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Ancora un protocollo d’intesa è stato stipulato dal Comune di Palma di Montechiaro, candidata a Capitale italiana della Cultura 2021. Stavolta, ad aderire è stato il comune di Naro che punta alla promozione del barocco. La sindaca, Maria Grazia Brandara, ha sottoscritto l’intesa con il collega palmese, Stefano Castellino per la promozione dei due territori.

“Il comune di Palma – dice il sindaco Stefano Castellino – è ormai consapevole che la Cultura rappresenta la democrazia e la libertà, che rappresenta un assist per lo sviluppo sociale ed economico. Bisogna avviare una serie di progetti incentrati sul bisogno di vivere il patrimonio culturale come bene comune e come bene accessibile di cittadinanza. E’ nostro intendimento, continuare a consolidare collaborazioni con gli altri enti locali che promuovono la valorizzazione del territorio. Noi siamo candidati al titolo di Capitale italiana della Cultura 2021 e, entro il 2 di marzo dobbiamo presentare un dossier di candidatura secondo delle linee guida. Il dossier è quasi pronto e siamo certi che dopo il 2 marzo saremo in corsa ancora”.

Nel frattempo, Palma di Montechiaro e Naro nel protocollo stipulato, si propongono di attuare forme di collaborazione per quel che riguarda la predisposizione del dossier. Le attività saranno definite mediante la stipula di specifici accordi. In particolare, il comune di Naro, si è impegnato allo sviluppo di progetti che abbiano pertinenza con l’obiettivo del comune di Palma che mira alla conquista del titolo di Capitale italiana della Cultura.

Proseguono le attività di controllo del corpo di Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e non, in prossimità dei siti maggiormente a rischio nelle aree e strade provinciali.

Il Corpo della Polizia Provinciale ha istallato, fino al 26 febbraio 2020, una telecamera mobile e due 2 cartelli informativi, sulla strada provinciale n. 1B “Fondacazzo – Borsellino” per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono dei rifiuti. Le immagini sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia.

I cartelli sono stati realizzati secondo i criteri previsti dalla legge in materia di protezione dei dati personali e sono stati collocati prima dell’inizio dell’area delle riprese e indicano la finalità delle registrazioni.

Il Libero Consorzio già lo scorso settembre si era munito di un nuovo regolamento per contrastare meglio l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio di competenza dell’Ente, attraverso l’utilizzo di sistemi di video sorveglianza e di foto-camere, nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

L’impianto di video-sorveglianza utilizzato dalla Polizia Provinciale che ha specifiche competenze in materia ambientale, ha lo scopo di prevenire, accertare e reprimere gli eventuali illeciti derivanti dall’utilizzo abusivo di aree che sono impiegate come discarica di materiale e di sostanze pericolose nonché il rispetto della normativa concernente lo smaltimento di qualunque genere di rifiuti.

“Sono fortemente perplessa sul commissariamento dell’Ati di Agrigento per l’approvazione del Piano d’ambito e questa mattina ho chiesto un incontro al presidente della Regione On. Nello Musumeci. Ricordo che il consiglio direttivo dell’Ati aveva già chiesto la sospensione del provvedimento di diffida che purtroppo non è stato accolto, si attende adesso la stessa solerzia per le altre Ati della Sicilia. Intanto, è importante capire al più presto e per questo  la Regione ha strumenti e competenze, quali sono i Comuni che potranno chiedere il riconoscimento dei requisiti ex art. 147 del D.lgs 152/2006 che consentono la gestione autonoma del servizio idrico integrato”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, a proposito della nomina, da parte del governo regionale, del commissario ad acta per l’approvazione del Piano d’ambito dell’Ati di Agrigento.

