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A seguito del rigetto del ricorso da parte del Tar Lazio contro il provvedimento di revoca della protezione, l’imprenditore di Bivona, testimone di Giustizia e presidente della relativa associazione nazionale, Ignazio Cutrò, ha scritto un messaggio-appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ignazio Cutrò, tra l’altro, afferma: “Chiedo al Capo dello Stato di fare tutto il possibile per proteggere la mia famiglia e sopratutto di fare chiarezza su come sia stato possibile che la commissione centrale del ministero degli Interni abbia revocato le speciali misure di protezione, mettendo così a grave rischio di vita la mia famiglia. Quello che fa più male sta proprio nelle parole intercettate dai carabinieri nel corso delle indagini: un capomafia confida nel fatto che lo Stato si stancherà di proteggere la famiglia Cutrò. Anzi per il capomafia questa è una certezza. Il nocciolo sta proprio nell’assoluta consapevolezza del capomafia che basterà semplicemente attendere che lo Stato si stufi di Ignazio: che lo faccia per risparmiare danaro e quindi per ridurre i costi della sua protezione oppure per il suo temperamento, per le sue proteste, poco importa. Il capomafia sa bene che deve soltanto attendere questo momento e potrà uccidere Ignazio Cutrò e la sua famiglia. Noi, se siamo uno Stato civile che vuole veramente sconfiggere le mafie e sostenere gli onesti cittadini che denunciano, dobbiamo infrangere, spezzare questa granitica certezza del capomafia che mai e poi mai lo Stato smetterà di proteggere i testimoni di giustizia”.

Semaforo verde in Sicilia alla stabilizzazione di almeno 2mila precari nella sanità pubblica. Un apposito piano operativo è stato predisposto dall’assessore regionale Ruggero Razza. Tale processo di stabilizzazione è atteso dal prossimo 20 febbraio in poi, con la graduale e progressiva trasformazione di tutti i contratti a tempo determinato in impieghi a tempo indeterminato. E’ una manovra che interessa infermieri, medici e amministrativi, sia con qualifiche ordinarie che dirigenziali. Alle stabilizzazioni si procederà anche senza attendere la definizione della nuova rete ospedaliera e il piano triennale delle assunzioni. L’unico limite riguarda la copertura finanziaria, che ogni manager dovrà assicurare entro il 20 febbraio. E per ciò è autorizzato ad aumentare la voce di spesa relativa alle assunzioni diminuendo in modo corrispondente quella per i contratti flessibili. Contestualmente, quindi, scatterà un divieto di sottoscrivere nuovi contratti flessibili. Inoltre, nell’attesa delle stabilizzazioni, i contratti di tutti i precari attualmente in servizio possono essere prorogati fino all’assunzione definitiva.

Prosegue la “politica” di radicamento nel territorio agrigentino dell’Associazione Onlus Volontari di Strada, sempre più impegnata a favore delle famiglie bisognose e nella difesa dei loro diritti.
Dopo “Sportello Amico”, al quale hanno già aderito importanti professionalità del mondo medico, che danno il loro fattivo e volontario contributo in termini di medicina preventiva, prevista, sempre all’interno della nostra sede, viale della Vittoria, 313, l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo, a favore delle famiglie che vivono momenti di disagio economico.
L’iniziativa scaturisce a seguito di un proficuo incontro tra la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino e la presidente della sezione agrigentina di Federconsumatori, Ilenia Capodici. Le due donne, animate da grande senso di umanità, hanno trovato subito l’intesa per creare una stretta collaborazione che ha come unica finalità quella di fornire al cittadino – consumatore, in difficoltà economiche, elementi di tutela e di difesa dei propri diritti.
La Federconsumatori metterà a disposizione dei Volontari di Strada propri operatori esperti sui diritti del consumatore abilitati anche alle procedure di conciliazione e arbitrato sulle materie più controverse e di maggiore conoscenza comune, quali telefono, energia, assicurazione, banca e finanza.
“La Federconsumatori, ed in particolare la sezione di Agrigento – sottolinea la presidente Ilenia Capodici – è sempre stata attenta alle situazioni di disagio del territorio in cui opera, dedicando particolare attenzione alle famiglie, agli anziani, agli immigrati, ai giovani e più in generale alle fasce più deboli della popolazione. Ecco perché è sembrata più che naturale e spontanea la collaborazione che da oggi in avanti avremo con i Volontari di Strada, associazione che da anni si occupa delle famiglie più bisognose del territorio di Agrigento, sotto il profilo dell’assistenza diretta in termini di beni primari. Metteremo a disposizione, in maniera del tutto volontaria e gratuita, la nostra competenza e professionalità a favore di quanti avranno bisogno”.
“E’ con grande soddisfazione – dichiara la presidente dei Volontaridi Strada, Anna Marino – che accogliamo nella nostra “famiglia” la Federconsumatori. L’incontro con la Capodici ha una importante valenza in quanto viene a riconoscere il ruolo fondamentale di tutela dei diritti svolto dall’associazione. Dall’incontro sono emersi validi argomenti di approfondimento, in particolar modo per ciò che riguarda l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo a favore di quei cittadini e di quella famiglie, purtroppo sempre più numerose, che non hanno le possibilità economiche per far valere i propri diritti e per questo costretti a vivere nella più totale e completa marginalità”.

