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Quando Angelino Alfano alcuni giorni addietro ha rivelato di essere molto corteggiato, sia da destra che da sinistra, non ha mentito affatto. La giacchetta del ministro degli Esteri, anzi la sola camicia adesso che imperversa il rovente ciclone Lucifero, è strattonata tra i partiti della potenziale alleanza di centrodestra, che in Sicilia si vorrebbe unita e compatta sul candidato presidente della Regione, Nello Musumeci, e tra gli altrettanti partiti della potenziale coalizione di centrosinistra, che hanno sganciato Rosario Crocetta e che, fallita la carta del presidente del Senato, Piero Grasso, punterebbero sul rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari. Centro a sinistra o centro a destra? Ecco il dilemma che incombe su Angelino Alfano e Alternativa Popolare. Una mano sul timone della navigazione, tentando di orientare la rotta, l’ha poggiata un centrista doc, Pierferdinando Casini, che in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato come e perché un transito a destra da parte di Alfano sarebbe incomprensibile. E a caso, o non a caso, è stata annullata e rinviata la riunione di oggi a Roma tra Gianfranco Miccichè, Angelino Alfano, Niccolò Ghedini e Gianni Letta, che avrebbe dovuto sancire il rientro di Alfano nel centrodestra e l’alleanza con Alternativa Popolare per le Regionali in Sicilia. E’ ovvio che Alfano, sostenendo il centrodestra in Sicilia, rivendichi delle garanzie a Roma, perché altrimenti non sarebbe davvero comprensibile che Alfano sia ok a Palermo per le Regionali e poi non lo sia a Roma per le Politiche. In termini più spiccioli, tra le garanzie a Roma vi sarebbe la soglia dello sbarramento, e su tale soglia si è consumata la rottura, violenta e polemica, tra Renzi e Alfano. Matteo Renzi domani sarà a Palermo, presenterà il suo libro, incontrerà Leoluca Orlando, che sarebbe tra gli sponsor della candidatura di Fabrizio Micari, e discuterà del “Modello Palermo” e delle Regionali in Sicilia. E forse, prima di decollare da Fiumicino, telefonerà ad Alfano per una riappacificazione. A tal punto, i centristi potrebbero ottenere anche il candidato presidente, e. Giovanni La Via si trasferirebbe subito da Bruxelles in Sicilia per la campagna elettorale.
Fonte Teleacras

Da domani e’ possibile effettuare l’immatricolazione ai corsi di laurea dell’Universita’ degli Studi di Palermo per l’Anno Accademico 2017/2018. “UniPa presenta un’offerta formativa di eccellenza – commenta il rettore Fabrizio Micari – che per il prossimo Anno accademico prevede l’apertura di nuovi corsi sempre piu’ innovativi, attenti alle esigenze del territorio e alle opportunita’ del mondo del lavoro”. Proprio per potere soddisfare nel migliore modo possibile le esigenze di chi studia UniPa punta molto sui servizi digitali, in particolare modo con l’adesione al Sistema Spid e a PagoPa per consentire che le immatricolazioni, il pagamento delle tasse universitarie e le pratiche studenti possano essere gestite completamente online. Investimenti, che permetteranno la realizzazione di nuove aule e di aree destinate agli studenti, sono stati fatti per migliorare la qualita’ degli spazi per la didattica e lo studio. In linea con la legge nazionale l’Ateneo ha formulato il nuovo piano per la contribuzione studentesca, semplificando la struttura di tassazione e prevedendo varie agevolazioni per gli studenti meritevoli e per le fasce meno abbienti. “Scegliere UniPa – conclude il Rettore – significa scegliere una grande Universita’ con una storia prestigiosa, fatta di illustri docenti e studenti, una ricca offerta formativa e una profonda attenzione per i suoi studenti”.
Si prevedono tantissime immatricolazioni di giovani provenienti dalla provincia di Agrigento.

