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Gli agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro hanno eseguito ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Luisa Turco, nei confronti di quattro persone accusate di sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti un palmese di 62 anni – Vincenzo Mangiavillano – e tre rumeni. Uno di questi – Negoita Baldajan detto “Mario”, molto conosciuto a Palma di Montechiaro, sarebbe il vero capo della banda che avrebbe messo su un giro di prostituzione tra Licata, Palma e Canicattì. I quattro sono agli arresti domiciliari.

Le vittime sarebbero ragazze provenienti per la maggior parte dei casi dall’est Europa e, in particolare, dalla Romania. Accertati una decina di episodi. Indagate anche altre persone che avrebbero avuto un ruolo decisivo nel procacciare le ragazze e convincerle a prestare attività sessuali con la prospettiva di facili guadagni.

 

Il presidente della Commissione parlamentare regionale antimafia, Claudio Fava, in conferenza, ha discusso del contenuto della recente relazione sul “caso Antoci” e le reazioni che ha determinato. Ad affiancare Fava sono stati i due consulenti della Commissione, Tuccio Pappalardo, già Questore e poi Direttore della Dia, la Direzione investigativa antimafia, e Bruno Di Marco, ex Presidente del Tribunale di Catania. “Entrambi – ha sottolineato Fava – hanno offerto ed offrono un contributo prezioso a tutto il lavoro svolto dalla Commissione, supportandone la fase istruttoria di tutte le relazioni con qualità e competenza. La Commissione non ha ricevuto né acquisito alcuna nota anonima ma ha basato il proprio lavoro esclusivamente sugli atti giudiziari ostensibili e messi a disposizione dall’autorità giudiziaria, oltre che sui verbali stenografici delle 23 audizioni svolte. La Commissione non ha mai affermato che l’ipotesi più plausibile sia quella della messinscena, ma ha sottolineato che quella dell’attentato mafioso a fine stragista è la meno plausibile alla luce dei dati raccolti. In ogni caso tutte le ipotesi, come riportato nella relazione restano in piedi e questa valutazione è del tutto oggettiva, legata alla lettura e all’analisi dei fatti e dei documenti. Senza alcun aggettivo né alcun punto esclamativo”.

Entra nel vivo il processo a carico dell’ex dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Palma di Montechiaro (durante l’amministrazione del sindaco Amato) Concetta Di Vincenzo, 58 anni, e dell’allora Responsabile Unico del Progetto architetto Francesco Lo Nobile, 69 anni, oggi in pensione. Tre le ipotesi di abuso d’ufficio contestate: due in concorso e una solamente alla Di Vincenzo.

Questa mattina, davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, è comparso il principale accusatore dei due imputati, l’ingegnere Gateano Scicolone, dalle cui denunce è scaturito l’odierno procedimento. Interrogato per oltre due ore dalle parti l’ingegnere ha confermato le accuse denunciando ostruzionismo da parte della dirigente. Alla base di questo “ostruzionismo” ci sarebbero stati anche problemi giudiziari che hanno coinvolto (risultò indagato) l’ingegnere Scicolone. Ma non soltanto. Infatti nonostante fossero finiti insieme a lui nel registro degli indagati anche altri professionisti – questi – avrebbero continuato regolarmente ad intrattenere rapporti lavorativi con l’ufficio. All’ingegnere Scicolone – secondo l’impianto accusatorio – fu anche ritirato un incarico per assegnarlo a due architetti che, come da nota inviata dall’ordine degli ingegneri, non sarebbero risultati idonei per la natura dei lavori.

Il vero colpo di scena si registra però con l’audizione del terzo testimone, ex cliente dell’ingegnere Scicolone, che conferma in aula di aver registrato una conversazione (oggi agli atti) con l’allora Responsabile del progetto il quale avrebbe “suggerito” di cambiare ingegnere: “Quando ho cambiato ingegnere la mia pratica si è subito sbloccata” ha concluso il teste. L’accusa è sostenuta in aula dal sostituto procuratore Gianluca Caputo. Le parti civili sono rappresentare dagli avvocati Santo Lucia, Domenico Acciarito e D’Anna. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Scopelliti e Lilliana Azzarello. Il processo, che si celebra davanti i giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazara con a latere Manfredi Coffari e Fulvia Veneziano, riprenderà il 26 novembre.

Con riferimento a quanto specificato in oggetto, vista la delibera, n. 835 del 30 settembre 2019 “Approvazione e adozione documento di adeguamento Atto Aziendale Asp di Agrigento”, la scrivente Organizzazione Sindacale, osserva che all’art. 129 si disciplina l’istituto contrattuale delle Posizioni Organizzative, oramai di fatto superato dal vigente CCNL che modifica e riscrive tale istituto con l’istituzione degli Incarichi di Funzione, di cui al capo II, artt. 14 – 23.

Pertanto, a parere della scrivente è opportuno, prima dell’approvazione definitiva, da parte delle Regione Sicilia, del nuovo atto aziendale riscrivere il citato art. 129 secondo i principi contrattuali vigenti.

