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Un tavolo tecnico-operativo aperto al pubblico per fronteggiare concretamente le emergenze dei beni culturali del territorio siciliano. È quanto verrà inaugurato martedì 6 giugno alle ore 16.00 al “Salone delle Bandiere” del Comune di Messina tra Italia Nostra, Legambiente e SiciliAntica, per la prima volta riunite in un impegno comune.
L’iniziativa, promossa dalla storica dell’arte e giornalista de “Il Giornale dell’Arte” Silvia Mazza, vuole integrare le competenze dei tre attori e la forza del volontariato, con l’obiettivo finale della sigla di un protocollo d’intesa tra le tre associazioni e l’Assessorato Beni Culturali e Identità Siciliana, sul modello dell’accordo già raggiunto tra quest’ultimo e il CNR-IBAM per l’Anfiteatro romano di Catania.
“Un evento senza precedenti – hanno dichiarato Leandro Janni, Gianfranco Zanna e Simona Modeo, Presidenti Regionali delle tre Associazioni – “Italia Nostra, Legambiente e SiciliAntica per la prima volta fanno fronte comune per rispondere unite alle emergenze del patrimonio culturale siciliano,  perché soltanto una fattiva e concreta  collaborazione tra Istituzioni e Associazioni di volontariato può rendere realmente efficace qualsiasi azione di tutela e di valorizzazione delle straordinarie testimonianze del nostro passato”.
Organizzato in due sessioni, l’incontro prevede, oltre alla presentazione dell’accordo, anche degli approfondimenti legati a temi quali la prevenzione del rischio sismico, area di intervento nella quale la Sicilia ha avuto un ruolo di leadership in passato. Su questo punto si parlerà, in particolare, del recupero di progetti in cantiere come la Carta del Rischio del Patrimonio, chiuso nel 2010. Il progetto, sviluppato su macro scala con la Carta del Rischio del Mediterraneo, si proponeva di condividere e promuovere una tutela partecipata del territorio insieme agli altri paesi del bacino del Mediterraneo, oltre ad auspicare la costituzione di un Gruppo di Intervento Permanente Internazionale attivo anche nelle fasi di prevenzione, monitoraggio e indagine.
Gli esiti della Carta del Rischio siciliana e le prospettive per consentirne la riattivazione saranno illustrate dall’allora titolare del progetto, l’arch. Roberto Garufi (già dirigente del Crpr). Per illustrare la pianificazione della gestione degli interventi di salvaguardia e tutela dei Beni Culturali nel messinese interverrà l’ing. Antonio Rizzo. Per un approfondimento sullo scenario nazionale è previsto, invece, l’intervento del dott. Carlo Cacace dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, in quanto referente della Carta del rischio nazionale e di Vincoli in rete. La dott.ssa Silvia Mazza illustrerà il sub progetto Carta del Rischio del Mediterraneo, col quale la Sicilia era allora riuscita a ritagliarsi un ruolo di leadership nell’area Euro-Mediterranea.

“Sinistra Italiana, nel corso delle consultazioni con Matteo Renzi sulla legge elettorale, ha ribadito per bocca del segretario nazionale Nicola Fratoianni, che il nostro partito è disponibile solo a sostenere un sistema elettorale “di chiaro impianto proporzionale”. Di tutti quelli presi in esame finora, Il modello tedesco in questo senso è sicuramente quello che più si avvicina a ciò che noi pensiamo debba essere un meccanismo di attribuzione della rappresentanza parlamentare in un paese che vede da troppo tempo svilita la dinamica democratica del parlamento, in favore di logiche maggioritarie con premi abnormi utili solo a governare senza opposizioni possibili e dunque senza parlamento, peraltro già definite anticostituzionali dalle recenti sentenze della suprema corte. Ma se parliamo di sistema tedesco, e dunque accettiamo anche lo sbarramento previsto del 5% come soglia minima, allora non possono esistere trucchi ed inganni all’italiana: la combinazione tra voto unico ( in Germania esiste il doppio voto disgiunto), il listino bloccato con i capilista blindati che hanno la precedenza per l’attribuzione dei seggi, penalizzando i candidati votati nei collegi uninominali e per ultimo la possibilità che i candidati scelti dai partiti possano occupare tre listini bloccati oltre ad un collegio uninominale, farebbe di questa legge l’ennesimo strumento del ceto politico per escludere dalla partecipazione reale e democratica i cittadini”. A dirlo sono Bianca Guzzetta e Luca Casarini, segretari di Sinistra Italiana Sicilia.
“Le carte come si sa in questa partita le danno i tre partiti più grandi – continuano i due segretari – Il Partito Democratico, I 5Stelle, e Forza Italia, non certo Sinistra Italiana. Ma la denuncia pubblica di quella che rischia di essere l’ennesima legge truffa, va fatta con forza e determinazione. Nessuno parli di sistema tedesco se l’impianto proporzionale viene massacrato in questa maniera. Nessuno, e in particolare i 5Stelle, ci venga più a dire “uno vale uno”, oppure che la “casta” va combattuta attraverso la democrazia diretta o cose simili. Dobbiamo mobilitarci, a partire dalla pressione da esercitare sulla Commissione Affari Costituzionali della Camera che sta discutendo in queste ore il testo della legge, per impedire che si vari un’altra legge di dubbia costituzionalità e funzionale solo a chi intende il potere come cosa propria, e non come espressione di un bilanciamento di funzioni, tra governo e parlamento, tra maggioranze e minoranze, che rappresenti realmente gli interessi di tutti i cittadini e le cittadine”.

