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Egr.  Sig. Sindaco,

Con questa lettera aperta il PD di Porto Empedocle, forse anche interpretando il sentimento di molti empedoclini, intende ringraziarLa per i tanti doni che in questi 18 mesi di amministrazione ci ha regalato.

Certamente, le festività trascorse, saranno ricordate come le più tristi della storia di Porto Empedocle; mentre in tutte le città vicine, dalla più piccola fino al capoluogo di provincia, si è riusciti a creare un minimo di  atmosfera natalizia attraverso l’organizzazione di eventi, presepi, sagre, manifestazioni e concerti, a Porto Empedocle lei e la sua amministrazione, avete avuto la capacità di rendere ancor più triste e gravosa la già difficoltosa esistenza degli empedoclini presso i quali ormai persiste un sentimento di rassegnazione non solo per il disagio economico che vivono quotidianamente ma anche per l’assenza di una istituzione comunale che abbia la capacità, anche solo, di saper manifestare un sentimento di umana solidarietà verso quelle famiglie che hanno vissuto un natale nella impossibilità di poter garantire ai propri figli un minimo di clima natalizio. A Porto Empedocle tutto quello che avete saputo offrire sono state delle deprimenti baracche di legno che più che ricordarci il mercatino di natale di Bolzano ci hanno ricordato la tristezza delle baraccopoli della Valle del Belice post terremoto.

Sa, sig. Sindaco, al di là degli schieramenti politici e di chi vince le elezioni, finita la campagna elettorale ogni cittadino, indipendentemente da chi ha votato, spera che una nuova amministrazione, seppur di idee diverse, riesca ad affrontare e risolvere le difficoltà quotidiane di una comunità e di saper attuare e programmare grandi idee per la crescita di una città. Ci si aspetta un rinnovamento delle idee, una attività di programmazione e progettazione che proietti nel futuro una comunità ma anche che riesca a gestire con sufficiente capacità le ordinarie esigenze di un paese, dalla pulizia ai servizi, dai trasporti urbani e extraurbani alle attività ricreative per i giovani e gli anziani, dalla solidarietà verso i più bisognosi a tutte quelle iniziative che permettono di porre in essere le condizioni per poter creare, soprattutto da parte dei privati, nuovi posti di lavoro.Insomma ci si aspetta che una amministrazione lasci un segno del proprio passaggio, che sia ricordata per aver affrontato e risolto almeno un problema.

Invece la sua amministrazione sarà, purtroppo, ricordatacome L’AMMINISTRAZIONE DELLA MENZOGNA.

La vostra menzogna comincia già nella campagna elettorale quando avete ingannato centinaia di giovani facendogli credere che con la vostra vittoria si sarebbe messo in cantiere il REDDITO DI CITTADINANZA che avrebbe consentito ad ogni disoccupato di percepire 780 euro al mese.  E, cristianamente parlando, visto che lei si dichiara una cattolica praticante, il peccato più grave commesso è che sapevate bene che era una cosa irrealizzabile ma l’avete promesso per il solo interesse di carpire ed estorcere la fiducia di tanti giovani e disoccupati i quali hanno visto infranta quella promessa contro il muro della realtà e sono stati condannati, da voi, a continue emigrazioni.

Si è mentito ai cittadini, agli impiegati comunali, agli operatori ecologici che con la dichiarazione di dissesto si sarebbero risolti tutti i problemi, che sarebbero arrivati, nelle casse del comune, fiumi di trasferimenti da parte dello Stato e della Regione, si è ingannata una città fino a portarla a brindare in via Roma al suo funerale. Dove sono adesso tutti i politologi che filosofeggiavano sulla necessità della dichiarazione di dissesto? E il vostro leader ha anche il coraggio di dire che avete risanato le casse dei comuni che amministrate. Ma perché non lo invitate a Porto Empedocle?

Il 13 agosto scorso l’assessore Gaetano Tripodi commentando un post su facebook scriveva “il primo obiettivo che mi sono posto assumendo la carica di assessore è stato quello di far ripartire i cantieri che nel tempo si sono bloccati per svariati motivi: primo di tutti il porticciolo turistico, i cui lavori, superati alcuni adempimenti burocratici dettati dalla vigente normativa, potrebbero partire entro il prossimo mese di settembre, così come i lavori del lungomare Nettuno”.

