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Bilancio pesantissimo quello relativo all’evoluzione epidemiologica in provincia di Agrigento. Il nuovo bollettino diffuso dall’Asp registra infatti altri 126 nuovi casi di coronavirus accertati nella giornata dell’11 agosto. Sempre più persone vengono ricoverate in ospedale (+9) e sale anche il numero delle vittime: ben cinque nell’agrigentino nell’ultimo giorno. I nuovi decessi si verificano ad Agrigento (2), Favara, Canicattì e Cattolica Eraclea.

57 le persone ricoverate negli ospedali: 27 a Ribera e 24 ad Agrigento e sei fuori provincia. Tre persone si trovano in terapia intensiva all’ospedale di Ribera.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 161; Alessandria della Rocca 13; Aragona 18; Bivona 3 ; Burgio 7; Calamonaci 0; Caltabellotta 27; Camastra 5; Cammarata 27; Campobello di Licata 61; Canicattì 166; Casteltermini 33; Castrofilippo 2; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 1; Comitini 1; Favara 273; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 11; Licata 39; Lucca Sicula 1; Menfi 16; Montallegro 0; Montevago 1; Naro 32; Palma di Montechiaro 59; Porto Empedocle 77; Racalmuto 29; Raffadali 57; Ravanusa 35; Realmonte 25; Ribera 15; Sambuca di Sicilia 4; San Biagio Platani 7; San Giovanni Gemini 40; Sant’Angelo Muxaro 5; Santa Elisabetta 4; Santa Margherita di Belìce 9; Santo Stefano Quisquina 4; Sciacca 32; Siculiana 46 (36 migranti a Villa Sikania) e Villafranca Sicula: 1. Navi accoglienza 150.

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, una donna tunisina ha subito, per ben otto anni, violenze e maltrattamenti dal marito, anche lui tunisino, di 61 anni. Poco meno di un mese addietro la donna è stata ricoverata in ospedale a causa delle lesioni provocate dal marito padrone, imperterrito nella sua vile condotta. La moglie ha raccontato tutto ai poliziotti del locale Commissariato, che adesso hanno denunciato il marito per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Lei, che ha sottolineato di avere vissuto un incubo, è stata trasferita in una struttura protetta e segreta. Adesso rientrerà a casa perché al marito è stato imposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie.

Ad Agrigento, a San Leone, al lungomare “Falcone e Borsellino”, ha subito un incendio nottetempo un locale di distributori automatici di alimenti e bevande. Un Vigile del fuoco fuori servizio si è accorto casualmente del fumo fuoriuscire dall’edificio. Sono subito intervenuti i colleghi del Comando provinciale che hanno domato le fiamme. I danni sarebbero ingenti. Indagini sono in corso per accertare la causa del rogo.

Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno. All’on. Carmelo Pullara, seppur con almeno un anno e mezzo di ritardo, gli si riconosce il merito di essersi accorto che l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento è ridotto veramente male.

Quasi due nani addietro questo giornale sbraitava in lungo ed in largo che l’ospedale agrigentino faceva acqua da tutte le parti. E dire che in commissione regionale Sanità avevamo ed abbiamo ancora tre illustri componenti, tra cui il presidente che è l’on. Margherita La Rocca Ruvolo, più impegnata ad effettuare passaggi politici con voli pindarici che a badare ai problemi sanitari che attanagliano l’ospedale agrigentino.

E poi ancora, l’on. Riccardo Gallo e lo stesso on. Carmelo Pullara che oggi grida allo scandalo.

Quando noi evidenziavamo i gravi disagi dell’ospedale di Agrigento Pullara si sentiva quasi attaccato e, successivamente, dopo i nostri articoli, si girava dall’altra parte.

Pensare e ricordare Loredana Guida viene giù da bestemmiare. Lo avranno dimenticato o rimosso. Eppure la splendida collega è morta di malaria proprio all’ospedale di Agrigento.

Facemmo un casino, si indispettirono tutti, da Razza ai deputati, dai componenti della commissione regionale Sanità al presidente Musumeci. C’era un altro direttore generale all’Asp che promise mari e monti (Razza compreso) affinchè  ad Agrigento non si morisse più di malaria. Il reparto di malattie infettive doveva essere pronto nel giro di pochi mesi.

Sono passati due anni…

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato un cittadino tunisino perché è rientrato nel territorio nazionale nonostante fosse gravato da decreto di respingimento emesso dal Questore della provincia di Taranto il 14 giugno del 2020, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen. Il migrante, infatti, è stato rimpatriato il successivo 3 settembre del 2020 attraverso la frontiera aerea di Palermo.

Firmare il Referendum sull’eutanasia siamo convinti sia la cosa giusta da fare, non possiamo pensare che la “malattia” non toccherà mai le nostre vite o almeno una di quelle che conosciamo, sarebbe assurdo crederlo e sarebbe ingiusto, e molto triste, pensare di doversi occupare soltanto delle cose che ci toccano personalmente. Morire, così come vivere, fa parte della nostra esistenza, che ci piaccia o no.
Grazie, grazie, grazie a tutti i giovani e meno giovani, coinvolti attivamente in questa battaglia, siete un tesoro irrinunciabile. Vedervi nelle piazze a lottare per le idee in cui credete è una gioia immensa e per questo non smetteremo mai di ringraziarvi. Agrigento ha bisogno di voi, non solo sull’eutanasia, ma anche sull’istituzione di un garante per trasparenza nei pubblici concorsi, cura dell’ambiente, rifiuti, legalizzazione della Cannabis e tanto altro!
Dove c’è sofferenza, assenza di speranza, impossibilità di guarigione e dolore straziante, non c’è vita. Questo paese deve essere pronto a regolamentare questo tema, noi firmeremo convintamente il referendum sull’Eutanasia Legale, riversandoci nelle piazze e coinvolgendo più gente possibile, per far sì che quelle 330mila firme già raccolte possano diventare, nel più breve tempo possibile, motivo di confronto e dibattito politico!

