Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 922)

Agrigento potrà investire e svilupparsi, grazie ai 16 milioni di euro che arriveranno dalla Regione Sicilia, fondi dell’Agenda urbana, che interessa i poli metropolitani dell’Isola e le aggregazioni di Comuni che superano i centomila abitanti. Sono Finanziamenti europei che la Regione porta nei territori con le nove Autorità urbane previste dal Po Fesr Sicilia 2014-2020.
Assieme a quelle di Palermo-Bagheria, Sicilia Occidentale, Ragusa-Modica, Siracusa, Messina e Catania-Acireale, Enna-Caltanissetta e Gela-Vittoria, anche l’Autorità urbana di Agrigento ha pubblicato tutti i bandi per realizzare gli interventi previsti.

Il governo Musumeci con  1,7 milioni di euro, sosterrà la competitività delle piccole e medie imprese (Asse 3) con agevolazioni concesse in virtù di un bando di gara della Regione siciliana. Un milione e ottocentomila euro sono stati stanziati per l’Asse 6, “Ambiente, cultura e turismo”. Le risorse sono destinate alla tutela, alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e alla promozione dell’offerta turistica.

Al tema dell’energia e dello sviluppo sostenibile (Asse 4) sono dedicati 7,6 milioni di euro. La somma finanzierà progetti per la riduzione dei consumi energetici negli edifici pubblici e il potenziamento di mezzi e piste ciclabili.
La Regione considera prioritario il potenziamento delle misure per l’inclusione sociale (Asse 9), per questo finanzierà con 2,6 milioni di euro il recupero di alloggi per servizi abitativi e servizi per la prima infanzia e per i minori. Infine 2,2 milioni di euro saranno destinati alla gestione del rischio idrogeologico e alla realizzazione di centri operativi della Protezione civile (Asse 5).

“Abbiamo indirizzato sul territorio di Agrigento 16 milioni di euro – commenta il presidente della Regione, Nello Musumeci – per dare un segnale concreto della nostra attenzione nei confronti di tutte le aree della Sicilia. In linea con la visione e il programma del mio governo, le priorità sono l’attenzione verso le fasce più deboli, il sostegno all’economia con lo sviluppo delle piccole e medie imprese, il contrasto al dissesto idrogeologico e la tutela del territorio e la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Abbiamo promesso di imprimere un cambio di passo alla nostra regione e stiamo mantenendo quell’impegno”

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, annuncia che il governo Musumeci ha stanziato poco più di 1 milione e 600mila euro per per restituire decoro e sicurezza a due preziose chiese del paese di Aragona, ovvero la Chiesa Madonna del Carmelo e la Chiesa Beata Maria Vergine della Mercede. Il Dipartimento Infrastrutture ha formalizzato i decreti che stanziano 800mila euro per il restauro e l’abbattimento delle barriere architettoniche della Chiesa Madonna del Carmelo, mentre la cifra destinata al restauro conservativo e al miglioramento strutturale della seconda chiesa è di 880mila euro. A questi fondi, si aggiungono altri 799mila euro per il restauro architettonico degli infissi esterni e la manutenzione della copertura del Palazzo Principe di Aragona.

Sarà questo, un fine settimana dedicato al “covid-screening” per la popolazione scolastica volontaria dei centri con più di trentamila abitanti in provincia di Agrigento. Domani e domenica 8 novembre i ragazzi di alcuni istituti superiori, suddivisi in turni mattutini e pomeridiani, potranno accedere a un test rapido eseguito dal personale dell’ASP di Agrigento per la diagnosi del Covid- 19, secondo quanto previsto da un piano di controllo massivo del virus voluto dall’Assessorato Regionale alla Salute della Regione Siciliana. Tre le location inizialmente individuate in provincia: ad Agrigento è stata scelta l’area dell’Istituto Scolastico “Politi – Foderà”, a Sciacca è stata predisposta un’area all’interno dello stadio comunale “Gurrera” mentre a Licata verrà utilizzata una tensostruttura in prossimità dell’Ufficio delle Entrate. Oltre agli studenti, lo screening è aperto
anche ai loro familiari e, ovviamente, al personale docente e non docente degli istituti scolastici. Il fine settimana dedicato al monitoraggio rappresenta il primo di una serie di interventi programmati dalla Regione Siciliana che coinvolgeranno via via fasce crescenti della popolazione scolastica provinciale.