Andrea Monteleone


gaetano giordano


In data odierna è stato ufficializzato dal Tribunale di Palermo la procedura di fallimento dell’A.N.F.E.
Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati, con nomina dei curatori fallimentari e relativa data di
udienza di verifica S.P. per il 17/01/2018.
In verità tale conclusione non ci coglie impreparati dal momento che la scrivente O.S., com’è noto, già
nelle varie audizioni in V Commissione ARS, aveva più volte evidenziato la mala gestio del Legale
Rappresentante che, di fatto, non ha compiuto alcun atto concreto per il salvataggio dell’Ente e dei
relativi lavoratori (circa 600). A nulla sono servite le richieste poste in essere sia dall’Amministrazione
regionale (piano industriale) che dalla scrivente O.S., per tentare il risanamento dell’Ente per la
salvaguardia dei lavoratori.
L’unico atto che il Legale Rappresentante ha saputo concretizzare è stato l’avvio delle procedure di
licenziamento collettivo art. 4 e 24 L. 223/91, disattendendo l’applicazione della normativa relativa alla
mobilità regolamentata dalla circolare regionale n° 10/94 (così come da nostra denuncia depositata
presso le Procure di Palermo e di Trapani in data 21/07/2017), senza neanche concluderla e lasciando nel
limbo i lavoratori (alcuni dei quali potrebbero non percepire il sostegno al reddito – Naspi).
Chiediamo al Governo Regionale, se veramente ha a cuore la salvezza dei lavoratori, di applicare le
norme in vigore (Legge 24/76, Legge regionale 1° settembre 1993 n. 25 e legge 23/2002) dirette ad
assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi di tutti i lavoratori dell’ANFE e dell’intero
Comparto della Formazione Professionale (Interventi Formativi e Servizi Formativi), che da troppo tempo
vedono calpestati i propri diritti.

In data odierna è stato ufficializzato dal Tribunale di Palermo la procedura di fallimento dell’A.N.F.E. Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati, con nomina dei curatori fallimentari e relativa data di udienza di verifica S.P. per il 17/01/2018.In verità tale conclusione non ci coglie impreparati dal momento che la scrivente O.S., com’è noto, giànelle varie audizioni in V Commissione ARS, aveva più volte evidenziato la mala gestio del Legale Rappresentante che, di fatto, non ha compiuto alcun atto concreto per il salvataggio dell’Ente e dei relativi lavoratori (circa 600). A nulla sono servite le richieste poste in essere sia dall’Amministrazione regionale (piano industriale) che dalla scrivente O.S., per tentare il risanamento dell’Ente per la salvaguardia dei lavoratori.L’unico atto che il Legale Rappresentante ha saputo concretizzare è stato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo art. 4 e 24 L. 223/91, disattendendo l’applicazione della normativa relativa alla mobilità regolamentata dalla circolare regionale n° 10/94 (così come da nostra denuncia depositata presso le Procure di Palermo e di Trapani in data 21/07/2017), senza neanche concluderla e lasciando nel limbo i lavoratori (alcuni dei quali potrebbero non percepire il sostegno al reddito – Naspi).Chiediamo al Governo Regionale, se veramente ha a cuore la salvezza dei lavoratori, di applicare le norme in vigore (Legge 24/76, Legge regionale 1° settembre 1993 n. 25 e legge 23/2002) dirette ad assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi di tutti i lavoratori dell’ANFE e dell’interoComparto della Formazione Professionale (Interventi Formativi e Servizi Formativi), che da troppo tempovedono calpestati i propri diritti.


E’ terminvato il gran giorno del Google Camp ad Agrigento.

Valle dei templi, Google camp sta per iniziare (Istagram)Valle dei templi, Google camp ieri, prima che iniziasse l’evento (Istagram)

Moltissimi i big mondiali e i nomi altisonanti presenti alla serata nell’area sacra: Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, del cantautore britannico Elton John, Lanny Kravitz, i fratelli John e Lapo Elkann, Madonna e Nicole Kidman, Mark Zuckemberg, fondatore di Facebook e Bill Gates, patron di Microsoft.

