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“Apprendiamo da notizie di stampa che parrebbe momentaneamente accantonata l’idea di una inopportuna e ingiustificata demolizione del viadotto Akragas II, che sarà anzi recuperato e, forse, associato ad un sistema di viabilità alternativa che, se si dovesse tramutare in opere concrete, potrebbe migliorare la condizione infrastrutturale della nostra città e della provincia stessa”. A parlare è l’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, presieduto da Alberto Avenia.

“Non possiamo che manifestare soddisfazione per questa prospettiva – continua la nota degli Ingegneri -, che, in larga parte, accoglie le indicazioni che ci siamo incaricati di proporre solo pochi giorni fa con un’apposita conferenza stampa. Da organo non politico e non strettamente tecnico la nostra è una funzione di tutela diretta della categoria professionale, ma in senso lato sentiamo anche il dovere morale di essere presidio della fiducia che la società deve avere nella tecnica e nel progresso scientifico. Una grande scuola ingegneristica come quella italiana ha il dovere di ribadire il primato della tecnica sulle paure non razionali, e noi sentiamo di avere adempiuto a questo dovere”.

Il ruolo dell’Ordine degli Ingegneri non è comunque finito.

 “Crediamo che la vicenda – continua la nota – non  debba affatto ritenersi archiviata. Anzi. Innanzitutto non abbasseremo la guardia sui tempi di intervento: la struttura deve essere restituita alla città, in piena sicurezza, il più presto possibile. Bisogna poi approfittare di questo momento di maggiore sensibilità sul tema della crescita infrastrutturale del territorio, attraverso nuova viabilità ma anche garantendo la sicurezza del patrimonio esistente: questo Ordine degli Ingegneri  – conclude la nota – sarà al fianco di tutte le Amministrazioni che intendano pensare nuove opere per il soddisfacimento dei bisogni della popolazione o promuovere una seria compagna di studi diagnostici che possano consentire di avere un quadro complessivo delle eventuali emergenze e programmare possibili interventi risolutivi o sostitutivi”.

“L’inizio della stagione scolastica di accompagna a nuovi percorsi formativi ed a nuove esperienze degli studenti specialmente di scuola del l’obbligo e secondaria.Mentre le cronache consegnano un sensibile incremento di giovani che assumono droghe.
Per queste ragioni,Auspichiamo una costante vigilanza delle forze dell’ordine nelle scuole per arginare un fenomeno tristemente in crescita.
Allo stesso tempo, invitiamo sindaco ed assessore alla Pubblica istruzione a farsi carico di iniziative per coinvolgere associazioni di volontariato e volenterosi impegnati a contribuire alla vigilanza nelle scuole della città attraverso forme di collaborazione sostenute dall’amministrazione comunale.
Accanto agli interventi di prevenzione sviluppati unitamente alla famiglia ed alle forze dell’ordine , la scuola-attraverso una classe docente consapevole ed attrezzata- deve  indirizzare gli studenti-concludono Iacolino e Falzone- verso stili di vita sani ed appropriati.

 

“Ci siamo sentiti rassicurati – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento – dalle affermazioni dell’Anas sul recupero del Ponte Morandi e sulla conseguente esclusione di interventi di demolizione o studio di viabilità alternativa. In questo senso, gli Architetti avevano preso una chiara posizione tre mesi fa, ribadita ancor più a seguito del crollo del ponte di Genova. Ritengo che questa vicenda del Morandi, adesso, possa essere archiviata anche se auspichiamo che la manutenzione del Ponte, e la sua conseguente riapertura, possa avvenire nel giro di breve tempo. Ora è tempo di progettare il futuro della città, quello infrastrutturale della nostra provincia e di riqualificare e rilanciare il nostro territorio”.

