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Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha accolto la proposta dell’imputato e ha ratificato il patteggiamento al romeno Iancu Ianus, 50 anni, difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano, che ha proposto, in accordo con la Procura, il patteggiamento della propria condanna a 3 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta anti-sfruttamento della prostituzione nell’Agrigentino cosiddetta “Velvet”. Iancu Ianus è stato irreperibile parecchi anni, sottraendosi alla Giustizia. Appena rintracciato ha deciso di concordare la pena.

La deputata regionale di “Diventerà Bellissima”, Giusi Savarino, ascolterà in Commissione territorio e ambiente, da lei presieduta, i vertici di Girgenti Acque. La stessa Savarino spiega: “Viste le tante denunce di disservizi legate alla gestione del servizio idrico agrigentino, pervenute alla Commissione che presiedo, ho deciso di dare priorità all’argomento, convocando con urgenza in sede di audizione parlamentare mercoledì 31 gennaio alle ore 10:30 i vertici del gestore del servizio della provincia di Agrigento, Girgenti Acque, il Presidente dell’Ati della stessa provincia e i Sindaci dei comuni con più segnalazioni di disservizi, nonché le associazioni di consumatori che hanno fatto pervenire formale richiesta di audizione. La mia Presidenza vuole avviare una nuova stagione politica volta a dare ascolto ai territori che in questi anni sono stati abbandonati, e risposte concrete ai cittadini. Il metodo che stiamo seguendo è quello di affrontare le questioni, iniziando dal fare chiarezza ed ordine, per poi fare pulizia e quindi trovare soluzioni amministrative o normative volte esclusivamente alla tutela dell’interesse collettivo. La provincia di Agrigento, in molti Comuni, paga il servizio idrico con tariffe tra le più alte di Italia ma è quasi sempre vittima di disservizi come turni lunghissimi per l’erogazione dell’acqua, rotture delle reti, problemi ai contatori e assenza di impianti di depurazione. Diverse inchieste giornalistiche hanno denunciato anche dubbi sulla potabilità delle acque immesse in rete. L’audizione di mercoledì servirà ad accendere un faro sulla vicenda ed a portare la voce del territorio dentro le istituzioni. La nostra commissione apre le porte a tutte le associazioni, enti e cittadini in maniera trasparente purché rappresentino un problema di interesse collettivo. Questa legislatura è quella del fare e la Commissione che presiedo darà il suo determinante contributo”.

 

Agrigento – Utilizzando il contributo regionale di 12.963 euro per la conservazione dei beni librari e per l’acquisto di pubblicazioni da assegnare alle biblioteche aperte al pubblico, – fa sapere l’assessore comunale Beniamino Biondi – sono stati predisposti gli acquisti per la Biblioteca Comunale Franco La Rocca sia per un aggiornamento del patrimonio librario, anche seguendo i suggerimenti e le richieste dei lettori, molti dei quali hanno di recente ricevuto un attestato di riconoscimento da parte dell’Amministrazione, sia attraverso acquisti che migliorano l’arredo della sezione bambini e materiale elettronico per una più moderna dotazione della sala conferenze.

A Palermo si procede al razionamento nella distribuzione dell’acqua come se fosse un evento irrazionale, difficile da razionalizzare, e ragionevolmente fosse impossibile che l’acqua sia distribuita a turni. E invece nella città capoluogo di regione si materializza lo spettro con cui, invece, tante altre città delle province dell’isola convivono da decenni.

La turnazione sarà un primo provvedimento per affrontare l’emergenza idrica a Palermo provocata dalla scarsa piovosità e dagli invasi a secco. E la prossima settimana è atteso dal Consiglio dei ministri il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La rotazione nella distribuzione dell’acqua è stata appena sentenziata in occasione della riunione di un vertice alla Regione.

Attorno allo stesso tavolo si sono seduti il presidente Nello Musumeci, i tecnici del dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti, il vicesindaco Sergio Marino, e la presidente dell’Amap, Maria Prestigiacomo. Inizialmente il razionamento sarà attuato solo in una zona, non per diluire i disagi ma per accertarsi che le tubature reggano alla chiusura e poi alla pressione quando scorrerà nuovamente l’acqua. Le prove tecniche proseguiranno per parecchi giorni, soprattutto nelle reti idriche a ridosso di ospedali e caserme. Quando il semaforo sarà del tutto verde, e il razionamento sarà ordinariamente esteso a tutto il territorio cittadini, l’acqua sarà distribuita un giorno sì e due no.

Nel frattempo, se dal Consiglio dei ministri sarà accordato il riconoscimento dello stato di calamità naturale, saranno possibili i provvedimento emergenziali, ad esempio, a breve, la requisizione dei pozzi privati, e poi, a medio termine, l’attivazione di tre dissalatori permanenti fra Palermo città nella zona del porto, e poi uno nella costa sud a Termini Imerese e un altro nella costa nord a Carini.

