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La Procura di Siracusa ha disposto il fermo anche della madre 23enne del bambino di 21 mesi morto ieri nell’ospedale di Modica, nel Ragusano, e che presentava lesioni sul corpo. Ieri sera era stato fermato dalla polizia il convivente della donna, un 32enne che non è il padre del piccolo. Nei loro confronti la Procura ipotizza i reati di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia. I due sono stati condotti in carcere da agenti del commissariato di polizia di Modica che stanno indagando.

Sarà la motonave “Lampedusa” a prendere da stasera il posto – per coprire la tratta Porto Empedocle-Lampedusa – del traghetto “Sansovino” che, ieri, ha perso il portellone centrale davanti al porto di Linosa. Il “Lampedusa” si sta spostando da Trapani a Porto Empedocle dove, nelle prossime ore, partirà alla volta di Linosa prima e Lampedusa dopo. Il traghetto “Sansovino” è, intanto, rimasto in rada di Linosa, in attesa che venga recuperato il portellone. Le autovetture che erano state imbarcate, così come naturalmente i passeggeri, sono stati sbarcati al molo di Linosa e poi, appunto, caricati sul secondo traghetto di linea: il “Cossyra”.

Rimangono a bordo del “Sansovino” quattro camion.

Il consigliere comunale di Porto Empedocle di Fratelli d’Italia, Michelangelo Bruno Gallo, ha presentato, in data odierna, un’interrogazione relativa all’arrivo nelle casse del Comune empedoclino, dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, della somma di 500.000 euro.

Lo stesso Michelangelo Bruno Gallo dichiara: “Avendo appurato l’arrivo nelle casse del Comune di Porto Empedocle della somma di 500.000 euro, erogata dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali a titolo di ristoro economico per i negativi effetti socio-economici conseguenti alla pandemia di covid 19 e ai continui incontrollati sbarchi di migranti che hanno danneggiato inevitabilmente il settore turistico e l’immagine della città (su questo ultimo punto la posizione di Fratelli d’Italia è nota ovvero che l’unica soluzione utile per  fermare gli sbarchi è il blocco navale), ho presentato un’interrogazione con cui chiedo all’Amministrazione comunale come intende utilizzare  tale somma, se su di essa vi siano o meno vincoli di finalità d’uso, se la predetta Amministrazione intende coinvolgere nella gestione delle somma il consiglio comunale e, soprattutto, se si voglia valutare la fattibilità della mia proposta, ovvero di destinare l’importo in questione, in tutto o in parte, alle attività commerciali e turistiche cittadine ed a tutte quelle categorie di lavoratori che hanno subito danni economici in questi ultimi problematici mesi”.

Nella mattinata odierna, il Sindaco Giuseppe Galanti, al Palazzo di Città ha ricevuto la vista del neo Commissario Straordinario dell’Asp di Agrigento,  Mario Zappia, per l’occasione accompagnato da  Direttore del Dipartimento di Chirurgia del Distretto Ospedaliero Ag1, Rosario Lupo.

Nel corso del cordiale incontro, spiega il Sindaco dopo avere ringraziato i graditi ospiti per la visita, si è parlato del sistema sanitario a Licata, con particolare riferimento alle problematiche registrate all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di contrada Cannavecchia.

Tutti argomenti per i quali il neo Commissario dell’Asp, Zappia, ha mostrato interesse ed assicurato il proprio impegno ad un accurato esame delle singole situazioni al fine di individuare gli interventi da porre in essere.

L’Aragona di Luigi Pirandello verrà riscoperta domenica 30 agosto, grazie all’evento organizzato dalla ProLoco con la collaborazione della rete dei Monti Sicani, nell’ambito della manifestazione “Domenica nei borghi sicani. Guide turistiche accompagneranno i visitatori nei luoghi delle novelle di Pirandello: Da “Ciaula scopre la luna” a “La cassa riposta” molti racconti del premio Nobel sono stati ambientati tra i vicoli e i luoghi di Aragona, cittadina dove la famiglia Pirandello era attiva con la miniera “Taccia Caci”, la stessa cava mineraria la cui frana causò la crisi economica dello scrittore, portandolo a intensificare la sua opera letteraria e la sua collaborazione con i giornali. Questi luoghi verranno raccontati dalle guide turistiche qualificate, che narreranno le storie ambientate nel centro storico aragonese e gli aneddoti della famiglia Pirandello. L’evento comprenderà anche la visita al Palazzo Principe, dimora della famiglia Naselli che vanta gli affreschi del Borremans e il Mudia, il museo diocesano che ha al proprio interno un frammento della Sacra Sindone. L’appuntamento è per le 17:30, domenica 30 agosto.