 

 

Il viadotto “Akragas” ritenuto da Roma opera di rilevanza nazionale fu realizzato malgrado il veto posto dalla Soprintendenza di Agrigento che fu aggirato proprio in questo modo da Roma. In ogni caso, nel corso di questi anni, la Valle è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e recentemente il Parco ha vinto il premio per il Paesaggio del Consiglio d’Europa.
Se il viadotto fosse stato realmente impattante, sicuramente questi due riconoscimenti non sarebbero arrivati.
Parliamo di sfregi al paesaggio e alla Valle? Parliamo della linea ferrata ELETTRIFICATA che taglia in due la necropoli Pezzino, che insiste su due ponti, che ha il tracciato in galleria e poi in rilevato a circa dieci metri del tempio di Vulcano? Parliamo del depuratore dei liquami di contrada Sant’Anna?
Parliamo dei circa seicento abusi dentro la Valle?
Parliamo di Via Manzoni e strade viciniori costruite sulla propaggine settentrionale della stessa necropoli Pezzino, o parliamo a ‘labrum virga’ della magnificenza dei TOLLI per finire all’intero agglomerato che parte dalla stazione attraversa il Viale Della Vittoria e si spinge fino al cimitero di Bonamorone ?
Di cosa vogliamo parlare ?
Politici di basso rango ed Associazioni varie cerchino altre ribalte per abbagliare la gente e attirare su di essi le attenzioni della stampa nazionale….

“Il terrore politico come reazione al contatto che la Lega, nella persona del suo Leader Matteo Salvini, ha instaurato con la gente sembra essere un filo conduttore dei partiti sinistroidi. L’attacco alla persona ancor di più. Ma io sorrido e ringrazio il collega Vitellaro, delfino del Sindaco Firetto, per avermi graziosamente definita la Signorina Palermo della Lega dimenticando che sono una collega Consigliere Comunale “.
Arriva inclemente e sarcastica al contempo la risposta del Capogruppo della LEGA al Consiglio Comunale di Agrigento, Nuccia Palermo.
“Firetto ha fallito il proprio percorso politico ed amministrativo in terra agrigentina. Il fatto che il collega Vitellaro, Capogruppo di una delle liste che affiancano ciò che rimane di una maggioranza a firma Firetto, si esprima con cotanta scompostezza ne afferma il palese nervosismo dato magari da un declino politico più che evidente. Soprattutto se si appone la firma ad un comunicato stampa senza contenuti “.
“Alberi che cadono, rifiuti non più gestibili, ordinanze che dettano un qualcosa e contro ordinanze che impongono l’esatto contrario, bilanci in forte ritardo ed una cascata di debiti fuori bilancio. Per non parlare poi degli uffici sotto organico per una mancata riorganizzazione dell’abbondante personale precario presente. Primo tra tutti, l’ufficio addetto alle carte di identità scenario quotidiano dell’incapacità politica. Ricordo al collega Vitellaro che Agrigento è in ginocchio, stanca e sporca come mai è stata prima. Ricordo ancora al collega di maggioranza e al Sindaco Firetto che i loro muri issati e le loro porte messe non riescono ad attutire il grido di aiuto di una Agrigento schiacciata da imposte e tasse che sembrano, visti i servizi pessimi, servire solo al mantenimento delle costose poltrone della Giunta Firetto. Al posto dei colleghi di maggioranza – conclude il Capogruppo della LEGA – più che cercare di sbeffeggiare una forza di governo che si dimostra al fianco del proprio popolo, staccherei la spina ad un Firetto politicamente fallito e non più amato da Agrigento”.

 

 

vota compatto e lo sfiducia, 26 sì e solo due astenuti

Domenico Messinese, sindaco del M5S,

A sorpresa, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, ex M5s, si è dimesso. L’ha fatto con una pec inviata, dal suo letto d’ospedale, alla posta elettronica del segretario generale del comune. Messinese è in osservazione per un improvviso abbassamento di pressione avuto mentre il Consiglio discuteva la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata da 21 consiglieri su 30. Messinese avrebbe avuto venti giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni. Nonostante le sue dimissioni il consiglio comunale lo ha sfiduciato ugualmente: 26 i voti a favore della mozione su 28 consiglieri presenti, due gli astenuti.

 

Sono stati i Carabinieri, alle 17.41 di questo pomeriggio, a consegnare al Ministro degli Interni Matteo Salvini, una busta contenente l’avviso di garanzia per l’inchiesta relativa alla vicenda dei migranti della nave Diciotti.
Il reato contestato dalla Procura di Palermo a Matteo Salvini , dopo la trasmissione degli atti del Procuratore di Agrigento, è “sequestro di persona aggravato”. Il capo di Gabinetto Piantedosi non risulta indagato.

