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Ha perso la “p” ma almeno continuerà la sua attività. E’ il CUA (ex CUPA), ovvero Consorzio Universitario Agrigentino che avrà maggiori facoltà e corsi specialistici e continuerà la propria azione formativa a vantaggio degli studenti del territorio. Ad annunciarlo il presidente del Consorzio, Gaetano Armao, che con il Consiglio d’Amministrazione ha tracciato le linee future. Il CUA manterrà la propria autonomia gestionale dopo che i pericolo di una chiusura o dell’accorpamento con la sede di Palermo è stato scongiurato.

pupi siciliani, EC ph


Sonia Murocastillo, storica dell’arte e grande appassionata di disegno, vive e lavora ad Agrigento dove gestisce un negozio di souvenir in piazza Purgatorio da 17 anni. Da sempre alla ricerca di oggetti e souvenir “unici” in linea con la tradizione, ha di recente ideato delle esclusive t shirt “cult” con la capra girgentana e con alla zampa la Trinacria.

capre giurgintane, per uomo e per donna da Souvenir di Sonia


Sonia Murocastillo, donna generosa e di esperienza, ha fiuto per le tendenze: è stata una tra le prime, nel centro storico di Agrigento ad aprire un B&B.

Il sindaco Lillo Firetto è stato, qualche giorno fa, nel negozio di Sonia in piazza Purgatorio, è rimasto colpito della produzione della donna artista, che gli ha confessato di “amare veramente la nostra città!”.

Celeste, all’anagrafe Celeste Caramanna, e’ una cantante siciliana nata a Canicatti’, classe1997. La sua passione per la musica si manifesta fin dalla piu’ tenera eta’: a sei anni impara a suonare il flauto traverso, frequenta una scuola di musica e fa parte di un coro. All’eta’ di dodici anni comincia a studiare canto e pianoforte. Nel 2011 partecipa al programma televisivo “Io Canto”, dove ha modo di esibirsi con molti nomi importanti della musica pop italiana, come Claudio Baglioni e Toto Cutugno. Successivamente l’artista si e’ impegnata nella ricerca di un proprio stile musicale, alla maturazione del proprio talento. Il 10 Giugno del 2016 e’ uscito il suo primo singolo “Once a day”, che ha suonato in diverse radio e ha raggiunto quasi novanta mila visualizzazioni su YouTube. Durante l’estate, l’artista si e’ concentrata anche sugli studi universitari, seguendo il corso di Mediazione Linguistica e interculturale, sede Ragusa Ibla dell’Universita’ degli Studi di Catania, approfondendo le lingue angloamericane e il portoghese. Inoltre, Celeste ha continuato a dedicarsi alla realizzazione del suo primo album, dal titolo “+18″, che sara’ disponibile dal prossimo16 Giugno.

Il Pm Nino Di Matteo lascera’ Palermo la settimana prossima: dovra’ infatti insediarsi a Roma, nel suo nuovo incarico alla Direzione nazionale antimafia, entro un mese dal 15 maggio, data da cui decorre il termine per la “presa di possesso”. La decisione del ministero della Giustizia, che ha revocato il “posticipato possesso” per il magistrato titolare dell’accusa nel processo sulla trattativa Stato-Mafia, avra’ dunque effetti immediati. Da via Arenula hanno svolto un approfondimento a seguito di una lettera con cui lo stesso Di Matteo aveva chiesto di rivedere la decisione del guardasigilli. Sentito anche il procuratore generale, Roberto Scarpinato, l’impostazione e’ radicalmente cambiata. A chiedere il posticipato possesso (che avrebbe fatto si’ che il pm si trasferisse a Roma in novembre) era stato il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi. Sull’applicazione al processo Stato-Mafia, non esclusa dal ministero, dovranno decidere il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, e lo stesso Lo Voi.