“Gestione pubblica dell’acqua, in consiglio comunale non arriva la proposta di delibera con i pareri dei dirigenti. In compenso arriva il commissariamento dell’ATI ma la colpa è dei Comuni, di chi ha temporeggiato e di chi non approva.

Ne abbiamo parlato con i capigruppo a maggio ma ancora non è all’ordine del giorno del consiglio comunale, oberato da debiti fuori bilancio. Le proposte di delibera su TARI e cimitero da me protocollate, ormai anni fa, restano sempre in fondo: arriveranno mai a
votazione?

I Consigli comunali sono disertati dalla maggioranza dei consiglieri, si è perso il conto delle sedute finite prima di cominciare per mancanza di numero legale. Chi è che comanda sui dirigenti che dovrebbero redigere proposta nei modi dovuti e dare i pareri? Domanda retorica. A chi appartiene, dunque, la volontà di non creare la società speciale consortile? Chi dovrebbe essere “commissariato” per avere l’acqua pubblica?”

Lo scrive in una nota il consigliere comunale 5Stelle Marcella Carlisi.

Al secondo tentativo il titolare dello stabilimento balneare di San Leone ad Agrigento a cui la Guardia di Finanza sequestrò diciotto ombrelloni e tredici lettini sdraio torna in possesso di tale materiale. Lo ha deciso il Gip del Tribunale, accogliendo l’ulteriore istanza avanzata dall’avvocato del titolare di una struttura ricettiva,  Emilio Dejoma, con l’avallo della pubblico ministero Elenia Manno. Si sarebbero in sostanza esaurite le esigenze tali da chiedere il sequestro degli ombrelloni e delle sedie sdraio. Il provvedimento di dissequestro è stato notificato ieri al titolare del locale di San Leone.

Avrebbe dovuto stare, per effetto dell’ordinanza sindacale firmata venerdì 14 agosto, “in isolamento: permanenza domiciliare per quarantena con sorveglianza attiva”.

Da casa non sarebbe dovuto, dunque, uscire almeno “fino a quando non fossero stati eseguiti – da parte dell’Asp di Agrigento – gli accertamenti di rito, ossia il tampone rino-faringeo, e fino a quando non fossero arrivati gli esiti”.

Invece è stato trovato per strada, fuori casa dunque, e per questo è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’ipotesi di reato avanzata, dai carabinieri, è inottemperanza al provvedimento d’autorità. A finire nei guai, con a carico una denuncia penale appunto, è stato l’uomo che era stato considerato “a stretto contatto con caso Covid-19 in quanto si è trovato – è stato scritto nell’ordinanza firmata dal sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, – in ambiente chiuso, alla guida del mezzo che trasportava sei persone provenienti da Malta, tre dei quali sono risultate positive al virus, nel percorso dall’aeroporto di Catania ai Comuni di Agrigento e Porto Empedocle”.   L’uomo è stato sottoposto a tampone rino-faringeo soltanto nelle ultime ore. Non resta da fare altro che attendere, sempre in isolamento domiciliare, l’esito del test. La sua posizione continua, intanto, ad essere al vaglio dei militari dell’Arma di Realmonte e della Procura di Agrigento.

E’ per coltivazione illecita di marijuana che un quarantenne licatese è stato arrestato, in flagranza di reato, dai poliziotti del commissariato cittadino. L’ipotesi di reato contestata è stata coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Oltre 13 i chili di “roba” che sono stati posti sotto sequestro. L’indagato – su disposizione del sostituto procuratore di turno, titolare del fascicolo d’inchiesta che è stato subito aperto, – è stato posto, in attesa dell’udienza di convalida, agli arresti domiciliari. I poliziotti del commissariato di Licata hanno effettuato un controllo mirato su un fondo agricolo, nelle campagne di Licata, che era destinato alla produzione di marijuana industriale. In realtà, stando all’accusa appunto, è stata trovata una coltivazione illecita di marijuana. Nella realtà di Licata, ma anche di tutto il circondario, periodicamente, vengono scoperte – tanto dalla polizia di Stato quanto dai carabinieri – coltivazioni illegali.

Come era prevedibile il ministero dell’Interno accelera i tempi per il trasferimento di migranti a bordo della nuova nave Aurelia per il fatto che gli sbarchi negli ultimi giorni sono stati incessanti.

Il tutto anche per diminuire la presenza dei migranti all’interno dell’Hotspot, da sempre al collasso. Rimane alta l’attenzione per le condizioni dell’ordine e della sicurezza pubblica sull’isola, essendo state impartite disposizioni finalizzate al rafforzamento dei servizi di vigilanza all’Hotspot, interessato dal fenomeno degli allontanamenti di alcuni migranti,  restii ad osservare il regime della quarantena sanitaria.