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Alla data odierna risultano pagati 400.352 prestazioni di “premio alla nascita” (c.d. bonus mamma domani), per un totale di 320 milioni di euro.

Dal 4 maggio 2017 sono state presentate 496.134 domande. Le richieste respinte sono state 59.413, mentre 36.369 sono quelle ancora in lavorazione.

Delle 496.134 domande arrivate, ben 153.538 (circa il 31%) sono state presentate online direttamente dal cittadino: un risultato cui si è giunti grazie al programma di acquisizione delle domande, un applicativo user friendly che ha permesso di interagire in maniera semplice con l’Istituto, e grazie anche al più elevato grado di alfabetizzazione informatica della platea interessata al bonus.

La Giornata di Studi è organizzata dalla sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento e della Fondazione Architetti del Mediterraneo e con il patrocinio del Comune di Canicattì.

Saranno presenti: Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo; Giuseppe Lalicata, segretario dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; Ettore Di Ventura, sindaco di Canicattì; Eugenio Magnano di San Lio, presidente della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli; Giuseppe Ingaglio, della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli Michaela Stagno d’Alcontres, vicepresidente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli oltre a docenti universitari, studiosi e professionisti del settore; Maria Rosaria Vitale, dell’Università di Catania; Rosario Scaduto, dell’Università di Palermo; Lina Bellanca, Soprintendente Beni culturali e ambientali di Palermo; Salvatore Costa, della Divisione grandi progetti Mapei; Gabriella Costantino, Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Agrigento.

 

 

 

“A Castelvetrano non esiste alcuna zona franca per evadere le tasse. Questa è una colossale fake news. Così come è offensivo e oltraggioso verso una intera comunità, per la stragrande maggioranza di persone perbene, tentare di far passare il messaggio che si tratti di un popolo tutto di mafiosi ed evasori. C’è piuttosto una burocrazia ottusa e miope, c’è chi doveva vigilare e non l’ha fatto, c’è chi doveva accertare in tutti questi anni i casi di evasione, vedi gli uffici comunali, e che non l’ha fatto nonostante le delibere comunali approvate per il recupero dei crediti da parte dell’amministrazione pubblica e la rateizzazione dei debiti. Ora arriva la commissione prefettizia e si accorge che per anni e anni, con diverse amministrazioni, non sono stati pagati i tributi comunali. Ma cosa è stato fatto per venire incontro a coloro che non hanno i soldi neppure per mangiare, considerata la povertà dilagante, figuriamoci per pagare i tributi comunali? Gli strumenti c’erano ma non sono stati messi in pratica. Cosa ben diversa, ovviamente, per i grandi evasori. Esistono dunque i furbi e i furbetti da punire severamente. Ci sono i mafiosi che vanno scovati, arrestati e fatti marcire in galera. Ma c’è anche tantissima brava gente vittima della crisi economica, vittima delle regole e delle omissioni e inadempienze altrui. Avanti con la legalità e senza sconti, ma non accettiamo che la cittadinanza di Castelvetrano sia macchiata e infangata mediaticamente senza alcun fondamento”.

Lo ha dichiarato l’On. Alessandro Pagano, segretario regionale Lega-Salvini premier e commissario della provincia di Trapani.

