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A Palermo, la sera del 3 ottobre del 2015, Mirko Sciacchitano, 29 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Adesso la Corte d’Assise di Palermo ha emesso sei condanne all’ergastolo a carico di Antonino Profeta (figlio di Salvatore, anche lui imputato e deceduto prima della sentenza), Francesco Pedalino, il figlio Gabriele Pedalino, Natale Gambino, Domenico Ilardi e Lorenzo Scarantino. Sono stati inflitti, inoltre, 22 anni per Giuseppe Greco, imputato solo di associazione mafiosa. Il collegio dei giudici, presieduto da Alfredo Montalto, ha accolto e condiviso quanto richiesto dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. I mandanti dell’omicidio di Mirko Sciacchitano sarebbero stati Salvatore Profeta e Natale Gambino. Gli altri imputati sarebbero stati invece gli esecutori materiali del delitto. La vittima avrebbe pagato con la vita l’avere partecipato ad una spedizione punitiva contro uno spacciatore legato ai Profeta.

E’ stata eseguita l’autopsia sul cadavere di Ana Maria Lacramioara Di Piazza, 30 anni, di Giardinello, in provincia di Palermo, uccisa dall’amante, Antonio Borgia, 51 anni, di Partinico. Dall’esame autoptico è emerso che sono state scagliate 10 coltellate, e il colpo fatale alla gola. La giovane è stata in attesa di un bambino: un maschio, al terzo mese di gravidanza. Innanzi alla giudice Cristina Lo Bue, Antonio Borgia, ovviamente senza contraddittorio, ha affermato: “Lei mi ricattava dicendomi che avrebbe rivelato il tradimento a mia moglie. È stata una valanga di eventi che mi ha travolto”. Della gravidanza di Ana Maria sono state a conoscenza due amiche, che hanno rivelato: “I soldi chiesi da Ana Maria ad Antonio Borgia erano per le cure necessarie a portare avanti una gravidanza che sembrava difficile. Ana era una ragazza buona e fragile e mai avrebbe rivelato alla moglie quella relazione. Lei voleva quel bambino e aveva chiesto soldi anche a me. Glieli avevo dati, ci conoscevamo da ragazzine”.

Anche nell’Agrigentino da oggi lunedì 25 novembre a domenica 1 dicembre si svolge una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della “Settimana della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. L’Azienda sanitaria di Agrigento offre alla popolazione compresa fra i 18 ed i 40 anni d’età una vasta gamma di servizi diagnostici ed informativi gratuiti e di facile accesso. In particolare, nei laboratori d’analisi degli ospedali di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Ribera, e nel poliambulatorio di Bivona, dalle ore 11:30 alle 13:30, senza ricetta medica e prenotazione, sarà eseguito lo screening ematico per la diagnosi dell’HIV, delle epatiti virali, della sifilide ed il tampone vaginale/uretrale o esame delle urine per la ricerca di clamidia e gonorrea, ed ottenere inoltre ogni tipo di informazione per prevenire le infezioni.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Questura di Agrigento aderisce alla campagna di protezione “Questo non è
amore”, e ha organizzato, in collaborazione con il Tribunale e la Procura della Repubblica di Agrigento, un evento di informazione e sensibilizzazione al piano terra del palazzo di giustizia di Agrigento. Allestito un punto informativo e distribuiti gli opuscoli “Questo non è amore”, redatti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Partecipa personale della Questura di Agrigento, specializzato nel settore, nonché componenti della locale Rete Antiviolenza “Telefono Aiuto” e rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria.

Le interviste

Agrigento si conferma, ancora una volta, una città difficile anche da servire. Non è passato infatti molto tempo dalla mia decisione di candidarmi a sindaco, che subito qualcuno, facilmente individuabile, forse preoccupato della mia candidatura e dal mio impegno, ha pensato bene di reagire nel modo più becero e pusillanime possibile, mettendo in giro immagini manipolate.

Un’azione indegna che offende contemporaneamente e in malo modo sia la mia persona che quella di tanti altri. Primo fra tutti l’on. Di Mauro, la seconda carica dell’Assemblea Regionale Siciliana.  Io non credo di meritare questa gratuita e umiliante insinuazione! Mi chiedo piuttosto come mai fino alla ufficializzazione della mia candidatura a sindaco di Agrigento ero un bravo medico e una persona perbene e subito dopo sono scattate infamanti accuse e insinuazioni.  Evidentemente questa candidatura a qualcuno poco corretto non piace e reagisce in questo modo becero: insinuando e offendendo.  Ma forse lui stesso non sa che non siamo stati solo noi due a venire offesi in questo modo vigliacco. La macchina del fango che si è appena messa in moto, infatti,  colpisce indirettamente e probabilmente anche inconsapevolmente anche gli altri parlamentari regionali e nazionali che hanno deciso di sostenere la mia candidatura. Per non parlare dei tanti rappresentanti del mondo delle professioni che hanno appoggiato direttamente la mia campagna elettorale mettendoci la faccia.

Ma tutto questo evidentemente ancora non è conosciuto dai gestori della macchina del fango che hanno come unica informazione quella dell’appoggio dell’on. Di Mauro.

