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Il 2017 è stato per la Terra il secondo anno più caldo dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. A dirlo è la Nasa, secondo cui la temperatura si è attestata a 0.90 gradi centigradi sopra la media, battuta solo dal 2016 con 0.99 gradi, mentre il 2015 ha fatto registrare un + 0,86 gradi. 

La Nasa sta presentando i risultati insieme alla Noaa, l’agenzia statunitense che si occupa di meteorologia. Secondo quest’ultima, invece, il 2017 è stato il terzo anno più caldo, con 0,84 gradi centigradi in più rispetto alla media del XX secolo, superato dal 2016 e dal 2015.

Le due agenzie governative degli Stati Uniti usano metodologie diverse per calcolare la temperatura globale. Entrambe concordano che l’ultimo quadriennio sia stato il periodo più caldo del Pianeta negli ultimi 138 anni. Nel 2017, evidenziano gli scienziati, la temperatura non è stata influenzata dal Nino, il fenomeno naturale periodico che riscalda le acque del Pacifico tropicale e che aveva contribuito in parte a far innalzare il termometro nel 2015 e nel 2016.

Il PIU nasce per segnalare un grande problema della sanità, confermato da autorevoli studi, ovvero l’impossibilità a garantire la sicurezza delle cure che la L. 24/2017 c.d. Legge Gelli ha riconosciuto come parte integrante del diritto alla salute.

 

Lo studio internazionale RN4CAST (Registered Nurse forecasting, previsione del fabbisogno di infermieri) ha rivelato che se il rapporto tra infermieri e pazienti assistiti è maggiore di 1/6 aumentano gli esiti negativi (mortalità a 30 giorni, complicanze come cadute, errori di terapia, lesioni da pressione e riduzione della soddisfazione), nonché le cure mancate (educazione terapeutica, relazione con l’assistito, pianificazione dell’assistenza). Tutto ciò che dovremmo fare ma non facciamo per mancanza di tempo, perchè siamo pochi e demansionati, ovvero utilizzati per altro a spese dell’assistenza ai nostri assistiti e a guadagno delle aziende sanitarie.

 

In Italia oggi gli infermieri sono demansionati

Nonostante il passaggio da una professione ausiliaria ad una professione intellettuale autonoma (l’Infermiere in Italia è un professionista sanitario con laurea triennale), poco è cambiato nelle realtà ospedaliere. Da Nord a Sud, all’infermiere è richiesto di svolgere mansioni domestico/alberghiere, eseguire l’igiene dei pazienti, posizionare padelle e pappagalli, dispensare, chiudere bidoni della spazzatura, riordinare le stanze di degenza.

L’infermiere, così, non solo svolge il lavoro di infermiere ma anche quello di OSS, cameriere, operatore ecologico, domestico, segretario, centralinista e così via.

Il demansionamento mette gli infermieri nella condizione di non poter assistere i propri pazienti al meglio delle proprie potenzialità. Dovendo svolgere attività diverse dal proprio profilo di competenza agli infermieri è sottratto tempo prezioso che potrebbero dedicare all’assistenza diretta ai malati, alla prevenzione e all’educazione sanitaria. Inoltre, può diventare causa di stress e di angoscia che si riflettono nella vita quotidiana, arrecando disturbi psico-fisici che nel tempo possono generare fenomeni più gravi come il burnout. 

Il demansionamento si ripercuote inevitabilmente sull’assistito esponendolo ad una serie di rischi evitabili. Con l’aumento del carico di lavoro diminuisce la qualità dell’assistenza infermieristica e diminuisce la sicurezza dei pazienti, aumentando il rischio di errori con la conseguente possibilità che un evento avverso provochi un danno o aumenti la degenza dei pazienti.

 

Una petizione contro il demansionamento

Abbiamo deciso di promuovere una petizione contro il demansionamento infermieristico aperta a tutti i cittadini che mira a raccogliere il maggior numero di firme in modo da coinvolgere l’intera popolazione contro questo fenomeno.

La petizione verrà depositata al Ministro della Salute, al Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, alla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi e ai maggiori sindacati rappresentativi.