Bene, siamo al gennaio del 2018, sono trascorsi ben 5 mesi e non solo non si vedono ne i lavori del porticciolo turistico ne quelli del lungomare Nettuno ma non si vedono nemmeno i preparativi per attrezzare l’area a cantiere.Caro assessore Gaetano Tripodi abbiamo aspettato che passasse il mese di settembre per dimostrarLe che lei o non conosce i fatti oppure ha detto una falsità. In entrambi i casi siamo dinnanzi ad una menzogna.Dovrebbe sapere e quindi avrebbe dovuto dire ai cittadini, anche in nome della vostra tanto decantata onestà, che il porticciolo turistico non può partire perché il suo costo fu stabilito circa 20 anni fa con un tariffario prezzi diverso da quello odierno. Le ricordo che l’ultimo tariffario dell’edilizia risale al 2013. Oggi il costo è aumentato e quindi si dovrebbe prima adeguare il prezzo e poi riassegnare i lavori.

Egregio assessore dovrebbe avere il coraggio di dire che anche la mancata partecipazione del comune di Porto Empedocle ai contratti di sviluppo ha impedito la realizzazione di entrambe le opere perché partecipando ad essi, una amministrazione che si possa definire tale, poteva presentare i progetti e adeguare i prezzi con un contributo al 100% a fondo perduto.

Ora valuti Lei se davanti ad una menzogna di tal genere, ad una incapacità così evidente ed in nome della sua onestà non sia il caso che lei si dimetta.

Si è mentito ad una città affermando che si sarebbero abbassate le tasse e invece avete aumentato di ben 500 mila euro la tassa sui rifiuti per vedere una città in continua emergenza rifiuti, per vedere le strade quotidianamente invase dalla spazzatura, dalla sporcizia, dai topi, dai gatti e dalle colombe morti per le strade. Da 18 mesi si parla solo di spazzatura e malgrado sia trascorso tutto questo tempo non si è risolto il problema.

Avete mentito sull’abbonamento dell’autobus per gli studenti invitando le famiglie a presentare la documentazione, integrarla con l’ISEE salvo poi dire “scusate non è possibile perché la Regione non ci ha dato i fondi” quando invece sapevate benissimo che a causa del dissesto, da voi caparbiamente voluto, il comune non può fornire servizi a domanda individuale.

Il PD non è mai stato, al contrario di molti di voi del M5S con al capo il Sindaco e la sua famiglia, un estimatore della precedente amministrazione ne ha partecipato a giunte ma al confronto della vostra, quella è stata una giunta dei miracoli, ha rivitalizzato il centro consentendo a ben 52 attività di poter aprire i battenti e poter lavorare, facendo diventare Porto Empedocle centro di attrattiva per tutti i paesi della provincia.La vostra amministrazione sarà ricordata come quella che ha assassinato l’economia di un paese che lo ha reso una sorta di città fantasma che ha provocato la chiusura di tutte quelle attività che negli ultimi anni erano nate; sarete ricordati come la giunta che ha ucciso anche la speranza dei cittadini e dei giovani.

Adesso vi state dedicando anima e corpo alle candidature per le elezioni politiche perché non siete ancora soddisfatti di avere rovinato città come Porto Empedocle, Favara, Roma Torino e via dicendo ma intendete riservare la stessa sorte di Porto Empedocle all’intera Italia. Ma per fortuna prima i siciliani e oggi gli italiani tutti hanno capito di cosa siete capaci anzi di cosa non siete capaci.

Fate un atto di dignità, l’unico nella vostra penosa esperienza amministrativa, DI-ME-TTE-TE-VI, ed evitate alla città questa lunga e penosa agonia che sta portando i cittadini a scontrarsi gli uni con gli altri.Consentite agli empedoclini di ricominciare a sognare, a sognare semplicemente un paese normale. Probabilmente sarà l’unico vostro gesto coraggioso per cui potrete essere ricordati. Riconoscere i propri limiti e le proprie incapacità talvolta è segno di intelligenza.

