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L’Ufficio Ecologia del Comune di Agrigento comunica che il conferimento dei materiali ingombranti presso l’isola ecologica di piazzale Ugo La Malfa è temporaneamente sospeso.  L’autorità giudiziaria infatti ha posto sotto sequestro la discarica di Siculiana dove venivano smaltiti questi materiali dopo la lavorazione e il recupero delle parti riutilizzabili.” E’ prevedibile – dichiara l’assessore all’Ecologia, Nello Hamel – che con la nomina dei Commissari per la gestione dell’impianto , nel giro di pochi giorni il problema dei conferimenti sarà risolto e si darà immediata comunicazione all’utenza. Nessun problema invece per il conferimento all’isola ecologica degli altri prodotti quali plastica, vetro, carta e cartone ecc.”

  • E’ bastata una riunione, forse fra le più serie che si sono tenute in queste ultime settimane, per decidere definitivamente l’appoggio di Fratelli d’Italia al candidato sindaco alle prossime amministrative di Agrigento Marco Zambuto.

Presenti i vertici regionali ieri a Palermo, tra cui il responsabile organizzativo Giovanni Donzelli e la delegazione agrigentina guidata dal dirigente nazionale del partito Lillo Pisano, dalla coordinatrice cittadina Paola Antinoro e dal responsabile per i rapporti con la Forze dell’Ordine Gerlando Piparo e il dirigente regionale Costantino Ciulla.

Poco o nulla si sa dei contenuti discussi durante l’incontro. L’unica cosa certa, che è la più importante nonché il punto principale all’ordine del giorno della seduta di ieri, è stata la discussione relativa all’appoggio politico al candidato Marco Zambuto per le elezioni del 4 ottobre prossimo.

Fratelli d’Italia ha deciso di non appoggiare Zambuto.

Entro una settimana Fratelli d’Italia di Agrigento guidato da Lillo Pisano dovrà decidere sul da farsi. Le scelte non sembrano essere eccessive: o il sindaco uscente Lillo Firetto, o il candidato degli autonomisti Franco Miccichè.

Lontana l’ipotesi di un candidato di scuderia.

Il Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, On. Decio Terrana, interviene sulla proposta di eliminare le preferenze nelle Elezioni Regionali.

“Ho l’impressione che qualcuno abbia dimenticato i principi fondamentali della rappresentatività di un territorio nelle Istituzioni Politiche – trasmette il Coordinatore Regionale dell’Udc Italia– E’ vero che negli ultimi anni si stia cercando di distruggere ogni forma di rappresentatività dei territori, facendo votare i cittadini più “a sensazione” che per reali Progetti Politici. Ma questo sistema di influenze incentrato sulla comunicazione ossessiva, iniziato dal M5S e poi brillantemente ereditato dalla Lega, adesso deve finire. E’ giunto il momento che ritorni una Politica che rappresenti tutti i territori e che i Parlamentari siano diretta espressione di un territorio, scelti dai Cittadini”.

Il Coordinatore Politico dell’Udc in Sicilia è molto critico sulla proposta e invita tutti, invece, ad una giusta riflessione anche sulla legge elettorale nazionale.

“Non possiamo continuare a permettere che i Politici si sostituiscano agli Influencer sui Social – continua l’On. Terrana – Questo sistema sta portando al fallimento di un’intera Nazione. Serve la Politica del Confronto, serve la Politica del Fare, serve che la Politica rappresenti ogni territorio. E la Preferenza è l’ultimo strumento utile che ci è rimasto per far sentire la voce dei cittadini. Troppe volte le liste bloccate hanno portato in Parlamento Deputati totalmente sconosciuti ai territori. Siamo contro questo modo di fare, siamo contro il solito “cerchio magico” che sceglie al posto dei Cittadini; non è possibile che da Roma debbano decidere chi dovrà essere eletto. I Cittadini devono poter scegliere chi votare, scegliere chi rappresenterà il proprio territorio. Anziché pensare ad eliminare la preferenza dalle Regionali, si pensi invece a reinserirla nella nuova Legge Elettorale Nazionale; solo un Sistema Proporzionale con Preferenze potrebbe essere considerato equo e realmente rappresentativo. Sfido chiunque ad un confronto, anche televisivo, per sostenere l’importanza della rappresentatività dei territori, raggiungibile esclusivamente con l’espressione della preferenza; i Cittadini Italiani devono poter scegliere i propri rappresentanti”.