Ultimi fuochi d’artificio per la campagna elettorale a Casteltermini. Quando manca pochissimo al voto, gli schieramenti hanno dato vita a diverse strategie. Intramontabile è la ricerca del voto porta a porta e tiene duro anche la dinamica, provinciale, ma fino solo a un certo punto, del voto “parentale”, del “ti ricordi di”, e del “mi candido io, ma in realtà mi porta tizio”. Come è d’uso nei piccoli centri, a Casteltermini è caccia all’ultimo voto, con ricerca, casa per casa, anche dei nonnini (più o meno abili) da portare al seggio.
Per la poltrona più prestigiosa corrono in tre. Gioacchino Nicastro, imprenditore quarantacinquenne, capofila della lista Costruiamo insieme il nostro futuro. Con lui dodici candidati. Secondo la vox populi, la lista di Nicastro è quella “borghese”. Vi sono due avvocatesse, il medico, la dottoressa in economia, il sindacalista e via discorrendo. Borghesi, così li definiscono, forse per via di quell’essersi concessi, pubblicamente, solo in apertura ed in chiusura di campagna elettorale, senza comizi e incontri di mezzo. Eccezione fatta per i due confronti con i candidati a sindaco. Uno, quello organizzato dalla locale Azione Cattolica, tutto sommato manieroso e sulla linea del “cattolical correct” (la sola nota di entusiasmo si è toccata con le domande di don Carmelo Petrone, direttore de L’amico del popolo). L’altro, dettato dai tempi televisivi, e trasmesso in streaming da Magaze. It.
Dicevamo di Nicastro&co. Il candidato principale è noto alla vita politica locale da sempre. È stato presidente del Consiglio ai tempi del sindaco Caltagirone, per poi bissare nella sindacatura uscente di Sapia. Nicastro fa un gioco di “entra ed esci” quando parla della continuità con l’amministrazione in carica. Ne fa parte e non può rinnegarla, tuttavia si smarca in maniera “berlusconiana”, promettendo di risolvere i problemi della comunità entro cento giorni dall’insediamento. Nella vita fa l’imprenditore. È leader maximum della nota Rsa Salvatore Nicastro ed è anche in quota in un noto panificio/pasticceria di Casteltermini. È forse l’imprenditore più in attivo del territorio. Il programma elettorale, strutturato in maniera tecnica e con linguaggio forbito, punta tanto sulla miniera Cozzo Disi, pensandola come un volano dell’economia sul modello dei core business continentali. L’interessamento del mondo accademico farebbe il resto. Il vice sindaco designato, l’avvocato Maria Pia Greco, ha parlato di voler portare a Casteltermini un alito di propositi metropolitani, sul modello di alcune iniziative sociali ed economiche palermitane. Con Nicastro si schiera una parte del locale Mpa (la restante sta con il candidato Ripepe), Sicilia Futura (di cui, a livello locale, sono esponenti il sindaco uscente Sapia e il dottore Gaetano Mancuso), e quel che resta del locale Pd.
I pentastellati, con al comando l’avvocato Filippo Pellitteri hanno scelto la linea popolare. Sono stati i primi a presentarsi alla comunità, con un comizio alla stessa altezza dell’uditorio. Non c’era il palco ed a sostegno dei candidati c’era il tris di alfieri: Cancelleri, Corrao e Mangiacavallo. Come è d’uso nello spirito grillino, a sostenere Pellitteri è anche arrivato un big: Luigi Di Maio, che ha regalato al paese una delle poche note di petto della campagna. Pellitteri e i suoi dodici sostenitors hanno fatto anche diversi incontri di quartiere, mescolandosi con la gente comune, chiamata a raccolta nei rioni del paese. Nel loro programma si ripropongono alcuni cardini del M5S: l’avvocatura civica, la farmacia di quartiere a sostegno dei bisognosi, il baratto amministrativo. Non mancano i progetti sulla miniera Cozzo Disi (i candidati vogliono dare spazio anche all’iniziativa privata), sull’albergo diffuso e sulla rivalorizzazione di diversi immobili imponenti e cadenti presenti nel territorio (ex pastificio, ospedaletto). Nel team molti giovani, ci sono gli insegnanti, il prof musicista, l’architetto, i liberi professionisti. Pellitteri, sempre secondo la vox populi, è un “grillino atipico”. Viene da una tradizione familiare di attivisti Dc (il nonno è stato due volte sindaco del paese sotto i colori democristiani). Lui, avvocato trentanovenne, specializzato in diritto internazionale, sostiene di voler prendere dalla tradizione familiare l’esempio di onestà e di servizio della comunità.
Arturo Ripepe, cinquantacinquenne, impiegato e di fatto manager delle cooperative presenti a Casteltermini, è il candidato “scissionista” della lista Per Casteltermini. Alle scorse amministrative era vicino alla linea politica di Nicastro&co, oggi si distanzia in nome di una ventata di nuovo per il paese. A chi gli dice che il suo non è propriamente un nome nuovo, risponde che è importante voler fare “del nuovo”. È attivista in Mpa e schiera in campo dodici candidati che mischiano tradizione a novità. Ci sono sì i giovani (alcuni, non tutti, figli e parenti d’arte), ma c’è anche lo zoccolo duro, su tutti Enzo Faraone, volto onnipresente della politica locale da oltre un decennio. Con Ripepe una quota di Mpa, Articolo 1 e una parte di ex cuffariani. In lista c’è il dottore in legge, l’insegnante, il dottore in economia e finanza, la casalinga, il commerciante. Ripepe ed i suoi hanno dato vita al comizio più piccante della kermesse elettorale. Sul palco due veterani della politica locale, il già sindaco Antonio Caltagirone e Mario Mallia. Entrambi hanno sfogato livori e malumori verso l’amministrazione uscente, con enfasi e mimica degne di clic e clic su youtube. Nel programma di Ripepe la miniera Cozzo Disi e l’acquisto della potenzialmente sontuosa, ma attualmente cadente, Villa Maria. Lì, secondo Ripepe, si potrebbe implementare uno spin off della facoltà di Agraria, considerando la ricchezza della flora presente nel parco. Museo delle arti bianche e apertura di una casa di cura comunale, altri punti del programma.
Mai come in queste consultazioni è difficile tastare il polso dell’elettorato. Il comune, che versa in stato di dissesto, vive una condizione di crisi in lungo e in largo. La gente comune non lascia trapelare molto sulle preferenze di voto. La scissione dello zoccolo duro moderato potrebbe avvantaggiare un voto di protesta. C’è chi pensa invece che la tradizione avrà la meglio.

