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Gravissimo l’aggiramento dei referendum proposti dalla CGIL


La Cgil ritiene gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al Decreto Legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale.
Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare, contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal Governo prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e Governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil.
Si sta cercando di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta.
Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile.
Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria.
Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito.
Per la Cgil si tratterebbe di un palese atto di spregio nei confronti di tutti coloro che firmarono a sostegno del quesito referendario per abrogare i voucher e di una vera e propria lesione della democrazia, essendo evidente la spregiudicatezza con la quale si è legiferato poche settimane fa al solo scopo di impedire agli elettori di pronunciarsi.
Nei giorni scorsi siamo stati in Prefettura a rappresentare il nostro disagio e a chiedere che il Prefetto lo rappresentasse al Governo, oggi lo chiediamo ad ognuno di Voi: intervenite sul Governo, fermate questo autentico sfregio alla democrazia!

Revoca Ordinanza n. 16 del 01.02.17 – Ripristino dell’erogazione idrica, ad uso potabile, in Via de Sica. Girgenti Acque comunica che, considerata l’Ordinanza Sindacale del Comune di Agrigento n. 116 del 25 Maggio 2017, con la quale viene revocata l’Ordinanza n. 16 del 01/02/2017, così come modificata con Ordinanza Sindacale n.52 del 23/02/2017, si ripristina l’erogazione dell’acqua ad uso potabile nella Via de Sica, per la quale era stato fatto divieto temporaneo di consumo, ad uso potabile, dell’acqua della rete idrica in detta Via.
Si rileva che il Gestore in data 24/04/2017 ha comunicato, agli Enti preposti, che i campioni d’acqua prelevati ed analizzati avevano evidenziato parametri conformi al D.lgs. 31/01, chiedendo già in quella data la revoca dell’Ordinanza n. 16 del 01/02/2017 così come modificata con Ordinanza Sindacale n. 52 del 23/02/2017.


“Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili.” Giovanni Falcone ..Fra le tante amenità e spiritose invenzioni riportate su alcune mail che girano in questi giorni, leggo l’invocazione ad un “sondaggio finalizzato a chiudere la Fondazione Teatro Pirandello, a fare a meno di teatranti professionisti in attività collocati nei ruoli superiori della Fondazione … etc etc.” Che sarebbe come chiedere ai pesci di stare fuori dall’acqua; non ho nessuna intenzione di far polemiche che non avrei neanche il tempo di seguire, esercitando una professione per definizione non programmabile e aleatoria, con la quale, con dignità, consento ai miei due figli di avere le pari opportunità e di crescere, esprimo semplicemente e nel rispetto di chi diversamente la pensa, la mia opinione su quanto ho letto.
Preciso che la mia carica di Presidente della Fondazione è a titolo gratuito e che lo spettacolo “Vestire gli ignudi” non ha fatto una sola replica ma quattro; è stato visto da circa duemila spettatori ed ha registrato il record di incassi con oltre trentatremila euro. Sarà inoltre presente, nella stagione 2017/2018 in diversi, prestigiosi teatri del circuito nazionale, ai quali è stato venduto come prodotto della Fondazione Teatro Luigi Pirandello.
Naturalmente mi assumo la piena responsabilità di quanto scritto, comprendendo le diverse posizioni, senza nessuna intenzione di suscitare altre polemiche ma per amore della verità. Leonardo Sciascia diceva che “una cosa sono i fatti, un’altra le considerazioni sui fatti …” Ai posteri l’ardua sentenza…
Un caro saluto Gaetano Aronica