Quadri a Palazzo Corvaja Taormina. Curatore,sdegnato e indignato.

Taormina rischia di perdere anticipatamente le tre opere di Antonello da Messina spostate appositamente per il G7 a Palazzo Corvaja, viste anche dalle first lady. Una vicenda che “indigna” Roberto Celli della Beni Culturali, curatore della mostra, che si dice “profondamente sdegnato” e che parla di “una notizia così incredibile e scalcinata che sembra proprio di essere su ‘Scherzi a parte'”.
“Il solo paventare un possibile rientro anticipato dei dipinti esposti per soli 10 giorni a palazzo Corvaja di Taormina – osserva annunciando esposti a Corte dei Conti e Procura – arrecherebbe un danno incredibile a tutti i visitatori già prenotati per una visita alla mostra sino al 30 giugno, una pessima figuraccia mondiale alla Sicilia”. Scenario che ha acceso una polemica, con partiti politici che parlano di “burocrazia che uccide il turismo in Sicilia”. Sulla vicenda è intervenuto il ministero ai Beni culturali sottolineando che sula mostra di Taormina “la competenza è esclusiva della Regione Siciliana”.

Nonostante le tante sollecitazioni, non sono stati ancora risolti i disagi legati al dissesto stradale nella zona balneare di San Leone. Imboccando il Viale Emporium, ormai da mesi vi è una transenna posta a protezione di un tombino. I lavori sono stati ultimati ma dopo alcuni giorni l’asfalto è franato, e la parte di carreggiata è stata transennata per scongiurare il peggio specialmente per gli utenti della strada a due ruote. Quando si procederà alla riparazione definitiva e alla rimozione della transenna?

I Carabinieri della Stazione di Sant’Alfio a conclusione di una meticolosa attività di verifiche ed accertamenti atti a contrastare il fenomeno dell’evasione scolastica hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania 25 persone per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori in concorso.
Le indagine condotte dai Carabinieri hanno preso in esame il periodo scolastico relativo all’anno 2016-17 su istituti di istruzione primaria e secondaria nell’ambito del territorio di Sant’Alfio. I militari hanno operato in collaborazione con il settore politiche sociali del Comune accertando che numerosi bambini si assentavano dalle lezioni per lunghi periodi, senza che i genitori o gli esercenti la potestà genitoriale fornissero plausibili risposte alle richieste di giustificazioni avanzate da insegnanti e dirigenti scolastici.

