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Il ristorante al duomo di taormina riparte dalla sperimentazione della cucina tradizione dell’isola.
Il racconto di una Sicilia possibile nel progetto di rilancio dello storico ristorante di Taormina di Enrico Briguglio: la freschezza dello chef Gianluca Lizzio e l’esperienza di Giuseppe Cannizzaro mettono insieme colore ed eleganza.
Lo storico ristorante Al Duomo di Taormina fondato da Enrico Briguglio, ispiratore e presidente delle Soste di Ulisse, riparte dalla tenace sfida di una imprenditrice della città.
Vanessa Cannizzaro, figlia dello storico chef de La Giara di Taormina, prende in consegna la storica trattoria tipica Al Duomo e ne rilanciano il percorso, grazie ad una interessante sperimentazione sull’identità enogastronomica dell’isola alla luce di un respiro internazionale.
“Dal terrazzino che si affaccia sul Duomo di Taormina- racconta Vanessa- sono passati i grandi protagonisti dell’enogastronomia internazionale, ospiti di Enrico Briguglio. È stato uno dei migliori ambasciatori che la ristorazione dell’isola potesse avere. La sua capacità di guardare oltre e di prevedere i cambiamenti di sensibilità del mondo della ristorazione, lo resero uno dei primi estimatori di vino, quando ancora il vino siciliano non aveva un posto di rilievo nel panorama enologico internazionale”.
Da questa forte carica suggestiva Vanessa ha deciso di ripartire, dotando il ristorante di un’inedita combinazione di energie: al fianco del giovane chef Gianluca Lizzio, uno degli esponenti della nouvelle vague siciliana, c’è proprio l’esperienza del padre Giuseppe Cannizzaro, che dalla fin degli anni Ottanta portò in città una visione internazionale sulla scia dei grandi maestri della cucina classica.
Dall’intreccio tra un passato visionario e un presente che sa guardare alla storia da cui proviene nasce la nuova proposta del ristorante Al Duomo: la cucina come laboratorio di sperimentazione narrativa fuori dagli stereotipi, ma aderente alla storia e alla tradizione. La frizzante creatività del giovane chef si affianca alla grande esperienza di Giuseppe Cannizzaro, che dell’avanguardia fece storia già negli anni ’80, introducendo a Taormina le preparazioni della cucina francese e riconducendola a un’identità Mediterranea magmatica. Un incontro non scontato tra il vecchio e il nuovo, ma soprattutto tra due modi di guardare all’identità isolana che si sono incrociati, seppure in tempi diversi: Giuseppe Cannizzaro negli anni ’80 ha tratto lezione dalla cucina internazionale in Francia e in Inghilterra, per portarne il respiro nei piatti de La Giara; Gianluca ha fatto il percorso inverso un ventennio dopo, restituendo alle cucine francesi e inglesi un’identità di Sicilia che nel frattempo si era consolidata, fino ad essere riconosciuto anche in ambito internazionale.
Punto di partenza comune è l’attenzione e la conoscenza delle materie prime, selezionate grazie a un percorso di ricerca lunga e appassionata: il gioco degli impasti rende onore alla sfilata dei grani antichi di Timilia, Perciasacchi, Russello e Maiorca; il macco di fave ritrova nella fava di Leonforte il sapore dolce ed erbaceo della tradizione. L’agnello da latte dei Nebrodi e il gambero rosso di Mazzara accompagnano la lista dei presidi Slow Food più celebri: il pistacchio di Bronte, il cappero di Salina, il piacentino ennese e la cipolla di Gerratana trovano sfumature e interpretazioni in un gioco di incastri.
La freschezza di Gianluca aggiunge ai piatti il gioco alla sperimentazione: la storia di ogni pietanza è l’avvio di un ripensamento della forma; l’ospite stesso è chiamato a partecipare alla fase creativa ricomponendo nel piatto il percorso sensoriale, secondo la propria sensibilità. I piatti del Duomo si contraddistinguono per la nota stilistica che cita la tradizione senza limitarsi a riproporla: la Norma diventa una pasta fresca ripiena siglata dalla nota affumicata della ricotta; il polpo con le patate diventa un gioco nella gabbia dorata di chips; l’agnello passa dal classico scottadito a una porchetta d’agnello con santoreggia e poi a un lollipop guarnito di cereali; il tris del fritto siciliano ritrova verve con le maionesi aromatizzate al limone, all’acciuga e al pomodoro, per suggerire agli ospiti nuove frontiere dell’isola a tavola.
