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Ancora qualche giorno di attività per il personale dell’Ufficio Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento, attualmente impegnato nel servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili e su alcune strade statali. Lunedì prossimo 31 agosto, infatti, è prevista la chiusura di questo fondamentale presidio di sicurezza che da anni l’ex Provincia Regionale di Agrigento ha avviato a supporto di tutti gli enti competenti in materia di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Proprio per la giornata di oggi, tra l’altro, è previsto un rischio incendi con livello di allerta “ATTENZIONE” e pericolosità “ALTA”, secondo il bollettino emanato dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile in considerazione delle alte temperature previste e dei venti sostenuti provenienti dai quadranti nordoccidentali. Il personale dell’Ufficio di Protezione Civile già dalle ore 12,00 e sino alle ore 20,00 di stamani, e negli stessi orari sino a lunedì prossimo, è pronto a segnalare eventuali focolai o situazioni di rischio incendio dalle postazioni dinamiche attivate lungo le strade provinciali e alcune statali limitrofe alle aree boscate.

Ricordiamo, inoltre, che le postazioni di avvistamento si trovano lungo le strade:

–         SP n.34 – SP n.35 nei comuni di Bivona, Lucca Sicula e Villafranca Sicula;

–         SP n. 20 – SPC n.29 e SPC n.30 nel comune di Casteltermini;

–         SP n. 29 A – SP n.30 e SP n.28 nei comuni di Cattolica Eraclea e Montallegro;

–         SP n.63 A – SP n.05 B – SPC n.67 e SPC n.68 nei comuni di Palma di Montechiaro e  di Licata;

–         SP n.69 – SP n.70 – SP n.44A – e SP n. 43 nei comuni di Sambuca e Santa Margherita Belice;

–         SP n.3 4 – SP n.3 5A – SP n.36– SP n.47– SP n.48– SP n.86 e SS115 nei comuni di Burgio, Calamonaci, Lucca Sicula, Ribera e Villafranca Sicula;

–         SP.n.75 – SP n. 87  nei comuni di Siculiana e di Montallegro;

–         SP.n.47 – SP n.36 e SP n.37 nei comuni di Sciacca, Caltabellotta e Villafranca Sicula.

I Giovani dell’Udc Italia hanno risposto duramente alle parole del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio che, in una diretta Facebook, ha valutato il taglio dei parlamentari come un miglioramento del Parlamento, affermando come “l’Establishment” sia contrario al taglio.

“Di Maio sembra proprio si sia smarrito nei meandri del Parlamento – trasmettono i Giovani dell’Udc Italia – nella sua ultima diretta Facebook ha detto tutto ed il contrario di tutto, finendo per evidenziare egli stesso le criticità della riforma proposta. Serviranno infatti diverse altre riforme successive per poter quantomeno provare a garantire rappresentanza e governabilità. E’ più che evidente che anche all’interno dello stesso M5S ci siano dubbi sulla proposta, avendo compreso che non ci sarà alcun risparmio in termini economici con il taglio proposto, non ci sarà alcuna garanzia di rappresentanza dei territori ed è fortemente a rischio la nostra Democrazia. I Padri Costituenti hanno scelto questi precisi parametri per garantire la Democrazia; è utile evidenziare come il numero di Parlamentari sia perfettamente in media con tutti gli altri Paesi Europei. Riteniamo assurdo che a voler spiegare la Democrazia Rappresentativa sia proprio chi, fino a pochi mesi fa, cercava di abbattere proprio questo concetto parlando di Democrazia Diretta”.

I Giovani dell’Udc Italia evidenziano come, invece, sia proprio quell’Establishment a volere la riduzione dei Parlamentari.