Ascolta il Video IMG_2094
Elton John arriva nella Valle dei templi
Elton John nella Valle dei templi

Tra i reali, oltre al principe Harry d’Inghiterra, principi dell’Arabia Saudita e il mararaja dell’India. Ed anche molti altri.
Ma la vera stella della serata è la splendida Valle dei Templi nella sua superba bellezza..

Il viaggio e’ iniziato da qui, da Lampedusa l’anno scorso e nell’isola si condensa di nuovo: perche’ “Cosmogonia mediterranea” fa intimamente e storicamente parte dell’isola dove e’ nata. L’installazione di Domenico Pellegrino – un profluvio pop di decori barocchi che prendono spunto dalle classiche luminarie di paese, inseriti in una figura che richiama la Sicilia – e’ nata come opera subacquea immaginata dall’artista per raccontare una “visione sottosopra” del Mediterraneo. Pensata per Lampedusa e adagiata per un solo giorno nei fondali della Guitgia nel luglio 2016, e’ stata riportata sui fondali dove rimarra’ proprio nel punto in cui arrivano le navi che salvano i migranti in mezzo al mare. Quando e’ stata affidata all’acqua, al tramonto, e’ scattato una sorta di “bagno purificatore” che ha coinvolto il pubblico, residenti, turisti e persino alcuni ragazzi migranti del centro accoglienza. Un cammino continuo che assorbe l’intera Sicilia: attualmente sono infatti sei i punti dove risplende la Cosmogonia, visto che e’ stata gia’ posizionata a Palermo, a Palazzo De Seta e al Museo Riso, oltre al Farm Cultural Park di Favara. Prima di ritornare a Lampedusa, l’installazione ha toccato altri lidi per “raccogliere” le voci, ricaricarsi tramite i luoghi e le persone che virtualmente ha incontrato: e’ successo per la Biennale Arcipelago Mediterraneo al porticciolo di Sant’Erasmo (amplificata in un vero arcipelago galleggiante e illuminato al tramonto), ma anche a Palazzo Branciforte a Palermo, alla Fondazione Orestiadi a Gibellina e allo spazio LOC di Capo D’Orlando. Ma il viaggio di Cosmogonia Mediterranea non si esaurisce, anzi: quando verra’ tratta fuori dall’acqua, trovera’ una casa sull’isola; il 3 ottobre, giorno che in cui si ricordano i 366 morti nel naufragio del 2013, verra’ sollevata dall’acqua e posta sul molo Favaloro, nel punto in cui arrivano le navi che soccorrono in mare i migranti. Da quel momento, chi arriva a Lampedusa verra’ accolto da una Sicilia luminosa, ironicamente pop, che segnera’ l’ultimo approdo e sara’ un vero e proprio simbolo di accoglienza e rinascita. Per questo e’ stata attivata la campagna di crowfunding “Trip of Cosmogonia Mediterranea”: un modo nuovo di intendere l’arte che, in maniera collettiva e puntando sulla condivisione, finanziare dal basso l’opera d’arte e ne sposa il progetto.

“Prima i mafiosi mi odiavano. Ora mi odiano gli anti-mafiosi. Un giorno mi troverete morto per strada, e non saprete chi e’ stato”. E’ quanto afferma l’attuale procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, nel corso di un articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale statunitense “The New Yorker”, a firma di Ben Taub. A lungo procuratore capo nella stessa citta’ e artefice di numerose inchieste – tra cui quella riguardante alcuni magistrati della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, guidata da Silvana Saguto, attualmente sotto processo a Caltanissetta – Lari spiega che proprio questa indagine gli ha procurato molti nemici nella magistratura e nella politica. “Il giudice Saguto – aggiunge – era considerata una sorta di Falcone della Sezione misure di prevenzione e si presentava come una specie di eroina”. “The New Yorker”, che intervista altri magistrati, investigatori, giornalisti, affronta la questione dei migranti, della lotta alla mafia, dello stato dell’informazione in Sicilia, partendo dallo scambio d’identita’ che ha portato all’ arresto di un innocente al posto di un presunto trafficante d’uomini. Il titolo del servizio e’ “Come non risolvere la crisi dei rifugiati”.