Clamoroso colpo di scena nelle indagini sulla morte del migrante morto dopo essere scappato dall’ex Villa Sikania, investito da un’auto. Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio e il pubblico ministero, Chiara Bisso, hanno disposto la riesumazione della salma, per procedere all’autopsia, del migrante eritreo Sied Anwar, 20 anni, investito e ucciso da un’auto nella notte fra il 3 e il 4 settembre.
Al momento l’unico indagato, per l’ipotesi di reato di omicidio stradale e fuga del conducente, è il trentaquattrenne Alfonso Cumella, di Realmonte. La procura gli contesta di non avere tenuto una condotta di guida prudente con particolare riferimento alla velocità. Cumella si è difeso e ha negato pure, in occasione dell’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al gip Francesco Provenzano, di essere fuggito all’alt dei poliziotti che, sostiene l’accusa, gli avrebbero intimato di fermarsi vedendo arrivare la Volkswagen Touareg ad alta velocità. I suoi difensori, gli avvocati Luigi Troja e Giacomo La Russa, hanno sostenuto che “il migrante, come si evince dal video amatoriale agli atti dell’inchiesta, si trovava già a terra, perchè bloccato dagli agenti dopo la fuga, e non era possibile in nessun modo evitare l’impatto”. In relazione all’accusa di essere fuggito dopo lo schianto, è stata prodotta una consulenza tecnica, redatta dall’ingegnere Nicolò Vassallo, che proverebbe l’incompatibilità della ricostruzione accusatoria con la dinamica dei fatti. “La velocità con cui procedeva il mezzo – hanno detto i difensori – non superava i 70 chilometri orari”. A queste tesi si è aggiunta la richiesta del legale dello zio del ragazzo, che chiede di accertare se ci sono altre concause legate al possibile uso eccessivo della forza da parte dei poliziotti intervenuti per bloccare la fuga. Mercoledì pomeriggio sarà conferito l’incarico al medico legale Alberto Alongi.

Io bollettino quotidiano del ministero della Salute dice che è ancora record di contagi in Sicilia. Dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 1423 casi di positività, con 402 guariti e 34 morti.

Con i nuovi casi il numero degli attuali positivi raggiunge quota 19.513.

Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi:

321 a Palermo,

292 a Catania

292 a Ragusa,

157 a Messina,

121 a Trapani,

91 a Siracusa,

62 ad Agrigento,

47 a Caltanissetta e

40 a Enna.

Così in sindaco di Agrigento Franco Miccichè: “Voglio fare i complimenti miei e di tutta la giunta, agli agrigentini che questa mattina si sono recati al mercatino settimanale di piazza Ugo La Malfa. Hanno rispettato tutte le regole e le limitazioni alla prevenzione dei contagi da Covid-19. Questo comportamento maturo e consapevole ha permesso di mantenere aperti, almeno fino a nuove disposizioni governative, i mercatini rionali, assicurando la sopravvivenza dei lavoratori e un servizio utile e molto apprezzato dalla popolazione. Il rispetto delle norme, in questo e in altri casi, ci permette di proteggere la popolazione e di salvare la piccola economia locale. Un ringraziamento va fatto anche a tutte le forze dell’Ordine e alla Croce Rossa, che hanno operato nella zona controllando gli accessi e il rispetto di queste normative”

Era dentro un sacchetto della spesa ritrovato a Trapani, nell’atrio di un condominio della periferia della città, in via Francesco De Stefano.

A ritrovare il corpo esanime del piccolo con il cranio fracassato è stato un abitante dello stesso condominio che ha avvertito le forze dell’ordine, e secondo la scientifica giunta sul luogo, la madre giovanissima – che abita nel complesso residenziale dove è avvenuta la tragedia – avrebbe potuto lanciare il bimbo appena nato dalla finestra, uccidendolo.

Buone invece le condizioni di un altro neonato trovato ieri a Ragusa, per caso, in un contenitore dei rifiuti. In ospedale, ora aspetta una famiglia per l’affido

Investimenti per quasi cinquanta milioni di euro in cinque anni, questo prevede il programma inviato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e agli Assessorati regionali alle Infrastrutture e alla Pubblica Istruzione. Si tratta dei fondi individuati dal decreto interassessoriale n° 150 del 10 giugno 2020.

