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“Dobbiamo assumere comportamenti più corretti anche nelle abitazioni private, stiamo assistendo a una evoluzione della curva del contagio e a un innalzamento dovuto soprattutto a dinamiche in ambito familiare e amicale. Dobbiamo indossare le mascherine se si ricevono ospiti non conviventi, vi invitiamo a limitare il numero di ospiti non superiori a 6, vi invitiamo a non svolgere feste e party. Sono situazioni di pericolo e insidiose, dobbiamo evitarle. Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private. La sfera di vita privata la vogliamo tutelare”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in un punto stampa a Palazzo Chigi.
“Queste nuove misure comporteranno dei sacrifici ulteriori, ma siamo convinti che con questi sacrifici e rispettando le misure potremo adeguatamente affrontare questa nuova fase. Il nostro obiettivo è evitare di far ripiombare il nostro Paese in un lockdown generalizzato”, ha proseguito Conte.

Dopo la prima tornata elettorale, che mi ha dato il vostro grande e caloroso consenso, ho riflettuto molto sulla scelta che mi presenta la legge: apparentarsi o meno con liste e partiti che al primo turno avevano appoggiato altri candidati. Immediate sono arrivate le richieste di apparentamenti, ma confesso che ho riflettuto molto prima di prendere la mia decisione. Ma più ci pensavo e più mi convincevo che la scelta non poteva essere diversa dall’apparentarsi.

Da soli, ho riflettuto, non si va da nessuna parte. Ma quando c’è la possibilità di avere come partner il governo regionale, allora è anche meglio.

Con questo accordo, infatti, Agrigento potrà sistemare il proprio territorio grazie alle risorse comunitarie e a quelle nazionali e regionali.

Il Governo regionale, infatti, oltre a potere utilizzare i fondi del Patto per la Sicilia, darà le linee strategiche dei finanziamenti del recovery fund per gli interventi di ripresa economica della Sicilia. E Agrigento è certamente una città che ha bisogno di un aiuto per la ripresa. Ben 193 miliardi sono previsti dal Recovery fund per il recovery plan, ovvero il piano nazionale di ripresa e resilienza. Prevede finanziamenti per la digitalizzazione, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, l’istruzione, la formazione, la ricerca e la cultura, la salute e l’equità sociale, di genere e territoriale.

E non ci vuole molto a capire che con queste risorse e con la sinergia con la Regione, Agrigento avrà una marcia in più per sistemare le sue strade, rifare i marciapiedi, realizzare finalmente il depuratore del Villaggio Mosè, intervenire sul suo centro storico, sui quartieri periferici, soprattutto i più degradati, aiutare le attività produttive e intervenire sul turismo.

Ecco cosa mi ha spinto a realizzare l’apparentamento con i partiti del Governo regionale, con in testa il presidente Musumeci. L’ho fatto per poter portare avanti il mio progetto di risanamento di questa città. Per Agrigento e gli agrigentini.

l governo ha deciso di uccidere il settore dei ricevimenti e della banchettistica? Lo sa quanti lavoratori rischiano il posto per colpa delle disposizioni dell’ultimo dpcm di ottobre? Non è credibile questo governo se prende la scusa di evitare i contagi nei ricevimenti di matrimoni, cresime, battesimi, eventi culturali e sociali limitando a 30 il numero dei partecipanti a banchetti e cerimonie, mente così non prevede per le pizzerie e i ristoranti. Questo dovrebbe essere un punto su cui riflettere e fare un passo indietro: tale settore dà lavoro a migliaia di persone, camerieri, fiorai, fotografi, professionisti che contano di ripartire dopo mesi di blocchi che hanno causato perdite economiche ingenti. Ma davvero hanno logiche questi procedimenti amministrativi del premier Conte e del suo gabinetto presi senza avallo del Parlamento? Se sono in buonafede devono subito essere modificate questi provvedimenti.

Presenterò un’interrogazione per sensibilizzare una maggioranza che come sempre prende decisioni senza ascoltare le esigenze del popolo”.

