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Settima edizione dell’evento medico “giornate agrigentine di medicina e interna e lungodegenza post acuzie”.

Oggi, nella sala conferenze dell’Ospedale di Agrigento ha preso il via il convegno che vede tra i partecipanti medici di tutte le discipline infermieri, farmacisti e fisioterapisti, tecnici di laboratorio, tecnici ortopedici e tecnici di radiologia.

Il direttore del congresso è il dott. Onofrio Cacciatore, primario dell’unità Opertiva Colpessa di Lungodegenza dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Cinque delle salme di migranti recuperate in mare a Lampedusa sepolte a Palma di Montechiaro. Le hanno accolte il prefetto, Maria Rita Cocciufa, e il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino. La città del Gattopardo ha già accolto negli ultimi 2 anni altre 12 salme. Castellino afferma: “Non faremo mai mancare la nostra risposta all’appello dello Stato da un lato e a quello umanitario dall’altro. Non si può restare in silenzio dinanzi a tutto questo. Il fenomeno va affrontato in maniera organica e seria: non si può impedire alle persone di cercare un futuro migliore, ma non possiamo più permettere che le nostre acque siano un cimitero. L’accoglienza non è compito delle ong, né di chi si improvvisa soccorritore. Serve costruire un corridoio umanitario e l’Europa tutta deve farsi carico di queste persone. L’Occidente è in debito con l’Africa per crimini commessi in passato e perché ci sono ancora oggi Stati europei che sull’Africa fanno i soldi”.

La Polizia di Stato, nei decorsi giorni, ha eseguito due fermi di indiziato di delitto, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, a carico di migranti sbarcati nell’isola di Lampedusa nella seconda metà del mese di Agosto.

 In particolare, dalle investigazioni è emerso che 8 migranti, di cui 3 egiziani e 5 sudanesi, avrebbero avuto delle responsabilità tali da determinare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, guidata dal Procuratore FF Salvatore Vella, ad emettere altrettanti decreti di fermo di indiziato di delitto.

 L’attività investigativa veniva avviata dalla Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, a seguito dello sbarco di 82 migranti avvenuto a Lampedusa il 17 Agosto proseguendo, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, in altre sedi, allorquando i migranti del suddetto sbarco venivano allocati in varie parti d’Italia.

 In particolare, la Squadra Mobile di Napoli, diretta da Alfredo Fabbrocini, svolgeva numerose escussioni nei confronti di migranti presenti all’interno del territorio di propria competenza, grazie alle quali veniva ricostruito il viaggio in mare degli stessi, venivano identificati i membri dell’equipaggio incriminato attribuendo agli stessi il ruolo svolto da ciascuno.

 Gli esiti dell’articolata attività investigativa compendiati nell’informativa di reato a cura della Squadra Mobile di Agrigento, sono stati rassegnati al Sostituto Procuratore della Repubblica Giulia Sbocchia, la quale ha ritenuto precisi e gravi gli elementi raccolti a carico di otto stranieri, di età compresa tra i 20 ed i 37 anni, i quali in concorso morale e materiale tra loro, in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina, avevano trasportato nel territorio italiano 73 cittadini extracomunitari, per lo più originari del Bangladesh, conducendoli dalle coste libiche verso le acque territoriali italiane, a bordo di un sovraffollato barcone di circa 12 mt ed esponendoli a grave pericolo di vita.

 Nello specifico i migranti erano costretti a navigare in precarie condizioni di sicurezza, in quanto la traversata avveniva in assenza di dispositivi di salvataggio non forniti ai trasportati. Inoltre veniva accertato che i c.d. scafisti che ponevano in essere tali condotte al fine di trarre un profitto anche indiretto.

 Alcuni dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, venivano fermati da personale della Squadra Mobile di Napoli ed i rispettivi provvedimenti venivano in seguito convalidati dal competente GIP. Attualmente altri soggetti sono attivamente ricercati.

I titoli non sarebbero stati conteggiati correttamente. Pronti i ricorsi contro la graduatoria del concorso per i Centri per l’impiego in Sicilia.