In mezzo scorre la storia della Sicilia: quella che è stata, quella che sarà. Quella che è, quando due visioni capaci di dialogare e contaminarsi si incontrano, come accade oggi Al Duomo di Taormina.


Grandissima soddisfazione per Alfonso Russo, attuale Presidente territoriale della Confartigianato Imprese Agrigento, a seguito dell’elezione alla carica di Presidente Nazionale dei Riparatori, una delle più importanti categorie del Sistema Confartigianato. “Ha dimostrato che con l’entusiasmo e la necessaria grinta si può arrivare lontano” affermano i componenti del Direttivo provinciale e continuano “siamo orgogliosi di questo nuovo incarico, ma soprattutto del prestigio che ricopre per il nostro territorio e per le nostre imprese di settore, la Confartigianato di Agrigento si sta imponendo sempre di più nello scenario provinciale ma soprattutto si è inserita in dinamiche di interesse nazionale, frutto dell’ottimo lavoro che sta svolgendo sul territorio”. Di fatto Russo sarà chiamato a esporre e a portare avanti le misure e tutte quelle iniziative che mirano a risolvere le problematiche dei riparatori attraverso i vari confronti che avrà con il Ministro per lo Sviluppo Economico.


Il 28 maggio alle ore 18.30 verrà inaugurata presso l’Accademia Rousseau di Terni la mostra di arte contemporanea <>, organizzata dall’Associazione Eureka Eventi. A selezionare le opere e gli artisti è stato Massimo Picchiami, curatore dell’evento. Si tratta di 6 mini personali nelle quali espongono altrettanti pittori contemporanei: l’artista Chiappara Filippo ed altri cinque artisti contemporanei (Cordiani, Montanari, Verbena Tordoni. e Turco).
Filippo Chiappara e’ nato ad Aragona 1962 ma vive ed opera a San Cataldo; fin da ragazzo insegue con tenacia la sua inclinazione artistica studiando presso l’Istituto d’Arte di San Cataldo e l’Accademia delle Belle Arti di Agrigento. Negli ultimi anni sta riscuotendo molti consensi dalla critica contemporanea e questo è solo l’ultimo dei tanti importanti traguardi al quale è arrivato. Nell’ambito di Connubi Pittorici, Chiappara esporrà sei opere inedite.
I sei artisti propongono 6 stili diversi, 6 linguaggi distanti tra loro ma che esprimono i sentimenti e le sensazioni di ciascuno di essi. Si va dall’Informale di Carlo Turco e Filippo Chiappara, passando per il materico di Montanari e chiudendo con i paesaggi urbani di Armando Tordoni. Tra i figurativi le opere di Verbena, onirica e poetica, e Bruna Cordiani che si attiene assolutamente alla realtà che osserva.
Dal 2015 Filippo Chiappara fa parte del Pentastrattismo Italiano, movimento artistico fondato dal curatore Dott. Massimo Picchiami: il movimento del Pentastrattismo nasce in Italia allo scopo di esaltare la gestualità dell’arte astratta in generale. Il movimento prende spunto dal fatto che a fianco della pittura figurativa può sorgere e svilupparsi anche una pittura astratta. Pentastrattismo deriva, infatti, dalla parola greca <>(cinque) perché cinque sono le sotto correnti che il movimento intende perseguire ed ampliare. Il movimento è stato esportato anche all’estero: in Brasile ed in Senegal
La mostra rientra in un progetto culturale ed artistico fortemente voluto da Accademia Rousseau (Maria Luisa Astorri) e Eureka Eventi, progetto che ha come scopo principale quello di fare conoscere al pubblico ternano i nomi dei nuovi artisti emergenti. Tutti sono artisti quotati in aste pubbliche con quotazioni ufficiali e certificate. Alcuni di loro fanno parte di nuovi movimenti artistici nazionali.
L’evento verrà inaugurato domenica 28 maggio alle ore 18.30 e nello stesso giorno sono previsti due eventi collaterali: << Elogio della cravatta>> presentato da Antonio Mendoza, piccolo excursus storico sulla storia della cravatta e la presentazione di Olit, l’arte del movimento a cura di Francesca Bonanni.
