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Sono complessivamente 36, tra cui 11 donne due delle quali in stato di gravidanza, i migranti approdati direttamente nel porto di Lampedusa. Da tre settimane nell’isola non vi sono stati sbarchi. Gli extracomunitari sono stati trasferiti nell’hotspot dell’isola dove saranno sottoposti a quarantena così come gli ultimi migranti giunti a Lampedusa il 14 marzo scorso. Nel frattempo la nave della Ong Alan Kurdi avrebbe intercettato altri due barconi 30 migliaia a nord di Zuwara, in area Sar libica, con a bordo circa 150 profughi.

 

Il Cartello Sociale, appresa la notizia del trasferimento ad altra sede del dott. Dario Caputo, saluta  con rammarico e nello stesso tempo con  ammirazione e grande stima una guida sicura, un abile tessitore delle relazioni sociali, il servitore dello Stato, l’autorità massima dello Stato in Provincia che ha operato sempre con un profilo di grande umanità e di vicinanza alle fasce più deboli della popolazione. In questi due anni e mezzo si è speso senza risparmiare energie a favore di un territorio che presenta caratteristiche molto complesse sotto diversi aspetti.

Su diversi fronti si è distinto per le sue capacità di coordinare le forze dell’ordine con risultati notevoli nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, sul terreno delle diverse forme di illegalità, sulla gestione del fenomeno immigratorio, sulle questioni relative allo sviluppo economico e in un quotidiano impegno al fianco delle municipalità della provincia.

In questo momento, che è anche di tristezza per noi, non si può sottacere il ruolo che il prefetto Caputo ha avuto nel fare crescere una coscienza sociale che ha consentito il raggiungimento di importanti risultati a favore del territorio e dei suoi abitanti. Nell’ augurare buon lavoro nella sede di Varese, il Cartello Sociale si dice certo che anche in quella realtà il dott. Caputo darà prova della sua competenza, della sua capacità di servire al meglio lo Stato e di farsi apprezzare dalle istituzioni locali e da tutta la popolazione.

Aumentano i casi di Covid 19 a Porto Empedocle.

A comunicarlo è stato il sindaco della cittadina marinara Ida Carmina. Nel corso del suo intervento ha parlato di nuovi tre casi a Porto Empedocle. Si tratta di uno stesso nucleo familiare del quale uno dei componenti era tornato recentemente dall’estero.

Lo stesso sindaco ha precisato che tutti, dopo il rientro del congiunto, si erano messi in autoquarantena; poi, purtroppo, il contagio.

C’è una quarta persona, attualmente ricoverata a Caltanissetta, che mostra tutti i sintomi del coronavirus ma è in attesa del risultato del tampone.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 106 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 92 (22, 4, 8);

Catania, 540 (159, 25, 49);

Enna, 271 (168, 1, 15);

Messina, 320 (139, 17, 25);

Palermo, 260 (74, 29, 12);

Ragusa, 47 (7, 4, 3);

iracusa, 79 (44, 25, 7);

Trapani, 100 (24, 1, 3).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 23.464 (+1.560 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.046 (+52), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.815 persone (+41), 108 sono guarite (+4) e 123 decedute (+7).

Degli attuali 1.815 positivi, 637 pazienti (+5) sono ricoverati – di cui 74 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.178 (+36) sono in isolamento domiciliare.

“Un immediato e adeguato intervento di pulizia e sanificazione dei mezzi e delle strutture, assieme alla fornitura al personale, chiamato ad operare, di adeguati dispositivi di sicurezza”.  Ferma presa di posizione della Fp Cgil Sicilia rispetto alla decisione assunta dalla Regione di utilizzare il personale del Corpo Forestale per la sanificazione dei centri abitati dell’Isola. “Non è tollerabile quanto sta avvenendo, cioè che il personale viene mandato in campo con direttive frutto dell’estro di qualche commissario o, ancora peggio, di qualche dirigente senza qualifiche di agente di pubblica sicurezza e senza il coordinamento imprescindibile delle Prefetture”:

