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Non si rassegnava alla fine della storia d’amore con una connazionale ed avrebbe compiuto tutta una serie di reati per i quali alla fine è finito in manette. Lui è Inout Daniel Alecu, romeno, 19 nni, residente a Canicattì, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Caltanissetta perchè accusato di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, rapina ed estorsione. Secondo quanto ricostruito dai Militari dell’Arma, Aleu, avrebbe incontrato lo scorso 10 luglio, l’ex ragazza fuori da una gelateria e l’avrebbe picchiata. Quattro giorni dopo si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione di quest’ultima e l’avrebbe vioelntata sessualmente nonchè avrebbe rubato dei soldi e i documenti per i quali avrebbe chiesto alla donna anche il pagamento di denaro. I documenti sono stati recuperati dai carabinieri a seguito di una perquisizione domiciliare a casa del romeno.


Il sinistro si è verificato tra il Villaggio Mosè e contrada Drasy, all’altezza di contrada Burrainiti.
Il bilancio è di un morto. Un giovane di 25 anni, Leonardo Salvatore D’Alessandro, di Palma di Montechiaro che era bordo di una motocicletta Kawasaki 600.
Il terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D'AlessandroIl terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D’Alessandro
Il ragazzo è caduto rovinosamente poco prima di arrivare al bivio per Naro. Sul posto la Polizia stradale e una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Agrigento. Al momento dalle prime indiscrezioni pare che si possa trattare di un incidente autonomo. Nella dinamica dell’incidente il giovane, dopo aver travolto recinzione e paletti, è finito in un appezzamento di terreno ed è deceduto sul colpo.
Sul posto sono giunti i soccorsi ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.Il terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D'Alessandro, ciò che resta della motoIl terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D’Alessandro, ciò che resta della moto
Le indagini sono difficili: sembra possa essere rimasta coinvolta un’autovettura nel tragico incidente ed una persona è stata interrogata dai poliziotti.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta affidato al sostituto procuratore Andrea Maggioni.

Ad Agrigento il “Comitato Cittadino di Agrigento”, presentandosi come tale attraverso una mail, che non è firmata, ha diffuso alla stampa un intervento per ribadire “lo stato di preoccupazione in cui versano – sostiene lo stesso Comitato – i residenti della Via Giovanni 23esimo a causa della prossima attivazione lungo la stessa strada di un centro d’accoglienza per minori non accompagnati”. Il Comitato afferma: “Tutti i politici e gli organi di governo deputati, regolarmente interpellati, hanno sempre negato di essere informati sulla destinazione della struttura ed al contempo hanno professato la loro contrarietà all’apertura di nuovi centri in città. E’ un atteggiamento ritenuto ormai poco credibile e che a breve potrebbe essere, purtroppo, smentito dai fatti. È da mesi che i residenti vivono nell’angoscia che la speculazione sui poveri migranti possa inficiare la loro serenità. Quando il centro aprirà, a prescindere dalle dichiarazioni formali rese, saranno responsabili tutti i politici. A partire dal Sindaco, passando per tutti gli onorevoli nonchè per coloro i quali, ricoprendo incarichi regionali, avrebbero potuto sostenere la problematica fattivamente ma che, invece, decidono di occuparsi di temi palesemente inconsistenti da semplice passaggio televisivo”.
Proteste per la decisione della Regione Siciliana di autorizzare, ad Agrigento, due nuovi centri di accoglienza per minori non accompagnati complessivi 500 posti. Le strutture che hanno il placet della Regione sorgeranno in via Picone e in via Cavaleri Magazzeni. Sulla questione si alza, soprattutto via Facebook, la voce dei contrari al provvedimento, di cittadini stufi di queste aperture, ed è da registrare la netta presa di posizione del sindaco della Città dei Templi, Calogero Firetto: “Nessun nuovo centro di accoglienza, dice il primo cittadino, Agrigento ha già superato il rapporto previsto nell’accordo tra Anci e Governo sull’accoglienza. Siamo abbondantemente sopra i parametri fissati da quell’accordo. Abbiamo fatto molto di più”.

