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Un incidente stradale si è verificato in via Gela, arteria che collega il Villaggio Peruzzo a San Leone.

Un giovane è caduto rovinosamente sull’asfalto mentre stava procedendo a bordo di uno scooter che è rimasto  danneggiato.

Sembra che la causa di tale incidente sia da ricondurre ad una buca insistente e che il ragazzo non avrebbe visto per via della scarsa illuminazione.

Il giovane, un 18enne di Agrigento, è stato soccorso e trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio per le cure mediche per le escoriazioni e i traumi riportati.

 

Il netturbino di Favara, accusato di avere abusato della figlia, risponde alle domande del gup, Alfonso Malato, nell’interrogatorio di garanzia, svoltosi ieri mattina, e respinge le accuse. “Sono menzogne – ha detto l’uomo -, sono sempre stato un padre amorevole e non ho mai picchiato mia figlia, tanto meno violentato”.

Il favarese, cinquantenne, è  accusato di essere  responsabile di violenza sessuale e maltrattamenti commessi ai danni della figlia e per questo è finito nei giorni scorsi in manette. I fatti risalgono al periodo gennaio 2016 – settembre 2017, quando la vittima, a seguito della sua separazione coniugale, aveva deciso di fare ritorno nella casa paterna.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Alessandra Russo, sono state avviate a seguito della denuncia fatta dalla povera donna lo scorso mese di settembre, stanca dei continui soprusi subiti dal padre, che avrebbe persino abusato di lei alla presenza dei suoi tre figli, tutti in tenera età. La vittima, all’indomani della denuncia, era stata subito trasferita, assieme ai figli, in una località protetta. Per l’indagato, invece, si sono aperte le porte del carcere “Petrusa” di Agrigento.

L’ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal GIP del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica,

Ora la difesa si rivolgerà al Tribunale del Riesame per ottenere l’annullamento del provvedimento emesso nei confronti dell’uomo.

Grandangolo

 

 

 

Ricorre quest’anno il 50/o anniversario del terremoto del Belice, che la notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 sconvolse la vita di migliaia di persone, causando centinaia di morti e distruggendo interi paesi. Per ricordare questo tragico evento i 21 comuni della Valle del Belice hanno promosso un ciclo di iniziative culturali, artistiche, laboratori e convegni dal titolo “Insieme per Costruire Bellezza” che si svolgeranno lungo tutto l’arco dell’anno. Celebrazioni che hanno l’obiettivo di raccontare ciò che è diventata oggi la Valle del Belice, dopo la ricostruzione.
“Le iniziative del vasto cartellone delle celebrazioni, che si realizzeremo per tutto il 2018 – spiega Nicola Catania sindaco di Partanna e Coordinatore dei sindaci del Belice – ricorderanno le vittime e i grandi dolori che hanno colpito le popolazioni della Valle del Belice, ma al contempo sarà un’importante occasione per narrare di una Valle che ha costruito il suo riscatto sociale ed economico attraverso l’arte, la cultura, le aziende eno-gastronomiche, i percorsi culturali-naturalistici, i progetti di musealizzazione del suo patrimonio monumentale ed archeologico senza tralasciare, allo stesso tempo, di fare il punto per definire un percorso politico istituzionale idoneo a porre la parola fine ai grandi ritardi dello stato sulla completa infrastrutturazione del territorio”. A dare un supporto alla creazione e realizzazione delle celebrazioni del 50/o anniversario sarà un Comitato tecnico, nato dalla volontà del Coordinamento dei Sindaci del Belice, diretto dal critico d’arte Tanino Bonifacio e composto da Onorio Abruzzo, Alessandro La Grassa, Giuseppe Maiorana, Carlo Pendola e Giuseppe Verde.

 

 terremoto in sicilia 1968- ft

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, ha visitato a Vienna la mostra dell’agenzia Ansa intitolata “L’eredità di Falcone e Borsellino”, inaugurata nel complesso della Hofburg, in occasione del primo Consiglio Permanente a Presidenza italiana dell’Osce.

Alfano, tra l’altro, ha affermato: “I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono i grandi eroi ‘laici’ della nostra storia, uccisi dalla mafia assieme ai fedeli e bravi agenti delle loro scorte. Diffondere le loro storie di vita – e i valori incarnati da questi due uomini che si sono sacrificati in nome della legalità e della giustizia – è atto dall’elevatissima valenza democratica. Un ringraziamento particolare va all’Agenzia Ansa per l’importante iniziativa. Da quelle stragi, ha avuto origine il riscatto di una Sicilia ancor più consapevole delle sue ferite e determinata a indebolire, sempre di più, le catene del giogo mafioso. Da Falcone e Borsellino abbiamo ereditato un immenso patrimonio in forza, coraggio e strategie di contrasto contro il mondo criminale”.

