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Comincera’ il 2 ottobre davanti alla seconda sezione monocratica del tribunale di Palermo il processo a Nunzio Giangrande, titolare dell’agenzia Servizi Postali, e Maria Rita Cangemi, titolare di una delle agenzie affiliate alla societa’. Il Gup li ha rinviati a giudizio mentre ha prosciolto il funzionario della Bnl Francesco Silliti. La vicenda e’ quella della truffa delle poste private. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono l’appropriazione indebita, l’esercizio abusivo dell’attivita’ di pagamento. Archiviate invece le posizioni di tredici titolari di agenzie. L’inchiesta nasce dai controlli effettuati su una cinquantina di agenzie di Palermo e provincia, Trapani e Agrigento, affiliate alla Servizi Postali,finite sotto la lente di ingrandimento della Finanza perche’ sospettate di esercitare attivita’ di pagamento senza l’autorizzazione della Banca di Italia. Gli accertamenti si allargano alla gestione delle agenzie e nel fascicolo finiscono le querele di oltre 1500 persone che lamentano di aver versato denaro alle affiliate per il pagamento di bollettini postali e di avere invece ricevuto dai creditori, mai saldati, solleciti. L’ammanco ammonta a circa un milione. Poste Italiane e le persone offese si sono costituite parte civile con l’assistenza degli avvocati Dario Falzone, Ida Giganti e Giuseppe Brancato.

Processo d’appello per l’omicidio dell’imprenditore ravanusano trapiantato a Desio, Paolo Vivacqua: la pubblica accusa chiede la condanna a 23 anni di Germania Biondo, ex moglie del rotamat siciliano che in primo grado era stata assolta.
Il procuratore generale Galileo Proietto chiede inoltre la conferma della pena per gli altri imputati, ossia: ciascuno per il presunto intermediario Salvino La Rocca e Diego Barba, ritenuto dalla Procura di Monza il mandante dell’omicidio insieme alla presunta amante Germania Biondo.
Paolo Vivacqua venne ucciso il 14 novembre 2011 con 7 colpi di pistola nel suo ufficio di Desio.
Il processo davanti la Corte di Assise di Appello di Milano riprenderà il prossimo 20 giugno.

Il partito della Rifondazione Comunista di Favara parteciperà alla fiaccolata contro tutte le mafie indetta per sabato 10 giugno 2017.
“Con la partecipazione alla fiaccolata di sabato intendiamo esprimere con forza la volontà di ripudiare ogni forma di mafia e criminalità organizzata.
Di fronte ai recenti fatti di cronaca che hanno colpito Favara è necessario reagire alzando la testa, affermando che non lasceremo la città in mano alle criminalità organizzate.
Un’occasione importante per ribadire, ancora una volta, che questi fatti tragici non possono bloccare la voglia di riscatto della maggioranza dei Favaresi.
Nella qualità di partito da sempre impegnato nella lotta a tutte le mafie riteniamo naturale e doverosa la nostra partecipazione  a questa iniziativa e lo facciamo nella consapevolezza che la stessa da sola non basta e che il percorso verso il riscatto di questa nostra martoriata terra è ancora lungo e tortuoso”.

I consiglieri comunali di Agrigento, Giovanni Civiltà e Pasquale Spataro, di Forza Italia, intervengono nel merito delle condizioni e delle prospettive finanziarie del Comune, e affermano: “Apprendiamo dal quotidiano ‘La Sicilia’ che il vicino Comune di Porto Empedocle ha approvato il Consuntivo 2015. E che in tale consuntivo è stato accertato un extra – deficit di ben 8 milioni e 400mila euro. E ciò al contrario, invece, di quanto dichiarato dall’amministrazione comunale dell’epoca a Porto Empedocle, presieduta dall’attuale sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, secondo cui, addirittura, nel consuntivo 2015 vi sarebbe stato un avanzo di amministrazione di parecchie centinaia di migliaia di euro. Tale circostanza non può che giustificare e accrescere le nostre preoccupazioni, già espresse alcuni giorni addietro, sulle sorti finanziarie del Comune di Agrigento, dove sono ancora attese le misure correttive imposte dalla Corte dei Conti, il consuntivo 2016 e il previsionale 2017. In relazione a quanto certificato adesso ufficialmente a Porto Empedocle, non vorremmo ritrovarci anche ad Agrigento alle prese con il classico “Nerone che suona la lira mentre Roma brucia”. La storia è maestra di vita, e dagli insegnamenti della storia bisogna trarre strumenti per evitare il ripetersi degli errori. Dunque, chiediamo che della questione finanziaria al Comune di Agrigento sia investito il Consiglio comunale, e che nel civico consesso, presente l’amministrazione, si definisca in modo chiaro e netto l’attuale assetto contabile del Comune di Agrigento” – concludono Spataro e Civiltà.


