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Un vigneto di proprietà di un uomo di Canicattì, è stato danneggiato da ignoti, che hanno agito nelle ore notturne. Il terreno in cui insiste il vigneto si trova tra le campagne di Delia e Caltanissetta e a fare la scoperta del danneggiamento è stato il prporietario dello stesso che ha denunciato la cosa ai Carabinineri. Qualcuno ha tagliato i tiranti di un ampio tendone provocandone la caduta sopra le piante, rendendo invendibile l’uva Italia colpita, e causando un danno stimabile intorno alle 20 mila euro. Indagini sono state avviate dai Carabinieri di Delia che hanno la competenza territoriale. Il canicattinese è stato sentito dai Militari dell’Arma che non escludono alcuna pista, nemmeno quella di un avvertimento.

C’è anche la possibilità del dolo nell’incendio che ha colpito questa notte il cuore di Punta Grande.
A bruciare, è stata un’ampia porzione di terreno, nel sito di Punta Grande, ai danni di due moto di grossa cilindrata di proprietà del consigliere comunale di Realmonte Antonio Sciarrone.
Oltre ai due veicoli, (di proprietà di Sciarrone e del figlio), il fuoco ha investito un’auto nelle vicinanze, e la casa del consigliere comunale.
Preso atto della gravità della situazione e dell’impressionante colonna di fumo che si alzava, si sono mobilitati i soccorsi che sono accorsi in forze. Sul posto sono intervenuti unitamente i vigili del fuoco e i carabinieri, l’abitazione è stata resa inagibile, a causa dei notevoli danni provocati dallo scoppio del pavimento. Si indaga sulle cause dell’accaduto, e non si esclude che si tratti di un gesto malavitoso di chiaro intendo intimidatorio legato all’attività politica dello stesso Sciarrone.

News ore 10.00 31.08.2017
Sentito telefonicamente il consigliere comunale Antonio Sciarrone si dichiara “assai sorpreso dell’accaduto”, poichè la sua condotta in ambito politico è stata sempre lineare e corretta.
Il consigliere risponde: “semmai venisse accertato che l’attentato è davvero legato alla mia attività politica, sappia chi è stato un vile e vano tentativo intimidatorio, e che non è riuscito nell’intento! Di contro continuero’ la mia battaglia politica a favore della trasparenza e della legalità, come ho sempre fatto!

Dramma a Santa Margherita Belice dove un uomo, P.P., di 58 anni è morto dopo essere stato colto da malore mentre era alla guida della sua auto nei pressi del paese agrigentino. L’uomo, nativo di Caltabellotta, stava guidando la sua Fiat Panda ed era di un’altra persona, quando, ad un tratto è stato colto da un infarto. Dopo aver invaso la corsia opposta, il cinquantottenne è tornato sulla sua carreggiata e ha arrestato la corsa accostando sul ciglio della strada, finendo per toccare un muretto adiacente. Il passeggero ha chiamato i soccorsi che sono arrivati sul posto, ma per lo sfortunato automobilista non c’è stato nulla da fare.


Commozione, dolore e rabbia per i funerali di Nuccia Vullo, di 35 anni, e della figlia, Ludovica Caracappa, di 6 anni, travolte e uccise domenica notte, mentre attraversavano la strada, in via Venezia, a Gela.
La funzione religiosa è stata celebrata nella chiesa cristiano evangelica ‘Terra promessa’, dove si è raccolta l’intera comunità.

Il sindaco per oggi ha proclamato il lutto cittadino. Sospese anche le manifestazioni dell’estate gelese.
La chiesa era affollata di persone, amici e parenti. Affranto ed in lacrime il marito della donna e padre della piccola. Davanti alle bare uno striscione con la foto di madre e figlia e la scritta “vi ricorderemo sempre così”. Ai piedi di quella bianca uno zaino rosa, quello nuovo che Ludovica aveva appena comprato in vista dell’inizio della scuola.
Intanto, sul fronte delle indagini, si trova agli arresti domiciliari un giovane di 23 anni, Salvatore Rinella, che dapprima è fuggito e poco dopo si è costituito ai carabinieri.

Una intensa nuvola di fumo si è sollevata sul comune di Burgio, in provincia di Agrigento, allorchè un grave incendio è divampato nella località Campello e nelle aree limitrofe. Si è reso necessario l’intervento di un canadair, a lavoro un’intera giornata insieme alla Guardia Forestale di Burgio e di Ribera. Complessivamente sono adesso in fumo circa 15 ettari di terreno non coltivato. In particolare, l’opera del canadair, che ha prelevato l’acqua dal lago Arancio a Sambuca di Sicilia, ha scongiurato che le fiamme divorassero anche il bosco prospiciente.

