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Comunicato Stampa del 20/01/2017
IN SICILIA DISABILI SENZA POSSIBILITÀ DI SCELTA, SCHIAVI DEL SISTEMA.
INUTILI GLI INCONTRI E LE PROMESSE FATTE DAL GOVERNO CROCETTA RESTA TUTTO COME PRIMA.
LA REGIONE SICILIA ABBANDONA LE PERSONE DISABILI. POTERE ASSOLUTO AI SINDACI. UN SISTEMA CHE NON CAMBIA.
Le Associazioni di famiglie e persone disabili:
Associazione Amici di Agrigento ONLUS; Associazione Vitautismo ONLUS; Associazione Lottiamo Insieme ONLUS; Associazione Nuove Ali di Agrigento ONLUS; Associazione Senza Limiti di Favara; Associazione Famiglie Persone Down Delegazione Agrigento; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS di Agrigento; nonché familiari di persone disabili,
Giorno 11 novembre 2016 hanno inoltrato al Distretto socio sanitario D1, richiesta urgente d’avvio del progetto gravissimi anno 2015 con metodo d’attuazione “trasferimento monetario per la fornitura diretta dell’assistenza domiciliare da parte di familiari e vicinato sulla base del piano personalizzato”, cosi come previsto dell’avviso emanato dall’assessorato alla famiglia della regione Sicilia il 04/02/2016 prot. n.3246, dopo vari incontri avuti con l’amministrazione Comunale di Agrigento nella qualità di Comune Capofila verso la metà del mese di dicembre i familiare venivano contattati telefonicamente dagli uffici competente per richiedere il codice IBAN, poiché era stata accolta la richiesta fatta dalle associazioni.
Il 19 gennaio l’amara notizia , si riunisce il Comitato dei Sindaci del distretto Socio Sanitario D1 presso il comune capofila Agrigento dove decidono che ,per il progetto gravissimi anno 2015, dovrà essere utilizzato il Voucher spendibile presso Enti accreditati metodo utilizzato già nel progetto gravissimi anno 2013, ancora oggi sospeso , con gravi conseguenze , segnalate più volte , quali: attese lunghe per l’avvio del servizio a causa delle procedure propedeutiche per l’accreditamento delle cooperative e distribuzione dei voucher ; costi di gestione delle cooperative a carico dell’utente; sospensione del servizio per rendicontazione; imposizione all’utilizzo delle cooperative senza possibilità di scelta. Quello dell’utilizzo dei voucher, fu anche scelto dal Distretto Socio Sanitario D1 anche per il progetto gravissimi anno 2014 ad oggi ancora non avviatosi.
Obbligare alla persona disabile all’utilizzo della cooperativa per beneficiare del progetto gravissimi anno 2015 costituisce per la persona disabile una negata libertà di scelta e un costo ingiustificato cioè quello delle spese di gestione della cooperativa, infatti, ogni Voucher di valore lordo pari ad € 18,50 per un’ora di servizio , è compreso di costi di gestione.
Il Distretto Socio Sanitario D1 ad oggi ha 4 servizi a favore di persone disabili sospesi , solo per una volontà ripetuta nel tempo , che è quella di utilizzare le cooperative per l’espletamento dei servizi.
Oggi le persone disabili residenti nei comuni appartenenti al distretto socio sanitario D1 vivono schiavi di un sistema reso forte dal silenzio impenetrabile di quella fascia di persone più debole, che va protetta dalle nostre amministrazioni , invece gli stessi approfittano della loro debolezza per rendere il sistema più forte.
Inutili gli incontri con il Governo Crocetta, promesse non mantenute, eppure a cuore aperto più volte famiglie di persone disabili hanno raccontato, dimostrato e manifestato i gravi disagi e disservizi presenti sul nostro territorio a causa di un sistema che rende la persona disabile schiavo.
Le Associazioni di famiglie e persone disabili vogliono ricordare che il Fondo per la Non Autosufficienza ha lo scopo di rendere la persona disabile libera di scegliere dove andare, cosa fare e da chi farsi assistere ,al fine di permettere allo stesso una vita libera , con pari opportunità e uguaglianza tra gli uomini , ma tali comportamenti assunti dal distretto socio sanitari D1, Comune Capofila Agrigento, calpestano ogni diritto riconosciuto dalla costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU a favore delle persone disabili .


