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Leggendo l’articolo sulla rivista “ In Sanitas “ , il dott. Lucio Salvatore Ficarra, dimostra reiteratamente di non fare caso di non essere interessato a tutti gli esposti che sono stati presentati nelle sedi giudiziarie per i suoi comportamenti antisindacali e per le sue imperterrite posizioni riguardo i malesseri, da piu’ fronti lamentate e denunciate,relative alle condizioni di palesi disparità nella gestione della cosa pubblica,fino a rendere difficile,con mancanza di serenità, il lavoro ai dipendenti sanitari e parasanitari.
Lucio Salvatore Ficarra, di Mazzarino (molto vicino alle posizioni politiche dell’ex On.le Miinistro Salvatore Cardinale, di Mussomeli, dirigente di un movimento  e una figlia onorevole in parlamento e vicino alle posizioni dell’On.Michele Cimino.. ) , non ha intenzioni, fino all’ultimo, di procedere con la massima cautela e posizione di riguardo verso le sigle sindacali che operano in difesa dei diritti dei lavoratori e della trasparenza nelle P.A.. Il suo agire,non è stato “premiato” da una serie di contestazione avanzate da varie sigle sindacali , compresa il CIMO (Sindacato dei Medici) ; da molte svariate azioni di denunce antisindacali; rifiuto alla nostra richiesta del Sindacato USB di una “audizione” all’Assemblea Regionale Siciliana, in Commissione Sanità, a cui non ha partecipato etc.. Non è stato premiato dalla Giunta di Governo e dalla Commissione Affari Istituzionali della Regione Siciliana, da molti deputati regionali, che a tal punto, resisi conto, alla Regione Siciliana, che l’Asp di Agrigento è stata gestita male, si sono decisi a fare una rotazione,  inviando lo stesso Ficarra a gestire l’Asp di Ragusa. Il CIMO, così come la USB , sono Sindacati Nazionali di medici e paramedici , perbene,che non accettano compromessi di alcun genere. Sono intransigenti nell’operare ai fini esclusivi della difesa dei diritti dei lavoratori, senza scendere a compromessi o ricevere posizioni premianti.
– La CIMO e la USB , operano nella legalità, sebbene oggi, confrontarsi con il “diverso” potrebbe comportare eventuali ritorsioni ai danni di chi lotta per il bene della collettività. E non è vero che tutti siamo uguali ! …Ci sono gli uguali e i diversi.-
Il Dott. Lucio Salvatore Ficarra, non ha dimostrato efficienza ed efficacia nella gestione Asp di Agrigento e cio’ è palesemente dimostrato dal crollo della erogazione di certi servizi sanitari : al Pronto soccorso di Agrigento (carenza lamentata anche dai cittadini su Facebook , pubblicamente denunciata, da un noto Avvocato del foro di Agrigento, Sebastiano Bellanca e da tanti altri …); alla gestione del personale ASP di Agrigento, Sanitario,Parasanitario e non; la disfunzione in chirurgia ed al Pronto Soccorso di Licata e Canicattì, nonché la supposta insicurezza delle ambulanze del 118 e tanto, tanto altro ancora, comprese supposte migliori posizioni lavorative. Il Ficarra, è solito dire ai suoi antagonisti, la “preoccupante” frase : “provvederà l’ufficio legale dell’Asp !…”, scaricando i problemi reclamati addosso alla Dirigente Sindacale della CIMO, dott.ssa Rosetta Vaccaro, che ha avuto il coraggio di sottoporgli i problemi alla attenzione di una garanzia amministrativa.Ma questo Ufficio legale,come funziona?… Sono i legali dell’Asp o sono altri legali con nomina esterna?….Così sembrerebbe giusto controllare le gare d’appalto e a quali ditte sono stati affidati i lavori ?Le domande che i sindacati rivolgono non sono distruttive , ma costruttive ed orientate al controllo delle erogazioni sanitarie a beneficio dei malati , della spesa pubblica, al controllo delle eventuali deficienze nelle condotte antisindacali ed altro, altro ancora.I sindacati, “non in odor di compromessi”, si ritengono offesi e si associano tra loro , per attivare azioni legali , congiunte, già presentate e da presentare nelle opportune sedi giudiziarie ,per far valere i concetti del diritto civile,penale, amministrativo e della gestione economico finanziaria , al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, relativi alla buona e sana gestione della sanità pubblica, con erogazione di servizi appropriati e porti a soddisfare le esigenze degli ammalati sofferenti. Certamente, il Ficarra , sarà disposto a rispondere del suo eventuale possibile buon fare, nelle opportune sedi giudiziarie….

