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Potenziata la flotta della TUA, la società del gruppo SAIS Trasporti che effettua il servizio di trasporto urbano nella città di Agrigento. Sono due i nuovi autobus aggiunti al parco rotabile. I due bus appena immessi in servizio sono Isuzu, modello Citibus Urbano Classe I a pianale ribassato, con una capienza passeggeri di 25 seduti e 47 in piedi (52 i posti totali disponibili attualmente consentiti dalle vigenti limitazioni disposte dalle norme anti Covid). Entrambi i mezzi sono Euro 6, a basse emissioni inquinanti.

L’arrivo di questi due autobus contribuisce a mantenere bassa l’età della flotta, rendendo il parco rotabile della TUA uno più ‘giovani’ d’Italia tra le aziende di trasporto pubblico urbano. Uno dei punti di forza dei nuovi mezzi è rappresentato dalle dimensioni contenute: con i loro 9,5 metri di lunghezza si inseriscono al meglio in un contesto cittadino.

Come gli altri autobus TUA, i due Isuzu sono equipaggiati dei più innovativi sistemi di infomobilità integrati con il proprio AVM (Automatic Vehicle Monitoring), sistema attivo su tutta la flotta, in grado di monitorare tutti i veicoli in movimento al fine di supportare al meglio la clientela con informazioni precise ed attendibili.

Sono attivi sistemi di sintesi vocale interna (annuncia la fermata successiva ) ed esterna (annuncia la linea che sta effettuando l’autobus). A bordo sono presenti, inoltre, moderni monitor informativi, in grado di trasmettere contenuti ad alta definizione riguardanti le fermate ed il tempo previsto per raggiungerle, notizie ANSA e messaggi di servizio (manifestazioni, deviazioni del traffico, allerte meteo, ecc), oltre a filmati di valenza turistica, fondamentali per il contesto culturale e paesaggistico dell’area.

I bus, come tutti gli altri mezzi della società di trasporto urbano, sono dotati di un sistema di videosorveglianza a tutela della sicurezza dei passeggeri. In particolare la telecamera “fronte strada” è un valore aggiunto perché in caso di incidente è fondamentale per ricostruirne la dinamica.

A bordo è presente anche un sistema TVCC, integrato anch’esso al sistema AVM della TUA, che consente al conducente di visualizzare la porta posteriore, in modo da controllare le operazioni di salita e discesa dei passeggeri e, grazie a una telecamera posizionata nella parte posteriore del mezzo, facilitare le manovre di retromarcia.

“Il potenziamento della flotta della TUA – spiega l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico di Agrigento, Francesco Picarella – è una buona notizia non soltanto per gli agrigentini che utilizzano quotidianamente il servizio di trasporto urbano ma anche per l’ulteriore sviluppo turistico di Agrigento. Il Trasporto pubblico locale di una città a vocazione turistica come la nostra, deve essere efficiente e corrispondente alle necessità del tessuto urbano, tanti altri passi dobbiamo fare per migliorare ulteriormente il servizio”.

Per rendere il litorale agrigentino ancora più accessibile e a misura di tutti, stamattina è stata consegnata all’OceanoMare una nuova sedia job, poltrona con grandi ruote gialle galleggianti, necessaria per il trasporto in acqua di persone a mobilità ridotta. Si tratta di una iniziativa frutto della sensibilità della società di consegna a domicilio Ciao Spesa verso le persone con disabilità.

Alla cerimonia di consegna, oltre al sindaco Franco Miccichè, sono intervenuti il titolare del chiosco OceanoMare l’ingegnere Peppe Vita, il fondatore di Ciao Spesa dott. Fabio Romano, l’assessore al Turismo Francesco Picarella e l’assessore all’abbattimento delle barriere architettoniche Gianni Tuttolomondo. Inoltre è tornata al suo posto anche la sedia JOB che stazionava presso la passerella per l’accesso facilitato al mare dei disabili, nella spiaggia antistante il piazzale Giglia a San Leone. La sedia era stata rubata e poi ritrovata grazie al prezioso lavoro svolto dall’arma dei Carabinieri di Agrigento. Un ringraziamento particolare va ai titolari del chiosco OceanoMare, del bar Pisciotto e a tutti gli altri chioschi che hanno dato la loro disponibilità per la fruizione delle sedie JOB da parte delle persone con disabilità motoria.