Poiché i titoli non sono stati conteggiati correttamente, sono già pronti i ricorsi per contestare gli esiti del concorso per istruttore amministrativo contabile bandito dalla Regione siciliana per il potenziamento dei Centri per l’impiego, pubblicati lo scorso 20 ottobre. Secondo i legali dei concorrenti esclusi, il Formez, ovvero l’ente che ha gestito la selezione, ha valutato con punteggi inferiori le lauree a ciclo unico e del precedente ordinamento rispetto a quelle conseguite con il nuovo ordinamento. Gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio legale Leone-Fell, spiegano: “L’amministrazione ha assegnato punteggi separati alla laurea triennale (1 punto) e a quella magistrale (1,5 punti), quindi un totale di 2,5 punti. Invece alle lauree del precedente ordinamento e a ciclo unico sono stati riconosciuti solo 1,5 punti totali. Dunque la somma dei due punteggi delle due lauree 3 più 2, ha determinato un grave pregiudizio per gli idonei con lauree a ciclo unico, che sono stati sorpassati in graduatoria da chi ha una laurea 3 più 2. Mentre il punteggio finale avrebbe dovuto essere il medesimo. Lo stesso errore è già stato commesso in passato in altre selezioni, e i nostri ricorsi sono stati accolti con sentenza definitiva dal Tar che ha riconosciuto l’errata valutazione dei titoli” – concludono gli avvocati Leone e Fell. Lo scorso 20 ottobre è stata pubblicata la graduatoria dei 176 istruttori amministrativo – contabili per i Centri per l’impiego della Sicilia. E’ scattata quindi l’assunzione a tempo pieno e indeterminato, con profilo C, per i 176 fra i complessivi 1622 risultati idonei alla prova selettiva. All’assunzione dei vincitori si provvederà attraverso la firma di apposito contratto individuale di lavoro, a tempo pieno e indeterminato, di categoria C, sulla base di quanto previsto dal bando di concorso. Manca all’appello solo la graduatoria relativa ai 311 istruttori operatori del mercato del lavoro per i Centri per l’impiego per ottenere il quadro delle graduatorie definitive, approvate e pubblicate a cura del Dipartimento regionale della Funzione pubblica e del personale.

Garantire l’aggiornamento professionale di qualità per ridurre gli incidenti sul lavoro: sono questi gli obiettivi di un corso di formazione, tenuto dall’Ordine degli architetti e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, conclusosi ieri con la consegna degli attestati ai tecnici che hanno acquisito il titolo abilitante per lo svolgimento del ruolo di coordinatore per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri, in fase di progettazione e di direzione dei lavori.

Gli attestati sono stati consegnati ai tecnici appena abilitati, dal presidente dell’Ordine, Rino La Mendola, e dal presidente della Fondazione, Pietro Fiaccabrino, durante la cerimonia conclusiva.

“Riserviamo costante attenzione al tema della sicurezza – afferma Rino La Mendola – nella consapevolezza che la formazione di qualità in questo settore è indispensabile per garantire l’incolumità dei lavoratori e per scongiurare gli incidenti nei cantieri che, nel 2021, secondo le rilevazioni dell’Inail, hanno registrato sul territorio regionale ben 23.624 infortuni di cui il 15 per cento relativi al settore delle costruzioni, e 62 decessi di cui 7 riguardano cantieri ricadenti nell’Agrigentino”.

“Il corso sulla sicurezza si inserisce in un percorso di iniziative promosse dall’Ordine e dalla Fondazione volte ad offrire agli iscritti occasioni di approfondimento e aggiornamento su diversi temi – dichiara Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo – E non è il solo, questo corso, difatti, fa parte di una serie di corsi su temi diversi che proseguiranno nel prossimo futuro”.

“La sicurezza nei luoghi di lavoro non è soltanto un fatto teorico ma anche pratico e culturale – spiega Giuseppe Mazzotta, responsabile del progetto formativo – Lavoriamo, fin dal 1997 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ottenendo ottimi risultati perché le persone formate, formano a loro volta e diffondono la cultura della sicurezza, ormai sempre più diffusa”.

“Questo corso di aggiornamento – commenta Salvatore Galiano, direttore scientifico del corso – ha fornito una ulteriore possibilità di aggiornamento su un argomento importantissimo, di attualità, qual è la sicurezza nei luoghi di lavoro in special modo nei cantieri”.

