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Allarme diossina ad Alcamo, nel trapanese, per un incendio divampato nel pomeriggio in un deposito per la raccolta differenziata dei rifiuti, che ha sprigionato una densa nube nera che ha ricoperto la città. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco provenienti da Palermo e da Trapani, oltre a mezzi del Comune e della Protezione Civile. L’incendio, di cui al momento non si conosce la causa, si è sviluppato nel centro di stoccaggio dell’imprenditore Vincenzo D’Angelo, in contrada Stasi.
Il rogo ha provocato un’altissima colonna di fumo nero, visibile a diversi chilometri di distanza, in particolare dagli automobilisti in transito sull’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo.



Agenti del Commissariato Borgo-Ognina hanno arrestato Antonio Davide Tramontana e Giuseppe Dario Tramontana, fratelli gemelli di 35 anni. I due uomini, titolari di un minimarket ubicato nel quartiere di San Cristoforo, sono indagati per i reati di furto, favoreggiamento personale, resistenza e minaccia nei confronti di incaricati di pubblico servizio.

La vicenda trae origine da un controllo, effettuato in passato da operatori Enel presso il negozio dei gemelli, per verificare un sospetto furto di energia elettrica che con ogni probabilità – atteso il bassissimo consumo di elettricità registrato – si stava verificando all’interno dell’esercizio commerciale. Giunti presso il negozio, i tecnici Enel verificarono la presenza di un magnete posto sul contatore ma, mentre stavano svolgendo l’accertamento, il padre dei due arrestati, spalleggiato da altre persone, li rinchiusero in uno stanzino del locale, di fatto sequestrandoli, ingiungendo loro di andarsene e minacciandoli allo scopo di farli desistere dal procedere con la verifica.
Gli operatori, intimoriti, lasciarono il luogo dell’accertamento per recarsi presso il Commissariato Borgo-Ognina dove sporsero denuncia per sequestro di persona, minaccia e resistenza a incaricato di pubblico servizio.
Nel frattempo, l’esercizio commerciale continuava a far registrare consumi di energia elettrica eccessivamente bassi, soprattutto a fronte delle attrezzature elettriche ivi installate, facendo presagire che l’illecito prelievo fosse ancora in atto.
Ieri, di concerto con gli uomini del Commissariato, gli operatori Enel si sono nuovamente recati presso il minimarket, al fine di effettuare le dovute verifiche – e, quindi, acquisire il magnete posto sopra il contatore – e rivolgere ai titolari dell’attività le dovute contestazioni.
Stavolta era presente Davide Tramontana che, spalleggiato dall’altro fratello e da un secondo dipendente, ha afferrato il personale Enel e con violenza e minacce lo ha allontanato dal contatore, impedendo la verifica. Nel frattempo, una quarta persona ha afferrato il magnete per poi dileguarsi. Anche il padre dei Tramontana, giunto frattanto nel locale, ha minacciato i tecnici Enel ai quali si è pure “presentato” come “uomo d’onore”, intimando loro di allontanarsi e di non procedere ai controlli.
Ma i poliziotti, visti i precedenti accadimenti e il pericolo per l’incolumità degli operatori Enel, avevano predisposto un servizio di appostamento a pochi metri dall’esercizio commerciale, allo scopo di intervenire tempestivamente qualora necessario: e così è stato. Gli agenti hanno fatto immediatamente irruzione, mettendo anzitutto in sicurezza il personale Enel, “cristallizzando” le prove dei reati commessi e, dopo aver ricostruito fatti e responsabilità a carico dei due fratelli, li hanno arrestati.
In Questura, dove sono stati condotti, i Tramontana si sono rifiutati di indicare il nome del complice che aveva rimosso la calamita dal contatore per poi fuggire e di consegnare le immagini del sistema di video sorveglianza posto all’interno del locale: per tale motivo è scattato anche il sequestro penale dell’impianto di telecamere installato all’interno del negozio. Per i due arrestati, il Pm di turno ha stabilito gli arresti domiciliari.
Il padre dei Tramontana è stato anch’egli denunciato, ma in stato di libertà, sia per le minacce agli operatori dell’Enel, sia – sol perché non v’era più lo stato di flagranza – per il reato di sequestro di persona commesso nei loro confronti.
Sono in corso indagini per l’identificazione del quarto complice, già segnalato all’Autorità giudiziaria.
Infine, una puntualizzazione: con l’avvento dei contatori elettronici, i consumi – e, quindi, anche quelli “sospetti” per eccessiva esiguità – vengono registrati centralmente dai sistemi informatici Enel. È stato, così, possibile accertare che l’illecito prelievo di energia elettrica perdurava da più di un anno.