Al lettore può sembrare strano il titolo: Forza Italia e Scudo Crociato sono in antitesi. La divergenza non è marginale ma sostanziale: la democrazia, una conquista della società Moderna. Se la memoria non c’inganna, di Forza Italia, in questi più di vent’anni non abbiamo visto una campagna tesseramento e nemmeno si è svolto un congresso come Dio comanda. Forza Italia non si chiamò ‘Partito’ perché – allora si disse – quel termine dava l’idea di una formazione ottocentesca, nonostante quella forma di aggregazione politica avesse garantito la democrazia interna: i tesserati avevano il potere di mandare a casa i segretari politici. La nostra Costituzione è democratica, perché fu scritta dai Padri Costituenti che provenivano dai Partiti democratici. In contrapposizione ai totalitarismi di ogni sorta, i cattolici preferirono chiamare la nuova organizzazione politica Democrazia Cristiana, facendosi baluardi della democrazia, intesa come libera circolazione di idee e capace di trasformare una minoranza in maggioranza e viceversa nelle dinamiche di un Partito. I cattolici furono fieri di questo valore, che attingeva al genuino insegnamento sociale del Magistero della Chiesa. E governarono, nel bene e nel male, avendo come bandiera la democrazia, capaci di stare per quarant’anni in sella fino a quando non caddero gli accordi di Yalta.
La divergenza tra i partiti della cosiddetta Prima Repubblica, comunisti compresi, e il Berlusconismo sta proprio qui: l’assenza nel Berlusconismo di Forza Italia di democrazia interna in una formazione politica che nel nome e per conto della Costituzione si candida alla guida dell’Italia. Silvio Berlusconi guida Forza Italia da più di vent’anni, ma chi l’ha legittimato? Chi è il Segretario politico? Come viene eletto? Quando è stato eletto l’ultima volta? Quali e quanti congressi nazionali e regionali sono stati celebrati da poter indicare questa aggregazione politica ‘democratica’, tanto da poter guidare, in modo democratico, il Governo della Nazione o della Regione? Come sono stati svolti questi Congressi? I tesserati, i seguaci, i simpatizzanti in che modo hanno espresso il loro consenso per la guida di Forza Italia? Nulla di tutto questo è avvenuto in questi vent’anni, diseducando le nuove generazioni sulla partecipazione democratica alla vita della Nazione. Ministri, Sottosegretari, coordinatori e altro personale sono stati tutti ‘nominati’ secondo il gusto del Padrone. È la più grossolana delle contraddizioni che gli italiani hanno assistito: pretendere di governare una Nazione democratica nonostante nel proprio interno Forza Italia non avesse alcuna struttura democratica!!!!!!!
Il consenso elettorale ottenuto, dal popolo sovrano, non giustifica l’assenza di democrazia all’interno di una formazione politica, che deve essere garantita da uno statuto e dai congressi. Su questa anomalia la storia non risparmierà inchiostro. Ci chiediamo: perché in questo ventennio nessuno ha gridato allo scandalo? Il Berlusconismo è il frutto della cosiddetta ‘società liquida’, dove niente è fissato e determinato. In questo infelice contesto culturale, il Cavaliere è il Padrone Assoluto del Consenso elettorale.
Nel secolo appena trascorso, come abbiamo detto, i cattolici sono stati i paladini della difesa dello statuto democratico, tanto che il loro simbolo era lo Scudo Crociato. Da un pezzo, i cattolici non sono più obbligati a rimanere uniti in un’unica formazione politica. Sono diventati ‘adulti’ e possono votare secondo coscienza, ma non devono dimenticare la loro storia, che è storia di difesa e promozione dello statuto democratico, il quale, prima di essere attuato nelle sedi governative, lo si deve all’interno della propria formazione politica.
Nel 1994, l’on. Pierferdinando Casini commise un grave errore: si alleò con Berlusconi con un simbolo in cui la Croce e lo Scudo purtroppo erano sbiaditi, dimenticando che quel simbolo era stato ideato per controbattere le antiche e nuove forme di totalitarismo. Se ne rese conto troppo tardi per prendere le distanze, e il berlusconismo lo umiliò. Quel che resta dello Scudo Crociato, ormai ridotto a numero telefonico come consenso, non può allearsi con chi ha una storia antidemocratica nella sua struttura organizzativa; e gli stessi cattolici, sostenitori della democrazia nel rispetto della dignità della persona umana, non possono allearsi con chi non conosce lo statuto democratico interno che è stato il fondamento dei Partiti Politici Moderni, garanzia sicura di un governo democratico.
Forza Italia e Scudo Crociato sono antitetici, perché il primo non conosce una democrazia interna, il secondo ne è stato alfiere e porta bandiera nel rispetto della dignità della persona. Il resto è pragmatismo.
Enzo Di Natali
Fondatore di Uniti per Canicattì