Gero Acquisto – Segretario Territoriale della Uila di Agrigento – in vista del prossimo Congresso Territoriale che si celebrerà il 23 febbraio a Cammarata, esprime delle valutazioni sui settori della categoria che rappresenta. Un mondo ampio e importante nel tessuto siciliano, che va dai forestali all’Esa, dall’Aras e al comparto agroalimentare, che è un settore che, pur nella crisi del mercato, rappresenta una fascia di economia basilare per la nostra isola.
“La Uila di Agrigento – continua Acquisto – affronterà nel VI° Congresso Territoriale le problematiche in atto che riguardano un settore quale quello del mondo dell’agricoltura e tutti gli annessi che meritano attenzione.
Purtroppo dopo i fallimenti del Governo regionale Crocetta, che ha lasciato il sistema nel limbo e nella crisi, con fantomatiche riforme mai attuate, e in primis il mondo forestale in Sicilia; abbiamo iniziato con il neo Governo Musumeci più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.
Riavvolgendo il nastro ancora una volta non vorremmo trovarci a dover assistere a un Governo che annuncia, come ha fatto lo stesso Musumeci in campagna elettorale, di trovare soluzioni migliorative per il sistema forestale e l’utilizzo degli stessi lavoratori, con dei progetti utili alla salvaguardia del patrimonio boschivo e non solo, e adesso si è in ritardo e si mettono a rischio pure le giornate lavorative degli stagionali.
Infatti sul comparto forestale della manutenzione e sul servizio antincendio non si ha contezza delle risorse disponibili (in particolare quelle derivanti dalla indispensabile attività progettuale basata su fondi FSC, PSR e del Piano contro il dissesto idrogeologico del Governo Nazionale, che incidono per più del 50% del fabbisogno; ad oggi, a quanto ci risulta, totalmente al palo), sia per l’inizio delle attività lavorative, sia per il completamento delle giornate di legge.
Ecco perché ritornare a una stagione di insicurezza per i lavoratori non è più concepibile e al Congresso affronteremo queste tematiche, non solo come tema congressuale ma come momento per rilanciare questi settori e la vita di migliaia di lavoratori, che devono avere un percorso più stabile con un confronto finalmente costruttivo con il governo regionale, che dai suoi primi passi non ha dimostrato ancora quale indirizzo e quale viatico intraprendere per dare risposte e progettualità a questo mondo che non può vivere nell’eterno precariato.”

Gero Acquisto – Segretario Territoriale della Uila di Agrigento – in vista del prossimo Congresso Territoriale che si celebrerà il 23 febbraio a Cammarata, esprime delle valutazioni sui settori della categoria che rappresenta. Un mondo ampio e importante nel tessuto siciliano, che va dai forestali all’Esa, dall’Aras e al comparto agroalimentare, che è un settore che, pur nella crisi del mercato, rappresenta una fascia di economia basilare per la nostra isola.
“La Uila di Agrigento – continua Acquisto – affronterà nel VI° Congresso Territoriale le problematiche in atto che riguardano un settore quale quello del mondo dell’agricoltura e tutti gli annessi che meritano attenzione.
Purtroppo dopo i fallimenti del Governo regionale Crocetta, che ha lasciato il sistema nel limbo e nella crisi, con fantomatiche riforme mai attuate, e in primis il mondo forestale in Sicilia; abbiamo iniziato con il neo Governo Musumeci più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.
Riavvolgendo il nastro ancora una volta non vorremmo trovarci a dover assistere a un Governo che annuncia, come ha fatto lo stesso Musumeci in campagna elettorale, di trovare soluzioni migliorative per il sistema forestale e l’utilizzo degli stessi lavoratori, con dei progetti utili alla salvaguardia del patrimonio boschivo e non solo, e adesso si è in ritardo e si mettono a rischio pure le giornate lavorative degli stagionali.
Infatti sul comparto forestale della manutenzione e sul servizio antincendio non si ha contezza delle risorse disponibili (in particolare quelle derivanti dalla indispensabile attività progettuale basata su fondi FSC, PSR e del Piano contro il dissesto idrogeologico del Governo Nazionale, che incidono per più del 50% del fabbisogno; ad oggi, a quanto ci risulta, totalmente al palo), sia per l’inizio delle attività lavorative, sia per il completamento delle giornate di legge.
Ecco perché ritornare a una stagione di insicurezza per i lavoratori non è più concepibile e al Congresso affronteremo queste tematiche, non solo come tema congressuale ma come momento per rilanciare questi settori e la vita di migliaia di lavoratori, che devono avere un percorso più stabile con un confronto finalmente costruttivo con il governo regionale, che dai suoi primi passi non ha dimostrato ancora quale indirizzo e quale viatico intraprendere per dare risposte e progettualità a questo mondo che non può vivere nell’eterno precariato.”

