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Ad Agrigento, a San Leone, all’incrocio di ingresso alla frazione balneare provenendo dal Villaggio Peruzzo, un’automobile ha travolto e investito un’altra automobile in sosta innanzi al segnale dello stop. Il conducente dell’automobile investitrice è fuggito senza prestare soccorso. L’automobilista travolto, un uomo di 66 anni, è stato condotto dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento. Indagini sono in corso.

Il vescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana, è intervenuto nel merito dei recenti e numerosi accadimenti di aggressioni di stampo razzista. Montenegro ha affermano: “Non dobbiamo meravigliarci di questa deriva, fa difficoltà parlare di razzismo ma è chiaro un rifiuto dell’altro soprattutto se ha il colore della pelle nera, frutto di questo clima di tensione che si è voluto creare. Richiama Manzoni quando si gridava ‘dagli all’untore’. La responsabilità è di noi adulti e soprattutto di chi occupa posti istituzionali che deve pensare che le sue parole avranno una ricaduta. Noi cristiani abbiamo il dovere di attenerci al Vangelo e il Vangelo mi dice con estrema chiarezza che, da credente, non posso escludere nessun uomo perché escludere un uomo è escludere Dio. Per cui, pur sentendomi credente, rischio degli atti di ateismo. Credo che la responsabilità è di noi adulti e soprattutto di chi occupa posti istituzionali che non può liberamente dire ciò che pensa perché chi occupa certi posti deve pensare che le sue parole avranno una ricaduta anche su gente che non ha la stessa maturità e quindi possono prendere quelle parole in qualunque maniera e in questo caso, anche con un dito, fare male a chi è diverso”.

A Favara la comunità ecclesiale che opera nella località cosiddetta “Muntagnè” è stata ferita da alcuni gravi atti vandalici a danno di statue sacre. In proposito l’arciprete di Favara, don Giuseppe D’Oriente, commenta: “Certamente gli autori di tali vili atti oltre che squalificare se stessi e dimostrare i loro più bassi istinti e livelli culturali offendono i sentimenti di tutta la comunità favarese che nutre un particolare rispetto e riverenza a tutto ciò che riguarda il sentire religioso. Non posso fare altro che esprimere la mia costernazione e quella di tutta la comunità cittadina di fronte a un simile atto. Mi auguro che gli autori di tale gesto possano prendere coscienza dell’insano atto compiuto e dell’offesa arrecata a tutta la comunità favarese”.

Secondo quanto emerge dall’anagrafe studenti del Ministero della Pubblica istruzione, in 10 anni sono 300 gli agrigentini che hanno rinunciato ad iscriversi all’università e oltre 2000 gli studenti che si sono ritirati dagli studi. In riferimento al periodo 2006-2016, gli immatricolati, quindi gli iscritti al primo anno, sono stati 2.648. E nel 2016 2.348. Tutti gli iscritti, e quindi non solo al primo anno, nel 2006 sono stati 9.836. E nel 2016 sono stati 7.713, quasi tutti agrigentini che frequentano i corsi palermitani. Dunque, tra il 2006 e il 2016 vi è stata una riduzione di iscritti di oltre 2100 studenti. In aumento, invece, sono università più vicine ad Agrigento, come ad esempio la Kore ad Enna, dove gli iscritti nel 2006 sono stati 60 e nel 2016 sono stati 795.

’allarme sicurezza strutturale degli edifici scolastici in Sicilia, sollevato tra gli altri anche dal Codacons, incombe in prossimità dell’inizio del nuovo anno scolastico. Il governo Musumeci ha già provveduto a finanziare gli enti locali per l’espletamento delle verifiche antisismiche e ha promosso un bando per interventi di ristrutturazione e recupero in sicurezza degli edifici scolastici. Ad ottobre sarà definita la graduatoria delle opere immediatamente finanziabili, a valere sul piano triennale 2018-2020. In proposito interviene l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Roberto Lagalla, che afferma: “Sono evidenti i ritardi accumulati negli ultimi anni e purtroppo sono tali da non poter immaginare soluzioni miracolistiche, nè tanto meno estemporanee. E’ ovvio che le lezioni scolastiche dovranno essere avviate in una condizione di massima tutela della sicurezza degli studenti e, in questo ambito, è preponderante il ruolo degli enti territoriali, con i quali l’Amministrazione regionale continuerà a confrontarsi nei prossimi giorni. Da parte del governo regionale, non mancherà ulteriore disponibilità e continuità di interlocuzione anche con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela dell’incolumità pubblica. L’intento del governo è, chiaramente, quello di garantire agli studenti siciliani e alle loro famiglie un sereno andamento dell’anno scolastico, che inizierà regolarmente il 12 settembre, come già previsto”.

A largo dell’isola la nave Diciotti con 177 a bordo

Un lenzuolo bianco con la scritta ‘Lampedusa porto aperto’ e attorno una cornice di lumini accesi: è il messaggio che dall’isola siciliana viene rivolto idealmente alla nave Diciotti della Guardia costiera, da 5 giorni al largo di Lampedusa con a bordo 177 migranti soccorsi e ancora senza un approdo.
    Lo striscione si trova di fronte al mare in piazza Castello, all’estremità della via principale di Lampedusa (via Roma). E’ un’iniziativa del ‘forum Lampedusa solidale’ che riunisce più associazioni sull’isola e ha attirato l’attenzione anche dei turisti che sono lì.

