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Anche ad Agrigento, domenica 17 novembre, verrà celebrata la “Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della Strada”. Istituita in Italia nel 2017, la giornata si configura come un vero e proprio riconoscimento nei confronti di chi ha perso la vita sulla strada. Tuttavia – come sottolinea l’AIFVS- la giornata non può ridursi nel ricordo di un giorno, ma impegna le Istituzioni a promuovere ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza stradale.

A tal fine, l’AIFEVS, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus di Agrigento, aderisce all’iniziativa, dedicando una giornata a tutte le vittime della strada della nostra provincia.

“L’ AIFEVS di Agrigento – spiega Antonella Mistretta, Facilitatrice Gruppo AMA-  – è nata al Villaggio Mosè per volere di alcuni genitori che hanno perso giovani figli in incidenti stradali. L’elaborazione del lutto per la perdita di un figlio non è assolutamente un percorso semplice e lineare. Canalizzare le proprie energie positivamente, promuovendo una cultura basta sul rispetto delle leggi, con particolare riferimento al codice stradale, aiuta i familiari delle vittime non solo a tenere vivo il ricordo dei propri figli, ma li rende soprattutto testimoni autentici nel promuovere la sicurezza sulle strade. Il messaggio che questi genitori vogliono lanciare alla collettività e alle Istituzioni è chiaro: una maggiore prudenza potrebbe salvare giovani vite ed evitare un dolore immenso a chi rimane.”

I volontari dell’Associazione, domenica prossima, invitano la collettività a partecipare alla passeggiata commemorativa che partendo da Agrigento dal Piazzale Ugo La Malfa raggiungerà la Chiesa di San Gregorio al Villaggio Mosè, passando per le vie della Città e sostando in alcuni dei luoghi dove giovani vittime hanno perso la vita.

“Abbiamo invitato i partecipanti all’iniziativa ad indossare qualcosa di nero al braccio in segno di lutto. – spiega Carmelina Nobile, coordinatrice dell’Associazione-  Si tratta di un piccolo simbolo, che ci accomuna nella condivisione del nostro dolore, un dolore che cerchiamo di elaborare all’interno del gruppo di auto mutuo aiuto per l’elaborazione del lutto con tutti i genitori della nostra sede. Il gruppo AMA è uno degli strumenti di cui i membri della nostra associazione si avvalgono per condividere il dolore e supportarsi a vicenda, passando dalla cura del dolore alla cura del ricordo e testimoniando che insieme si più riuscire a non isolarsi e continuare una vita cambiata dal dolore.”

La giornata commemorativa si concluderà con la celebrazione di una messa dedicata a tutte le vittime della strada e con la benedizione di caschi e delle moto di tutti i partecipanti.

Nella nottata, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Gela, hanno arrestato per tentato furto aggravato, un bracciante agricolo licatese, già noto alle Forze dell’Ordine. Un 57enne è stato sorpreso in contrada Faino di Butera, nella più completa oscurità, mentre era intento a svuotare i serbatoi di gasolio dei motori che alimentano l’impianto di irrigazione di un appezzamento di terreno all’interno del quale si era furtivamente introdotto. Alla vista dei militari l’uomo non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare. I Carabinieri hanno interamente recuperato il carburante e lo hanno subito restituito al proprietario che, avvisato di quanto stava succedendo, li ha raggiunti sul proprio podere.
Il Magistrato di Turno della Procura della Repubblica di Gela, ha disposto che il bracciante venisse ristretto agli arresti domiciliari.

Si è spenta Luigia Pantano, moglie del giudice Antonino Saetta ucciso assieme al figlio Stefano, per mano della mafia nel settembre del 1988.

Luigia era una donna amorevole e di forte carattere, e per questo sarà ricordata.

Faceva la farmacista quando sposo il marito, nel 1952. Madre di Stefano, Gabriella e Roberto.

Molte sono le espressioni di cordoglio raccolte nelle ultime ore, dal sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura a semplici cittadini.

Attorno alla famiglia, una coltre di affetti e stima.