Ritrovato il corpo carbonizzato di un giovane nelle campagne tra Rosolini e Modica.
In tarda serata è stato rinvenuto il cadavere carbonizzato di un giovane, la cui identità risulta sconosciuta, in un apprezzamento di terreno situato al confine tra Rosolini ed Ispica. La macabra scoperta è toccata ad un pastore che è stato sottoposto ad interrogatorio dagli inquirenti.
La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per l’identificazione del corpo e per accertare le cause che ne hanno determinato il decesso. Da una prima verifica, sembra escludersi la pista dell’omicidio poiché il corpo non mostrerebbe segni di violenza ma dovranno attendersi i risultati dell’autopsia del medico legale. Nel frattempo, gli investigatori stanno analizzando tutte le segnalazioni di persone scomparse delle ultime 48 ore tra Siracusa e Ragusa.

Ha perso la “p” ma almeno continuerà la sua attività. E’ il CUA (ex CUPA), ovvero Consorzio Universitario Agrigentino che avrà maggiori facoltà e corsi specialistici e continuerà la propria azione formativa a vantaggio degli studenti del territorio. Ad annunciarlo il presidente del Consorzio, Gaetano Armao, che con il Consiglio d’Amministrazione ha tracciato le linee future. Il CUA manterrà la propria autonomia gestionale dopo che i pericolo di una chiusura o dell’accorpamento con la sede di Palermo è stato scongiurato.

pupi siciliani, EC ph


Sonia Murocastillo, storica dell’arte e grande appassionata di disegno, vive e lavora ad Agrigento dove gestisce un negozio di souvenir in piazza Purgatorio da 17 anni. Da sempre alla ricerca di oggetti e souvenir “unici” in linea con la tradizione, ha di recente ideato delle esclusive t shirt “cult” con la capra girgentana e con alla zampa la Trinacria.

capre giurgintane, per uomo e per donna da Souvenir di Sonia


Sonia Murocastillo, donna generosa e di esperienza, ha fiuto per le tendenze: è stata una tra le prime, nel centro storico di Agrigento ad aprire un B&B.

Il sindaco Lillo Firetto è stato, qualche giorno fa, nel negozio di Sonia in piazza Purgatorio, è rimasto colpito della produzione della donna artista, che gli ha confessato di “amare veramente la nostra città!”.

Celeste, all’anagrafe Celeste Caramanna, e’ una cantante siciliana nata a Canicatti’, classe1997. La sua passione per la musica si manifesta fin dalla piu’ tenera eta’: a sei anni impara a suonare il flauto traverso, frequenta una scuola di musica e fa parte di un coro. All’eta’ di dodici anni comincia a studiare canto e pianoforte. Nel 2011 partecipa al programma televisivo “Io Canto”, dove ha modo di esibirsi con molti nomi importanti della musica pop italiana, come Claudio Baglioni e Toto Cutugno. Successivamente l’artista si e’ impegnata nella ricerca di un proprio stile musicale, alla maturazione del proprio talento. Il 10 Giugno del 2016 e’ uscito il suo primo singolo “Once a day”, che ha suonato in diverse radio e ha raggiunto quasi novanta mila visualizzazioni su YouTube. Durante l’estate, l’artista si e’ concentrata anche sugli studi universitari, seguendo il corso di Mediazione Linguistica e interculturale, sede Ragusa Ibla dell’Universita’ degli Studi di Catania, approfondendo le lingue angloamericane e il portoghese. Inoltre, Celeste ha continuato a dedicarsi alla realizzazione del suo primo album, dal titolo “+18″, che sara’ disponibile dal prossimo16 Giugno.