Il sindaco, Leoluca Orlando, commenta: “Siamo in una situazione di grave crisi, alla quale, però, finalmente, le istituzioni regionali e comunali stanno reagendo in modo coordinato e collaborativo. Il Comune di Palermo, tramite l’Amap ha adottato in questi mesi tutte le soluzioni possibili per scongiurare la turnazione, dalla riattivazione del collegamento con Scillato al potenziamento del prelievo da Presidiana. Ma senza piogge la situazione è destinata a peggiorare. Se davvero, nei prossimi giorni, saremo costretti alla turnazione, faremo di tutto per limitare i disagi e in ogni caso getteremo le basi perché la città sia dotata nel medio – lungo periodo di nuove fonti di approvvigionamento”. Esprimo apprezzamento al governo nazionale che sta concretamente esaminando e, come auspichiamo, dichiarando lo stato di calamità naturale nel settore idrico dell’intera Regione”.

Teleacras

 

Dopo anni di attivismo praticato, proprio a cavallo della vigilia del nuovo anno, i vertici del movimento decidono di cambiare pelle con un nuovo statuto e nuove regole; tutto in nome di una finta democrazia in cui la partecipazione delle scelte in seno al movimento sono state relegate a pochi uomini che hanno determinato ed imposto un nuovo “comandamento”. Trattasi di oligarchia, di un Nuovo MoVimento, diventato ormai partito (come tutti gli altri), con i suoi indagati, i suoi privilegi, i suoi fallimenti, i suoi elevati nominati, i suoi rimborsi (chilometrici), e con i suoi pochi uomini al potere! Insomma un palliativo, un partito violento, autocratico e complottista, quasi una Scientology, che politicamente si limita solo a incentivare l’haterIsmo.

L’originario movimento si fondava sul principio: ‘1 vale 1″ , cioè tutti erano uguali; oggi invece qualcuno è un po’ più uguale degli altri! Il capo politico può decidere chi deve “morire” e chi deve “campare”;  vengono cambiate le regole in corso d’opera creando delle disuguaglianze macroscopiche tra situazioni identiche. Chi poteva essere degno fino a pochi mesi fa, oggi non lo è più, come se fosse un appestato, con il risultato di denigrare qualsiasi esperienza professionale, politica e di impegno civico.  Addirittura il nuovo regolamento genera casi in cui attuali amministratori o portavoce risulterebbero paradossalmente delegittimati se applicassimo retroattivamente i comandamenti del nuovo regolamento, poiché oggi non avrebbero più i requisiti per poter rappresentare il movimento dentro le istituzioni. Oppure al termine del loro mandato, il nuovo movimento deciderà di applicare anche per loro la formula “usa e getta?”
Ecco cosa succede quando le regole non si analizzano e non si discutono con la base e con la rete. Si creano mostri che divorano la dignità delle persone e penalizzano lo stesso movimento.
Questi sono i primi sintomi di un movimento che ha deciso in maniera autolesionista di lacerarsi, escludendo e rimuovendo senza giustificato motivo le autocandidature di molti attivisti, idonei e degni fino a pochi giorni addietro. E’ l’inizio della fine!!!!
Non me ne voglia nessuno, ma penso che le prossime vittime del nuovo movimento saranno i cittadini attivi che sono stati eletti col consenso popolare e con le preferenze nei loro territori, dove quotidianamente fronteggiano, senza alcun supporto politico del movimento, le intemperie dei problemi e le spinose questioni dei comuni che amministrano.
In barba alle norme del codice civile, non è stata coinvolta l’assemblea dei soci per lo scioglimento della vecchia associazione e la migrazione alla nuova; nessuna votazione online o consultazione democratica per decidere/confermare gli organismi sociali, il nuovo regolamento e il nuovo simbolo. Si sono stabilite deroghe (art. 6 punto m) ad personam per garantire i parlamentari uscenti e violando i principi costituzionali sono stati previsti divieti e sanzioni.
Si è voluto superare il concetto di casta e allo stesso tempo hanno deciso di escogitare la strategia del paracadute delle liste bloccate nei collegi plurinominali, cercando invece nei collegi uninominali tra i professionisti e gli imprenditori spiccate personalità della “società civile” da  sacrificare all’altare della democrazia artefatta del nuovo movimento.
Pertanto, non posso aderire al “nuovo” movimento, in quanto incapace ad ascoltare le esigenze dei territori e riluttante a qualsiasi tipo di confronto e contraddittorio e invece fortemente orientato a fare processi su processi.
Alla fine, è meglio fidarsi solo di chi ha qualcosa da perdere, piuttosto che di un gigante con i piedi di argilla

