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Siamo abituati alle sue provocazioni, ai suoi toni e alle sue battute sopra le righe, al suo modo irriverente di arringare il (suo) popolo. E già questo è un male, non dovremmo. Sbagliamo noi, ma andiamo avanti.
Non ci sarebbe stato bisogno di commentare se non si fosse sconfinato, ancora una volta, nel cattivo gusto.
In un passaggio del suo intervento, il comico è passato agilmente (sic!) dall’analfabetismo di ritorno degli italiani (“che capiscono sommariamente quello che viene loro detto”) a “malattie nevrotiche” fino ad arrivare a citare l’autismo (“malattia del secolo”) e la sindrome di Asperger.
Il tono, il contesto e solo alla fine le parole stesse usate non hanno lasciato dubbi a chi ha sentito l’intervento: si trattava di una “battuta” ed alle battute si ride. E così ha fatto il popolo 5stelle (tutto?).
Così non hanno fatto le altre forze politiche, così non ha fatto altra parte d’Italia che sta invadendo la bacheca del comico, chiedendo a gran voce le scuse (scadendo, alle volte, in improperi), così non hanno fatto le associazioni direttamente “interessate”, che si sono sentite utilizzate ad uso e consumo di ironia spicciola e poco, sia concesso, divertente.
Differenziandoci da chi si è fermato a “quel” minuto dell’intervento, chi scrive è andato avanti, ha ascoltato altro, ha ascoltato tutto. Subito dopo, con la consueta agilità (sic!) il sig.Grillo si scaglia contro le aride istituzioni europee che “fanno leggi senza emozioni […] non hanno la percezione, perché loro non hanno emozioni e non riconoscono quelle degli altri, sono queste le malattie professionali di oggi…”.
Prendendo le mosse da quest’ultima parte, appena citata, si chiede che il capogruppo del M5S, il Vicepresidente di questa Assemblea, l’On. Giancarlo Cancelleri, prenda formalmente le distanze da quanto detto dal sig.Grillo, in attesa di auspicate scuse non solo alle categorie interessate ma a tutti gli elettori (pentiti?) del Movimento ed a tutti gli italiani, costretti ancora una volta a subire offese gratuite e facili ironie di cattivo gusto.

 

 

Marevivo Sicilia organizza tre corsi per educatori ambientali della durata di 54 ore, nelle sedi di Palermo, Sciacca (Ag) e Milazzo (Me) rivolto a giovani fino a 35 anni d’età, appassionati di mare e d’ ambiente e che vogliono conseguire nuove competenze per inserirsi in un mercato del lavoro moderno e dinamico.

Marevivo negli ultimi anni, ha collaborato costantemente con le scuole di ogni ordine e grado, promuovendo non solo laboratori di educazione ambientale, ma anche percorsi di conoscenza del territorio, campus, esperienze di turismo sostenibile e progetti di alternanza di scuola/lavoro.

Tutti i progetti sono realizzati dagli educatori ambientali che operano presso l’associazione e che possiedono una serie di competenze in ambito scientifico, ma anche molte capacità trasversali, utili a promuovere e esperienze ecologiche e turistiche molto interessanti.

Lavorando in stretta collaborazione con gli operatori turistici Marevivo, attraverso la strutturazione di laboratori e attività all’aria aperta, è in grado di arricchire di contenuti educativi e scientifici una semplice escursione o una vacanza.

Negli ultimi tempi la domanda di vacanze ecologiche è in forte crescita e di conseguenza cresce anche la richiesta di esperti di turismo ambientale. La green economy, oggi più che mai, è vista come una strada che può influenzare l’uscita dalla crisi e i green jobs sono considerati tra i primi i settori che possono contribuire alla ripresa economica in Italia.

Così la sostenibilità ambientale diventa non solo determinante per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche per la crescita economica e per l’inserimento di tanti giovani nel mercato del lavoro, contrastandone la disoccupazione.

I corsi di formazione sono gratuiti e finalizzati all’inserimento di nuove figure che andranno ad aumentare il numero di operatori impiegati nelle attività dell’associazione.

Saranno considerati titoli preferenziali il possesso di eventuali brevetti subacquei e/o la frequenza di una facoltà universitaria ad indirizzo scientifico.

La parte pratica si effettuerà con attività escursionistiche e in affiancamento ad operatori di Marevivo già impegnati in attività in corso di sviluppo nelle isole Eolie ed Egadi.

Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito marevivosicilia.it,  telefonare al numero 3347059354 o scrivere a sicilia@marevivo.it

I PLUVIALI SCARICANO ANCORA NELLE FOGNE. VECCHIO DRAMMA, NUOVE STORIE.
Era il 2017 quando gli uomini del Comune di Agrigento, avevano avviato una campagna di indagine mirata alla verifica delle acque meteoriche provenienti dai pluviali, grondaie, piazzali , aree di pertinenza, ecc. che non venissero convogliate nelle condotte fognarie.
Di interventi e verifiche ne sono stati eseguite e molte ordinanze di adeguamento sono state emesse, ma adesso?!?
Dopo i due acquazzoni del 18 e 22 ottobre, i furbi rimangono tali.
Basta camminare per le vie del Quadrivio Spinasanta, uno dei quartieri nevralgici di Agrigento, con il naso all’insù e per chi ha un po’ di dimestichezza, puo’ notare i collegamenti dei pluviali alle colonne degli scarichi fognari. E’ vero non tutti sono “buon temponi”, ma la problematica risulta accentuata nei complessi condominiali.
Soffermandoci a parlare, con qualche passante durante la nostra passeggiata cittadina, una delle risposte che ci ha colpito di piu’ è stata “picchi l’avissi a staccari e mettiri in regula? a Giurgenti su tutti accussi” che in italiano viene così tradotto “ perché dovrei far scaricare i pluviali nelle acque bianche e mettermi in regola? Ad Agrigento sono tutti così”.
Nel frattempo, si contano i danni dell’imperizia di questi “signori”, dovuta al ritorno del sovraccaricamento delle condutture fognarie.
Il nostro, piu’ grande auspicio è che i controlli riprendano e anche in fretta.

Ad Agrigento si svolgono nella parrocchia della Madonna di Fatima in via Callicratide le catechesi per giovani e adulti del cammino neo-catecumenale. Il cammino ad Agrigento conta cinque comunità ed è presente in tutto il territorio agrigentino. Le catechesi si svolgono lunedì e giovedì alle ore 20 nel salone Lucia della Chiesa e sono seguite dalla equipe di catechisti e da don Angelo Brancato.

La Uila di Agrigento interviene, con Acquisto e Plicato, a margine della delibera della giunta regionale pubblicata oggi sul sito istituzionale che ha concluso definitivamente l’iter del nuovo contratto integrativo regionale per i lavoratori forestali. Questo contratto rappresenta un passo in avanti per tutto il comparto che aspettava questa integrazione da ben 17 anni.

“E’ stato un percorso lunghissimo che finalmente è un passo in avanti e segna un riconoscimento contrattuale che tutti i lavoratori aspettavano. Con la delibera di giunta siamo passati alla fase operativa e per i prossimi 3 anni, a decorrere dal 1 settembre 2018, i lavoratori avranno un aumento medio di circa 85 euro in busta paga, che rappresenta un primo momento positivo per i tanti lavoratori del sistema agro-forestale-ambientale e rurale.

E’ chiaro che questi lavoratori e la Uila non si fermeranno qui: siamo certi (visto che il governo Musumeci ha a cuore questo settore) che se il settore sarà utilizzato e impiegato al meglio può garantire tutele importantissime al patrimonio boschivo e al fragile territorio isolano.

Tant’è vero che la nostra battaglia riparte da domani e l’esecutivo sarà sollecitato dalle organizzazioni sindacali per una riforma organica del settore, che preveda un rafforzamento di mezzi e uomini per ampliare le loro competenze ed essere a disposizione del territorio; anche attraverso progetti che possono garantire servizi aggiuntivi e risultati per la sicurezza del bosco e dei cittadini isolani che si sono trovati ad affrontare emergenze di ogni natura.

LA Uila di Agrigento è d’accordo con una maggiore flessibilità nell’utilizzo di questi lavoratori, a fronte di una reale e maggiore stabilità occupazionale al fine di garantire sempre di più efficienza e territorialità ai servizi.”