Su “Il Messaggero” il giornalista e scrittore agrigentino, Matteo Collura, ha pubblicato un articolo che traccia le evidenti similitudini tra i casi dei ponti “Morandi” a Genova e ad Agrigento. Ad Agrigento, in particolare, Collura si sofferma sull’accozzaglia di palazzi sorti senza alcun criterio urbanistico nello stesso periodo di tempo in cui, in mancanza di altrettanto criterio di ragionevolezza, fu costruito il viadotto “Morandi”. Secondo Matteo Collura, a parziale rimedio del disastro provocato non vi è che la demolizione del ponte.

Il docente universitario e sociologo agrigentino, Francesco Pira, che ha appena pubblicato il libro “Giornalismi”, sul fenomeno della false notizie, le fake news , interviene a seguito di un caso eclatante di falsa notizia, una lettera mai scritta dal padre di Marta Danisi, la ragazza di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, vittima del crollo del ponte Morandi a Genova. La falsa lettera del padre della giovane infermiera ospedaliera è stata pubblicata sui sociale ed è stata condivisa da migliaia di persone.

Musumeci convoca un tavolo di monitoraggio sullo stato di salute delle autostrade in Sicilia. A breve sarà battezzata la nuova società “Sicilia Mobilità”.

Monitoraggio: è la parola d’ordine. Adesso che è crollato il ponte “Morandi” a Genova e sono morte più di 40 persone. E quindi si convocano i tavoli per monitorare, come se finora non si fosse monitorato alcunché. Servono oltre una quarantina di morti affinchè si monitori? Nell’Italia e nella Sicilia del 2018 la risposta è sì. Infatti, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato per venerdì prossimo, 31 agosto, i vertici di Anas, Cas, della Protezione civile e i signori dirigenti dell’assessorato regionale alle Infrastrutture per una riunione operativa sullo stato di salute dei ponti, delle autostrade e della viabilità secondaria in Sicilia. E Musumeci conferma quanto premesso e spiega: “I fatti di Genova ci impongono di effettuare un monitoraggio per avere ben chiara la situazione in Sicilia. Già a febbraio avevo pensato di avviare questa campagna per la sicurezza dei trasporti in Sicilia”. Il governo regionale ha già inviato una lettera a tutte le concessionarie delle autostrade nell’isola: entro 15 giorni presentino una relazione sulle condizioni di sicurezza di ciò che gestiscono in concessione. Nel frattempo lo stesso Musumeci annuncia il pensionamento del Cas, che è il Consorzio autostrade siciliane e che attualmente gestisce la Palermo-Messina, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela per complessivi 389 chilometri di autostrada. E il presidente prospetta: “Il Cas chiuderà entro l’anno. Questa esperienza sembra essere conclusa e c’è l’intesa con l’assessore alle Infrastrutture e l’intero governo affinché si definisca la questione in questo senso. C’è l’Anas interessata alla successione”. In verità, il piano per liquidare il Consorzio autostrade e assorbirlo nell’Anas è stato già definito: a settembre sarà quantificato il valore del Cas tra entrate e debiti, poi il Consorzio Cas, che è un ente regionale, sarà trasformato in Spa, in società per azioni, e poi, con la ri-capitalizzazione, entrerà l’Anas con il 50,1 per cento delle azioni della nuova società, il cui nome sarà “Sicilia Mobilità”. E la Regione manterrà il 49,9 per cento. La “Sicilia Mobilità” gestirà tutta la rete autostradale siciliana. Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, la spesa per la manutenzione ordinaria di tutte le autostrade siciliane costerebbe 60 milioni di euro all’anno. E non sono tanti: infatti, la sola Messina- Catania incassa 55 milioni di euro di pedaggi all’anno.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)


 Il Dr. M.B. di36 anni , dottore di ricerca ed ex assegnista di ricerca in Linguistica Italiana aveva partecipato alla procedura selettiva finalizzata alla copertura di un posto di ricercatore a tempo indeterminato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche; la Commissione dichiarava vincitore il Dr. V.P. di 51 anni, di Gangi, ed il Rettore dell’Università di Palermo con proprio decreto approvava gli atti della procedura concorsuale. Avverso tali atti proponeva un ricorso giurisdizionale con istanza di sospensione davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza,  il Dr. M.B., lamentando una serie di vizi di legittimità; in particolare lamentando tra l’altro l’erronea attività di determinazione dei criteri di attribuzione dei punteggi, con attribuzione di un punteggio di proporzioni smodate al vincitore ed una valutazione minima ai titoli ed alle pubblicazioni del ricorrente, e l’incompatibilità di uno  dei componenti della commissione esaminatrice, atteso   il rapporto di frequentazione e di collaborazione scientifica con il vincitore. Il TAR Sicilia,  Palermo, Sezione Prima, condividendo le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Valenza, accoglieva l’istanza cautelare avanzata dai difensori del ricorrente e, per l’effetto, sospendeva l’efficacia dei provvedimenti impugnati; ma il vincitore del concorso, Dr. V.P., assistito dall’Avv. Prof. Salvatore Pensabene Lionti, proponeva un appello cautelare davanti al CGA per la riforma dell’ordinanza cautelare resa dal TAR , lamentandone l’asserita erroneità sotto molteplici profili. Si costituiva in giudizio anche davanti al CGA il Dr. M.B., assistito dall’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello cautelare ex adverso proposto e la conferma dell’ ordinanza cautelare resa dal TAR. Il CGA, condividendo le tesi difensive dell’Avvocato Rubino, ha respinto l’appello cautelare proposto dal vincitore della procedura selettiva, confermando l’ordinanza cautelare resa dal TAR;  pertanto adesso la partita si sposta davanti al TAR, che deciderà nel  merito il ricorso alla seconda udienza pubblica del mese di marzo 2019 , statuendo sulla richiesta di annullamento della procedura selettiva