Dopodiché organizzeremo una manifestazione davanti al Ministero della Salute.

Chiediamo il VOSTRO AIUTO nel diffondere la situazione di continuo demansionamento in cui si trovano gli infermieri italiani, che oltre a ledere la dignità dei professionisti, in primis mette seriamente a rischio la sicurezza di tutti i cittadini.

È giunto il momento di accusare chi compie demansionamento infermieristico, di ampliare la dotazione organica soprattutto del personale di supporto (O.S.S.) necessario allo svolgimento di tutte le mansioni igienico e domestico/alberghiere. E’ giunto il momento di tutelare il nostro lavoro e di punire chi discrimina o chi agisce ritorsioni contro il lavoratore, sia nel settore pubblico quanto nel privato.     È tempo di denunciare, di informare, di lottare per i nostri diritti, di tutelare ogni forma di assistenza: lo dobbiamo a noi e lo dobbiamo ad ogni cittadino di cui ci prendiamo cura.

RingraziandoLa anticipatamente per l’attenzione, e nell’attesa di una Sua gentile risposta, resto a disposizione per ogni chiarimento e La invito a contattarmi per un riscontro

 

 

La posizione intransigente della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN, registrata venerdì 19gennaio nel confronto voluto dall’amministrazione comunale di Favara con i panificatori di Favara, che ha avuto purtroppo l’esito di far estinguere le tradizioni care del popolo favarese.
In specie, la scrivente Associazione Federativa per la tutela dei Consumatori KONSUMER ITALIA, aveva chiesto nel rispetto del riposo domenicale dei panificatori, la predisposizione di un calendario che variasse, su disposizione del Sindaco, i giorni di chiusura previsti per le festività dal Decreto del 10 ottobre 2017, dell’Assessore per le Attività Produttive, dell’allora Governo Crocetta, affinché i panificatori potessero liberamente restare aperti anche la giornata dell’8 dicembre per l’immacolata, garantendo ai cittadini il Classico e Buon MUFFULETTO caldo proprio in quella giornata, come in altre festività da ulteriormente prendere in considerazione, e chiudere il giorno successivo. Ma con la forte avversione della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN tale circostanza e/o tradizione è venuta meno, e nemmeno discussa, proprio in un momento di grande crescita turistica della Città di Favara. Per essere chiari a Favara l’8 dicembre non ci sarà più il MUFFULETTO CALDO e/o l’eventuale MUFFULITTATA, per come da tradizione sempre rispettata e voluta dai favaresi che giornalmente acquistano il pane.
Quello che non ci convincono sono le motivazioni esposte, che a dire della CONFCOMMERCIO/ASSIPAN nasconderebbe una turnazione non voluta dai panificatori e che la stessa associazione si premurerà a fare le adeguate segnalazioni alle autorità competenti in caso di mancato rispetto del decreto ora menzionato che obbliga la chiusura domenicale e dei festivi ai panificatori, per l’emissione delle relative sanzioni.
Siamo curiosi di scoprire quali provvedimenti interni la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN adotterà se a non rispettare la chiusura sia proprio qualche loro iscritto, prima ancora di procedere per come affermato alla segnalazioni alle autorità preposte alla vigilanza e all’emissione delle relative sanzioni. Come la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN garantirà i propri iscritti e i cittadini dalla vendita abusiva del pane. Come la CONFCOMMERCIO/ASSIPAN eviterà che nelle rosticcerie aperte la domenica si possa vendere non il pane, ma del PANPIZZA o PANFOCACCIA, che sarà similare al pane ma non avrà le qualità dello stesso a discapito della buona nomea dei panificatori favaresi.
Nella speranza che le nostre osservazioni potranno essere oggetto di successivi incontri chiarificatori a tutela del consumatore e del panificatore stesso, si porgono Cordiali Saluti.