P.S. anziché rispondere a questa lettera aperta con insulti che parlano di passato o che, come vi piace fare, illudere parlando di un fiabesco futuro provate a trovare il coraggio di confrontarvi sul presente e saremo ben lieti di rendere un servizio alla città.

Circolo PD di Porto Empedocle e gruppo consiliare PD

 

 

Il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, saluterà il palazzo in piazzale Aldo Moro mercoledì 24 gennaio. E in città è atteso Dario Caputo, appena nominato dal ministero dell’Interno. A seguito dei risvolti emersi nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Assumificio” a Girgenti Acque, sarebbe stato lo stesso Diomede a sollecitare la sua rimozione. Il prefetto, in servizio con diversi gradi alla Prefettura di Agrigento dal 1991, avrebbe scritto un’accorata lettera al ministro. E, appena gli è stato notificato l’avviso di proroga delle indagini, a Marco Minniti avrebbe sottolineato: “Agrigento merita un prefetto senza ombre”.

E poi avrebbe aggiunto: “Sono estraneo alle accuse, ma mi rendo conto che un prefetto della Repubblica, accusato di associazione per delinquere, truffa, corruzione, non è spendibile nel ruolo istituzionale”. Le ipotesi di reato a carico di Diomede ruoterebbero in riferimento alla certificazione antimafia all’imprenditore Marco Campione, patron di Girgenti Acque. Allo stesso Campione, il 20 ottobre del 2016, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha rigettato la richiesta di applicazione di misura personale e patrimoniale, tra la sorveglianza speciale per 3 anni e il sequestro dei beni. Secondo i giudici giudicanti Campione non è socialmente pericoloso e le sue attività imprenditoriali non sono legate o infiltrate dalla criminalità organizzata. Le indagini a carico di Marco Campione sono state sostenute dalla Direzione investigativa antimafia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel corso del periodo di proroga delle indagini, dunque entro giugno, saranno i magistrati della Procura della Repubblica di Agrigento, coordinati da Luigi Patronaggio, a valutare se in tale contesto, interdittivo o no, siano stati commessi degli abusi. Poi, scaduto il termine dei sei mesi, la Procura avanzerà richiesta di archiviazione o notificherà un altro avviso, la conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio. Lui, Diomede, nel frattempo, da uomo responsabilmente dello Stato, e primo avamposto dello Stato in provincia, ha ritenuto opportuno il passo indietro, in silenziosa attesa.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

Il 2017 è stato per la Terra il secondo anno più caldo dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. A dirlo è la Nasa, secondo cui la temperatura si è attestata a 0.90 gradi centigradi sopra la media, battuta solo dal 2016 con 0.99 gradi, mentre il 2015 ha fatto registrare un + 0,86 gradi. 

La Nasa sta presentando i risultati insieme alla Noaa, l’agenzia statunitense che si occupa di meteorologia. Secondo quest’ultima, invece, il 2017 è stato il terzo anno più caldo, con 0,84 gradi centigradi in più rispetto alla media del XX secolo, superato dal 2016 e dal 2015.

Le due agenzie governative degli Stati Uniti usano metodologie diverse per calcolare la temperatura globale. Entrambe concordano che l’ultimo quadriennio sia stato il periodo più caldo del Pianeta negli ultimi 138 anni. Nel 2017, evidenziano gli scienziati, la temperatura non è stata influenzata dal Nino, il fenomeno naturale periodico che riscalda le acque del Pacifico tropicale e che aveva contribuito in parte a far innalzare il termometro nel 2015 e nel 2016.

Il PIU nasce per segnalare un grande problema della sanità, confermato da autorevoli studi, ovvero l’impossibilità a garantire la sicurezza delle cure che la L. 24/2017 c.d. Legge Gelli ha riconosciuto come parte integrante del diritto alla salute.