La mostra potrà essere visitata ogni giorno nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 20.00. Ingresso Libero.
L’Accademia si trova a Terni in Piazza San Francesco, 2.

Ormai, la guerra e il terrorismo (conseguente o precedente?) dominano la scena mediatica, sono entrati di prepotenza nelle nostre case, condizionano pesantemente l’esercizio della democrazia e le libertà degli individui, influenzano le relazioni fra gli Stati e gli affari delle grandi concentrazioni globalizzate che, a loro volta, orientano governi e masse ingenti d’investimenti.Poiché tutto si tiene nel nome della lotta al terrorismo.
Che grandiosa invenzione quella del terrorismo planetario, sempre incombente! Sicuramente, il suo inventore o fomentatore passerà alla storia come un genio della strategia politica al servizio della finanza d’arrembaggio che sta destrutturando il mondo a suo favore.
Inventato o foraggiato o scelto come metodo di lotta politica, il terrorismo è una realtà drammatica con la quale bisogna fare i conti, ogni giorno. Perciò, bisogna condannare, certo, la guerra ma alla stessa stregua il terrorismo di qualsiasi natura e colore, anche quando agita le bandiere della lotta per l’indipendenza dei popoli.
La Resistenza deve ripudiare il ricorso all’assassinio e alla strage per dimostrare la sua superiorità politica ed etica rispetto all’oppressore che, addirittura, si dovrà incaricare di redimere. In ogni caso, deve marcare una netta distinzione fra nemici armati e civili innocenti.
( dal “PETROLIO, IL SANGUE DELLA GUERRA”- anno 2012- http://www.lafeltrinelli.it/libri/spataro-agostino/petrolio-sangue-guerra/978889101444 )

Si è tenuto in incontro tra le delegazioni del Partito Democratico di Porto Empedocle e Sicilia Futura guidati dai rispettivi segretari di circolo Giuseppe Aiello e Gianni Marianelli.
All’incontro hanno partecipato tra gli altri l’ex Sindaco di Porto Empedocle Orazio Guarraci e l’ex vicesindaco Gianni Hamel per il PD, il coordinatore Provinciale di Sicilia Futura Paolo Ferrara, il consigliere comunale Peppe Todaro, l’ex Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Cimino e tanti altri dirigenti dei due partiti.
Le due delegazioni hanno analizzato la situazione politico amministrativa del comune di Porto Empedocle guidata dalla Sindaca Ida Carmina, del Movimento 5 Stelle.
Ci si è soffermati sui temi riguardanti lo sviluppo economico, occupazionale e sociale della città marinara con particolare attenzione alla questione Italcementi, Enel nel quale vi rientra la decennale questione Rigassificatore, alla proposta del progetto della verticalizzazione dei Sali potassici, al recupero dell’area ex Montedison, alla necessità di una vera programmazione che rilanci il settore “Turistico”, alla mancata approvazione del Piano Regolatore Generale e alla assurda rinuncia di partecipazione ai “Contratti di Sviluppo” che avrebbe dato impulso al settore turistico della città di Porto Empedocle.
Particolare attenzione è stata rivolta agli effetti disastrosi del “Dissesto Finanziario” prepotentemente voluta dalla Sindaca Carmina e al tema dei rifiuti laddove emerge che ad un aumento insensato della tassa sui rifiuti di 500 mila euro a carico delle famiglie, non corrisponde un adeguato ed efficiente servizio di pulizia della città.
Le due delegazioni nell’esprimere una forte preoccupazione sull’inattività, sull’immobilismo e sulla evidente incapacità amministrativa dell’attuale amministrazione comunale, hanno programmato delle iniziative finalizzate ad incontrare i cittadini direttamente nei singoli quartieri, per comunicare loro, in una operazione verità, quale è lo stato dell’arte del nostro Comune. Il PD e Sicilia Futura, promuoveranno incontri con gli altri partiti politici, con le Parti Sociali, con le Associazioni culturali e con tutte le forze sane della città che con vera Onestà Intellettuale dimostrano di adoperarsi per il vero “Bene Comune”.
Il segretario PD di P. EmpedocleIl Coordinatore Sicilia Futura di P. Empedocle Giuseppe Aiello e Gianni Marianelli.