 

 

 

“Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali trasferito alla Sicilia è passato dai 70 milioni di euro del 2004 ai sei milioni del 2017, con evidenti intuibili ripercussioni in termini di offerta di servizi a favore delle fasce di più deboli della popolazione”. Lo ha denunciato l’assessore regionale Mariella Ippolito a conclusione del convegno nazionale “Bambini e Ragazzi: quale futuro? Fra responsabilità e nuovi modelli di genitorialità per la Famiglia e per la comunità” promosso a Catania dall’Uneba, l’Unione Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università etnea e la Scuola Superiore di Scienze dell’Educazione San Giovanni Bosco. L’ultima della tre giorni catanese ha visto prendere parte ai lavori anche il ministro Giuliano Poletti. “Faccio appello a lui o a chi prenderà il suo posto nel prossimo Governo Nazionale – ha detto l’assessore Ippolito – affinché si possano trovare nuove risorse finanziarie per riportare il Fondo ad avere la stessa consistenza quanto meno pari a quella media degli anni 2013/2014/2015/2016, che si è attestata a circa 25 milioni di euro. Se la drastica riduzione del fondo è scaturita dalla necessità di destinare risorse adeguate al Fondo povertà, contestualmente però si registra un incremento del fabbisogno di prestazioni socio- assistenziali che i Comuni si trovano a fronteggiare con risorse sempre più limitate”. Nel suo intervento, l’esponente del Governo Regionale ha inoltre illustrato le attività dell’Assessorato Regionale della Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro in materia di Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020, comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile, affidamento familiare e promozione e realizzazione di interventi per la tutela della famiglia.

“Giù le mani dalle forze dell’ordine, stop ai clandestini. A Lampedusa abbiamo toccato uno dei punti di non ritorno sul fronte emergenza immigrati: un carabiniere è stato ferito da un gruppo di tunisini clandestini che ha scagliato una sassaiola contro le forze dell’ordine. Il silenzio del Governo e del Viminale è agghiacciante. Dove sono le anime belle della sinistra? Dove sono i grillini? La Boldrini perché non si indigna?”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Salvini premier, segretario regionale Sicilia occidentale che continua:

“Questa è la fotografia del fallimento della finta accoglienza targata Pd di Renzi, Minniti e Gentiloni. Da Nord a Sud, in tutta Italia non c’è giorno senza proteste e tensioni con protagonisti richiedenti asilo e clandestini. A Lampedusa da mesi lo stesso sindaco ha posto il tema dell’insostenibile convivenza con i migranti ospiti nei centri dell’isola, che oziano, delinquono e diventano molesti. Situazioni incresciose – prosegue Pagano – che si sommano alle proteste delle comunità in mezza Sicilia, dall’agrigentino al messinese. Una forza, come il Pd, che non garantisce la sicurezza, che non difende la propria comunità, che non tutela le forze dell’ordine, che non fa nulla per arginare l’invasione dei clandestini e la messa a soqquadro delle nostre città, è un pericolo per il Paese. Incapace di governare e di risolvere i problemi. Lo stesso dicasi per il M5S, troppo ambiguo e contraddittorio, il cui silenzio è complice. I siciliani il prossimo 4 marzo non possono non tenere conto di tutto ciò. Serve riportare ordine e sicurezza nelle nostre città. Accogliere chi scappa da guerra, integrazione per chi ha diritto di stare in Italia, per il resto rimpatri di massa. Con la Lega e con Salvini si cambia pagina”.

 

 

 

Pergusa 20 Gennaio ore 18:30- Si è’ appena conclusa l’ Assemblea regionale del movimento Diventerà Bellissima.
Il movimento continua a strutturarsi anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, a cui parteciperà, eleggendo i componenti della direzione regionale del movimento.
Per la Provincia di Agrigento sono stati eletti:
Flavia Cantone ; 
Ignazio Salemi;
Tommaso Vergopia

Il Dr. A.D. di 43 anni di Cammarata, Assessore Comunale in carica presso il comune di Cammarata,   è un lavoratore proveniente dai servizi formativi ; la legislazione regionale vigente ha previsto l’istituzione di un elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi, cui attingere per la realizzazione delle attività affidate al Dipartimento Lavoro. L’Assessore regionale della famiglia ha previsto l’istituzione dell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi; in particolare la domanda di inserimento doveva essere indirizzata tramite posta elettronica certificata o per raccomandata a.r. ed altro articolo del decreto istitutivo prevedeva che le istanze “dovranno pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2016; non farà fede il timbro postale”.