 

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte , Domenica 04 Febbraio a Naro in Piazza Garibaldi dalle ore 8.00 alle ore 13.00 ed a Santa Elisabetta davanti la Chiesa Madre dalle ore 8.00 alle ore 13.00. A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche effettuate in occasione della donazione.
Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

Con la delibera 201 del 30/11/2017 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo da me proposto riguardo la costituzione di parte civile del Comune di Agrigento relativamente ad eventuali i eventuali processi riguardanti l’inquinamento.
E’ già stata rimandata più di una volta l’udienza preliminare sui “pennelli a mare” ma il sindaco non ha ancora dato nessun incarico di costituzione di parte civile agli avvocati del Comune.
Non risulta fra gli atti pubblicati del Comune nessuna investitura eppure ora i tempi sono maturi, nell’atto approvato si chiedeva anche di intervenire presso l’ATO idrico che può essere interessato anche alla costituzione.
La Giunta ha valutato che non sia il caso di procedere?
Eppure i cittadini di Agrigento scesero in spiaggia a protestare col gruppo degli Inquinati guidato da Brigida Pullara nella lotta per il mare pulito da cui poi scaturì l’inchiesta.
La prossima udienza preliminare dovrebbe essere stata fissata per il 9 Febbraio. La giunta dia l’incarico al settore avvocatura o spieghi agli Agrigentini perché non vuole fare questo passo.

 

 

Pubblicato sul sito internet www.provincia.agrigento.it del Libero Consorzio Comunale di Agrigento l’elenco degli aventi diritto alle borse di studio 2016/2017. L’elenco si trova nella sezione “primo piano”, nella home page e all’albo pretorio on line dello stesso sito. L’elenco è consultabile anche nell’account twitter del Libero Consorzio “Stampa_LibConsAg”. I soggetti beneficiari sono 2.483, ai quali sarà corrisposto un importo massimo di 51,64 euro, quando saranno disponibili i fondi regionali. La verifica della documentazione degli aventi diritto è stata eseguita dai funzionari del settore “Politiche del lavoro e dell’Istruzione”. L’apposito elenco è stato inviato alla Regione.
Le domande, corredate dalla documentazione richiesta, erano state inviate al Libero Consorzio Comunale di Agrigento dalle Istituzioni scolastiche di 2° grado della provincia, come previsto dal bando regionale, entro il mese di ottobre 2017.
Le istanze dovevano essere presentate dalle famiglie degli studenti alle scuole superiori di appartenenza, secondo quanto previsto nel bando pubblicato dalla Regione Siciliana, entro l’8 settembre 2017. Le borse di studio sono riservate a quelle famiglie in possesso di un indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore ad € 10.632,94, redatto sulla base dei redditi conseguiti nell’anno 2015. Le borse di studio vengono assegnate quale sostegno alle spese sostenute per l’istruzione dei propri figli per l’anno scolastico 2016/2017.

 

Più di 5.000 decessi per malattie asbesto correlate in Sicilia dal 2000 al 2017: queste le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che non accetta questa situazione e invoca la tutela dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e loro famigliari.
Appuntamenti Workshop Sicilia:
• Sabato 3 febbraio, ore 15.30, Priolo Gargallo (SR) Aula Consiliare
• Domenica 4 febbraio, ore 9.30, Campofelice di Roccella (PA), Sala Consiliare
• Domenica 4 febbraio, ore 14.00, Palermo “Assemblea lavoratori esposti e vittime amianto”, Via Terra Santa n. 6, Palermo