A Ravanusa i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari un cittadino originario della Romania, di 23 anni, bracciante agricolo, perché, nei pressi di via Dante, si è avvicinato ad un pensionato di 72 anni, residente in Germania e in vacanza nel suo paese, seduto innanzi all’ingresso della sua abitazione, e gli ha strappato con forza dal collo due catenine in oro. Poi è fuggito. E’ stato il pensionato a telefonare al 112. E i carabinieri hanno subito rintracciato il malvivente. All’autorità giudiziaria il romeno risponderà di scippo e furto con strappo.

L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento (Omceo), sulla scorta dell’invito alla vaccinazione lanciato dalla Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), lancia ancora una volta un accorato appello agli agrigentini, sollecitandoli a osservare le norme anti-contagio e a sottoporsi alla vaccinazione, in un periodo davvero preoccupante in cui aumentano la pressione sul sistema ospedaliero e il numero dei deceduti.

“È un appello forte – afferma Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento – che parte dai dati del sistema ospedaliero nella nostra provincia: il Covid Hospital di Ribera registra il “tutto esaurito” e l’Asp ha riaperto la Medicina Covid al San Giovanni di Dio dove i pazienti aumentano di giorno in giorno. I ricoverati, anche quelli in Terapia intensiva, non sono vaccinati. La situazione è davvero preoccupante. Recentemente ho invitato i miei concittadini a usare la mascherina all’aperto nonostante l’istituzione della zona bianca perché ormai l’assembramento è quasi la regola. Il rischio, concreto, è di tornare in zona gialla già nei prossimi giorni. Rinnovo l’invito alla vaccinazione ricordando che l’Asp ha istituito vari punti di vaccinazione in diversi comuni ed è ancora possibile accedere ai centri vaccinali senza alcuna prenotazione. Mi rivolgo soprattutto agli over 50, perché in Sicilia siamo gli ultimi in percentuale di vaccinati, e ai soggetti di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Vaccinarsi è importante perché la variante Delta colpisce principalmente i giovani tra i 12 e i 30 anni e ha una trasmissibilità maggiore rispetto alle altre varianti. Vi auguro buon ferragosto rinnovandovi, ancora una volta, l’invito alla prudenza”.

Una città sempre più smart e ecosostenibile. È quello che si è prefissa l’amministrazione Micciché sin dal suo insediamento con l’approvazione di piani che possano rendere la città sempre più rispondente ai requisiti tracciati dal Patto dei sindaci per il clima e l’energia sottoscritto dal comune di Agrigento nel novembre 2018. Ed un nuovo tassello al raggiungimento di questo obiettivo è stato posto con la nomina del mobility manager nella persona dell’architetto Ivano Agostara, dipendente comunale, settore Energia.

Il decreto del Ministero dell’Ambiente “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” del 27 marzo 1998, dispone che gli Enti con oltre 300 dipendenti per unità locale, o con oltre 800 dipendenti complessivi distribuiti su più unità locali, adottino un Piano degli spostamenti casa lavoro (PSCL) e nominino un addetto alla mobilità aziendale con il compito di razionalizzare e ottimizzare gli spostamenti sistematici del personale, soprattutto promuovendo il trasporto collettivo e introducendo forme innovative di trasporto meno inquinanti, con la finalità di ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato.

Il mobility manager Agostara avrà il compito di redigere il Piano Spostamenti Casa Lavoro dei dipendenti del Comune- PSCL cui primo step è rappresentato dalla individuazione ed approvazione delle linee guida per la redazione del PSCL e attraverso l’analisi delle risposte al questionario che è stato somministrato ai dipendenti comunali, delineare le esigenze effettive e le possibili azioni ai fini dell’efficientamento degli spostamenti casa lavoro.

L’obiettivo afferma l’Assessore Gerlando Principato è quello di disincentivare l’utilizzo dell’auto privata e di promuovere attraverso azioni mirate modalità di spostamento alternative e meno impattanti in termini di traffico e inquinamento. Ma sopratutto andare alla ricerca delle soluzioni più adeguate ad incidere sul benessere dei dipendenti, sulla loro fidelizzazione e quindi sulla loro produttività.

C’è stato un nuovo sbarco fantasma nell’agrigentino: un numero imprecisato di migranti è arrivato in spiaggia e si è disperso nelle campagne di Borgo Bonsignore.
La barca, invece di essere rimorchiata in un porto sicuro è rimasta in spiaggia, con tutto il suo carico inquinante, rappresentato da quintali di reti, decine di litri di gasolio e tanto olio motore.
La Guardia di Finanza e la Procura di Sciacca l’hanno posta sotto sequestro, ma se non viene subito spostata da lì farà la stessa fine di decine di altre carrette del mare ed inquinerà in maniera irreversibile questo angolo di paradiso.
Mareamico e Marevivo hanno acquisito la disponibilità da parte di Castalia di trainare la barca nel più vicino porto, per essere messa in sicurezza. Ma per fare ciò è necessario che la Procura di Sciacca la dissequestri e dia le necessarie autorizzazioni.
Purtroppo in giro c’è poco rispetto dell’ambiente e spesso manca il buon senso!