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La difesa di Salvatore Di Gangi, 75 anni, di Polizzi Generosa, arrestato nei giorni scorsi in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione per una condanna a 4 anni, diventata definitiva, chiedono la sospensione della pena per motivi di salute. La condanna per Di Gangi è relativa ad un fatto avvenuto negli anni novanta e segnatamente per un’episodio di estorsione ai danni della Fauci Laterizi di Sciacca. I difensori di Di Gangi chiedono, virtù delle sue condizioni di salute la sospensione della pena, per le cure mediche di cui avrebbe bisogno l’anziano o, in subordine, gli arresti domiciliari. Sarà il Tribunale di Sorveglianza, nei prossimi giorni, a decidere sull’istanza. Di Gangi era ritenuto dagli investigatori, al momento della presunta estorsione, il capo della famiglia mafiosa di Sciacca e non poteva, dunque, non sapere.


Il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo la tesi difensiva degli avv. Calogero Meli e MariaTeresa Meli ha annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Agrigento in data 8/7/17, con la quale il GIP dott. Provenzano aveva applicato nei confronti di Pullara Carmelo  la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Questi i fatti: Il Pullara Carmelo, rimasto coinvolto in un sinistro stradale verificatosi in Favara la notte tra il 2 ed il 3 luglio, era stato arrestato dai Carabinieri di Favara  il giorno 4/7/17 i quali gli contestavano i reati tentato omicidio stradale e fuga del conducente.
All’udienza di convalida, il Pullara contestava le accuse mosse a suo carico spiegando al GIP che nulla potette fare per evitare l’impatto con lo scooter condotto dal minore D.G. queste le sue iniziali, il quale, nel tentativo di immettersi in una traversa secondaria di Via Pietro Nenni in Favara,  non rispettando le disposizioni del codice della strada, tagliava la strada al ciclomotore  condotto da Pullara Carmelo, che inevitabilmente entrava in collisione.
Rappresentò inoltre che  non si diede alla fuga, ma che unitamente ai familiari del ragazzo si portò con questi in ospedale.
Puntualizzava ancora che il minore  a bordo dello scooter era senza casco e senza  copertura assicurativa e che non versava in stato di coma farmacologico.
Il GIP di Agrigento, non convalidava l’arresto ma, con ordinanza resa in data 8/7/17 applicava la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il Tribunale  del Riesame di Palermo ha annullato interamente l’ordinanza del GIP di Agrigento

L’imprenditore agrigentino, originario di Aragona, Carmelo Salamone, è stato riconfermato all’unanimità Presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, di Agrigento, nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci. Salamone sarà affiancato dai Vice Presidenti Fabio Iacopelli (tesoriere) e Vincenzo Di Maria. Del nuovo Comitato sono parte: Vincenzo Siracusa, Tommaso Sciara, Luigi Costanza, Riccardo Messina, Angelo Sciumè, Salvatore Zammuto e Francesco Iacolino. Il collegio sindacale è composto dagli avvocati Mula, Caramazza e Amoroso. Il presidente Carmelo Salamone, all’atto dell’insediamento, tra l’altro ha affermato: “Bisogna riportare l’edilizia ad essere il motore trainante della nostra economia territoriale. E’ una delle priorità che bisogna perseguire con il massimo impegno. Certo, non è semplice, vista la crisi che ci portiamo dietro, ma dobbiamo fare sì che l’impresa edile trovi la giusta collocazione riportando il settore a recuperare mercato e capacità di competere”


L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala che mercoledì scorso, a San Leone, da un pozzetto di acque bianche, quindi di competenza del Comune, è iniziata a fuoriuscire dell’acqua maleodorante. Le analisi compiute dall’Arpa hanno accertato che si tratta di acqua contaminata dalle fogne, e che è giunta al pozzetto da qualche scarico abusivo. Infatti, è presente azoto ammoniacale, tensioattivi ed elevati indici di inquinamento microbiologico. Il Comune ha transennato l’area.
Ma la gente fa il bagno…20135704_320719271687049_8925032484509319168_n

Quattro medici dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta sono stati rinviati a giudizio dal gup Antonella Leone. I quattro erano stati coinvolti nell’inchiesta sulla morte di una ragazza di Palma di Montechiaro, Viviana Meli, deceduta, a 29 anni, dopo il ricovero nella struttura ospedaliera nissena a seguito di un incidente stradale avvenuto nel settembre del 2012 nei pressi del bivio per Naro. Il processo vedrà alla sbarra, per omicidio colposo, Carla Cammarata, 60 anni, urologa, Michele Palumbo, 37 anni, medico ortopedico, Angelo Santamaria, 59 anni, anche lui medico ortopedico, e Salvatore L. Asaro, 56 anni, anestesista.