 

Lo studio internazionale RN4CAST (Registered Nurse forecasting, previsione del fabbisogno di infermieri) ha rivelato che se il rapporto tra infermieri e pazienti assistiti è maggiore di 1/6 aumentano gli esiti negativi (mortalità a 30 giorni, complicanze come cadute, errori di terapia, lesioni da pressione e riduzione della soddisfazione), nonché le cure mancate (educazione terapeutica, relazione con l’assistito, pianificazione dell’assistenza). Tutto ciò che dovremmo fare ma non facciamo per mancanza di tempo, perchè siamo pochi e demansionati, ovvero utilizzati per altro a spese dell’assistenza ai nostri assistiti e a guadagno delle aziende sanitarie.

 

In Italia oggi gli infermieri sono demansionati

Nonostante il passaggio da una professione ausiliaria ad una professione intellettuale autonoma (l’Infermiere in Italia è un professionista sanitario con laurea triennale), poco è cambiato nelle realtà ospedaliere. Da Nord a Sud, all’infermiere è richiesto di svolgere mansioni domestico/alberghiere, eseguire l’igiene dei pazienti, posizionare padelle e pappagalli, dispensare, chiudere bidoni della spazzatura, riordinare le stanze di degenza.

L’infermiere, così, non solo svolge il lavoro di infermiere ma anche quello di OSS, cameriere, operatore ecologico, domestico, segretario, centralinista e così via.

Il demansionamento mette gli infermieri nella condizione di non poter assistere i propri pazienti al meglio delle proprie potenzialità. Dovendo svolgere attività diverse dal proprio profilo di competenza agli infermieri è sottratto tempo prezioso che potrebbero dedicare all’assistenza diretta ai malati, alla prevenzione e all’educazione sanitaria. Inoltre, può diventare causa di stress e di angoscia che si riflettono nella vita quotidiana, arrecando disturbi psico-fisici che nel tempo possono generare fenomeni più gravi come il burnout. 

Il demansionamento si ripercuote inevitabilmente sull’assistito esponendolo ad una serie di rischi evitabili. Con l’aumento del carico di lavoro diminuisce la qualità dell’assistenza infermieristica e diminuisce la sicurezza dei pazienti, aumentando il rischio di errori con la conseguente possibilità che un evento avverso provochi un danno o aumenti la degenza dei pazienti.

 

Una petizione contro il demansionamento

Abbiamo deciso di promuovere una petizione contro il demansionamento infermieristico aperta a tutti i cittadini che mira a raccogliere il maggior numero di firme in modo da coinvolgere l’intera popolazione contro questo fenomeno.

La petizione verrà depositata al Ministro della Salute, al Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, alla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi e ai maggiori sindacati rappresentativi.

Dopodiché organizzeremo una manifestazione davanti al Ministero della Salute.

Chiediamo il VOSTRO AIUTO nel diffondere la situazione di continuo demansionamento in cui si trovano gli infermieri italiani, che oltre a ledere la dignità dei professionisti, in primis mette seriamente a rischio la sicurezza di tutti i cittadini.

È giunto il momento di accusare chi compie demansionamento infermieristico, di ampliare la dotazione organica soprattutto del personale di supporto (O.S.S.) necessario allo svolgimento di tutte le mansioni igienico e domestico/alberghiere. E’ giunto il momento di tutelare il nostro lavoro e di punire chi discrimina o chi agisce ritorsioni contro il lavoratore, sia nel settore pubblico quanto nel privato.     È tempo di denunciare, di informare, di lottare per i nostri diritti, di tutelare ogni forma di assistenza: lo dobbiamo a noi e lo dobbiamo ad ogni cittadino di cui ci prendiamo cura.

RingraziandoLa anticipatamente per l’attenzione, e nell’attesa di una Sua gentile risposta, resto a disposizione per ogni chiarimento e La invito a contattarmi per un riscontro

 

 

