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L’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, coordinatore del movimento “Mani Libere”, ha presentato un esposto alla Procura di Agrigento, al Prefetto, all’Azienda sanitaria, all’Arpa e alla Polizia Provinciale. Di Rosa afferma di avere appreso, nel corso di un’intervista all’assessore Hamel in onda su Teleacras, che è prossima l’attivazione di un impianto mobile di conferimento e smaltimento del secco non riciclabile e dell’umido nella zona industriale agrigentina. E che in proposito si è svolta un’apposita conferenza di servizi. Dunque, Giuseppe Di Rosa ritiene che l’attivazione di tale impianto comporti la creazione di una discarica nei pressi dell’Istituto scolastico Fermi. E quindi si chiede, e chiede nell’esposto: “Può un istituto scolastico coesistere in piena zona industriale, con aziende di ogni tipo, a ridosso di un centro di stoccaggio e ad una discarica per lo smaltimento di rifiuti organici? Dobbiamo per forza aspettare che qualcuno si ammali per correre ai ripari?”.

A Palma di Montechiaro, al cimitero comunale, l’amministrazione comunale ha posato la prima pietra per la costruzione di 300 nuove tombe gentilizie. Il sindaco, Stefano Castellino, gli assessori Castronovo, D’Orsi e l’ex Rinollo, e l’Ufficio Tecnico, hanno recuperato un progetto mai attuato, risalente al 2007, anticipando 1 milione e 200mila euro “che – spiega il sindaco Castellino – produrranno nel circuito economico della città del Gattopardo circa 9 milioni di euro”. Stefano Castellino aggiunge: “Mio zio, Giulio Castellino, ucciso dalla mafia nel febbraio del 1997, sarebbe stato orgoglioso di tale opera, perché tanto si adoperò per sbloccare la vicenda cimitero, a beneficio di coloro che da anni attendono una tomba. Ringrazio l’ex assessore Angela Rinollo che ha creduto nel settembre del 2018 nei cosiddetti spazi finanziari della Regione, che erano stati riaperti per 48 ore, nonché gli ex consiglieri comunali Salvatore Montalto, Giulio Castellino, Letizia Pace e Calogero Malluzzo per avere lottato nella precedente legislatura affinché il cimitero rimanesse pubblico. I lavori, affidati all’impresa Pegaso srl di Brolo, non saranno a stralcio ma saranno completati nel volgere di pochi mesi”.

A Lampedusa il sindaco, Salvatore Martello, lancia l’allarme perché il centro d’accoglienza dell’isola è sovraffollato a seguito degli ultimi sbarchi. Il sindaco afferma: “Dopo i recenti sbarchi a Lampedusa, nel Centro di accoglienza ci sono adesso circa 240 persone, più del doppio di quelle che potrebbe ospitare. Chiedo dunque alle Istituzioni che lo gestiscono di provvedere al più presto al trasferimento degli ospiti in eccedenza, se necessario anche con un aereo, per il rispetto delle condizioni degli stessi migranti all’interno del Centro e per evitare possibili problemi di sicurezza e di ordine pubblico. Lampedusa non può sostenere da sola il peso degli sbarchi. L’emarginazione voluta dal Governo rischia di scaricare tensioni sulla nostra comunità”.

La Capitaneria di Porto Empedocle, capitanata da Gennaro Fusco, prosegue le attività di controllo a contrasto anche degli illeciti dei diportisti che non rispettano i limiti imposti dalle ordinanze e navigano nei tratti di mare riservati ai bagnanti, in prossimità della riva. Nel corso dell’ultimo fine settimana, la Guardia Costiera ha elevato decine di verbali per altrettanti illeciti amministrativi a carico di diportisti sorpresi a navigare sottocosta in località Punta Bianca e Drasy del Comune di Agrigento e “Madonnina” del Comune di Realmonte. Lo stesso Fusco commenta: “Spiace rimarcare che, nonostante gli accorati appelli e le numerose azioni di contrasto, non si riesca ad ottenere il rispetto delle regole”.

Il Consigliere Comunale di Agrigento, Marco Vullo, ringrazia pubblicamente coloro che con grande spirito di appartenenza al quartiere di Villaseta nelle giornate di lunedì e di ieri insieme abbiamo restituito dignità alla Piazza attraverso la potatura degli alberi che costituivano grande pericolo consentendo la pulizia della stessa a ridosso delle manifestazioni legate ai festeggiamenti della Madonna della Catena che si terranno proprio questa settimana.