Il Pm Nino Di Matteo lascera’ Palermo la settimana prossima: dovra’ infatti insediarsi a Roma, nel suo nuovo incarico alla Direzione nazionale antimafia, entro un mese dal 15 maggio, data da cui decorre il termine per la “presa di possesso”. La decisione del ministero della Giustizia, che ha revocato il “posticipato possesso” per il magistrato titolare dell’accusa nel processo sulla trattativa Stato-Mafia, avra’ dunque effetti immediati. Da via Arenula hanno svolto un approfondimento a seguito di una lettera con cui lo stesso Di Matteo aveva chiesto di rivedere la decisione del guardasigilli. Sentito anche il procuratore generale, Roberto Scarpinato, l’impostazione e’ radicalmente cambiata. A chiedere il posticipato possesso (che avrebbe fatto si’ che il pm si trasferisse a Roma in novembre) era stato il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi. Sull’applicazione al processo Stato-Mafia, non esclusa dal ministero, dovranno decidere il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, e lo stesso Lo Voi.


Ultimi fuochi d’artificio per la campagna elettorale a Casteltermini. Quando manca pochissimo al voto, gli schieramenti hanno dato vita a diverse strategie. Intramontabile è la ricerca del voto porta a porta e tiene duro anche la dinamica, provinciale, ma fino solo a un certo punto, del voto “parentale”, del “ti ricordi di”, e del “mi candido io, ma in realtà mi porta tizio”. Come è d’uso nei piccoli centri, a Casteltermini è caccia all’ultimo voto, con ricerca, casa per casa, anche dei nonnini (più o meno abili) da portare al seggio.
Per la poltrona più prestigiosa corrono in tre. Gioacchino Nicastro, imprenditore quarantacinquenne, capofila della lista Costruiamo insieme il nostro futuro. Con lui dodici candidati. Secondo la vox populi, la lista di Nicastro è quella “borghese”. Vi sono due avvocatesse, il medico, la dottoressa in economia, il sindacalista e via discorrendo. Borghesi, così li definiscono, forse per via di quell’essersi concessi, pubblicamente, solo in apertura ed in chiusura di campagna elettorale, senza comizi e incontri di mezzo. Eccezione fatta per i due confronti con i candidati a sindaco. Uno, quello organizzato dalla locale Azione Cattolica, tutto sommato manieroso e sulla linea del “cattolical correct” (la sola nota di entusiasmo si è toccata con le domande di don Carmelo Petrone, direttore de L’amico del popolo). L’altro, dettato dai tempi televisivi, e trasmesso in streaming da Magaze. It.
Dicevamo di Nicastro&co. Il candidato principale è noto alla vita politica locale da sempre. È stato presidente del Consiglio ai tempi del sindaco Caltagirone, per poi bissare nella sindacatura uscente di Sapia. Nicastro fa un gioco di “entra ed esci” quando parla della continuità con l’amministrazione in carica. Ne fa parte e non può rinnegarla, tuttavia si smarca in maniera “berlusconiana”, promettendo di risolvere i problemi della comunità entro cento giorni dall’insediamento. Nella vita fa l’imprenditore. È leader maximum della nota Rsa Salvatore Nicastro ed è anche in quota in un noto panificio/pasticceria di Casteltermini. È forse l’imprenditore più in attivo del territorio. Il programma elettorale, strutturato in maniera tecnica e con linguaggio forbito, punta tanto sulla miniera Cozzo Disi, pensandola come un volano dell’economia sul modello dei core business continentali. L’interessamento del mondo accademico farebbe il resto. Il vice sindaco designato, l’avvocato Maria Pia Greco, ha parlato di voler portare a Casteltermini un alito di propositi metropolitani, sul modello di alcune iniziative sociali ed economiche palermitane. Con Nicastro si schiera una parte del locale Mpa (la restante sta con il candidato Ripepe), Sicilia Futura (di cui, a livello locale, sono esponenti il sindaco uscente Sapia e il dottore Gaetano Mancuso), e quel che resta del locale Pd.