Riposo non obbligatoriamente domenicale, ma calendarizzato attraverso una razionale turnazione settimanale. E’ la volontà espressa anche dai panificatori di Licata che si sono riuniti nella sede locale della CNA, su iniziativa dei vertici del territorio. “E’ stata un’assemblea molto partecipata – spiega il presidente Piero Caico – un momento proficuo di confronto con gli artigiani del settore per capire l’orientamento rispetto alle disposizioni impartite dal recente Decreto firmato dall’allora assessore regionale Mariella Lo Bello. E l’esito dell’incontro è stato chiaro ed inequivocabile: la pausa è rivendicata da tutti – precisa il presidente della sede di Licata della CNA – ma senza voler privare i cittadini del pane fresco nei giorni festivi. Questa è dunque la nostra posizione, pienamente condivisa dai panificatori della città, che sottoporremo nelle prossime ore all’attenzione del Commissario Straordinario del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara. Con lei discuteremo e delineeremo, assieme alle altre organizzazioni di categoria, il piano per le turnazioni”. E proprio la modifica del Decreto sembra essere diventata una delle priorità in questa nuova legislatura alla Regione. “C’è una interlocuzione costante sin dalle prime battute e una ampia apertura mostrata dalle Istituzioni di Palazzo dei Normanni e di Palazzo d’Orleans – afferma il presidente provinciale della Cna di Agrigento, Mimmo Randisi – e grazie ai nostri vertici siciliani, Nello Battiato e Piero Giglione, e al segretario del settore Alimentare, Tindaro Germanelli – stiamo lavorando, considerata l’unanime volontà su scala provinciale e regionale degli operatori del comparto, per arrivare all’annullamento del Decreto o in subordine per apportare delle modiche all’attuale quadro normativo che è lacunoso in diverse sue parti. Così come è strutturato è destinato infatti a favorire l’abusivismo e la grande distribuzione”.  

Non solo associazione mafiosa ma anche droga: nell’ambito dell’inchiesta “Montagna” è emerso che il ricavato del traffico di cocaina, hashish e marijuana sarebbe servito per foraggiare le famiglie di Cosa Nostra, sostenendo soprattutto le spese per i detenuti.

In tale contesto avrebbe assunto un ruolo di riferimento Giuseppe Quaranta, 50 anni, di Favara, “che – si legge nell’ordinanza cautelare – come esponente della famiglia mafiosa di Favara e rappresentante pro tempore della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta, ha rivestito il ruolo di direttore e promotore dell’organizzazione occupandosi, in prima persona, dell’attività di reperimento della sostanza stupefacente attingendo, tra gli altri, a tre canali di approvvigionamento rappresentati da diversi fornitori, tra le famiglie mafiose di San Cataldo e di Comiso, e la criminalità organizzata calabrese. E Quaranta ha diretto e gestito la successiva attività di distribuzione della sostanza stupefacente tra i singoli sodali che egli selezionava e a cui affidava il compito della distribuzione finale ai consumatori”. E poi, altra fonte di approvvigionamento finanziario sarebbero state le estorsioni, in particolare sui lavori pubblici. 