Lo afferma in una nota Alessandro Pagano, vicepresidente del gruppo Lega alla Camera dei Deputati.

Il collegio dei probiviri dell’Avis Sicilia, riunitosi a Selinunte lo scorso 10 ottobre, si è pronunciato circa il ricorso presentato da Giuseppe Pandolfo, sulla nullità dell’Assemblea ordinaria dei soci dell’Avis di Sciacca del 29 febbraio 2020. Il collegio dei probiviri ha accolto il ricorso e sanzionato Giuseppe Dimino con l’espulsione dall’associazione, la perdita di tutti i diritti inerenti la qualifica di socio e obbligo di restituzione della tessera. Dimino era presidente pro tempore dell’Avis di Sciacca.

La vicenda inizia con un’assemblea dei soci della sezione Avis di Sciacca del  29 febbraio 2019 a Sambuca di Sicilia. Il donatore socio Avis, Giuseppe Pandolfo, apprese dell’assemblea nei primi giorni di marzo. Non ricevette nessun invito e ha chiesto ad altri soci se ne fossero al corrente. In tal modo, scoprì che altri 160 soci dell’Avis di Sciacca non erano stati invitati.

Inizia, così, una battaglia cartacea tra i 160 soci, rappresentati dal Pandolfo, e l’amministrazione in carica della sezione Avis di Sciacca, presieduta da Giuseppe Dimino.

Il collegio dei probiviri regionale dell’Avis ha disposto la sospensione dall’attività associativa per un periodo di 2 anni per il segretario e per il tesoriere dell’Avis di Sciacca, nonché la sospensione dall’attività associativa per un periodo di 1 anno nei confronti degli altri membri del consiglio direttivo dell’Avis saccense.

Il collegio dei probiviri, dopo avere analizzato tutta la documentazione prodotta dalle parti, ha rilevato che il Presidente ed il direttivo dell’Avis di Sciacca hanno omesso il controllo delle deleghe, molte delle quali sono risultate essere state artefatte, e hanno omesso la convocazione di donatori soci all’assemblea del 29 febbraio scorso, tenutasi a Sambuca di Sicilia, nel corso della quale sarebbe stato approvato il bilancio consuntivo dell’anno 2019 e quello previsionale del 2020.

E’ bene evidenziare che l’Avis di Sciacca conta su circa 2500 donatori che hanno interesse a venire a conoscenza di quanto accaduto. L’attività posta in essere nel tempo dall’Avis di Sciacca è nota a tutti espletando sempre un ottimo  servizio per la comunità attraverso la raccolta del sangue.

FESTE: Vietate quelle nei locali aperti al pubblico e una forte raccomandazione per quelle nelle case private: se non si è conviventi non dovrebbero parteciparvi più di sei persone.

CERIMONIE: Per matrimoni, comunioni, cresime e funerali restano in vigore le regole dei protocolli già approvati per chiese e comuni ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

ADDIO AL CALCETTO: Confermato anche lo stop agli sport amatoriali di contatto. Significa niente più partire tra amici che non siano regolamentate. Il Dpcm salva infatti gli sport a livello dilettantistico: potranno cioè continuare a svolgere le attività tutte quelle società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi.

NIENTE GITE: saranno vietate, finché la situazione non migliorerà, gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi.

MOVIDA: Arriva anche la stretta annunciata sui luoghi di divertimento, per evitare assembramenti di giovani. Alle 21 scatterà dunque il divieto di sosta davanti a quei locali che non offrono posti a sedere mentre ristoranti, pub e locali che offrono servizio al tavolo dovranno chiudere a mezzanotte. Aumenteranno i controlli con la circolare del Viminale che ha ribadito l’invito a sanzionare quei bar, pub e ristoranti che offrono le proprie sale per «attività danzanti».