Una ventenne di Siracusa si prostituiva dopo aver perso il lavoro: ai carabinieri di Siracusa, che l’hanno scoperta durante un’operazione di controllo, ha detto che non aveva alternative per mantenersi.
La ventenne è la più giovane delle 6 italiane intercettate dai militari nelle strade della città. Sono complessivamente 32 le donne controllate, tra le quali 13 romene, 6 sudamericane, 2 albanesi, 2 slave, 2 nigeriane e una ungherese, tutte di età compresa tra i 20 ed i 53 anni.
Sono in corso accertamenti per verificare la possibilità di provvedimenti di prevenzione quali il foglio di via. Le zone più frequentate dalle prostitute sono quelle in uscita da Siracusa verso il Sud della provincia (viale Ermocrate, via Columba, via Elorina), e via Milano, via Isonzo, viale Zecchino, oltre alle statali 194 Lentini-Ragusa e 385 Catania-Gela.

L’assessore alla Polizia Municipale, comunica che lunedì 31 luglio 2017 si svolgerà l’evento internazionale The Camp , pertanto dalle ore 15:00 fino a cessato bisogno sarà imposto il divieto di transito nel tratto di strada compreso tra il Quadrivio di Porta Aurea e l’ intersezione con la via Petrarca all’altezza del bar Promenade. Inoltre sarà inibito il divieto di transito dalle ore 18:30 fino a cessata esigenza nel tratto di strada compreso tra l’incrocio di Bonamorone e l’ intersezione con la via Petrarca.
In entrambi i tratti di strada sarà imposto il divieto di sosta con rimozione a tutti i veicoli dalle ore 10:00 fino a cessato bisogno.
La SP 4 – Panoramica dei Templi verrà chiusa al transito dalle ore 18:30 fino alle ore 21:00.


Sarà perché editato nel 2017, il libro di Fabio Giallombardo, “Cosa vostra”, non è che giri molto per la Sicilia e soprattutto a Catania.
L’autore ospite del Caffè letterario della questura di Agrigento, da noi interpellato, risponde che a Catania è prevista la presentazione nei prossimi mesi. Lo speriamo perché Catania è il luogo simbolo per una discussione di questa raccolta antologica che ha trovato più spazio al Nord e precisamente dalle parti di Ascoli e San Benedetto del Tronto dove Giallombardo insegna. E stupisce anche la smentita di Giallombardo che il suo libro sia diventato uno spettacolo teatrale. Lo desumiamo da internet: “Spettacolo teatrale “Cosa vostra!: nascita e sviluppo del parastato criminale in Italia, dal brigantaggio alle mafie” Ascoli Piceno – L’Associazione Culturale Egeria in collaborazione con il prof. Fabio Giallombardo, con la band ascolana Abetito Galeotta e con l’attore Pino Presciutti”. Comunque sia il libro di Giallombardo è stato fatto notare come “un percorso storico e antologico attraverso le opere di Pippo Fava, ripercorrendo la lunga storia dei rapporti fra istituzioni italiane e mafia siciliana. L’antologia pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi”.
Il questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiIl questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiSaremmo curiosi nell’apprendere “come e chi” ne discuterà a Catania, terra di Pippo Fava a cui il libro si ispira, dei famosi cavalieri di cui apprendemmo formalmente nell’ultima intervista del generale Dalla Chiesa a Giorgio Bocca e di editori passati al setaccio della magistratura o rinviati a processo nei prossimi mesi e per i quali l’Ordine dei giornalisti avrebbe deciso di fare una revisione degli ultimi cinquant’anni di giornalismo siciliano. Di quello agrigentino sappiamo che se ne è occupata la Commissione Antimafia.
Un’antologia, dicevamo e ci resta molto poco da aggiungere a quanto è stato rilevato dell’opera di Giallombardo: “Un percorso che tocca le principali tappe della storia italiana: dalla demistificazione della retorica patriottica dell’impresa dei Mille di Garibaldi alla violenta soppressione dei Fasci siciliani, dal banditismo di Salvatore Giuliano all’assassinio di De Mauro, i grandi temi legati al rapporto tra mafia e istituzioni vengono letti a partire dalla poliedrica opera di Pippo Fava: romanzi e drammi, articoli di giornale e opere di saggistica; accanto, le voci di intellettuali e scrittori, magistrati e giornalisti che hanno analizzato a fondo il fenomeno. L’antologia è pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori ed è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi, oltre che di un apparato di note ai brani”.
Alla presentazione del libro era presente Alessandra Andreozzi – Vice Presidente della fondazione “Giuseppe Fava”. Simbolo di una presenza attenta e interessata, il questore Maurizio Auriemma e il comandante la Capitaneria di Porto Empedocle, Filippo Maria Parisi
Forse ci resterebbe da notare come il Caffè letterario “Sulla strada della legalità” promosso dalla questura di Agrigento, meriterebbe un dibattito più serrato, un “controcampo” che ancora manca, visto il luogo istituzionale, per una presa d’atto dei molti nomi e vicende (che si fanno) che ancora “galleggiano” in una Sicilia “che non c’è più”.
Ma davvero non c’è più la Sicilia di una volta?
Questa bella compagnia di “gallinacci”, ancora “vigenti” nella nostra democrazia, tra l’altro, avrà l’onore di essere spiegata prossimamente in uno degli appuntamenti del “caffè”.
Una occasione da non perdere. Forse un punto fermo da cui ripartire