I funerali di officeranno lunedì alle ore 16.00 nella chiesa di San Diego di Canicattì.

Nel porto di Catania durante le prime ore del 7 novembre, una motrice “trattore” per la movimentazione dei semirimorchi é caduto in mare.

Il mezzo operava nei pressi del molo di Levante e l’operatore addetto alle manovre ha avuto appena il tempo per mettersi in salvo, prima che la motrice scivolasse in acqua.

Sul posto i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale con una squadra operativa, il Nucleo Sommozzatori ed il personale della Sezione Navale hanno effettuato le operazioni di recupero.

Protagonista della vicenda un uomo di 42anni di origine Favarese.
L’uomo aveva fatto perdere le sue tracce dopo esser uscito da casa, nel pomeriggio di ieri. I familiari, preoccupati per l’inconsueta assenza hanno sporto denuncia alla locale Tenenza dei Carabinieri.
Gli uomini comandati dal Ten. Giovanni Casamassima non hanno esitato rintracciando, questa mattina, il Favarese nel territorio del comune di Camastra e nei pressi di un impianto eolico.
Lo stato di salute dell’uomo non destano preoccupazione, lo stesso e stato riaccompagnato nella propria abitazione.
Ignari sono ancora le cause dell’allontanamento da parte dell’uomo.

Un uomo di 74 anni di Raffadali è morto travolto da un auto messa in fermo di parcheggio.

Il caso è accaduto tra Agrigento e Raffadali, in contrada “Marinisi” dove Francesco Diana di 74 anni aveva parcheggiato la sua Fiat Panda in una strada con pendenza.

Forse per il freno a mano non inserito l’auto si è messa in movimento travolgendo il proprietario.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per le indagini ma purtroppo per il 74enne non c’è stato nient’altro da fare se non constatarne il decesso.

 

A Ravanusa, in contrada Pietra Fucile, a seguito di un incidente sul lavoro è morto un uomo di 56 anni di Gela, Orazio Curvà, titolare di una impresa di autotrasporti. Secondo i primi accertamenti ad opera dei poliziotti del Commissariato di Licata, Orazio Curvà, nei pressi di un capannone industriale adibito al commercio di cereali, è stato investito da un trattore. L’uomo è stato subito trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata dove i medici hanno tentato, invano, di rimediare al grave schiacciamento del torace.

A Ragusa i Carabinieri hanno arrestato Carmelo Chessari, 48 anni, con precedenti penali per spaccio di droga. Avrebbe ucciso a pugni la madre al culmine di una lite per futili motivi. L’anziana sarebbe stata colpita ripetutamente con violenza a mani nude dal figlio. E’ stata ricoverata in ospedale in condizioni critiche, ed è morta dopo 20 giorni di agonia. L’aggressione risale all’aprile scorso quando la madre del pregiudicato, Santa Trovato, è stata soccorsa all’ospedale a Ragusa con gravi ferite e tumefazioni. I sospetti si sono rivolti subito sul figlio, che è stato indagato, ma solo oggi, a seguito di alcuni esami e riscontri effettuati dagli inquirenti, è stato possibile emettere un ordine di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.

La commissione Via-Vas dell’assessorato regionale al Territorio ha autorizzato il progetto per la costruzione della settima vasca della discarica di Bellolampo. Si sblocca così il grave stallo per il quale da mesi i rifiuti di Palermo sono trasportati nella Sicilia orientale per lo smaltimento. Adesso spetta alla Regione espletare la procedura di gara. Appena iniziati i lavori serviranno 14 mesi perché la settima vasca sia pronta. La struttura avrà una capacità complessiva di circa 960mila metri cubi e costerà circa 29 milioni di euro. Secondo le previsioni dei progettisti, dopo i primi sei mesi di lavori sarà comunque possibile riattivare il deposito di immondizia a Bellolampo. Solo fino alla fine del 2019, trasportare i rifiuti nelle discariche della Sicilia orientale avrà invece un costo aggiuntivo di 11 milioni di euro.