L’amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro, ha annunciato che la giunta, nel corso dell’ultima seduta, ha provveduto ad approvare lo schema di bilancio relativo al triennio 2017/2019. Si tratta di una circostanza estremamente importante – sottolineano a Palazzo di Città – visto che quasi nessun altro comune è riuscito già di questi tempi a mettere nero su bianco lo strumento principe di programmazione economica dell’ente. Adesso ci dovrà essere il passaggio in consiglio comunale non prima però dell’esame da parte del collegio dei revisori che si dovrà esprimere in merito. Ciò comporterà qualche settimana di ritardo visto che, dopo le dimissioni del revisore precedentemente sorteggiato, si dovrà ora procedere alla nomina del collegio composto da tre revisori, poiché è subentrata la nuova normativa regionale. “Con tanti comuni ancora alle prese con l’approvazione del bilancio 2016 – ha dichiarato il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro – l’aver approvato in giunta il nuovo bilancio è per noi motivo di soddisfazione. Di questo devo ringraziare il neoassessore al bilancio Gaetano Di Giovanni che ci ha subito fornito gli input giusti per arrivare a questo traguardo. Dotarci al più presto del bilancio di previsione, nonostante le gravissime difficoltà con le quali sono costretti a convivere i comuni, a causa dei sempre più esigui trasferimenti regionali e statali, ci permetterà di avere molto più spazio di manovra ed evitare la gestione frazionata. Mi auguro – ha concluso Cuffaro – che si proceda al più presto alla nomina del collegio dei revisori e si possa procedere al passaggio dello schema di bilancio in consiglio comunale. Entro un mese dovremmo riuscire a rendere operativo e definitivamente approvato il bilancio 2017 che, ripeto, nonostante le difficilissime condizioni nelle quali siamo costretti a operare, ci consentirà di poter fornire qualche risposta ai cittadini in termini di servizi e qualità della vita”.

Come si ammazza la democrazia?
A volte basta poco.
Non c’è bisogno di essere dei dittatori e passare alla storia.
Si può anche semplicemente essere consiglieri comunali al Comune di Agrigento.
L’occasione è ghiotta. Risparmiare soldi.
Non gettoni, quelli restano.
Risparmiamo sulla stenotipia, sulle lampadine accese… per non dire che risparmiamo sulla DEMOCRAZIA, rappresentata dalle parole dei Consiglieri, quelli che, diversamente dai proponenti, parlano sovente.
3 ardimentosi della 6 commissione, che il microfono lo prendono veramente poco e magari per difendere le posizioni del Sindaco, hanno programmato il risparmio per l’Ente. C’è tanto altro da modificare nel regolamento comunale ma i cittadini hanno pagato i gettoni di questi consiglieri per tagliare minuti, il resto può attendere.
Bisogna risparmiare non certo sulle indennità della Giunta o sull’ufficio del Sindaco, con straordinari da record e con portavoce e capo staff.
Si risparmia sul decoro in piazza Vittorio Emanuele e sulle parole di chi se ne può lamentare in Consiglio.
La verità è che questo Consiglio non deve esistere, sono stufa di scriverlo.
Lo dimostrano gli atti votati tenuti in considerazione pressoché nulla dall’amministrazione, i lavori consiliari gambizzati.
I Consiglieri hanno chiesto uno stop ai centri di accoglienza, calati senza una pianificazione corretta sul territorio. La mozione, votata all’unanimità, è stata indicata dall’assessore come inapplicabile per legge per poi diventare applicabilissima in una delibera di giunta comunale, che si guarda bene dal citare la volontà popolare espressa dal Consiglio. Un altro esempio per avvalorare l’esistenza dei motivi del mio sfogo: il Consiglio non deve esistere.

Anche la Scala dei Turchi di Realmonte con la sua spiaggia tra gli oltre 300 eventi in programma questo weekend lungo le coste dello Stivale per liberare arenili e fondali dai rifiuti e sensibilizzare i cittadini ad una corretta fruizione delle spiagge.

