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Nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta ieri alle  11.00 presso la Procura della Repubblica di Catania in presenza del Procuratore Dott. Carmelo Zuccaro, sono emersi tutti i particolari della grande truffa messa in atto dai dipendenti e funzionari della scuola etnea che avevano trasformato l’Istituto musicale“Vincenzo Bellini” in un bancomat illimitato per l’acquisto di gioielli, vacanze e capid’abbigliamento di altissima moda. Una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al benessere, al lusso e ai bisogni personali.
Le indagini sono partite in seguito alla denuncia di alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione e dall’attuale Direttore Amministrativo del Bellini, che di fronte all’enorme buco economico di 14 milioni di euro si sono insospettiti perchè i “ conti non tornavano”.
I finanzieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Catania hanno ricostruito il duplice sistema utilizzato dei dipendenti per appropriarsi del denaro dell’Ente pubblico.
La prima modalità di “appropriazione indebita” delle risorse pubbliche dell’Istituto è stata eseguita dall’opera congiunta di più dipendenti che sono riusciti a sottrarre in 9 anni più di 10 milioni di euro. Il piano criminale consisteva nella falsificazione di firme e di mandati di pagamento compilati con causali differenti, a seconda che lo stesso documento fosse destinato alla Banca o agli atti dell’Ente. I documenti falsificati, inoltre, riguardavano le spese obbligatorie dell’Ente per i quali era facile eludere i controlli interni, quali gli oneri del personale previdenziali e assistenziali.
In questo modo, utilizzando la causale generica dei “contributi” i dipendenti sono riusciti da un lato a nascondere l’enorme buco economico dell’Ente agli amministratori e dall’altro ad ingannare gli istituti di credito che svolgevano il servizio di cassa poiché registravanogli stessi importi o a favore dell’ex responsabile dell’ufficio ragioneria del Bellini e dei dipendenti suoi complici o a favore di imprese partecipi all’illecito.
La seconda modalità criminale, che ha fruttato ai dipendenti un profitto di 4 milioni di euro, è stato realizzata attraverso la complicità di circa 20 imprese commerciali compiacenti che ruotavano intorno le stesse persone che eludevano il fisco. Queste imprese risultavano destinatarie di pagamenti a fronte di prestazioni mai effettuate a favore del Bellini. Anche in questo caso, con una contabilità artefatta unita a falsi mandati di pagamento, gli indagati riuscivano a nascondere l’appropriazione del denaro pubblico. Il ruolo delle imprese commerciali è stato determinate nel realizzare il piano criminale. Le stesse, con l’apertura di conti correnti e carte prepagate, facevano confluire l’enorme denaro sottratto e successivamente, attraverso operazioni di home banking, emissione di assegni e prelevamenti in contanti, disponevano dei fondi illecitamente acquisiti per la restituzione e il riutilizzo a favore degli stessi dipendenti.
Una macchina criminale che ha visto aprirsi le porte del carcere per la responsabile dell’ufficio di Ragioneria dell’Istituto Bellini fino al maggio 2016, Giuseppa Agata Carruba indagata per peculato, e il coniuge FabioAntonio Marco, indagato per peculato, ricettazione, riciclaggio, e per essere l’autore e l’organizzatore dell’ associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; la responsabile della segreteria didattica dell’Istituto fino al maggio 2016, Vita Marina Motta chiamata a rispondere di peculato; la responsabile dell’ufficio del Personale del Bellini fino al maggio 2016, Lea Marino indagata per peculato; il consulente del lavoro e amministratore di fatto di diverse società che hanno fittiziamente  intrattenuto rapporti commerciali con l’ente pubblicoSergio Strano indagato per plurime ipotesi di riciclaggio e ritenuto anch’esso il promotore e l’organizzatore dell’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; il legale rappresentate di più società Giancarlo Maria Benvenuto Berretta quale concorrente nei reati di riciclaggio e partecipe della già citata associazione criminale.
Gli arresti domiciliari, invece, sono stati disposti per: Paolo Di Costa e Roberto Vito Claudio Russo, già dipendenti dell’Istituto Musicale “V.Bellini”, indagati per peculato; Vito Enrico Barbuto, Roberta Marco, Valentina Piera Mazzarino, Davide Palmisciano, Francesca Sanfilippoquali imprenditori concorrenti nei reati di riciclaggio e partecipi di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; Massimo Vecchio, Francesco Antonio Nicoloso, Salvatore Rizzo, Marco Garufi quali intestatari di carte prepagate, indagati per reati di riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio; Francesco Marco, Alfio Platania, Luigi Platania, Antonino Munagò, Raffaele Carucci, imprenditori indagati per riciclaggio; Massimo Lo Rosso imprenditore indagato per peculato in concorso.
Oltre alle misure restrittive personali, il GIP ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, nei confronti degli indagati del complessivo profitto criminale pari a oltre 14 milioni di euro. I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania stanno eseguendo accertamenti patrimoniali ed economico-finanziari volti a rintracciare ogni bene che sia nella disponibilità, anche indiretta, dell’associazione criminale.