La busta è stata aperta dallo stesso Ministro Salvini nella sua diretta sul social Facebook. VEDI VIDEO
Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura di Palermo, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si avvarrà della difesa dell’Avvocatura dello Stato.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=243314566375207&id=252306033154

 

Può finalmente entrare nel vivo l’efficacia della convenzione tra l’Azienda sanitaria provinciale ed il Comune di Agrigento volta a disciplinare il traffico veicolare e le modalità di sosta delle autovetture nell’area del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento. L’Asp ha infatti recentemente completato tutti gli interventi di realizzazione e adeguamento della segnaletica orizzontale e verticale richiesti dal Comando di Polizia municipale e propedeutici all’attivazione del protocollo operativo sottoscritto lo scorso mese di novembre. Da questo momento gli agenti della Municipale e, più in generale, tutte le forze dell’ordine contemplate nell’articolo 12 del codice della strada, potranno intervenire con sanzioni in caso di comportamenti non conformi al buon senso civico e di infrazioni alle prescrizioni del codice della strada. Gli automobilisti indisciplinati, in caso di parcheggio del mezzo al di fuori degli spazi consentiti, andranno incontro alla rimozione coatta del veicolo e alle sanzioni pecuniarie previste in questi casi.
Si profila dunque un drastico stop al parcheggio selvaggio che, presso l’area esterna dell’ospedale, ha reso spesso difficoltoso il transito ai mezzi di soccorso così come ai bus del trasporto pubblico.

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Il Sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro  interviene sulla viabilità in provincia di Agrigento, dopo gli ultimi accadimenti,  che hanno messo ancora di più a serio rischio le condizioni generali dei trasporti e della viabilità causando un serio arresto alla  mobilità dei  residenti, imprese e flussi turistici.

“Non piace alimentare polemiche, ma nella qualità di Sindaco di un’importante comunità agrigentina, quale Raffadali, mi preme intervenire su una tematica che, al di là dei confini territoriali e di vitale interesse per tutta la provincia.

Calcare l’onda emotiva scaturita dalle recenti tragedie crea solo confusione e prese di posizioni fini a se stesse. Mi riferisco a tutto il fermento intorno alla casistica del Ponte Morandi che, improvvisamente, ha trasformato tutti in tecnici ed esperti di settore attraendo un entourage che può solo fomentare stati d’animo e discussioni che non portano a niente.

Visto che sono stati stanziati 30 milioni di euro per il ripristino,  abbattimento od  un piano “B”  con strade a rasoterra, ritengo che è dovere dell’ANAS   valutare e redigere “per  tabulas”  la reale situazione e prospettare le diverse soluzioni possibili, al fine di fare una attenta analisi costi-benefici per la soluzione condivisa, sotto l’aspetto della sicurezza e  della praticabilità, nell’interesse della sicurezza dei cittadini e della tempistica per il ripristino di  una viabilità quanto meno civile.

Il cahiers de doleances in provincia di Agrigento è lunghissimo. In  qualsiasi posto del mondo la soluzione per abbattere e ricostruire un ponte di 200 metri si sarebbe chiusa in pochi mesi, in provincia di Agrigento, mi riferisco al  Ponte Petrusa, in più di due anni non siè ancora realizzato, ed ha messo in serie difficoltà le due grosse comunità di Favara e Agrigento, ed un tratto di autostrada che non ha una via di uscita.

Sul viadotto Akragas,  da autorevoli Assessori del Governo Musumeci,  prima di una presa di posizione sull’abbattimento del viadotto, mi sarei aspettato una maggiore cautela stante che ancora non cè una relazione tecnica definitiva, e neanche una seria analisi sulle possibili soluzioni da adottare.

Fino a prova contraria  non siamo tutti strutturisti, ingegneri civili ed  esperti di staticità di ponti e/o  altre infrastrutture. Le responsabilità di una soluzione  sono in carico all’ANAS che “DEVE”  essere in grado di presentare un progetto credibile, fattibile, dove i finanziamenti e la realizzazione abbiano una tempistica definita e tempi ragionevoli.