Nella tarda mattinata di ieri 20 luglio, giungeva segnalazione alla sala operativa della Polizia di Stato della presenza, nel piazzale di ingresso antistante il Tempio di Giunone, di una persona fortemente ustionata che chiedeva aiuto.
Sul posto, oltre al personale del 118, venivano inviate pattuglie della Polizia Stradale e dell’Ufficio Volanti.
Gli operatori rintracciavano la persona ustionata, identificata per P. J. di anni 26, il quale  presentava vistose ustioni in tutte le parti del corpo, specie negli arti superiori ed inferiori: pertanto veniva immediatamente trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Contestualmente una pattuglia della polizia stradale, in transito per la Rotatoria Giunone, comunicava via radio al 113 la presenza di un pericoloso incendio all’interno dell’area boschiva vicino al Museo vivente del Mandorlo a poca distanza dal tempio di Giunone.
Immediatamente, personale della  Volante “Esseneto” giungeva sul posto ed, atteso che le fiamme si sarebbero potute propagare per tutta l’area boschiva nonché interessare parte del parco archeologico, non esitava ad attivarsi, anche con lo stesso estintore in dotazione, alle primissime operazioni di spegnimento.
La stessa volante, una volta spente le fiamme,  accertava la presenza di un ammasso di fili di rame ancora incandescenti da cui era divampato l’incendio.
Ancora una volta il perfetto coordinamento tra tutto il personale della Polizia di Stato ha dato i suoi frutti.
Infatti, la successiva attività investigativa, compiuta in piena sinergia dai poliziotti della squadra volante e della stradale permetteva, nel giro di poche ore, di far luce sulla reale dinamica degli eventi.
Nel dettaglio, P. J. e C. S. si erano dati appuntamento nel boschetto per bruciare una matassa di cavi elettrici da cui ricavare rame.
Infatti, P. J e C. S in concorso, per separare il predetto rame dalle parti in plastica ed accelerare il processo combustivo avevano prelevato della benzina dalla moto ape in uso ad uno dei due e, dopo aver cosparso la massa da incendiare, la fiamma divampava  sfuggendo così al loro controllo e ustionando. in tutte le parti del corpo P.J.
Quest’ultimo, preso dal panico fuggiva con la propria autovettura ma, colto da malore e non riuscendo più a guidare per i forti dolori, si fermava subito dopo l’area di sosta del tempio di Giunone per chiedere  soccorso ai commercianti ivi presenti.

  1. J. nel primo pomeriggio di ieri è stato trasportato presso il centro ustionati dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

I due sono stati deferiti , in stato di libertà, all’autorità giudiziaria competente per il reato di incendio boschivo in concorso.

A Favara, nei locali del “Quid”, in Vicolo Luna, è stata presentata in conferenza, la prima edizione di “Eccellenze Italiane in Europa”, che si svolge a Favara già da oggi e poi sabato 29 e domenica 30 luglio. L’iniziativa è frutto delle attività della “Fondazione Italiani in Europa” presieduta dal professor Giuseppe Arnone, che ha incontrato diverse comunità, associazioni, sindacati e patronati italiani all’estero, tra Germania, Belgio e Inghilterra. Il Premio “Eccellenze Italiane in Europa” intende quindi rivalutare il Made in Italy, l’essere italiano all’estero, la sua evoluzione imprenditoriale, e la capacità di costruire e alimentare una cultura dell’italianità all’estero.
Le interviste sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras.
Seguiamo l’intervista di Teleacras a Giuseppe Arnone, guarda il video
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“Il mese di luglio è ormai agli sgoccioli e le lamentele degli addetti al settore turistico non mancano. Lamentele che devono far riflettere l’amministrazione su quello che non si è fatto e su quello che è necessario fare per incrementare il turismo in una città definita a vocazione turistica ma da sempre bistrattata nella sua potenzialità”.
A scrivere la nota è il Capogruppo del PDR Sicilia Futura, Nuccia Palermo, che ormai per il secondo anno di fila bacchetta l’amministrazione Firetto sulla scarsa attenzione rivolta verso una seria programmazione di rilancio per la città nel settore principe qual è il turismo sia esso culturale, balneare, scolastico o congressuale.
“E’ boom di visite alla Valle dei Templi mentre la nostra città muore lentamente – commenta il Capogruppo Palermo – Un paradosso inaccettabile se consideriamo la palese incapacità di intercettare, trattenere ed invogliare il turista a permanere nella Città di Agrigento. Gli unici barlumi di luce sono dati dalle iniziative private e questo aggrava la posizione dell’amministrazione locale e ancor più della politica in generale. Tra gli esempi più eclatanti: le diverse iniziative di una splendida realtà come quella dell’Accademia di belle Arti all’interno del centro città (per parlare di turismo culturale) o quelle del privato che organizza una giornata di attrattiva turistica sul litorale Sanleonino. Entrambi, numeri alla mano, capaci di spostare in città un numero rilevante di persone. Ricordiamo all’amministrazione che un soggetto che pernotta e vive la città, lascia denaro e dona linfa all’intero tessuto economico e sociale. Un tessuto dal quale pretendiamo sempre più in termini di imposte e tasse. Purtroppo, però, non solo sembra mancare una azione seria di rilancio ma al danno si aggiunge la beffa: le attività lamentano una sorta di contrasto nonché una netta mancanza di agevolazioni per consentire loro di aprire la saracinesca o mantenerla aperta”.
Dobbiamo deciderci! O trasformiamo definitivamente il nostro territorio in un dormitorio raccattando qualche mollica dal grossissimo afflusso turistico alla Valle dei Templi, e soprattutto lasciando andar via i nostri ragazzi, o decidiamo di rilanciare realmente la città. – insiste Nuccia Palermo – La scusa della mancanza di fondi non regge più se la associamo a tutta una serie di ordinanze che rischiano di azzoppare maggiormente le attività presenti”.
Il vero problema parte dalla politica che sembra non dare più un ruolo centrale al lavoro. Una disoccupazione giovanile in perenne incremento dove per giovanile intendiamo una fascia di uomini e di donne che va dai trenta ai quarta anni e che ci si ostina ancora a chiamare giovani come a nascondere il fallimento chiaro di una classe politica che non ascolta la propria gente.”.
Chiediamo a gran voce, dunque, dopo aver constatato sui vari più famosi portali di prenotazione che Agrigento risulta essere tra le città turistiche siciliane con la percentuale più bassa di soggetti che pernottano, l’istituzione di una consulta turistica formata da addetti ai lavori capaci di rendere appetibile la nostra realtà. Nell’anticipare che nel corso della settimana a venire protocolleremo relativa proposta di delibera per un regolamento apposito istituente la consulta turistica, chiediamo ancora che questa amministrazione si segga finalmente con i rappresentanti della città per ridare spazio alla propria gente e ridonarle la speranza nel futuro”.