Terminati i lavori per una più corretta sistemazione dei fascicoli dell’Archivio Storico, presso la Biblioteca La Rocca, l’Amministrazione Comunale ha avviato un progetto per la digitalizzazione dei documenti più significativi e preziosi del patrimonio cittadino, in modo da poterli meglio tutelare rendendoli così fruibili al pubblico anche attraverso i mezzi di posta elettronica e di consultazione online. Lo scrive il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, nella sua pagina Facebook.

Mancano ormai poche ore all’’insediamento all’Asp di Agrigento, di Gervasio Venuti, il manager che prederà il posto di Salvatore Lucio Ficarra alla guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale agrigentina. Venuti, che lascia dopo tre anni la poltrona più alta dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia Cervello” di Palermo. Venuti, 62 anni, palermitano è ingegnere, ed è stato dirigente dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo. La presa dell’incarico è prevista tra domani o al massimo lunedi prossimo 7 agosto il tempo necessario per l’espletamento di alcune pratiche burocratiche.

Una insegnante di Sciacca, di 49 anni, è stata assolta dall’accusa di abuso di mezzi di correzione. La decisione è del Tribunale della cittadina termale che ha scagionato la donna. La vicenda si fierisce a qualche anno fa quando secondo l’accusa l’insegnante avrebbe abusaato dei mezzi di correzione e di disciplina in alcuni casi. In alcuni di questi, sempre secondo le accuse, la donna avrebbe tirato i capelli e le orecchie agli alunni di una scuola elementare.

Scompare uno degli ultimi amici d’infanzia di Leonardo Sciascia, Aldo Scime’ giornalista e l’intellettuale che aveva fatto diventare la sua casa in contrada Noce a Racalmuto (Agrigento) un circolo di cultura dal quale, oltre a Sciascia, erano passati Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Renato Guttuso, Andrea Camilleri. Scime’, che aveva 93 anni, era stato uno dei giovani cronisti del nucleo storico redazionale di Radio Palermo, la prima emittente dell’Italia liberata costituita dagli Alleati dopo lo sbarco dell’estate 1943. Per Radio Palermo, diretta nella prima fase da Ugo Stille, Scime’ aveva curato non solo servizi e interviste a personaggi importanti del dopoguerra italiano, come il presidente dell’Eni Enrico Mattei, ma anche spazi di intrattenimento. Aveva collaborato anche con il giornale L’Ora e negli anni Settanta aveva, come segretario generale dell’Assemblea regionale siciliana, aperto alla cultura e agli scrittori palazzo dei Normanni. Aveva legato le sue esperienze politiche a Piersanti Mattarella, il presidente della Regione ucciso dalla mafia, e al fratello Sergio ora capo dello Stato. Ma il rapporto con la cultura era diventato per Scime’ un impegno molto stretto. Era stato lui a presentare Sciascia a Elvira Sellerio nei primi passi della casa editrice. Negli anni Ottanta aveva promosso e rilanciato le istituzioni culturali piu’ importanti prima come presidente della fondazione Whitaker e poi come guida della fondazione Sciascia a Racalmuto che conserva gli scritti, i volumi, gli appunti, l’epistolario dello scrittore con il mondo della cultura. Negli ultimi tempi, e in eta’ ormai avanzata, si era ancora speso nel Parco di Regalpetra e aveva appoggiato l’iniziativa della “strada degli scrittori”. Scime’ lascia la moglie Nina Lo Presti e tre figli: Salvatore, che e’ stato come il padre un giornalista della Rai, Fabrizio attuale segretario generale dell’Ars e Rosanna, primario di ematologia.