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Fervono i preparativi per lo svolgimento del Carnevale di Sciacca, edizione 2018. Mentre in più luoghi si lavora intensamente alla costruzione dei carri allegorici e all’allestimento dei costumi e delle coreografie, si susseguono le riunioni per la definizione dei diversi aspetti legati all’evento. L’altro ieri sera, in Sala Giunta, si è svolto un incontro con i rappresentanti delle associazioni. Presenti, tra gli altri, il vicesindaco e assessore al Turismo e allo Spettacolo Filippo Bellanca, il dirigente comunale Michele Todaro, la responsabile dell’Ufficio Turismo Giovanna Maniscalco e rappresentanti della società Scirocco a cui sono stati affidati servizi connessi alla manifestazione. L’incontro si è concluso con il sorteggio dell’ordine di sfilata dei carri allegorici in concorso, di categoria A e di categoria B, per i quattro giorni di cortei, da sabato 10 a martedì 13 febbraio. Fissate anche le recite dei copioni satirici. 

 

L’operazione “montagna”, condotta dai Carabinieri di Agrigento e coordinata dalla DDA di Palermo, ci consegna uno spaccato sociologico da brivido che, come sempre, fa leva sui soldi, gli affari e la mala politica. Sui fatti sarà la magistratura a fare il proprio corso, ma tutto questo ci deve indurre a fare qualche riflessione. Innanzitutto colpisce il silenzio, salvo qualche eccezione, dei big politici, da cui ci si aspettava una presa di distanza da parte degli amici o un marcare le differenze da parte degli avversari. Emerge ancora la forte permeabilità della provincia a fenomeni affaristico mafiosi che ci deve fare riflettere sull’importanza del presidio del territorio non solo delle forze dell’ordine, cui va il nostro ringraziamento per il lavoro fatto, ma delle forze sane della politica e della società civile. La brava Rosalba Di Piazza, giovane psicologa, segretaria del circolo del pd di San Biagio e sfidante alle amministrative di Sabella, si è resa conto del doppio gioco di alcuni candidati ma non ha compreso il fenomeno mafioso che dietro si nascondeva. L’utilizzo del voto disgiunto per neutralizzare i candidati scomodi anche nelle liste avversarie, per avere una ampia maggioranza, se accertato in giudizio, mostrerà la fragilità della nostra democrazia. Tutto ciò ci induce a pensare alla necessità di un partito strutturato e radicato con solidi principi, pure in presenza di una “società liquida” e di una comunicazione politica che ormai non utilizza più le sezioni ma i social. La lotta alla mafia e alla corruzione è una priorità assoluta in Sicilia ed in Italia e, anche in questa campagna elettorale per le politiche, sbaglia chi non mette il tema in primo piano. Qui da noi non ci può essere sviluppo senza la lotta alla mafia e alla corruzione. Come ci ha insegnato Pio La Torre e i giudici Chinnici, Falcone e Borsellino, la lotta alla mafia si vince sul piano culturale oltre che su quello repressivo, possibilmente con una forte organizzazione e sapendo leggere i fenomeni economici di un territorio.

 

 

 

 

 

Uil Agrigento – Acquisto e Stella:” dopo il fallimento sui rifiuti dell’Assessore Fontana, ci aspettiamo un netto cambio di passo da Hamel nell’interesse della città, dei servizi e dei costi della Tari.

La Uil Agrigento interviene con Gero Acquisto e Nino Stella dopo le dimissioni dell’Assessore all’ambiente Fontana e il successivo cambio nella giunta Firetto con l’innesto di Hamel.

“La Uil di Agrigento interviene sulla vicenda politica che ha interessato l’avvicendamento in Giunta in un assessorato delicato quale quello dei rifiuti al Comune di Agrigento.
I due sindacalisti ribadiscono, il nostro giudizio politico-amministrativo sull’Assessore dimissionario Fontana non cambia, due anni e mezzo di fallimenti, dove sia le relazioni sindacali, sia il miglioramento del servizio della gestione integrata dei rifiuti non c’è stata.
Prova ne sia i continui cortocircuiti, disservizi e mancanza di governance alla gestione complessiva dell’igiene ambientale.
Abbiamo visto solo un Assessore che in solitario ha attuato un’azione e scelte di governo poco produttive, poco rispettose delle proposte e delle soluzioni degli altri attori, in primis le organizzazioni sindacali e la continua minaccia a riduzioni degli operatori ecologici perché considerati da lui in esubero. Cosa che abbiamo dimostrato tante volte non rispecchia il vero, anzi in un momento delicatissimo come questo, già da giorno 29 si darà l’avvio alla raccolta differenziata nel centro città, con il serio rischio di black out ancora più grossi rispetto i quartieri periferici della città.
Tra i dati lapalissiano ed incontrovertibile il costo per il cittadino, perché pur avendo ridotto il personale, la Tari in bolletta ha visto solo aumenti? Questi risparmi erano solo virtuali, il costo complessivo del servizio anzi è cresciuto, con lamentele dei cittadini perché ancora le migliorie non si sono viste.
Anzi negli ultimi anni abbiamo registrato solo la nascita di discariche abusive, anche qui il controllo del Comune è stato deficitario.
Adesso urge incontro con il neo Assessore all’ambiente Hamel, per avere contezza dei suoi programmi e progetti a partire già dalla chiusura della raccolta differenziata.
Auspichiamo un passo in avanti per dare risposte alla gestione integrata dei rifiuti che finora ha lasciato un report negativo, perché il nostro sindacato guarda non solo alle tutele occupazionali, ma anche alla massima trasparenza, efficienza e funzionalità del servizio a favore della città e dei cittadini.”