“Vorremmo invitare tutti alla riflessione; la storia ci insegna che la riduzione dei Parlamentari sia sempre stata richiesta da associazioni eversive o dalle Lobby. Un minor numero di Deputati è più facile da controllare. L’accentramento del Potere in un minor numero di persone è sempre un rischio molto alto. E forse, anche inconsapevolmente, i Populisti sono guidati proprio da quell’Establishment di cui parlano. Perché portare avanti una riforma del genere senza alcuna garanzia di rappresentatività dei territori e senza alcuna legge elettorale è una follia (basti pensare allo squilibrio che si creerà tra la Calabria, che avrà un Rappresentante ogni 320 mila abitanti ed il Trentino Alto Adige che invece potrà avere un Rappresentante ogni 150 mila abitanti). In questi 2 anni di Governo il Movimento 5 Stelle non ha ancora forse compreso la vera funzione del Parlamento; d’altronde le ultime Politiche hanno portato nei “Palazzi”, per citare lo stesso Di Maio, persone senza alcuna competenza. E forse è arrivato proprio il momento che la Politica si rigeneri e riporti le giuste competenze al Governo”.

Coerentemente con la propria scelta di campo regionale e nazionale, Risorgimento Socialista sostiene la candidatura a sindaco di Realmonte di Sabrina Lattuca supportata dalla lista civica  “Realmonte per sempre”. Siamo convinti – dichiara il coordinatore regionale del partito Nino Randisi- che l’avvocatessa Lattuca, che ha già maturato una positiva esperienza amministrativa, possa rappresentare il cambiamento garantendo l’avvio di una nuova fase politica per la comunità locale, attraverso una sana e virtuosa e trasparente gestione della cosa pubblica, a partire dalla soluzione di alcuni temi come la gestione dell’acqua, dell’illuminazione, della viabilità, della valorizzazione e dell’utilizzo dei siti di interesse pubblico, così come annunciato ampiamente nel suo programma elettorale”.

Durante il quotidiano controllo che viene effettuato nella Rotatoria di Giunone il sorvegliante Anas del tronco della SS 640, meglio nota come Strada degli Scrittori, si è accorto della manomissione delle valvole dell’impianto idrico. Molte di esse erano state chiuse volontariamente. Inoltre un tubo era stato tagliato. Tutto ciò nell’intento preciso di non far giungere acqua alle piante della recentissima Rotonda e di conseguenza per farle seccare.

L’Anas ha sporto denuncia contro ignoti.  Il tubo è stato riparato e l’impianto di irrigazione ha ripreso a funzionare. “Assistiamo ancora una volta – ha commentato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto –  alla rappresentazione della negatività contrapposta agli sforzi concreti della cittadinanza di mostrare il meglio di sé. L’atto stesso del veder vegetare e fiorire mette in agitazione, messaggeri di rassegnazione, di negatività e di morte, assassini di speranza Ci auguriamo che siano individuati i responsabili e che siano puniti in modo esemplare. Continueremo a seminare per un futuro migliore.  Si rassegnino”.

Il focus sulle performance del sistema sanitario siciliano condotto ciclicamente dal Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’Assessorato regionale alla Salute fa emergere risultati di prestigio per diverse azioni assistenziali condotte dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Con la pubblicazione dettagliata degli indicatori di valutazione globale, il primo report ufficiale 2020, contenente i risultati definitivi per l’intero anno 2019, evidenzia che quattro aree d’intervento, quelle monitorate dal Controllo di gestione aziendale e oggetto di valutazione regionale circa gli obiettivi raggiunti dalle direzioni generali, presentano risultati di assoluta eccellenza tali da collocare le unità operative di riferimento ai vertici delle graduatorie regionali. In area cardiologica il dettaglio di efficienza e produttività riguarda l’esecuzione entro quarantotto ore dell’intervento di proporzione di “STEMI” (Infarto Miocardico Sopraslivellamento del tratto ST) con angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) ed il notevole volume di casi trattati. La tempestività dell’intervento è valutata anche in area ortopedica e i risultati di rilievo nell’agrigentino hanno uno specifico riguardo al trattamento operatorio della frattura del collo del femore nel paziente anziano con operazioni eseguite entro le ventiquattrore dall’ingresso in ospedale. La misurazione della degenza operatoria post-intervento inferiore a tre giorni premia infine sia l’area ostetrico-ginecologica che quella chirurgica per la rapidità della dimissione, rispettivamente, dopo il parto con taglio cesareo e la colecistectomia laparoscopica. “I risultati lusinghieri ottenuti in aree di assistenza sanitaria considerate di particolare rilevanza dal ‘piano nazionale degli esiti’ – afferma il commissario straordinario ASP, Mario Zappia – oltre a rendere atto del buon operato sin qui condotto, fanno da sprone alle ulteriori azioni che questa Direzione intende porre in essere al fine di migliorare costantemente degli standard qualitativi e quantitativi delle cure in provincia”.

