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La nave da crociera, da lusso estremo, laSeabournEncorequesta mattina ha gettato l’ancora nelle acque del Porto Grande di Siracusa destando grande stupore ed ammirazione tra operatori portuali e i passanti. Partita da Civitavecchia ha fatto tappa nel porto siracusano per poi dirigersi verso Malta.  Mille passeggeri a bordo, incluso l’equipaggio, sono stati trasbordati a bordo di tender, vista l’impossibilità per le navi da crociera di attraccare, ed hanno trascorso la giornatavisitandoOrtigia e il luoghi più suggestivi del territorio.
La SeabournEncore è la prima di due navi da crociera extra-lusso (la seconda SeabournOdissey)ordinate a Fincantieri dalla società armatrice Seabourn Cruise Line, brand di Carnival Corporation del Nord America.
L’unità ha 40.350 tonnellate di stazza lorda, è lunga circa 210 metri, larga 28 e può raggiungere i 18,6 nodi di velocità di crociera.  Lusso ed eleganza sono le caratteristiche che contraddistinguonola nave, con  300 spaziose suite tutte dotate di balcone privato.
“Questa nave l’abbiamo salvata perché l’armatore è un amico – lamenta l’operatore marittimo Alfredo Boccadifuoco – ne abbiamo già perse quattro per il disinteresse dell’amministrazione“.

Convocazione Consiglio comunale in seduta ordinaria che si terrà nell’aula “G. Sollano” sita nel Palazzo di Città, il 13 giugno 2017. alle ore 19.00 con all’o.d.g. i sotto elencati argomenti:
1. Mozione- Stazionamento bus turistici – Carlisi
2. Atto di indirizzo – Check point Cugno Vela – Carlisi
3. Mozione – Urgenza della definizione delle vie di fuga in Centro Storico – II Comm.ne –
4. Mozione- Revoca in autotutela incarichi fiduciari dott. Rosso e ing. Lumera. Picone +3
5. Modifica art. 70 Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale – Carlisi. Commissione VI –
6. Riconoscimento legittimità D.F.B. sentenza n. 138/2017 – Giudice di Pace di Agrigento
7. Mozione- No Slot. Carlisi
8. O.d.g.- Analisi dello stato attuale e futuro del sistema di gestione dei rifiuti, finalizzato all’ introduzione della raccolta-differenziata in tutta la Città di Agrigento. Vitellaro -Licata.
9. Mozione – Randagismo – diverse firme
10. Mozione- Stazionamento DD 2002 – Carlisi.
11. Mozione: Destinazione immobile exOspedale di Via Atenea. V Comm.ne
12. Atto di indirizzo: Campo di Rugby del Parco Mediterraneo di Villaseta. V Comm.ne.
13. Nomina Consiglieri comunali quali membri della Commissione comunale per la formazione degli elenchi dei Giudici popolari – biennio 2018/2019.

AGRIGENTO
A Palma di Montechiaro avanti Stefano Castellino con il 47,46%, seguito da Rosario Bellanti (33,30%) e Martino Falsone.   A Villafranca Sicula il sindaco è Domenico Balsamo che ha ottenuto 533 voti per 55,81%. E sempre nell’Agrigentino eletto a Comitini Antonino Contino, per lui 371 voti (il 51,53 per cento). Ad Acquaviva Platani la spunta Salvatore Caruso: 386 preferenze, ovvero il 56,6%. Ancora in provincia di Caltanissetta a Sommatino la spunta Elisa Carbone (2.216 voti per il 53,12% delle preferenze). Milko Cinà è il nuovo sindaco di Bivona (50,10%): battuto per soli cinque voti (1248 a 1243) lo sfidante Marrone. A Casteltermini vittoria per Gioacchino Nicastro (con il 41.30%), che ha avuto la meglio su Pellitteri e Ripepe. A Montallegro eletta Caterina Scala con il 51,30%.
ore 10.00
A Lampedusa, vince Martello.
A Sciacca, alle elezioni per la carica di sindaco si va al ballottaggio. I due a sfidarsi saranno Calogero Bono che si è fermato al 31% e Franesca Valenti che ha toccato quota 25%. Tra due settimane il voto che darà il nuovo sindaco a Sciacca.
A Santa Margherita Belice ad affermarsi alla carica di sindaco è Francesco Valenti che ha ottenuto 2.012 preferenze, pari al 49,54 per cento.
Ad Aragona il nuovo sindaco dovrebbe essere, dato il netto vantaggio, Giuseppe Pendolino.