Emergenza amianto in Sicilia: i numeri della strage.
«È una strage annunciata, prevedibile ed evitabile: infatti, quando le imprese del nord hanno impiantato tutte le attività più dannose per la salute e per l’ambiente proprio in Sicilia, mi riferisco al petrolchimico di Gela e a tutti gli altri impianti di Priolo Gargallo e di Augusta qui anche con la base della Marina Militare con il suo carico di amianto nelle unità navali, era evidente che ci sarebbe stata un’epidemia di mesoteliomi, di cancri polmonari, di asbestosi e di altre patologie legate all’esposizione ad amianto, eppure i lavoratori della Sicilia sono i più discriminati, abbandonati e dimenticati.
Il solo Registro Mesoteliomi nel periodo dal 1998 al 2014 ha censito circa 1286 casi e tenendo conto che negli ultimi anni abbiamo una media di circa 100 nuovi mesoteliomi e che i decessi per cancro polmonare da amianto sono almeno il doppio, anche a voler sorvolare su tutte le altre patologie la stima dei 5.000 decessi formulata dall’ONA Sicilia è una sottostima e poi si deve tener conto degli altri cancerogeni» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha affrontato il problema amianto in Sicilia insieme a Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia e all’On.le Pippo Gianni, componente del Comitato tecnico Scientifico.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto alla politica regionale e nazionale.
L’Osservatorio Nazionale Amianto torna a chiedere:
1. Piena applicazione della L.R. 29 aprile 2014, n. 10 “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”.
2. Riconoscimento delle maggiorazioni contributive per esposizione qualificata ad amianto e prepensionamento dei lavoratori siciliani.
3. Dotare l’Ospedale E. Muscatello ad Augusta di tutte le attrezzature necessarie per garantire ai cittadini una migliore sorveglianza sanitaria.
4. Atti di indirizzo “equipollente” sull’amianto in Sicilia, in forza dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 Legge 247/2007, e della Sentenza TAR Lazio n. 5750/09, nella quale si fa riferimento ai lavoratori esposti all’amianto residenti e che hanno svolto attività lavorativa in siti ubicati nelle regioni a statuto speciale.
5. Stanziamento fondi europei statali e regionali per fini di risarcimento danni per morti e malati per esposizione ad amianto in Sicilia.
6. Protocolli di intesa e organismi permanenti dotati di competenze qualificate che producano una legislazione coerente e strumenti politici ed economici a partire anche dalle leggi di bilancio atti a tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini esposti e dei lavoratori e cittadini morti e malati per amianto per costruire una nuova giustizia sociale che preserva i diritti degli stessi contro ogni disuguaglianza e sperequazione (art. 3 Costituzione) a tutela del diritto al lavoro (art. 1 Costituzione).
7. Promozione di ogni strumento politico che realizzi il lavoro quale presupposto per fruire dei diritti inviolabili della persona umana, (art. 2 Costituzione) promozione dello sviluppo sostenibile della sicurezza della libertà e dignità umana, promozione della tutela all’ambiente, promozione del diritto alla salute, alla vita e alla sicurezza sul lavoro, promozione dei diritti di maggiorazione contributiva per amianto nel rispetto del principio della Solidarietà Sociale che è principio sovraordinato ad ogni legislazione e ad ogni forma giurisdizionale. Si esige rispetto dei doveri collettivi da patto sociale che gravano anche sullo Stato e sugli Enti pubblici derivati, sorti per Contratto Sociale nei confronti dei lavoratori contraenti deboli e dei cittadini esposti
8. Adempimento degli obblighi costituzionali: diritto al lavoro, diritto ambiente salubre, diritto alla salute e alla vita, diritti patrimoniali ai benefici amianto, diritto al risarcimento dei danni per amianto alle vittime di amianto ed ai loro eredi, diritto alla prevenzione, sicurezza sanità nel posto di lavoro e alla protezione e corretta informazione sui rischi
9. Adempimento degli obblighi giuridici sopra indicati scaturenti da Cedu, Convenzione Europea, Costituzione ed anche di ogni più umano senso di giustizia e di Pietà.
L’impegno dell’associazione proseguirà in tutti i campi ed in tutti i settori, come fondamentale presidio di tutela ed assistenza, prima di tutto preventiva, e poi indennitaria e risarcitoria, nella consapevolezza che soltanto la prevenzione primaria potrà evitare, per il futuro, altre migliaia e migliaia di morti

I numeri della strage in Sicilia.
La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 1286 mesoteliomi, per il periodo che va dal 1998 al 2014, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.
Poiché il mesotelioma (https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/ricerca-e-cura-del-mesotelioma/) è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia – si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).
Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.
Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale.
Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.
Per ulteriori fonti:
– Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5)