IN MILLE NEI PALAZZETTI: Il Dpcm interviene poi sulle regole per gli eventi sportivi. Non cambia nulla per gli stadi – dunque alle partite potranno continuare ad assistere non più di mille persone, anche per i campi di serie A – mentre la capienza dei palazzetti viene portata al 15%, anche se non si potrà andare oltre i mille spettatori. Salta dunque il limite delle 200 persone al chiuso.

CINEMA E TEATRI: Limite che invece resta per cinema, teatri e sale da concerto, come restano i mille spettatori all’aperto. In un primo momento si era parlato di un taglio per questi settori, ma è stato il ministro della Cultura Dario Franceschini dopo i numerosi appelli del mondo dello spettacolo, a fugare i dubbi. Confermati questi limiti con la conferma della possibilità delle regioni di derogare.

SMART WORKING: Il governo interviene sullo smart working, per potenziarlo e portarlo nella P.a. dall’attuale 50% al 60-70%, con un invito ad un rafforzamento anche nelle aziende private. Incentivo, quest’ultimo chiesto anche dall’Anci per decongestionare i trasporti.

“Cinque anni fa mi avete dato la vostra fiducia.
Una fiducia che ho cercato in ogni modo di ricambiare lavorando sodo tutti i giorni in cui ho ricoperto la carica di Sindaco. Tutti i giorni, sì, con il massimo del mio impegno, con il massimo della mia lealtà, con un unico obiettivo: migliorare la vita dei miei concittadini.
E proprio adesso non possiamo permetterci di far sfumare 5 anni di ricostruzione della città, 5 anni di intenso lavoro, 5 anni di promesse mantenute”.
Lo scrive in un post il candidato sindaco alle amministrative Calogero Firetto.

Un aiuto alle persone che più ne hanno bisogno in questi periodi di crisi economica, arriva dal Libero Consorzio comunale di Agrigento.

Al Giardino Botanico di via Demetra, sono infatti pronti alla raccolta decine di alberi tra frutta di stagione ed olive, che potranno essere donati a chi ne ha bisogno.

“Non abbiamo operai che possano svolgere questo compito – spiega il funzionario responsabile del Giardino Botanico Giovanni Alletto – e per questo, in virtù dell’art.2 del regolamento del Giardino stesso, chiediamo alle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio, di venire a raccogliere le tantissime olive già pronte e la frutta di stagione in modo da potere aiutarle donare a chi ne ha più bisogno attraverso la propria rete di contatti. In questo modo, si può raggiungere un duplice obiettivo, da un lato quello di evitare che tanti prodotti della terra vadano sprecati e dall’altro, quello di aiutare famiglie e persone in difficoltà in questi momenti di crisi”.

Le associazioni di volontariato possono fare richiesta scrivendo agli indirizzi di posta elettronica telefonando al 388.1178758.

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato della sezione Volanti di Agrigento  denunciava un cittadino di origine senegalese residente ad Agrigento che, a seguito di incidente stradale con feriti nel quale era rimasto coinvolto, aveva esibito un titolo di guida non genuino, si trattava infatti  di una  fotocopia plastificata a colori della patente di guida senegalese. Inoltre, da successivi accertamenti, il soggetto non risultava in regola con la normativa relativa al soggiorno degli stranieri sul T.N.

L’uomo, pertanto,  veniva deferito in stato di libertà per aver esibito un documento falso.

Con un vero e proprio miracolo si chiude (si spera definitivamente) la triste vicenda che ha colpito una alunna della elementare Garibaldi di Agrigento risultata positiva al Covid 19.

Tutta la classe, ovviamente, ha effettuato il tampone e tutti i compagnetti sono risultati negativi.

Lo comunica su facebook il sindaco di Agrigento Calogero Firetto che dichiara: “Mi hanno informato, ieri pomeriggio, che tutti i bambini della classe della scuola Garibaldi interessata da un caso di Covid-19 sono stati sottoposti a tampone e l’esito è stato negativo. Fra quindici giorni – continua – saranno sottoposti a nuovo tampone. Ma è già un primo feedback importante. I casi accertati in tutto ad Agrigento sono 14. La situazione – conclude Firetto – viene monitorata e vi darò costantemente comunicazione”.