Pretendere che si chiuda un rapporto con chi manca quotidianamente di rispetto nei confronti dei cittadini non è demagogia, come dichiara qualcuno, ma è dimostrare di essere liberi e di fare buona politica.
Purtroppo gli attuali rapporti tra l’Amministrazione Comunale favarese e Girgenti Acque non appaiono di semplice codificazione per l’opinione pubblica. Da un lato la Sindaca Anna Alba invia diffide a Girgenti Acque, dall’altro il vicesindaco Lillo Attardo chiede a Girgenti Acque mezzi meccanici in prestito gratuito per stendere asfalto donato da “anonime” ditte impegnate nei lavori sulla SS 640.
Come mai Girgenti Acque usa tanta gentilezza nei confronti di un’Amministrazione la cui Sindaca ha montato una guerra di diffide? Forse Girgenti Acque sa che sono inutili, come ha dichiarato l’assessore Nicotra nell’ultimo Consiglio Comunale per giustificare l’assenza di sue diffide nei confronti dell’ANAS per il problema del Ponte Petrusa? Magari il gestore del servizio idrico integrato ha ricevuto rassicurazioni sul fatto che i grillini favaresi non andranno mai davvero fino in fondo, nonostante debbano far credere il contrario ai cittadini?
In effetti i consiglieri grillini hanno già bocciato in aula, fiancheggiati in Consiglio dalla stessa Sindaca, la mozione di impegno alla rescissione del Contratto con Girgenti Acque proposta da gran parte dei consiglieri di minoranza.
A complicare le cose arriva una risposta della Sindaca che, a domanda del consigliere Marilì Chiapparo durante il Consiglio Comunale del sette giugno, smentisce praticamente il suo vicesindaco. Secondo la Sindaca Girgenti Acque non avrebbe prestato nulla all’Amministrazione, ma avrebbe eseguito solamente dei lavori di sua competenza.
Allora delle due l’una: o mente la Sindaca, che vuole mantenere una parvenza di distacco da Girgenti Acque smentendo il suo vicesindaco, o mente il vicesindaco Attardo, che ha provato a farsi un po’ di pubblicità gratuita in pieno stile 5 stelle.
Nel caso avesse ragione la Sindaca, la invitiamo a richiamare il vicesindaco a una più corretta e onesta propaganda e a spiegare come mai sia stato utilizzato l’asfalto donato dalle ditte tuttora “anonime”, considerato che a dire della Sindaca i lavori de quibus erano di competenza di Girgenti Acque.
Nel caso avesse ragione il vicesindaco, invece, dovrà essere tutta la Giunta a spiegare alla città il tenore degli attuali rapporti con Girgenti Acque.
Come già detto in una precedente nota stampa dal consigliere Sergio Caramazza, per i continui disservizi e per la turnazione da terzo mondo Girgenti Acque deve essere obbligata a pagare i danni arrecati ai cittadini, monetizzando tutti quelli degli ultimi anni e detraendo le somme dalla salatissima bolletta.
Ma per far tutto questo, ovviamente, non possono bastare le diffide, ci vuol ben altro.
I consiglieri comunali Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Sergio Caramazza.