Ha dell’incredibile ciò che è accaduto presso la Corte d’Appello di Messina dove i giudici hanno emesso una sentenza che condanna i magistrati al risarcimento del danno prodotto da loro inerzie o errori. Una sentenza “rivoluzionaria” che apre uno spiraglio nella giurisprudenza.
La vicenda che ha portato a questa sentenza accadde 10 anni fa a Palagonia in seguito all’uccisione di MariannaManduca per mano del marito Saverio Nolfo lasciando orfani tre bambini. Il processo, intentato dal padre adottivo dei ragazzi, chiedeva al Tribunale di Messina di stabilire se ci fossero responsabilità dei magistrati che si occuparono della vicenda, dopo le prime denunce della vittima contro il marito.E secondo i giudici del Tribunale messinese questa inerzia ci fu, fu colpevole e le vittime vanno risarcite.
E’ una sentenza rivoluzionaria, spiega l’avvocato Licia D’Amico, legale del padre adottivo insieme all’avvocato Alfredo Galasso: “Sono estremamente rare le condanne dei magistrati al risarcimento del danno prodotto da loro inerzie o errori”. La Corte ha stabilito che ci fu dolo e colpa grave nell’inerzia dei giudici che, dopo i primi segnali di violenza da parte del marito, non hanno trovato il modo di fermarlo. Se i primi segnali della escalation di violenza potevano essere incolpevolmente sottovalutati, così non poteva essere dopo le prime denunce formali, le testimonianze, il racconto della vittima, minacciata chiaramente di morte dal marito che le ha mostrato il coltello, lo stesso con la quale poi ha messo fine alla sua vita.
La sentenza riconosce la responsabilità civile del magistrato per i i soli danni materiali, non per quelli morali patiti dai tre figli piccoli della coppia. “Al Tribunale di Messina avevamo chiesto una interpretazione evolutiva e costituzionalmente orientata della norma pur recentemente riformata, nel 2015, – spiegano gli avvocati D’Amico e Galasso – che formalmente riconosce il danno non patrimoniale soltanto per la privazione della libertà personale , che per il momento non abbiamo ottenuto. Vedremo cosa ne penseranno ora il giudice nazionale e la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo”. Sullo sfondo resta l’assurda morte di Marianna, uccisa a 32 anni dal marito dopo 12 denunce. Una morte annunciata, quella di Palagonia, un caso di femminicidio classico e drammatico, dove la violenza di un uomo non ha trovato alcun argine nella giustizia.
Sarà la Presidenza del Consiglio dei Ministri a dovere risarcire 300mila euroi tre figli di Marianna Manduca.
Come prevede la legge sulla responsabilità dei magistrati è la Presidenza del Consiglio a dover pagare in primis il danno patrimoniale causato dai magistrati , la quale poi potrà rivalersi sui magistrati stessi.
Uno dei due magistrati è ormai in pensione, la collega invece lavora in un altro Tribunale.

