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Il cadavere di un donna, di età tra i 25 e i 35 anni, è stato trovato questa notte vicino ai cassonetti dell’immondizia nei pressi di Corso dei Mille a Palermo.
A segnalare la presenza del corpo e’ stato un passante. La vittima non ha segni di violenza, è italiana, ma addosso non le sono stati trovati documenti. Sul ritrovamento del cadavere indaga la Squadra mobile.
E’ molto magra, ha i capelli bruni e la polizia non esclude che possa trattarsi di una clochard. La Procura ha inviato il medico legale e con molta probabilità disporrà l’autopsia. Gli investigatori stanno accertando se in zona ci sono telecamere di videosorveglianza.
Il ritrovamento è avvenuto nei pressi di piazza Cairoli dove c’è il terminal dei pullman. Gli agenti stanno comparando le foto della donna con quelle delle persone scomparse in Sicilia.
Si sospetta una morte per overdose.

L’assessore comunale all’Agricoltura di Sambuca di Sicilia, Giuseppe Oddo, ha partecipato a Roma, alla Camera dei Deputati, all’assemblea annuale dell’Associazione nazionale di Enti locali e Regioni “Città del Bio”. L’assemblea è stata anche l’occasione per rilanciare il lavoro sin qui compiuto per la conclusione dell’iter legislativo della nuova legge sull’agricoltura biologica. Giuseppe Oddo, oltre ad illustrare le iniziative intraprese nel proprio territorio, ha portato i saluti del “Biodistretti Borghi Sicani” costituito di recente. E durante l’assemblea è stata ufficializzata, da parte del Presidente Antonio Ferrentino, la notizia di Sambuca di Sicilia quale sede regionale di “Città del Bio”, con numerose iniziative in cantiere.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Brancati 21, la signora Laura Cuffaro, versando in gravi difficoltà economiche, senza un lavoro ed un’abitazione, è stata costretta mesi addietro ad occupare un alloggio popolare per garantire quanto meno un tetto alla figlia di 14 anni. Nel frattempo, ha tentato in tutti i modi di comunicare con l’assessore alla solidarietà sociale e con l’amministrazione per regolarizzare la situazione, al fine di poter usufruire a suo carico della luce e dell’acqua, utenze di prima necessità e che le sono state negate. La signora vive insieme al compagno, che ha una pensione minima di 288 euro al mese.

Il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, interviene in merito ad alcune notizie stampa recentemente diffuse sulle prossime elezioni Regionali in Sicilia e, in particolare, su un presunto accordo tra centristi sulla candidatura di Giampiero D’Alia a presidente della Regione. Cesa afferma: “L’Udc non ha stretto nessun accordo e non c’è nessun patto su alcun candidato. L’Udc si presenterà alle prossime elezioni nell’Isola con una lista col proprio simbolo. Il nostro obiettivo è riunificare i democratici cristiani siciliani sotto il vessillo dello Scudo crociato per dare un futuro alla Sicilia e restituire ai siciliani una classe politica all’altezza per affrontare i problemi a partire dalla disoccupazione giovanile e dal gap infrastrutturale”.

A Porto Empedocle, tre settimane addietro, l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, ha segnalato e documentato in video degli sversamenti fognari lungo il torrente Re e a danno della spiaggia e del mare del Lido Azzurro. Girgenti Acque ha scoperto nella zona degli scarichi abusivi, sollecitando il Comune ad intervenire, e nel frattempo ha avviato la bonifica dei luoghi. Nonostante ciò, il problema non sarebbe del tutto risolto. Infatti, ancora MareAmico ha diffuso un altro video – testimonianza. Claudio Lombardo afferma: “Ieri, dopo quasi un mese dallo scoppio delle fognature sul torrente Re a Porto Empedocle, questa è la situazione: migliaia di persone fanno tranquillamente il bagno a Lido Azzurro, accanto una fogna a cielo aperto. Si susseguono le riunioni per scoprire la causa di questo disastro ambientale, e nel frattempo, in piena estate, la zona resta nella medesime condizioni di quando è successo il danno. La cosa più grave è che tutto questo sta passando nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni e dei cittadini, come se questa situazione fosse del tutto normale”.
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Si è svolta sabato pomeriggio, presso il quartiere Marina, a Licata la serata clou del Melt Fest, l’incontro tra culture mediterranee all’insegna del cibo organizzato dall’associazione Qanat con Angolo del gusto ed il patrocinio dell’amministrazione comunale.
A vincere lagara è stato Calogero La Mattina dell’omonimo bar di Ravanusa, con La Raviola. Secondo posto per Mareme Cisse, chef senegalese del ristorante Ginger di Agrigento con il Koeksisters. Terzo posto per Giuseppe Antona dell’American Bar con la Granita al caffè con panna.
Ad assegnare i tre posti è statala giuria presieduta da Pino Cuttaia e composta da Peppe Bonsignore, Vito Lauria, Alice Sagona e Vincenzo La Cognata.