Ma costoro devono sapere che la mia candidatura è autonoma e che  le loro offese telematiche sono già state oggetto di denuncia alle competenti autorità che ormai hanno tutti i mezzi per risalire all’autore che verrà INDIVIDUATO e reso noto. La scelta di rivolgersi alle istituzioni è stata condivisa da tutto il gruppo che mi sostiene in questa campagna elettorale e che, non avendo nulla da temere, vuole che la legge e la giustizia facciano la loro parte. Se il vostro scopo è quello di impaurirmi e spingermi a tirarmi indietro, allora devo deludervi. E’ proprio il contrario. Quello che avete fatto mi fa capire che c’è bisogno della mia discesa in campo. C’è bisogno di persone oneste e perbene che s’impegnino in prima  a protezione della città e degli agrigentini.

F.to Franco Miccichè ( anche a nome di tutti i suoi sostenitori)

Ieri, domenica 24 novembre, su iniziativa dei comitati di azione civile di Agrigento coordinati da Ignazio Valenza, Maurizio Saia, Massimo Muglia e Alfonso Vassallo si è tenuta la prima riunione provinciale dei comitati di azione civile di Italia Viva di Agrigento.

L’incontro molto partecipato ha visto la presenza dei coordinatori e iscritti al neo partito “Italia Viva” che fa capo a Matteo Renzi, costituiti nel territorio provinciale.

Sono intervenuti rappresentanze di Licata, Naro, Racalmuto, Canicattì, Ravanusa, Cammarata, Porto Empedocle, Realmonte, Favara, Aragona e Agrigento che si riconoscono nel progetto politico di Matteo Renzi,

La riunione, alla quale a breve seguiranno ulteriori incontri con altri comitati presenti nel territorio agrigentino, convocata con lo scopo di dare un assetto organizzativo a tutti i comitati della provincia ha avuto un esito più che soddisfacente.

I partecipanti provenienti da esperienze civili e politiche che si rifanno alla società civile, alla liberaldemocrazia e alla socialdemocrazia si sono ritrovati convinti sostenitori e aderenti al progetto politico di Italia Viva.

Nel corso dell’incontro numerosi gli interventi che hanno affrontato le questioni di tipo organizzativo e che hanno fatto emergere le diverse provenienze culturali e diverse sensibilità politiche, che hanno trovato una felice sintesi nell’idealità e nei valori portati avanti dal nuovo Partito di Matteo Renzi. Sono stati valorizzati gli elementi unificanti per il superamento delle ideologie novecentesche, verso un partito inclusivo, innovativo, moderno, ambientalista, che vede i giovani protagonisti, che sia pieno di donne attive che condividano la responsabilità della conduzione e organizzazione del partito. Superare il passato significa andare oltre gli sterili concetti di destra e sinistra, guardare avanti vuol dire lavorare per un futuro riformista e liberale.

Matteo Renzi è stato unanimemente considerato l’unico leader in grado di rappresentare questo Paese in netta antitesi ad altre formazioni razziste, estremiste e populiste.

Altri partiti politici sono guidati da leadership deboli e superate.

Italia Viva invece ha una leadership forte e determinata e uno stato maggiore di elevatissimo profilo e di forte impatto emotivo: Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Davide Faraone. Sono solo alcuni dei dirigenti nazionali che tengono alto il profilo del partito e lo proiettano verso alte mete culturali, morali e di consenso.

La riunione è stata simbolicamente conclusa dal più giovane in sala: Giorgio Bongiorno, 19 anni, già rappresentante studentesco, che ha mosso una critica radicale a tutte le formazioni politiche che non offrono ai tanti giovani che sentono di impegnarsi per il proprio Paese, una comunicazione efficace e una proposta concreta.

Italia viva sembra essere a tanti giovani – dice Giorgio – la sola avanguardia politica che può offrire idealità e concretezza per il loro futuro. Solo in Italia Viva potranno trovare una casa e una comunità nella quale si possono identificare e contribuire ad edificare l’Italia del futuro.

Ad Agrigento, nella sala riunioni della Camera di Commercio, è stato presentato il progetto cosiddetto “VirgilioLab2110”, organizzato in collaborazione con il Distretto Rotary International 2110, l’Università di Palermo e l’incubatore di imprese Consorzio Arca. Più nel dettaglio, si tratta di un progetto finalizzato al miglioramento economico e sociale, che sostiene l’auto-imprenditorialità giovanile in collaborazione con l’Università di Palermo.

Ad Agrigento non solo Viale delle Dune, Lungomare, mezzo Villaggio Mosè, e mezzo Villaggio Peruzzo: anche al Viale Emporium, in mancanza verosimilmente di manutenzione di tombini e caditoie, e a causa anche della commistione tra acque piovane e acque fognarie, bianche e nere, quando piove si otturano i tombini e le fogne straripano in strada. Al Viale Emporium è appena accaduto, e i residenti sono avviliti, costretti a convivere nella fogna tra le fogne.

In occasione della ricorrenza internazionale contro la violenza sulle donne, il Soroptimist Club di Agrigento, presieduto da Olga Milano, da oggi, lunedì 25 novembre, fino al 10 dicembre, Giorno dei Diritti dell’Uomo, aderisce e intraprende la campagna cosiddetta “Orange the world”. Tanti siti di interesse storico si coloreranno di arancione. In particolare, grazie alla collaborazione tra Soroptimist, Comune di Agrigento ed Ente Parco dei Templi, saranno illuminate di arancione le “Case troglodite” nel centro storico, “Porta di Ponte” nel centro città, “L’ulivo patriarca” ai piedi del Tempio della Concordia, e il busto del filosofo Empedocle all’interno del Liceo Classico.