Un medico di Gela, Francesco Bennici, 59 anni, è morto stamani in un incidente stradale sulla Provinciale 12, in contrada Gallenti, mentre si recava all’ospedale Suor Cecilia Basarocco, di Niscemi, dove era direttore sanitario.
Bennici, esponente provinciale dell’Udc, viaggiava da solo alla guida della sua Fiat 500.
Per cause in corso di accertamento, è finito fuori strada in un tratto rettilineo.
Sull’episodio indagano i carabinieri di Niscemi, intervenuti sul posto insieme con i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.

A Porto Empedocle e a Realmonte vi è stato uno sversamento fognario in spiaggia. L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, alcuni giorni addietro ha segnalato, documentandoli in video, alcuni sversamenti fognari in spiaggia a Porto Empedocle al lido Azzurro, e a Realmonte al lido Rossello. Ebbene, su sollecitazione di MareAmico, l’Arpa protezione ambiente ha compiuto le analisi confermando il contenuto fognario dello sversamento. In proposito MareAmico afferma: “Risulta necessario e urgente procedere alla bonifica dei luoghi. Ciò accade perché l’Ente gestore delle fognature lavora con molta approssimazione, e le rispettive Amministrazioni non controllano nulla, e, soprattutto, non sanzionano l’Ente gestore per il danno causato. In queste condizioni è quasi impossibile fare turismo.” Ecco il video dello sversamento a Realmonte, al lido Rossello…
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A Porto Empedocle, i Carabinieri della locale Stazione, a seguito di indagini avviate dopo la denuncia di un imprenditore del luogo, hanno arrestato in flagranza di reato, per furto aggravato, una donna di Favara, P R sono le iniziali del nome, 42 anni. I Carabinieri hanno accertato che la donna, addetta alle pulizie nell’abitazione dell’imprenditore denunciante, è entrata nell’ufficio dello stesso e ha rubato una banconota da 50 euro, poi scoperta dai Carabinieri nella sua borsa durante la perquisizione. Inoltre, in una rivendita di Compro Oro a Favara sono stati recuperati alcuni monili in oro, del valore di alcune centinaia di euro, versati dietro compenso nei giorni scorsi dalla stessa donna e riconosciuti come propri dalla moglie dell’imprenditore. La favarese è stata ristretta agli arresti domiciliari.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, coordinati dal capitano Marco Currao, e la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite i sostituti Alessandro Macaluso e Federico Panichi, hanno sgominato una presunta banda di truffatori impegnati ad abbindolare ignari acquirenti con false vendite su siti internet. Nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Pacchi.it”, un indagato, tra i sette indagati, è stato ristretto agli arresti domiciliari. Si tratta di Cristoforo Famà, 35 anni, di Licata. Ad altri tre, tra cui due donne, è stato imposto l’obbligo di dimora, e ad altri tre, tra cui una donna, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le misure cautelari sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato. Ai sette indagati sono contestate le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate commesse su siti web di acquisti on line. La presunta associazione a delinquere avrebbe pubblicato su un sito di acquisti on line foto di automobili e motori non di proprietà, offrendoli in vendita a prezzi scontati. Avrebbero poi ricevuto il denaro dagli acquirenti su alcune postepay, hanno intascato i soldi e poi distrutto le postepay, senza vendere e consegnare alcunché. Sono stati falsamente offerti in vendita anche animali domestici come cani, gatti e un pappagallo. E finanche una roulotte, a 1500 euro, ad un terremotato ad Amatrice.
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