 

 

Ormai da mesi il triste connubio Porto Empedocle – rifiuti è un dato di fatto.
Le immagini delle nostre strade sommerse da spazzatura stanno facendo il giro del Web.
Ancora una volta mi trovo costretta ad invocare l’immediato intervento di un’amministrazione che assiste da mera spettatrice alla vergognosa situazione che si consuma sotto i nostri occhi. 
La raccolta differenziata non ha mai superato le criticità emerse nelle battute iniziali e gli operatori ecologici, bloccando il servizio di raccolta, non solo acuiscono il disagio, ma determinano, loro malgrado, una situazione di vero e proprio allarme sociale. 
La popolazione si mostra giustamente infuriata e comprensibilmente preoccupata. 
La salubrità dell’aria è a rischio, con conseguenti possibili gravi problemi per il benessere dei cittadini.
Nel gestire questa complessa vicenda, purtroppo, non può non preoccupare l’evidente inadeguatezza del nostro Sindaco. 
Soltanto ieri sera, dopo diversi giorni di pesante disservizio, arriva, via social, la notizia che la raccolta dei rifiuti sarebbe ripresa questa mattina.
È fondamentale che questa amministrazione affronti le problematiche che attanagliano il nostro Paese trovando soluzioni definitive e non semplici cure palliative.
Il rischio concreto è quello di ritrovarsi tra un paio di mesi, nuovamente, sommersi dai rifiuti.
Nella giornata di ieri nove Consiglieri di opposizione hanno chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per discutere di questa incresciosa situazione. 
È arrivato il momento di fare chiarezza su quelle che sono le cause del malfunzionamento del servizio di raccolta dei rifiuti ed individuare soluzioni ottimali e definitive per risolvere il problema alla radice.

Da Palermo a Ragusa, da Messina ad Agrigento, da Trapani ad Siracusa, passando attraverso il cuore dorato della Sicilia per finire nei Comuni più piccoli e nei paeselli più sperduti  dell’entroterra siculo, li ritrovi ovunque,quasi fossero onnipresenti,  affamati, assetati,  disperati, spesso malati ma soprattutto “abbandonati”.

Sono i “randagi siciliani” le anime senza voce che girovagano in ogni parte di questa meravigliosa isola, elemosinando cibo ed acqua nella “totale indifferenza” della razza umana.  

Vagano sui cigli delle strade o dentro i centri storici, in branco o da soli, in cerca di cibo ed acqua. Alcuni scodinzolano fiduciosi nella bontà umana; altri timorosi ed impauriti scappano con la coda tra le gambe; altri ancora diffidenti  per natura o per aver conosciuto già la cattiveria umana si mantengono a dovuta distanza, altri non hanno la forza perché malati.

Eppure loro, così temibili in branco ma docili da soli, non hanno nessuna colpa se non quella di essere nati  in una terra in cui l’amore ed il rispetto verso di loro è cosa di “pochi” mentre la  strafottenza, il distacco ed il disprezzoè cosa di “molti”.

Questo è  il randagismo canino, visibile, palese, sotto gli occhi di tutti perché poi, di notte, ci sono loro:”i felini”. Schivi,  diffidenti, discreti ma, al tempo stesso, eleganti ed affascinanti ma totalmente ignorati. Li si vede di giorno solo dopo essere  morti..  investiti sui bordi delle strade.Nessuna legge o tutela per loro, invisibili come la notte che li avvolge.

Questa è la vita dei randagi in Sicilia, una vita non scelta da loro ma imposta dall’essere umano, causata dall’ignoranza e dalla mancata cultura della sterilizzazione. Proprietari di cani e gatti, acquistati o ricevuti in regalo, per appagare un loro o altrui momentaneo capriccio, spesso si sentono autorizzati ad abbandonare il loro amico più fedele o intere cucciolate davanti ai nostri cancelli (per quelli più fortunati) o in discariche a cielo aperto per gli altri. Ed il fatto che questi animali non siano sterilizzati diventa un ulteriore problema nel periodo del calore poiché, riproducendosi, le cucciolate vengono sparse su tutto il territorio, diventando incontrollabili.

L’ignoranza e la stupidità della razza umana è supportata da un Governo Regionale che, fino ad oggi,“si è limitato” ad emanare la legge 15/2000 per dare attuazione alla legge quadro n° 181/91  in materia di randagismo; ed apostrofiamo “si è limitato”  perché  nessuna di queste norme trova applicazione su tutto il territorio siciliano. In breve la legge “promuoverebbe” la protezione degli animali utilizzando alcuni strumenti quali: l’istituzione di un’anagrafe canina, la costruzione di canili, dotati di personale qualificato per la sterilizzazione e il risanamento strutturale di quelli esistenti; la prevenzione del randagismo attraverso l’educazione nelle scuole e la formazione del personale degli enti locali e delle Aziende Sanitarie ed infine,  la realizzazione di cimiteri per gli animali da compagnia.