A fronte dei disagi provocati dalla chiusura del viadotto Petrusa, al confine tra Agrigento e Favara, il segretario provinciale della Cgil, Massimo Raso, e il dirigente Trasporti del sindacato, Raffaele Campione, hanno incontrato l’ingegnere Mele dell’Anas e hanno rilanciato la proposta del Movimento Democratici e Progressisti di Favara per collocare una rotatoria che consenta ai mezzi provenienti da Favara di attraversare la statale 640 in direzione Agrigento.

Il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, plaude alla proposta, da parte della quarta Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, di un emendamento di modifica alla legge regionale numero 16 del 2016. Alfonso Cimino spiega: “Si tratta della norma sulla documentazione relativa alle spettanze dovute ai professionisti per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi, e quindi restituisce chiarezza ad una delle irrisolte questioni legate all’attività libero-professionale, ovvero, la certezza dei pagamenti. Il nostro Ordine auspica che, l’approvazione dell’emendamento sia sostenuta, autorevolmente, da tutta la deputazione agrigentina”.

L’attore Marcello Perracchio, 79 anni, conosciuto come il ‘dottor Pasquano’, brontolone medico legale della serie tv sul commissario Montalbano, ispirata dai racconti di Andrea Camilleri, e’ morto a Ragusa.
Perracchio era nato a Modica il 16 gennaio del 1938. Protagonista in gioventu’, in teatro, con la Piccola Accademia, venne segnalato a Turi Ferro e inizio’ da quel momento la sua carriera. Perracchio e’ stato un punto fermo per il teatro stabile di Catania, ha lavorato a Gibellina per le Orestiadi.
Con alle spalle numerose partecipazioni anche sul grande e piccolo schermo, e’ con “Il commissario ‘Montalbano’ che e’ stato conosciuto a livello internazionale: un singolare, ma acutissimo medico legale, il ‘dottor Pasquano’, con il quale il commissario Montalbano aveva un rapporto di amore e odio.

Sono andati a notificare il decreto penale a quattro anni dai fatti e hanno scoperto che il condannato, nell’attesa che la giustizia – tradizionalmente lenta ma inesorabile – facesse il suo corso, era diventata una condannata. L’uomo che il 28 agosto 2013 aveva rubato l’energia elettrica, tanto da meritare il decreto, ha cioe’ cambiato sesso. Cosa che ha costretto il giudice che aveva emesso il provvedimento, il Gip di Palermo Nicola Aiello, a una rettifica, dopo l’acquisizione del certificato dell’anagrafe del Comune di Bagheria (Palermo), che ha confermato che Angelo non esiste piu’ e ora al suo posto c’e’ Barbara. Giustizia piu’ lenta che inesorabile, dunque, che non tiene conto di come, fra quando viene commesso un reato e quando si cerca di punirlo, le persone possano cambiare. Angelo e’ cambiato proprio radicalmente, del tutto, e’ venuta fuori Barbara, la donna che era stata sempre imprigionata nel corpo di un uomo, e di fronte a questo fatto assolutamente imprevedibile la burocrazia giudiziaria e’ rimasta interdetta, senza parole. Anche perche’ il cambiamento di sesso aveva avuto dei passaggi obbligati davanti alla giustizia civile, e che la giustizia penale ignorava. Il decreto penale e’ una condanna a una pena pecuniaria, che viene emessa senza un processo e senza ascoltare l’imputato. Una volta fatta la notifica, il condannato puo’ opporsi, il decreto viene revocato e inizia il giudizio vero e proprio. Angelo-Barbara non ha ancora deciso cosa fare, ma probabilmente si opporra’. I diecimila euro imposti dal giudice sono infatti pesanti da pagare, al giorno d’oggi, tanto per un uomo che per una donna.