Si torna a parlare del caso di Gessica Lattuca, la giovane mamma scomparsa dal 12 agosto scorso e questa volta si parla di un paio di orecchini che l’ex compagno di Gessica, Filippo Russotto, avrebbe regalato a Serena Lattuca, l’altra ragazza coinvolta nel chiacchiericcio su un presunto giro di prostituzione.
Lucilla Masucci, inviata della trasmissione “La vita in diretta” ha raccontato che il 3 agosto, nove giorni prima della scomparsa di Gessica, Filippo ha regalati a Serena degli orecchini. Serena quel giorno era stata a casa di Gaspare Volpe, ex datore di lavoro di Gessica, e ha incontrato Russotto e con lui ha preso appuntamento per fare pulizie a casa sua pagandola 20 euro e gli ha regalato degli orecchini.
Sulla vicenda il fratello di Gessica, Vincenzo Lattuca, dice che la sorella ci era rimasta malissimo di questo dono di Filippo fatto a Serena e che era arrabbiata e sostiene che questi orecchini doveva darli a Gessica ma li ha dati a Serena.
Segue un’intervista realizzata a Serena Lattuca: “Questa è la mia casa, da 8 anni che sto qua. Guardate mi piove in faccia, sta cadendo giù. Non ho nemmeno la doccia e la faccio da mio padre. Questo è la mia casa e poi mi dicono che faccio la prostituta ma staiu murennu da fami (sto morendo dalla fame) , se avessi fatto la prostituta non sarei stata qui. Io sono povera e onesta”.
Poi continua parlando di Gessica e il presunto giro di prostituzione: “Della prostituzione non so niente sono all’oscuro di tutto. Gessica la conosco ma non so con chi andava. Le persone dicono che lei si metteva con tutti per un solo pacchetto di sigarette, una birra. Secondo me Gessica è ancora viva. Penso qualcuno la tenga imprigionata in una casa e spero che la ritrovano, soprattutto per i suoi quattro figli e che hanno bisogno della mamma”.
Serena Restivo parla anche di Gaspare Volpe e dice: “Conosco Gaspare Volpe, lavoravo per lui, per la madre, anche dopo la scomparsa di Gessica, ancora mi fidavo lo trattavo da amico, non sapevo nulla. Quando ho scoperto questa storia della prostituzione mi sono arrabbiata. Pensavo lui fosse come un secondo padre. Mi sono sbagliata a fidarmi. Volpe andava da Gessica, a casa. Le portava la birra. La spesa, le sigarette, sia alla madre che alla figlia. Non so se si prostituiva. Anche a me Volpe mi aiutava, mi dava i soldi, la spesa. Volpe non si è mai permesso di propormi di andare con uomini. La mia rabbia è che mi hanno messa in mezzo a queste voci. Loro per me sono morti”.
Nel giro della prostituzione sarebbero coinvolte altre due ragazze oltre Gessica e Serena e che Gaspare Volpe, in carcere, sia in un reparto protetto ed in isolamento.
Il giornalista Emilio Orlando aggiorna la situazione sulle indagini dichiarando: “Si stanno seguendo alcune piste, la più battuta rimane sempre quella dell’ambito familiare. Qualcuno riferisce di litigate furibonde col suo ex, Filippo Russotto. Questo mistero, a quanto pare, è alimentato da questo scenario di povertà. Gessica potrebbe anche essere viva, rifugiata altrove, le ricerche sono state estese anche a Liegi”.
Vincenzo Lattuca interviene ancora dicendo: “Per dirti la verità dove abita Serena è una casa degradata. E’ una ragazza povera, come è povera la mia famiglia. Persone che farebbero questo lavoro, come lo chiamo io, starebbero un po’ meglio di come stanno. Io non vado più dietro a queste voci. Ripeto le persone che fanno questo stile di vita starebbero un po meglio; ci sono persone che fanno questo e hanno più soldi”, poi continua: “A Favara dicono che nessuno ha visto nulla, vedono solo quello che vogliono vedere, sanno solo parlare di birre, io vi dico che a casa mia, nonostante siamo poveri, non è mai mancato il mangiare”
La mamma, Giuseppina Caramanno ribatte: “Mia figlia non era una prostituta, forse se ne approfittavano perché fragile e quando si ubriacava diventava un poco scimunita”.
Un’ ospite in studio interviene dicendo che quando si tenta di fare passare che la voce del popolo sia la voce di Dio è quasi come invece voler mettere il sospetto, infangando la reputazione di Gessica. Quando la sua amica (Serena Restivo) dice che lei si abbassava i pantaloni e sta tentando di infangare la sua amica e far credere che la sua scomparsa sia legata solo a quel fatto specifico.
Intanto, ieri, Filippo Russotto ha accusato un malore ed è stato in ospedale, secondo quanto riferito dall’avvocato Salvatore Cusumano.