Leggendo l’articolo sulla rivista “ In Sanitas “ , il dott. Lucio Salvatore Ficarra, dimostra reiteratamente di non fare caso di non essere interessato a tutti gli esposti che sono stati presentati nelle sedi giudiziarie per i suoi comportamenti antisindacali e per le sue imperterrite posizioni riguardo i malesseri, da piu’ fronti lamentate e denunciate,relative alle condizioni di palesi disparità nella gestione della cosa pubblica,fino a rendere difficile,con mancanza di serenità, il lavoro ai dipendenti sanitari e parasanitari.Lucio Salvatore Ficarra, di Mazzarino (molto vicino alle posizioni politiche dell’ex On.le Miinistro Salvatore Cardinale, di Mussomeli, dirigente di un movimento  e una figlia onorevole in parlamento e vicino alle posizioni dell’On.Michele Cimino.. ) , non ha intenzioni, fino all’ultimo, di procedere con la massima cautela e posizione di riguardo verso le sigle sindacali che operano in difesa dei diritti dei lavoratori e della trasparenza nelle P.A.. Il suo agire,non è stato “premiato” da una serie di contestazione avanzate da varie sigle sindacali , compresa il CIMO (Sindacato dei Medici) ; da molte svariate azioni di denunce antisindacali; rifiuto alla nostra richiesta del Sindacato USB di una “audizione” all’Assemblea Regionale Siciliana, in Commissione Sanità, a cui non ha partecipato etc.. Non è stato premiato dalla Giunta di Governo e dalla Commissione Affari Istituzionali della Regione Siciliana, da molti deputati regionali, che a tal punto, resisi conto, alla Regione Siciliana, che l’Asp di Agrigento è stata gestita male, si sono decisi a fare una rotazione,  inviando lo stesso Ficarra a gestire l’Asp di Ragusa. Il CIMO, così come la USB , sono Sindacati Nazionali di medici e paramedici , perbene,che non accettano compromessi di alcun genere. Sono intransigenti nell’operare ai fini esclusivi della difesa dei diritti dei lavoratori, senza scendere a compromessi o ricevere posizioni premianti. – La CIMO e la USB , operano nella legalità, sebbene oggi, confrontarsi con il “diverso” potrebbe comportare eventuali ritorsioni ai danni di chi lotta per il bene della collettività. E non è vero che tutti siamo uguali ! …Ci sono gli uguali e i diversi.- Il Dott. Lucio Salvatore Ficarra, non ha dimostrato efficienza ed efficacia nella gestione Asp di Agrigento e cio’ è palesemente dimostrato dal crollo della erogazione di certi servizi sanitari : al Pronto soccorso di Agrigento (carenza lamentata anche dai cittadini su Facebook , pubblicamente denunciata, da un noto Avvocato del foro di Agrigento, Sebastiano Bellanca e da tanti altri …); alla gestione del personale ASP di Agrigento, Sanitario,Parasanitario e non; la disfunzione in chirurgia ed al Pronto Soccorso di Licata e Canicattì, nonché la supposta insicurezza delle ambulanze del 118 e tanto, tanto altro ancora, comprese supposte migliori posizioni lavorative. Il Ficarra, è solito dire ai suoi antagonisti, la “preoccupante” frase : “provvederà l’ufficio legale dell’Asp !…”, scaricando i problemi reclamati addosso alla Dirigente Sindacale della CIMO, dott.ssa Rosetta Vaccaro, che ha avuto il coraggio di sottoporgli i problemi alla attenzione di una garanzia amministrativa.Ma questo Ufficio legale,come funziona?… Sono i legali dell’Asp o sono altri legali con nomina esterna?….Così sembrerebbe giusto controllare le gare d’appalto e a quali ditte sono stati affidati i lavori ?Le domande che i sindacati rivolgono non sono distruttive , ma costruttive ed orientate al controllo delle erogazioni sanitarie a beneficio dei malati , della spesa pubblica, al controllo delle eventuali deficienze nelle condotte antisindacali ed altro, altro ancora.I sindacati, “non in odor di compromessi”, si ritengono offesi e si associano tra loro , per attivare azioni legali , congiunte, già presentate e da presentare nelle opportune sedi giudiziarie ,per far valere i concetti del diritto civile,penale, amministrativo e della gestione economico finanziaria , al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, relativi alla buona e sana gestione della sanità pubblica, con erogazione di servizi appropriati e porti a soddisfare le esigenze degli ammalati sofferenti. Certamente, il Ficarra , sarà disposto a rispondere del suo eventuale possibile buon fare, nelle opportune sedi giudiziarie….