Obiettivo è diffondere nel territorio locale l’idea che l’arte sia un collante tra culture diverse.
Molto si è discusso, in ambito antropologico e sociologico sulle dinamiche della immigrazione e sulla presenza di inadeguate misure socio-politiche da parte della comunità locale. Al centro del dibattito è stata, e continua ad essere, la questione dell’integrazione come «fenomeno strutturale», l’incontro possibile o meno tra culture e identità socio-culturali poste in una dimensione di diversità etnica e politica.
«[…] grazie ai meccanismi sociali di etichettamento e di esclusione impliciti ed espliciti, l’umanità viene divisa tra persone-non persone» (Dal Lago, 1996).
La contrapposizione dicotomica tra person–nonperson focalizza l’attenzione sul processo disumanizzante degli “stranieri”. Ed ecco quindi contrapporsi al binomio iniziale un secondo: sicurezza e integrazione. Desiderio di instaurare una relazione tra Noi e gli Altri e nello stesso tempo l’attuazione di misure restrittive e di difesa. Avanza in questo modo il paradosso della postmodernità: da un lato il bisogno di controllo, di allarmismi, dall’altro l’impulso alla solidarietà, alla promiscuità. Se è vero che la cultura è un processo in fieri, una pratica che gli uomini “fanno” e non un semplice bagaglio di tradizioni che ci si porta appresso, allora è necessario porre l’alterità in una dimensione attiva e non passiva, soggetto pensante che conosce e interroga, e non meramente oggetto ricettore passivo di misure politiche. In poche parole bisogna considerare gli immigrati come attori sociali, individui che tentano, attraverso un viaggio, di ricollocare le proprie radici, i luoghi pensati per trovare una definizione di sé, la storia condivisa, quell’insieme di riferimenti culturali associati alla propria terra, ai processi politici ed economici attraverso cui ne emerge il senso per chi la abita. Allora da dove iniziare? Come fare in modo che queste riflessioni non muoiano sulla carta e prenda forma quella rivoluzione culturale che deve necessariamente partire da un cambiamento di prospettiva nei confronti dell’alterità e quindi di noi stessi?
Domani, sabato 21 gennaio alle ore 19:00, presso lo Spazio Il Funduk, in Via Santa Maria Dei Greci 38, il MEDEX – Musée éphémère de l’exil presenta il primo di una serie di appuntamenti socio-culturali. Non è un vero e proprio museo, ma è un gruppo di giovani creativi, sopraggiunti ad Agrigento, da ogni parte del mondo (Belgio, Francia, Spagna…), con l’intenzione di restare un mese e organizzare eventi itineranti, di tutti e per tutti, attraverso un modulo d’adesione. Per creare una “città parallela”, ma più sana, benevola verso il prossimo e soprattutto unita! Ecco che l’arte diviene tramite, non solo culturale, ma mezzo costruttivo di integrazione. Il “museo” e gli eventi organizzati per tutta la città, diventano qualcosa di associativo, in cui ciò che sta cambiando, non è il tema, ma aspetto e modi per affrontare questo argomento “urgente”, sia a livello nazionale che locale, e che sono mutevoli ogni qual volta si proporrà una diversa collaborazione tra i membri/partecipanti. L’obiettivo è quello di presentare contestualmente le relazioni e i “risultati materiali” che sono scaturiti da esse, attraverso eventi culturali mobili.
http://www.medexmuseum.com/

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Sarà il sindaco Lillo Firetto, lunedì mattina, 23 gennaio alle ore 10, allo stadio Esseneto, a dare il calcio d’inizio della partita della Solidarietà, “Un calcio al bullismo” organizzata congiuntamente dall’Akragas Calcio e dalla Fortitudo Basket in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il patrocinio del Comune di Agrigento. All’iniziativa parteciperanno tutte le scuole della provincia. Scenderanno in campo formazioni miste. Si tratta di un evento, giunto alla seconda edizione, che intende unire sport, spettacolo e solidarietà. Dopo la partita seguirà un varietà musicale con gli artisti di “Amici” e la partecipazione di Marco Catalano.