Il 26 ottobre del 2000, a Torretta, in provincia di Palermo, Giampiero Tocco è in automobile insieme alla figlia Angela, di 6 anni. E’ bloccato ad un falso posto di controllo, da un gruppo di uomini travestiti da poliziotti che sollevano la paletta rossa e sequestrano Tocco. “Deve venire con noi”. “Non fate del male alla bambina, vi seguo”. La bambina telefona alla madre: “Mamma, i poliziotti l’ hanno portato via, l’ hanno arrestato”, Nel frattempo i Carabinieri registrano quanto accade perché hanno nascosto delle microspie nell’automobile di Giampiero Tocco, sospettato di essere coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Di Maggio, figlio del boss Procopio Di Maggio, già reggente della famiglia di Cinisi e storico alleato di Riina. Quando la piccola è condotta in caserma, lei racconta disegnando: l’uomo con la paletta e la pettorina con la scritta Polizia, e il fuoristrada del padre bloccato. Ebbene, adesso, 17 anni dopo, lo stesso disegno, e le dichiarazioni del neo collaboratore della Giustizia, Antonino Pipitone, della famiglia mafiosa di Carini, che si aggiungono a quanto già raccontato dai pentiti Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio, hanno svelato il nome dei presunti responsabili dell’omicidio di Giampiero Tocco. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia, hanno arrestato Ferdinando “Freddy” Gallina, Giovan Battista Pipitone, Vincenzo Pipitone e Salvatore Gregoli. Per la morte di Tocco sono stati già condannati con sentenza definitiva Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Damiano Mazzola e gli stessi collaboratori Pulizzi e Briguglio. Gaspare Pulizzi e Freddy Gallina prima del delitto furono impegnati nei sopralluoghi lungo l’itinerario dove poi è stato sequestrato Giampiero Tocco. Al falso posto di blocco, con tanto di automobile con lampeggiante, vi sarebbero stati Antonino Pipitone e Salvatore Gregoli. Poi Giovan Battista e Vincenzo Pipitone, insieme a Salvatore e Sandro Lo Piccolo, interrogarono e strangolarono la vittima. Poi ancora Gaspare Pulizzi e Freddy Gallina caricarono il cadavere in un’automobile e lo trasportarono in contrada Dominici, tra Torretta e Terrasini, dove fu sciolto nell’acido in presenza di Angelo Conigliaro, morto nel frattempo, e dei tre Pipitone, Giovan Battista, Vincenzo e il pentito Antonino che ha confermato anche il movente del delitto: la morte del figlio del boss Procopio Di Maggio. Pipitone racconta l’interrogatorio di Salvatore Lo Piccolo a Giampiero Tocco. Lo Piccolo: “Chi ha organizzato il delitto?”. Tocco: “L’ordine è venuto da molto in alto”. Lo Piccolo: “Non hai capito, l’alto sono io”.
Fonte Teleacras
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Procedono a ritmo alterno, alcune volte più bruscamente e veloce, altre più adagio, i lavori in corso nel cantiere, ancora in fase di allestimento, dello schieramento di partenza verso il voto del 5 novembre per il rinnovo dell’Assemblea regionale, con 70 deputati e non più 90, e per l’elezione del presidente della Regione.
Al momento le candidature certe sembrerebbero quella di Rosario Crocetta, presidente uscente, quella di Nello Musumeci, leader del movimento “Diventerà Bellissima”, e poi il Movimento 5 Stelle con Giancarlo Cancelleri.
In casa Partito Democratico, che è il partito di Crocetta, ancora tanta confusione, alimentata dalle ultime novità emerse secondo cui a Roma i vertici del partito di Renzi sarebbero intenzionati a proporre la candidatura a presidente della Regione Sicilia all’attuale presidente del Senato, Piero Grasso. La candidatura di Grasso è ritenuta lo strumento più adatto per unire, e non dividere, il centrosinistra, evitando di conseguenza il ricorso alle Primarie per la scelta del candidato presidente.
Insiste invece sullo svolgimento delle Primarie il Sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone, che prospetta il 9 luglio come la migliore data per celebrarle. E Faraone afferma: “Quella di Grasso è solo una ipotesi giornalistica, e le primarie vanno convocate subito”. E sono d’accordo con Faraone anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, e l’ex ministro Salvatore Cardinale, di Sicilia Futura.
E nel merito dell’evolversi degli eventi politici verso il voto, ascoltiamo la vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, saldamente a fianco dell’attuale presidente Rosario Crocetta.
Fonte Teleacras Guarda L’intervista

I Carabinieri di Racalmuto stanno indagando su due episodi di furto in altrettante abitazioni avvenute nelle ultime ore nel “paese della ragione”. Il primo si è verficato in via Concordia dove ignoti, approfittando della momentanea assenza dei proprietari, hanno portato via diversi oggetti in oro e monili dal valore stimato in circa 2.000 euro. Il secondo episodio di furto, invece, è avvenuto alcuni giorni fa in pieno centro abitato dove a essere presa di mira dai ladri è stata la casa di due anziani residenti.