 

Ad Agrigento, in contrada San Giusippuzzu, in via Venezuela, sono insorti disordini in un centro d’accoglienza per migranti minorenni, allorchè un gruppo di ex minorenni, perché nel frattempo hanno compiuto la maggiore età, ha protestato vivacemente contro la decisione, obbligata, di trasferirli in un altro centro d’accoglienza per maggiorenni.

Sul posto sono stati costretti ad intervenire i poliziotti della Squadra Volanti, al fine di sedare le escandescenze in corso.

A Favara, domani pomeriggio, sabato 13 gennaio, alle ore 18, i soci del Lions Club Agrigento Chiaramonte, presieduto da Enrico Fiorella, si recheranno al Convento dei Frati Minori Francescani di Favara per donare generi alimentari di prima necessità agli ospiti del Convento. Lo stesso Fiorella afferma: “Noi Lions nel mese di gennaio in tutto il mondo abbiamo organizzato una speciale Settimana mondiale per eliminare la fame nelle nostre comunità. Nel nostro territorio abbiamo scelto i Frati Minori Francescani di Favara per la loro grande capacità di accoglienza e per l’impegno straordinario nel sostenere persone che sono senza una dimora e senza assistenza. Vogliamo essere vicini a chi è nel bisogno. Questo è il nostro modo di servire”.

E’ morto uno degli uomini più grandi che Palma abbia mai avuto.
A quest’uomo che mi ha onorato per quattro decenni della sua amicizia dedico un post che avevo pubblicato qualche anno fa.

EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS

L’opera storica di FRANCESCO D’ORSI MELI

Exegi monumentum aere perennius regalique situ pyramidum altius, quod non imber edax, non Aquilo inpotens possit diruere aut innumerabilis annorum series et fuga temporum. Non omnis moriar multaque pars mei vitabit Libitinam; usque ego postera crescam laude recens, dum Capitolium scandet cum tacita virgine pontifex.
(Orazio, Odi, III, 30).

(Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo e più alto della mole regale delle piramidi, che non la pioggia che corrode, non l’aquilone sfrenato o l’infinita serie degli anni e il susseguirsi delle stagioni potranno distruggere. Io non morirò del tutto, anzi molta parte di me stesso eviterà Libitina sempre vivo, io crescerò continuamente nella lode dei posteri, finché il pontefice salirà, con la vergine silenziosa, il Campidoglio).

Scorrendo le pagine dell’ultimo libro di Francesco D’Orsi Meli, Il tramonto dei Gattopardi di Sicilia nel secolo XX, il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato lo stesso che ho avuto leggendo quasi tutti gli altri libri dell’insigne storico: un’opera immensa. Francesco D’Orsi Meli, che mi onora della sua amicizia da quasi quarant’anni, consegna alla sua terra un’eredità straordinaria, superba, per visione d’insieme e recupero della memoria. L’opera del professore è qualcosa di insuperabile per vastità, completezza e lucidità di analisi; le generazioni che vorranno scrivere anche un solo aggettivo sulla storia di questo paese dovranno fare sempre i conti con quest’opera eccezionale. L’unico difetto che vedo in questo sterminato viaggio nella storia di Palma forse è la mole talvolta ridondante dei documenti che l’autore pubblica a sigillo delle sue tesi e delle sue argomentazioni. Francesco D’Orsi Meli è uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto. Sono convinto che egli avrebbe fatto eccellere i suoi talenti in ogni campo. Bisogna essergli sempre riconoscenti se egli ha voluto che il suo ingegno si consumasse solo per questo tempo e questo spazio, per un atto d’amore senza confini per la sua terra natale.

E’ stato approvato l’Avviso pubblico n.1/2018 per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale, sostitutivi dell’obbligo scolastico, per l’anno 2017-2018. Ilbando, che sarà pubblicato a breve nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sostiene l’attuazione e il finanziamento dei corsi di prima, seconda, terza e quarta annualità.

Con un intervento regionale di 20 milioni di euro, saranno coinvolti oltre 5.000 giovani di età compresa tra 18 e i 24 anni, che intendano conseguire un titolo professionale in grado di aumentarne le prospettive occupazionali. Il bando rappresenta, in particolare, uno strumento per combattere la dispersione e l’abbandono scolastico, sia in termini preventivi che di recupero.

E’ un primo passo utile a restituire continuità al sistema della formazione professionale in obbligo scolastico – dichiara Lagalla – attraverso un graduale processo di rinnovamento e miglioramento della qualità dell’offerta formativa. L’obiettivo di questo bando sarà quello di agevolare l’inserimento lavorativo dei giovani, con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati, con una proposta didattica e formativa conformata sulle specifiche esigenze, da realizzare con ampio ricorso al tirocinio in impresa, finalizzando quest’ultimo all’acquisizione di competenze che facilitino il successivo inserimento occupazionale”.