Due mostre che presentano due giovani, due creativi: Federico Severino, Valerio Valino. I due artisti dialogano tra loro affrontando il tema del paesaggio nelle sue molteplici variabili cromatiche.
A Palermo allo XXS/aperto al contemporaneo (Virginia Glorioso, curatore del progetto CAMERA DOPPIA, ormai alla seconda edizione); e ad Agrigento allo Spazio Espositivo di Francesco Siracusa. “La mostra mette in luce di F.Severino e di V. Valino, la loro ricerca artistica, formalmente differente, partendo da un motivo comune: l’analisi del paesaggio attraverso l’uso del colore.” Afferma l’ideatore e curatore dello Spazio Espositivo, Francesco Siracusa.

Federico Severino, (Vizzolo Predabissi -Mi-, 1990) vive e studia a Catania. Disegna frammenti di paesaggio in cui ritorna ciclicamente con la mente. Luoghi, questi, su cui ha compiuto un atto esperienziale e che traduce con una personale visione creando diversi punti di osservazione. Dà vita, così, ad una dimensione ideale di paesaggio, uno spazio aperto, fruibile da chiunque. Questo continuo ricercare, coinvolge inevitabilmente il suo corpo attraverso un agire non consequenziale, non descrittivo, dove la gestualità data dalla mano, ed il tocco repentino dato con il pastello, è imprevedibile ed automatico. “L’arte, per me, è un veicolo, mai un fine! L’artista non deve mai smettere di ricercare la propria voce per poterla poi dipingere.”

Nella ricerca pittorica di Valerio Valino, (Catania, 1989) è visibile la necessità di reinventare un linguaggio pittorico ampio, che coniughi materiali e significanti contrastanti e di difficile convivenza fra loro. Al centro della sua ricerca c’è la volontà di creare nuovi dialoghi tra tonalità e materiali pop con tonalità atmosferiche o materiali “organici”. Nuovi dialoghi anche, tra materie forti, sonore e incontrollate con materie quasi eteree o geometricamente tenute e cadenzate da linee elementari. La superficie del lavoro dà così origine ad un campo pittorico dove tutto è possibile. “Da uno spazio comune, dipartono due punti di vista, due esperienze di vita, due emozionalità, (quella mia e quella di Federico), attraverso un canale espressivo congeniale ad entrambi, la pittura.. La pittura è un canale espressivo immortale!”

Dal paesaggio, il colore : Federico Severino | Valerio Valino in mostra dal 7 gennaio al 28 febbraio 2017 ad Agrigento allo Spazio Espositivo di Francesco Siracusa, in via Papa Luciani, 52. info@spazioespositivo.net +39 348 3931303

A SALVATORE MORGANTE E FEDERICA MULA  IL PRESTIGIOSO PREMIO “SICILY ART VISION”
Anche due giovani e già affermati Artisti agrigentini, Salvatore Morgante e Federica Mula, eclettici e polivalenti nelle loro multiformi creazioni, fra i nove talentuosi protagonisti della cultura visuale siciliana che saranno insigniti dell’importante Premio “Sicily Art Vision” a Catania, sabato 14 gennaio, alle 17. 30, presso il Museo “Emilio Greco”, Piazza San Francesco d’Assisi, 3, Palazzo Gravina-Cruyllas (in cui ha sede anche il Museo “Vincenzo Bellini”), nel corso dell’inaugurazione della Rassegna d’Arte “Esplicitazioni Creative”, organizzata dall’Accademia Federiciana, curata dal rinomato Critico d’Arte Prof. Fortunato Orazio Signorello, presentata da Giuseppe Proiti e con l’introduzione critica dell’Avv. ssa Monica Candrilli.  Salvatore Morgante, 40 anni, di Favara, pittore, disegnatore, fotografo e designer, in soli tre anni di attività artistica “ufficiale” si è proposto ed imposto ai più alti livelli dell’Arte contemporanea italiana ed internazionale, esponendo in diversi Stati (ultimo in ordine di tempo, qualche mese fa, il Giappone).Federica Mula, 21 anni, di Agrigento, pittrice e disegnatrice, laurea triennale in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo conseguita col massimo dei voti e la lode l’anno scorso, appena ventenne, presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento, espone in Italia e all’estero fin da quando aveva 12 anni.  Sabato 14 gennaio 2017, alle ore 17,30, al Museo Emilio Greco di Catania, sito in piazza San Francesco D’Assisi, 3 (Palazzo Gravina – Cruyllas, dove ha sede anche il Museo Vincenzo Bellini) sarà inaugurata la Rassegna d’arte visiva “Esplicitazioni creative”.La mostra potrà essere visitata fino al 22 gennaio: la domenica dalle 9,00 alle 13,00; da lunedì a sabato dalle 9,00 alle 19,00.

