Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 927)

 

Elogio del Commissario Straordinario del Comune, Maria Grazia Brandara, agli uomini della locale Compagnia dei Carabinieri, per avere portato a termine la brillante operazione che ha condotto all’arresto dei due fratelli licatesi, condannati a sei anni di carcere per estorsione ai danni di un imprenditore di Naro.
I due giovani, si erano resi latitanti, trasferendosi in Germania, con la speranza di far perdere le loro tracce.
<<Desidero complimentarmi pubblicamente con i Carabinieri di Licata per la brillante operazione portata a termine, che ancora una volta hanno dimostrato di possedere professionalità e capacità operativa, per avere assicurato alla giustizia, due soggetti che, dopo essere stati condannati si erano resi latitanti. Ai Militari dell’Arma, il il mio appoggio e lusinghiero giudizio per l’operato svolto, ed il grazie di tutta la società civile che, sono certo, non farà mai mancare il proprio appoggio. Grazie –conclude il Commissario – per la costante presenza sul territorio, volta a dare sicurezza e fiducia a tutti quanti vivono con onestà e rispetto della propria e dell’altrui dignità>>.

 

 

Ad Agrigento si è costituito il comitato “Centro Storico = Turismo?”, movimento spontaneo di cittadini residenti nei pressi di Piazza Lena, presieduto da Francesco Foti, nato con l’intento di disvelare le problematiche che affliggono il centro storico di Agrigento. In particolare, la reazione dei residenti è dovuta all’insediamento dai primi giorni del mese di febbraio di una comunità di disabili psichici nell’immobile ottocentesco di Piazza Lena.

“In più occasioni– dichiarano gli avv.ti Barbara Garascia ed Emanuele Dalli Cardillo chiamati in rappresentanza ed a tutela del comitato – l’attuale amministrazione ha affermato che la riqualificazione del centro storico di Agrigento deve rappresentare il volano per il rilancio turistico della città. Con tale finalità, sono stati già investiti centinaia di migliaia di euro dei contribuenti per la realizzazione di interventi di riqualificazione artistica sulla Piazza Lena e sulla Piazza San Giuseppe.

Di tali nobili intenti oggi rimane ben poco.

Oltre a versare spesso in condizioni di degrado e di abbandono, il centro storico risente dell’inesistenza di una regolamentazione comunale e soprattutto della mancanza di buon senso nella gestione di autorizzazioni e permessi. Trasformare l’Hotel Bella Napoli, sito in un immobile ottocentesco in Piazza Lena, in una comunità alloggio per malati psichici ha suscitato  la reazione dell’intero quartiere che giudica improvvida tale scelta:solo negative sono le conseguenze per gli stessi soggetti svantaggiati ospiti della comunità che,non potendo vivere confinati all’interno di un appartamento si riversano nella piazza antistante e sulla via Atenea, con le loro problematicità crudamente svelate, il loro tormento, quella diversità che viene marcata e che affligge senza trarne vantaggio. Pieno è il rispetto per la sofferenza ed il disagio degli ospiti della comunità, ma non si possono sottacere le ripercussioni negative sull’affluenza turistica. Si fa rilevare come, infatti, nello stesso stabile e nella zona circostante siano attive strutturericettive,alcune delle quali annoverate tra le eccellenze dell’offerta turistica agrigentinache devono garantire relax e sano divertimento ai propri ospiti. Sono attivitàportate avanti con sacrificio ed impegno, che garantiscono il sostentamento economico di più famiglie, vantaggi occupazionali per tutte quelle piccole e medie imprese facenti parte dell’indotto del settoreed un ritorno di immagine a vantaggio dell’intera cittadinanza,

L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, già dal 13 marzo ha revocato l’autorizzazione al funzionamento della comunità in Piazza Lena a causa di irregolarità riscontrate, ma la comunità continua ad essere operativa nello stabile, pertanto, a nome del comitato si chiede all’amministrazione comunale di intervenire sollecitamente individuando una zona più idonea ad accogliere gli ospiti della comunità e nel contempo si sollecita la stesura e l’approvazione di un regolamento relativo all’intero territorio comunale, idoneo a tutelare le strutture ricettive e commerciali già esistenti”.

E’ tutto pronto per il convegno “Incognita Libia”, il quale si svolgerà presso la biblioteca comunale “Franco La Rocca” domani, venerdì 13 aprile 2018 alle ore 17:00 e vede il patrocinio del comune di Agrigento.

Il convegno vedrà, in particolare, la partecipazione di Michela Mercuri, docente presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ed autrice del libro “Incognita Libia”, del giornalista de IlGiornale.it Matteo Carnieletto e del redattore de “Gli Occhi della Guerra” Lorenzo Vita.

“Il convegno ha come obiettivo, in primis, quello di mostrare alla città di Agrigento l’importanza di parlare nel nostro territorio di eventi che sembrano lontani da noi – afferma Mauro Indelicato, direttore di InfoAgrigento.it e moderatore del convegno – Ma che in realtà incidono profondamente sulla quotidianità”.