Un contratto da 95 Milioni di euro è stato stipulato tra Enac e Sac in vista di nuovi investimenti infrastrutturali che porteranno ad un nuovo ampliamento dell’aeroporto di Fontanarossa.
Nello specifico i 95 milioni investiti saranno così distribuiti.
LAND SIDE TERMINAL: 35 milioni verranno impiegati per ristrutturare il vecchio terminal Morandi con la realizzazione del Terminal B che verrà collegato all’attuale Terminal operativo e sarà destinato ai varchi di sicurezza, mentre il Terminal A potrà aumentare la disponibilità dei banchi check-in. L’ ex padiglione Norma sarà convertito nel Terminal C e diventerà il Terminal di partenze per i cittadini dell’area Schengen con 4 check-in, 4 varchi di sicurezza e 4 gate con percorsi tattili per non vedenti e la predisposizione per la chiamata dell’assistenza da parte dei PRM (Passeggeri a Ridotta Mobilità). Riqualificazione Torre Uffici Direzionali: il 6° piano della Torre Uffici sarà ristrutturato e prevede la creazione della Direzione Sac, una sala riunioni ad hoc per il Centro Operativo Emergenze in cui si riuniranno i vertici degli enti istituzionali e aeronautici in caso di stati di crisi.
AIR SIDE: 11 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento delle infrastrutture dei piazzali. Il progetto prevede un “Turn Pad” cioè la creazione di nuove aree accanto le piste che permetteranno l’inversione (back-track) di aeromobili di grandi dimensioni, come gli airbus 330, vista la grande richiesta di questi vettori di atterrare all’aeroporto Catania. La ristrutturazione della “Taxiway Alfa” una bretella di servizio della pista ceduta per infiltrazioni d’acqua che sarà ricostruita con un sistema di captazione delle acque per proteggere l’infrastruttura. Il “Nuovo Piazzale Est Apron” verrà destinato all’ Aviazione Generale i c.d. voli privati per i quali negli anni si è registrata un’impennata di richieste per la sosta dei velivoli nel piazzale e per gli elicotteri per i quali sono previsti appositi stand. “Drenaggio pista” una serie di interventi che avranno lo scopo di attuare un sistema di drenaggio per lo smaltimento delle acque.
LAND SIDE VIABILITA’ e PARCHEGGI: 14 milioni di euro che trasformeranno l’ ex campo sportivo in nuovi parcheggi, circa 433 e la sopraelevazione del parcheggio P4 che porterà a 2.800 stalli rispetto gli attuali 1394.
ALTRI INVESTIMENTI: circa 33 milioni di euro verranno impiegati per efficientamento energetico, acquisto macchinari radiogeni di nuova generazione (bagagli) e manutenzioni straordinarie varie.
Firmato il contratto di programma tra Sac ed Enac, investimenti per 95 milioni

Proprio nei giorni scorsi, Enac ha diffuso il rapporto trimestrale sul traffico negli aeroporti italiani che documenta come Catania Fontanarossa, con il +16% di crescita registrato nei primi tre mesi del 2017, sia lo scalo con la più alta percentuale di sviluppo.
Si tratta di interventi funzionali che garantiranno un miglioramento sensibile nella qualità dei servizi offerti sia al crescente numero dei passeggeri, sia alle oltre 70 compagnie aeree partner dello scalo. Firmato il contratto di programma tra Sac ed Enac, investimenti per 95 milioni
Proprio nei giorni scorsi, l’Enac ha diffuso il rapporto trimestrale sul traffico negli aeroporti italiani che documenta come Catania Fontanarossa, con il +16% di crescita registrato nei primi tre mesi del 2017, sia lo scalo con la più alta percentuale di sviluppo.
“Quello di Catania – ha detto Roberto Vergari, Direttore Vigilanza Tecnica Enac – insieme ai sistemi aeroportuali di Roma, Milano e Venezia, è tra i più grandi del Paese. Vanno recuperati alcuni elementi di capacità e ci sono lavori contingenti da portare a termine per dare continuità e qualità dei servizi ai passeggeri. Con l’approvazione, oggi, del Piano di Sviluppo, del Piano della Qualità e del Piano Ambientale con cui è articolato il contratto di Programma 2017-20 si fa un passo avanti verso l’accelerazione di questi investimenti da realizzare in tempi veramente stretti. L’ Enac garantirà un monitoraggio continuo affinché vengano portati a termine tempestivamente e secondo un cronoprogramma puntuale.

