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Era il mese del marzo scorso quando veniva chiuso al traffico il Viadotto Morandi, un’importante arteria stradale che collega Agrigento con Porto Empedocle, a causa delle evidenti crepe del ponte, con lo scheletro in ferro ormai visibile in alcuni punti. Prima con le segnalazioni dell’Associazione MareAmico, poi del primo cittadino Calogero Firetto, l’Anas, per consentire il più celere avvio dei lavori per gli interventi di manutenzione, appunto lavori di consolidamento di alcune travi di bordo degli impalcati, aveva ritenuto necessario procedere alla chiusura del tratto di strada.
Dopo quattro mesi, finalmente è stato restituito agli agrigentini, che adesso possono tirare un sospiro di sollievo, il primo tratto “del viadotto Akragas, ossia quello che collega la zona dello stadio comunale “Esseneto” fino all’incrocio per la via Dante e via Imera. “Lavori che sono stati ultimati ieri, ha spiegato la società Anas, mentre la campagna di indagini strutturali eseguita ha evidenziato caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati nella costruzione dell’opera tali da garantire adeguati standard di sicurezza per il transito, sull’intera carreggiata, dei mezzi con limite di massa fino a 3,5 tonnellate”.
Inoltre l’Anas, come sottolinea il Sindaco Lillo Firetto, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 luglio scorso una gara d’appalto finalizzata a interventi di manutenzione straordinaria dei viadotti, ricadenti in territorio agrigentino, lungo le strade statali 115 “Sud Occidentale Sicula” e 115 quater, compreso il viadotto “Akragas”, per un investimento complessivo pari a 30 milioni di euro e una durata massima per l’attivazione dei lavori, prevista in Accordo Quadro, pari a 36 mesi.
Fonte Teleacras


Nella serata di ieri, I Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato C. P.classe 1998, per minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale. Il giovane, già noto alle Forze dell’Ordine, è originario di Avellino ma domiciliato a Licata.
I Militari dell’Arma, durante il controllo, hanno constatato che  il 19enne irpino era  alla guida del proprio ciclomotore privo della prevista copertura assicurativa e sprovvisto di  patente di guida poiché mai conseguita.
Nel corso della contestazione delle violazioni al codice della strada, C.P. andava in escandescenza minacciando ed aggredendo fisicamente i Militari dell’Arma e gli Agenti del Commissariato di Licata che nel frattempo erano intervenuti in ausilio dei colleghi. Per tale motivo veniva tratto in arresto mentre il ciclomotore veniva sottoposto a sequestro amministrativo.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva ristretto nelle camere di sicurezza della caserma della Compagnia Carabinieri di Licata, a disposizione dell’A.G.


I Carabinieri della Stazione di Aragona, nel corso di mirati controlli finalizzati alla repressione di reati patrimoniali, hanno compiuto alcune perquisizioni domiciliari, e nell’abitazione di un aragonese di 73 anni, F A so no le iniziali del nome, hanno scoperto due antichi dipinti appesi alle pareti risultati trafugati dalla Chiesa Madre di Aragona, così come accertato dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento. I due dipinti, insieme ad altri 12, appartengono alla chiesa Madre di Aragona. Sono stati catalogati nel 1997 a seguito di opere di restauro. Poi nel luglio del 2013, in occasione dell’allestimento di una mostra, ci si accorse che mancavano due dei 14 dipinti restaurati e catalogati nel 1997. L’aragonese è stato denunciato a piede libero per i reati di ricettazione di opere d’arte e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. I preziosi dipinti, attualmente custoditi nella caserma dell’Arma di Aragona, saranno restituiti, a conclusione di ulteriori attività di indagine, alla Chiesa Madre.

L’assessore regionale alle Attività produttive, Mariella Lo Bello, annuncia che è stato pubblicato oggi, venerdì 21 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia, l’Avviso pubblico con una dotazione finanziaria di ben 70 milioni di euro, tratti dal Fondo europeo 2014 – 2020, e finalizzato a rendere più competitive le piccole e medie imprese. La stessa Lo Bello spiega: “Il bando prevede il sostegno alla creazione e ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi, con la concessione di agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale, ed è rivolto alle piccole e medie imprese in forma singola o associata. Il costo totale ammissibile del progetto presentato non dovrà essere inferiore a 250mila euro e superiore a 4 milioni di euro. E’ stato un lavoro lungo e non facile, ma questi strumenti consentiranno un risveglio dell’economia e un utilizzo delle migliori risorse di quanti vorranno operare e far crescere la Sicilia”.