Saranno ben 200 le spiagge che in questo ultimo weekend di maggio saranno ripulite da migliaia di volontari, e ben 170 quelle in tutta l’area del Mediterraneo. Alcuni degli arenili  sono stati scelti direttamente dai cittadini grazie al contest social, realizzato insieme a Sammontana, che contribuirà alla pulizia straordinaria di 20 spiagge. Tra queste super votata è risultata la spiaggia della Scala dei Turchi a Realmonte dove, appunto, domani, venerdì 26 maggio, dalle ore 9:00, gli attivisti del Circolo “Rabat” di Agrigento insieme agli operatori ed ai volontari del Servizio Civile Nazionale degli uffici delle riserve naturali “Grotta di Sant’Angelo Muxaro” e “Macalube di Aragona” daranno vita ad una attività di pulizia e di sensibilizzazione lungo il tratto di spiaggia compreso tra gli scavi della Villa Romana di Realmonte ed il suggestivo promontorio di marna bianca divenuta oramai simbolo non solo del piccolo comune rivierasco sul cui territorio insiste ma di tutta la costa agrigentina.
L’iniziativa è patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Realmonte e, accanto ai volontari di Legambiente, vedrà protagonisti anche gli alunni della Scuola Media “Garibaldi” di Realmonte che
saranno in particolare chiamati a partecipare ad una sfida: la #5minuteschallenge, vale a dire quanti rifiuti si riescono a raccogliere in soli 5 minuti. Basta poco, infatti, per dare il proprio contributo a spiagge pulite e belle, oltre che salvare la biodiversità!
Durante lo svolgimento delle attività verranno altresì illustrati ai presenti i dati dell’indagine Beach Litter 2017, condotta da Legambiente nei mesi di aprile e maggio, dati che confermano anche quest’anno una situazione critica per molti arenili: su 62 spiagge italiane, per un totale di oltre 200mila metri quadri pari a quasi 170 piscine olimpioniche, sono stati trovati una media di 670 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. La plastica si conferma il materiale più trovato (84% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (4,4%), metallo (4%), carta e cartone (3%).
Ad Agrigento la spiaggia sulla quale è stato condotto il monitoraggio lo scorso 30 aprile è stata quella della Babbaluciara dove, su un totale di  100 metri di arenile presi in considerazione, sono stati rinvenuti ben 1.195 rifiuti. Così come in tutte le spiagge siciliane monitorate i cotton fioc sono stati i rifiuti maggiormente rinvenuti, sintomo di una parziale o nulla depurazione degli scarichi e di uno scorretto smaltimento dei rifiuti. Spesso infatti questo genere di articoli, come anche i blister o gli assorbenti, vengono buttati nel water piuttosto che nella pattumiera e di conseguenza, finiscono sulle spiagge o in mare a causa di una spesso inefficace depurazione degli scariche domestici. Interessante sottolineare infine come il 64% dei rifiuti spiaggiati è stato concepito e creato per essere usa e getta.

Il Sindaco di Aragona, Salvatore Parello, condanna il vile atto perpetrato ai danni dell’abitazione della collega di Porto Empedocle, Ida Carmina e afferma: “Manifesto tutta la mia stima e profonda solidarietà, a nome mio e di tutta la cittadinanza che rappresento, alla sindaca del comune di Porto Empedocle e alla sua famiglia. Auspico che le forze dell’ordine facciano luce sull’episodio risalendo ai colpevoli” – conclude il primo cittadino di Aragona.