Conclusa ad Agrigento la tappa della “Carovana della Legalità” del Partito Radicale insieme alla locale Camera Penale, per amnistia, indulto, superamento del 41 bis e dell’ergastolo ostativo, e la separazione delle carriere dei magistrati. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste al dirigente nazionale del Partito Radicale, Sergio D’Elia, e all’avvocato Gianfranco Pilato.

Ancora sbarchi “fantasma” di immigrati nell’Agrigentino. Non solo i 12 sulla spiaggia della Madonnina a Realmonte: altri 90 migranti sono approdati nottetempo sulla spiaggia di Torre Salsa, in territorio di Siculiana. I viaggiatori solitari hanno eluso i controlli in mare e sono giunti a bordo di un peschereccio che si è arenato e che, in verità, sarebbe stato intercettato da una motovedetta della Guardia di Finanza, inseguito ma non raggiunto.

Crocetta ha incontrato Renzi a Palermo. Si è ipotizzato un passo indietro del presidente della Regione, magari sollecitato dallo stesso segretario nazionale del Partito Democratico. E invece no. Crocetta mantiene irremovibile la barra del timone, avanti tutta, e le sue parole sono: “Io sono il naturale candidato alla presidenza della Regione. Lo Statuto del Partito democratico prevede che il presidente uscente sia il naturale candidato. L’unica alternativa è fare le primarie, che devono essere richieste dal 30 per cento della direzione. È tutto scritto, nero su bianco: delle primarie ho parlato anche con Renzi, che non ha escluso nulla. Avevo detto che avrei fatto un passo indietro se ci fosse stato Piero Grasso. Tramontata quell’ipotesi, non mi pare che ci sia un altro Grasso dietro l’angolo. Sono venuti fuori alcuni nomi, ma non c’è il tempo per costruirli nell’immaginario sociale. Rita Borsellino non era un’invenzione dell’ultima ora, eppure ha perso. Come arrivarci? Sono stato io a proporre una possibilità al Pd. Si facciano le primarie, si scelga democraticamente rispettando lo Statuto”. Dunque, matematicamente Crocetta assume il ruolo della costante indipendente, lui è e sarà candidato, indipendentemente e a prescindere dalle variabili. E il Partito Democratico, e più in genere la coalizione di centrosinistra, che al momento esiste solo teoricamente, è sempre più una variabile, e molto variabile, dipendente, altrettanto molto. La punta del compasso su cui ruotare il cerchio dell’alleanza sarebbe il “modello Palermo” cavalcato da Orlando sindaco a Palermo. Però, ecco le variabili dipendenti, occorre che sia d’accordo, e alleato, il centro, quindi Alternativa Popolare di Alfano e i Centristi di D’Alia. Verso Alfano è stato inviato in missione nelle vesti di ambasciatore il ministro Graziano Delrio. Nel frattempo, dal cilindro del Pd saltano fuori altri papabili candidati che parteciperanno al conclave della scelta. Dopo Fabrizio Micari, alias Orlando, ecco anche il vicepresidente dell’Assemblea regionale, Giuseppe Lupo, alias Franceschini, e il sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone, alias Renzi. Se, ancora nel frattempo, la missione Alfano si concluderà con successo, sarà più accreditato il candidato presidente centrista, Gianpiero D’Alia, teorico e praticante del centro dialogante con Renzi.
