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Muoiono 2 persone per Covid in provincia di Agrigento. Una a Ribera e l’altra a Sciacca.  I nuovi casi sono, invece, 471, due nuovi  ricoveri e 450 i guariti.

Gli agrigentini ospedalizzati – stando al report di sorveglianza sanitaria dell’Asp – sono 47:  22 all’ospedale di Ribera e 19 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Tre, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva: 1 a Ribera e 1 ad Agrigento. Una persona si trova ricoverata in un hotel covid fuori provincia.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.330; Alessandria della Rocca  31; Aragona 144; Bivona 30; Burgio 18; Calamonaci 8; Caltabellotta 49; Camastra 64; Cammarata 266; Campobello di Licata 215; Canicattì 983; Casteltermini 130; Castrofilippo 23; Cattolica Eraclea 37; Cianciana 77; Comitini 12; Favara 756; Grotte 127; Joppolo Giancaxio 27; Licata 1.156; Lucca Sicula 3; Menfi 262 ; Montallegro 12; Montevago 32; Naro 131; Palma di Montechiaro 717; Porto Empedocle 359; Racalmuto 141; Raffadali 311; Ravanusa 320;  Realmonte 61;  Ribera 206; Sambuca di Sicilia 28; San Biagio Platani 68; San Giovanni Gemini 291; Sant’Angelo Muxaro 12; Santa Elisabetta 39 ; Santa Margherita di Belice 105; Santo Stefano di Quisquina 59; Sciacca 626; Siculiana 85; Villafranca Sicula 2.

19 migranti in quarantena sulle navi di accoglienza in rada della costa agrigentina.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare reale, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, sottoponendo a sequestro oltre 200.000 euro nei confronti di sette soggetti di origini siciliane, ritenuti responsabili, secondo ipotesi d’accusa, di aver indebitamente percepito, negli anni, il cd. “assegno sociale”, erogato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Le indagini, eseguite dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina e coordinate dalle Procura della Repubblica di Messina, si inquadrano nell’ambito delle generali funzioni attribuite alla Guardia di Finanza ai fini della ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di uscite dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Unione Europea e traggono origine da una mirata attività di analisi finalizzata ad intercettare e reprimere l’indebita percezione di prestazioni previdenziali.

L’assegno sociale”, come noto, ha sostituito la preesistente “pensione sociale”, ha natura marcatamente assistenziale – essendo destinato a coloro che versano in condizioni economiche manifestamente disagiate – ed è erogato dall’INPS in tredici mensilità.

La sua concessione è vincolata non solo al rispetto di determinati requisiti reddituali, ma anche e soprattutto a requisiti anagrafici: essere cittadini italiani di età superiore a 66 anni e 7 mesi, con stabile e continuativa dimora nel territorio italiano per almeno 10 anni. Non è sufficiente il mero dato formale della residenza, talché l’eventuale prolungato soggiorno all’estero diventa causa di perdita della prestazione previdenziale.

Proprio tale ultima circostanza, quindi, costituiva il principale elemento su cui si focalizzava l’attenzione investigativa, selezionando gli approfondimenti sul conto di una serie di soggetti connotati da alti profili di rischio.

In particolare, le investigazioni delle Fiamme Gialle di Taormina si concentravano sui soggetti destinatari dell’odierno provvedimento cautelare (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari e che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) i quali, solo formalmente, risultavano essere rientrati in Italia da paesi sud americani o europei, aver ottenuto la residenza in piccoli comuni della fascia jonica della provincia peloritana (S. Alessio Siculo, Limina, Roccalumera), per poi, anche nel giro di pochi mesi, presentare richiesta di percezione del beneficio.

Gli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Messina, tuttavia, hanno restituito – secondo ipotesi investigativa e che dovrà comunque trovare conferma nei successivi gradi di giudizio – una realtà completamente diversa, emergendo come si trattasse di un mero “fittizio trasferimento della residenza in Italia non appena raggiunta l’età minima per accedere alla prestazione previdenziale”.