Forza Italia e Scudo Crociato sono in antitesiAl lettore può sembrare strano il titolo: Forza Italia e Scudo Crociato sono in antitesi. La divergenza non è marginale ma sostanziale: la democrazia, una conquista della società Moderna. Se la memoria non c’inganna, di Forza Italia, in questi più di vent’anni non abbiamo visto una campagna tesseramento e nemmeno si è svolto un congresso come Dio comanda. Forza Italia non si chiamò ‘Partito’ perché – allora si disse – quel termine dava l’idea di una formazione ottocentesca, nonostante quella forma di aggregazione politica avesse garantito la democrazia interna: i tesserati avevano il potere di mandare a casa i segretari politici. La nostra Costituzione è democratica, perché fu scritta dai Padri Costituenti che provenivano dai Partiti democratici. In contrapposizione ai totalitarismi di ogni sorta, i cattolici preferirono chiamare la nuova organizzazione politica Democrazia Cristiana, facendosi baluardi della democrazia, intesa come libera circolazione di idee e capace di trasformare una minoranza in maggioranza e viceversa nelle dinamiche di un Partito. I cattolici furono fieri di questo valore, che attingeva al genuino insegnamento sociale del Magistero della Chiesa. E governarono, nel bene e nel male, avendo come bandiera la democrazia, capaci di stare per quarant’anni in sella fino a quando non caddero gli accordi di Yalta. La divergenza tra i partiti della cosiddetta Prima Repubblica, comunisti compresi, e il Berlusconismo sta proprio qui: l’assenza nel Berlusconismo di Forza Italia di democrazia interna in una formazione politica che nel nome e per conto della Costituzione si candida alla guida dell’Italia. Silvio Berlusconi guida Forza Italia da più di vent’anni, ma chi l’ha legittimato? Chi è il Segretario politico? Come viene eletto? Quando è stato eletto l’ultima volta? Quali e quanti congressi nazionali e regionali sono stati celebrati da poter indicare questa aggregazione politica ‘democratica’, tanto da poter guidare, in modo democratico, il Governo della Nazione o della Regione? Come sono stati svolti questi Congressi? I tesserati, i seguaci, i simpatizzanti in che modo hanno espresso il loro consenso per la guida di Forza Italia? Nulla di tutto questo è avvenuto in questi vent’anni, diseducando le nuove generazioni sulla partecipazione democratica alla vita della Nazione. Ministri, Sottosegretari, coordinatori e altro personale sono stati tutti ‘nominati’ secondo il gusto del Padrone. È la più grossolana delle contraddizioni che gli italiani hanno assistito: pretendere di governare una Nazione democratica nonostante nel proprio interno Forza Italia non avesse alcuna struttura democratica!!!!!!!Il consenso elettorale ottenuto, dal popolo sovrano, non giustifica l’assenza di democrazia all’interno di una formazione politica, che deve essere garantita da uno statuto e dai congressi. Su questa anomalia la storia non risparmierà inchiostro. Ci chiediamo: perché in questo ventennio nessuno ha gridato allo scandalo? Il Berlusconismo è il frutto della cosiddetta ‘società liquida’, dove niente è fissato e determinato. In questo infelice contesto culturale, il Cavaliere è il Padrone Assoluto del Consenso elettorale.Nel secolo appena trascorso, come abbiamo detto, i cattolici sono stati i paladini della difesa dello statuto democratico, tanto che il loro simbolo era lo Scudo Crociato. Da un pezzo, i cattolici non sono più obbligati a rimanere uniti in un’unica formazione politica. Sono diventati ‘adulti’ e possono votare secondo coscienza, ma non devono dimenticare la loro storia, che è storia di difesa e promozione dello statuto democratico, il quale, prima di essere attuato nelle sedi governative, lo si deve all’interno della propria formazione politica. Nel 1994, l’on. Pierferdinando Casini commise un grave errore: si alleò con Berlusconi con un simbolo in cui la Croce e lo Scudo purtroppo erano sbiaditi, dimenticando che quel simbolo era stato ideato per controbattere le antiche e nuove forme di totalitarismo. Se ne rese conto troppo tardi per prendere le distanze, e il berlusconismo lo umiliò. Quel che resta dello Scudo Crociato, ormai ridotto a numero telefonico come consenso, non può allearsi con chi ha una storia antidemocratica nella sua struttura organizzativa; e gli stessi cattolici, sostenitori della democrazia nel rispetto della dignità della persona umana, non possono allearsi con chi non conosce lo statuto democratico interno che è stato il fondamento dei Partiti Politici Moderni, garanzia sicura di un governo democratico. Forza Italia e Scudo Crociato sono antitetici, perché il primo non conosce una democrazia interna, il secondo ne è stato alfiere e porta bandiera nel rispetto della dignità della persona. Il resto è pragmatismo.

Ad Agrigento, domenica prossima, 3 settembre, a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, dalle ore 10 alle 13, si svolgerà in incontro – corso formazione per i giornalisti sul tema “Comunicazione e deontologia. Tra giornali, Tv, Internet e social media”, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, e valido per 5 crediti formativi deontologici. Modera la vice presidente dell’Ordine, Teresa Di Fresco, e intervengono il sociologo, giornalista e docente di comunicazione all’Università di Messina, Francesco Pira, e i giornalisti Serafino Lo Piano e Roberto Chifari. Ci si iscrive tramite il sito internet dell’Ordine

Non mancano le reazioni in casa Partito Democratico alla designazione di Claudio Fava a candidato presidente della Regione Sicilia da parte del Movimento Democratici e Progressisti. Il senatore Pd, Andrea Marcucci, afferma: “Il Movimento Democratici e Progressisti ambiva a rifare l’ Ulivo. Alla fine in Sicilia sarà una sorta di nuova Rifondazione”.