Importanti rivelazioni su una serie di omicidi avvenuti nel territorio della Bassa Quisquina e dei Monti Sicani, sarebbero state fatte da Pasquale Di Salvo, ex poliziotto che scortava Giovanni Falcone, poi passato a Cosa Nostra e, successivamente divenuto collaboratore di Giustizia. Di Salvo starebbe squarciando il velo su una serie di uccisioni avvenute tra Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina. I suoi racconti sono all’attenzione dei magistrati che stanno raccogliendo le sue dichiarazioni. In particolare l’ex poliziotto avrebbe fatto luce sull’omicidio di Vincenzo Di Girgenti, avvenuto nel settembre del 1994 ad Alessandria della Rocca. Di Girgenti, che era titolare di una impresa agricola, fu ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre stava per salire sulla propria automobile. Collabora con i magistrati di Palermo dallo scorso novembre, Pasquale Di Salvo. È a metà dicembre, però, che ufficializza ai pm di volersi “ravvedere completamente, come ero prima, prima ero una persona normale, civile, rispettata da tutti, avevo il mio bel lavoro… purtroppo ho avuto delle devianze, per la mia giovane età, per la mia inesperienza, per dire… che mi hanno portato a sbagliare e a condurre una vita non regolare che non rientrava nel mio modo di fare”.


Aragona:l’attuale sindaco Salvatore Parello, poi l’ex sindaco Biagio Bellanca, poi Alessandra Graceffa, e poi Giuseppe Pendolino
Bivona: Milko Cinà con la lista “Condividi Bivona”, e poi Salvatore Marrone, con la lista civica “Cittadini Bivona”.
Campobello di Licata: l’attuale sindaco Giovanni Picone sostenuto dal Partito Democratico e da “Uniti per Campobello”, poi Giovanni Gibella del centrodestra con la lista “Insieme si può”, e poi Giuseppe Sicilia per il Movimento 5 Stelle.
Casteltermini: Gioacchino Nicastro con la lista “Costruiamo insieme il nostro futuro”, poi Arturo Ripepe con la lista civica “Per Casteltermini”, e poi Filippo Pellitteri con il Movimento 5 Stelle.
Cattolica Eraclea: Santino Borsellino con la lista “Idee in comune”, e poi Giuseppe Giuffrida con “Cattolica Eraclea nel cuore”.
Comitini: Giacomo Orlando con la lista civica “Uniti per Comitini” e l’ex sindaco Nino Contino con la lista “Comitini per sempre”.
Lampedusa e Linosa: Giusi Nicolini per il centrosinistra, contro l’ex sindaco Totò Martello e il suo movimento “Susemuni”, poi l’ex senatrice ed ex vicesindaco Angela Maraventano per “Noi con Salvini”, e poi Filippo Mannino e la sua lista civica “Fare Lampedusa e Linosa”
Montallegro: Giovanni Cirillo con “Progetto per Montallegro”, e poi Rina Scalia con la lista “Per Montallegro”.
Santa Margherita Belice: Joseph Cacioppo con la lista “Ora Sì”, poi Pier Paolo Di Prima con “Io ci sto”, poi Pasquale Saladino con “Insieme per Santa Margherita Belice”, e poi Franco Valenti con la lista
“Andiamo avanti”.
Sciacca:Francesca Valenti per il centrosinistra, poi il presidente del consiglio comunale Calogero Bono, sostenuto dal sindaco uscente Fabrizio Di Paola, Forza Italia e Alternativa Popolare, poi Domenico Mistretta per il Movimento 5 Stelle, e poi l’indipendente Fabio Termine con il movimento “Mizzica”.
Villafranca Sicula: Domenico Balsamo con “Villafranca Bene Comune”, e poi Nicolò Cascioferro con la lista “Osiamo per Villafranca Sicula”
Palma di Montechiaro: Rosario Bellanti per l’Udc, poi Stefano Castellino con la lista “Nuova Palma”, e poi Martino Falsone per il Movimento 5 Stelle.