“Sarà anche un’occasione – continua Mauro Indelicato – Per poter svolgere un confronto sulle ultime vicende relative alla Libia, paese che dal 2011 è in guerra e che sembra non trovare la via della pace”.

Durante l’evento, spazio anche a discussioni più generali riguardanti il medio oriente e, in special modo, le ultime vicende relative alla guerra civile siriana.

 

Condanniamo con fermezza ogni modalità di violenza perpetrata sulle persone e ancor di più quelle ai danni di chi svolge la propria attività lavorativa in modo corretto e irreprensibile. 

Il clima pesante, creato in questi anni nei confronti dei dipendenti pubblici, influenza in modo ingiustificato il comportamento dei cittadini nei confronti di chi esercita un servizio pubblico.

Riteniamo necessario ed urgente attivare un presidio di sicurezza presso tutti i i luoghi sensibili così come potrebbero essere alcuni reparti dove spesso l’utenza, credendo di poter essere irrispettosa dell’orario di accesso per le visite in Ospedale, si indispettisce oltremodo, divenendo in alcuni casi anche violenta nei confronti del personale infermieristico.

Dopo avere fatto montare questo clima pretestuoso nei confronti dei dipendenti pubblici ed aver surriscaldato gli animi dei cittadini nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego, dagli atti violenti nei confronti degli assistenti sociali negli uffici di solidarietà sociale, a quelli sui colleghi della Polizia locale per strada, a quelli sul personale amministrativo ed infermieristico nelle Asp, la politica cerchi di ritornare sui propri passi, riconducendo ciascuno alle proprie responsabilità, anziché addossare colpe su lavoratori riguardosi di norme e tempistiche che ciascuno utente, oltre il diritto di richiesta del servizio, ha il dovere di rispettare.

Da oggi anche la provincia di Agrigento ha un Registro tumori accreditato presso l’Associazione italiana registri tumori. A comunicarlo è stata la stessa Associazione nell’annuale riunione nazionale che si svolge da oggi al 13 aprile a Venezia. E’ 

’ un traguardo importante perché soddisfa ormai pienamente l’esigenza di tenere alto il livello di sorveglianza epidemiologica in tutta la popolazione siciliana – dice l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza -. Tale primato costituisce un elemento di soddisfazione ma anche di ulteriore stimolo per la sanità pubblica siciliana”.

 

L’accreditamento del Registro tumori ad Agrigento consente, infatti, la copertura in Sicilia del 100% della popolazione, mentre nelle altre regioni italiane la copertura si attesta al 62% (fonte Airtum giugno 2016). Da alcuni anni, a livello regionale, sono disponibili database a integrazione dei già consolidati flussi informativi sui ricoveri ospedalieri dei cittadini residenti in Sicilia: il Registro nominativo delle cause di morte (ReNCaM), la Rete dei registri tumori, il Registro regionale dei mesoteliomi e la raccolta delle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) contribuiscono alla definizione del profilo di salute delle popolazioni residenti, integrando informazioni sull’incidenza della malattia oncologica e descrivendo aspetti legati sia all’esposizione professionale che familiare e ambientale. La rete regionale dei registri tumori della Sicilia è coordinata dall’Osservatorio epidemiologico regionale come previsto dalla legge di riordino del Servizio sanitario del 2009 e attualmente copre ormai la totalità della popolazione regionale. Il Registro di Agrigento è stato avviato attraverso la collaborazione del Registro tumori della provincia di Trapani che curerà la raccolta e l’elaborazione dei dati di incidenza, prevalenza e sopravvivenza.

Nelle ultime ore, i Carabinieri della Compagnia di Canicattì e della Stazione di Santa Elisabetta (Ag), al termine di una mirata verifica eseguita assieme a tecnici dell’Enel, hanno fatto accesso all’interno dell’abitazione di una casalinga 53 enne, residente a Santa Elisabetta, accertando che la donna aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica.

 L’Autorità Giudiziaria ha subito disposto gli arresti domiciliari. L’attività svolta, rientra nel quadro di una intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento, al fine di garantire la sicurezza pubblica.


 – Fioccano ininterrottamente le sanzioni per quanti, incuranti del vivere civile, si ostinano a sbarazzarsi dei rifiuti lasciandoli ai bordi delle strade. Nelle ultime ore altri due automobilisti sono stati “pizzicati” dalle speciali squadre dei Vigili Urbani in servizio permanente per il controllo ambientale, intenti a liberarsi dei sacchi di immondizia. Il primo è stato fotografato in “Contrada Maddalusa”, nei pressi del fiume, poco dopo le 17, intento a lanciare un sacchetto dal finestrino;  l’altro, sulla “bretella” Morandi all’intersecazione con via Dante, anch’esso “lanciatore seriale”. Identificati attraverso le immagini e sanzionati, i due dovranno ora pagare 600 euro a testa per il loro comportamento incivile. Nelle operazioni di controllo ambientale i Vigili Urbani sono affiancati da tutte le altre forze dell’Ordine. Anche la “Forestale” negli ultimi giorni ha elevato sanzioni nei confronti di trasgressori pescati a deturpare l’ambiente con sacchi di spazzatura lanciati verso il limitare di aree boschive alla periferia della città.