I comportamenti documentati dalle indagini ed oggetto delle odierne contestazioni provvisorie sono risultati i più disparati:

– per simulare il requisito della dimora abituale, è emerso come alcuni richiedessero di mantenere la residenza presso abitazioni di fatto mai abitate, dimorando stabilmente in Sud America, ovvero, in alcuni casi, risultassero iscritti nelle liste di locali medici di base, senza che questi abbiano mai effettuato visite domiciliari o addirittura averli mai conosciuti, ovvero ancora documentassero l’acquisto di medicinali presso farmacie del comprensorio (evidentemente avvalendosi dell’ausilio di terzi soggetti, verosimilmente in possesso della tessera sanitaria agli stessi intestata);

– parimenti, per simulare il requisito reddituale, in un caso, emergeva come il richiedente il beneficio previdenziale avesse rappresentato una fittizia separazione dal coniuge, persino omettendo di dichiarare l’attualità dell’esercizio della propria professione di architetto.

In definitiva, secondo ipotesi d’accusa, un’articolata catena di false dichiarazioni e varie condotte artificiose, “proditoriamente finalizzate” – nel loro complesso – “a trarre in inganno l’Ente erogatore in ordine alla sussistenza”, in capo ai cittadini richiedenti, “dei requisiti di legge” per il riconoscimento del beneficio economico.

Sulla scorta del quadro di anomalie così ricostruito, pertanto, riconoscendo la convergenza del quadro indiziario ed il pericolo di aggravamento delle conseguenze dei delitti ipotizzati, il competente G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, ha quindi disposto il sequestro per equivalente delle somme indebitamente percepite, negli anni dal 2016 al 2021, per un importo complessivo pari a 203.653,00 euro.

L’operazione odierna testimonia, ancora una volta, l’impegno della Guardia di Finanza e dell’Autorità Giudiziaria di Messina nel reprimere le truffe ai danni della macchina statale, a salvaguardia della corretta erogazione dei pubblici contributi, così garantendo alle comunità locali condizioni di vita migliori e sicuramente più eque, nonché che le risorse statali vengano destinate a chi davvero ne ha bisogno.

 

Ad Agrigento domani sabato 26 febbraio, dalle ore 7:30 fino a cessato bisogno, sarà chiusa al transito la via Panoramica dei Templi, per interventi di potatura su esemplari di ficus ad opera del Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento.
Ancora ad Agrigento da martedì prossimo, primo marzo, a venerdì 4 marzo, sarà chiusa al transito la via Atenea perché saranno in corso lavori di pulizia delle caditoie tramite auto-espurgo.

La Giunta comunale di Agrigento ha presentato una richiesta per il finanziamento, per complessivi 3 milioni e 766mila euro, di 5 progetti a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza per il miglioramento e la meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

1: 5 isole ecologiche di prossimità per 763mila e 154 euro.

2: potenziamento raccolta differenziata porticciolo turistico e centro storico per 468mila e 776 euro.

3: potenziamento raccolta differenziata tramite isole ecologiche mobili per 542mila e 760 euro.

4: potenziamento della filiera della raccolta differenziata per 991mila e 660 euro.

5: realizzazione di un Centro di raccolta comunale e di un’area per il deposito temporaneo dei rifiuti in contrada Fondacazzo, per 1 milione di euro.

I governi regionale e nazionale sono intervenuti, e gli autotrasportatori hanno sospeso la protesta in Sicilia. I dettagli: a Roma è stato costituito un “tavolo” permanente di confronto con la categoria. Le aziende, che partecipano al “tavolo” a Roma, si sono impegnate ad aumentare il pagamento del lavoro agli autotrasportatori. Poi il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha annunciato: “Abbiamo previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro a sostegno della categoria, poi un intervento sul credito di imposta per l’attraversamento dello Stretto, e chiederemo al Governo nazionale di riconoscere non 10 ma 12 ore di diritto alla guida, perché per circa 2 ore l’autista non è alla guida mentre attraversa lo Stretto, e questa è un’esigenza sulla quale non possiamo retrocedere di un centimetro”. Poi, il governo nazionale ha stanziato 80 milioni di euro nel Decreto Energia, che si aggiungono ai 240 milioni di euro per altri interventi in precedenza.