Hanno tenuto il corso, oltre a Giuseppe Mazzotta e a Salvatore Galiano, l’architetto Maria Antonietta Di Liberto, l’avvocato Giuseppe Todaro, il dottor Giuseppe Lumia, il dottor Domenico Macaluso, il dottor Dario Ruvolo e gli ingegneri Salvatore Avanzato e Salvatore Lo Vullo. Tutor del corso gli architetti: Francesca Abruzzo, Mara Collura (junior), Maria Antonietta Di Liberto, Angela Muratore, Patrizia Russotto, Pietro Fiaccabrino, Alfredo Pinelli, Lorenzo Violante e Raimondo Zambuto.

Il canadair 28 dei Vigili del fuoco partito da Lamezia Terme e precipitato nel Catanese in territorio di Linguaglossa sul monte Calcinera: secondo una prima ricostruzione del Comando generale dei Vigili del Fuoco l’aereo sarebbe precipitato a causa dell’urto della carena contro la costa della montagna. Si è schiantato sui pendii dell’Etna, dove è stato in azione per contribuire allo spegnimento di un vasto incendio. Il velivolo si è rifornito in mare, nella zona innanzi a Giarre, e poi è stato travolto dall’incidente: prima lo schianto e poi l’esplosione che ha provocato un ampio rogo, come raccontato da alcuni testimoni. Il capo della Protezione civile regionale ha affermato: “Sono rammaricato e molto dispiaciuto per le due vittime dell’incidente di Linguaglossa. Le mie squadre hanno visto precipitare il Canadair, poi il fumo”.

La vendemmia più lunga d’Italia, con 100 giorni di raccolta, è giunta al termine in Sicilia. E’ iniziata nella parte occidentale dell’Isola, tra la fine di luglio e la prima decade di agosto, e si è conclusa adesso nei vigneti dell’Etna. Le premesse per ricordare in Sicilia l’annata 2022 come un’annata eccellente vi sono tutte. Gli esperti spiegano: “Uve sane sotto il profilo fito-sanitario e in perfetto equilibrio acido-zuccherino, ottime sensazioni organolettiche, elevata qualità, con bianchi freschi ed equilibrati e rossi che prospettano strutture e complessità di rilievo. La congiuntura climatica si è rivelata favorevole per l’intero ciclo vegetativo, e determinante per la qualità delle uve: un autunno piovoso seguito da un inverno con minori precipitazioni e una fredda primavera. Le alte temperature e la siccità dell’estate siciliana hanno inibito la diffusione delle malattie della vite e inciso, solo in alcune aree, sul calo della produzione per circa il 5-10%. Nella zona meridionale di Noto e Vittoria vi sono ottimi riscontri sul Frappato e Grillo. Il favorevole andamento climatico nella zona di Caltanissetta, con vini a base Grillo e Nero D’Avola, regalerà vini molto buoni per complessità, struttura e freschezza. A Lipari ottimi risultato soprattutto per il Nero D’Avola e le varietà bianche. Sull’Etna sarà un’ottima annata perché le uve sono molto sane e in perfetto equilibrio”.

Sabato 29 ottobre, a partire dalle ore 10,00, nella splendida cornice del Teatro Pirandello di Agrigento il Sindaco dottor Francesco Micciché, il Presidente dell’Empedocle Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento Onorevole Antonino Mangiacavallo e il Presidente di Associazione MeNO – Memorie e Nuove Opere dottor Roberto Albergoni, presenteranno alla comunità il programma, le idee e le visioni della candidatura.

I numeri del dossier, sviluppato da Associazione MeNO, raccontano la forza di Agrigento2025: 44 i progetti artistici e culturali proposti, che coinvolgono oltre 130 tra artisti e partner locali, nazionali e internazionali. Un dossier di candidatura che trasforma i territori di Agrigento e Lampedusa in centri di riflessione e produzione artistica sul tema della relazione tra l’individuo, il prossimo e l’ambiente.

La candidatura di Agrigento a Capitale italiana della Cultura si inscrive in una strategia di ampio orizzonte, che ha l’obiettivo di raccontare l’identità culturale e sociale di Agrigento, all’Europa e al Mediterraneo” dichiara il Sindaco Micciché.

La candidatura di Agrigento a Capitale italiana della Cultura è un’occasione unica per coniugare le ragioni di una storia plurimillenaria con una nuova idea di futuro, che possa vedere Agrigento e il suo territorio protagonista nel panorama nazionale e internazionale. Abbiamo il dovere di riscoprire l’orgoglio della nostra identità per valorizzare, con un progetto moderno e condiviso, le ricchezze materiali e immateriali di una terra meravigliosa” sottolinea il Presidente Mangiacavallo.

