Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 894)

La Uil di Agrigento, interviene con Gero Acquisto e tutto il gruppo dirigente provinciale,in vista della visita del Ministro delle Infrastrutture Toninelli in Sicilia e con le relative ispezioni nei cantieri che toccheranno anche la nostra provincia, a oggi in pieno ritardo e disastro infrastrutture che segnano pesanti ricadute in termini economici e sociali per i cittadini residenti.

“Il tema strade ad ogni livello è un tema centrale della nostra provincia e del nostro sviluppo, la nostra organizzazione sindacale che si batte e lotta quotidianamente in questo territorio ne ha fatto negli ultimi anni una questione di vitale importanza per far rinascere un territorio oggi piegato e distrutto, soprattutto per la mancanza di una viabilità quanto meno accettabile che ancora tarda a venire.

Al Ministro Toninelli che guida un dicastero difficile ma prioritario per lo sviluppo del Paese e del Sud, quale quello delle infrastrutture e dei trasporti, chiediamo un impegno concreto e deciso da parte dello Stato per chiudere una serie di incompiute e arterie stradali che negli ultimi anni hanno segnato una involuzione netta per tutto il nostro territorio e la nostra economia e qualsiasi piano industriale e di crescita e attecchimento delle attività produttive per mancanza di certezze e per un isolamento che ha danneggiato tutti gli investimenti.

Sappiamo che lo stesso Ministro è stato dotato di un corposo dossier sul disastro dell’asse viario della provincia di Agrigento, apprezziamo i sopralluoghi e le ispezioni che farà in questo tour, dalla ss.640 con l’incontro al Ponte San Giuliano, alla visita in Prefettura con i Sindaci per il viadotto Akragas e per le zone più colpite e interessate dalle ultime inondazioni, ma tutto ciò non basta se i termini degli interventi di realizzazione, manutenzione e completamento delle opere dovessero continuare ad avere questi tempi di realizzazione,non sono più accettabili in un lembo di Italia che nel 2018 si trova a muoversi da paesi che distano 50 Km in condizioni da terzo mondo.

Non sono più accettabili, caro Ministro al netto dei sopralluoghi anche del cantiere della ss. 121, della Palermo-Agrigento altro cantiere infinito che ha distrutto i collegamenti viari ed economici di tre province non funziona nulla, dalle strade interpoderali, alle comunali e alle provinciali, ci vuole un intervento in prima persona del Governo Nazionale. Tant’è vero che il governo regionale, le province e i comuni da soli non ce la fanno e i risultati sono stati finora esternati dalle condizioni delle strade, ormai chiusure, pericolosità e ordinanze sindacali sono una costante che non può essere la soluzione.

Adesso si sta cercando di intervenire con misure straordinarie per pulire alvei di fiumi, torrenti, valloni che sono apprezzabili ma sempre con tempi che non sono rapidissimi.

Se questo è il governo del cambiamento lo dimostri realmente e fattivamente con interventi e investimenti che possono farci uscire da questo isolamento che si perpetua da troppi anni, le inaugurazioni dell’ammodernamento e raddoppio nel 2009 della ss.640 e nel 2015 dei 34 km della Palermo-Agrigento ci hanno fatto sognare troppo presto e invece il territorio, a causa di tutti questi ritardi, è piombato indietro terribilmente.

E anche errori conclamati come il Ponte Petrusa non trovano ad oggi delle soluzioni, come del resto i tempi della messa in sicurezza e della manutenzione del Ponte Morandi sembrano procrastinarsi in un tempo infinito, la nostra organizzazione sindacale aspetta da Lei e dal suo governo pochi proclami ma soluzioni a queste problematiche per riagganciare questo pezzo di Sud al resto di Italia, perché parlare di Industria 4.0, di Zes e di altre occasioni di sviluppo, quando mancano le strade e prenderci in giro vicendevolmente. La gente agrigentina e le comunità non possono aspettare ancora, inerzie, ritardi, contenziosi e intoppi burocratici non devono accompagnare questo territorio alla morte, sarebbe un crimine anche da parte della nuova classe dirigente e del cambiamento che ha sempre criticato la vecchia politica di irresponsabilità e di sprechi delle risorse pubbliche. Il diritto alla sopravvivenza non è della Uil o del Ministro Toninelli, è dei cittadini che alimentano lo Stato pagando dei tributi ma pretendono da troppo tempo diritti essenziali e costituzionalmente garantiti come il resto delle province italiane.

La Biblioteca comunale “Aurelio Cassar” ricorda Michele Abruzzo, il grande attore saccense che ha fatto grande il teatro siciliano, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 18 novembre 1996.