 

L’evento, realizzato in collaborazione con il settimanale diocesano L’Amico del Popolo e lo Spazio Temenos, si terrà venerdì 26 gennaio, alle ore 17:00 nella Chiesa San Pietro, in via Pirandello 1 – Agrigento.

Cosa insegna la Shoah ai giovani del nostro tempo? Esistono ancora oggi uomini e donne vittime di razzismo, intolleranza, pregiudizio? Con l’aiuto dei linguaggi espressivi, nel corso della serata si rifletterà sulle radici dell’odio e dell’indifferenza che generarono l’orrore dell’olocausto, provando ad attualizzarle nel nostro tempo.
L’evento vedrà la partecipazione di alcuni artisti locali che, attraverso la musica, la danza e la recitazione proporranno ai partecipanti degli spunti di riflessione sul senso di una Memoria che deve rimanere viva soprattutto tra le nuove generazioni.

 

 

 

Non si ferma il costante impegno per la risoluzione di questioni spinose, che fino ad ora ha contraddistinto l’inzio di legislatura di Carmelo Pullara.
Questa volta il politico agrigentino preme per la riassunzione dei lavoratori della SAS, la società che fornisce i servizi di ausiliariato agli enti pubblici regionali. In un’interrogazione proposta all’Assessore Armao, l’On. Pullara mette in evidenza la necessità di porre fine ai contenziosi e reintegrare il personale di questa società dai trascorsi sofferti.
Carmelo Pullara dice: “La società SAS, oltre le attività ed il personale, ha acquisito anche numerosi contenziosi”. Quest’ultimi, sono scaturiti da ricorsi dei lavoratori ex interinali che avevano svolto attività lavorativa con contratto a tempo determinato presso le strutture ospedaliere delle ASP di Agrigento e Palermo.
I Giudici hanno condannato la SAS al reintegro dei lavoratori e al pagamento di mensilità pregresse.
La SAS, dopo le azioni legali intentante a difesa del proprio operato, ha nuovamente perso innanzi alla Corte d’Appello e alla Corte di Cassazione. “Nella mia interrogazione ho chiesto all’Assessore all’Economia di Arginare il gravoso danno economico arrecato dal perdurare dei contenziosi presenti in SAS” – afferma l’On.Pullara.
“Sollecito gli uffici competenti ad avviare l’iter per eventuali proposte transattive e sospendere i licenziamenti tutt’ora in atto in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione”.
L’interrogazione sull’argomento è stata presentata martedì scorso in Assemblea Regionale Siciliana.

 

 

Il Libero Consorzio eseguirà i lavori per eliminare le condizioni di pericolo per riaprire al transito la strada provinciale n. 24A ponte Giuri

Pubblicato nell’albo pretorio dell’Ente il provvedimento riguardante la gara relativa ai “Lavori di eliminazione delle condizioni di pericolo per la riapertura al transito della S.P. n. 24 A (Ponte Giuri)”. Nei prossimi giorni sarà stabilita la data per la presentazione delle offerte.
L’importo del progetto, redatto interamente dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio, è stato finanziato lo scorso novembre dalla Regione Siciliana per un totale di 1.100.000,00 di euro di cui per € 2.200,00 sull’esercizio finanziario 2017, € 1.066.457,20 sull’esercizio finanziario 2018 e per € 28.542,80 sull’esercizio finanziario 2019.
Si tratta di uno dei progetti esecutivi, rapidamente approvati dal Dirigente del Settore “Ambiente e Territorio, Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, inviati alla Regione per il relativo finanziamento.
Come per gli altri stanziamenti autorizzati dalla Regione, il Commissario Straordinario Giuseppe Marino, avuta notizia del finanziamento, aveva chiesto agli uffici competenti di attivare nel più breve tempo possibile l’iter amministrativo per effettuare la relativa gara d’appalto, in modo da ripristinare la transitabilità lungo la Sp. n. 24A che collega alcuni territori della zona ricadenti nel comune di Cammarata. Con la pubblicazione del decreto di finanziamento da parte della Regione gli uffici del Libero Consorzio hanno completato, sollecitamente, la documentazione per indire la gara di appalto.

