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“Questa mattina un valente cittadino di Zingarello ha inseguito e bloccato un’auto che aveva appena depositato 3 sacchi neri di rifiuti indifferenziati presso la presunta isola ecologica. Dopo qualche discussione il trasgressore è stato costretto a ritornare indietro e ripristinare i luoghi”.


Con decreto rettorale del 2017  l’Università degli Studi di Palermo bandiva una procedura selettiva,per titoli e colloquio, finalizzata alla copertura di n.1 posto di ricercatore a tempo determinato con il regime di impegno a tempo pieno presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche. Il dr. M.B. di 35 anni presentava ritualmente la propria domanda di partecipazione mediante pec ; una volta scaduto il termine di presentazione delle domande si riuniva la Commissione Esaminatrice al fine di determinare i criteri di valutazione. Successivamente la Commissione effettuava l’esame analitico dei titoli prodotti dai due candidati; infine la Commissione procedeva allo svolgimento della prova orale per la lingua straniera, dichiarando vincitore il Dr.V.P. di 50 anni, di Gangi.

Alla luce anche di una situazione di incompatibilità di uno dei componenti della Commissione il dr. M.B. proponeva un ricorso giurisdizionale davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, per l’annullamento, previa sospensione, del decreto rettorale di approvazione degli atti relativi alla procedura selettiva di cui sopra, nonchè di altri atti prodromici e connessi.

In particolare gli avvocati Rubino e Valenza  hanno lamentato la violazione del principio della par condicio tra i candidati, secondo cui la predeterminazione dei criteri di valutazione costituisce lo strumento indispensabile per potere apprezzare il corretto esercizio del potere tecnico discrezionale della commissione esaminatrice, nonchè l’incompatibilità del Presidente della Commissione Esaminatrice,ed infine l’illogicità ed irragionevolezza dell’attribuzione dei punteggi da parte della Commissione Esaminatrice. Si è costituito in giudizio il vincitore della procedura selettiva, Dr. V.P., rappresentato e difeso dal Prof. avv. Salvatore Pensabene Lionti, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta di sospensiva. Il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Valenza, ha accolto la richiesta di sospensione dell’efficacia del decreto rettorale impugnato, fissando per la trattazione del merito del ricorso l’udienza del marzo 2019.

In tale data pertanto il Tar deciderà se annullare, o meno, il decreto rettorale impugnato; nelle more del giudizio la nomina del vincitore della procedura selettiva resta sospesa, in esecuzione dell’ordinanza cautelare resa dal Tar.

E’ il tema del convegno, presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e in programma sabato, 7 aprile prossimo, alle 8;30, al Teatro Sant’Alessandro a Santa Margherita Belice, che si fonda su cinque principi fondamentali:

 

  • Rigenerare senza dimenticare
  • Consolidare le radici culturali delle comunità
  • Superare le criticità della ricostruzione
  • Rilanciare il ruolo dei centri storici
  • Riqualificare le periferie urbane

 

L’organizzazione dell’Evento è a cura dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento e della Fondazione Architetti nel Mediterraneo ed inserito nel programma del 50° anniversario del Terremoto del Belice del 1968; è patrocinato dai Sindaci del Belice della provincia di Agrigento – Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belice – e dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, con la collaborazione della Consulta degli Ordini degli Architetti della Sicilia, Ance Agrigento, Sicindustria, Università degli Studi di Palermo e gli Ordini degli Architetti delle province di Trapani e Palermo.

 

Accadde cinquant’anni fa

Erano le 13;28 del 14 gennaio 1968 quando la prima scossa di terremoto fece tremare anche la Valle del Belice. Ne arrivò una seconda e, ancora, una terza. Molti abitanti dell’Area decisero di dormire all’aperto. Ciò salvò loro la vita. Perché alle 3 di notte, la Valle fu devastata da una violentissima scossa.  Frequentissime e forti repliche non diedero tregua. Secondo il Catalogo dei Forti terremoti Italiani “il numero relativamente contenuto dei morti, in relazione all’entità dei danni, fu dovuto anche all’allertamento deciso dal generale Dalla Chiesa, all’epoca comandante dei Carabinieri di Palermo, che, dopo le prima scosse, raccomandò alle popolazioni di pernottare all’aperto”.

Nove anni dopo il terribile evento, i sopravvissuti vivevano ancora tra le baracche allestite per dar loro ospitalità temporanea.