Michele Abruzzo nasce a Sciacca il 29 dicembre 1904. All’età di 14 anni, nel 1918, scappa di casa per seguire una compagnia di guitti. L’anno successivo, nel 1919, comincia a recitare per la compagnia di Giovanni Grasso. Fa parte di diverse compagnie teatrali. Nel 1958 è tra i fondatori dell’Ente Teatro Sicilia poi divenuto Teatro Stabile di Catania.

Recita per il teatro, il cinema e la tv con i migliori attori della sua epoca (ottantenne viene scritturato per la Piovra di Damiano Daniani).

Michele Abruzzo si spegne il 18 novembre 1996, passando, da maestro, il testimone ad altri straordinari artisti siciliani come Turi Ferro.

Una pagina dedicata a Michele Abruzzo – con una nota biografica – è stata inserita oggi nello spazio della Biblioteca comunale creato all’interno del sito internet istituzionale del Comune di Sciacca, nella galleria dei “personaggi illustri” saccensi, in continuo aggiornamento.

Lunedì prossimo, 19 novembre, il sindaco Lillo Firetto assieme all’assessore comunale alla Solidarietà Sociale, Gerlando Riolo, alle ore 11.00 presso la sala dell’ex Collegio dei Padri Filippini, presenteranno il progetto “MPG mobilità garantita” .

Si tratta di un progetto dell’azienda PMG Italia Spa, patrocinato dal Comune di Agrigento che prevede l’utilizzo di due autovetture messe a disposizione dall’azienda per garantire una migliore mobilità ai soggetti più deboli della comunità, alle persone svantaggiate, ai disabili, agli anziani e ai malati oncologici.

Pernacchie oppure silenzio, minuti di interminabile mutismo. Raffica di chiamate, nel pomeriggio di giovedì, alle sale operative dei carabinieri e della polizia di Stato. E dal 112, così come dal 113, gli operatori non hanno potuto far altro che cercare di capire se c’era qualcuno in difficoltà, nel caso del silenzio, o che si prendesse gioco di loro, nel caso delle pernacchie.
Un pomeriggio infernale durante il quale s’è anche temuto che qualcuno – magari veramente in difficoltà – non riuscisse ad agganciare la linea telefonica per chiedere aiuto. Localizzata, dalla polizia di Stato, la location da dove partivano le chiamate: una cabina telefonica del Villaggio Mosè, una pattuglia della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento s’è recata, per un controllo mirato, sul posto. E all’interno di quella cabina telefonica – forse una delle ultime rimaste in circolazione – ha trovato due bambini. La burla, decisamente maldestra, veniva fatta da due piccoletti di 9 anni. Due bambini non imputabili. Se lo fossero stati avrebbero naturalmente rischiato una bella denuncia per interruzione di pubblico servizio. I piccoli agrigentini sono stati riconsegnati, dopo che gli è stato spiegato l’importanza dei numeri delle sale operative, alle loro famiglie. Genitori che non hanno potuto che continuare la “ramanzina”.
 

 

 

ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, fondata nel 2004 da Gualtiero Marchesi continua a sfornare talenti.Infatti questa volta ha raggiunto l’importante traguardo una giovane promessa agrigentina,il ventenne Alen Mangione che ha conseguito il diploma in questa prestigiosa scuola fondata da uno dei migliori chef di tutti i tempi in Italia scomparso qualche anno fa,punto di riferimento della cucina italiana nel mondo per l’appunto lo chef meneghino.

Il Corso Superiore di Cucina Italiana è il primo corso in Italia dedicato a chi vuole investire nel proprio futuro, imparando la Cucina Italiana ad alti livelli dai più grandi Chef e dai migliori docenti.

Il corso ha una durata di dieci mesi, cinque di lezioni frontali e visite didattiche e cinque di stage in uno dei ristoranti rinomati convenzionati con la scuola. Le aree formative su cui vertono le lezioni spaziano da tecniche e pratica di cucina e pasticceria, cucina dei territori italiani, analisi sensoriale, elementi di enologia, elementi di gestione del settore “food and beverage”, nutrizione, storia della cucina italiana e sicurezza alimentare.Per 78 allievi, che hanno appena concluso un percorso formativo diplomandosi cuochi professionisti alla scuola di cucina Alma, si aprono le porte del mondo del lavoro.Provenienti da tutta Italia, i candidati, rientrati dall’esperienza di stage, durata cinque mesi, sono sottoposti all’esame di una giuria di commissione composta da grandi interpreti della cucina d’autore.A conferma dell’autorevolezza di ALMA, gli esami finali del Corso vedono mobilitarsi, oltre ai docenti interni coordinati dal Direttore Didattico chef Matteo Berti, ben 42 visiting chef, che rappresentano la migliore espressione della Cucina Italiana d’autore.Tra gli studenti che hanno superato brillantemente le prove in programma fino al diploma anche Alen Mangione, che non ha avuto l’occasione di conoscere il fondatore della scuola, il maestro Gualtiero Marchesi, recentemente scomparso.  Alen ha iniziato a destreggiarsi in cucina a fianco del padre Francesco a soli 12 anni. Già da piccolo si dilettava con gli attrezzi da cucina e pasticciava con gli ingredienti, seguendo le orme del papà. “Ho frequentato l’Istituto Alberghiero di Agrigento, ottenendo il diploma lo scorso anno. Oltre alle esperienze di stage curate dalla scuola, ho avuto esperienze lavorative nel ristorante di famiglia e in altre strutture, le quali hanno avuto un’importanza notevole ai fini del percorso scelto e della carriera intrapresa. Dopo aver conseguito il diploma, ho presentato la mia candidatura alla Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma, per accedere alla quale sono necessarie esperienze lavorative pregresse nel settore della ristorazione”.

Alen ha frequentato un master di sei mesi nella sede storica, la Reggia di Colorno, vicino a Parma.Si tratta di un percorso impegnativo, durante il quale i docenti della scuola insieme a esperti esterni forniscono agli allievi le basi teoriche,suggellate da esami, analogamente ai corsi universitarie, insegnamenti pratici con lezioni di tirocinio valutativo molto ardue. “Superato questo scoglio, ho svolto cinque mesi di stage in un ristorate da tre stelle Michelin, Da Vittorio, a fianco dello chef Chicco Cerea. E’ stato un banco di prova che mi ha permesso di mettere in campo le mie competenze e di apprendere nuove e preziose tecniche, consapevole che di imparare non si finisce mai. Oltre ad essere il luogo del mio stage sarà la sede del mio prossimo lavoro, poiché ho ricevuto una proposta contrattuale che mi tratterrà ancora a Bergamo e Da Vittorio. La lezione più importante che credo di aver appreso è quella che in cucina nulla è lasciato al caso e dietro ad ogni piatto c’è una sapienza profonda. Un bravo chef deve saper coniugare tradizione e innovazione,essere alla continua ricerca di nuove tecniche di cucina, affamato di sperimentazione e, nello stesso tempo, essere capace di rappresentare sempre le nostre tradizioni, pur rimanendo al passo coi tempi. Il tutto senza rinunciare alla qualità̀ della materia prima, con un contorno di ricordi e sapori della propria terra d’origine. Come insegna Gualtiero Marchesi la cucina è tempo e memoria. “Ho scoperto il mondo dell’alta cucina ed il vero significato della parola cuoco, in senso professionale, qualcosa di nuovo per me fino ad allora.  Inoltre, frequentando l’accademia hocompreso quanto questo mestiere sia in continua evoluzione, mai statico o ripetitivo”.

Il Sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, e la Giunta comunale esprimono totale solidarietà al Sindaco di Realmonte Lillo Zicari e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio di cui è rimasto vittima. Nel confermare la vicinanza all’Amministrazione comunale di Realmonte e più in generale alla popolazione, si auspica che al più presto gli autori di tale ripugnante azione possano essere assicurati alla giustizia. 

La Squadra Mobile di Agrigento ha individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria il presunto autore dei colpi d’arma da fuoco esplosi la notte tra giovedì e venerdì ad Agrigento in via Gioeni contro l’abitazione di un agrigentino di 40 anni. Si tratta di un altrettanto agrigentino di 35 anni. La Squadra Mobile, in collaborazione con la Procura, avrebbe raccolto rilevanti elementi indiziari a carico del denunciato. Nel corso delle perquisizioni sono state scoperte varie armi legalmente detenute dal denunciato che saranno sottoposte agli accertamenti balistici. All’uomo sono contestati i reati di tentato omicidio, danneggiamento aggravato e porto abusivo di arma da fuoco.

 

L’assessore regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali Mariella Ippolito ha provveduto a reperire somme aggiuntive per 6 milioni e quattrocentoseimila euro per dare un ulteriore contributo alle Città Metropolitane ed ai Liberi Consorzi di Comuni per l’assistenza igienico- sanitaria, il trasporto, l’assistenza alla comunicazione e gli altri servizi agli alunni delle scuole e per i quali  l’art. 6 della legge regionale 24/2016 prevede un contributo della Regione aggiuntivo alle competenze delle ex province. La questione aveva suscitato varie mobilitazioni: a Caltanissetta era stato indetto un sit in per lunedì prossimo in Prefettura e anche Le Iene si erano occupate del caso.  L’assessore Ippolito ha proposto il reperimento di risorse aggiuntive ai 25,5 milioni già erogati dalla Giunta regionale che ha provveduto con altri 6,4 milioni. “Sarà così possibile evitare l’interruzione di un servizio indispensabile per gli alunni portatori di disabilità – ha dichiarato Mariella Ippolito – finalizzato a garantire il diritto all’istruzione. In particolare, l’impegno delle somme è stato già effettuato e lunedì 19, dopo la registrazione della Ragioneria, saranno liquidate per prime le somme richieste dal Libero Consorzio di Caltanissetta – che aveva già comunicato le maggiori difficoltà economiche”. L’assessore ha comunicato che con le ulteriori risorse si raggiungerà una erogazione complessiva di circa 32 milioni coprendo al 97% il totale del fabbisogno comunicato dagli Enti.

L’assessore ha concluso dichiarando che le ulteriori risorse dimostrano ancora una volta la grande attenzione del Governo regionale sul tema della disabilità e si aggiungono alle ingenti somme già poste a disposizione per le persone portatrici di disabilità, allo scopo di assicurare il massimo del benessere di vita possibile.

Esprimo, a nome mio e di tutto il Coordinamento di Fratelli d’Italia della Provincia di Agrigento, la massima vicinanza e piena solidarietà al Sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, per il grave ed inaccettabile atto intimidatorio subito” così il Commissario di Fratelli d’Italia della Provincia di Agrigento a poche ore dal grave episodio di ieri che ha coinvolto il Sindaco di Realmonte Calogero Zicari.

Il Sig. D.F. di 45 anni di Siculiana, titolare della ditta “S.C.”,  esercita attività di cava nel territorio di Siculiana ed in particolare attività di estrazione ed escavazione della pietra e della roccia calcarea.  La predetta società è proprietaria di un fondo di terreno catastalmente distinto alle particelle nn. 307 e 308 del foglio di mappa n.14; la stessa società è altresì proprietaria di un fondo limitrofo nel territorio del comune di Siculiana. Con D.A. n. 7 del 29/07/2013 le suddette particelle venivano sottoposte a vincolo paesaggistico essendo (erroneamente) identificate all’interno del piano paesaggistico provinciale quali “territori coperti da foreste e da bosco”: Con istanza inoltrata nel 2014 l’imprenditore siculianese chiedeva alla Soprintendenza di Agrigento di procedere alla revisione del Piano territoriale paesistico relativamente alla qualificazione delle sopra precisate particelle allegando un’articolata consulenza di parte redatta dal Dr. Giuseppe Castellana, Agronomo,attestante l’assenza dei presupposti richiesti ai fini della loro identificazione quali aree boschive; ma l’istanza non veniva riscontrata.  L’imprenditore pertanto nel 2016 sollecitava la Soprindenza chiedendo notizie in merito all’istruttoria della pratica; la Soprintendenza laconicamente rispondeva che “sono tuttora in corso l’esame e le analisi delle opposizioni e delle osservazioni presentate all’adottato Piano Paesaggistico della Provincia di Agrigento…”. Nel 2017 allora l’imprenditore notificava un atto di invito alla Soprintendenza, invitandola alla definizione del procedimento; ma anche tale atto restava privo di riscontro. Da qua la determinazione dell’imprenditore di proporre un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, per la declaratoria di illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sull’istanza avanzata alla Soprintendenza, nonchè per l’accertamento dell’obbligo di provvedere mediante definizione del procedimento. In particolare gli Avvocati Rubino e De Marco Capizzi hanno lamentato la violazione della normativa sul procedimento amministrativo, laddove prevede l’obbligo della Pubblica Amministrazione di concludere il procedimento iniziato ad istanza di parte mediante l’adozione di un provvedimento espresso, citando giurisprudenza del TAR Sicilia secondo cui è conclamata la “possibilità per il privato di tutelare l’interesse all’adozione dell’atto conclusivo del procedimento mediante  una pronuncia che ponga a carico dell’Amministrazione l’obbligo specifico di pronunziarsi”. Si è costituita in giudizio la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, con il patrocinio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso. Il TAR Sicilia,Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore il Dr. Sebastiano Zafarana, ritenendo fondate le censure formulate dagli Avvocati Rubino e De Marco Capizzi, ha accolto il ricorso, dichiarando l’illegittimità del silenzio inadempimento e ordinando alla Soprintendenza di provvedere entro trenta giorni alla definizione del procedimento, condannando la Soprintendenza al pagamento delle spese giudiziali e nominando commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il Segretario Generale della Presidenza della regione siciliana. Pertanto, laddove la Soprintendenza non ottempererà alla sentenza entro trenta giorni, si insedierà quale commissario ad acta il segretario generale della Presidenza della regione Siciliana che provvederà in via sostitutiva a spese della Soprintendenza.