Il Dott. F.C. di San Giovanni Gemini di anni 62, titolare di porto di fucile per uso caccia, presentava rituale istanza volta ad ottenere il rinnovo della predetta licenza detenuta da più di 12 anni.
La suddetta istanza, tuttavia, veniva respinta, prima, con decreto del Questore di Agrigento e, successivamente, a seguito di ricorso gerarchico, con decreto del Prefetto della Provincia di Agrigento.
Entrambi i provvedimenti venivano impugnati dal dott. F.C. con ricorso proposto, nel 2015, dinanzi al T.A.R. Sicilia  – Palermo, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino.
Nelle more del giudizio, sopravveniva il divieto, per il dott. F.C., da parte del Prefetto della Provincia di Agrigento, di detenzione di armi e relativo munizionamento per le stesse ragioni poste a sostegno del precedente diniego all’istanza di rinnovo del porto di fucile per uso caccia.
Anche avverso il suddetto provvedimento adottato dal Prefetto di Agrigento, confermato con decreto del Ministero dell’Interno a seguito di ricorso gerarchico, il dott. F.C. proponeva ricorso giurisdizionale dinanzi al giudice amministrativo, sempre con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, chiedendone l’annullamento.
Con sentenza del 30 aprile 2019, il T.A.R. Sicilia Palermo – Sezione I, riuniti i due ricorsi proposti dal dott. F.C. – entrambi aventi ad oggetto il divieto di detenzione di armi e relativo munizionamento – li accoglieva e, per l’effetto, annullava i provvedimenti impugnati.
Tuttavia, la superiore sentenza, ritualmente notificata e non impugnata, non veniva eseguita dall’Amministrazione prefettizia, non provvedendo quest’ultima al rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia richiesto dal ricorrente.
A questo punto, il dott. F.C., nuovamente difeso dall’Avv. Girolamo Rubino e dall’Avv. Daniele Piazza, agiva in giudizio, questa volta, per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla precedente pronuncia resa dal medesimo T.A.R. Palermo e, dunque, il rinnovo della licenza di porto di armi per uso caccia dallo stesso richiesto.
Con il medesimo ricorso, inoltre, i legali chiedevano la nomina di un commissario ad acta, chiamato a sostituirsi all’Amministrazione in caso di ulteriore inerzia, oltre alla fissazione di una somma di denaro, ex art. 114, co. 4, lett. e), c.p.a. per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione della suddetta sentenza.
Il T.A.R. Sicilia – Palermo, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, lo ha accolto, dichiarando, per l’effetto, l’obbligo dell’Amministrazione resistente di adottare ogni atto  necessario per dare corretta esecuzione alla sentenza precedentemente resa dal medesimo Tribunale Amministrativo Regionale.
Con lo stesso provvedimento, inoltre, i giudici amministrativi, accogliendo integralmente le difese prospettate dai difensori Rubino e Piazza, hanno nominato, quale Commissario ad Acta, il Prefetto di Palermo per l’espletamento di tutti gli adempimenti necessari all’esecuzione della sentenza nel caso di ulteriore inerzia da parte dell’Amministrazione prefettizia di Agrigento, condannata al contempo al pagamento delle spese processuali.
Infine, con tale pronuncia, è stata altresì accolta la domanda, presentata dai legali Rubino e Piazza, di fissazione di una somma di denaro dovuta dall’Amministrazione, a titolo di penalità di mora, per ogni violazione o inosservanza  successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
Dunque, per effetto della sentenza resa dal T.A.R. Sicilia – Palermo, il dott. F.C. potrà finalmente conseguire l’agognato e legittimo rinnovo della licenza di porto di armi per uso caccia dallo stesso richiesto mentre la Prefettura di Agrigento pagherà le spese giudiziali.