Da poche ore il gip gli ha revocato i domiciliari e Girolamo Fazio, candidato sindaco di Trapani sospeso, per la legge Severino, dalla carica di deputato regionale dopo l’arresto per corruzione, non rinuncia al bagno di folla. Da uomo “quasi libero” – il giudice gli ha imposto il divieto di dimora a Palermo – sceglie di festeggiare al suo comitato elettorale, dove una folla di sostenitori lo acclama. Nonostante tutto. L’aspirante primo cittadino e’ coinvolto nell’inchiesta che ha portato in cella l’armatore Ettore Morace e che ha coinvolto l’ex sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari e il governatore siciliano Rosario Crocetta. Fazio cerca la benedizione dei suoi, il “vai avanti” che attende per decidere se continuare la campagna per le amministrative del 10 giugno. Un candidato “azzoppato” da una indagine pesante che sfida un ex amico, Antonio D’Ali’, senatore di Fi sotto processo per concorso in associazione mafiosa, per il quale la procura di Palermo ha da poco chiesto la sorveglianza speciale. Il tributo riservato a Fazio non lascia spazio a dubbi. I suoi vogliono che continui. “Io non sono un corrotto, ma ho bisogno che questo sia dimostrato, ecco perche’ non ho voluto prendere una decisione da solo”, dice ai suoi. La “consultazione” si chiude con un applauso. “Ho troppo rispetto per le istituzioni: se non avessi la coscienza pulita non avrei proseguito la campagna elettorale”, aggiunge il deputato di Ap che, pero’, sulle indagini sceglie di non fare commenti. “Ci sara’ tempo per parlarne. Ma non penso ad una giustizia ad orologeria; credo si sia trattato di una coincidenza”, conclude. La decisione di revocargli i domiciliari arriva dopo un lunghissimo interrogatorio. Fazio ha risposto al giudice e ha fatto qualche ammissione. Parlare di collaborazione con gli inquirenti, pero’, e’ forse troppo. Secondo indiscrezioni, infatti, il candidato sindaco si sarebbe limitato a non negare fatti praticamente incontestabili e ad aggiungere qualche particolare. Fazio che, in cambio di regali e soldi, avrebbe favorito l’armatore Morace sfruttando la sua carica di deputato regionale, avrebbe ammesso di aver ricevuto dall’imprenditore, tra l’altro, 150mila euro (e non 100 come sostenevano i pm) per ristrutturare una casa e un b&b. L’inchiesta, con cui i pm di Palermo hanno svelato un giro di corruzione con al centro Morace, si e’ suddivisa in piu’ tranche. Quella relativa a Fazio e’ stata trasmessa alla Procura di Trapani per competenza.
Intanto, il Gip di Trapani scrive nel suo provvedimento che “il candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio, che oggi è tornato libero, dopo la revoca dei domiciliari, “è ritenuto assolutamente non convincente dal pubblico ministero e dal Gip”.
E’ quanto scrive nel provvedimento di scarcerazione per il candidato sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, il giudice per le indagini preliminari di Trapani, Caterina Brignone, che ha deciso anche il divieto di dimora a Palermo per il politico.
Sempre il Gip Caterina Brignone, scrive nel provvedimento che, durante l’interrogatorio, Fazio ha “ammesso di avere percepito da Vittorio Morace” l’armatore, padre dell’arrestato Ettore Morace, “nella forma ‘anomala’ del pagamento di fatture, una somma ben superiore a quella contestagli nell’incolpazione provvisoria e accertata”.
Ma una “giustificazione” ritenuta dal gip “non convincente”. Il magistrato ha deciso di mantenere il divieto di dimora per Fazio perché, in questo modo, non potrà continuare a svolgere il suo mandato da parlamentare, dal momento che la sede dell’Assemblea regionale siciliana, è a Palermo.

Alfredo Ferrera, di 34 anni, e Balahassen Hanchi, un 44enne tunisino naturalizzato in Italia sono stati arrestati dalla polizia perchè ritenuti gli autori dell’assalto a una società di spedizioni della zona industriale di Catania, commesso il 10 agosto del 2016 e che fruttò un bottino di 64mila euro in contanti. Nei loro confronti la squadra mobile della Questura ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura distrettuale.
A Hanchi il provvedimento è stato notificato in carcere perchè già detenuto: era stato arrestato nel gennaio scorso per spaccio di droga nell’ambito dell’operazione ‘Penelope’ contro il clan Cappello-Bonaccorsi. Ad incastrare i due indagati, oltre alla riprese del sistema di sorveglianza, tracce del loro Dna lasciate su due scaldacollo trovati nell’auto con i quali i rapinatori erano fuggiti dopo avere fatto irruzione nell’azienda e costringendo, con le armi, un dipendente ad aprire loro la cassaforte, nel quale era contenuto il denaro in contante.

ph ANSA


Cede ringhiera, fuggi fuggi tra le migliaia di tifosi che assistevano alla partita dai maxischermi.