Ad Agrigento il Comitato Maddalusa “Luogo del Cuore” consegna al protocollo del Comune di Agrigento l’elenco delle 500 firme raccolte per la petizione “Salviamo la foce del fiume Akragas”. Due dei promotori dell’iniziativa e portavoce del Comitato, Adriana Iacono e Alessandro Tedesco, incontrano il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’ambiente Nello Hamel, entrambi in pieno accordo con l’iniziativa che propone di limitare l’accesso alla foce del fiume solo ai pedoni e alle biciclette, evitandone l’accesso con i mezzi motorizzati.

L’ondata di maltempo in Sicilia, caratterizzata soprattutto dalle bombe d’acqua a Palermo e nel Catanese, ha le ore contate, e sarebbe pronta a cedere il passo ad un ritorno dell’anticiclone africano che determinerà su tutto il Paese, clima caldo e soleggiato. Secondo ilMeteo.it, sarà dunque estate piena con una risalita della colonnina di mercurio che nei giorni di domani martedì 21 e poi mercoledì 22 luglio, dovrebbe attestarsi, in Sicilia, intorno ai 36-37°C, specie nelle zone interne dell’Isola. Il caldo dell’anticiclone non si attenuerà per tutta la settimana: anche nei giorni seguenti la Sicilia, insieme alla Sardegna, continuerà ad essere interessata da temperature che potrebbero sfiorare i 40 gradi.

Nel 2014, il dott. Melchiorre Cirami, magistrato in quiescenza ed ex senatore della Repubblica, già nominato presidente e poi commissario straordinario con funzioni di presidente, della sezione provinciale dell’U.R.E.G.A. di Agrigento, assumeva l’incarico di presidente della Commissione di gara d’appalto per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, ed altri servizi di igiene pubblica all’interno dell’ARO Terme Vigliatore – Castroreale – Rodi Milici.
Nel corso della procedura di gara, il dott. Cirami sollevava precise criticità sugli atti presupposti alla gara denunciandone l’illegittimità; eccezioni che, tuttavia, venivano ignorate dalla maggioranza dei componenti della Commissione e che spingevano lo stesso dott. Cirami a rimettere l’incarico di Presidente della Commissione di gara.
A causa del notevole ritardo protrattosi nell’espletamento della procedura pubblica di cui trattasi e del silenzio serbato dall’Amministrazione all’istanza di sollecito con contestuale richiesta risarcitoria presentata, il Comune di Terme Vigliatore decideva di agire in giudizio al fine di ottenere l’annullamento del silenzio serbato dalle amministrazioni intimate oltre al risarcimento del danno ingiusto patito a causa del ritardo nell’espletamento della gara d’appalto.
Si costituiva in giudizio il dott. Cirami, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, eccependo l’inammissibilità del ricorso per difetto di notifica, avendo il Comune notificato il ricorso introduttivo presso le sedi “reali” delle Amministrazioni regionali interessate e non presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, oltre che l’infondatezza nel merito del ricorso.
Inoltre, l’Avv. Rubino deduceva la carenza di legittimazione passiva del proprio assistito sia per la natura giuridica della Commissione di gara quale organo tecnico dell’Amministrazione – unico soggetto, di contro, legittimato a stare in giudizio – sia in ragione del fatto che, all’epoca in cui era stata presentata l’istanza avanzata dal Comune ricorrente, il dott. Cirami aveva già rassegnato le proprie dimissioni da Presidente della Commissione.
Per tali ragioni, l’Avvocato Rubino ne chiedeva l’estromissione dal giudizio con contestuale condanna del Comune al pagamento delle spese di giudizio.
Ebbene, il Consiglio di Giustizia per la Regione Siciliana, accogliendo le eccezioni sollevate dall’Avv. Rubino, previa declaratoria della carenza di legittimazione passiva del dott. M. Cirami, ne ha disposto l’estromissione dal giudizio, condannando l’Amministrazione comunale anche al pagamento delle spese di lite ed alla refusione del contributo unificato.