 

Il compostaggio domestico e le nuove opportunità offerte dal compostaggio di comunità

Aula magna dell’I.I.S.S. “S. Mottura”, Caltanissetta
Giovedì 25 gennaio, a partire dalle ore 15.30

 

Si terrà a Caltanissetta domani, giovedì 25 gennaio, presso l’aula magna dell’I.I.S.S. “S. Mottura”, a partire dalle ore 15.30, un incontro regionale, organizzato da Legambiente Sicilia, sul tema: Il compostaggio domestico e le nuove opportunità offerte dal compostaggio di comunità.
Il Forum è diviso in tre sessioni. Nella prima si terranno delle relazioni introduttive che avranno il compito di fotografare il contesto europeo, nazionale e siciliano in materia di raccolta differenziata, in particolarmente della frazione organica. Nella seconda saranno raccontate alcune buone pratiche siciliane, dove si realizza il compostaggio domestico e di comunità, la tariffazione puntuale e l’economia circolare. Nella terza si parlerà di modelli di organizzazione e di regolamentazione comunale.
Al centro del dibattito vi sarà comunque la recente normativa nazionale, D.M. n.266/2016, che detta le linee guida per la realizzazione di compostiere di comunità.
Queste ultime possono rappresentare, nel nostro territorio, dove mancano i grossi impianti di compostaggio, una rapida soluzione per il trattamento dell’umido, con notevoli riduzione dei costi di raccolta e smaltimento di tale frazione.
Attraverso questa norma i cittadini possono infatti conferire presso centri di compostaggio di comunità, fino a un massimo di 130 tonn/annue, con una procedura molto snella.
Per la durata del Forum, nel cortile esterno dell’Istituto “S. Mottura”, saranno esposti alcuni modelli di compostiere statiche ed elettromeccaniche.

Una ragazza di 19 anni, ristretta presso una comunità terapeutica assistita di Agrigento agli arresti domiciliari e indagata per maltrattamenti nei confronti della madre è stata arrestata dagli agenti del Commissariato di Sciacca per evasione.

 

La donna  dopo le manette è stata riportata presso la struttura agrigentina dopo essere stata fermata a Sciacca nei pressi di una piazza cittadina.

 

Polizia di Stato e Guardia di Finanza di Enna hanno sequestrato beni e altre utilita’ per diverse centinaia di migliaia di euro a esponenti aziendali di una societa’. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip presso il Tribunale di Enna, su richiesta della locale Procura.

Le indagini sono state avviate alla fine del 2016, in seguito a segnalazioni e denunce giunte alla Procura di Enna, per l’ipotesi di peculato ai danni dell’Asp, emersa dall’illecita distrazione della somma di diverse centinaia di migliaia di euro, relative al pagamento dei ticket sulle prestazioni sanitarie, da parte della societa’ affidataria del servizio integrato di gestione Cup – Call Center – Riscossione ticket dell’Asp 4 di Enna.

 

La misura cautelare e’ stata eseguita con l’impiego di numerosi poliziotti e finanzieri, che hanno operato sia nella citta’ di Catania e nei comuni limitrofi, dove risiedono gli indagati, che ad Enna

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ripreso oggi nell’aula bunker del carcere Petrusa di Agrigento – davanti il collegio di giudici presieduto da Luisa Turco (a latere i magistrati Ricotta e Croce) – il processo scaturito dall’operazione antimafia “Vultur” che vede imputati Rosario Meli, 69 anni, considerato dagli inquirenti il capo della famiglia mafiosa di Camastra, il figlio Vincenzo, 46 anni, Calogero Piombo, 65 anni, proprietario di una tabaccheria a Camastra e Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì.

Il processo riprendeva per l’escussione di alcuni testi presenti nella lista del Pubblico Ministero della Direzione distrettuale antimafia (presente in udienza la pm Maligno).

Si è rivelata particolarmente interessante, con un serrato confronto Pm e teste, l’escussione di Helmut Herro, comandante della stazione carabinieri di Camastra,  il paese dei Meli, che rispondendo alle domande del Pm ha messo in evidenza come le indagini svolte a Camastra sul gruppo Meli non ha mai coinvolto o interessato i militari dell’arma locali che, ad esempio, in occasione degli atti dolosi  incendiari ai danni delle auto di una delle parti offese, Bruno Forti, hanno avanzato e seguito ipotesi investigative alternative circa la matrice degli attentati.

Herro ha dichiarato che, senza entrare nel merito delle investigazioni della squadra mobile di Agrigento che ha seguito un percorso proprio che ha portato all’odierno processo, i carabinieri hanno anche ipotizzati altri scenari, come ad esempio la ritorsione nei confronti di Forti che a Camastra ha anche svolto il mestiere di mediatore di vendita di uva.

 

Sempre Herro ha ricordato in aula che conosceva la parte offesa per averla controllata ripetutamente negli anni passati essendo Forti detenuto ai domiciliari in seguito ad un arresto patito su provvedimento dell’autorità giudiziaria di Palermo che fece luce su un’agguerrita “banda del buco” che razziava di ogni bene banche ed esercizi commerciali di pregio.

Per la cronaca va detto che Bruno Forti è stato assolto.

Il processo riprenderà il prossimo sei febbraio