Prima ancora che da rappresentanti delle Istituzioni ci saremo da cittadini liberi e vicini ad un dramma tanto serio”. Così l’on.le Michele Mancuso, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana in merito all’invito a partecipare a #vertenzagela, la manifestazione di sabato 27 ottobre a Gela, contro gli atti intimidatori dei giorni scorsi, ai danni dei commercianti locali. 

 

“La città – continua il Parlamentare – merita la massima attenzione da parte di tutti gli attori che in questo territorio abbiamo delega a rappresentarla. Sono giorni difficili, ma le cadute servono a rialzarsi. I cittadini gelesi hanno giuste motivazioni, nonostante l’amarezza e le preoccupazioni”. 

 

“Il mio auspicio – conclude Mancuso – è che più gente possibile possa, con la propria presenza, contribuire a dire ‘basta’ alla sopraffazione e all’illegalità. La dignità della persona è sacra, non dovrebbe mai essere calpestata”.

Raffaello Bucci, l’ex ultras della Juventus morto il 7 luglio 2016 dopo essere caduto da un viadotto a Fossano (Torino), si suicidò dopo essere stato malmenato per una questione di soldi legata al bagarinaggio dei biglietti. Il suicidio sarebbe arrivato per paura di ritorsioni, una tesi condivisa anche dall’ex moglie di Bucci, Gabriella Bernardis, e dal suo avvocato, Paolo Verra, che a febbraio hanno ottenuto che la procura di Cuneo riaprisse l’inchiesta per istigazione al suicidio. Secondo quanto è stato detto, i suoi interlocutori potrebbero avergli minacciato il figlio. Sulla morte di Bucci (che nel 2015 aveva cominciato a collaborare con la Juventus come supporter liason officier) la procura di Cuneo ha da tempo in corso un’inchiesta. Durante la puntata di Report, andato in onda ieri sera, sono stati mostrate delle ricevute «tutte vincenti» di giocate al lotto (in un tabaccaio di Cuneo) e di Gratta e Vinci. In un giorno risulta che il possessore abbia vinto 2.111 euro, e 200 mila euro in quattro anni. L’autore del servizio ha spiegato che potrebbe trattarsi dell’applicazione di un «sistema brevettato dalla ‘ndrangheta» per «lavare i soldi».

Placido Barresi, boss della ‘ndrangheta dei Belfiore di Torino, già condannato all’ergastolo, ha riferito che nella questione del bagarinaggio probabilmente lo hanno menato perché volevano i soldi indietro, ipotizza il boss, e poi c’è la minaccia: “Guarda che ti prendiamo a tuo figlio”.

Lo stesso Barresi conferma come le infiltrazioni ndranghetiste nella curva bianconera fossero ramificate: «Mica entrano solo i Dominello. Entra tutta la Calabria unita». Parole eloquenti, che confermano anche l’incidenza della criminalità organizzata nel business del bagarinaggio.

 La stessa conclusione si ricava dalla telefonata (fatta ascoltare nel corso del programma) di Alessandro D’Angelo, capo della security, al calciatore Bonucci, di cui sono state mostrate delle chat con un tifoso: «ieri mattina era andato a Palazzo di Giustizia (per essere interrogato dai pm ). Ne è uscito sconvolto. Ha avuto paura. Perdonatemi, diceva. Ma non aveva paura di noi».

D’Angelo, security manager della Juventus, è tra le persone più scosse dalla notizia del suicidio e appena venuto a conoscenza del tragico evento contatta Francesco Calvo, ex direttore commerciale del club, e anche Leonardo Bonucci. In un’intercettazione mandata in onda dal programma, lo stesso D’Angelo ammette di sapere che a margine delle partite della Juve i gruppi di ultras svolgono attività illecite come il bagarinaggio, ma di non intervenire per fermarli per la tranquillità di tutti, tifosi e società.

 

È giusto dire che né la società bianconera né alcun suo dipendente o collaboratore sono mai stati indagati, accusati o rinviati a giudizio per quanto emerso in questa inchiesta. Per quanto riguarda il procedimento sportivo sono arrivate le condanne per Francesco Calvo, ex direttore commerciale bianconero, e Andrea Agnelli, presidente, per la violazione della normativa sulla vendita dei biglietti da parte della Juve.

Report ha poi mostrato come all’esterno dello Stadium continuasse il bagarinaggio da parte di alcuni esponenti dei gruppi di ultras che frequentano la Curva Sud.