“Apprendo con soddisfazione dell’invio da parte dell’Assessore alla Salute, Ruggero Razza, di una task force nei centri di accoglienza per migranti presenti in Sicilia per verificarne l’idoneità dal punto di vista igienico-sanitario.

Un’atto, quello di Ruggero Razza, conseguenziale rispetto all’Ordinanza del Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e che da concretezza  a quanto da me dichiarato, con cognizione di causa, il 4 giugno scorso, in occasione della manifestazione di protesta dei cittadini di Siciliana per la chiusura della struttura ex Villa Sikania, sulla necessità di un’ispezione regionale per accertare le condizioni di salubrità delle strutture destinate all’accoglienza dei migranti.

Ancora una volta il tempo ha certificato la validità e la concretezza delle proposte di Fratelli d’Italia che, nello schierarsi incondizionatamente a fianco del Presidente della Regione, Nello Musumeci, a tutela della salute dei siciliani, ribadisce la necessità dell’attivazione di un blocco navale per fermare definitivamente il business degli scafisti ed il traffico di essere umani”.

Il sindaco Lillo Firetto ha ricevuto questa mattina in Comune, per una visita di saluto, Mario Carmelo Zappia direttore generale con funzioni di Commissario straordinario dell’Asp di Agrigento.
Mario Carmelo Zappia ha voluto incontrare, a pochi giorni dal suo insediamento, il primo cittadino Firetto, per fare una disamina sulle problematiche sanitarie che affliggono  il territorio agrigentino.

A conclusione di elaborate indagini, la polizia di Stato ha denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, un cittadino di nazionalità rumena F.D., di 48 anni, resosi responsabile di minacce di morte in danno di una donna di 43 anni.

La vicenda trae origine da una denuncia presentata lo scorso mese di giugno al Commissariato di Canicattì, allorquando la donna che aveva interrotto una burrascosa relazione con il proprio convivente, cognato dell’odierno denunciato, aveva segnalato di ricevere reiterate, e violente minacce.

F.D., aveva ripetutamente intimidito la donna, con la minaccia di portare a compimento il tentativo di omicidio posto in essere dal convivente nel precedente mese di febbraio. In quella circostanza, durante la violenta lite, determinata dalla irrazionale gelosia del convivente, la donna era stata attinta da numerose coltellate.

Per tale gesto, lo scorso 3 febbraio, il compagno della donna era stato tratto in stato di fermo dal personale del Commissariato e della squadra Mobile.

Incessante l’attività della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, nonostante i numerosi servizi connessi all’emergenza immigrazione.
I poliziotti, in particolare quelli dell’Ufficio misure di prevenzione, hanno applicato 25 “avvisi orali”, ad altrettanti soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, con il quale il Questore di Agrigento avvisa il destinatario dell’esistenza di indizi precisi sulla sua condotta illecita e lo invita a tenere un comportamento conforme alla legge: 5 a soggetti di Favara; 3 Canicattì; 3 Palma di Montechiaro; 3 Agrigento; 2 Licata; 2 Campobello di Licata; 2 Ribera; 1 Castrofilippo; 1 Aragona; 1 Sciacca; 1 Raffadali; 1 Porto Empedocle.