Si eleggono i sindaci e i Consigli comunali, con delle novità sostanziali rispetto alle consultazioni del 2012. La nuova legge elettorale è di competenza regionale, ed è stata approvata all’Ars, non senza perplessità, la scorsa estate. In buona sostanza, la “riformina” per le amministrative toglie centralità alla figura del primo cittadino e affida maggiori competenze al Consiglio comunale.
Un paio le parole chiave della nuova legge. Si comincia con il trascinamento. Queste consultazioni prevedono il cosiddetto voto disgiunto: si potrà votare sulla stessa scheda per una lista e per un candidato sindaco non collegati tra di loro.
Se l’elettore, facendo un esempio concreto, esprimerà un voto per un candidato al Consiglio o semplicemente per la lista, non sbarrando la casella del sindaco, il voto andrà automaticamente al candidato sindaco collegato alla lista o al candidato al Consiglio.
Morale della favola: più liste collegate a un solo candidato sindaco, maggiori possibilità di spuntarla proprio per via dell’effetto trascinamento. Altra parola chiave è voto di genere, che ha lo scopo di aumentare le quote rose nei consigli comunali. Già al momento della presentazione delle liste, uno dei due generi non può essere rappresentato da più di due terzi dei candidati. L’elettore potrà esprimere una o due preferenze per i consiglieri.
Attenzione però, nel caso di voto doppio, si dovranno scegliere due candidati di genere diverso, purché appartenenti alla medesima lista. Nel caso in cui si votassero due candidati dello stesso sesso, il voto valido sarebbe solo il primo espresso. Per i comuni con più di 15.000 abitanti, il sindaco potrà essere eletto al primo turno a patto che ottenga il 40% dei voti. Il premio di maggioranza in questo caso scatterà se anche le liste collegate arriveranno al 40%, in caso contrario il sindaco non avrà maggioranza. Nel caso in cui nessun candidato sindaco ottenga il 40% delle preferenze, si andrà al ballottaggio. In quel caso, il sindaco che vince avrà il premio di maggioranza a meno che le liste collegate al candidato avversario non abbiano raggiunto al primo turno il 50% dei voti. Per i comuni con meno di 15.000 abitanti vince il candidato che ottiene la maggioranza relativa, ossia il maggior numero di voti.
Al Consiglio comunale, andrà di diritto il secondo fra i non eletti alla carica di sindaco. Altra novità importante, tra quelle che potenziano il ruolo decisionale del Consiglio. Se il 60% sei consiglieri comunali dei comuni con più di 15.000 abitanti decidono di sfiduciare il primo cittadino, questo torna a casa. Prima serviva il 65% dei voti. Nei consigli comunali dei comuni con meno di 15.000 abitanti la regola è immutata: il sindaco è sfiduciato con i due terzi dei voti dei consiglieri.
Nell’agrigentino si vota ad Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa, Montallegro, Palma di Montechiaro, Santa Margherita Belice, Sciacca.
Tra volti vecchi e nuovi, ecco il bouquet dei candidati alla poltrona più ambita nei palazzi di città.
Il comune agrigentino più popoloso tra quelli chiamati alle urne è Sciacca. Si contendono il trono cittadino Calogero Bono, sostenuto da quattro liste, Fabio Termine è il candidato della lista Mizzica. La lista Sicilia Futura sostiene Francesca Valenti, mentre il Movimento cinque stelle supporta Domenico Mistretta.
Ad Aragona lotta tra quattro: Biagio Bellanca, Alessandra Graceffa, Giuseppe Pendolino e l’uscente Salvatore Parello.
A Bivona si fronteggiano Milko Cinà (Condividi Bivona) e Salvatore Marrone (cittadini Bivona).
A Campobello di Licata tentano l’uscente Giovanni Picone, Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia.
A Casteltermini corrono Gioacchino Nicastro (Costruiamo insieme il nostro futuro), Filippo Pellitteri (Movimento cinque stelle) e Arturo Ripepe (Per Casteltermini).
Sfida a due a Cattolica Eraclea: Santino Borsellino e Giuseppe Giuffrida.
A Comitini i candidati a sindaco sono Nino Contino e Giacomo Orlando.
A Lampedusa ci riprova il sindaco uscente Giusy Nicolini, l’ex sindaco Totò Martello, l’ex senatrice leghista Angela Maraventano e Filippo Mannino.
A Montallegro sfida tra Giovanni Cirillo e Rina Scalia.
A Palma di Montechiaro si “danno battaglia” Rosario Bellanti, Stefano Castellino (Riprendiamoci il futuro), Martino Falsone (M5S).
A Santa Margherita Belice in corsa Franco Valenti, Pier Paolo Di Prima, Pasquale Saladino e Joseph Cacioppo.
A Villafranca Sicula Domenico Balsamo e Nicolò Cascioferro.