 

E’ stato intervistato un ex ultras bianconero, Bryan Herdocia detto ‘Lo Squalo’ che ha ammesso che i Drughi, un gruppo ultras della Juve, hanno continuato a fare bagarinaggio fino alla fine della scorsa stagione. «Quando ho piazzato i biglietti nel 2015 fuori dal Bernabeu il tipo che me li dava era nervoso perché c’era un aereo in ritardo. Andò in tilt. “Tu non sai di chi sono questi biglietti, tu non sai a chi vanno. Se non arrivano in tempo e non pagano, qui finisce male”».

 

Tutto ciò si ripeteva sia in occasione delle partite in casa che nelle trasferte della Juve: sullo schermo è comparsa una chat da cui si ricava che per Tottenham-Juve del 3 marzo (ottavi di Champions) sono stati venduti «a 250 sterline biglietti che ne costavano 35». Secondo quanto rivelato dalla trasmissione, biglietti sono stati venduti per Juve-Lazio del 28 agosto e per Valencia-Juve del 18 settembre.

 

Sulla riapertura delle indagini scrive la procura di Cuneo indaga per istigazione al suicidio. Alcune delle parole raccolte dalla trasmissione potrebbero dare nuovi elementi all’indagine. Non è escluso, quindi, che alcuni manager bianconeri possano essere sentiti a Cuneo».

Quell’interrogatorio e le sue conseguenze sconvolsero Bucci che si rivolse al suo referente dei servizi segreti. Un blackout nei server della procura non ha permesso di intercettare le ultime chiamate dell’uomo.

 

 

 

Le abbondanti piogge di questi giorni hanno scavato ancora di più provocando l’ampliamento della voragine di Viale Che Guevara a Favara. I tecnici del UTC la Polizia municipale hanno chiuso l’intero tratto di strada dalla rotonda con l’innesto di via Esa Chimento fino alla rotonda del Contrada Burgialamone mentre nella strada sottostante un Bobcat ha provveduto a eliminato i detriti. 

Adesso ci si aspetta un intervento più che necessario della Protezione Civile poiché le case vicine sono in serio pericolo. Dal momento del primo cedimento della strada avvenuto qualche anno fa non era stato fatto nessun intervento se non da parte del Comune il semplice transennare la parte di strada franata.

Inoltre, l’enorme quantità di acqua ha causato molti danni a strutture pubbliche e private così gravi da richiedere lo stato di emergenza per calamità naturale.

Così, la sindaca di Favara Anna Alba relazione sui danni causati dal nubifragio e chiede un immediato intervento con una nota indirizzata al Governo nazionale, al Ministero degli Interni, alla Presidenza della Regione Siciliana e al Dipartimento della Protezione Civile, oltre che alla Prefettura dove cita: “Una serie di intense precipitazioni hanno investito tutto il territorio comunale di Favara – scrive Anna Alba- provocando notevoli danni ad infrastrutture pubbliche e private. È in corso di elaborazione da parte dei tecnici comunali una ricognizione dei danni subiti – si legge ancora nella nota della sindaca – evento calamitoso forte ed eccezionale che ha causato danni a scuole, abitazioni private, strade e condotte idriche e fognaria”. 

Con l’ausilio dell’Ufficio Tecnico comunale si sono evidenziati danni di grave entità che non possono essere affrontati dal Comune, ma necessitano di urgenti interventi straordinari per il ripristino delle infrastrutture pubbliche ma anche di privati che sono stati danneggiati.

“In ragione di tali fatti e in relazione ai gravissimi danneggiamenti subiti si chiede al Governo nazionale e a quello regionale di riconoscere lo stato di emergenza/calamità naturale, con l’adozione di ogni urgente provvedimento”  

L’ ingegnere Maurizio Costa, dirigente del Dipartimento della Protezione Civile di Agrigento, ha effettuato un sopralluogo in alcune zone particolarmente colpite dal nubifragio a Favara eaccompagnato dalla sindaca Anna Alba e dai tecnici del Utc, dove si è reso conto di persona dei danni alle infrastrutture e degli interventi che necessitano per eliminare ogni pericolo. Lo stesso ingegnere Costa poi dovrà rapportarsi con il dipartimento centrale della protezione civile regionale e poi con quello nazionale per valutare lo stato di calamità e predisporre eventuali interventi.