G.F., classe 1995, abitante a Palma di Montechiaro, con precedenti per: detenzione e spaccio di stupefacenti;
S.S., classe 1980, abitante a Canicattì, con precedenti per: truffa, danneggiamento;
S.G., classe 1994, abitante a Favara, con precedenti per: resistenza a P.U., violenza, minaccia, atti persecutori;
R.S., classe 1995, abitante a Favara, con precedenti per: detenzione e spaccio di stupefacenti;
T.D., classe 1995, abitante ad Agrigento, con precedenti per: furto aggravato, ricettazione, detenzione e spaccio di stupefacenti;
M.F., classe 1991, abitante a Raffadali, con precedenti per: furto, minaccia, lesioni personali;
B.C., classe 1973, abitante a Favara, con precedenti per: furto e detenzione di sostanze stupefacenti;
B.G., classe 1978, abitante a Porto Empedocle, con precedenti per: detenzione di stupefacenti, lesioni personali, minaccia;
O.E., classe 1992, abitante ad Agrigento, con precedenti per: minaccia, lesioni personali, oltraggio a P.U.;
N.R., 1971, abitante a Palma di Montechiaro, con precedenti per: danneggiamento, minaccia, detenzione abusiva di arma;
P.S., classe 1963, abitante a Licata, con precedenti per: furto aggravato, lesioni personali, minaccia;
P.M., classe 1981, abitante ad Agrigento, con precedenti per: furto aggravato, danneggiamento, minaccia;
P.C., classe 1989, abitante a Favara, con precedenti per: lesioni aggravate, porto abusivo di armi, furto aggravato;
L.C.C., classe 1994, abitante a Licata, con precedenti per: furto aggravato, danneggiamento;
C.D.M., classe 1994, abitante a Canicattì, con precedenti per: detenzione sostanze stupefacenti, furto aggravato;
D.C.F., classe 1965, abitante a Canicattì, con precedenti per: porto abusivo di armi, furto aggravato, minaccia;
T.C., classe 1990, abitante a Campobello di Licata, con precedenti per: detenzione di stupefacenti, lesioni personali, minaccia;
T.S., classe 1957, abitante a Campobello di Licata, con precedenti per: detenzione e spaccio di stupefacenti;
M.N., classe 1993, abitante a Palma di Montechiaro, con precedenti per: lesioni personali, rapina aggravata;
S.L., classe 1998, abitante a Castrofilippo, con precedenti per: porto abusivo di armi, furto aggravato;
S.A., classe 1991, abitante a Favara, con precedenti per: furto, violenza privata, rapina;
N.M., classe 2000, abitante ad Aragona, con precedenti per: detenzione e spaccio di stupefacenti, inosservanze dei provvedimenti dell’Autorità;
M.C., classe 1969, abitante a Ribera, con precedenti per: coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti;
T.A., classe 1966, abitante a Ribera, con precedenti per: violenza privata, minaccia, invasione di edifici, spaccio di stupefacenti;
F.P., classe 1998, abitante a Sciacca, con precedenti per: rissa, lesioni personali, detenzione e traffico di stupefacenti.

Inoltre applicati 10 fogli di via obbligatorio, che impone l’ordine di rimpatrio nel comune di residenza ed il contestuale divieto di ritorno nel comune dal quale è stato allontanato, senza la preventiva autorizzazione.

Su segnalazione del Commissariato di P.S. di Canicattì è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni a: S.L., classe 1988, domiciliato a Castrofilippo, resosi responsabile del reato di furto aggravato;

Su segnalazione del Commissariato di P.S. di Palma di Montechiaro è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni a: C.D., classe 1974, domiciliato a Palermo, resosi responsabile del reato di pesca non consentita;

Su segnalazione del Commissariato di P.S. di Canicattì è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni a: R.F., classe 1986, domiciliato a Melilli, e a R.P., classe 1966, domiciliato a Catania, resosi responsabili del reato di vendita di merce contraffatta;

Su segnalazione del Commissariato di P.S. di Licata è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni a: S.C., classe 1981 e a T.S. classe 1976, entrambi domiciliati a Palermo, resosi responsabili di pesca subacquea non consentita;

Su segnalazione della Compagnia Carabinieri di Agrigento è stato applicato il F.V.O. dal territorio di Raffadali per il periodo di 3 anni a: M.M., classe 1993, domiciliato a Palermo, e a F.R.S., classe 1977, domiciliato a Santa Elisabetta resosi responsabili di rapina;

Su segnalazione della Tenenza Carabinieri di Ribera è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni a: P.S., classe 1984, domiciliato a Montallegro, resosi responsabile del reato di furto aggravato;

Su segnalazione della Stazione Carabinieri di Menfi è stato applicato il F.V.O. dal medesimo territorio per il periodo di 3 anni 3: C.R., classe 1999, domiciliato a Castelvetrano, resosi responsabile del reato di furto aggravato.