Fino al 10 gennaio è possibile visitare l’esposizione “Cunzammu lu presepi”, allestita all’interno della galleria A Sud Arte Contemporanea. Quella della galleria è una scenografia anticonvenzionale.

Il presepe è costituito anche da materiali di recupero : la carta (in tutte e declinazioni) per la riproduzione delle pareti rocciose, delle figure (umane o animali a volte anche irriverenti); le lampadine elettriche che simulano il fuoco, le lanterne sovradimensionate per la rappresentazione degli angeli, le sculture in legno (gatti e topi in particolare), gli utensili da lavoro (tenaglia, scalpello, spatola, pennelli e tavolozze da pittore), ultimo non per importanza il bambolotto malconcio (senza una gambetta) trovato per caso dal pittore Giovanni Proietto, che in un video, di questi giorni, girato dal fotografo agrigentino Tano Siracusa, dichiara “anche questo è di risulta! Doveva succedere, mancava “u bambineddu” e qualche giorno prima… l’ho trovato nella spazzatura insieme al peluche che tiene adesso vicino. Le cose a volte succedono perché devono succedere!”

(https://www.youtube.com/watch?v=6yzMhWRhBxo TS)

Curatori della moderna esposizione: uno, Giovanni Proietto fondatore di A Sud Arte Contemporanea, nessuno, ovvero l’arte che si auto genera, centomila, cioè i contributi di tutti, degli artisti, noti e meno noti, ma anche dei passanti che hanno lasciato una loro impronta (più o meno tangibile).
Grazie allo straordinario estro degli artisti amici della galleria, quest’anno il Presepe rappresenta una eccezionale opera d’arte. Tra gli altri: Giuseppe Rizzo, Olga Brucculeri, Giuseppe Marchica, Giuseppe Agozzino, Lucrezia Condello, Adriana Cottone, Stefano Gallitano, Maurizia Salemi hanno contribuito, con grande maestria, alla creazione di quello che può essere definito un atipico presepe dei nostri giorni. Ogni ospite, con contributi diversi, ha messo in essere il presepe di quest’anno del piccolo centro abitato della Provincia di Agrigento.

Il presepe vivente di Realmonte è prova che esistono altri modi di allestire un presepe e di partecipare, senza dimenticare la tradizione, ad un evento che ha come scopo quello di unire gli uomini, secondo valori di gioia e di amore. Qui agiscono persone reali attraverso l’arte: la musica della zampogna ( di Giovanni Moscati e i suoi compagni), la poesia e il teatro (performance toccanti sono state quelle di Daniele Moretto, Francesco Riggio e Stefania Galatolo) accompagnati da suoni, musica e canti popolari; e per concludere l’adorazione dei Magi, del 6 gennaio, anche il buon cibo, quello di una volta, fatto di ingredienti semplici locali: degustazione offerta dalla Pro Loco Scala dei turchi.
Un viaggio “indietro nel tempo”. Il confine tra spettatori e testimoni non esiste più; un viaggio di quasi due ore che ha coinvolto ed emozionato tutti, grandi e piccini.