Le crescenti difficoltà degli ospedali-aggravate nel periodo estivo dal godimento delle ferie-sono diventate in alcune realtà insostenibili e richiedono urgenti interventi di reclutamento di personale medico, sanitario e tecnico.
Accade ad Agrigento, così come in altri ospedali della provincia come in particolare a Canicatti e Licata,e tutto ciò nel silenzio assordante della Regione che non ha ancora sbloccato le procedure di stabilizzazione ed il genere di reclutamento del personale necessario a garantire i servizi indispensabili ad i pazienti della nostra provincia.
Non è ancora differibile il tempo del potenziamento dei reparti degli ospedali della provincia a cominciare da quello di Agrigento che resta il principale presidio di salute pubblica a tutela degli assistiti.
Chiediamo al sindaco di Agrigento ed alla deputazione intera di farsi carico della responsabilità politica-continuano Iacolino e Falzone- e di incalzare il Governo regionale per normalizzare la sanità ospedaliera, autorizzando le stabilizzazioni del personale medico, infermieristico e tecnico incaricato e tutte le restanti procedure di mobilità e concorsuali necessarie ad assicurare tempestività ed appropriatezza di prestazioni ai pazienti degli ospedali di Agrigento e gli altri della nostra provincia.
Così come chiediamo al Direttore Generale dell’Asp di Agrigento -concludono i consiglieri di Forza Italia-di fare tutto quanto è nelle sue possibilità-in attesa dei provvedimenti autorizzativi regionali-per rispondere alle esigenze delle strutture ospedaliere.

Era il mese del marzo scorso quando veniva chiuso al traffico il Viadotto Morandi, un’importante arteria stradale che collega Agrigento con Porto Empedocle, a causa delle evidenti crepe del ponte, con lo scheletro in ferro ormai visibile in alcuni punti. Prima con le segnalazioni dell’Associazione MareAmico, poi del primo cittadino Calogero Firetto, l’Anas, per consentire il più celere avvio dei lavori per gli interventi di manutenzione, appunto lavori di consolidamento di alcune travi di bordo degli impalcati, aveva ritenuto necessario procedere alla chiusura del tratto di strada.
Dopo quattro mesi, finalmente è stato restituito agli agrigentini, che adesso possono tirare un sospiro di sollievo, il primo tratto “del viadotto Akragas, ossia quello che collega la zona dello stadio comunale “Esseneto” fino all’incrocio per la via Dante e via Imera. “Lavori che sono stati ultimati ieri, ha spiegato la società Anas, mentre la campagna di indagini strutturali eseguita ha evidenziato caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati nella costruzione dell’opera tali da garantire adeguati standard di sicurezza per il transito, sull’intera carreggiata, dei mezzi con limite di massa fino a 3,5 tonnellate”.
Inoltre l’Anas, come sottolinea il Sindaco Lillo Firetto, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 luglio scorso una gara d’appalto finalizzata a interventi di manutenzione straordinaria dei viadotti, ricadenti in territorio agrigentino, lungo le strade statali 115 “Sud Occidentale Sicula” e 115 quater, compreso il viadotto “Akragas”, per un investimento complessivo pari a 30 milioni di euro e una durata massima per l’attivazione dei lavori, prevista in Accordo Quadro, pari a 36 mesi.
Fonte Teleacras