L’Assessore Comunale cammaratese spediva il 29/9/2016 la domanda di inserimento ma il plico perveniva in data 4 ottobre 2016; pertanto veniva escluso dall’elenco in questione. A questo punto l’interessato decideva di proporre un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, contro L’Assessorato Regionale della famiglia, per l’annullamento, previa sospensione, sia del provvedimento di esclusione, sia della clausola del bando laddove prevedeva che le domande di inserimento dovessero pervenire entro il 30/9/2016, e non farà fede il timbro postale. In particolare gli Avvocati Rubino e Impiduglia hanno censurato i provvedimenti impugnati sotto il profilo della violazione del principio generale secondo cui nelle selezioni pubbliche in caso di spedizione con servizio postale fa fede il timbro postale di accettazione; citando precedenti giurisprudenziali favorevoli del Tar Lazio e del Tar Catania.

Già in sede camerale  il Tar Sicilia,Palermo,Sezione Terza, aveva ritenuto fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia,  accogliendo la domanda cautelare di inserimento con riserva del ricorrente nell’elenco, e condannando la Regione Siciliana al pagamento delle spese giudiziali  inerenti la fase cautelare. Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il Tar Sicilia,Palermo,Sezione terza, ha annullato i provvedimenti impugnati, dichiarando  sia l’illegittimità della clausola del bando impugnata, non sorretta da alcuna adeguata motivazione, sia l’illegittimità del provvedimento di esclusione. Pertanto, per effetto delle pronunzie rese dal Tar, l’Assessore comunale cammaratese verrà inserito nell’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi, mentre la regione siciliana pagherà le spese giudiziali inerenti la fase cautelare. 

 

Girgenti Acque S.p.A. comunica che, a causa del non raggiungimento dei livelli ottimali di risorsa idrica nei seguenti serbatoi del Comune di Agrigento:

·         Rupe,

·         Giardini,

·         Viale,

·         Itria,

·         Cozzo Mose,

·         Forche,

Le turnazioni idriche previste in data odierna,  per le zone servite dai serbatoi citati sopra, sono state rinviate.

Si rileva che, al raggiungimento dei livelli minimi per effettuare il regolare servizio di distribuzione idrica, si procederà con la turnazione idrica prevista, la cui normalizzazione avverrà nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

 

Il deputato Alessandro Pagano, della Lega-Salvini premier, segretario regionale per la Sicilia occidentale, interviene a seguito dei disordini e delle violenze insorte al Centro d’accoglienza per migranti a Lampedusa. Alessandro Pagano afferma: “Giù le mani dalle forze dell’ordine, stop ai clandestini. A Lampedusa abbiamo toccato uno dei punti di non ritorno sul fronte emergenza immigrati: un carabiniere è stato ferito da un gruppo di tunisini clandestini che ha scagliato una sassaiola contro le forze dell’ordine. Il silenzio del Governo e del Viminale è agghiacciante. Dove sono le anime belle della sinistra? Dove sono i grillini? La Boldrini perché non si indigna? Questa è la fotografia del fallimento della finta accoglienza targata Pd di Renzi, Minniti e Gentiloni. Da Nord a Sud, in tutta Italia, non c’è giorno senza proteste e tensioni con protagonisti richiedenti asilo e clandestini. A Lampedusa da mesi lo stesso sindaco ha posto il tema dell’insostenibile convivenza con i migranti ospiti nei centri dell’isola, che oziano, delinquono e diventano molesti. Situazioni incresciose che si sommano alle proteste delle comunità in mezza Sicilia, dall’agrigentino al messinese. I siciliani il prossimo 4 marzo non possono non tenere conto di tutto ciò. Serve riportare ordine e sicurezza nelle nostre città. Accogliere chi scappa da guerra, integrazione per chi ha diritto di stare in Italia, per il resto rimpatri di massa”.