Sono stati definiti oggi pomeriggio gli undici raggruppamenti della fase eliminatorie della Coppa Italia di Serie C, stagione 2017/2018.
L’Akragas è stata inserita nel raggruppamento “L” con altre due formazioni siciliane: Catania e Sicula Leonzio. Il primo match in calendario è Catania – Sicula Leonzio, domenica 6 agosto. L’Akragas scenderà in campo il 13 agosto con la perdente del primo incontro.
Allenamento Akragas, campo di FontanelleAllenamento Akragas, campo di FontanelleLa squadra, intanto, continua a lavorare sodo sul sintetico di Fontanelle. Anche oggi pomeriggio i giocatori sono stati impegnati in un intenso allenamento fisico e tecnico. Domani, sabato 29 luglio, i biancoazzurri di mister Di Napoli saranno di scena a San Cataldo per affrontare in amichevole, allo stadio “Valentino Mazzola”, la Sancataldese che milita nel campionato di Serie D. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 17.

Il Sig. M.G. di ventisette anni di Agrigento è titolare di un chiosco balneare a carattere stagionale con somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in località Bovo Marina del territorio del comune di Montallegro. A seguito della presentazione di un esposto da parte dell’Associazione Mare Amico venivano effettuati dei sopralluoghi da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento ed i tecnici della Soprintendenza hanno contestato la mancata presentazione di un progetto afferente la struttura balneare, ritenendo altresì la ditta sprovvista dell’autorizzazione paesaggistica; pertanto veniva ordinata la rimessione in pristino dei luoghi entro novanta giorni. A questo punto la ditta proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, contro la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, per l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza di rimessione in pristino. Si è costituita in giudizio la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecutività del provvedimento impugnato. In particolare gli Avvocati Rubino e Airò hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere, atteso che l’Amministrazione aveva ignorato la presenza di una domanda di sub ingresso nella titolarità della concessione demaniale marittima rilasciata al dante causa del ricorrente, su cui si era formato il silenzio assenso; e che per effetto delle circolari emanate dall’Assessorato Regionale dei beni Culturali l’autorizzazione paesaggistica rilasciata al dante causa avrà una validità pari alla concessione demaniale, prorogata in forza di decreti assessoriali fino al 2020. Gli Avvocati Rubino e Airò hanno altresì sottolineato la presenza di un danno grave ed irreparabile incombente sul ricorrente, atteso che la stagione balneare è in corso ed un provvedimento tardivamente reso risulterebbe inutile laddove intervenisse dopo la fine della stagione balneare. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, condividendo le tesi degli Avvocati Rubino e Airò, ha accolto la richesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza di rimessione in pristino; pertanto, per effetto del provvedimento cautelare reso dal CGA il chiosco sito a Bovo Marina potrà restare aperto fino alla fine della stagione balneare, così come gli altri chioschi destinatari in precedenza di analoghi provvedimenti repressivi.

A Favara, nei locali del Caffè Sport, in via Sant’Angelo, si svolgerà a, 30 luglio, alle ore 21, la terza e ultima pre-selezione, prima della finale del 5 agosto, del concorso di bellezza Miss Reginetta d’Italia, organizzato dal Centro nazionale spettacolo coordinato in provincia di Agrigento da Antonella Speziale. A Porto Empedocle, al lungomare, nello stabilimento balneare “Baia del Kaos”, si è svolta la seconda pre-selezione. La giuria è stata presieduta dall’impiegata Giovanna Tuttolomondo e composta dal farmacista Tito Baldacchino, il consulente aziendale Mauro Lazzaro, l’attore Nino Grisafi, il fotografo Giuseppe Lo Pilato, la sarta Mary D’Agostino, e il foto-reporter Kalos Longo. L’evento è stato condotto dal noto presentatore Bepi Amorelli. Ha vinto la tappa empedoclina Oriana Fabrizio di anni 19, che intasca anche un soggiorno con la famiglia nella residenza Makauda e un gioiello Marlù. Premiate anche Manuela Baldo di anni 15, Marika Abate di anni 18, e Serena Maria Pia Trupia di anni 14.