Nel merito della predisposizione degli atti di negoziazione contrattuale e dei regolamenti, si chiede, si sollecita e si diffida Codesta Azienda, affinché, ponga in essere l’avvio della procedura per la redazione del nuovo disciplinare Contratto Decentrato Integrativo del Comparto, nonché, i regolamenti con la relativa Organizzazione Funzionale degli Uffici e deiServizi, degli Incarichi di Funzione (che sostituiranno i vecchi coordinamenti e le posizioni organizzative), alla luce dell’approvato, riorganizzato ed adottato Atto Aziendale, che pone la clausola di immediata esecuzione.

Ad Agrigento, giovedì prossimo, 10 ottobre, all’Hotel della Valle, alle ore 10:30, l’Automobile Club Agrigento presenterà in conferenza l’evento sportivo “Targa Florio”, in programma venerdì 11 ottobre con il passaggio delle automobili in via Atenea, e “Sara Safe Factor”, il progetto sulla Sicurezza stradale in programma lunedì 14 ottobre con oltre 500 studenti agrigentini insieme ad Andrea Montermini, pilota di Formula 1 e collaudatore ufficiale del team di Formula 1. All’incontro con la stampa interverranno Salvatore Bellanca, presidente di Aci Agrigento, Gabriella Battaglia, assessore comunale alla Viabilità, Andrea Morreale, comandante della Polstrada, e Marzio Tuttolomondo, responsabile della Protezione civile della Provincia di Agrigento.

L’imprenditore di Bivona, testimone di giustizia e presidente nazionale della relativa associazione, Ignazio Cutrò, annuncia di avere chiuso il sito internet ignaziocutro.com, un portale di riferimento per gli imprenditori taglieggiati. Lo stesso Cutrò spiega: “Ho deciso di chiudere la pagina del mio sito perché credo che questa esperienza sia ormai arrivata al capolinea. Chiudo per l’indifferenza e il menefreghismo delle istituzioni nei riguardi dei testimoni e dei collaboratori di giustizia. Tale decisione non la considero una sconfitta personale, ma per me è lecito esprimere il rammarico e lo sdegno per il trattamento che ci riservano le istituzioni che, anziché agevolare uno stile di vita sereno a quanti si sono ribellati al malaffare, assumono nei nostri confronti atteggiamenti da carnefici. Ringrazio la mia famiglia per la forza che quotidianamente mi trasmette nel continuare a lottare anche contro di chi ha scelto di servire i potentati, siano essi rappresentati dallo Stato o dalle mafie”.

Dall’inizio dell’anno 2019 fino al 12 settembre la Polizia Municipale di Agrigento, capitanata da Gaetano Di Giovanni, ha elevato 224 multe per violazioni ambientali, per un totale di 193.489 euro. Per abbandono di rifiuti non pericolosi sono state 138 contravvenzioni, per un totale di 82.800 euro. 22 le contravvenzioni elevate ad esercizi pubblici, attività commerciali e uffici pubblici per esposizione di contenitori per la raccolta differenziata non rispettando il calendario di raccolta e per non aver effettuato la corretta differenziazione dei rifiuti. Numerosi anche gli interventi di accertamento su segnalazione, soprattutto di discariche nel territorio comunale.

L’ex consigliere comunale di Agrigento, e coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, si meraviglia, e si rammarica, perché – sostiene – ad Agrigento tutti i bagni pubblici sono chiusi per incuria. Di Rosa aggiunge: “Agrigento 2020 senza bagni pubblici. E’ mai possibile che in una città in cui si organizzano Fiere e Mercati Rionali, oltre che manifestazioni di carattere nazionale ed internazionale, non vi sia la disponibilità dei servizi igienico – sanitari e di primo soccorso, dato che si ospitano gruppi di persone più o meno anziane. Peraltro si tratta di servizi imposti dalla normativa in materia”.

Il commissario della Provincia di Agrigento, Alberto Di Pisa, ha approvato il bilancio di previsione 2019, il bilancio pluriennale 2019- 2021 e il Dup, il Documento unico di programmazione. Lo stesso Di Pisa commenta: “Anche quest’anno siamo stati tra i primi Enti siciliani ad approvare lo strumento contabile, a dimostrazione di un’attenta gestione delle risorse finanziarie a disposizione, tra la razionalizzazione delle spese e l’offerta ai cittadini dei servizi previsti dalle competenze della Provincia, e ciò nonostante la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato. Siamo inoltre riusciti a progettare e programmare decine di milioni di interventi per migliorare la viabilità provinciale e rendere più efficiente l’edilizia scolastica. Nel bilancio 2019 le entrate previste ammontano a 85 milioni e 435mila euro. Le spese correnti ammontano a 51 milioni e 918mila euro. E le spese in conto capitale a 33 milioni e 103mila euro. Impiegato, anche, un avanzo d’amministrazione pari a 4 milioni e 695mila euro. Ancora come spese, il contributo alla finanza pubblica, previsto nella legge di stabilità, nel 2019 supera la somma di 17 milioni di euro, e ciò grava pesantemente sul bilancio della Provincia. Infatti, il contributo richiesto dallo Stato assorbirà quasi interamente il totale delle entrate derivanti dai tributi propri della Provincia”.