Tragedia sfiorata a Sciacca dove una utilitaria, una Fiat Panda, è è rimasta in bilico su un muro in cemento armato durante una manovra errata da parte della persona che era alla guida. L’auto ha sfondato una recinzione in via Savignano e stava per precipitare nella sottostante via Verona. Sul posto i vigili del fuoco che hanno evitato che l’incidente si tramutasse in tragedia.

Cavallo si imbizzarrisce e ferisce un uomo. E’ accaduto nei giorni scorsi a Casteltermini nel corso della tradizionale Festa di Santa Croce. Durante la cavalcata di sabato sera uno dei cavalli che sfilavano in piazza Duomo ha disarcionato una ragazza che lo stava montando facendola ruzzolare rovinosamente per terra. Il cavallo sfuggito alla custodia della giovane ha iniziato a correre ed ha travolto un uomo prendendolo alle spalle. Panico tra la gente e intervento di un’ambulanza che ha portato il malcapitato in ospedale.

Un gruppo di attivisti ha imbrattato di vernice rossa “The Little Mermaid”, la statua di bronzo, simbolo della capitale danese, per protestare contro la caccia alle balene.
La sirenetta, realizzata nel 1913 e posizionata all’ingresso del porto di Copenaghen, è la protagonista di una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen.
Fonte Ansa

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Sono contestati reati di peculato continuato, ricettazione, riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio connessi alla illecita distrazione e depauperamento di risorse dell’Istituto pubblico.
All’alba di oggi i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea e in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, stanno eseguendo 23 arresti (6 in carcere e 17 domiciliari) e il sequestro preventivo di beni fino alla concorrenza di 14 milioni di euro nei confronti di funzionari e dipendenti dell’Istituto Superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini” nonche’ di altri soggetti coinvolti (persone fisiche e giuridiche) esterni all’ente pubblico.
Ai destinatari delle misure personali e reali sono contestati, a vario titolo, reati di peculato continuato, ricettazione, riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio connessi alla illecita distrazione e depauperamento di risorse finanziarie dell’Istituto pubblico catanese.
L’Istituto Bellini è uno dei cinque poli di “altissimo perfezionamento” musicale a livello europeo. E’ partecipato dal Comune e si avvia alla statalizzazione. In Italia è quello che ha il maggior numero di studenti: 800.


Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-Stazione” hanno registrato un’attivita’ di smercio degli stupefacenti particolarmente dinamica ed “interterritoriale”, segnata dai vorticosi spostamenti di numerosi coindagati lungo gli itinerari dello spaccio, impegnati in “consegne a domicilio” e richieste di nuove “forniture”.
Un filone parallelo delle indagini condotte dai militari dell’Arma Carabinieri appartenenti all’Aliquota Operativa della Compagnia di Monreale ha condotto all’arresto, in esecuzione della stessa Ordinanza, di altri due soggetti per i medesimi reati, in quanto sono stati individuati e stroncati i canali che dal cuore della citta’ di Palermo rifornivano la periferia di sostanze stupefacenti.

Ieri 29 maggio 2017 la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle ha interrotto un’attività illecita di pesca di ricci di mare effettuata da un pescatore subacqueo in località Zingarello nel comune di Agrigento.
L’operazione, condotta in collaborazione con la Polizia di Stato di Agrigento, è stata condotta grazie alla segnalazione effettuata da un privato cittadino che ha denunciato la presenza in acqua di un subacqueo intento in tale pesca di frodo, vietata secondo la normativa nazionale, in particolare nei mesi di Maggio e Giugno.
Prontamente sui luoghi venivano inviate sia una pattuglia da terra, coadiuvata dal personale della Polizia di Stato di Agrigento che una motovedetta che provvedevano ad elevare una sanzione amministrativa di € 4.000 ai sensi del D.lgs n°4 del 9 gennaio 2012 ed al sequestro di 50 esemplari circa di ricci di mare e delle attrezzatture.
A tal proposito la Capitaneria di Porto Empedocle informa che nei prossimi giorni saranno espletati ed intensificati ulteriori controlli su tutta la filiera della pesca atte al rispetto delle normative vigenti e dei divieti di pesca, trasporto e commercializzazione in atto per determinate tipologie di prodotto ittico.