Una delle maggiori orchestre jazz della Sicilia si esibirà il 12 agosto alle 21,30 presso il Tempio di Giunone dando vita ad uno spettacolo in onore di Frank Sinatra. Arrangiamenti del maestro Aldo Bertolino, con la direzione d’orchestra al femminile di Betty Gandolfo, coordinamento musicale di Franz Rallo e regia di Giacomo Frazzitta. A dar voce ai brani immortali saranno: Ugo Rosano, Giada Zichittella e Vicio Rinella

La Big Band Arco Orchestra nasce nell’ottobre del 2019 ed è la terza orchestra Jazz siciliana, composta da giovani talentuosi e jazzisti che daranno vita ad un concerto tributo a Frank Sinatra dal titolo “My Way” in un luogo altrettanto immortale: la Valle dei Templi, presso il Tempio di Giunone. L’appuntamento è per il prossimo 12 agosto alle 21,30.

Il concerto conta sugli arrangiamenti sono del noto trombettista Jazz Aldo Bertolino mentre la Direzione d’orchestra è al femminile con la bravissima Betty Gandolfo.

“Il tributo a Sinatra – spiega il regista Giacomo Frazzitta, che cura la messa in scena – è il progetto musicale che l’orchestra sta portando in giro riscuotendo grandi consensi in tutta la Sicilia. A dare voce alle bellissime melodie di Sinatra sono Ugo Rosano cantante Jazz che vive a Londra da ormai oltre un decennio dove insegna musica ed è componente del famoso Coro inglese del “Camden voices”, ma oltre a Rosano in scena ci saranno Vicio Rinella, Palermitano che da anni interpreta musiche swing e jazz e la meravigliosa voce di Giada Zichittella”.

L’associazione Culturale Arco presieduta da Franz Rallo, quest’anno compie trent’anni e ha al suo attivo numerosi progetti artistici portando in giro le proposte dagli Stati Uniti al Canada, ma anche in tutta l’Italia e riscuotendo sempre grandi consensi.

“Il 12 di agosto al tempio di Giunone, nel parco Archeologico di della Valle dei Templi – anticipa Frazzitta – ci sarà una serata magica con un livello musicale che stupirà”.

Le ditte del Raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio rifiuti a Canicattì, Sea, Iseda ed Ecoin, intervengono con una nota sull’agitazione degli operatori ecologici che ieri e oggi tiene ferma la raccolta differenziata in città pur garantendo i servizi essenziali.

“Quanto dichiarato dal sindaco Di Ventura a proposito dei pagamenti – spiegano le ditte – non è veritiero perchè, allo stato attuale, il Comune non ci ha pagato la fattura di giugno così come affermato mentre, per  quanto concerne gli stipendi ai lavoratori, va chiarito che i lavoratori, al momento hanno in arretrato solo lo stipendio di giugno perchè luglio va in maturazione il 15 agosto”.

Le imprese chiariscono anche i passaggi tecnici che stanno portando a questo stato di cose.

“In questa situazione nello specifico – continua la RTI – il problema non sono le penali che ogni mese ci applicano sulle fatture perchè le penali ci vengono applicate da due anni e i lavoratori li abbiamo pagati ugualmente. Il punto è che adesso, il Comune di Canicattì oltre alle trattenute mensili, ci applica una detrazione ulteriore del 20 per cento senza alcun giustificato motivo. A questo si aggiunga che il Comune di Canicattì ci deve ancora la somma di 900 mila euro del precedente appalto. In sostanza, l’importo delle detrazioni, tutte fatte in maniera unilaterale ed in contrasto con le disposizioni del Codice dei Contratti, ammontano a circa 1 milione e 300 mila euro che sommate ai 900 mila euro di cui prima, ci ha messo in serie difficoltà economiche”.

Le imprese infine chiariscono che nell’altro comune di questo Aro, e cioè il cantiere di Camastra, la raccolta e i pagamenti avvengono regolarmente.