Si voterà domenica 11 giugno dalle ore 7.00 alle 23.00.

L’elettore dovrà portare con sé il certificato elettorale ed il documento di identità. Nel caso in cui si fosse sprovvisti del certificato elettorale, gli uffici elettorali dei comuni di residenza resteranno aperti per tutta la giornata di domenica 11, così da fornire i duplicati.

Un furto è stato compiuto da ignoti, presumibilmente nella notte tra venerdì e sabato, nel supermercato di via Gioeni. I ladri hanno scassinato la saracinesca e sono penetrati all’interno dei locali dell’esercizio e commerciale portando via l’incasso presente. A fare l’amara scoperta i dipendenti giunti sul posto per l’apertura mattutina. Sempre sul posto si sono portate le forze dell’ordine che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini. Acquisite le immagini delle telecamere di video sorveglianza. Il bottino, dalle prime indiscrezioni, pare possa essere di circa 3.000 euro.

A causa di una grave malattia è morto prematuramente Claudio Brandara, fratello di Maria Grazia Brandara, già sindaca di Naro e deputato regionale, attuale commissaria dell’Irsap, a cui lo staff e gli editori di Teleacras rinnovano le condoglianze. La stessa Maria Grazia Brandara, a funerali conclusi, ritiene opportuno rivolgere un pubblico elogio di gratitudine e di apprezzamento verso il reparto Hospice dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Maria Grazia Brandara afferma: “Grazie a tutti voi di questo reparto, che avete usato tutti i mezzi e metodi conosciuti e disponibili, per alleviare le sofferenze di Claudio. Grazie per averci sostenuto. Le vostre parole hanno rappresentato un’ancora alla quale siamo stati aggrappati con tutte le nostre forze per non cedere. Grazie, perché avete dimostrato che non è necessario compiere i viaggi della speranza nelle strutture del Nord Italia, perché voi siete la speranza, voi siete l’eccellenza, voi siete l’amore per chi necessita di cure. Grazie al primario, dottor Alongi, guida attenta, ai dottori Lattuca, Toscano e Vizzini dalle straordinarie competenze e doti umane, alle amorevoli psicologhe e le assistenti sociali, al personale infermieristico e ausiliario puntuale e diligente, al Cappellano Don Saverio con le sue confortanti preghiere, ai signori Pietro e Torinè presenti e disponibili. Tutti avete un posto nel nostro cuore”.

Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno proceduto a denunciare a p.l. O.F., classe 1987, commerciante poiché resosi responsabile del reato di uccisione di animali con crudeltà e danneggiamento di animale altrui aggravato.
In particolare i Militari dell’Arma intervenivano nei pressi del Centro Commerciale ubicato in Via Campobello, accertando che il soggetto, verosimilmente per futili motivi connessi a dissidi di natura privata, aveva imbracciato sulla pubblica via una carabina ad aria compressa di libera vendita munita di congegno di mira di precisione, facendo segno su alcuni gatti inermi, procurandone la morte di uno, e ferendone gravemente un altro.
Sul posto i Carabinieri procedevano a far intervenire il personale specializzato del servizio veterinario dell’A.S.P. di Agrigento, che procedeva all’esame autoptico dell’animale e provvedeva alla successiva distruzione.
La carabina ad aria compressa veniva immediatamente sequestrata dai Carabinieri.