Il programma predisposto dai settori Edilizia scolastica e Infrastrutture stradali, inviato dal Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa,prevede interventi di progettazione e lavori per adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale di alcuni istituti scolastici di proprietà del Libero Consorzio e lavori di manutenzione straordinaria lungo le strade provinciali della zona Ovest, della zona Est oltre ai lavori di manutenzione straordinaria lungo le strade provincialiex consortili ed ex regionali.

Il quaranta per cento delle somme per le strade provinciali sarà utilizzato per la zona Ovest, un altro quaranta per cento per la zona Est ed il 20 per cento delle risorse disponibili per le strade provinciali ex consortili ed ex regionali.

Per il 2020 sono stati individuati interventi per circa due milioni di euro da utilizzare per l’accordo quadro relativo alle strade provinciali del Libero Consorzio e per il Liceo Classico “Pirandello” di Bivona.

Dal 2021 al 2025 l’importo richiesto ammonta a 9.509.594,61 per ogni annualità che comprende sia gli interventi per le strade provinciali che per l’edilizia scolastica.

Gli interventi programmati, nel quinquennio, dal settore Edilizia Scolastica riguardano l’I.I.S.-Istituto magistrale “F. Crispi” di Piazza Zamenhof a Ribera, l’I.I.S.-Liceo Classico “Pirandello” di via Montemaggiore  contrada Paratore a Bivona, L’I.I.S.-Liceo Sperimentale “F. Crispi” di via Circonvallazione aRibera, l’Istituto d’Arte “Bonaccia” di via De Gasperi a Sciacca e l’Istituto Alberghiero di Contrada Tonnara aSciacca.

L’Asp di Agrigento ha confermato con bollettino ufficiale i nuovi 39 casi di coronavirus, ma non viene riportato il dato dei tamponi effettuati, che resta fermo a 28.942. 

I dati, sono in continuo aggiornamento.

I Nuovo ricoveri sono 4, 37 i soggetti in quarantena e 23 i guariti. Due i decessi registrati dall’Asp di Agrigento: a uno di loro è stata riscontrata la positività al Covid-19 post-mortem.

Le piazze italiane, anche in Sicilia, sono gremite da titolari di bar e ristoranti, in protesta perché indispettiti e furibondi a seguito della chiusura totale in zona rossa, o parziale nell’arancione e nella gialla, imposta dal nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Sul piede di guerra vi sono anche tanti genitori di alunni delle scuole dell’infanzia, elementari e medie, costretti a frequentare in presenza le lezioni, diversamente dagli studenti delle scuole superiori, per i quali è stata disposta la didattica a distanza. Infatti, sia nel caso di bar e ristoranti, che delle scuole inferiori, è sollevata una incongruenza che oggettivamente sarebbe più che condivisibile, ovvero: se la chiusura di bar e ristoranti mira a scongiurare assembramenti e diffusione del contagio, ci si domanda legittimamente se tali assembramenti non ricorrano pericolosamente anche innanzi alle scuole aperte, negli spazi scolastici comuni, e poi in tanti mercati rionali che diversi sindaci, come ad esempio ad Agrigento, hanno autorizzato a proseguire le proprie attività di esposizione e di vendita della merce. Tuttavia, se nei mercati la presenza delle forze dell’ordine garantisce o dovrebbe garantire il rispetto delle prescrizioni contro il contagio, ciò invece non è praticabile all’esterno o all’interno delle scuole. Peraltro, tra le scuole inferiori incombe anche un altro problema: l’obbligo di indossare la mascherina. Non tutti, soprattutto i più piccoli, dai 6 anni in su, sono capaci di tollerare l’occlusione della mascherina per diverse ore. Alcuni bambini, ad esempio, soffrono di asma, o di allergie, e l’uso della mascherina per parecchio tempo aggrava tali patologie. Sarebbero opportune quindi delle modifiche al Dpcm, valido fino al prossimo 3 dicembre. Alla scadenza dunque tali incongruenze si auspica siano risolte alleviando un pesante disagio a danno di alcune fasce sociali.