Sposami rivoluziona la propria Area Eventi per dare maggiore spazio allo show e ospitare le sfilate delle collezioni 2017/2018
E “si fa in tre”: aggiunge un piano all’esposizione, più stand, più proposte, più idee, più opportunità. Il “Wedding Taste” la grande novità

Succulento e prelibato è il “Menù di nozze” che la 13° edizione di Sposami offrirà ai futuri sposi. Il Salone del Matrimonio e della Casa de Le Ciminiere di Catania, in programma dal 14 al 22 gennaio, ha in serbo tante “pietanze” nuove e ricercate.
Sposami “si fa in tre”. Come le più maestose wedding cake il Salone ha ampliato i propri spazi, aggiungendo un piano  all’esposizione: oltre al PIANO TERRA e al PRIMO PIANO con tutti i fornitori e i professionisti per l’organizzazione del matrimonio, dalle aziende di arredamento con gli ‪‎architetti e i progettisti a disposizione per immaginare il focolare domestico dove far crescere  la famiglia. Nasce il SECONDO PIANO con nuovi ed elegantissimi stand: l’Area dei giochi a premio e degli spettacoli, show, sfilate, proiezioni, degustazioni.
La nuova AREA EVENTI sarà il luogo perfetto per quelle coppie alla ricerca di ispirazione per l’arredo casa e l’organizzazione delle nozze. Più grande, suggestiva, tecnologica, nella passerella di Sposami le coppie  potranno concretamente ammirare, sotto forma di show, tutte le anteprime dal settore wedding e del design.  E soprattutto le sfilate! Sul palco le collezioni sposa, sposo e cerimonia 2017/2018. Smartphone alla mano, l’imperativo è godersi  le “fashion week” siciliane a Sposami.
Il “Wedding taste” è una delle grandi novità del Salone della Sposa organizzato dalla Expo di Barbara Mirabella. E’ il primo “meeting in fiera” dedicato alle eccellenze del gusto e alla cultura del cibo di qualità dove uditori privilegiati saranno le coppie ma anche il sempre più vasto e appassionato pubblico dei wedding foodies alla ricerca crescente di qualità ed unicità. Un viaggio attraverso i sensi e le idee, alla scoperta delle tante e spesso nuove modalità in cui oggi si esprime e si sperimenta il banchetto di nozze: tra tradizione e innovazione, tendenze e scuole di pensiero, attrezzature e tecniche professionali, food & kitchen design. Nato dalla collaborazione di Expo con Blu Lab Academy,  il Wedding Taste andrà in scena in una tecnologica sala degustazione attrezzata per l’occasione presso la nuova area eventi del Salone, al 2° piano, con uno spazio speciale al termine del percorso dove fermarsi a chiacchierare con lo chef cominciando a delineare le prime idee di menù.
Questi e altri gli ingredienti di Sposami che, come sempre viaggerà in parallelo tra i Social Network e in diretta streaming. Chicche, curiosità, aggiornamenti  in tempo reale dalla Fiera, possibilità di scaricare l’invito omaggio per entrare gratis … tutto tramite il sito www.sposamiexpo.it.
Barbara Mirabella: “Sposami farà vincere, tornerà a stupire, divertire, emozionare,. E’ stato sempre così in 12  anni di successi in cui 275.000 futuri sposi hanno scelto le aziende del Salone per il loro ‘giorno più importante’; 12  anni in cui si sono succeduti i protagonisti del mondo della moda e del wedding style; 12 anni di eccitanti eventi dai quali sono emerse mode e tendenze; 12  anni in cui migliaia di coppie si sono portate a casa premi strabilianti utili per il giorno del Sì; la prima ed unica Fiera tra le siciliane ad essere andata in diretta streaming, a coinvolgere blogger straniere e ad avere un’anima spiccatamente ‘Social’”.
In attesa di svelare il programma eventi della 13° edizione, in occasione della Conferenza Stampa (martedì 10 gennaio), Sposami sarà ancora una volta un evento da sempre piacevolmente legato alla tradizione nella patria mondiale dei matrimoni che è la Sicilia.
La Fiera si potrà visitare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 16.00 alle 21.00 e sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 22.00. Inaugurazione Sabato 14 Gennaio ore 16.30. Ingresso da piazzale Rocco Chinnici (già piazzale  Asia.)