 

La conferenza stampa

Questa mattina, nella sede dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento, si è svolta la conferenza di presentazione dell’evento. Sono intervenuti: Alfonso Cimino,presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo di Agrigento; Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Roberto Campagna, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e coordinatore del Dipartimento di Protezione Civile dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; Giacomo Cascio, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e componente della Commissione per Ricostruzione.

Le dichiarazioni

Alfonso Cimino

“In questi mesi, l’Ordine degli Architetti di Agrigento ha incontrato i sindaci di diversi comuni dell’agrigentino per discutere sulla riqualificazione dei centri storici e sulla rigenerazione delle periferie.Tutto ciò non può accadere se, ancora oggi, ci sono luoghi colpiti dal sisma, come la Valle del Belice, dove la ricostruzione non è stata quasi sicuramente ottimale e interi quartieri sono ancora abbandonati. Rilanciare questi luoghi e rigenerare i centri storici per noi, Ordine degli Architetti,è fondamentale. Una discussione che porteremo avanti sabato, 7 aprile, in occasione del convegno,affinché si crei un modello valido, sia per i centri storici, sia per i luoghi colpiti dal sisma, che presenteremo al Congresso Nazionale degli Architetti. Ecco come si propone l’evento di Santa Margherita Belice, affinché sia data massima attenzione ai centri storici oggi abbandonati”.

Pietro Fiaccabrino

“A cinquant’anni dal terremoto che nel 1968 sconvolse l’area occidentale della provincia di Agrigento, un convegno sui luoghi colpiti dalla catastrofe, alla luce della grande attualità dei temi legati alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione dell’esistente, focalizza l’attenzione sul ruolo e le potenzialità di sviluppo dei centri storici e sulle politiche più idonee di rilancio e riqualificazione del tessuto costruito. La Fondazione Architetti nel Mediterraneo, che già in passato si è impegnata sui temi legati alla professione dell’architetto e alla valorizzazione del patrimonio architettonico e urbanistico della nostra provincia, ha condiviso con entusiasmo l’idea promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti: organizzare, congiuntamente, una giornata di confronto e di ragionamento culturale sui temi della ricostruzione e della riqualificazione”.

Rino La Mendola

“Il Consiglio Nazionale degli Architetti è stato ben lieto di patrocinare l’evento, che costituirà un’interessante occasione per analizzare, a distanza di 50 anni, le conseguenze del terremoto del ‘68 e della successiva ricostruzione. Tutto ciò, partendo da una critica costruttiva sulle scelte urbanistiche e architettoniche all’epoca adottate e sugli effetti dalle stesse prodotte sulle comunità colpite dal sisma, per poi proporre nuove soluzioni per riqualificare il territorio Belicino, buona parte del quale, dopo i processi di trasformazione seguenti al terremoto, hanno perso le proprie radici culturali e quindi la propria identità.  Su questi temi, ci confronteremo con i Sindaci del Comuni del Belice, con gli imprenditori e con illustri rappresentanti del mondo accademico e culturale”.

Roberto Campagna

“In occasione del convegno, sarà presentato ufficialmente il nuovo staff che compone il Dipartimento di Protezione Civile che, oggi, conta 50 nuove unità, tutti architetti volontari,con il compito di svolgere attività di monitoraggio e di prevenzione nei centri storici della provincia di Agrigento e addestrati per intervenire nei casi di emergenza”.

Giacomo Cascio

“L’evento è la prima occasione di confronto su una tematica drammatica,e nello stesso tempo, propositiva di riscatto di un popolo vittima di quel traumatico processo di contaminazione e snaturamento dell’aspetto urbano e sociale. Oggi, seppur le manomissioni non provocano danni irreversibili alla morfologia urbana dei centri colpiti dal sisma, le nuove costruzioni che sostituiscono un’edilizia di grande dignità, non hanno nessuna qualità né dal punto di vista architettonico né, tanto meno, per quel che concerne i materiali e le tecnologie utilizzate”.

 IL CONVEGNO

Il convegno comincerà alle 8;30 con la registrazione dei partecipanti. L’apertura dei lavori è prevista alle 9.