E’ il commento del deputato regionale l’On. Carmelo Pullara Presidente Commissione speciale all’Ars in seguito ai recenti episodi di salvataggio avvenuti nella spiaggia del Pisciotto a Licata.
“Tre episodi di salvataggio nel giro di due giorni – dichiara Pullara –  si sono registrati nella spiaggia del Pisciotto . Oggi Due ragazze straniere ,che le correnti avevano trasportato oltre la scogliera, sono state tratte in salvo dal bagnino e titolare del lido Le Piscine  con l’ausilio dell’ex Assessore Antonio Pira.  Ventiquattro ore prima due bagnanti sono stati salvati nonostante il mare in tempesta. Oltre ad avere visto impegnato  il bagnino del lido le Piscine, Paolo Bennici, determinante è stato l’aiuto di un appartenente  al Commissariato di P.S. Di Licata, Salvatore Ballacchino, e di un militare della Guardia Costiera di Gela Giuseppe Licata entrambi liberi dal servizio. E’ triste sottolineare che il salvataggio dei bagnati sia destinato ai soli bagnini dei lidi  e ai bagnanti presenti li’ per caso. Che fine ha fatto-conclude Pullara- il servizio di salvataggio comunale istituito a Licata e mantenuto dalle amministrazioni precedenti? Amministrazione Galanti totalmente assente. Propongo all’amministrazione comunale di Licata di conferire encomio al bagnino e titolare del Lido “le Piscine” Paolo Bennici. All’ex Assessore Antonio Pira, al poliziotto Salvatore Ballacchino e al militare della Guardia Costiera Giuseppe Licata che sprezzanti del pericolo e con un gesto eroico hanno tratto in salvo i bagnanti”.

Nella notte tra domenica e lunedì, i Carabinieri della Stazione di Pantelleria sono intervenuti all’interno di una villa privata con piscina in contrada Margana dove era in corso una serata danzante con la presenza di oltre 300 persone.

I Carabinieri dell’isola, impegnati in un servizio di perlustrazione notturno, nel transitare nei pressi dell’aeroporto civile notavano un gran numero di auto parcheggiate al suo interno, e un gran numero di persone che, parcata l’auto si dirigeva verso un abitazione posta a circa 100 mt. dallo scalo aeroportuale. Vista l’ora, circa le 1.30, decidevano di verificare l’anomala situazione portandosi davanti la villa da dove proveniva della musica ad alto volume. Giunti nei pressi dell’ingresso vi era la presenza di due persone che regolavano l’afflusso, all’interno vi era la presenza di oltre 300 persone che danzavano una consolle con DJ e angolo bar con alcolici e superalcolici, il tutto senza il minimo rispetto delle norme anticovid.

Si invitava il DJ a spegnere la musica e venivano fatte defluire le persone, si identificava il DJ in L.L. di anni 34 nato a Roma e residente a Milano, il quale da subito dichiarava di essere l’organizzatore della festa e di aver preso in affitto la villa con l’intento di organizzare la serata danzante, per tale motivo veniva deferito all’A.G. per i reati di disturbo del riposo delle persone, apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo nonché sanzionato per la violazione delle norme anticovid – 19 previste dall’ordinanza sindacale. Veniva altresì posta sotto sequestro tutta l’attrezzatura quale consolle, casse, pc ecc.

Rimane alta l’attenzione dei militari dell’Arma presenti sull’isola che, nonostante gli innumerevoli sbarchi di clandestini cui devono far fronte, riescono a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica sull’isola in questo momento dove vi è un gran numero di turisti non tralasciando quello che è il rispetto per le normative anticovid-19.

C’è stato uno “sbarco fantasma” di migranti stanotte sul litorale di Seccagrande. Carabinieri e militari della Guardia costiera sono intervenuti rinvenendo un natante nei pressi della riva che, evidentemente, era riuscito a sfuggire ai controlli dei radar. A quanto risulta gli occupanti della barca erano già riusciti a sbarcare sulla terraferma. I controlli hanno permesso di individuarne solo un paio. Le ricerche di altre persone sono tuttora in corso.

Ad Agrigento, il Comitato cittadino delle vie Vincenzo Gaglio, Graceffo e San Leonardo, nella zona dello stadio Esseneto, lamenta il grave stato di abbandono e incuria in cui versa la zona, e sollecita il Comune a predisporre subito degli interventi a rimedio. Il Comitato spiega: “La spazzatura lungo la strada e le erbacce non sono mai raccolte o decespugliate, provocando una grave carenza igienica e sanitaria. Ci chiedono di fare la differenziata per aiutare l’ambiente e poi ci ritroviamo, pur pagando lauti tributi al Comune, a vivere in un indecoroso ambiente dove, insieme a rifiuti ed erbacce, proliferano blatte e ratti anche di grosse dimensioni. Inoltre tra il civico 7 e il 9 della via Vincenzo Gaglio, una vistosa e profonda buca nel marciapiede sembra essere ignorata da chi ha il dovere di impedire il pericolo di insidie stradali. E anziché essere riparata è stata rattoppata con una cassetta di plastica utilizzata per la vendita di frutta, neanche fossimo nelle favelas brasiliane. Facciamo appello all’amministrazione comunale, al sindaco da noi ben voluto e che alle ultime elezioni per la fiducia da noi riposta ha riscosso un buon piazzamento nelle nostre circoscrizioni elettorali. Lo preghiamo affinché si attivi per restituire la dignità che merita un quartiere di concittadini che pagano le tasse e che hanno riposto nella sua figura una grande speranza di vero cambiamento – concludono i residenti delle vie Gaglio, Graceffo e San Leonardo”.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno denunciato a piede libero alla Procura 10 immigrati ospiti di una comunità d’accoglienza a Raffadali, per l’ipotesi di reato di rissa. Si tratta di giovani provenienti dalla Tunisia, Marocco e Bangladesh, tra i 18 e i 20 anni. L’azzuffata, che sarebbe stata scatenata da futili motivi, risale al pomeriggio di domenica scorsa. Uno dei rissanti è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento.