Vullo scrive “ chiedevo da anni al Comune un intervento di potatura degli alberi ormai diventati troppo pericolosi, ma nonostante le numerose richieste è arrivato un secco NO da parte degli uffici Comunali che hanno riferito di non avere mezzi e risorse ”

Vullo Continua : “ Dalla risposta negativa degli uffici di Palazzo dei Giganti ho deciso di coinvolgere alcuni amici residenti nel quartiere che al contrario del Comune si sono resi immediatamente disponibili, dando vita ad una due giorni di protagonismo civico che ha ridato nuova lucentezza alla Piazza consentendo così il regolare svolgimento delle manifestazioni legate ai festeggiamenti della Madonna della Catena “

“ C’è chi fà le note stampa e c’è chi si rimbocca le maniche in prima persona mettendo in evidenza l’incapacità di un Ente Comune che non riesce ad intervenire nemmeno nella ordinarietà delle cose “

Vullo Continua “ il mio personale  ringraziamento va a coloro giovani e non che hanno contribuito a questa iniziativa, soprattutto alla Impresa ZAMBUTO di Villaseta che ha messo a disposizione il proprio mezzo (cestello) e al corpo della Polizia Municipale che ci ha coadiuvato nei due giorni regolando il traffico nella zona.

I Carabinieri della stazione di Realmonte, nel corso di un controllo svolto in una struttura sanitaria di accoglienza per anziani, finalizzato a verificare le condizioni igieniche e sanitarie e di lavoro all’interno della stessa, hanno sorpreso una donna, 40 anni, di Porto Empedocle, intenta a lavorare come inserviente in una struttura ricettiva in questione, seppure priva di un regolare contratto di lavoro. Durante i successivi accertamenti, inoltre, è emerso che la donna percepisce anche il reddito di cittadinanza, ammontante ad alcune centinaia di euro mensili. Oltre alla multa contestata al datore di lavoro per aver impiegato alle dipendenze una persona senza un regolare contratto, è scattata per la 40enne anche una denuncia all’Autorità Giudiziaria per truffa ai danni dello Stato. I militari hanno sequestrato alla donna l’apposita tessera che consente di fruire ed incassare mensilmente il reddito di cittadinanza. I controlli nello specifico settore, coordinati dal Comando Provinciale dell’Arma di Agrigento, proseguiranno in modo costante, a cura delle Stazioni Carabinieri dislocate capillarmente in tutti i comuni della provincia.

Dopo anni di duro lavoro per la lotta alla viabilità tra il Comune di Bivona e i comuni dei paesi limitrofi la Regione ha stanziato 3 milioni di euro sulla Bivona – Lucca Sicula e 2.5 milioni di euro sulla Bivona- Palazzo Adriano.

Adesso si lavorerà anche per la Bivona- Borgo Bonsignore.

Entro Dicembre si spera di dare il via a tutti i progetti fin ora stanziati dalla Regione.

Blitz delle forze dell’ordine nel quartiere balneare di San Leone nell’ambito di un’attività di contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale seguendo precise determinazioni assunte in sede di Comitato Provinciale Ordine e Scurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Dario Caputo.

Massiccio il dispiegamento di forze di polizia distribuito lungo il “Viale Falcone – Borsellino” nell’ambito di un dispositivo costituito da agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e personale della Polizia Locale del capoluogo. I servizi, attuati in base a precise direttive contenute in un’ordinanza emessa dal Questore Rosa Maria Iraci, hanno portato al sequestronumerose scarpe e borse con marchi contraffatti.

 

Un brutto incidente si è verificato questa mattina intorno le 11 lungo il viale dei Pini, trafficata arteria che taglia in due il quartiere balneare di San Leone, ad Agrigento. A scontrarsi, forse a causa di una manovra azzardata, un bus di linea della Tua e una Fiat Panda condotta da una 50enne di Agrigento.

Ad avere la peggio quest’ultima che, dopo l’impatto, è rimasta incastrata fra le lamiere della Panda. Sono stati i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Agrigento che, intervenuti sul posto insieme ad una pattuglia dei Carabinieri e al personale medico del 118, hanno estratto la donna dall’abitacolo.

Immediato il trasferimento presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove la donna è stata ricoverata. Non si conoscono ancora le reali condizioni di salute.

 

Il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Santo Lucia, ha annullato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Antonino Massaro, 61 anni, elettrauto di Licata finito nell’indagine “Halycon” con l’accusa di aver spifferato ad un membro del clan di Licata la presenza di cimici istallate dalle forze dell’ordine.

Su Massaro, dunque, non grava più alcuna misura cautelare. L’elettrauto era stato coinvolto nel secondo filone dell’inchiesta della Dda di Palermo e dei carabinieri del Ros che sta facendo luce sugli interessi della locale famiglia mafiosa.

In una intercettazione captata dalle cimici Massaro riferì – secondo l’accusa – a Giovanni Mugnos, considerato affiliato alla cosca licatese, di aver trovato una cimice ma di non poterla toccare.