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Sono tornati in libertà i due fratelli agrigentini di 24 e 19 anni, che erano finiti ai domiciliari dopo l’arresto per l’ipotesi di reato di lesioni personali e aggravate in concorso. I due avrebbero aggredito e picchiato un uomo di 55 anni, con un casco da motociclista e un tondello di ferro di circa 50 centimetri.

E’ stato il giudice Coffari a non convalidare l’arresto, rimettendo i due ragazzi in libertà.

Dopo la presunta aggressione l’uomo era stato condotto all’ospedale di Agrigento, dove gli veniva diagnosticata una frattura scomposta multipla al dito di una mano, oltre a ferite lacero-contuse alla testa. La prognosi è di 30 giorni.

L’uomo dopo l’aggressione aveva raccontato ai poliziotti intervenuti sul posto di essere stato aggredito dai due fratelli che avevano anche danneggiato la sua auto, rompendo specchietto e vetro parabrezza. Sembrerebbe che in passato l’uomo avesse già avuto problemi con i due giovani, che poi sono stati celermente rintracciati dai poliziotti e tratti in arresto.

 

 

Forte odore di gas nell’aria, si teme il peggio, anche il verificarsi di una eventuale esplosione.
Ma sul posto arrivano i vigili del fuoco di Canicattì che hanno subito riscontrato una rottura nella conduttura del gas che ormai si era propagato, rendendo irrespirabile l’aria.

Con zelo, i vigili del fuoco hanno anche staccato la corrente elettrica in tutto il quartiere, evacuando alcune abitazioni per precauzione. Ad intervenire anche la polizia locale che ha provveduto a chiudere alcune strade per facilitare il lavoro dei vigili del fuoco.

 

Purtroppo è ritornata a salire la curva dei contagiati nella città dei templi. Evidentemente durante il periodo delle feste le misure precauzionali sono state allentate e così dai 58 casi positivi del 24 dicembre scorso siamo arrivati ai 91 di oggi. Di questi sette sono ricoverati in ospedale (uno in rianimazione e 6 in degenza ordinaria), Due sono ricoverati in hotel covid e 82 sono in trattamento domiciliare. Per fortuna non si sono registrati nuovi decessi. I dati di Agrigento sono in linea con quelli regionali che hanno convinto il governatore Musumeci a far dichiarare la Sicilia zona Arancione e ci hanno fatto chiudere le scuole fino a giorno 18.

“Non mi stancherò mai di ripetere – dice il sindaco Franco Miccichè – che la pandemia non è stata ancora superata. Che il contagio e dietro l’angolo e che l’imprudenza porta gravi conseguenze per noi e per i nostri cari. Manteniamo quindi le prescrizioni imposte (distanza, mascherina, disinfettate e lavaggio continuo delle mani), evitiamo gli assembramenti e stiamo a casa quando possiamo”.

Circa sette chilogrammi di cocaina sono stati sequestrati nel porto di Catania da militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Catania in collaborazione con personale dell’Agenzia delle dogane. La droga è stata nascosta nel magazzino di custodia temporanea di container adibiti al trasporto di frutta esotica provenienti dall’Ecuador. Le ispezioni, eseguite anche con l’ausilio di unità cinofile della compagnia Pronto impiego delle Fiamme gialle di Catania, hanno permesso di scoprire, in uno dei containers, 6,729 chilogrammi di cocaina. La sostanza stupefacente è stata confezionata in panetti da circa un chilo ciascuno e sarebbe stata destinata al mercato illecito di Catania per un valore di commercio al dettaglio di oltre un milione di euro.

Ad Agrigento si procede alla progettazione dei lavori di recupero in sicurezza del versante a nord ovest dei palazzi cosiddetti “Crea” al Viale della Vittoria, teatro della disastrosa frana del 5 marzo 2014, e del versante sottostante la via Picone, soggetto a rischio idrogeologico e pericolosità. Dalla tesoreria dello Stato, provenienti dal ministero dell’Interno, sono stati accreditati in proposito 103mile e 879 euro, e il Comune li ha impegnati in un apposito capitolo di bilancio.

La Procura di Agrigento, tramite la pubblico ministero Alessandra Russo, ha chiesto il rinvio a giudizio, all’udienza del 14 marzo innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, di nove tra extracomunitari, originari di Gambia, Senegal e Nigeria, e una donna belga, imputati nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta “Piazza pulita”, che ha svelato un business fiorente di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico di Agrigento, nella zona compresa tra piazza Ravanusa e le vie Cannameli, Vallicaldi e Gallo.

Il sindaco Franco Miccichè, dopo aver fatto un sopralluogo ispettivo in moltissimi vie agrigentine e avendo constatato la vetustà e il degrado delle pensiline realizzate in prossimità delle fermate degli autobus di linea urbana, ha immediatamente sollecitato le aziende intestatarie della concessione delle medesime pensiline, a provvedere a un ripristino delle stesse in tempi brevissimi. Il risultato è stato praticamente immediato. Nel giro di 24 ore sono stati fatti i primi cambiamenti. Il resto verrà fatto nei prossimi giorni a seguire.

In quel locale c’è freddo. Il sindaco e la giunta regalano un climatizzatore per i locali dell’oratorio della chiesa del Villaggio Peruzzo che è stato adibito a scuola. “In questo modo – ha detto il dott. Miccichè – i bambini che devono stare in classe per diverse ore, avranno la possibilità di lavorare in condizioni climatiche ottimali e non dovranno più tenere i cappotti messi per tutta la mattina”.

Nuova ordinanza firmata dal governatore Musumeci, nella quale oltre alle regole previste dal protocollo nazionale per la zona arancione sono state aggiunte altre misure restrittuive.

“C’è un solo rimedio, purtroppo, per evitare l’ulteriore crescita dei contagi in Sicilia: adottare misure restrittive, tenendo conto anche delle indicazioni arrivate dal Comitato tecnico scientifico regionale”. Lo annuncia il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, dopo il confronto avuto in mattinata con il governo centrale, durante il quale è stata rappresentata “questa nostra preoccupazione e condivisa la necessità di anticipare l’entrata in vigore della ‘zona arancione’, che, comunque, sarebbe stata dichiarata da Roma nelle prossime giornate. Una decisione che ci fa guadagnare una settimana di tempo, in un quadro nazionale e internazionale di crescita esponenziale del contagio”.

Ecco le nuove misure:

Vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatorio sul sito dedicato e tampone rapido), così come la riduzione dei voli da e per la Sicilia. Previste misure di distanziamento interpersonale negli esercizi commerciali, con la previsione di screening per gli operatori. I sindaci hanno la facoltà di regolamentare l’accesso nelle zone commerciali per evitare gli assembramenti.
Prevista la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. Analoghe disposizioni potranno essere adottate da parte della Conferenza dei rettori. Prosegue normalmente, invece, l’attività in presenza per nidi, asili e scuole dell’infanzia.

“Sono certo – afferma Musumeci – che tornerà a prevalere la responsabilità collettiva. Sarebbe assurdo se per la indisciplina di una minoranza si dovessero pagare, ancora, costi sociali ed economici enormi. Una parte importante, come sempre, per garantire l’effettività di queste misure – conclude il presidente della Regione – è affidata alle Forze dell’ordine.
    Auspico pertanto che vi sia una maggiore presenza, con il ricorso a tutto il personale disponibile, anche delle associazioni di volontariato della Protezione civile regionale”.