 

 

Il Presidente dell’Istituto Italiano di Ricerca e Studi Criminologico-Forensi “ELIEA”, dottor Giuseppe Edoardo Genovese, ha nominato Membro Ordinario del Comitato Scientifico il professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione e giornalismo all’Università degli Studi di Messina.

 

Con una lettera inviata nelle ultime ore il dottor Genovese ha reso noto quanto deliberato dal Consiglio Direttivo dell’Istituto.

Ritenuti indiscussi – ha scritto nella missiva il Presidente di ELIEA Genovese  al professor Pira –la Sua eccellenza accademica, professionale e scientifica, le chiediamo di dare il Suo prezioso contributo all’attività scientifica del nostro Istituto che si pone l’ambizioso obiettivo di diffondere la cultura delle scienze criminologiche”.

L’Istituto ELIEA ha come obiettivo di promuovere iniziative di studi e di ricerche, con metodologie che utilizzano un approccio di tipo scientifico nell’ambito delle discipline criminologiche, psicologiche, giuridiche, sociologiche, grafologiche, investigative e della pubblica sicurezza. E di promuovere la prevenzione e la repressione di condotte violente e criminose con particolare attenzione ai reati commessi nei confronti: donne, anziani, persone diversamente abili, minori e stranieri.

La nomina del professor Francesco Pira, che ricordiamo collabora lo IUSVE, Università Salesiana di Venezia e Verona, è scaturita dall’impegno scientifico del sociologo in Italia e all’Estero.  Da anni porta avanti una vera e propria lotta contro il bullismo e il cyberbulismo. Su questo tema ha tenuto conferenze in Italia e all’Estero, ha tenuto corsi di formazione per docenti, genitori e alunni ed è stato. Esperto in vari progetti. Si è occupato anche del rapporto Migrazione-Media, e della percezione attraverso i media e i social della violenza sulle donne e del terrorismo: su questi argomenti ha tenuto numerose conferenze e scritto articoli scientifici. E’ stato docente della Scuola Superiore di Polizia del Ministero dell’Interno. Sempre presso Ministero dell’Interno è iscritto nell’Elenco Docenti della Scuola Superiore di Amministrazione.

La nomina del professor Pira segue di qualche giorno un’altra importante nomina resa nota dal Presidente Genovese quella della professoressa Serenella Pesarin, a Presidente Onorario eDirettore della Commissione delle Politiche Sociali e Progettazione di interventi” dell’Istituto ELIEA. La professoressa Pesarin, ha speso l’intera carriera nel settore della Giustizia Penale Minorile in Italia attraverso l’alto e prestigioso ruolo che ha ricoperto per anni, di Direttore Generale presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia e di Giudice Onorario presso il tribunale per i Minorenni di Catanzaro.

L’Istituto ELIEA nato in provincia di Ragusa a Ispica, dove ha la sede legale, ha una sede operativa a Roma e sviluppa le sue attività in tutto il territorio nazionale.

 

Avrebbe compiuto il prossimo 6 ottobre la veneranda età di 95 anni. Età che aveva vissuto con lucidità sino ieri quando cioè il suo cuore improvvisamente ha deciso di fermarsi nella sua dimora di via Turati. In quella casa cioè in cui lo storiografo e preside emerito Francesco D’Orsi Meli per diversi anni ha vissuto solo con il precipuo scopo di lasciare in eredità alla sua amata città e alle nuove generazioni la storia completa del territorio palmese, delle sue vicende e dei suoi personaggi con una collana dalla preistoria ad oggi.

Collana che costituisce una pietra miliare nella storiografia locale e che ha costituito un prezioso punto di riferimento per le tesi di tanti laureandi, tra le quali la nipote prediletta Laura Sanfilippo e per i quali è stato un vero maestro. Ma Francesco D’Orsi Meli nella Storia palmese sarà anche ricordato come giovane agguerrito esponente politico della DC di cui è stato Segretario politico locale. Nel corso della carica ebbe pericolosi scontri con i rivali politici del Psi. Fu anche vice sindaco nel 1961 ed incisivo oratore nei comizi di Piazza Umberto1 e di cui si ricordano le colorite botta e risposta con il monarchico colonnello Verde. Fu anche preside dal 1956 sino.al 1992 prima all’Avviamento professionale e poi alla Scuola Media, ma anche un.appassionato tifoso della Gattopardo la squadra del suo paese. È scomparso quindi un personaggio poliedrico, autentica istituzione nella cittadina del Gattopardo. Egli decise con deferenza di abbinare al cognome D’Orsi, quello della mamma Melchiorra “Rosina” Meli.

I funerali saranno celebrati domani, sabato alle ore 15,30 alla Chiesa Madre.

FILIPPO BELLIA