Dodicesima edizione del concorso nazionale “Tricolore vivo”. Quest’anno ha coinvolto più di quaranta istituti scolastici sul territorio nazionale e migliaia di ragazzi. Organizzato dall’AGe (Associazione Italiana Genitori) provinciale di Palermo in collaborazione con il MIUR, l’Ufficio I dell’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, la Città Metropolitana di Palermo e il CeSVoP, il concorso, come ogni anno, ha invitato gli alunni a riflettere su un articolo della Costituzione. La Cerimonia finale si svolge lunedì 29 maggio 2016 al Palazzo Reale di Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, dalle ore 9,30. Verranno premiati i lavori sviluppati sull’art. 67, «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Agli alunni coinvolti è stato chiesto di elaborare video, drammatizzazioni, componimenti scritti e/o lavori informatici o grafico-pittorici che illustrassero con originalità e immediatezza le loro riflessioni.
Il concorso “Tricolore vivo” è stato rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale. Ogni Istituto scolastico ha inviato un elaborato alla Commissione giudicatrice, la quale a Palazzo Reale proclamerà i vincitori che riceveranno, fra l’altro: il premio del Presidente della Regione Siciliana; il premio del Sindaco della Città Metropolitana di Palermo e quello del Sindaco di Palermo.
La cerimonia si aprirà con il canto dell’inno nazionale a cui seguiranno gli interventi del vicepresidente dell’ARS, on. Giuseppe Lupo, e della parlamentare nazionale, on. Teresa Piccione, che illustrerà ai ragazzi l’art. 67 della Costituzione. Sono stati pure invitati il Prefetto e il Sindaco di Palermo. Inoltre, vi sarà il solenne passaggio della Bandiera del Comando Militare Sicilia dell’Esercito Italiano dai ragazzi dell’ICS «L. Pirandello-S. Giovanni Bosco» di Campobello di Mazara (TP) a quelli della Direzione Didattica «Ruggero Settimo» di Castelvetrano (TP). Infine, l’AGe provinciale di Palermo farà dono della bandiera nazionale alla Direzione Regionale Sicilia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Madrina di questa consegna sarà la Sorella Anna Di Marzo, Ispettrice regionale per la Sicilia delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana.
A tutti gli allievi presenti saranno consegnate bandierine, coccarde e gadget, così come verrà dato un ricordo di partecipazione alle scuole che hanno concorso.
La manifestazione ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente del Senato della Repubblica Italiana, il patrocinio della Camera dei Deputati, dell’ARS, della Regione Siciliana, dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia, del Comune di Palermo.

A Roma i vertici nazionali del Partito Democratico lavorano per candidare l’attuale seconda carica dello Stato a presidente della Regione Sicilia. Il presidente del Senato sarebbe la proverbiale “scarpa giusta nel piede giusto”. Piero Grasso, già giudice a latere al maxi processo alla mafia negli anni 80, poi procuratore di Palermo, poi a capo della Direzione antimafia e poi invitato all’epoca da Bersani a candidarsi al Parlamento con il Partito Democratico, sarebbe capace di cucire o scongiurare eventuali strappi all’interno del partito di Renzi e della coalizione di centro – sinistra che sarà impegnata nella campagna elettorale in occasione del voto il prossimo 5 novembre per eleggere il presidente e 70 deputati a Sala d’Ercole. E la ipotizzata candidatura di Piero Grasso sarebbe gradita, caldeggiata e sostenuta dai due Mattei a capo del Pd, il segretario Renzi e il presidente Orfini, che hanno sguinzagliato i propri ambasciatori per annunciare l’ambasciata a Palazzo Madama, e sondare la disponibilità di Piero Grasso. Dunque no alle Primarie? No alle Primarie che sono state finora la giustificazione per raffreddare le belligeranze di Rosario Crocetta agguerrito a candidarsi? “Altro che no” – risponde il sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone, primo sponsor delle Primarie in Sicilia per la scelta del candidato presidente. Faraone non demorde, ribadisce come imprescindibile il metodo delle Primarie, e pressa affinchè siano celebrate il prossimo 9 luglio, la stessa domenica quando il Movimento 5 Stelle sceglierà il suo candidato presidente alla Regione tramite la liturgica consultazione su internet. Infatti, le parole di Davide Faraone sono: “Noi andremo ai gazebo, loro rimarranno dietro un computer per qualche clic”. Insieme a Faraone, battono il tamburo per le Primarie anche Giuseppe Lupo e l’assessore Antonello Cracolici, ma il segretario regionale, Fausto Raciti, probabilmente perché a conoscenza della carta “Piero Grasso”, ha svitato il rubinetto dell’acqua gelata, replicando così a Faraone: “Rimango dell’idea che debbano essere investiti della ‘questione Sicilia’ il segretario nazionale Renzi e tutto il partito a Roma per capire se si può arrivare a un quadro di alleanze condiviso e individuare soluzioni comuni per la scelta del candidato. Io non ho nulla contro le primarie, anzi, ma senza un raccordo con la segreteria nazionale non possiamo farle da soli.” Tradotto dal politichese: decida Roma, e se Roma decide Grasso, ok.
Fonte  Teleacras