Prima il tifo e la delusione, poi il panico improvviso e la paura. Il tutto forse scatenato da un petardo.
E’ una notte di caos e feriti, una notte da dimenticare quella di piazza San Carlo, nel pieno centro di una Torino vestita di bianconero per seguire dai macischermi la Juve nella finale Champions di Cardiff. Un migliaio i feriti (il bilancio è ancora provvisorio). Un bambino è in prognosi riservata, all’ospedale infantile Regina Margherita, per un trauma cranico e toracico. Quando la squadra di Allegri aveva gia’ ceduto il passo al Real, e la piazza abbandonato la speranza, all’improvviso il caos. “Urlavano e spingevano, ed e’ cominciato un fuggi fuggi generale”, dicono alcuni testimoni, alimentando le prime ricostruzioni che parlavano di falso allarme attentato. “Sembrava di stare all’Heysel”, l’oscuro pensiero di un anziano tifoso juventino presente in piazza, di fronte a quella folla che barcolla e poi dilaga, persona sopra persona. La dinamica e le prime testimonianze hanno subito fatto pensare all’equivoco terrorismo, qualcuno che ha urlato creando l’impressione di un attentato, fino a risvegliare gli incubi inconsci nei giorni del terrore globale.
“Potrebbe essere stato un petardo, fatto esplodere forse in modo incosciente, a scatenare il panico”, afferma all’ANSA il questore di Torino, Angelo Sanna, che sta coordinando dalla sala operativa della Questura le attività necessarie ad accertare quanto accaduto.

Allestito ‘punto raccolta’ – Un ‘punto raccolta’ per aiutare le persone a ritrovare amici e parenti smarriti nella calca, in seguito ai momenti di panico tra i tifosi della Juventus nel centro di Torino, è stato allestito in piazza San Carlo, nei pressi del maxischermo che la Città aveva allestito per la finale di Champions. Lo rende noto la questura di Torino.
‘Sembrava l’Heysel’ – “Sono sconvolto, sembrava l’Hysel”: a dirlo è un anziano tifoso della Juventus, i capelli grigi, mentre si allontana in lacrime dal centro di Torino ancora sotto sopra per le scene di panico che si sono scatenate tra i tifosi. “Sembrava l’Heysel, io c’ero”, le poche parole che pronuncia prima di voltarsi e andare via.
Due sciacalli sono stati arrestati dai carabinieri nel centro di Torino. I militari dell’Arma li hanno sorpresi a rovistare tra le borse e gli zaini abbandonati dai tifosi della Juventus fuggiti in preda al panico. I carabinieri hanno attivato le pattuglie anti sciacalli. Tutte le caserme dell’Arma, inoltre, sono aperte e a disposizione della cittadinanza per assistenza e informazioni.
Agnelli, solidarietà ai feriti di Torino – “Ho saputo che a Torino ci sono stati incidenti nella piazza di Torino, non ho informazioni precise sulla dinamica, ma vorrei esprimere la mia solidarieta’ a chi e’ rimasto ferito”: lo ha detto da Cardiff il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, a Mediaset Premium. Informato delle prime ricostruzioni, Agnelli ha “inviato un abbraccio” alle persone coinvolte.
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Il 4 giugno, è tornata la domenica gratuita nei musei e nei siti archeologici statali. Una giornata di festa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo a cui aderiscono molti musei comunali.
In vigore dal luglio del 2014 questa iniziativa ha visto la partecipazione in tutte le sue edizioni di oltre 8 milioni di visitatori nei soli musei statali. Su www.beniculturali.it tutte le informazioni, gli orari e i luoghi aperti gratuitamente domenica 4 giugno.

Il rappresentante dell’associazione Insegnanti in Movimento chiede gli elenchi degli insegnanti che sono stati convocati e quelli sottoposti a visita per usufruire della Legge 104 e delle sue agevolazioni. Lorenzo Navarra è chiaro: “Ho chiesto informazioni all’Inps e all’Asp e ancora attendo risposta”. Navarra prospetta una manifestazione della propria associazione nel caso in cui le sue istanze non vengano accolte. “Ho presentato una richiesta di accesso agli atti e e martedì 6 giugno scadranno i 30 giorni entro i quali le pubbliche amministrazioni devono rispondere per legge ai cittadini”. “Vogliamo sapere quante persone hanno usufruito della legge 104 con requisiti scaduti, negli ultimi 20 anni, per avvicinarsi a casa”.