I registi e sceneggiatori siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza hanno inaugurato la 56esima edizione della Semaine de la Critique a Cannes con il film Sicilian Ghost Story, sostenuto dalla Sicilia Film Commission e interamente girato tra i laghi e le foreste del Parco dei Nebrodi.
“Un grande riconoscimento internazionale che ci riempie di orgoglio” – afferma Anthony Barbagallo, assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana che ha cofinanziato il film attraverso la Sicilia Film Commission, nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei” – perché oltre a confermare il talento di due registi straordinari, che avevamo già avuto modo di sostenere, presenta al mondo scenari siciliani di rara e inconsueta bellezza naturalistica come quelli del Parco regionale dei Nebrodi dove, tra laghi e foreste, il film è stato girato”.
“Non era mai accaduto che un film italiano inaugurasse la Semaine de la Critique, la sezione del Festival dedicata alla scoperta di nuovi talenti e al rinnovamento del linguaggio cinematografico”, aggiunge da Cannes Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission. “Questo successo dimostra la vitalità e l’originalità degli autori siciliani che trovano sempre più spesso ribalte internazionali, ma rafforza anche il senso e la funzione dei nostri uffici per la ricerca e la valorizzazione dei migliori talenti siciliani. Per celebrare il film di Antonio e Fabio abbiamo deciso di pubblicare una preview del nuovo portale web della Sicilia Film Commission, – www.siciliafilmcommission.org – interamente dedicata a “Sicilian Ghost Story”. Prevediamo il lancio del portale, operativo in tutte le sue funzionalità, entro la fine del prossimo mese di giugno”.
Fonte ANSA

Panico e corpi a terra al termine dello show di Ariana Grande

Paura e sangue in Gran Bretagna, nella Manchester Arena, dove una potente esplosione ha causato morti e feriti. L’episodio è trattato dagli inquirenti come un fatto di terrorismo. Alcune testimonianze fanno riferimento ad almeno “20-30 persone” viste a terra.
L’episodio, descritto subito dagli investigatori come “un serio incidente”, ha tutta l’aria di essere un attacco compiuto con un ordigno, anche se al momento non vi sono conferme. E’ avvenuto ieri sera subito dopo la fine di un concerto di Ariana Grande – pop star americana 24enne, rimasta illesa secondo una sua portavoce – e ha scatenato il panico fra la gente.
La struttura, la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi. Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale. Mentre la polizia accorreva in forze e così pure i mezzi di soccorso.


Lo street food non è solo una semplice moda, ma un vero e proprio modo di unire antichi sapori della nostra tradizione culinaria con l’innovazione proveniente da paesi stranieri. Il trend è in crescita, ogni giorno il cibo da strada raggiunge quartieri e aree più o meno frequentate delle nostre città e non solo. La cucina “on the road” è diventata un vero e proprio format se si pensa a chef stellati come Chef Rubio, James Oliver e Koldo Royo, che hanno consacrato l’arte del cibo da strada tramite le loro trasmissioni televisive.
Secondo gli ultimi dati della Coldiretti, un italiano su due acquista alimenti mentre si trova in giro per la città (52%). Le occasioni di gustare il cibo di strada si moltiplicano sempre di più grazie alla presenza di “Food Truck” o “Api”, appositamente modificati per il commercio itinerante. Il business dello street food è in continua crescita soprattutto nelle località balneari, turistiche e nelle grandi città. Sempre la Coldiretti ha analizzato che tra gli amanti dello street food più del 69% preferisce il cibo locale (arrosticini, arancini, piadine, fritture di pesce…), il 17% opta per specialità internazionali (hamburger e hot dog), mentre il 14% predilige cibi etnici come falafel e kebab.
Hundredrooms suggerisce alcuni piatti tipici considerati i capisaldi dello street food, presentando anche alcuni dei luoghi dov’è possibile riscoprire sapori antichi che si uniscono con l’innovazione di tendenze bio, vegan, gluten-free.