Ancora tante sorprese arrivano dagli scavi nella Valle dei Templi di Agrigento. Si è partiti con gli scavi archeologici che hanno portato alla luce il teatro ellenistico di Akragas, e si sta continuando a lavorare anche sul sito del Tempio Romano, con due importanti progetti che hanno riguardato il sistema di fruizione e la valorizzazione del quartiere ellenistico-romano, con particolare attenzione alla Spa ritrovata lo scorso anno, e l’altro, invece, che riguarda la ricerca nell’area del Tempio romano e la ricostruzione di una porzione del porticato a nord del tempio.
Ascoltiamo l’Archeologa Parello, che questa mattina ha accompagnato la nostra troupe tra gli scavi spiegandoci come stanno procedendo gli ultimi lavori.
Grazie ai finanziamenti che il Parco Archeologico è riuscito ad ottenere, gli scavi sortiscono ottimi risultati .Non solo preziose testimonianze rinvenute nella zona che si rifanno alla vita quotidiana dell’antichità, ma anche un reperto inedito, un gocciolatoio a forma di testa di leone. Probabilmente risalente al primo secolo dopo Cristo, rinvenuto nel lato est del portico, lascia pensare che si tratti di un doccione, un elemento architettonico figurato, che aveva la funzione di smaltire l’acqua del tetto della struttura.Ascoltiamo nel merito il Direttore del Parco, Giuseppe Parello, e il Commissario, Bernando Campo.

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Si è svolta, ieri sera, la fiaccolata organizzata a Casteltermini per ricordare Sergio Centinaro, il giovane del luogo morto lo scorso 19 giugno a seguito di un incidente stradale autonomo mentre e era a bordo della propria motocicletta ed era alle porte del paesino agrigentino. Tantissima la gente che ha voluto partecipare alla manifestazione che ha avuto inizio a Piazza Duomo e che si è conclusa proprio nel punto in cui il 25enne ha perso la vita. Al corteo hanno voluto partecipare anche i familiari di Sergio, ovvero la mamma, il fratello e i nonni. Una marcia silenziosa e carica di commozione che è stata interrotta solo dalle note di alcune canzoni tanto amate dal giovane dj. La mamma ha concluso la fiaccolata esprimendo il proprio amore per il figlio scomparso: “Ciao Sergio, rimarrai per sempre nei nostri cuori”.

Derubati mentre erano in spiaggia a Torre Salsa. E’ accaduto ad alcuni turisti forestieri che grazie all’intervento dei Carabinieri, in collaborazione con i volontari del WWwf, hanno riavuto nel giro di poche ora quanto loro sottratto. Un uomo, di 40 anni, pare originario di Realmonte, è stato denunciato, a piede libero, alla Procura della Repubblica, con l’accusa di furto.

Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, gratificato e rinvigorito dopo l’ok al giudizio di parifica del consuntivo 2016 da parte della Corte dei Conti, rilancia la propria ricandidatura a governatore. Lo stesso Crocetta afferma: “Dopo l’ok della Corte dei conti confermo che mi ricandido alla presidenza della Regione. Primarie? Se ci saranno bene, io comunque sono in campo. I giudici della Corte dei Conti hanno confermato la solidità della Regione siciliana e il grande lavoro che il mio governo ha fatto per risanare il bilancio”.

La Polizia e la Guardia di Finanza di Palermo, hanno eseguito un provvedimento, 34 misure cautelari, emesso dal Gip nell’ambito di indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, in Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Liguria, nei confronti di mafiosi della cosca di Brancaccio e loro complici e al sequestro di numerose aziende, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro.
Tra gli arrestati c’è Pietro Tagliavia, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di “Corso dei Mille”, attualmente ai domiciliari.
Le indagini, eseguite dalla Squadra Mobile e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, hanno consentito di fare luce su episodi di minacce, danneggiamento, estorsione, furto e detenzione illegale di armi da parte di esponenti della cosca di Brancaccio e di ricostruire l’organigramma delle famiglie mafiose che appartengono al mandamento, definendo ruoli e competenze di ciascuno e individuando i capi.
L’inchiesta ha svelato il controllo, da parte della mafia, di un gruppo imprenditoriale che opera in diverse regioni, tra le quali Sicilia e Toscana. Polizia e Guardia di Finanza stanno sequestrando veicoli e autoveicoli utilizzati per la commissione dei reati contestati e aziende riconducibili ai mafiosi arrestati.
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Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo vittima della strage di Via D’Amelio, in occasione del 25esimo anniversario della morte del padre e dei cinque poliziotti di scorta, è intervenuta, a termine di un’audizione alla Commissione nazionale antimafia, nel merito della revisione del processo sull’eccidio di via D’Amelio che ha comportato l’annullamento di sette ergastoli definitivi. Fiammetta Borsellino ha affermato: “Chiedo scusa, anche pubblicamente e anche per conto di chi non l’ha fatto e avrebbe dovuto, per uno dei più colossali errori giudiziari commessi. Chiedo scusa a innocenti che sono stati condannati all’ergastolo. Sono stati buttati via 25 anni, anni di pentiti costruiti con lusinghe o torture”.