Interverranno:

Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita Belice

Nicola Catania, sindaco di Partanna e coordinatore dei Sindaci del 50° del Belice

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento

Franco Miceli, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Palermo

Vito Mancuso, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Trapani

Giuseppe Falzea, presidente della Consulta Regione Sicilia degli Architetti

 

Prevista alle 9;30 la prima sessione dei lavori sul tema “Rigenerazione dei loghi colpiti dal sisma”. Relazioneranno:

Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme

Giuseppe Capocchin, presidente del Consiglio nazionale Architetti PPC

Maurizio Carta, presidente Politecnica dell’Unipa

Gianluca Peluffo, architetto e urbanista

Modera Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo di Agrigento

 

In programma alle 11, la seconda sessione dei lavori con la tavola rotonda alla quale parteciperanno:

Alessandra Badami, docente Unipa

Leonardo Ciaccio, sindaco di Sambuca di Sicilia

Nicola Di Battista, già direttore Domus

Rino La Mendola, vicepresidente Consiglio nazionale degli Architetti   

Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago

Vincenzo Lotà, sindaco di Menfi

Carmelo Salamone, presidente Ance Agrigento

Antonio Siracusa, presidente Sicindustria Agrigento

Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita Belice

Massimo Ventimiglia, docente Unipa

Diego Zoppi, consigliere nazionale degli Architetti

Modera Carmelo Lazzaro, giornalista Rai

 

Alle 12;45 è prevista una visita dei luoghi colpiti dal sisma.

 

I lavori riprenderanno alle 15, dopo la pausa pranzo, con la tavola rotonda sul tema “La rete dei Presidi di Protezione civile: il ruolo degli Architetti nell’emergenza e nella ricostruzione”.

Introduzione a cura di Walter Baricchi, consigliere nazionale degli Architetti e coordinatore del Dipartimento di Protezione Civile

Interverranno:

Roberto Campagna, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e coordinatore del Dipartimento di Protezione Civile

Giacomo Cascio, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e coordinatore della commissione Ricostruzione

Responsabile del Servizio di Protezione Civile regionale della provincia di Agrigento

Michele Ferrara, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Agrigento e coordinatore della commissione Ricostruzione

Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti

Le raffiche di vento di scirocco stanno causando alcuni danni in Sicilia Occidentale. Un grosso albero si e’ abbattuto sull’autostrada A29 PALERMO-Mazara del Vallo, all’altezza dello svincolo di Alcamo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polstrada e i vigili del fuoco che hanno liberato la carreggiata dai rami. Il vento ha anche alimentato le fiamme appiccate ai cassonetti di rifiuti in via Castellana, a PALERMO. Gia’ nella giornata di ieri si erano verificati diversi incendi nel palermitano.

Un triste evento luttuoso ha funestato il territorio agrigentino e nisseno. Una ragazzina di 13 anni si è suicidata impiccandosi nelle campagne tra Cammarata e Mussomeli, al confine tra le province di Agrigento e Caltanissetta. Al momento sono ignote le ragioni del gesto. Forse, così si ipotizza, non si sarebbe rassegnata ad una malattia che ha colpito la sorella maggiore. La 13enne frequentava l’ultimo anno della scuola media “Da Vinci” di Mussomeli, viveva nella casa di campagna con i genitori, proprietari di un’azienda agricola in contrada Soria, nel territorio di Cammarata. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Compagnia di Cammarata. Del caso è stata informata la Procura della Repubblica di Agrigento.

Carabinieri sono stati impegnati in un maxi controllo del territorio in tutta la provincia di Agrigento, tra i cinque Comandi Compagnia di Agrigento, Sciacca, Cammarata, Canicattì e Licata, e le 43 Stazioni dell’Arma. In poche ore, circa 100 Carabinieri hanno identificato oltre 250 persone e nei 20 posti di blocco effettuati sono stati controllati circa 200 veicoli. Sono state elevate una trentina di sanzioni, in particolare per guida pericolosa e senza indossare le cinture di sicurezza, uso del cellulare alla guida e mancata copertura assicurativa. In due casi, è scattata anche la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Sono state ritirate cinque carte di circolazione ed altrettanti i mezzi sequestrati. Inoltre, a Sciacca, un tunisino di 33 anni è stato arrestato perché sorpreso in possesso di 10 dosi di hashish. Sono stati arrestati a Raffadali un bracciante agricolo di 29 anni e a Favara un uomo di 60 anni perché entrambi, presunti stalker, hanno violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Un salto di qualità nelle indagini in cui sono impegnati di Carabinieri di Sciacca che stanno lavorando incessantemente per dare un nome a colui, o coloro, che hanno disseminato di esche avvelenate, nelle scorse settimane, contrada Muciare con la conseguente morte di 27 cani.