Per Agrigento2025 abbiamo presentato un programma artistico e culturale che ha lo scopo di facilitare lo sviluppo di comunità attive e aperte all’esercizio di relazione e confronto. Comunità capaci di assumere l’impegno di tutela dei diritti e dei doveri culturali e la responsabilità nella cura del bene comune” sono le parole del Presidente Albergoni.

Alla presenza del Prefetto di Agrigento dottoressa Maria Rita Cocciufa, dell’Arcivescovo Monsignor Alessandro Damiano, delle autorità del territorio e del Presidente della Fondazione Teatro Luigi Pirandello, avvocato Alessandro Patti, quello di sabato è un incontro con Agrigento e per Agrigento: per condividere con la comunità e la società civile, il mondo imprenditoriale e delle forze sociali un progetto capace di unire il territorio nel comune obiettivo di rendere Agrigento un centro internazionale di riflessione, indagine e produzione culturale.

La presentazione della candidatura sarà anche un’occasione di festa: in apertura una rappresentazione classica con la regia di Marco Savatteri, seguirà un’esibizione dell’Orchestra Sinfonica e del Coro del Liceo musicale Empedocle e la proiezione dello spot promozionale di Agrigento2025 realizzato da Andrea Vanadia, con la partecipazione di Gaetano Aronica e le musiche di Francesco Buzzurro.

Si è dato il via, nella giornata del 26 ottobre, nell’ambito dell’evento “Alla scoperta del web3”, all’apertura del primo meta municipio nella storia della nuova tecnologia del web 3 in Sicilia, nel Comune di Bivona. Alla presenza del Sindaco Ciná, degli assessori, del Presidente e dei consiglieri comunali, si è dato vita al battesimo dell’avvio dei lavori del primo centro Internazionale sperimentale sulle applicazioni immersive per la pubblica amministrazione e non solo. Il Comune di Bivona è stato dotato gratuitamente di una avveniristica applicazione che permetterà ai suoi cittadini, soprattutto a quelli che non risiedono costantemente durante tutto il periodo dell’anno nel comune, di poter essere presenti e di poter interagire con l’amministrazione comunale come se fossero fisicamente presenti. Verranno quindi realizzati nel tempo servizi per i cittadini,  per le attività informative e turistiche che aumenteranno la capacità attrattiva della  Città di Bivona, anche da parte dei molti turisti che ancora oggi non conoscono le bellezze che Bivona offre. L’amministrazione è guidata da un Sindaco ed una giunta che credono nello sviluppo del proprio territorio, che negli anni purtroppo è andato gradualmente spopolandosi, e hanno accolto con entusiasmo e soddisfazione questa innovazione ribadendo il concetto dell’innovazione e della ricerca come punti cardine dello sviluppo del territorio e che contribuiranno alla rigenerazione delle aree interne. Il municipio digitale sostanzialmente è un ambiente tridimensionale all’interno del quale i cittadini potranno interagire con le varie funzioni dell’amministrazione pubblica una sorta di telefono amplificato che permetterà alle persone di recarsi fisicamente attraverso il proprio Avatar all’interno degli uffici comunali e di sedersi davanti agli impiegati e di discutere con loro le proprie necessità.
L’esperimento nasce in un quadro dove sia il PNRR sia gli obiettivi della Unione Europea spingono costantemente il mondo delle amministrazioni pubbliche e quello dell’imprenditoria e della ricerca ad innovare e a sviluppare modelli  che vengono costruiti nel rispetto del territorio che li ospita e questo è un esempio reale di concretezza e di rispetto dell’ambiente. E’ stato anche consegnato al sindaco il certificato digitale di proprietà del municipio digitale con un NFT e con il codice da distribuire alla popolazione per potervi accedere liberamente in ogni momento.
L’evento promosso dal Comune di Bivona è stato coordinato dall’assessore Angela Cannizzaro e curato da Alessandro Cacciato, scrittore e membro di Farm Cultural Park e da Massimiliano Nicolini e Davide Marcelli ricercatori del Dipartimento Ricerca e Sviluppo – Olimaint Roma.
All’evento hanno dato un importante contributo Nino Zinnanti, assessore del Comune di Partanna e Fondatore del G55 Fab Lab &Coworking e Angelo Palamenghi, Direttore del GAL Sicani.