Apprendiamo dalla stampa la decisione del Presidente Musumeci che con un’ordinanza impone di chiudere tutti gli Hotspot siciliani.
La trovata ci pare essere realizzata in un momento strategico – cresce fra la gente il timore di nuovo lockdown a causa della risalita dei contagi – sospettiamo che il Presidente voglia far leva sulla paura dei Siciliani per far accrescere il proprio gradimento personale.
Noi, giovani Siciliani dubbiosi e maliziosi, ci domandiamo: alla Regione Siciliana si vuol combattere il problema immigrazione o ci si vuol prendere gioco dei Siciliani?
Ciò che dice il Presidente Musumeci non è tutto invero, un problema immigrazione c’è davvero e va affrontato, ma ciò che ci appare sconcio e banale sono i metodi utilizzati, che alludono ad una finta battaglia, ad uno scontro fra istituzioni, buono per far chiasso, ma non per risolvere il problema della gestione dei migranti.
Ci chiediamo se è davvero questo il modo di fare politica alla Regione Siciliana – produrre atti prettamente populisti e di scarso valore politico – o se è stato un errore della farraginosa, e spesso inconcludente, machina regionale che ha pensato di poter risolvere un problema come lo si fa in un’intervista, una risposta semplice ed efficace per un problema abnorme e di difficile gestione.
Non intendiamo fare benaltrismo ma sollevare il polverone, desideriamo chiedere al Presidente della Regione Siciliana non di trovare alla mezzanotte tutti gli Hotspot sgombrati, ma di cominciare dalla stessa ora ad occuparsi dei problemi della Sicilia e dei Siciliani, ottenendo forse meno spazio in tv e sulla stampa, ma cominciando a far sì che la Sicilia diventi un posto migliore di com’è.
Presidente è già tardi per cominciare, troppo tempo è stato perso, ma ci accontenteremo!
Abbiamo anche letto una stucchevole sua difesa da una parlamentare Agrigentina che rivendica i suoi trascorsi cattolico-democratici, in totale distonia culturale con il suo atto politico.
Cos’è oggi la Sicilia?  L’ultima Regione italiana in materia di disoccupazione, la prima Regione italiana per la presenza di “neet”, ovvero di giovani che non studiano e che non cercano lavoro, la prima regione anche per migrazione di giovani laureati.
La nostra è una Regione nella quale, in alcune aree industriali dove l’inquinamento chimico imperversa, si registra uno dei più elevati indici di mortalità per cancro!
La Sicilia è quella Regione dove c’è una città come Palermo – e magari fosse la sola – che da anni è in emergenza rifiuti della quale non parla nessuno, mentre a Roma, per la stessa emergenza rifiuti, Tv e giornali dedicano ogni giorno ampi servizi, anche semplicemente per denigrare la sindaca Raggi.
Ebbene, con tutti questi problemi – e ci fermiamo qui perché si potrebbe continuare – di cosa parliamo?
Presidente Musumeci si occupi dei Siciliani, ma lo faccia davvero, gli slogan l’aiuteranno nei prossimi mesi, le faranno riceve applausi e sostegno da importanti leader nazionali, ma il sostegno alla fine le servirà soltanto da chi l’ha già votata una volta: i Siciliani!
Siamo certi che specialmente i giovani – vera forza votante del paese – non si faranno illudere dalle sue trovate propagandistiche, stia quindi attento Presidente, di populismo si può morire, non ci dica poi un giorno che non l’avevamo avvisata!