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Si conclude con sentenza del 31 dicembre 2020 l’annoso contenzioso che ha visto contrapposti il Comune di Licata e la Iniziative Immobiliari spa (società che ha realizzato il Porto turistico di Licata), difesa dall’Avvocato Girolamo Rubino, scaturito dal provvedimento con cui l’Amministrazione ha improvvisamente chiesto alla Società, per la prima volta soltanto a lavori ampiamente ultimati, il preteso pagamento degli oneri concessori per l’ingente importo di circa 6.000.000,00 di euro.
Dopo una prima verificazione disposta dal CGA ed eseguita dal dott. Fulvio Bellomo dell’Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità, annullata a seguito di contestazione con cui il legale della Società aveva ricusato il Dirigente regionale che aveva operato in una situazione di conflitto di interesse e violando le norme sul contraddittorio, era stata disposta la rinnovazione degli accertamenti peritali e nominato un
Organismo Verificatore collegiale, composto dal Direttore della Direzione Urbanistica del Comune di Genova, con funzioni di coordinatore, dal Dirigente responsabile del Settore Urbanistica della Regione Liguria – Dipartimento territorio e ambiente, nonché da un professore ordinario, o associato, in possesso di specifica qualificazione, in servizio presso l’Università degli studi di Genova – Dipartimento di Ingegneria civile oppure presso altro Dipartimento ritenuto maggiormente attinente alla tipologia di compito da svolgere, designato dal Rettore dell’Università medesima.
Tale Organismo Collegiale aveva depositato una perizia con cui era stato accertato che il valore degli oneri di urbanizzazione quantificabili per i soli parcheggi ed aree a verde realizzati dalla Iniziative Immobiliari spa ammonta ad euro 5.812.331,3, mentre il valore degli oneri di urbanizzazione che il Comune potrebbe richiedere per la realizzazione delle strutture commerciali ammonta ad euro 3.202.098,99, e dunque confermando le tesi della Società assistita dall’Avv. Girolamo Rubino, secondo cui nulla era dovuto al Comune.
Adesso, con sentenza del 31 dicembre 2020 il CGA, avallando le risultanze della perizia, mette la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria, accertando definitivamente l’illegittimità del provvedimento adottato dal Comune di Licata e di conseguenza che nulla è dovuto dalla Società Iniziative Immobiliari spa.

Sono sessanta i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nelle ultime ventiquattro ore su 189 tamponi eseguiti. Praticamente dei test processati, uno su tre ha dato esito positivo. Un nuovo ricovero e 65 le guarigioni accertate. Nessun decesso. I dati emergono dal report diffuso dall’Asp di Agrigento sull’andamento epidemiologico in provincia, l’ultimo del 2020. Cinquantanove le persone attualmente in quarantena.

Negli ospedali della provincia sono 14 i pazienti ricoverati, 11 ad Agrigento, 2 a Sciacca e 1 a Caltanissetta. Una persona si trova attualmente ricoverata in terapia intensiva al San Giovanni di Dio di Agrigento.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini:

Agrigento: 57; Alessandria della Rocca 4; Aragona 7; Bivona 5; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 3; Cammarata 5; Campobello di Licata 10; Canicattì 82; Casteltermini 4; Castrofilippo 2; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 20; Grotte 8; Joppolo 16; Licata 15; Lucca Sicula 0; Menfi 37; Montallegro 3; Montevago 14; Naro 4; Palma di Montechiaro 16; Porto Empedocle 13; Racalmuto 7; Raffadali 8; Ravanusa 45; Realmonte 8; Ribera 21; Sambuca 2; San Biagio Platani 21; San Giovanni Gemini 4; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 4; Santa Margherita Belice 8; Santo Stefano di Quisquina 1; Sciacca 43; Siculiana 0; Villafranca 0.

Arrivato anche sull’Isola il vaccino anti-covid.
55 mila dosi che saranno distribuite nelle varie Asp dell’Isola presso i punti di stoccaggio con frigoriferi capaci di mantenere i meno 80° individuati dall’assessore regionale alla Salute.

Tra i vari poli c’è anche l’Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, l’unico che possiede la tecnologia adatta per conservare il vaccino da inoculare.