“Da quando sono stata chiamata a sostituire il sindaco di Favara nel consiglio direttivo dell’Ati – sottolinea La Rocca Ruvolo – ho lavorato incessantemente affinché non si perdesse tempo. Il primo risultato è stato raggiunto il 27 settembre quando è stata scelta e approvata la società speciale consortile. Da quel momento diverse le mie sollecitazioni al direttivo a precedere in tempi celeri. Il 27 gennaio scorso ho inviato una nota al presidente dell’assemblea territoriale in cui sollecitavo la calendarizzazione degli adempimenti dell’Ati, ovvero: l’invio ai consigli comunali, entro la prima settimana di febbraio, dello statuto della società consortile per l’approvazione definitiva; la costituzione della società consortile entro marzo 2020; l’approvazione immediata del Piano d’ambito considerato che l’Ati era stata diffidata dalla Regione Siciliana a procedervi. Mi preme sottolineare comunque che in questi mesi, al di là di pastoie e lentezze, si è lavorato in questo senso e da subito si è detto di andare avanti per non perdere i finanziamenti, per dare risposte ai cittadini e soprattutto per ridurre le tariffe, al di là del 147 che sembrava far bloccare tutto. Ci si è appellati al Tar per diverse questioni con risultati straordinari per l’Ati

Dalla richiesta risarcitoria di 70 milioni di euro da parte del gestore Girgenti Acque per la mancata consegna delle reti da parte di alcuni Comuni, alla sentenza sulla legittimità della tariffa per gli anni 2016/2019, fino alla sentenza ultima con cui il Tar Sicilia ha ritenuto incompetente la giunta regionale per l’approvazione dell’articolazione tariffaria per la fornitura dell’acqua all’ingrosso da parte di Siciliacque che aveva previsto un corrispettivo triplo rispetto alla tariffa praticata. Quest’ultimo mi pare un risultato importante che attribuisce all’Ati il compito di definire il costo dell’acqua all’ingrosso, componente rilevante che incide sul costo finale del servizio sostenuto dai cittadini. Penso che questa sentenza debba far riflettere e faccia nuovamente tornare d’attualità la questione della tariffa, perché più volte è stato detto che l’Ati e il gestore privato avevano grosse responsabilità ma altre responsabilità sono del sovrambito che applica tariffe elevate”.

“In questo momento di grande criticità, con questa sentenza del Tar si apre un’altra maglia, che è quella – aggiunge La Rocca Ruvolo – di definire come e quanto deve essere venduta l’acqua e quali sono gli spazi per poter lavorare su tariffe calmierate, perché l’obiettivo dell’Ati deve essere quello di fornire acqua ai cittadini ogni giorno, di fornirla a prezzi accessibili e far sì che questo bene prezioso e indispensabile non abbia più costi insostenibili che gravano pesantemente sui bilanci della famiglie della nostra provincia. Per me questo è prioritario con o senza commissari. La politica resta l’interlocutrice privilegiata per la soluzione dei problemi dei propri cittadini. I cittadini, votandoci, hanno riposto in noi tale aspettativa. Non sono disponibile né a giochi sotto banco, frutto di una politica che non mi appartiene, né a demandare ad altri le decisioni. La situazione che oggi abbiamo sotto gli occhi evidenzia sì la lentezza da parte dell’Ati ma non si possono sottovalutare anche i risultati raggiunti e le attività intraprese. È assodato che l’Ati di Agrigento non può rischiare di perdere finanziamenti ma ritengo questo valga per tutta la Sicilia.

Mi piacerebbe sapere cosa si intende fare in quei territori dove ancora esistono gli Ato idrici e i percorsi per non perdere i finanziamenti europei lontani anni luce dal traguardo o ancora là dove a gestire il SII , nella stessa provincia, sono svariate società. Ricordo che è di fondamentale importanza procedere all’adeguamento delle reti fognarie e dei depuratori, visto che siamo già stati pesantemente sanzionati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Ho appreso che è appena partito il commissariamento del consorzio il Voltano, anche su questo tema voglio essere chiara: i debiti del Voltano non possono essere caricati all’Ati e quindi spalmati sui Comuni che non li hanno generati”.