Ad affermarlo,  in una nota indirizzata al presidente Nello Musumeci, all’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, e al dirigente generale del Comando, Filippo Principato, sono il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, il Coordinatore regionale del comparto, Franco Campagna, e il Coordinatore del Corpo Gaspare Comandè, i quali aggiungono: “ rileviamo una evidente contraddizione   consistente nel fatto che per queste operazioni saranno impiegati gli stessi mezzi per i quali, così come per i Distaccamenti Forestali che li ospitano, non si provvede ad avviare  adeguata opera di pulizia e sanificazione. In assenza degli interventi richiesti, la FP CGIL – annunciano – non esiterà a produrre necessarie azioni di denuncia  proporzionate alle eventuali, non auspicate,  conseguenze che dovessero verificarsi. Inoltre, chiediamo  al dirigente generale del Corpo Forestale  – osservano ancora Agliozzo, Campagna e Comandè –  di istituire immediatamente, assieme alle Organizzazioni sindacali, un Tavolo tecnico dedicato ai servizi COVID-19 che, nell’attuale fase emergenziale, può tenersi in modalità videoconferenza. Occorre da parte della Regione, prima che si arrivi al definitivo declino, un preciso impegno per il potenziamento ed il rilancio del Corpo, la cui attività è estesa e su diversi fronti. Nell’attuale fase drammatica della nostra regione, legata all’emergenza della pandemia, i Forestali in divisa della Regione Siciliana si trovano sempre in prima linea, con una richiesta di impegno e presenza che, nonostante l’abnegazione dei protagonisti, si configura al di sopra delle reali possibilità di organico.  La FP CGIL ha più volte, nel tempo, denunciato scelte dissennate, che affondano le radici indietro nel tempo, ma che gli attuali vertici istituzionali hanno finora assecondato, condannando ad una condizione di marginalità  e residualità una importante istituzione come il Corpo Forestale. In una  terra che continua a subire enormi devastazioni ambientali, dall’inquinamento agli incendi, dall’impatto delle discariche abusive, e non, sul suo territorio e, purtroppo, come in quest’ultimo gravissimo momento, toccata da tantissime emergenze, i forestali in divisa, benché ridotti ad uno sparuto drappello, sono chiamati in tutte le occasioni e, anche stavolta non si sottrarranno, ne siamo certi, a profondere il massimo del loro impegno al servizio della collettività.

Chiamati a compiti di vigilanza nelle aree terremotate, a svolgere un servizio biasimevole come quello di fare la guardia ai cavalli della Tenuta Ambelia, ma anche ad essere inviati in questi giorni, privi dei dispositivi di sicurezza necessari e senza una adeguata formazione, a vigilare sui flussi di cittadini in  rientro in Sicilia attraverso lo stretto di Messina. Ed ancora, assicurano i controlli sui rincari dei prodotti agroalimentari, oltre ad esercitare i compiti di polizia giudiziaria e controllo del territorio,  che non si capisce quando e come devono  essere espletati.  Per di più il personale è ormai mediamente non più giovanissimo, con una presenza sul territorio ridottissima. Molti distaccamenti sopravvivono con una o due unità all’attivo e molti sono chiusi e/o accorpati. Nonostante però i limiti e i disagi, il Corpo continua a svolgere un ruolo e una funzione di grande rilievo ed importanza, a fronte del quale la dirigenza non riconosce la relativa indennità per un mero cavillo  legale, non viene adeguata, cosi come hanno fatto le altre forze di Polizia  Statali e locali. La FP CGIL ha più volte chiesto di andare oltre il blocco delle assunzioni ed il ridimensionamento del Corpo Forestale che, a partire dalla legge 9 del 2015, ha impedito ogni possibilità di potenziamento del personale in divisa. Occorre nell’immediato dare risposta – concludono Agliozzo, Campagna e Comandè – dimostrando una maggiore considerazione verso le forze in campo, valorizzandone competenze e professionalità e, attraverso un intervento anche di natura legislativa, procedere al rafforzamento dell’organico”.

“Siamo estremamente soddisfatti della norma inserita nella finanziaria urgente dall’assessore regionale al Territorio Cordaro con cui si prevede che in Sicilia i gestori delle strutture balneari saranno esonerati per l’anno 2020 dal pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime a prescindere da quando si avvierà la stagione balneare”. Lo dicono Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia con Nico Torrisi di Federalberghi Sicilia, Dario Pistorio di Fipe Sicilia e Ignazio Ragusa di Sib, sindacato italiano balneari -. “In questo particolare momento emergenziale legato alla pandemia ed alla naturale difficoltà da parte delle imprese a riprendere la normale attività – affermano – questo provvedimento è assolutamente condiviso per venire incontro alle esigenze degli stabilimenti balneari, degli albergatori e ristoratori che per lo svolgimento delle loro attività utilizzano beni del demanio per la fornitura di servizi”.