Il contenuto di un’intercettazione svela finanche i consigli su come praticare l’estorsione, poca rigidità, più elasticità, e le parole intercettate tra due affiliati sono: “Certi negozi vogliono fatto lo sconto. Se dobbiamo prendere sempre il coltello, quelli saltano il vallone e se ne vanno dall’altra parte. In sostanza ci deve essere la molla…stringi e allarghi…come l’elastico!”.

Le indagini dei Carabinieri hanno documentato pretese estorsive, da 2mila a 20mila euro, a danno di 27 imprese appaltatrici di opere pubbliche con importo elevato. Delle 27, almeno 10 sarebbero state assecondate. E a fronte di ciò sono stati compiuti numerosi attentati intimidatori. Bersaglio privilegiato sarebbero state le imprese del settore edile e del movimento terra, non solo della provincia di Agrigento ma anche di Palermo, Caltanissetta, Messina, Enna e Ragusa. E ad oggi, secondo gli esiti investigativi appena sfociati nei mandati di cattura, ecco quali sarebbero i rispettivi capi all’interno del costituito mandamento di Santa Elisabetta, che sarebbe capeggiato da Francesco Fragapane. E al suo fianco, Pasquale Fanara, Stefano Valenti, Giuseppe Quaranta e Luigi Pullara a Favara, Antonino Vizzì a Raffadali, Calogerino Giambrone, Vincenzo Giambrone e Salvatore La Greca a Cammarata e San Giovanni Gemini, Giuseppe Nugara a San Biagio Platani, e Giuseppe Spoto a Bivona, Giuseppe Scavetto a Casteltermini, Salvatore Di Gangi a Sciacca, Giovanni Gattuso a Castronovo di Sicilia.

Teleacras

L’inchiesta dei carabinieri che ha portato all’arresto di 56 mafiosi agrigentini che ha svelato legami tra le cosche locali e la mafia di tutte le province di tutta la Sicilia e le ‘ndrine calabresi ha un padre nobile ed ha un nome e cognome; Andrea Azzolini, tenente colonnello dei Carabinieri, già comandante del Reparto operativo di Agrigento.

E’ lui che ha firmato l’informativa che oggi è divenuta ordinanza di custodia cautelare dando origine al blitz “Montagna” che ridisegna la nuova mappa mafiosa di tutta la provincia di Agrigento e i collegamenti con i clan siciliani e calabresi.

Tre anni di permanenza ad Agrigento, due dei quali dedicati a questa delicatissima indagine svolta con un gruppo affiatato di carabinieri, oggi comandato dal tenente colonnello Rodrigo Micucci che ha coordinato la fase esecutiva del blitz.

Azzolini oggi comanda il battaglione del 13 reggimento “Friuli Venezia Giulia” ed in questo momento si trova a Baghdad in missione di pace.

Durante la sua permanenza ad Agrigento Azzolini non ha solo firmato l’informativa che oggi ha portato all’arresto di 56 persone. E’ suo anche il rapportone, oggi sulle pagine di tutti i giornali, su Girgenti acque che ha portato la Procura di Agrigento ad indagare oltre settanta persone e provocato il siluramento del prefetto di Agrigento, Nicola Diomede.

Grandangolo


In merito alle dimissioni dell’Assessore Fontana interviene il Presidente della prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico Salvatore Borsellino che dichiara: “Molteplici volte siamo stati distanti anni luce dalle scelte politico-amministrative dell’Assessore oramai “ex” Mimmo Fontana, tutte le nostre segnalazioni con tanto di atti pubblici protocollati sono state disattese,prova ne sia la mancata potatura degli alberi in Viale Monserrato,Via Domenico Provenzano e la poco incisiva conduzione della raccolta differenziata nella nostra Città.Nonostante tutto ciò riconosciamo che il già Assessore Mimmo Fontana oggi ha regalato un atto d’amore alla propria Città ,dimettendosi e non rendendosi più complice del fallimento politico ed amministrativo di un Sindaco Firetto che ha dato flop sotto tutti i punti di vista politico-amministrativi sia a Porto Empedocle “cittadina che ha amministrato per nove anni  che oggi si ritrova ad essere in dissesto finanziario”sia ad Agrigento, città che attualmente amministra è che si ritrova ad essere collassata politicamente,finanziariamente ed occupazionalmente. Concludiamo dicendo grazie al già Assessore Mimmo Fontana per questo atto d’amore che ha regalato alla nostra città e rimaniamo in attesa che il nostro Sindaco, segua le orme del suo delegato in giunta dimettendosi ed ammettendo che ha provato a cambiare e far rinascere la Città dei Templi,ma purtroppo non ci è riuscito ed ha fallito nei suoi obiettivi politico-amministrativi ed occupazionali”.

A dichiararlo il Presidente della Prima commissione consiliare permanente a Palazzo dei giganti  Salvatore Borsellino.

 

Una rapina è stata compiuta a Canicattì ai danni della farmacia Ciotta, in via Antonino Sciascia, in pieno centro storico. Due malfattori, domenica sera, intorno all’ora di chiusura, sembra armati di pistola e col volto travisato, sono entrati nell’esercizio e hanno portato via i soldi presenti in cassa.

Sul posto, dopo l’allarme lanciato, le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini. Si spera che qualche contributo utile alle stesse arrivi dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza.

ll bottino ammonterebbe a circa 200 euro.

Prosegue la “politica” di radicamento nel territorio agrigentino dell’Associazione Onlus Volontari di Strada, sempre più impegnata a favore delle famiglie bisognose e nella difesa dei loro diritti.

Dopo “Sportello Amico”, al quale hanno già aderito importanti professionalità del mondo medico, che danno il loro fattivo e volontario contributo in termini di medicina preventiva, prevista, sempre all’interno della nostra sede, viale della Vittoria, 313, l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo, a favore delle famiglie che vivono momenti di disagio economico.

L’iniziativa scaturisce a seguito di un proficuo incontro tra la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino e la presidente della sezione agrigentina di Federconsumatori, Ilenia Capodici. Le due donne, animate da grande senso di umanità, hanno trovato subito l’intesa per creare una stretta collaborazione che ha come unica finalità quella di fornire al cittadino – consumatore, in difficoltà economiche, elementi di tutela e di difesa dei propri diritti.

La Federconsumatori metterà a disposizione dei Volontari di Strada propri operatori esperti sui diritti del consumatore abilitati anche alle procedure di conciliazione e arbitrato sulle materie più controverse e di maggiore conoscenza comune, quali telefono, energia, assicurazione, banca e finanza.

“La Federconsumatori, ed in particolare la sezione di Agrigento – sottolinea la presidente Ilenia Capodici– è sempre stata attenta alle situazioni di disagio del territorio in cui opera, dedicando particolare attenzione alle famiglie, agli anziani, agli immigrati, ai giovani e più in generale alle fasce più deboli della popolazione. Ecco perché è sembrata più che naturale e spontanea la collaborazione che da oggi in avanti avremo con i Volontari di Strada, associazione che da anni si occupa delle famiglie più bisognose del territorio di Agrigento, sotto il profilo dell’assistenza diretta in termini di beni primari. Metteremo a disposizione, in maniera del tutto volontaria e gratuita, la nostra competenza e professionalità a favore di quanti avranno bisogno”.

“E’ con grande soddisfazione – dichiara la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino – che accogliamo nella nostra “famiglia” la Federconsumatori. L’incontro con la Capodici ha una importante valenza in quanto viene a riconoscere il ruolo fondamentale di tutela dei diritti svolto dall’associazione. Dall’incontro sono emersi validi argomenti di approfondimento, in particolar modo per ciò che riguarda l’apertura di uno sportello informativo di tutela al consumo a favore di quei cittadini e di quella famiglie, purtroppo sempre più numerose, che non hanno le possibilità economiche per far valere i propri diritti e per questo costretti a vivere nella più totale e completa marginalità”.