“In questi mesi – conclude La Rocca Ruvolo – sono stata tentata più volte dal rassegnare le dimissioni dal direttivo ma il senso di responsabilità ha prevalso sempre, la politica non può abdicare al proprio ruolo e non può lasciare che altri la sostituiscano. Questo mi ha spinto ad andare avanti e continuerò fino alla fine, perché su questa vicenda dell’acqua mi sono impegnata sin dall’inizio dei miei mandati sia di sindaco che di parlamentare e continuerò a farlo in un’ottica di equità, giustizia sociale e di economicità di un servizio che va garantito a tutti i cittadini. Quest’Isola continua a vedersi commissariata in tutto dall’ ambito idrico a quello dei rifiuti passando per le ex province, mi chiedo quali siano i vantaggi ad oggi ottenuti”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria nell’ambito del giudizio abbreviato, la pubblico ministero, Chiara Bisso, ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione a carico dell’ex assessore comunale di Naro, Francesco Lisinicchia, 50 anni. A Lisinicchia la Procura di Agrigento contesta di avere esercitato pressioni sull’imprenditore di Gela, Giuseppe Romano, titolare dell’appalto della nettezza urbana a Naro, per indurlo a stipulare un contratto di vigilanza con una società del Palermitano di cui lo stesso Lisinicchia è stato dipendente e responsabile di zona. L’ex assessore risponde di “tentata induzione indebita a dare o promettere altre utilità”.

Ad Agrigento, venerdì prossimo, 21 febbraio, al Circolo Empedocleo, nell’ambito della rassegna del Teatro da Camera, organizzata dal Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano e dallo stesso Circolo Empedocleo presieduto da Giuseppe Adamo, alle ore 18:15 sarà in scena, ad ingresso gratuito, “La signora Collins”, di Tennessee Williams, con protagonista l’attrice Maria Grazia Castellana, con Massimo Agozzino, Maurizio Bognanni, Elina Dispensa, Alfonso Marchica, Angelo Provenzano, e gli interventi musicali del sassofonista Federico Orefice.
L’intervista al direttore artistico, Mario Gaziano

Sarà una Giuria composta esclusivamente da bambini a valutare le performace dei dieci gruppi internazionali partecipanti al 20° Festival internazionale “I Bambini del mondo”, e tra loro, scegliere quello a cui assegnare il “Premio Claudio Criscenzo” in memoria del papà del festival. E’ questa la novità voluta da Giovanni Di Maida, l’altro papà del festival, e da Luca Criscenzo presidente dell’AIFA, Associazione International Folk Agrigento, che organizza la manifestazione giunta quest’anno alla ventesima edizione.

La giuria è composta da: Sofia Ilardo, presidente, Mame Cisse, vice presidente, Aurora Neri, Salvatore Albore, Giorgia Brucceri, Carlotta Faro, Gloria Spoto, Edoardo Messina e Giorgio Ilardo.

“La giuria ha già effettuato la prima riunione ed è già al lavoro per conoscere, in questo primo momento sulla “carta” i dieci gruppi internazionali che partecipano al Festival – comunica Luca Criscenzo – abbiamo fornito loro tutto il materiale per studiare i Patrimoni immateriali Unesco che ogni gruppo rappresenterà, la loro storia e le tradizioni”.

“La scelta – aggiunge Giovanni Di Maida presidente del Festival – sarà indirizzata verso quel gruppo che meglio avrà rappresentato i propri patrimoni immateriali Unesco e le proprie tradizioni, non tanto sulla base della spettacolarità o della bravura tecnica dell’esecuzione, ma quanto sulla capacità di coinvolgere e trasmettere ai bambini le proprie tradizione”.

Quest’anno sono ben 10 i gruppi internazionali che partecipano al Festival Internazionale in programma dal 28 febbraio al 4 marzo 2020, che da il via ufficialmente al 75° Mandorlo in Fiore.

Macedonia: Skopje “Ensemble Skopje”; Polonia: Lublin, “Zespol i Tanca Lublin”; Ucraina: Kiev, “Folk Ensemble Barvinochok e Veselka”; Russia: Murmansk sul Mare di Barents “Children Group Radost”; Repubblica di Adigeya (Federazione Russa – Regione Caucasica): Tahtamukai “Adigean Dances Nafil”; Costarica: Heredia, “Zumba que Zumba”; Messico: Stato di Nuveo Leon, “Compania Folklorica son Mestizo”; India: Patiala, “Rhytms International Folk Art Group”; Indonesia: Jakarta “Junior School Traditional Dance”; Taiwan – Contea di Ylan “Luna Rhythm Dance Troupe”.