I pentastellati, con al comando l’avvocato Filippo Pellitteri hanno scelto la linea popolare. Sono stati i primi a presentarsi alla comunità, con un comizio alla stessa altezza dell’uditorio. Non c’era il palco ed a sostegno dei candidati c’era il tris di alfieri: Cancelleri, Corrao e Mangiacavallo. Come è d’uso nello spirito grillino, a sostenere Pellitteri è anche arrivato un big: Luigi Di Maio, che ha regalato al paese una delle poche note di petto della campagna. Pellitteri e i suoi dodici sostenitors hanno fatto anche diversi incontri di quartiere, mescolandosi con la gente comune, chiamata a raccolta nei rioni del paese. Nel loro programma si ripropongono alcuni cardini del M5S: l’avvocatura civica, la farmacia di quartiere a sostegno dei bisognosi, il baratto amministrativo. Non mancano i progetti sulla miniera Cozzo Disi (i candidati vogliono dare spazio anche all’iniziativa privata), sull’albergo diffuso e sulla rivalorizzazione di diversi immobili imponenti e cadenti presenti nel territorio (ex pastificio, ospedaletto). Nel team molti giovani, ci sono gli insegnanti, il prof musicista, l’architetto, i liberi professionisti. Pellitteri, sempre secondo la vox populi, è un “grillino atipico”. Viene da una tradizione familiare di attivisti Dc (il nonno è stato due volte sindaco del paese sotto i colori democristiani). Lui, avvocato trentanovenne, specializzato in diritto internazionale, sostiene di voler prendere dalla tradizione familiare l’esempio di onestà e di servizio della comunità.
Arturo Ripepe, cinquantacinquenne, impiegato e di fatto manager delle cooperative presenti a Casteltermini, è il candidato “scissionista” della lista Per Casteltermini. Alle scorse amministrative era vicino alla linea politica di Nicastro&co, oggi si distanzia in nome di una ventata di nuovo per il paese. A chi gli dice che il suo non è propriamente un nome nuovo, risponde che è importante voler fare “del nuovo”. È attivista in Mpa e schiera in campo dodici candidati che mischiano tradizione a novità. Ci sono sì i giovani (alcuni, non tutti, figli e parenti d’arte), ma c’è anche lo zoccolo duro, su tutti Enzo Faraone, volto onnipresente della politica locale da oltre un decennio. Con Ripepe una quota di Mpa, Articolo 1 e una parte di ex cuffariani. In lista c’è il dottore in legge, l’insegnante, il dottore in economia e finanza, la casalinga, il commerciante. Ripepe ed i suoi hanno dato vita al comizio più piccante della kermesse elettorale. Sul palco due veterani della politica locale, il già sindaco Antonio Caltagirone e Mario Mallia. Entrambi hanno sfogato livori e malumori verso l’amministrazione uscente, con enfasi e mimica degne di clic e clic su youtube. Nel programma di Ripepe la miniera Cozzo Disi e l’acquisto della potenzialmente sontuosa, ma attualmente cadente, Villa Maria. Lì, secondo Ripepe, si potrebbe implementare uno spin off della facoltà di Agraria, considerando la ricchezza della flora presente nel parco. Museo delle arti bianche e apertura di una casa di cura comunale, altri punti del programma.
Mai come in queste consultazioni è difficile tastare il polso dell’elettorato. Il comune, che versa in stato di dissesto, vive una condizione di crisi in lungo e in largo. La gente comune non lascia trapelare molto sulle preferenze di voto. La scissione dello zoccolo duro moderato potrebbe avvantaggiare un voto di protesta. C’è chi pensa invece che la tradizione avrà la meglio.