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La Giunta comunale di Agrigento, presieduta dal sindaco, Lillo Firetto, ha approvato il progetto di fattibilità, di 2 milioni e 741 euro, per il recupero in sicurezza del versante a nord est delle palazzine Crea e del versante sottostante la via Picone a rischio idrogeologico. I fondi rientrano tra gli interventi previsti da Agenda Urbana. Si tratta di opere di completamento di un’area più ampia, compresa tra il Viale della Vittoria e la via Picone, già in parte interessata dagli interventi della Protezione Civile per il recupero in sicurezza del costone dopo il crollo del 2014. Il sindaco Firetto commenta: “Abbiamo sfruttato l’occasione di un finanziamento per risolvere in modo definitivo un problema che interessa quest’area e centinaia di persone. L’area è censita come area a rischio R4. È evidente che il perdurare di questo stato di fatto senza procedere nel tempo ad alcun intervento avrebbe potuto determinare nuove preoccupazioni, sia a valle che a monte del costone”.

Sono 200 i tunisini imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle dove arriveranno in serata. All’hotspot di Lampedusa restano intanto più di 400 persone. Dopo i 67 migranti che, fra la notte e l’alba, con 4 barchini, sono arrivati direttamente sulla terraferma, gli sbarchi non si sono fermati: altri 83 tunisini, su più imbarcazioni, sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia costiera.

La Prefettura di Agrigento è ancora al lavoro per cercare nuove e ulteriori strutture dove collocare i migranti che affollano l’hotspot dove si è arrivati a toccare la quota di oltre 600 presenze.

“A seguito di alcune notizie apparse in questi giorni sulla stampa provinciale, peraltro capziose, per fare chiarezza ed onore di verità ho il dovere di precisare alcune inesattezze che sono emerse”.

A parlare è il Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Asp di Agrigento, dott. Giuseppe Caramanno, nonché primario di Emodinamica e Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio.

Il Dott. Caramanno prosegue: “L’unità operativa di Cardiologia di Canicattì continua a svolgere la propria funzione grazie al contributo determinante dei medici di Agrigento e Sciacca che si stanno sacrificando non poco, per assicurare un servizio agli utenti di Canicattì e del suo hinterland; purtroppo devo contastare che se si è giunti a questa situazione di grave carenza di organico, si ha una ragionevole certezza del fatto che il dott. Luciano Sutera Sardo, primario ff della Cardiologia di Canicattì poco o nulla ha messo in atto per trattenere nel proprio reparto almeno quattro medici; uno si trova in via provvisoria all’ospedale di Licata; un altro è andato in pensione il prima possibile; gli altri due medici, hanno preferito trasferirsi nel reparto di Cardiologia dell’ospedale di Caltanissetta in quanto i rapporti con il primario ff non erano proprio idilliaci”.

“Recentemente – continua Caramanno – si è concluso il concorso per 12 posti di cardiologi nell’ambito dell’ASP di Agrigento; ebbene i tre posti della Cardiologia di Canicattì sono rimasti vacanti, nonostante 26 medici idonei. Perché nessuno vuole accettare un posto di ruolo nel suddetto reparto? A questa domanda dovrebbe rispondere il dott. Sutera Sardo.

La scorsa settimana il Sutera è stato assente dal reparto per 5 gg per motivi familiari e contemporaneamente un altro medico è stato in ferie per 6 gg. per cui pur rimanendo 2 medici titolari in servizio, non posso non significare che la loro assenza è stata ampiamente colmata e non senza difficoltà dal personale medico degli ospedali di Agrigento e Sciacca” il quale con grande spirito di abnegazione e con turni massacranti, ha assicurato la presenza costante in un reparto delicato come quello della Cardiologia”.

“Per quanto mi riguarda – conclude il Dott. Caramanno – questa è l’amara situazione che si è venuta a creare all’interno della Cardiologia dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Ovviamente dispiace leggere certe dichiarazioni che sono in netto contrasto con la sacrosanta verità. Senza nulla togliere ai colleghi di Canicattì, che peraltro avranno una settimana di ferie nel mese di Agosto, non si può far finta di nulla e far passare inosservato il grande lavoro che stanno compiendo altrettanto i colleghi di Agrigento e di Sciacca”.