Con gli ospiti internazionali i gruppi agrigentini di Gergent, Oratorio Don Guanella, I piccoli del Val d’Akragas, Fiori del mandorlo, Fabaria Folk, Herbessus di Grotte, Città di Aragona e Triscele di Aragona.

Il Premio Claudio Criscenzo 2020 sarà assegnato lunedì 2 marzo alle ore 20:30 presso il Museo di Agrigento.

L’ANDE sezione di Agrigento, promuove un’altra importante iniziativa inserita nel calendario delle attività culturali dell’anno sociale 2020, un convegno-seminario di autentico spessore dove si alterneranno, illustri professionisti della comunicazione come il Sociologo prof. Francesco Pira, Mario Barresi giornalista, inviato presso “La Sicilia” e Riccardo Lo Verso, giornalista de Il Foglio e Live Sicilia, modera Carola De Paoli, Presidente ANDE.

Verranno dibattuti i temi sulla nuova narrazione della mafia dal punto di vista della comunicazione che cambia i suoi codici rivolgendosi ad un lettore sempre più esigente ed informato soprattutto sulle nuove tecnologie di cui spesso fa uso e disuso.

Il racconto giornalistico deve fare i conti nella sua capacità di rappresentare fatti e circostanze, con le esigenze del lettore dell’era social, che spesso predilige, ad un linguaggio tecnico e dettagliato, quello più leggero del mero intrattenimento.

L’evento, accreditato presso l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, avrà luogo il giorno 20 febbraio 2020 alle ore 16.00 nei locali del Circolo Empedocleo di Agrigento, darà diritto a 3 crediti formativi .

Il convegno è aperto a chiunque voglia partecipare.

La Presidente della Commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea Regionale, Giusi Savarino, accogliendo la richiesta di audizione del deputato 5 Stelle, Matteo Mangiacavallo, ha convocato per mercoledì 26 febbraio un’audizione sulla gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento. La stessa Giusi Savarino spiega: “Raccolgo la sollecitazione del collega Mangiacavallo e le istanze dei sindaci della mia provincia. Mercoledì 26, in presenza dell’assessore Pierobon, del Prefetto di Agrigento, di una delegazione dei sindaci dell’Ati e del Commissario ad Acta appena insediato, faremo il punto della situazione. Sotto la mia Presidenza i problemi di tutti i territori sono affrontati con chiarezza e sollecitudine. Nella stessa giornata sarà ascoltato anche il Commissario straordinario, il professor Rolle, per la progettazione, l’affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul trattamento delle acque reflue urbane”.

Il Senato ha appena votato a favore dell’autorizzazione a procedere a carico di Matteo Salvini per il caso Gregoretti. Adesso dal Tribunale dei ministri di Palermo è giunta al Senato un’altra richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini “per avere – si legge nella contestazione – nella sua qualità di ministro dell’Interno pro-tempore, abusando dei suoi poteri, privato della libertà personale 107 migranti di varie nazionalità giunti in prossimità delle coste di Lampedusa nella notte tra il 14 e il 15 agosto a bordo della nave Open Arms”. E poi, ancora più nel dettaglio, tra il centinaio di pagine del capo d’imputazione si legge che “Salvini, in violazione di convenzioni internazionali e di norme interne in materia di soccorso in mare e di tutela dei diritti umani, ed abusando dei poteri allo stesso Salvini rimessi quale autorità nazionale di pubblica sicurezza, ometteva, senza giustificato motivo, di concedere un porto sicuro alla nave”. Ebbene, il leader della Lega ha depositato una memoria difensiva, e tra l’altro ha scritto: “L’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms avvenuti al di fuori di aree di sua pertinenza. Lo dimostra lo scambio di corrispondenza tra La Valletta e Madrid nei primi giorni dell’agosto 2019. E’ sicuramente lo Stato di bandiera della nave, che ha provveduto al salvataggio, che deve indicare il porto sicuro nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi Ong”.