Fonte Teleacras

Sotto un caldo torrido si è disputata la seconda amichevole dell’Akragas guidata da mister Raffaele Di Napoli. Avversario di turno era il Raffadali, compagine che prenderà parte al campionato di Eccellenza. Il test match si è giocato al Comunale di Raffadali. Buon ritmo e condizione fisica che migliora con il passare dei giorni. Cresce anche l’intesa tra i reparti. La gara è terminata 4 – 0 per l’Akragas. Nel primo tempo, al 40′, rete di Carrotta di testa. Nel secondo  tempo i gol sono stati messi a segno da Danese, colpo di testa su punizione cross di Greco al 5′, da Rotulo al 36′ con un tiro dal limite e da Petrucci, tocco sotto misura.
AKRAGAS primo tempo: Vono, Mileto, Russo, Vicente, Caternicchia, Scrugli, Carrotta, Sepe, Parigi, Longo, Leveque.
AKRAGAS secondo tempo: Lo Monaco, Ioio, Petrucci, Rotulo, Danese, Canale, Navas, Greco, Sicurella, Saitta, Minacori.
Nel finale di partita sono entrati anche il terzo portiere Amella, il difensore Attardo e il giovane attaccante Tripoli.
La gara è stata diretta dal sig. Tarallo di Agrigento. Presenti in tribuna un centinaio di spettatori, molti dei quali di fede biancoazzurra.

Agenti della Digos della Questura di Catania hanno denunciato in stato di libertà il pregiudicato catanese A. N. per furto pluriaggravato e il pregiudicato senegalese M. I. per ricettazione.
I fatti che hanno portato al deferimento dei due risalgono al pomeriggio del 29 luglio u.s., quando, approfittando dell’orario di chiusura, una persona si è abusivamente introdotta nei locali del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, in via Gallo n. 24.
Il malfattore, introdottosi nella struttura, ha messo a soqquadro diverse aule, causando diversi danni, forzando alcuni armadietti e porte d’ingresso e infrangendo alcune vetrate, procurandosi una ferita alla gamba destra.
Lo stesso poi si è allontanato dopo avere rubato due computer completi di monitor, tastiera e mouse che ha riposto all’interno di un sacco di plastica nero, solitamente usato per i rifiuti.
Gli uomini della Digos si sono posti all’immediata ricerca del responsabile che, come è emerso dalle immagini estrapolate dal circuito di videosorveglianza, è risultato essere un giovane di circa 20 anni che indossava un paio di pantaloncini ed una maglietta maniche corte, entrambi di colore blu. In particolare, gli operatori di P.g. hanno effettuato un’attività di perlustrazione delle vie limitrofe, concentrandosi sui luoghi abitualmente frequentati dai giovani dediti ai furti e allo spaccio di stupefacenti. Nelle zone adiacenti alla via Crociferi e alla scalinata di via Alessi, in effetti, tra i numerosi giovani presenti, i poliziotti ne hanno individuato uno corrispondente alle fattezze fisiche di quello immortalato nelle immagini. Gli operatori di polizia hanno proceduto al suo controllo, accertando che il giovane era sprovvisto di documenti; inoltre, l’attenzione gli uomini della Digos, è stata attirata dal fatto che il giovane indossava un paio di pantaloncini e presentava sulla gamba destra di cui non riusciva a dare alcuna spiegazione plausibile.
Il sospetto che è risultato gravato da numerosi precedenti di polizia per furto aggravato e spaccio di sostanze stupefacenti, è stato, quindi, condotto in Ufficio ove veniva identificato in A.N., di anni 23.