Mareme Cisse, chef di Ginger


sul podio il dolce proposto dal ristorante Ginger di Agrigento

L’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia mette a nudo ciò che, effettivamente è avvenuto nella nostra provincia con riguardo alle nuove dinamiche mafiose.
La relazione non poteva considerare la morte di Lillo Lombardozzi, avvenuta recentemente, che inevitabilmente influirà sui nuovi assetti e sulle nuove strategie mafiose della Provincia mafiosa, ma il quadro stilizzato coglie appieno ci che è avvenuto e che potrebbe avvenire.
Si legge infatti: “Con riguardo al Distretto di Palermo, è senz’altro necessario compiere delle ulteriori riflessioni ripartite tra le provincie di Palermo, Trapani ed Agrigento, nonché tra il territorio metropolitano della città di Palermo e quello della sua provincia.
All’esito di queste analisi trova conferma – come costantemente segnalato nelle precedenti relazioni – che la città di Palermo è e rimane il luogo in cui l’organizzazione criminale esprime al massimo la propria vitalità sia sul piano decisionale (soprattutto) sia sul piano operativo, dando concreta attuazione alle linee strategiche da essa adottate in relazione alle mutevoli esigenze imposte dall’attività di repressione continuamente svolta dall’autorità giudiziaria e dalla polizia giudiziaria.
Continuano pertanto a confermarsi come dati fondamentali delle linee strategiche dell’agire di “Cosa nostra” i caratteri dell’unitarietà dell’organizzazione e del rispetto delle c.d. regole della stessa. Sia sotto il profilo del rispetto delle regole di affiliazioni dei nuovi componenti, che di quelle che regolano la gestione dei territori.
Le indagini ed i procedimenti instaurati nell’anno in esame confermano anche la costante fibrillazione dell’organizzazione che, in forza della continuità dell’attività repressiva degli organi a ciò proposti, oggettivamente versa in una situazione di crisi.
Dalla cattura di Provenzano in poi, “Cosa nostra”, superata la fase caratterizzata dalla cosiddetta strategia della “sommersione”, ha vissuto – e continua ancora oggi a vivere – una fase di transizione, non soltanto sotto il profilo della scelta di una nuova leadership ma anche sotto il profilo della ricerca di nuovi schemi organizzativi e di nuove strategie operative.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato nella flagranza Carmelo Musumeci, 36enne, catanese, per porto abusivo di arma clandestina, detenzione abusiva di armi e munizioni e
ricettazione.
La notte di venerdì 7 luglio, i militari, durante un servizio di controllo del territorio, transitando per via Di Giacomo hanno notato l’uomo camminare con un atteggiamento sospetto. Il reo accortosi della presenza dei Carabinieri ha tentato di disfarsi di una pistola, lanciandola sotto una macchina parcheggiata.
Il 36enne è stato subito bloccato e la pistola, una Beretta cal. 380 con matricola abrasa e col colpo in canna e ulteriori sette colpi nel caricatore, è stata recuperata.
L’arma, in buono stato d’uso, è stata sequestrata ed inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se la stessa sia stasa utilizzata eventuali azioni criminose.
L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’auto di una di 50 anni, pregiudicata, di Licata, è stata completamente distrutta da u incendio sviluppatosi nella notte tra venerdì e sabato, in via Gela, in pieno centro abitato. Sul posto i vigili del fuoco che hanno domato il rogo e i carabinieri della locale Compagnia che hanno avviato le indagini per stabilire la causa che ha scatenato le fiamme. Quasi certa la natura dolosa del fatto.