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“Tra qualche giorno questo splendido peschereccio di 10 metri (dal valore di 150/200 mila euro) verrà rottamato in spiaggia e trasportato in discarica. La barca è assolutamente integra e perfettamente funzionante e poteva essere trainata in porto nell’imminenza dello sbarco. Questi sbarchi fantasma nelle coste del sud Italia sono destinati ad aumentare, sarebbe bello recuperare queste barche ed affidarle a cooperative di pesca o al mondo del volontariato invece di essere rottamate con ulteriore costo per lo Stato: che peccato!”. E’ quanto scrive l’associazione ambientalista Mareamico di Agrigento nella sua pagina Facebook.Video

La Procura di Enna ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo a seguito della morte di un operaio forestale, Giuseppe Bonincontro, 50 anni, morto subito dopo il turno di spegnimento di un incendio che ha devastato i boschi di Piazza Armerina. L’uomo è rientrato a casa dopo tante ore di lavoro sotto il sole, si è coricato e non si è più svegliato. Un esposto è stato presentato dalla figlia dell’operaio che invoca lumi sul perché della morte del padre. Al vaglio degli inquirenti, sulle cause dell’incendio, vi sarebbe la posizione di una persona notata nella zona del fuoco e numerose testimonianze di cittadini che avrebbero visto divampare contemporaneamente più inneschi.

I carabinieri di Marsala hanno arrestato per tentativo di omicidio Mohamed C’Ocri, 34 anni, tunisino che vive a Petrosino che l’ 11 luglio scorso avrebbe aggredito con colpi di mannaia un carrozziere che si era rifiutato di gonfiare le gomme del suo scooter. La vittima è stata ferita al braccio destro. Il tunisino, ricercato dai militari, il giorno dopo aveva avuto un grave incidente ed era stato trasportato a Villa Sofia a Palermo. Il 3 agosto scorso, avendo avuto notizie sulle possibilità di dimissioni dell’indagato la Procura di Marsala ha emesso un fermo di indiziato di delitto e i carabinieri lo hanno eseguito. Il fermo è stato convalidato e il gip ha firmato una misura di custodia cautelare in carcere.(ANSA).

La cresta sul carburante: la Guardia di Finanza ha eseguito a Taormina 3 misure di custodia cautelare ai domiciliari e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di 11 persone responsabili, a vario titolo, di falso e truffa ai danni delle società “Messina Ambiente Spa” e della “Atome4 Spa”, che gestiscono la raccolta dei rifiuti e i servizi di igiene ambientale nei comuni della fascia ionica da Messina a Taormina. In particolare le Fiamme Gialle, nell’ambito dell’operazione cosiddetta “Free fuel”, hanno scoperto una frode perpetrata dagli autisti dei mezzi delle società partecipate, i quali, in concorso con i gestori di due distributori di carburanti di Taormina e Letojanni, si sarebbero adoperati affinchè risultassero sui veicoli aziendali rifornimenti di gasolio maggiori rispetto alle quantità erogate. L’eccedenza sarebbe stata ripartita tra gli autori della truffa attraverso prelievi gratuiti di carburante.

Il Mizzica Film Festival, ideato da Nicola Palmeri, ha compiuto 10 anni. Il Mizzica Film Festival premia ogni anno un artista siciliano che si è distinto nel panorama del cinema italiano. E Palmeri annuncia: “Quest’anno abbiamo il grande piacere di avere omaggiato il regista, autore e direttore della fotografia palermitano Daniele Ciprì”. La consegna del premio si è svolta a Viagrande, in provincia di Catania, presso Villa Di Bella. Al rientro a casa dopo la manifestazione ascoltiamo lo stesso Nicola Palmeri…Guarda il VIDEO