Pani ca’ Meusa (Palermo). Uno dei must della cucina siciliana insieme al pane e panelle. Il famoso pani ca’ meusa, ovvero il pane con la milza, vede due variabili: il classico, chiamato “schittu”, con una spruzzata di limone che serve per sgrassare la milza, e l’altro “maritatu” che in aggiunta prevede caciocavallo o ricotta. Luogo di culto dello street food italiano è Nino U’ Ballerino, piccolo chiosco che nasce nel 1802 e che propone anche arancini, cazzilli e insalate di polpo.
I Covaccini (Firenze). La tipica schiacciata toscana è uno dei piatti più ricercati dagli amanti dello street food. Uno dei migliori luoghi per gustare questa delizia a Firenze è Amici di Ponte Vecchio, posto proprio a lato del famoso ponte fiorentino, la cui specialità è il covaccino con stracchino e salsiccia, prodotto con ingredienti a Km 0.
La porchetta (Luco de Marsi, L’Aquila). La porchetta è un piatto tipicamente romano, ma in un piccolo chiosco dell’Aquila è possibile mangiare la migliore in assoluto, premiata Campione d’Italia per ben due anni consecutivi. Il Venditti Porchetta, piccolo luogo a conduzione familiare, oltre alla famosa porchetta propone varie specialità tra cui l’Abruzzese, un panino alla piastra con salsiccia, peperoni, cipolla e salsa di Tartufo.
Focaccia di Recco (Genova). Quando si parla di cibo da strada specialmente in Liguria si pensa subito alla Focaccia di Recco. Con la sua pasta sottilissima che sprigiona un sapore paradisiaco grazie al suo formaggio fresco, è infatti generalmente piena di stracchino. Una delle più richieste è anche la focaccia con le cipolle.
Piadina Salentina (Lecce). Se si pensa alla piadina, viene in mente sicuramente la piadina romagnola. Ma anche a Lecce ci sono luoghi dove si può degustare una piadina artigianale preparata con differenti tipi di farina fra cui anche quella gluten-free. Nei ripieni si uniscono i sapori della cucina pugliese come la barbabietola e le cime di rapa, con l’innovazione di sapori diversi quali avocado, azuki zenzero.
La frittatina di pasta (Napoli). “Du frittur” la famosa frase citata più volte nella serie di successo Gomorra incarna perfettamente la cucina napoletana. Non solo la patria della pizza, ma anche delle friggitorie dove è possibile assaporare le famose zeppole, i panzarotti, la frittura di pesce e la pizza fritta. Di indubbio gusto è la frittatina di pasta, uno dei fiori all’occhiello dello street food napoletano, ricchissima di bucatini, piselli, prosciutto cotto, provola e besciamella.
I folpetti (Padova). Delizia della cucina veneta, questi moscardini non eviscerati lessati nell’acqua bollente e serviti in salsa verde, sono una delle specialità padovane. Luogo di culto è il food truck chiamato La Folperia, dove oltre allo squisito piatto si possono degustare altri sapori della tradizione veneziana come Bovoetti, Masenette, Moeche fritte e tartare con pesce sempre fresco proveniente dai mercati di pesce della vicina Venezia.
Arrosticini (Pescara). Uno dei piatti più conosciuti della tradizione abruzzese sono gli spiedini di carne di pecora chiamati anche rustelle, che in alcune zone dell’Italia vengono realizzati con la variante della carne di capra. Nelle zone del pescarese è possibile trovare moltissime eco-bike, ovvero carretti dove, rispettando l’ambiente, si cucinano prodotti a km 0 con carni provenienti dai rilievi abruzzesi.
Frutti di Bosco (Milano). Il capoluogo lombardo sembra non essere il luogo ideale per trovare fragole, mirtilli, more e lamponi, e invece non è così. La tendenza bio che invade Milano con “Api” e furgoncini di varie dimensioni è una delle realtà più in voga. Nella città è possibile comprare frullati, macedonie, frutta fresca e bevande rinfrescanti. Esempio è Straberry, un’Ape che gira per la città vendendo frutti prodotti a km 0 e coltivati nel pieno rispetto dell’ambiente, utilizzando l’energia solare di ultima generazione.