Ultima ora sulla scomparsa di Gessica Lattuca. La madre attacca Russotto: “Tu picchiavi mia figlia”
Ancora una volta il caso di Gessica Lattuca, la giovane mamma di 27 anni scomparsa lo scorso 12 agosto da Favara, è la notizia in primo piano nel programma “La vita in diretta”.
Questa volta si svela che Gessica è cercata anche in Belgio e che sono state sentite le persone che erano in contatto con lei. Nonostante siano passati circa 71 giorni dalla sua scomparsa si sta sempre con la speranza che qualcuno potesse dare qualche giusta e positiva informazione.
La madre, Giuseppina Caramanno, invece, parla di un viaggio di Gessica in Belgio: “Mia figlia è andata in Belgio quando era incinta. Li c’era la mamma di Filippo e non ne so nulla di traffico di droga ne voglio saperne nulla. Dopo 70 giorni non so se mia figlia è viva o morta. Lo possono sapere questi malviventi”.
Nell’intervista iniziale sempre la signora Caramanno parla del presunto giro di prostituzione nel quale sarebbe finita la figlia: “Mia figlia non era prostituta, se ne approfittavano, era debole e fragile e quando si ubriacava diventava un poco scimunita e per questo le davo qualche schiaffo. Nessuno mi ha detto che era una prostituta e non mi spiego come sia uscita fuori questa porcheria. Di queste cose non voglio sapere niente”.
Si rivolge poi, ancora una volta, agli ascoltatori, al paese, alla gente chiedendo aiuto nel trovare la figlia, supplicando chi sa di parlare e di dire se la figlia è morta almeno per darle una degna sepoltura.
Nella vicenda è intervenuta, in studio anche, la criminologa Bruzzone che esprime la sua incredulità sul fatto che la madre non sapesse nulla della vita che la figlia faceva dato che molte persone sapevano e che bisognerebbe iniziare a dire tutto ciò che, ognuno delle persone vicine a Gessica, sanno senza tralasciare nulla ed essere il più trasparenti possibili per cercare di dare luce a questo caso.
Viene sentito anche il fratello di Gessica, Vincenzo Lattuca che riferendosi alle dichiarazioni della criminologa Bruzzone dice: “Ho sentito questa persona, donna, signorina e l’unica cosa che posso dire è che sono mancato per molti anni dal paese, ma può stare sicura che se sapevo di questo di mia sorella, di questo lavoro, io lo chiamo lavoro, non mi permetto di giudicare chi lo fa, visto che mio padre si trova in carcere, avrei provveduto io. In paese tutti hanno da dire sempre qualcosa… se vado dietro alle persone a tutto quello che dicono mi scoppia la testa…. io rimango con le mie idee. Dico e ripeto che se sapevo quello che succedeva, prima di venire a galla questa notizia, io provvedevo molto prima della scomparsa di mia sorella… io da quasi 6 anni e mezzo ho dei problemi con la legge… Possibile che si siano approfittati di mia sorella? Su questo sono d’accordo. Ho sentito le intercettazioni. Volpe si trova in un reparto protetto e con mio papà in carcere si sentono tante cose“.
Poi, Vincenzo, aggiunge di non sapere molto sul Belgio e sui viaggi che la sorella aveva fatto e dichiara: “Io sono mancato per tanti anni, quando mia sorella era in Belgio ero in comunità dove stavo scontando la mia pena. Poi mia sorella è andata in Belgio, ma non so quante volte, una volta sicuro, altre volte non so… posso dire quello che so…”.
Vincenzo parla, inoltre, sulle tracce di sangue trovate a casa di Filippo e afferma della vicenda sulla sua ferita che si era procurato mesi fa e medicata a casa del Russotto e aggiunge che è normale trovare tracce di Dna sia di lui stesso che della sorella scomparsa, Gessica, proprio perché frequentavano abitualmente la casa di Filippo.
In un altro frame di intervista la mamma di Gessica dice: “Mia figlia è diventata fragile grazie a Filippo Russotto perchè la picchiava me l’ha detto mia figlia, ora lo ‘smirdio’. Il giorno della scomparsa mia figlia era piena di lividi. Quando mia figlia è scomparsa non lo voleva più” e rivolgendosi a Russotto rimarca : “Mia figlia non ti voleva più” e continua dicendo che è stato lui a buttarla nell’alcol e che non faceva altro che prendere e lasciare Gessica. Lei si è sempre occupata della crescita dei nipoti e che, secondo la donna, Russotto si dovrebbe vergognare anche del fatto che ha fatto fare il tampone ai figli e che si dovrebbe tappare la bocca perché è un uomo maledetto.