Sembrerebbe tutto perfetto  se non fosse che, non solo la legge non è applicata in toto ma demanda ai Comuni tutto ciò! Ed è qui la nota dolente: i Comuni non hanno fondi e rimandano alla Regione.

Il randagismo in Sicilia è come “il cane che si morde la coda”, giusto per rimanere in tema!

 

A parte l’istituzione di un’anagrafe canina e pochi proprietari che microchippano il proprio cane, “la legge non è applicata”. L’art. 11 della legge regionale “impone” ai Comuni, singoli o associati, di provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti, nonché alla costruzione e gestione di rifugi sanitari pubblici in cui accogliere gli amici a quattro zampe che non hanno un padrone. Ma I canili continuano ad essere veri e propri lager, ad eccezione di alcuni, dove non si provvede  alla sterilizzazione dei cani, anzi in alcuni casi maschie e femmine sono collocati negli stessi recinti ed addirittura si ritrovano cani malati e sani. La legge, inoltre, non è applicata anche nella stipula di protocolli di intesa tra Comuni, Asp e associazioni di volontariato, la promozione di campagne educative, politiche di incentivi alle adozioni  e la realizzazione di cimiteri per gli animali da compagnia.

In ogni parte dell’isola, “associazioni di volontariato e cittadini privati” intervengono giornalmente ed“ a proprie spese”, per salvare quante più vite possibili e metterle in sicurezza, ma i loro sforzi a nulla valgono se poi nei canili non si provvede alla loro sterilizzazione e ad una campagna finalizzata alle adozioni degli stessi.

Ecco altra nota dolente in Sicilia: le adozioni! E qui si delinea il netto divario tra Nord e Sud. E’ previsto un iter ben preciso, da anni già applicato al Nord, ma che al Sud è un enorme ostacolo: prima di un’adozione c’è una procedura ben precisa da seguire. Il richiedente deve compilare un questionario; segue poi la fase del pre-affido, che consiste nel sopralluogo di un volontario nell’abitazione del richiedente. Ma, alla parola “sopralluogo” scatta tutta la diffidenza insita nell’animo siciliano!

Spesso i volontari, a cui vengono segnalate cucciolate o cani malati, nel tentativo di salvare questi animali ed evitare loro il canile o peggio la morte, si scontrano con la burocrazia, lenta e a volte inefficace, e con la mancanza di stalli, uno spazio in cui ospitare cani e gatti che i cittadini potrebbero offrire in attesa delle adozioni.

E’ inaccettabile tutto ciò… sono anime senza voce ma che amano e soffrono come ogni essere vivente.

Il randagismo, in Sicilia, ormai è fuori controllo e le diverse associazioni chiedono un intervento del nuovo Presidente della Regione Nello Musumeci, che da sempre ha mostrato grande sensibilità per questo problema. Oltre a fare applicare “in toto” la legge 15/2000 sarebbe necessaria l’estensione, in tutta l’isola, dei centri di pronto soccorso e di ambulanze veterinarie, per aiutare gli animali feriti o incidentati, già operative solo in alcuni Comuni; l’istituzione di Guardie animaliste per il controllo del territorio ed, infine, delle commissioni che controllino e vigilino i Comuni,  sull’applicazione della citata legge.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” diceva M. Gandhi, e questa nostra bellissima isola, ricca di storia, cultura, tradizioni, accogliente e solidale con tutti è ancora “priva” di amore ma soprattutto di “rispetto” per gli animali.

 

 

 

Tentato furto ai danni di una macelleria di Via Dante, ad Agrigento. Ignoti avrebbero tentato di penetrare all’interno dell’esercizio commerciale, senza però riuscirvi. A scoprire il tentativo di effrazione il proprietario della macelleria che ha chiamato il 113.

 

Una pattuglia della sezione Volanti della Questura è giunta sul posto per i rilievi di rito e l’avvio delle indagini.

 

 

Un furto è stato compiuto in un centro scommesse di via Imera, ad Agrigento. Ignoti hann o portato via circa 2 mila euro in contanti e biglietti del Gratta & Vinci per un valore di 3.000 euro.

Del fatto si stanno occupando gli agenti della sezione Volanti giunte sul posto dopo la segnalazione dei gestori della società alla scoperta del fatto.

Sono state acquisite le immagini di videosorveglianza che potrebbero rivelarsi utili alle indagini che vengono portate avanti nel massimo riserbo