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, interviene a seguito della nomina di Marco Zambuto ad assessore regionale agli Enti locali, e afferma: “Apprendo con vero piacere la notizia che il mio amico Marco Zambuto è stato appena nominato assessore regionale alle Autonomie locali dal presidente della Regione Musumeci. Ne riconosco da tempo le qualità umane, professionali e politiche e non mi piaceva che nell’ultima campagna elettorale, ci siamo trovati in posizioni di competizione, anche se mai di rivalità. Ci siamo incontrati più volte nei mesi della campagna elettorale e sono stati sempre selfie e abbracci a dimostrazione che il nostro rapporto personale era ed è improntato al rispetto e alla lealtà. Nell’augurargli ora un sereno e proficuo lavoro, spero che nel nostro nuovo rispettivo ruolo, possiamo collaborare nell’interesse della Sicilia e degli agrigentini”.

Stabilizzati dal comune di Comitini 36 precari che dal primo gennaio saranno, a tutti gli effetti, impiegati dell’ente. Una operazione che è stata possibile grazie all’approvazione del Bilancio da parte dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Nino Contino.

“Avevo preso un preciso impegno con queste 36 unità lavorative – dice il primo cittadino – ed ho fatto loro il miglior regalo che si potesse fare all’ultimo dell’anno, un anno molto difficile che ci ha messo a dura prova per via della Pandemia Covid 19. Abbiamo ripianato il bilancio della nostra Città, sono molto soddisfatto e, adesso con il 2021 cercheremo di fare tante altre cose che quest’anno non è stato possibile anche per il dramma Coronavirus”.

Ad Agrigento, nei locali dell’Ufficio di Presidenza, il professor Giovanni Civiltà, Presidente del consiglio comunale di Agrigento, ha incontrato il Giornalista e direttore della Strada degli scrittori, Felice Cavallaro. L’incontro, a cui hanno partecipato l’ex Sindaco di Racalmuto Calogero Sardo ed il Vicepresidente Gaetano Pendolino, è stato l’occasione per discutere delle iniziative che la Strada degli scrittori intende avviare in un futuro prossimo e dei progetti che si vogliono promuovere per iniziative culturali rientranti nel rilancio del territorio della provincia di Agrigento. Lo stesso Giovanni Civiltà afferma: “Sono convinto che la strada tracciata dal direttore Felice Cavallaro sia la via giusta per una provincia, sempre più periferia, che ha voglia di riscattarsi da un passato recente dominato da miseria culturale e pressappochismo, partendo dalla valorizzazione della memoria dei suoi figli migliori. critica. In tale ambito purtroppo la scrittura e la lettura come strumenti di crescita non sono più usuali. Il lavoro della Strada degli scrittori, che riprenderà la sua attività al Teatro Pirandello con un Master sulla scrittura con la direzione scientifica della Treccani, coinvolgendo 80 giovani, va da tutte le Istituzioni che agiscono sul territorio sostenuto e valorizzato. Questa Presidenza starà accanto a chi della cultura farà l’arma migliore per poter sconfiggere il male oscuro della rassegnazione” – conclude Giovanni Civiltà.

Era morto il 2o dicembre scorso al Pronto Soccorso o dell’Ospedale San Giovanni di Dio.
Ieri pomeriggio, l’autopsia.

La richiesta da parte dell’Avv. Pennica, è quella di far luce sul decesso del 56enne agrigentino, morto dopo essere stato trasportato dall’ospedale, ad una Residenza sanitaria a Naro.

Bisogna accertare se è stato curato in modo adeguato e se la morte si sarebbe potuta evitare con le accortezze della regola dell’arte medica adeguate al caso in esame” – queste le parole dell’Avvocato, mentre  si indaga a carico di ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo.

La richiesta è dunque quella di accertare se l’uomo – che  viveva in condizioni di totale indigenza e soffriva già di patologie come diabete e obesità – non si stato dimesso troppo frettolosamente dalla struttura ospedaliera, per tornare nella Rsa dove era ricoverato a causa delle sue condizioni di vita al margine.

Era evidente la gravità della condizione fisica che lo esponeva in questo periodo a una sicura morte che doveva essere preventivata con la attivazione di tutte le precauzioni del caso” – ha proseguito il legale.