Nella circostanza, di fronte all’evidenza dei fatti, A.N. ha dichiarato spontaneamente di essere stato l’autore del furto presso il Dipartimento di Giurisprudenza e di aver venduto la refurtiva a degli stranieri. Gli operatori Digos, pertanto, hanno effettuato una ricognizione dei vari esercizi commerciali, recandosi anche in via Di Prima, dove hanno notavano una bottega adibita alla riparazione ed alla vendita di telefonia e computer.
Dal controllo espletato all’interno del suddetto negozio gestito dal senegalese M.I., di anni 59, con precedenti di polizia per ricettazione, riciclaggio e furto aggravato, è stato rinvenuto, in uno scaffale posto alla fine della bottega, un grosso sacco in plastica nera del tipo usato per i rifiuti contenente due computer da tavolo completi di monitor, tastiere, mouse e cavetti, alcuni dei quali riportavano una targhetta identificativa con la scritta “Università di Catania”.Guarda il VIDEO
Il predetto materiale è stato sequestrato e immediatamente restituito ad un funzionario dell’Università di Catania che lo riconosceva come proprio.

Una carcassa di tartaruga marina del genere Caretta caretta è stata ritrovata lungo la spiaggia di
“Giallonardo” nel tratto realmontese. E’ il secondo animale ritrovato in pochi giorni lungo le nostre coste, spettacolo a cui purtroppo il tempo ci ha abituato. Si tratta di animali, uccisi, a causa di comportamenti scorretti di molti pescatori; spesso infatti , a parte gli impatti con le chiglie delle imbarcazioni e/o con eliche, questi animali ancestrali , vengono catturati in quella che viene descritta come “cattura accidentale” e fin qui si tratta di veri e
propri incidenti ; quello che succede dopo è invece l’atteggiamento da condannare! Infatti se questi animali catturati accidentalmente , fossero riportati a terra e consegnati alle autorità marittime, nella maggior parte dei casi , con un breve ricovero presso i centri di recupero attrezzati , potrebbero in pochi giorni o settimane ritornare nel loro elemento naturale. Purtroppo non sempre è così, molti per evitare “fastidi” preferisco rilasciare l’animale in mare con amo e bracciolo, lasciando così l’animale a sicura morte per inedia . Per fortuna, numerosi sono i pescatori, veri amanti e cultori del mare che  ollaborano, purtroppo restano ancora uomini vittime di ignoranza ed arretratezza culturale, al pari di chi incendia , di chi lascia rifiuti in ogni dove, chi dell’illegalità ne ha fatto un principio di vita.
Contro questi atteggiamenti che appaiono oggi retaggio di sub cultura, ci sono le nuove generazioni , che, consci che monumenti, beni culturali, aree protette sono e saranno sempre il “petrolio” di Sicilia, operano ogni giorno “coltivando” il futuro.

L’ex presidente di Confcommercio ed ex vicepresidente della Gesap, Roberto Helg, è indagato per bancarotta fraudolenta in concorso con il fratello Fulvio e la figlia Cinzia. L’inchiesta trae origine dal fallimento delle due società di famiglia: la “Gearr srl” (già “Helg srl” e “Helg spa”) e la “Frigidaire srl”, che hanno gestito i negozi di cristallerie, argenterie e arredamento per interni ed esterni, delle quali Helg è stato amministratore ex facto e componente del consiglio di amministrazione. La Procura e i Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno sostenuto le indagini. Roberto Helg è stato già condannato a 4 anni e 8 mesi per estorsione, ritenuta semplice e non aggravata, e, pertanto, annullata in Cassazione e rinviata all’Appello per la rideterminazione della pena.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo hanno sequestrato beni per un milione di euro a Giovanni Li Causi, 48 anni, di Carini, arrestato nell’aprile del 2010 nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Hydra” e tuttora in carcere. Secondo quanto accertato dai Carabinieri nel corso delle indagini patrimoniali, i beni di Li Causi, che avrebbe favorito l’ascesa in Cosa nostra del boss Giulio Caporrimo, sarebbero frutto di attività illecite. I sigilli sono scattati al bar di Li Causi presso lo stadio Barbera di Palermo, adesso in gestione ad altra società, poi 9 rapporti bancari, 2 veicoli e una villa a Carini.