spazza – Medium

SPAZZATURA PER STRADA. NUOVO VIDEO DEI VIGILI URBANI INCASTRA DUE TRASGRESSORI 

Agrigento – Contrada Zingarello, pieno giorno. Un’auto con persone a bordo arriva in una via periferica e con una certa “nonchalance” due individui scendono e iniziano a gettare ai lati della strada, (dove in precedenza qualcun altro aveva già creato una mini discarica), numerosi sacchi della spazzatura. Il video fornito dal Comando della Polizia Locale di Agrigento dimostra come ancora oggi qualcuno creda di potersi sbarazzare della spazzatura in questo modo e di continuare a farla franca a discapito di quanti, e sono la maggioranza, effettuano la “differenziata” con rigore e disciplina per contribuire a migliorare il servizio e a salvaguardare l’ambiente. Gli autori del filmato sono stati identificati e sanzionati così come è stato sanzionato un individuo che, dopo essersi sbarazzato di un sacco dell’immondizia nei pressi di Maddalusa, è stato identificato dalla Polizia Locale grazie ad un vecchio testo scolastico e ad alcuni quaderni del figliolo, sui quali vi era scritto il suo nome. Tutti i trasgressori dovranno pagare una sanzione di 600 euro a testa.I controlli ambientali con pattuglie dei Vigili Urbani e di tutte le altre forze dell’ordine, sull’intero territorio comunale proseguono ormai 24 ore su 24 anche con l’ausilio di telecamere nascoste e attraverso l’esame dei contenuti dei sacchi di spazzatura rinvenuti nelle contrade periferiche della città. 

E’comparso ieri, davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Alfonso Amodeo, 25 anni, accusato di omicidio colposo.
Il  giovane ê rimasto coinvolto, nel luglio dello scorso anno, in un incidente stradale a seguito del quale perse la vita un’altro raffadalese, Salvatore Lombardo, 23 anni, che viaggiava proprio a bordo dell’auto guidata dall’imputato.

I reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Agrigento nei confronti del 25enne sono quelli di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi. Il ragazzo, che conduceva l’auto su cui era a bordo Salvatore Lombardo e un altro passeggero, – secondo la Procura – avrebbe provocato la morte dell’amico per imprudenza, imperizia e negligenza oltre ad aver violato norme del codice stradale, oltre ad aver cagionato lesioni personali gravi all’altro passeggero e al conducente dell’auto contro cui si è schiantato. Inoltre, in seguito ad esami svolti presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, lo stesso imputato è risultato positivo ai cannabinoidi.

Persone offese i familiari della vittima, rappresentate dall’avvocato Giuseppe Barba.

Prossima udienza il 13 giugno.

 

La  vicenda per cui dovranno affrontare il dibattimento processuale riguarda la morte di Giuseppina Scicolone, 53 anni, che cinque anni fa fu ricoverata, curata e poi dimessa e che a sei giorni da quando lasciò l’ospedale morì.

Ai medici del pronto soccorso è contestato di aver sottovalutato i sintomi della donna e di aver applicato alla stessa un codice verde, previsto nei casi di lievissima entità, con una malattia del sangue che sarebbe stata scambiata per problemi psichiatrici.

Sempre secondo l’accusa sarebbe bastata una terapia opportuna per poter salvare la donna.

Alla donna venne disposta solo una trasfusione e una visita psichiatria perchè si ritenne soffrisse di “alterazione psicologica da malattia immaginaria”.

Il rinvio a giudizio è stato disposto coattivamente dal gip del Tribunale di Agrigento nei confronti dei medici in servizio al pronto soccorso all’epoca dei fatti, e a carico del dirigente del reparto di Nefrologia e di un dirigente dello stesso reparto

 

E’ ripresa questa mattina l’udienza relativa al processo scaturito dall’operazione antimafia – eseguita dalla squadra mobile di Agrigento nell’estate 2016 – denominata “Vultur” e che vede sul banco degli imputati Rosario Meli, 69 anni di Camastra – considerato dagli inquirenti il capo della locale famiglia mafiosa –  il figlio Vincenzo Meli, 47 anni di Camastra, Calogero Piombo di 66 anni di Camastra, Calogero Di Caro, 71 anni di Canicattì ed Angelo Prato di 39 anni di Camastra.

Adesso la parola passa agli imputati che si sottoporranno all’esame: il 19 aprile sarà la volta di Vincenzo Meli, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, mentre il 2 maggio quella di Calogero Piombo, difeso dall’avvocato Angela Porcello. Ha già preannunciato di non voler sottoporsi all’esame Rosario Meli, difeso dall’avvocato Santo Lucia. Il legale, però, ha espresso la volontà del proprio assistito di rendere dichiarazioni spontanee nelle battute finali del processo. Prima bisognerà procedere anche all’escussione di tutti i testi delle difese. 

Si torna in aula il 19 aprile.