Granita messinese (Messina). Ricca di zuccheri, calorica , ma rinfrescante, è la colazione ideale soprattutto nel periodo estivo, e a volte può anche sostituire il pasto. I gusti sono svariati, si va dalla fragola al limone, dai gelsi alla mandorla, dai fichi alla cioccolata. La più celebre e rinomata, però, è la “menza ca’ panna”, servita in un bicchiere per metà con granita al caffè e per metà con panna . La granita si mangia rigorosamente accompagnata dalla brioche con la “coppola”, una sorta di panino al burro dalla forma e dal gusto particolare. La più conosciuta a Messina è quella di “u Tedescu”, considerata una tra le migliori della Sicilia, infatti è possibile trovare api e furgoni in giro per la città, dove si può acquistare questa prelibatezza.


La Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci è arrivata a Taormina e, da domani, sarà visitata dalle delegazioni del G7.
L’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo annuncia: “dopo il G7 l’autoritratto di Leonardo Da Vinci sarà in mostra a Catania”.
La Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci è arrivata questa mattina a Taormina ed è stata accolta dall’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo, dall’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone e dal Sindaco di Taormina Eligio Giardina. L’autoritratto del grande artista italiano sarà esposto all’interno della Chiesa del Carmine e sarà visitato dalle delegazioni internazionali presenti al G7. La Tavola Lucana sarà fruibile al pubblico dal 28 maggio fino al 4 giugno.
“La grande vetrina internazionale offerta dal G7 – commenta l’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo – deve fare da base a molte altre iniziative che vedono la Sicilia al centro degli itinerari turistici. Per questo abbiamo deciso di tenere in Sicilia la Tavola Lucana di Leonardo Da Vinci e di esporla, finito il G7, al Museo Diocesano di Catania. E’ un onore per la Sicilia ospitare un’opera di questa importanza che va ad incrementare l’offerta turistica regionale”. L’elemento più prezioso del ritratto lucano è rappresentato dalla soluzione del problema sull’aspetto fisico di Leonardo che, nonostante le più antiche indicazioni, risulta ancora oggi un problema aperto; dopo circa cinque secoli, col recupero di questo dipinto, si è finalmente ricostruito il volto del genio che nulla sembrerebbe a che fare col celebre ritratto di vecchio della Biblioteca Reale di Torino.
L’iniziativa culturale, prodotta da Fenice Company Ideas grazie all’intervento dell’art promoter Gianni Filippini e del curatore Prof. Nicola Barbatelli, è stata posizionata al centro dello spazio espositivo della Chiesa del Carmine, all’interno di “Il Futuro sopravvenuto” un evento internazionale che mette in mostra le opere degli artisti di spicco del futurismo italiano. Curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira espone 70 opere importanti della Collezione Futur-Ism, della Collezione Ventura, della Collezione Trust Aletta e Fondazione Cirulli, Fondazione Evola e Collezione Luce Marinetti alcune delle quali esposte nelle mostre storiche organizzate dal movimento futurista in grandi rassegne internazionali dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930 e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.
All’interno della mostra sarà possibile visitare un’installazione dell’artista innovatore Geo Florenti che per sensibilizzare le delegazioni mondiali ai problemi ambientali ha illuminato senza consumo d’energia l’opera di Giacomo Balla, “Complesso Plastico colorato di frastuono + velocità” del 1910 e contestualmente anche l’ambiente che la ospita. L’idea lungimirante di Geo è quella di creare nuove tecnologie innovative nel campo dell’energia, applicando queste per illuminare, come in questo caso, le opere d’arte e gli spazi espositivi. L’istallazione, che ha la valenza di un vero e proprio impianto di illuminazione, ha una composizione e un funzionamento relativamente semplici. Per generare l’energia necessaria all’accensione istantanea delle proprie luci, il sistema utilizza piccole celle di silicio che riciclano la luce emessa da altre fonti luminose e la convertono in altra energia utile. Da qui l’illuminazione a consumo zero.
Dal 28 maggio al 4 giugno la “Tavola Lucana” di Leonardo Da Vinci, la mostra “Il Futuro Sopravvenuto” e l’installazione luminosa di Geo Florenti saranno visibili al pubblico nei locali dell’ex Chiesa del Carmine (tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 22,00). Domenica 28 maggio i residenti a Taormina avranno la possibilità di visitare il Museo al prezzo speciale di 6 euro.