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Nel corso del viaggio in Sicilia non posso fare a meno di scrivere di uno dei prodotti d’eccellenza: il vino, qualcosa che vive e che fa parte della nostra vita: raccontarlo, dunque, vuol dire parlare di noi, di persone e di paesaggi; da sempre elogiato da poeti e scrittori, cantanti e cantori ..“il vino racconta la storia di una tradizione millenaria: il vino è la poesia della terra” (Mario Soldati). Il vino è il condensato di un territorio, di una cultura, di uno stile di vita (Emingway). Oggi Inycon è una delle maggiori manifestazioni dedicate al vino in Sicilia (nonché la più antica) e si svolge annualmente a Menfi, in provincia di Agrigento, generalmente durante la prima settimana di luglio.
Anticamente, però, Inycon era una città (alcuni storici ritengono si trattasse più di un regno che di una città e lo penso anch’io) abitata da un antico popolo di Sicilia: i Sicani. Il regno di Inycon era situato tra il fiume Hypsas, attuale fiume Belìce, e il fiume Halykos, l’odierno fiume Platani. L’abbondanza di acqua, unita ad una eccellente fertilità del suolo, permise ai Sicani di sviluppare una fiorente agricoltura basata principalmente sulla coltivazione della vite. Non si conosce ancora con precisione il sito esatto della città di Inycon. Quello di cui si è a conoscenza è che certamente vantava la produzione di un ottimo vino. A narrare della predilezione di Giulio Cesare per i vini di Inycon è stato Plinio il Vecchio nei suoi scritti giunti fino ai giorni nostri. Fatta questa parentesi storica, torniamo nel presente, in cui la produzione del vino continua ad essere ottima in questo lembo di terra in cui scorrono le acque del fiume Belice.
A Menfi, ma anche nei comuni di Santa Margherita Belice, Contessa Entellina, Montevago, Sambuca e Sciacca, il vino è il protagonista principale e attraverso questa eccellenza (molti dei vini siciliani hanno ottenuto il riconoscimento dei marchi D.O.C. e I.G.T) si vuole puntare l’attenzione su tutto uno scrigno agroalimentare, un intreccio di sapori, colori e aromi che uniti ad artigianato, musica, arte e danza vogliono regalare delle esperienze da non dimenticare.