Io mi sento di affermare che l’unico intervento che NOI TUTTI   possiamo fare è quello di  sollecitare, stimolare e controllare  l’ANAS, affinché  si adoperi ed intervenga con sollecitudine.

La chiusura della canna nord della galleria Santa Lucia in direzione Raffadali,  chiusa temporaneamente fino al 30 novembre solo  per verifiche sullo stato di vetustità,  ha già congestionato il traffico in entrata e uscita di Agrigento e danneggiato il collegamento con la città di Raffadali.

Sono amareggiato, perché già un anno fa, avendo appreso che era nei programmi la chiusura delle gallerie per effettuare un serio intervento di manutenzione straordinaria,  mi ero adoperato  sollecitando l’ANAS  a trovare una soluzione alternativa lanciandogli una proposta praticabilissima. Avevo, infatti, portato a conoscenza l’ANAS che completando un tratto di strada  che si trova lungo la S.S 118 ,  avrebbe permesso  il collegamento della S.S. 118 con la S.S. 189 creando una strada di collegamento che sarebbe servita per raggiungere  il quartiere di Fontanelle, che avrebbe favorito ed agevolato tutti gli  abitanti dei paesi dell’entroterra per recarsi all’ospedale civile di Agrigento nonché tutta l’utenza che quotidianamente deve raggiungere la S.S.189 , evitando le gallerie suddette e quindi gli attuali disagi dell’utenza con la chiusura della galleria.

Il mio appello è rimasto inascoltato, oggi siamo costretti a curarci le ferite subendo un forte disagio ed un notevole danno per la nostra economia. Il Governatore Musumeci ha più volte detto, sia in campagna elettorale che nel tempo, che la ricreazione era finita e che il governo avrebbe preso decisioni drastiche su incuranze dell’ente preposto alla normale viabilità delle maggiori arterie Siciliane. Questo è un forte segnale di disservizio, al nostro Governatore la responsabilità di intervenire incalzando l’ANAS  ad ascoltare i Sindaci presenti nel territorio ed a condividere le scelte che interessano la comunità che amministrano.

Chiederò un incontro urgente con i tecnici dell’ANAS  per avere la reale contezza della situazione della galleria Santa Lucia la quale chiusura sta recando gravi disaggi quotidiani ai traffici economici, al raggiungimento dell’ospedale,  ai pendolari. Si devono avere tempi certi per la riapertura e la prospettiva di una via alternativa evidente e di facile percorrenza.

Non è possibile che i CITTADINI  debbano continuare a pagare le tasse che servono a mettere in sicurezza le strade e la loro percorribilità, quando invece ciò non si verifica, e sono costretti a subire disaggi e disservizi oltre misura, per mancanza di interventi dovuti dall’ANAS e  dagli altri  enti preposti.”

Ancora interventi nell’ambito del dibattito sulle prospettive del viadotto Morandi di Agrigento. Legambiente di Agrigento, tramite il Circolo Rabat e il suo vice presidente, Daniele Gucciardo, afferma: “Il viadotto Morandi non sembra essere in pericolo di crollo: non ci sono studi o indagini che sostengano il contrario. Il viadotto Morandi necessita di importanti lavori di manutenzione straordinaria e di ammodernamento. Si demolisce ciò che non può più essere utilizzato e il viadotto Morandi è più che mai necessario alla vita della città e dei centri urbani limitrofi ed è – può sembrare paradossale e provocatorio, ma non lo è – di vitale importanza per la Valle dei Templi perché senza di esso non si può portare a termine la chiusura al traffico della ‘passeggiata archeologica’ : la viabilità carrabile attorno alla Valle dei Templi pedonalizzata non può prescindere dal viadotto Morandi. E poi, siamo così sicuri che il “Morandi” rappresenti un disvalore – al pari delle case abusive – per il paesaggio della Valle dei Templi? Se ben ricordiamo l’Unesco ha dichiarato la Valle dei Templi patrimonio dell’Umanità nel 1997, ponendo l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo edilizio presente al suo interno senza censurare o criticare la presenza del viadotto Morandi”.