“Questa assenza arbitraria è iniziata oggi perché ormai siamo completamente alla esasperazione. Adesso basta, siamo stanchi; questa storia dura da mesi ed è arrivato il momento di dire basta. Noi non faremo un passo indietro. Le ditte e il Comune la devono smettere. Siamo stanchi!!!”

Canicattì, 9 agosto 2021. Con queste dichiarazioni di un operatore ecologico del gruppo Rti che ha l’appalto per la raccolta dei rifiuti a Canicattì, cerca di mettere la parola fine ad una situazione che prestissimo diventerà incandescente, come attualmente è a Favara e come possibilmente sarà in altri Comuni serviti dal gruppo Rti.

L’ombelico del mondo, come è noto, sono gli stipendi, sacrosanti. A Canicattì gli operatori ecologici non vogliono assistere al balletto accaduto a Favara nei mesi scorsi quando Comune e Rti- Iseda capofila, si sono passati la palla per, alla fine, concludere poco o nulla.

I Comuni cambiano, ma le ditte interessate sono sempre le stesse: il raggruppamento di imprese, l’Rti, si ritrova ancora una volta al centro delle attenzioni per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Un motivo ci dovrà pur esserci!

Inutile sottolineare ed assistere al solito balletto di competenze: tu non mi paghi e io non ti pago, questo lo sappiamo già. Ma sta di fatto che ancora una volta gli operatori ecologici della Rti – capofila Sea – sono in serie difficoltà, indipendentemente dal fatto che operino a Favara o a Canicattì; anzi, c’è il rischio che le astensioni arbitrarie degli operatori ecologici possano avvenire anche in altri Comuni.

E allora, diciamolo chiaramente: qualcosa non va, non funziona, non regge in piedi. A Canicattì la situazione è pesantissima. Di fatto la Rti – capofila Sea – ha subito penalità nel corso di questi anni per un totale complessivo di oltre 1 milione e 200 mila euro. Il tutto perché ovviamente i lavori effettuati hanno mostrato carenze in lungo ed in largo.

Un milione e 200 mila euro di multe, operate da parte del Comune alla Rti non sono poche cose. Evidentemente il raggruppamento di imprese non è nelle condizioni di svolgere il servizio di raccolta per come dovrebbe.

Il Comune, dunque, trattiene i soldi delle penalità. Le ditte dicono: “Tu non mi dai i soldi e io non pago gli stipendi”. Se tutto ciò, gentili lettori, vi sembra corretto. Ed ecco, quindi, l’attacco degli operatori che come unica arma hanno l’assenza arbitraria che crea non pochi problemi alla collettività canicattinese.

Si spera che nella città dell’uva non si superi il limite per come è stato a Favara.  Problemi di ogni genere, soprattutto per la salute pubblica, non giovano a nessuno, anche se, a dire il vero, la pervicacia della Rti e la conseguente assenza arbitraria degli operatori di Favara è stata consentita grazie anche ad un “morbido” interessamento da parte degli organi preposti che avrebbero dovuto prendere con più forte considerazione la situazione venutasi a creare. L’articolo 191 imposto dalla allora sindaca Anna Alba e il grido d’allarme lanciato dall’Asp di Agrigento hanno appena solleticato Rti ed operatori ecologici.

Così non va. Lo ribadiamo ancora una volta: se le ditte non sono capaci di affrontare il servizio a loro affidato dietro milioni e milioni di euro, devono mettersi da parte.

Non è possibile che ogni volta a pagare debba essere la comunità.