Visibili o segreti, recuperati o in degrado, orgogliosi o impauriti, i cortili di Girgenti sono i luoghi della socialità perduta. Il loro racconto, affidato alle parole di Beniamino Biondi comincia dalla triste storia dell’ex tracomatosario, in un dedalo di vie che ci permetterà di riassaporare l’urbanistica del centro storico, incontrando alcuni dei tanti cortili che costellano il percorso. Conosceremo insieme la loro storia, che è soprattutto storia collettiva, le funzioni svolte nel tempo, il successivo abbandono, e i possibili usi ai giorni nostri. Attraverseremo buona parte del centro storico, costeggiando i suoi tesori e le sue macerie, fino alla sommità del colle con una visita inedita ai resti del Castello di Kerkent: un belvedere straordinario con vista sui tetti della città, sulla Rupe Atenea e sui resti ben visibili della fiancata della Chiesa dell’Itria. Ci troveremo sospesi in una dimensione immaginifica e senza tempo.
A circa metà percorso ci fermeremo per una sosta in un cortile del centro storico nei pressi del Duomo, dove sarà offerta la degustazione.
Per prenotare clicca sul tasto “PRENOTA” in alto sul nostro sito -> https://bit.ly/36mUlQo
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Due migranti – un somalo e un sudanese – sono stati trasferiti, con elisoccorso del 118, dall’hotspot di Lampedusa all’ospedale Cervello di Palermo. Entrambi, dopo essere sbarcati negli scorsi giorni e dopo i controlli sanitari di routine, sono risultati essere affetti da tubercolosi. Nella struttura di prima accoglienza di contrada Imbriacola sono, al momento, ospitati in 39.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi, ha condannato ad 1 anno di reclusione, pena sospesa, F. M., 58 anni, Porto Empedocle, imputato di stalking a fronte della denuncia dell’ex moglie, una commerciante agrigentina, che ha raccontato i pedinamenti e i comportamenti molesti posti in essere a suo danno dall’ex coniuge dopo la decisione di separarsi. Il pubblico ministero, Alfonsa Fiore, ne aveva chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi.

Inizialmente sono state due. Poi tre vittime, e non più due, ha provocato lo scontro tra un’automobile e un’ambulanza lungo la strada statale 626 Caltanissetta-Gela, nei pressi dello svincolo per Butera. L’ambulanza dell’Azienda sanitaria provinciale nissena, in servizio all’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, è stata diretta a Gela dall’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove aveva trasportato un paziente sottoposto a una procedura in emodinamica. Ad un tratto, secondo i primi accertamenti della Polizia stradale che ha ascoltato anche dei testimoni, un’automobile Nissan Juke ha invaso la corsia opposta scontrandosi contro l’ambulanza che si è ribaltata. Sono morti sul colpo l’autista dell’auto, Luigi Guarnaccia, 46 anni, di Catania, e il paziente, Francesco Cannìa, 76 anni, di Niscemi, all’interno dell’ambulanza.

Tiziano Iudica

L’autista dell’ambulanza, Tiziano Iudica, 50 anni, le cui condizioni sono apparse subito gravissime, è stato estratto dalle lamiere dai Vigili del fuoco, intubato sul posto e trasportato dal 118 al Sant’Elia. E’ morto durante il tragitto in ambulanza per i traumi subiti agli arti inferiori. Il direttore dell’Azienda sanitaria di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, commenta: “Siamo amareggiati per quanto accaduto, e vicini a tutte le famiglie delle persone che hanno perso la vita, il nostro autista, la persona che si trovava in ambulanza e l’altro automobilista. Non ci sono parole, è l’ennesima tragedia della strada di cui non vorremo mai leggere notizia”.

Sarà attivo dai primi giorni del prossimo mese di marzo, presso l’Unità operativa di medicina interna ad alta intensità di cure dell’ospedale di Canicattì diretta dal dottor Giuseppe Augello, il nuovo ambulatorio di “malattie del fegato e patologie alcool correlate”.  Le date previste per le visite quindicinali erogate dal servizio, saranno l’8 ed il 22 marzo dalle ore 8.00 alle 14.00. Gli appuntamenti successivi, sia per le nuove visite che per quelle di controllo, verranno via via  indicati per i mesi a seguire.

“Dopo la recente attivazione dell’ambulatorio ‘long-covid’ – afferma il commissario straordinario ASP, Mario Zappia – dedicato al trattamento degli strascichi da post infezione in tutte quelle persone che, pur essendo guarite, continuano a presentare un quadro di salute deficitario, il ‘Barone Lombardo’ di Canicattì si arricchisce di un nuovo servizio di estrema utilità in grado di ampliare la gamma e la qualità delle prestazioni ospedaliere offerte”.