Prosegue con tempestività l’azione di rimozione delle discariche abusive nella città di Agrigento. L’Assessore all’ecologia Nello Hamel di concerto con il Sindaco Lillo Firetto  ha avviato la bonifica delle discariche di via degli Angeli (2 postazioni), Via delle Mura (3 postazioni) Via Bac Bac, Via Toniolo (3 postazioni), Via Caruso Lanza (pressi innesto via Manzoni), Via Petrarca, Via San Francesco, Via Santa Lucia, Via delle Araucarie, Fondacazzo ( area conferimento per utenze sparse) Cda Gibisa (area conferimento per utenze sparse, C/da Maddalusa presso ex villa Forgia). Nei prossimi giorni verrà effettuata la rimozione dei rifiuti abbandonati nella via Farag, parte alta di C/da Maddalusa.

Nello stesso tempo sarà potenziato il servizio di vigilanza e di controllo sul territorio che consentirà di sanzionare pesantemente i trasgressori e gli incivili che abbandonano abusivamente i rifiuti.

Subito dopo le feste partirà il servizio di discerbamento con interventi su tutto il territorio della città


Infatti, nella giornata di ieri, l’attuale amministratore dell’Ente, assistito dal Segretario generale Giovanna Italiano, ha approvato due deliberazioni di Consiglio comunale ed una di Giunta.
Per quanto concerne l’attività espletata in sostituzione del Consiglio comunale, il Commissario, con deliberazione n° 25 ha approvato il “Piano finanziario del Servizio di Raccolta e Smaltimento dei Rifiuti Urbani e Determinazione “Tariffe Anno 2018””, mentre con deliberazione n° 26 ha approvato l’Affidamento del servizio di “riscossione coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, all’Agente della Riscossione per le province siciliane Riscossione Sicilia Spa e all’Ente Nazionale per i rispettivi ambiti territoriali di competenza”.
Nell’assumere i poteri della Giunta Municipale, invece, Commissario Brandara ha approvato le tariffe di concessione per l’uso del Teatro comunale Re.

Abbattere i costi di filiera e garantire il contatto produttore-consumatore, itinerari turistici per creare turismo esperienziale sugli agrumi, nuovi servizi di comunicazione e commercializzazione, produzione di plastiche dai limoni, strutture per l’educazione alimentare, produzione di fibra tessile dagli scarti di lavorazione. Sono queste, in linea generale, alcune delle proposte finora pervenute ad “Agrorà Innovation”, la call per idee di impresa innovative nell’ambito della filiera agrumicola siciliana, lanciata nell’ambito di Social Farming 2.0 progetto realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.
    Considerando che la scadenza fissata al 31 marzo coincide con le festività pasquali, il Distretto Agrumi di Sicilia ha deciso di prorogare la call al 20 aprile. “Vogliamo dare ancora un po’ di tempo a chi vuole partecipare alla nostra call – spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia -. Le proposte che sono già pervenute indicano che c’è voglia di innovare in un settore strategico dell’economia siciliana come l’agrumicoltura, ma vogliamo andare avanti perché riteniamo che possano arrivare ancora idee meritevoli di attenzione da parte delle aziende della filiera agrumicola siciliana”. Per la gestione di tutte le fasi della call il Distretto si avvale del supporto operativo di Confcooperative Sicilia, COF&P (Centro Orientamento, Formazione & Placement) dell’Università di Catania e Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, tutti sottoscrittori e/o partner del Patto di Sviluppo del Distretto. La call for ideas “Agrorà Innovation” vuole individuare idee e progetti che favoriscano innovazione di prodotto, di processo e di commercializzazione nell’ambito della filiera agrumicola (dalla terra al consumo del prodotto fresco o trasformato sino al riutilizzo degli scarti di lavorazione e alla multifunzionalità dell’impresa agricola). L’obiettivo generale è innovare il settore, individuare nuove opportunità per la produzione, valorizzare il territorio coltivato ad agrumi, favorendo un’idea di impresa “sociale” che viene dal basso e impiega tecnici e professionisti del settore e/o soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro (giovani, donne, immigrati, disoccupati), trovare potenziali investitori anche tra le imprese della filiera agrumicola. 

Agrumi: arancia rossa di Sicilia