Il Sig. I.A. (sono le iniziali del nome) di 54 anni di Licata aveva acquistato nel 1997 un appartamento al quinto piano di un edificio sito in via d’arezzo n.13 del territorio del comune di Licata, munito di concessione edilizia e con certificato di abitabilità. Successivamente all’acquisto dell’appartamento con istanza inoltrata nel 1997 chiedeva il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione di una struttura precaria per la copertura parziale del terrazzo di pertinenza dell’immobile. Con apposita determina successiva il Sindaco pro tempore del Comune di Licata autorizzava la realizzazione della copertura di che trattasi; ma nel 2015, a distanza di molti anni dal rilascio dell’autorizzazione, il Comune di Licata avviava il procedimento di annullamento in autotutela della predetta determina sindacale, ritenendo una non corrispondenza dell’immobile esistente rispetto alle planimetrie del progetto approvato con la concessione edilizia; e successivamente, nel 2016, il Comune di Licata ingiungeva la demolizione dell’immobile, ritenendo accertato un organismo edilizio diverso rispetto a quello assentito dalla concessione edilizia. Il proprietario insorgeva avverso tali provvedimenti gravemente lesivi proponendo un ricorso giurisdizionale davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, lamentando svariate forme di violazione di legge e di eccesso di potere. In particolare gli Avvocati Rubino e Airò hanno lamentato l’illegittimo esercizio del potere di autotutela, che deve essere esercitato entro un termine comunque non superiore ai diciotto mesi dall’adozione dei provvedimenti autorizzativi, la carenza di motivazione sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al mero ripristino della legalità e prevalenti rispetto all’affidamento ingenerotosi in capo ai privati, nonchè sottolinenando l’esistenza del certificato di abitabilità rilasciato dallo stesso Comune di Licata nel 1984 attestante che la costruzione della casa urbana composta di cinque elevazioni era stata eseguita in conformità al progetto approvato. Si è costituito in giudizio il Comune di Licata, in persona del Sindaco pro tempore Dr. Angelo Cambiano, rappresentato e difeso dall’Avvocato Grazia Zarbo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Già in sede cautelare il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Seconda, ritenendo sussistente il pregiudizio grave ed irreparabile incombente sul ricorrente, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dell’ingiunzione di demolizione impugnata. Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Seconda, Presidente il Dr. Cosimo di Paola, relatore il Dr. Giuseppe La Greca, condividendo le tesi difensive degli Avvocati Rubino e Airò circa il legittimo affidamento ingenerato in virtù del lungo periodo di tempo trascorso dal rilascio del titolo abilitativo, nonchè in virtù del rilascio del certificato di abitabilità, ha accolto nel merito il ricorso ed ha annullato i provvedimenti repressivi impugnati. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR, l’immobile sito in Via G.D’Arezzo n.13 non verrà demolito mentre il Comune di Licata, soccombente in giudizio, dovrà provvedere al rimorso del contributo unificato in favore del ricorrente.

Adesso la pausa di Ferragosto, le riunioni già in agenda sono state annullate, e dopo si discuterà. Il Movimento 5 Stelle e il suo candidato presidente, Giancarlo Cancelleri, è da una settimana in campagna elettorale, in tour per la Sicilia. Le coalizioni sono invece alla ricerca di un centro di gravità permanente, e il centro di gravità permanente, oggi più che mai, è il centro di Alternativa Popolare di Angelino Alfano. L’altra costola del centro, Pierferdinando Casini e Gianpiero D’Alia, hanno invece scelto la collocazione con il centrosinistra in occasione delle prossime elezioni Regionali del 5 novembre. Nel dettaglio, il centrosinistra insegue il “modello Palermo” che ha costruito la vittoria del sindaco Leoluca Orlando a Palermo. E il centrodestra invece predica l’avvento del “modello Liguria”, che ha sancito la vittoria alle Regionali liguri di Giovanni Toti. In entrambi i modelli, Palermo e Liguria, Angelino Alfano e la sua Alternativa Popolare sono stati presenti e partecipi, anche se senza il simbolo di Ap. A fronte dello stallo perdurante delle trattative, non è escluso che Alternativa Popolare lanci e proponga un proprio candidato Presidente, assumendo quindi il ruolo di forza centripeta anziché centrifuga, ossia : “Se condividete il nostro candidato procedete voi verso di noi al centro, e non viceversa”. E i tre papabili candidati presidenti centristi sono Gianpiero D’Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca. E il sottosegretario Castiglione conferma e le sue parole sono: “Vedremo chi vuol venire con noi per realizzare l’alleanza”. Il metodo della punta del compasso che ruota intorno alla punta consentirebbe di superare anche le divisioni interne ad Alternativa Popolare tra coloro che propendono a destra o a sinistra. Allo stesso modo in casa centrodestra ci si pronuncerà non prima di una settimana. E in attesa che siano sciolte le riserve, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e primo sponsor di Nello Musumeci, a fronte del veto posto contro Alfano, tende una mano al dialogo, e le sue parole sono: “Se il nostro candidato Musumeci, nel costruire la coalizione, lo riterrà opportuno, si potrebbe accogliere una lista di alfaniani spogliati del simbolo di Ap, sul “modello Liguria”. Ovviamente per Ap ciò sarebbe una proposta indecente. E Cicchitto ha già risposto: “Meglio correre da soli”.
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Fonte Teleacras