Un investimento da 2,5 milioni di euro per attrezzare le spiagge libere di 126 Comuni siciliani con misure per favorire il distanziamento interpersonale e scongiurare il contagio fra i bagnanti. E’ quanto deliberato dal governo Musumeci, nell’ambito di misure anti-Covid 19 e del contestuale rilancio delle attività turistico-ricreative nell’Isola.

L’atto, proposto dagli assessorati all’Ambiente e alla Salute e che prevede la collaborazione dell’Anci Sicilia (come è noto spetta istituzionalmente ai Comuni un servizio di vigilanza con presenza di bagnini di salvataggio e vigilanza ), punta a dare un nuovo look alle spiagge pubbliche dotandole di nuovi servizi e dei protocolli necessari per evitare il contagio anche durante le ore di relax.

Nelle spiagge libere siciliane, oltre alla fornitura di dpi per il personale addetto all’assistenza dei bagnanti, faranno così la loro comparsa i kit di sanificazione, una cartellonistica informativa con tutte le norme anti contagio, ma anche i segnaposto per aiutare a rispettare la distanza tra gli ombrelloni.

Ma c’è di più: tra i nuovi servizi, infatti, sono previsti i percorsi dedicati all’accessibilità al mare per i diversamente abili, la videosorveglianza e l’implimento dei controlli delle spiagge da parte della polizia locale mediante un fondo che verrà destinato all’integrazione oraria.

Il progetto è finanziato attraverso le risorse della Protezione civile siciliana previste per l’emergenza Coronavirus; le attività, infatti, prevedono anche il coinvolgimento attivo dei volontari del dipartimento regionale e prenderanno il via a breve.

“Impegno preso e mantenuto – dice l’assessore regionale all’Ambiente, Toto Cordaro – anche con riferimento al contributo economico ai Comuni costieri della Sicilia per la gestione delle spiagge libere in tempo di Covid. Abbiamo operato con l’Anci regionale, consapevoli della centralità del ruolo della Regione e della serietà delle azioni che ha portato e continuare a portare avanti il governo Musumeci nell’interesse esclusivo dei siciliani”.

“Appena tre mesi fa, in pieno lockdown – ricorda l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – immaginare una stagione balneare era ambizioso, se non addirittura impossibile. Oggi, grazie alle misure di contrasto al virus adottate dal presidente Musumeci, la Sicilia viene percepita come un territorio sicuro, ma occorre sempre mantenere alta la guardia per non vanificare quanto fatto da tutti nei momenti più difficili dell’emergenza. Questo progetto completa, di fatto, il percorso avviato con il protocollo turistico-sanitario Sicilia SiCura, puntando a una accessibilità alle spiagge libere che deve essere comunque associata al rispetto delle regole”.

Botte da orbi questa notte intorno alle 3 all’interno della villa Sandro Pertini, nel cuore di San Leone. A darsele di santa ragione per motivi futili sono stati inizialmente due giovani, ai quali si sono aggiunti altri ragazzi presenti nei dintorni. In pochi minuti si è creato un mucchio selvaggio composto da una quindicina di persone. Poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine i protagonisti della rissa si sono dileguati, facendo perdere le proprie tracce. Quanto accaduto conferma come a San Leone il controllo del territorio sia sempre più una priorità.

E’ ripartito in Corte di appello il processo a carico dei quattro condannati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità legate alla realizzazione del cosiddetto “Villaggio dei vip” nei pressi della Scala dei Turchi. La sentenza è stata emessa dal gup Francesco Provenzano il 26 luglio del 2018.
Quattro mesi di arresto e 4 mila euro di ammenda sono stati inflitti ad Antonino Terrana, 62 anni, dirigente della Soprintendenza e Giovanni Francesco Barraco, 59 anni, direttore dei lavori. Otto mesi di arresto e 14 mila euro di ammenda per Gaetano Caristia, 72 anni, presidente della società siracusana Co.Ma.Er che stava realizzando il complesso di villette a schiera e Sebastiano Comparato, 83 anni, legale rappresentante e socio maggioritario della stessa società. Ieri mattina Terrana e Caristia (difesi dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Luigi Restivo) hanno rinunciato alla prescrizione. I giudici hanno ammesso pure alcuni documenti che proverebbero, secondo la difesa, l’inesistenza di alcun vincolo. L’8 settembre è in programma la requisitoria del pg.
Il progetto del Borgo Scala dei Turchi è un complesso di villette a schiera, poco distante dalla scogliera di marna fra le più famose al mondo, ritenuto illegittimo dalla Procura che, nell’agosto di cinque anni fa, è stato posto sotto sequestro mentre era in corso di costruzione e avrebbe violato le prescrizioni relative alle altezze alla distanza dal mare.

Nominata dal Segretario Generale CGIL-AGRIGENTO, Alfonso Buscemi, la responsabile della Camera del Lavoro “A.Saccaro” di Canicattì. Rosaria Alaimo, 39 anni, docente di Canicattì, componente del Direttivo Provinciale e Regionale della FLC-CGIL e componente del Collegio dei Sindaci Revisori della CGIL-Agrigento, ha sempre svolto attività sindacale sul territorio e all’interno della Categoria. Con la nomina di Rosaria Alaimo quale responsabile della Camera del Lavoro “A.Saccaro” di Canicattì, si vuole dare seguito a quell’impegno fattivo e partecipativo sempre profuso all’interno del territorio, fondato sui valori delle libertà personali, civili, economiche, sociali, politiche e della giustizia sociale quali presupposti fondanti e fini irrinunciabili di una società democratica. E’ proprio in quest’ottica che attraverso il rinnovamento degli entusiasmi e la disponibilità dei compagni che hanno voglia di dedicare il proprio tempo al servizio dell’Organizzazione, si potrà agire su una prospettiva di rivalutazione territoriale. Sarà compito della nuova responsabile, in un momento storico, politico e sociale molto delicato, quale quello che stiamo attraversando, rilanciare l’attività sul territorio a fianco dei lavoratori e nella piena tutela e rivalutazione del bene comune, affinché si realizzino le prerogative di cui la CGIL è portatrice, diffondendo la cultura del lavoro come principale strumento di democrazia.

Il vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Giuseppe Milano, esprime vicinanza nei confronti dei tre carabinieri aggrediti, ieri sera, da due extracomunitari che cercavano di fuggire da un centro di accoglienza della città: “A nome di Fratelli d’Italia – afferma Milano – esprimo totale solidarietà ai tre carabinieri colpiti, nell’adempimento del proprio dovere, da due tunisini che tentavano di scappare da una struttura di accoglienza.

Episodi del genere, che peraltro stanno diventando, purtroppo, sempre più frequenti, sono intollerabili e vanno fermamente condannati, per questo chiediamo l’espulsione immediata di questi soggetti dal territorio italiano, che vadano a scontare l’eventuale pena nel loro Paese.

Chi viene in Italia deve rispettare le leggi e non può permettersi di commettere simili atti nei confronti delle forze dell’ordine.

Chi colpisce un uomo o una donna in divisa, colpisce lo Stato.

Ai tre carabinieri rimasti contusi vanno i più sentiti auguri di una pronta guarigione”.

Ieri il primo giuramento solenne in presenza, a seguito della pandemia che ha colpito il nostro Paese, di 3 neo avvocati agrigentini presso l’Aula Consiliare del Tribunale di Agrigento.
Gli Avv. Chiara Campagna, Luigi Cervone e Antonino Cammalleri hanno letto, dinanzi il Collegio presieduto dal Commissario Straordinario Avv. Silvio Salvatore Miceli, unitamente ai Colleghi Avv. Gianni Hamel e l’Avv. Vincenzo Campo, la formula di rito del giuramento solenne all’esercizio della professione forense, alla presenza dei più stretti congiunti nel rispetto delle misure di contenimento per l’emergenza Covid.
“Si tratta del coronamento di un lungo percorso di formazione – ha dichiarato l’avv. Chiara Campagna – che mi ha permesso di credere fortemente nel valore della libertà e dei diritti umani, fedeli compagni di questa professione. Mi ha sempre affascinata il pensiero di poter sciogliere l’enigma su chi abbia ragione in una controversia, ed è proprio la curiosità di svelare questo arcano che sin da ragazzina mi ha fatto amare il famoso “cencio nero”- conclude l’avv. Campagna.

Il centro di accoglienza si chiama “Casa dei gabbiani” ed è sito nei pressi della miniera Ciavolotta. Ieri due tunisini hanno tentato la fuga e verso l’uscita hanno trovato, però, tre carabinieri in servizio presso la struttura che hanno cercato in tutti i modi per fermarli.

Alla fine ci sono riusciti; si, ma a quale prezzo: trasportati in ospedale, al pronto soccorso, le contusioni subite sono guaribili in dieci giorni.

I due sono stati bloccati e arrestati per resistenza a Pubblico ufficiale e oltraggio.