I Carabinieri della stazione di Lampedusa hanno denunciato un giovane tunisino per furto. Lui ha adocchiato dentro un’automobile una borsetta porta documenti contenente anche un cellulare di ultima generazione. Ha rubato il cellulare ed ha buttato a terra i documenti e la borsetta. Poi è rientrato nel centro d’accoglienza. Il turista proprietario dell’auto si è accorto del furto e un testimone oculare gli ha raccontato quanto accaduto. Il turista ha quindi presentato denuncia alla locale stazione diretta dal luogotenente Giuseppe Frenna. I Carabinieri si sono recati all’interno del centro d’accoglienza e sono riusciti a risalire al giovane tunisino responsabile del furto che ha subito restituito il cellulare.

Il coordinatore dell’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, Claudio Lombardo, rileva che decine di discariche giacciono sia nel centro cittadino di Agrigento che in periferia. E, in riferimento al boschetto della Maddalusa, aggiunge: “Quello che succede dentro il boschetto di Maddalusa è incredibile: ci sono montagne di rifiuti intorno ai cestini. Se non siete in grado di ritirare i rifiuti, non mettete i cestini. Perchè questi rappresentano una scusa agli incivili di liberarsi dei rifiuti”.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato tre persone di Grotte, responsabili nel giugno del 2014 di una violenta rapina commessa a danno di un loro concittadino. Il provvedimento di carcerazione è stato emesso dal Tribunale di Agrigento all’esito del processo che ha accolto e condiviso le ipotesi di reato formulate dai Carabinieri della Stazione di Grotte: la notte del 7 giugno 2014, a Grotte, un uomo di 65 anni si è precipitato in strada perché i tre erano intenti a smontare la sua automobile e, non contenti, si sono procurati la fuga con la violenza, malmenando il malcapitato, soccorso poi con 30 giorni di prognosi. I tre, due italiani ed un romeno, sono stati definitivamente condannati: 3 anni ed 1 mese di reclusione ciascuno per i due italiani. E 6 anni e 4 mesi, per cumulo con altre pene, a carico del romeno. I tre sono reclusi nel carcere di Agrigento.

“Su una cosa D’Uva, D’Angelo e tutti coloro che non mi hanno in simpatia, sembrano essere d’accordo: la fuga di 24 migranti da un centro d’accoglienza e le condizioni in cui sono costretti a vivere quelli rimasti non sono un problema della nostra città. In altri termini secondo i due cinquestelle – ieri contestatori, oggi novelli statisti – l’ex Caserma Gasparro godrebbe di una sorta di extraterritorialità rispetto a Messina, alla quale secondo loro si applicherebbero leggi diverse da quelle in vigore nella Repubblica italiana. Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse maledettamente seria, considerato il pericolo alla pubblica incolumità derivante da una struttura che, oltre ad essere abusiva ed insalubre, non è a quanto pare controllabile. I due parlamentari perché piuttosto che blaterare al vento, non puntano il dito sulla palese ‘dimenticanza’ della Prefettura di Messina? Perché non chiedono al ministro Lamorgese di convocare e presiedere il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza?”. Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.
“Se la mia ordinanza non ha valore o non avrà conseguenze pratiche lo vedremo presto – conclude il Primo cittadino. Intanto, ha avuto l’effetto miracoloso di risvegliare dal letargo dorato del Parlamento gli onorevoli D’Uva e D’Angelo e di fargli riscoprire l’esistenza di una situazione vergognosa, che loro stessi avevano denunciato anni fa, quando ancora dicevano di stare dalla parte della gente comune. Peccato per i due parlamentari pentastellati che oggi invece hanno perso ogni contatto con la realtà, scomodandosi solo per invocare tavoli istituzionali. Sapete però cosa c’è di nuovo?  Io non parlo con gli sgherri della Lamorgese. Aspetto che lei venga a Messina come ha fatto per Lampedusa”.