Nella cornice della Città dei Templi, il 6 agosto c.a., presso la splendida location della Piscina del Grand Hotel Mosè di Agrigento, si è celebrato l’ultimo Passaggio della Campana dei Club Rotaract della zona Halykos.  Il passaggio di consegne del Rotaract Club di Agrigento è avvenuto tra il Past President Irene Castronovo (presidente a.s. 2016/2017) e la Presidente Carmela Cibella per l’anno sociale 2017/2018. Per l’occasione sono stati ammessi 4 nuovi soci: Iacono Claudia, Iacolino Luca,Sodano Michele, Vitellaro Pietro. Erano presenti al tavolo del cerimoniale il Sindaco della Città dei Templi  Calogero Firetto, il Presidente del Rotary Agrigento  Francesco Vitellaro, il RRD Distretto 2110 Sicilia – Malta Giovanni D’Antoni, il delegato della Zona Halykos Giordano Liborio, il delegato del Club Rotary AG per il Rotaract Lino Sgarito.
Durante la cerimonia la Presidente Cibella Carmela ha presentato il suo Esecutivo formato da:  Vice Presidente Mariagemma Pecoraro, Segretario Giorgia Contino,Tesoriere Rosario Manganella, Prefetto del Club Dario Inglima Modica, Consigliere Giuseppe Liotta; presentati, inoltre, durante la cerimonia, tutti i soci del Club: Giusy Gallo Cassarino, Liotta Calogero, Adriano Orefice, Rosario Signorino Gelo.
A conclusione della cerimonia la Presidente ha illustrato, per il suo anno sociale, il programma d’azione del Club con ricaduta ad ampio raggio su tutto il territorio agrigentino ed in particolar modo saranno attenzionate azioni rivolte ai bambini in ospedale, carcerati, soggetti svantaggiati. Saranno consolidati protocolli già attivi con enti e associazioni solidaristiche svolti a favorire continuità con ciò che si è già fatto nello scorso anno sociale.

Un’automobile di grossa cilindrata, risultata rubata, è stata rinvenuta alla periferia di Campobello di Licata in un magazzino di proprietà di un uomo originario del luogo, disoccupato, di 30 anni. Si tratta del secondo ritrovamento in pochi giorni in provincia. Qualche giorno fa ben 4 auto di provenienza furtiva erano state rinvenute in un garage di Favara. Si ipotizza un giro di auto rubate e ritargate poi vendute all’estero. Per il campobellese è scattata una denuncia alla Procura.


Combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli e truffe nell’ippica, business dei canili e traffico di cuccioli, contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine e abigeato, avvelenamenti di cani e gatti randagi,  pesca di frodo e illegalità nel comparto ittico, uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e la zoocriminalità minorile.
Questo è quanto emerso dal Rapporto Zoomafia della Lav 2017 redatto da Ciro Traiano, criminologo e responsabile dell’osservatorio Zoomafia della Lav,secondo il quale in Sicilia si verifica un decimo dei reati contro gli animali, che va dalla sfruttamento illegale di animali per mano della criminalità organizzata al maltrattamento, tortura ed uccisione di cani e gatti per mano di gente comune.
A detenere il primato regionale per maltrattamenti e crimini contro gli animali è Siracusacon126 procedimenti penali per reati contro gli animali e 78 denunciati, mentre in tutta l’isola sono stati aperti 595 fascicoli penali con 673 indagati.
Nel 2016 l’osservatorio nazionale Zoomafia della Lav chiese a tutte le procure ordinarie e minorili dell’isola di indagare sui reati commessi contro gli animali. Alla richiesta hanno risposto 11 Procure Ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Palermo, Ragusa e Sciacca) e da tutte le quattro Procure Minorili della regione.
Le Procure, attraverso l’uso dei social e i video postati su Youtube, hanno scoperto vere e proprie sfide di fantini sulle stradedel Siracusano, del Ragusano e del Messinese, che avvenivano alle prime ore del mattino. Le sfide attiravano partecipazioni elevatissime e i video arrivano a superare oltre  le 10mila visualizzazioni.
Oltre le sfide tra i cavalli sono stati scoperti anche i combattimenti tra cani. Le segnalazioni arrivano da tutte le province: a Trapani due persone sono state sottoposte all’obbligo di residenza, mentre a Caltanissetta la Corte di Appello ha confermato le condanne inflitte a due giovani.
Nei Nebrodi si è scoperto il reato di abigeato: il traffico di fauna era diventato un vero e proprio business per la criminalità organizzata che vendeva i cardellini nel mercato di Ballarò a Palermo mentre a Ragusa i piccoli uccellini venivano venduti a Malta.
L’elenco dei reati contro gli animali in Sicilia si allunga con l’avvelenamento di cani e gatti  a Licata, Grotte, Recalbuto, Trecastagni e San Cataldo, solo alcuni dei Comuni nei quali il reato si è scoperto grazie  alla denuncia di alcuni cittadini. Una vera e propria strade di questi animali indifesi avvenuta con polpette avvelenate che provocano una morte lenta e dolorosissima.
“L’analisi di questo rapporto conferma l’esistenza di sistemi criminali consolidati, di veri apparati con connivenze tra delinquenti, colletti bianchi e funzionari pubblici”, conclude Troiano.
Un’attività di controllo più incisiva sul territorio da parte degli organi preposti, l’attuazione delle leggi regionali siciliani e l’applicazione delle pene penali previste per i crimini contro gli animali potrebbero, se non eliminare del tutto il fenomeno, sicuramente arginarlo.