La posizione intransigente della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN, registrata venerdì 19gennaio nel confronto voluto dall’amministrazione comunale di Favara con i panificatori di Favara, che ha avuto purtroppo l’esito di far estinguere le tradizioni care del popolo favarese.
In specie, la scrivente Associazione Federativa per la tutela dei Consumatori KONSUMER ITALIA, aveva chiesto nel rispetto del riposo domenicale dei panificatori, la predisposizione di un calendario che variasse, su disposizione del Sindaco, i giorni di chiusura previsti per le festività dal Decreto del 10 ottobre 2017, dell’Assessore per le Attività Produttive, dell’allora Governo Crocetta, affinché i panificatori potessero liberamente restare aperti anche la giornata dell’8 dicembre per l’immacolata, garantendo ai cittadini il Classico e Buon MUFFULETTO caldo proprio in quella giornata, come in altre festività da ulteriormente prendere in considerazione, e chiudere il giorno successivo. Ma con la forte avversione della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN tale circostanza e/o tradizione è venuta meno, e nemmeno discussa, proprio in un momento di grande crescita turistica della Città di Favara. Per essere chiari a Favara l’8 dicembre non ci sarà più il MUFFULETTO CALDO e/o l’eventuale MUFFULITTATA, per come da tradizione sempre rispettata e voluta dai favaresi che giornalmente acquistano il pane.
Quello che non ci convincono sono le motivazioni esposte, che a dire della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN nasconderebbe una turnazione non voluta dai panificatori e che la stessa associazione si premurerà a fare le adeguate segnalazioni alle autorità competenti in caso di mancato rispetto del decreto ora menzionato che obbliga la chiusura domenicale e dei festivi ai panificatori, per l’emissione delle relative sanzioni.
Siamo curiosi di scoprire quali provvedimenti interni la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN adotterà se a non rispettare la chiusura sia proprio qualche loro iscritto, prima ancora di procedere per come affermato alla segnalazioni alle autorità preposte alla vigilanza e all’emissione delle relative sanzioni. Come la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN garantirà i propri iscritti e i cittadini dalla vendita abusiva del pane. Come la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN eviterà che nelle rosticcerie aperte la domenica si possa vendere non il pane, ma del PANPIZZA o PANFOCACCIA, che sarà similare al pane ma non avrà le qualità dello stesso a discapito della buona nomea dei panificatori favaresi.
Nella speranza che le nostre osservazioni potranno essere oggetto di successivi incontri chiarificatori a tutela del consumatore e del panificatore stesso, si porgono Cordiali Saluti.

 

 

 

“Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali trasferito alla Sicilia è passato dai 70 milioni di euro del 2004 ai sei milioni del 2017, con evidenti intuibili ripercussioni in termini di offerta di servizi a favore delle fasce di più deboli della popolazione”. Lo ha denunciato l’assessore regionale Mariella Ippolito a conclusione del convegno nazionale “Bambini e Ragazzi: quale futuro? Fra responsabilità e nuovi modelli di genitorialità per la Famiglia e per la comunità” promosso a Catania dall’Uneba, l’Unione Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università etnea e la Scuola Superiore di Scienze dell’Educazione San Giovanni Bosco. L’ultima della tre giorni catanese ha visto prendere parte ai lavori anche il ministro Giuliano Poletti. “Faccio appello a lui o a chi prenderà il suo posto nel prossimo Governo Nazionale – ha detto l’assessore Ippolito – affinché si possano trovare nuove risorse finanziarie per riportare il Fondo ad avere la stessa consistenza quanto meno pari a quella media degli anni 2013/2014/2015/2016, che si è attestata a circa 25 milioni di euro. Se la drastica riduzione del fondo è scaturita dalla necessità di destinare risorse adeguate al Fondo povertà, contestualmente però si registra un incremento del fabbisogno di prestazioni socio- assistenziali che i Comuni si trovano a fronteggiare con risorse sempre più limitate”. Nel suo intervento, l’esponente del Governo Regionale ha inoltre illustrato le attività dell’Assessorato Regionale della Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro in materia di Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020, comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile, affidamento familiare e promozione e realizzazione di interventi per la tutela della famiglia.