Oltre trecento controlli durante i primi giorni di pattugliamento del territorio da parte dalla Polizia Provinciale, impegnata nella vigilanza del territorio per il rispetto delle disposizioni previste dai decreti del Governo in seguito all’emergenza Covid 19. Elevati anche tre verbali di contestazione di 533 euro cadauno per violazioni delle norme che prevedono l’utilizzo del veicolo solo per un comprovato stato di necessità o per lo svolgimento di attività lavorative.

La Polizia Provinciale è stata impegnata ad Agrigento e nei comuni medio piccoli della provincia dove la presenza delle forze di polizia e della polizia municipale è più carente numericamente. Garantita giornalmente la presenza di due pattuglie in orario antimeridiano e due pattuglie dalle 14:00 alle 20:00.

La disponibilità della Polizia Provinciale per presidiare il territorio di alcuni comuni della provincia di Agrigento era stata comunicata dal Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale Dott. Alberto Girolamo Di Pisa attraverso una nota ufficiale inviata al Prefetto di Agrigento e al Questore di Agrigento, nonché ai Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Il Commissario straordinario Di Pisa ha sollecitato il Comandante della Polizia Provinciale ad intensificare l’attività di controllo del territorio per scoraggiare le uscite senza valido motivo per ridurre i casi di diffusione del virus Covid-19, nella necessità di verificare l’osservanza dei decreti del Governo e l’Ordinanza del Presidente della Regione.

Il corpo di Polizia Provinciale sta operando su disposizione della Prefettura e della Questura di Agrigento che coordinano gli interventi nel territorio provinciale.

Saltato ormai il Giro di Sicilia, previsto dall’1 al 4 aprile, Nuccio Di Paola, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, chiede che la Regione recuperi le somme destinate all’evento – più di 2,2 milioni di euro – e le reinvesta in attività legate all’emergenza. Possibilmente, nel sostegno agli operatori turistici, anche loro vittime di una crisi imprevista che comprometterà la stagione estiva.

“La Regione siciliana – ricorda Di Paola – nel 2019 aveva stipulato un accordo pluriennale e milionario (per complessivi 10,8 milioni di euro) con la società Rcs Sport Spa, per l’organizzazione, nel periodo 2019-2021, del Giro di Sicilia e di alcune tappe del Giro d’Italia. Alla base della decisione uno studio realizzato dall’Università di Catania. La competizione del Giro di Sicilia 2020, costata ai siciliani 1,2 milioni di euro, oltre all’Iva, e che doveva svolgersi proprio nei giorni scorsi, è stata annullata e sembra difficile che la si possa riproporre. A tale cifra si aggiunge la spesa di 1 milione di euro per l’organizzazione di tappe del Giro d’Italia, competizione al momento rinviata e comunque a forte rischio. Ci sono quindi in sospeso più di 2,2 mln € che potrebbero essere recuperati dalla Regione”.

“Noi del M5S – prosegue il deputato – avevamo avanzato dei dubbi in merito alle ricadute economiche legate al Giro di Sicilia e alla onerosità della spesa complessiva, vista anche la fragilità delle casse siciliane. Oggi quell’investimento torna di attualità vista l’urgente necessità di reperire risorse per l’emergenza. L’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina – chiede Di Paola – potrebbe valutare la possibilità di recuperare le somme impegnate con Rcs e destinarle sempre al settore del turismo siciliano, così fortemente provato dall’emergenza covid19, visto anche il rinvio dell’apertura della stagione balneare. Un settore come quello turistico, per la Sicilia, riveste un’importanza strategica e la sua compromissione avrà delle ricadute profonde su famiglie, imprenditori e operatori che meritano tutto il nostro supporto. Operiamo subito in questa direzione, per non lasciare sole tali categorie”.

A Noto prima ordinanza di un sindaco siciliano che impone l’obbligo di indossare la mascherina quando si esce di casa. Da domani nella città siracusana chi esce da casa avrà l’obbligo di indossarla, anche se non certificata o di fattura artigianale, comunque idonea a coprire bocca e naso contemporaneamente.

L’ordinanza del sindaco Corrado Bonfati rende inoltre obbligatorio l’utilizzo dentro gli esercizi commerciali anche di guanti monouso o guanti in plastica lavabili e disinfettabili. L’ordinanza vieta inoltre l’assembramento di più di due persone nei luoghi aperti, ribadendo che è consentita la consegna a domicilio dei prodotti alimentari limitatamente alle categorie commerciali previste dalla legge. Attività di consegna a domicilio che deve essere svolta nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari, assicurando al momento della consegna la distanza non inferiore ad un metro.

“I trasgressori – si legge nell’ordinanza del sindaco Bonfanti – saranno puniti con una sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro, con denuncia ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale».