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Si terrà oggi, l’udienza di convalida dell’arresto  di  Giuseppe Volpe, 19 anni, accusato di essere l’assassino dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso in contrada Mollica Faia, a Licata, lo scorso venerdì, a colpi di pistola. Rìcostruita integralmente la vicenda e la dinamica di quanto accaduto nei pressi della rotonda per Mollarella.
Giuseppe Volpe, 19 anni figlio di Domenica, sorella della vittima, ha confessato ed ha fatto ritrovare la pistola calibro 9×21 che era stata gettata in un canalone di acque reflue ad una trentina di metri di distanza dal luogo del delitto. L’arma era detenuta legalmente grazie ad un permesso speciale per l’utilizzo a fini sportivi.
Tutto, come ha raccontato il giovane ai poliziotti ed al pubblico ministero Carlo Cinque, sarebbe avvenuto ieri pomeriggio quando Volpe e la madre, Domenica Marzullo si sono recati a trovare Giacinto Marzullo per un chiarimento nel suo appezzamento di terreno. Sembra che il giovane abbia detto testualmente: “Io e mia madre siamo andati per chiarire. Mi sono portato la pistola appresso. Poi quando mio zio mi ha messo le mani addosso ho preso la Beretta e ho sparato”. La frase è riportata dal quotidiano La Sicilia in un articolo di questa mattina. Oggi la decisione del Gup sulla convalida del fermo.

Ancora irrisolti i nodi, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, a 75 giorni dal voto per le Regionali in Sicilia del 5 novembre. Al momento sono 13 i candidati Presidente papabili in corsa, compreso il governatore uscente, Rosario Crocetta. Il centrosinistra è indeciso sui due rettori, l’attuale dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, e l’ex Roberto Lagalla. I centristi di D’Alia, Alfano e Casini hanno indicato una quaterna di nomi: lo stesso Giampiero D’Alia e poi Giovanni La Via, Giovanni Ardizzone e Dore Misuraca. Rosario Crocetta invoca ancora le Primarie per la scelta del candidato. Il centrodestra è diviso tra Gaetano Armao, prediletto da Berlusconi e da Gianfranco Miccichè, e Nello Musumeci, candidato da Fratelli d’Italia e Lega Noi con Salvini. Forza Italia sarebbe pronta anche a competere in autonomia, come conferma il coordinatore regionale, Gianfranco Miccichè, che afferma: “Ci sono le condizioni per andare da soli, e come nel ’94 potremmo ripetere la stessa esperienza”. E il senatore di Forza Italia, Antonio D’Alì, condivide e rilancia: “In Sicilia Forza Italia ha ottimi candidati sui quali il coordinatore Miccichè ha tentato un lavoro di dialogo e di compattamento sino alla fine. Non si tratta di ingoiare rospi, ma di dare un governo di qualità alla Sicilia. La serietà della proposta e dell’intento del presidente Berlusconi dovrebbe piuttosto far riflettere l’intero centrodestra. Forse qualcuno è stato troppo abituato alla disponibilità di Forza Italia, ma esiste un limite a tutto. Bene fanno Berlusconi e Miccichè a lanciare la competente presidenza dell’avvocato Armao, in grado di rappresentare tutti i siciliani, senza estremismi e prepotenze”.


Negli ultimi dodici mesi, la D.I.A. ha concluso 32 operazioni di polizia giudiziaria, con il sequestro penale di beni per un valore di oltre 210 milioni di euro e la confisca di patrimoni per 6 milioni. Centocinquantadue i soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi della liberta’ personale, di cui 47 ‘ndranghetisti, 33 camorristi, 24 riconducibili alla criminalita’ organizzata pugliese, 23 appartenenti a Cosa nostra e 25 collegati ad organizzazioni di altra matrice mafiosa. Da queste indagini e dalle analisi condotte dalla D.I.A. nell’ambito della “Relazione Semestrale” recentemente pubblicata, emerge poi un dato significativo: le “giovani leve” di Cosa nostra, della ‘ndrangheta, della camorra e della criminalita’ organizzata pugliese tendono ad affiancarsi, se non addirittura a sostituirsi, alla generazione criminale precedente, investendo capitali verso aree d’impresa innovative e ad alto contenuto tecnologico; settori sino ad oggi apparentemente esclusi dalla sfera d’interesse delle mafie. “Questi dati – sottolinea la Dia in una nota – evidenziano l’incisiva azione giudiziaria condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia attraverso le ‘indagini collegate’, ossia tutte quelle investigazioni che si prefiggono obiettivi complessi e che, come tali, richiedono una preventiva condivisione delle informazioni a vantaggio dell’azione inquirente della Magistratura

Il palo della Sicula Leonzio di Marano al 3

Akragas -Sicula Leonzio 1 a 3, gol di Tavares al 13;Longo al 22′ del secondo tempo su calcio di rigore;

Il gol del 2 a 1 di Camilleri

Camilleri al 76′; Arcidiacono all’86.

Il gol su rigore di Longo

Primo tempo con gli ospiti, allenati dal non dimenticato Pino Rigoli, più attivi che già al 3 hanno colpito un palo con Marano.

Sicula Leonzio in vantaggio con gol di Tavares

Non è stata una buona Akragas quella vista oggi all’Esseneto, pur giocando in trasferta, contro la Sicula Leonzio di Pino Rigoli che ha ottenuto un successo dell’ex più che meritato. Molte le attenuanti per gli agrigentini: condizione ancora non al meglio, preparazione da definire al meglio e squadra ancora da rafforzare.
Dalla sconfitta di oggi si possono trarre tanti insegnamenti.

Si è svolta ieri la consueta processione, per le vie della città, delle reliquie di Sant’Angelo martire carmelitano, il patrono di Licata, tanto amato dalla gente. E proprio la gente, ha affollato le strade e i vicoli del paese assistendo alle manifestazioni in programma tra sabato e domenica. Ieri mattina grande spettacolo di muli parati che hanno attraversato la città con le loro bardature caratteristiche. Poi l’uscita dell’urna dal Santuario con una piazza gremita di folla e alla fine i tradizionali fuochi d’artificio che hanno concluso le festività di ieri. Oggi è la giornata del Ringraziamento con i consueti appuntamenti religiosi. La principale festa In Onore Di S. Angelo Martire a Licata si è svolta il 5 maggio. Nei giorni intorno alla festa si è tenuta una fiera molto nota con tantissimi espositori. Tra sabato e ieri, invece, la parte “agostana” delle celebrazioni religiose in onore del Santo.

Suppa paventata paertura di un centro di accoglienza per minori in via Giovanni XXIII, ad Agrigenot, interviene, con una nota inviata agli organi di stampa, il Comitato Cittadino della via suddetta che scrive: “Alla luce della recente e repentina apertura del centro di Porto Empedocle – avvenuta a quanto pare all’insaputa di tutti – si chiede che il Sindaco, il Prefetto e l’Assessore al ramo, Dott. Gerlando Riolo, diano notizie ufficiali su eventuali richieste di nullaosta pervenute da uffici regionali, relativamente all’apertura di nuove strutture che insisterebbero ancora sul nostro territorio.
Nella giornata di oggi gli abitanti dei palazzi limitrofi alla struttura hanno appurato la presenza di una impresa di pulizie al suo interno. Non tollereremo di essere presi in giro dalla nostra amministrazione”.

Paura ieri sera a Sciacca. Un incendio ha interessato un appartamento di un edificio di via Puglia. Sul posto sono giunti i vigili del uoco del distaccamento della città termale che hanno domato il rogo. Fortunatamente nessuna conseguenza per le persone dato che l’appartamento in quel momento era disabitato. Le fiamme si sarebbero propagate a seguito di una fuga di gas. Tempestivo l’intervento dei vigili giunti sul posto dopo una segnalazione dei vicini.

Avrebbe esploso contro lo zio (il fratello della madre) 14 colpi della sua pistola calibro 9, regolarmente detenuta.
Il particolare, rilanciato dall’agenzia Ansa dopo le anticipazioni di Grandangolo di ieri, emerge dalle indagini sull’omicidio due giorni fa dell’agricoltore Giacinto Marzullo, 52 anni, a Licata. Un paio di colpi sono stati ritrovati sul selciato, e sequestrati, inesplosi. Appare verosimile, pertanto, che la pistola, impugnata da Giuseppe Volpe, 19 anni, nipote della vittima, ad un certo punto, si sia anche inceppata. Ma il giovane avrebbe – secondo l’accusa – continuato a fare fuoco, inseguendo lo zio, che cercava di scappare, lungo una stradina di campagna.
Giuseppe Volpe e la madre erano andati, venerdi’ pomeriggio, a Mollarella a Licata (Ag) per un incontro chiarificatore con Marzullo. Fra fratello e sorella – secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini di polizia e carabinieri – non vi sarebbero, pero’, stati buoni rapporti.
La vittima avrebbe accusato la sorella di essersi appropriata dei soldi dell’anziano padre ed anche di quelli della zia alla quale avrebbe fatto da badante. Dopo l’ennesima, violenta, discussione, l’omicidio. Dopo ore ed ore di audizioni, fatte da polizia e carabinieri fra parenti ed amici della vittima, un testimone – messo alle strette dalle contrapposizioni con altri racconti gia’ acquisiti – e’ crollato ed ha raccontato tutto.
La polizia ed i carabinieri della compagnia di Licata – su disposizione del sostituto procuratore Carlo Cinque, titolare del fascicolo di inchiesta – hanno, dunque, fermato Giuseppe Volpe, 19 anni. Il provvedimento di fermo e’ stato eseguito direttamente al carcere Petrusa di AGRIGENTO dove il giovane si trovava dall’alba. E questo perche’ era stato gia’ arrestato, in flagranza di reato, in quanto trovato in possesso, durante una perquisizione, di una cinquantina di piantine di marijuana. Poi, essendo stati acquisiti a suo carico gravi indizi di colpevolezza per l’omicidio dell’agricoltore, e’ stato sottoposto anche a fermo.

Una donna incinta e il suo compagno sono morti in un incidente stradale avvenuto a Ramacca, nel Catanese. Due le auto che si sono scontrate. Altre cinque persone sono rimaste ferite. Sul posto per i rilievi i carabinieri della Compagnia di Palagonia, coordinati dalla Procura di Caltagirone.
Lo scontro frontale, dovuto forse al fatto che una delle due auto ha invaso la corsia opposta, avvenuto alle 2.30 lungo la strada statale 417, la Catania-Gela all’altezza del km 44,5 in territorio di Ramacca.
Ad avere la peggio sono stati due ragazzi ventenni: Vincenzo Grosso e Maria Teresa di Caudo, che erano sui sedili posteriori di una Nissan Micra. La ragazza era già madre di un bimbo. Feriti in maniera grave altri tre giovani che si trovavano sulla stessa Micra. Tutti e cinque di Grammichele.
L’altra auto coinvolta nell’impatto è una Mercedes guidata da un extracomunitario di origine marocchina che era in compagnia di un connazionale: tutti e due sono ora ricoverati in ospedale a Caltagirone.
La Procura di Caltagirone ha aperto un’inchiesta.

“Oggi abbiamo incontrato l’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano, un sindaco che e’ finito da diverso tempo sotto scorta per aver fatto il suo dovere: ha fatto rispettare la legge in materia di abusivismo edilizio. Purtroppo qualche giorno fa e’ stato sfiduciato dal suo consiglio comunale. Abbiamo parlato con lui dei temi della nostra terra e del futuro di questa Regione. La Sicilia potra’ cambiare solo se uomini e donne di buona volonta’, come Angelo, avranno il coraggio di cambiare”. Cosi’, in un post su Facebook, il candidato del M5S alla presidenza della Regione Siciliana Giancarlo Cancelleri. All’incontro con Cambiano era presente anche il vicepresidente pentastellato della Camera, Luigi Di Maio.