Il pubblico ministero Cecilia Baravelli, titolare del procedimento, ha subito disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica che è stato eseguito dai carabinieri all’ospedale San Giovanni di Dio e nella Residenza sanitaria assistita San Calogero di Naro, per poi disporre l’autopsia, avvenuta ieri ad opera del medico legale Alberto Alongi e dal cardiologo Pietro Di Pasquale che nelle prossime settimane depositeranno le loro relazioni, facendo così chiarezza sulla morte dell’uomo.

 

 

Nessuno ancora sa perché una ragazzina di 13 anni di Calamonaci, nell’agrigentino, si sia buttata dal secondo piano di una palazzina popolare in via Graceffo. La ragazza, che cadendo ha riportato diverse fratture e traumi,  è stata subito soccorsa e condotta prima all’ospedale di Sciacca, dove poi hanno disposto un ulteriore trasferimento al Sant’Elia di Caltanissetta; qui i sanitari hanno constatato che non è in pericolo di vita.

Ha aspettato la mezzanotte per buttarsi giù, e i vicini di casa hanno sentito il tonfo dell’impatto sull’asfalto.

 

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha emesso un’ordinanza che vieta, dalle ore 21 di oggi giovedì 31 dicembre fino alle ore 6 di domani venerdì primo gennaio la vendita e l’esplosione di artifici pirotecnici che abbiano effetto scoppiettante, crepitante o fischiante, ovvero prodotti che, anche se non espressamente vietati, possano comportare (se usati maldestramente) situazioni di pericolo, salvi spettacoli di fuochi d’artificio preventivamente autorizzati dalle competenti autorità. Il sindaco ha incaricato gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica del controllo al fine del rispetto dell’ordinanza. La violazione dell’ordinanza comporterà l’applicazione di sanzioni da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro, nonché il sequestro del materiale utilizzato e illecitamente detenuto.

Da oggi e per quattro giorni l’Italia è tutta in zona rossa. Massima allerta sui veglioni clandestini. Intensificati i controlli per spostamenti e coprifuoco.

Da oggi l’Italia torna tutta in zona rossa, per gli ultimi sei giorni di lockdown, fino all’Epifania, con la “pausa” arancione del 4 gennaio. Come successo per il Natale, anche il Capodanno sarà sorvegliato speciale da parte delle forze dell’ordine impegnate nei controlli non solo su strade e autostrade ma anche sul web, per intercettare i tentativi di organizzare feste e veglioni clandestini. L’obiettivo è quello di evitare assembramenti pericolosi, in particolare nella notte di San Silvestro quando il coprifuoco, che solitamente termina alle 5, sarà allungato fino alle 7 del mattino del primo gennaio. Le restrizioni saranno quelle già predisposte nella settimana di Natale, dal 24 al 27 dicembre, con il divieto di spostamento se non per andare a trovare amici o parenti, in massimo due persone (ed eventuali figli sotto i 14 anni o persone disabili) e una sola volta al giorno. Stando sempre attenti comunque al divieto assoluto di muoversi nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. I trasgressori rischiano multe che possono variare dai 400 ai 1.000 euro. In casa si possono ospitare al massimo due persone non conviventi, esclusi sempre i minori di 14 anni. Per questo le forze dell’ordine predisporranno controlli più serrati, in particolare sulle auto con più di due passeggeri. Quasi un italiano su due (il 47%), secondo Coldiretti, è pronto a denunciare eventuali comportamenti scorretti, come feste con tanti ospiti e veglioni abusivi. Secondo Confcommercio è boom di vendite nel settore alimentare a cominciare dai vini di alta qualità. La spesa media per il cenone a casa Coldiretti stima che sia intorno ai 65 euro. Ultimo giorno di zona arancione: cosa si può fare oggi e cosa succede a Capodanno
Ed ancora, da oggi, e per quattro giorni, chiuderanno i negozi di moda, gioielli e altri beni non indispensabili e si fermeranno i centri commerciali. Bar e ristoranti possono restare aperti solo per l’asporto (dalle 5 alle 22) e per le consegne a casa, senza limiti di orario.