“Giù le mani dalle forze dell’ordine, stop ai clandestini. A Lampedusa abbiamo toccato uno dei punti di non ritorno sul fronte emergenza immigrati: un carabiniere è stato ferito da un gruppo di tunisini clandestini che ha scagliato una sassaiola contro le forze dell’ordine. Il silenzio del Governo e del Viminale è agghiacciante. Dove sono le anime belle della sinistra? Dove sono i grillini? La Boldrini perché non si indigna?”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Salvini premier, segretario regionale Sicilia occidentale che continua:

“Questa è la fotografia del fallimento della finta accoglienza targata Pd di Renzi, Minniti e Gentiloni. Da Nord a Sud, in tutta Italia non c’è giorno senza proteste e tensioni con protagonisti richiedenti asilo e clandestini. A Lampedusa da mesi lo stesso sindaco ha posto il tema dell’insostenibile convivenza con i migranti ospiti nei centri dell’isola, che oziano, delinquono e diventano molesti. Situazioni incresciose – prosegue Pagano – che si sommano alle proteste delle comunità in mezza Sicilia, dall’agrigentino al messinese. Una forza, come il Pd, che non garantisce la sicurezza, che non difende la propria comunità, che non tutela le forze dell’ordine, che non fa nulla per arginare l’invasione dei clandestini e la messa a soqquadro delle nostre città, è un pericolo per il Paese. Incapace di governare e di risolvere i problemi. Lo stesso dicasi per il M5S, troppo ambiguo e contraddittorio, il cui silenzio è complice. I siciliani il prossimo 4 marzo non possono non tenere conto di tutto ciò. Serve riportare ordine e sicurezza nelle nostre città. Accogliere chi scappa da guerra, integrazione per chi ha diritto di stare in Italia, per il resto rimpatri di massa. Con la Lega e con Salvini si cambia pagina”.

 

 

 

Pergusa 20 Gennaio ore 18:30- Si è’ appena conclusa l’ Assemblea regionale del movimento Diventerà Bellissima.
Il movimento continua a strutturarsi anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, a cui parteciperà, eleggendo i componenti della direzione regionale del movimento.
Per la Provincia di Agrigento sono stati eletti:
Flavia Cantone ; 
Ignazio Salemi;
Tommaso Vergopia

Il Dr. A.D. di 43 anni di Cammarata, Assessore Comunale in carica presso il comune di Cammarata,   è un lavoratore proveniente dai servizi formativi ; la legislazione regionale vigente ha previsto l’istituzione di un elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi, cui attingere per la realizzazione delle attività affidate al Dipartimento Lavoro. L’Assessore regionale della famiglia ha previsto l’istituzione dell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi; in particolare la domanda di inserimento doveva essere indirizzata tramite posta elettronica certificata o per raccomandata a.r. ed altro articolo del decreto istitutivo prevedeva che le istanze “dovranno pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2016; non farà fede il timbro postale”.

L’Assessore Comunale cammaratese spediva il 29/9/2016 la domanda di inserimento ma il plico perveniva in data 4 ottobre 2016; pertanto veniva escluso dall’elenco in questione. A questo punto l’interessato decideva di proporre un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, contro L’Assessorato Regionale della famiglia, per l’annullamento, previa sospensione, sia del provvedimento di esclusione, sia della clausola del bando laddove prevedeva che le domande di inserimento dovessero pervenire entro il 30/9/2016, e non farà fede il timbro postale. In particolare gli Avvocati Rubino e Impiduglia hanno censurato i provvedimenti impugnati sotto il profilo della violazione del principio generale secondo cui nelle selezioni pubbliche in caso di spedizione con servizio postale fa fede il timbro postale di accettazione; citando precedenti giurisprudenziali favorevoli del Tar Lazio e del Tar Catania.

Già in sede camerale  il Tar Sicilia,Palermo,Sezione Terza, aveva ritenuto fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia,  accogliendo la domanda cautelare di inserimento con riserva del ricorrente nell’elenco, e condannando la Regione Siciliana al pagamento delle spese giudiziali  inerenti la fase cautelare. Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il Tar Sicilia,Palermo,Sezione terza, ha annullato i provvedimenti impugnati, dichiarando  sia l’illegittimità della clausola del bando impugnata, non sorretta da alcuna adeguata motivazione, sia l’illegittimità del provvedimento di esclusione. Pertanto, per effetto delle pronunzie rese dal Tar, l’Assessore comunale cammaratese verrà inserito nell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi, mentre la regione siciliana pagherà le spese giudiziali inerenti la fase cautelare.