INYCON
A leggere il programma della 21esima edizione della festa Inycon sembra altro da ciò che realmente è stato. Reduce dell’evento non posso esimermi dal notare le differenze tra la (appena) scorsa edizione e le precedenti (a mio avviso migliori e meno dispersive).
Tutti conosciamo o abbiamo partecipato, almeno una volta, alle sagre di paese, dove tutto è delineato sono approssimativamente e spesso lasciato all’improvvisazione e ci si diverte, proprio perché senza grandi pretese le aspettative non soddisfatte non possono deludere.
L’impatto è quello di rivedere, a distanza di anni, sempre la stessa cosa, ed a essere sinceri nella forma peggiore in cui poteva presentarsi, quindi di vedere un passo indietro se pur, oggettivamente è stata una manifestazione ricca di spunti artistico-culturali (dialoghi sul vino, “cunti e canti” sulla Sicilia, proiezioni di docufilm, laboratorio creativo per i più piccoli, spettacoli multimediali, performance di live painting e giochi di fuoco). Inizialmente si è parlato di nuova forma grafica, nuova comunicazione, nuove parole ma stessa sostanza, stessi contenuti e purtroppo tagli, ad es. manca quest’anno il momento finale del concerto musicale che è stato rimpiazzato da un banale Dj set, il solo capace di trattenere e di creare aggregazione prima e ricordo poi. Le degustazioni nei villaggi enogastronomici erano organizzati tra le vie della Menfi vecchia, mentre negli scorsi anni gli stands erano tutti concentrati in piazza Vittorio Emanuele attorno al palco, permettendo così di godere delle interviste ai giornalisti, agli enologi e di godere della musica dal vivo, come quella di Max Gazzè (davvero notevole) nel 2012 o dei magnifici Tinturia nel 2011.
Qualcuno potrebbe obiettare che non ci sono più le risorse economiche di una volta. Per caritá, non si discute di questo, in fondo, si dice che sono stati 350 mila gli euro destinati all’evento, e stavolta di tagli proprio non si può parlare!! Non è un paese che può andare avanti a colpi di comunicati stampa e chiacchiere nei bar. La verità va detta e subito: a volte il passato è migliore del presente; così le precedenti edizioni di Inycon avevano una migliore organizzazione, e si poteva parlare di evento regionale di qualità, la cui fama superava i limiti territoriali per arrivare, come successe nel 2014 a Milano all’ “Eataly Milano Smeraldo”, simbolo del made in Italy di qualità nel mondo, quando la manifestazione aveva toccato i 37mila visitatori . Le etichette della Strada del Vino delle Terre Sicane: Settesoli, Mandrarossa, Planeta, Stoccatello, Cantine Barbera, Agareno, Pianadeicieli, Corbera, Lanzara, Di Giovanna, Domina Miccina, De Gregorio, Donnafugata, La Chiusa, Cellaro, Di Prima. Tra i vini, e non discuto sulla qualità soprattutto di alcune eccellenze persistenti sul territorio e nel palato, spicca una azienda giovane, BirrArpa, di due contadini che hanno deciso di fare una birra artigianale e precisamente due contadini di Sambuca di Sicilia (AG), i fratelli Claudio e Salvatore Rinaldo. Attualmente prodotta da un birrificio toscano, ma non si esclude che prima o poi investano in impianti locali, in questo caso nascerebbe il primo birrificio della Valle del Belìce, intanto ci accontentiamo ampiamente della prima birra artigianale della valle, che ha come ingrediente principale il grano coltivato nei terreni sambucesi dei loro nonni, situati in Contrada Galluzzo, ed utilizzandolo non maltato hanno pertanto seguito lo stile belga delle blanche. La famiglia Rinaldo, originaria di Sambuca di Sicilia, è composta da musicisti professionisti con una grande passione: la banda musicale del proprio paese. Il Contadino di Galluzzo (il nonno materno dei due fratelli) infatti è raffigurato nell’etichetta della BirrArpa. Per chi ama la birra, soprattutto se artigianale come questa, un peccato non provarla e gustarla ghiacciata così da esaltare il gusto un po’ amarostico delle Weiss e la schiuma compatta e persistente. E una volta entrati nel “mood enogastronomico” di questa terra tutta da scoprire, non resta che concludere con un tuffo nelle acque di questa parte di Mediterraneo (che ogni anno riceve il riconoscimento della Bandiera Blu), o di una passeggiata nella riserva naturale delle foci del fiume Belice, o di momenti di svago magari una passeggiata al tramonto per ammirare le colline, con le loro vigne, che degradano dolcemente verso il mare blu…Un week end alla scoperta del mondo di Bacco tra sorsi sotto le stelle, momenti di approfondimento all’insegna del vino di qualità, vero protagonista di un territorio incantevole e momenti di relax nella natura ( anche se a costo zero) resiste e ci permette di approfittare della sua bellezza tra sole e pioggia. Chi volesse andare, ovviamente, non rimarrà deluso. Le spiagge, il mare e le bellezze naturali almeno quelle, non cambiano (fin quando saremo capaci di custodirle).

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Venerdì 17 giugno la Villa San Marco ad Agrigento alle ore 19,00 ospiterà la conferenza di presentazione del libro “La terra dei liberi sognatori”, scritto da Adriana Iacono. La presentazione del libro è promossa da SLOW FOOD, FIDAPA, EUROLINGUE.
Il programma prevede i saluti della presidente della Fidapa Patrizia Pilato. Interverranno Giovanna Lauricella, Giusi Carreca, Roberta Scramuzza e Massimo Brucato.