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, si rivolgono al sindaco, Calogero Firetto, sollecitandolo – affermano – ad una “decisa assunzione di responsabilità, per eliminare gli attuali disagi e rafforzare l’efficienza dei servizi erogati: più acqua, meno rifiuti, più illuminazione, con una politica fiscale meno severa e più rispettosa delle famiglie con bassi redditi”. Iacolino e Falzone aggiungono: “In piena estate, Agrigento si scopre con meno servizi e maggiori costi per tributi a carico dei cittadini. Meno acqua, talvolta non potabile in alcune parti della città, più rifiuti in mezzo alle strade, spesso dissestate, ed ancora aree della città senza adeguata illuminazione. È questo il quadro desolante di una città che non riesce a decollare malgrado le sue straordinarie risorse naturali e culturali”.

Venerdì scorso, tradito dalla voglia di trasgressione, un giovane di 25 anni è stato protagonista di un episodio particolare. Si è presentato a casa di una donna, pensando fosse una prostituta che aveva contattato precedentemente. Ha citofonato ad un numero civico di Via Matteotti, ad Agrigento, sbando evidentemente indirizzo, e si è trovato una signora di bell’aspetto che pensava fosse la squillo di cui sopra. E’ entrato in casa e, pare, ha iniziato a fare delle avance alla donna che ha reagito chiamando il marito. E’ scoppiato il finimondo con il venticinquenne che se l’è vista brutta. Il marito della donna l’ha bloccato e chiamato la polizia che, giunta sul posto, ha riportato la calma, sentito i fatti e invitato l’incolpevole famiglia ha sporgere eventualmente una querela di parte, a tutt’oggi non formalizzata.

Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, l’ex Provincia, conferma, almeno per il momento, il non rientro nella compagine societaria del Consorzio universitario di Agrigento. Il commissario dell’Ente, Giuseppe Marino, afferma: “So che ci sono delle pretese, giuste o sbagliate da parte di altri soggetti, quindi valuteremo in futuro cosa sarà giusto fare tutelando quelle che sono le prerogative e gli interessi del Libero consorzio comunale”. La fuoriuscita dell’ex Provincia di Agrigento, già socio di maggioranza del Consorzio universitario, è stata disposta dal precedente commissario, Roberto Barberi, in ragione della mancanza delle risorse finanziarie necessarie.