a poche ore dalla scadenza”.
In occasione dell’incontro odierno, la Presidente Calderone ha consegnato al Direttore Ruffini un documento contenente alcune proposte di razionalizzazione del calendario fiscale nonché spunti per una nuova agenda. I suggerimenti elencati nel documento redatto, pur senza conseguenze in termini di gettito, possono comportare tangibili semplificazioni per i professionisti e per i contribuenti.

Gli uomini della Guardia di Finanza di Canicattì, hanno effettuato una serie di controlli nei confronti di alcuni distributori di carburante che hanno come scolo la tutela del consumatore finale. I finanzieri hanno controllato la corretta esposizione del prezzo di vendita vigente al momento e la corrispondenza con quello praticato alla pompa. Un altro controllo ha riguardato, invece, la corrispondenza della quantità erogata con quanto segnato dal misuratore visibile al cliente. Sembra che qualche gestore non sia stato trovato del tutto in regola e che sia stato segnalato all’autorità giudiziaria per i provvedimenti del caso.

Si è insediato ufficialmente, martedì scorso, il nuovo commissario che dirigerà l’Asp di Agrigento, dopo il trasferimento del manager Lucio Salvatore Ficarra in quel di Ragusa. Si tratta di Gervasio Venuti nominato dalla Regione quale “capo” dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Venuti ha voluto salutare il personale e poi si è insediato nel suo ufficio nella sede del Viale della Vittoria.

E’ stato trovato con della scamorza affumicata mal conservata in frigo dai Nas che lo avevano sottoposto a un controllo, e per questo era stato condannato dal Tribunale di Agrigento a pagare una maxi multa. Ora arriva la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha rigettato il rocorso proposto dagli avvocati difensori e obblica un pizzaiolo di Agrigento, proprietario di una nota pizzeria, al pagamento di 5.000 euro di multa.

Un’opera straordinaria di pulizia esterna da rovi, spine ed erbacce è quello che alcuni operai stanno effettuando, su disposizione del Parco Archeologico di Agrigento, nell’area del Palacongressi del Villaggio Mosè. Proprio il Parco si occuperà della gestione della struttura e l’interesse del direttore Giuseppe Parello è quello di accelerare con i tempi di pulizia e ripristino degli interni per restituire la struttura alla città. “E’ possibile che entro Natale o entro la fine dell’anno si possa arrivare alla riapertura parziale del Palacongressi”. Queste le parole del Direttore del Parco Acheologico. Degli interventi si occuperà un’imprensa di Bagheria, la “Idrotermoelettrica” che ha vinto la gara d’appalto.